Stop agli sfratti! Rifondazione in piazza alla Spezia sostegno della campagna internazionale “Sfratti Zero”

11 ottobre 2012, by  
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Mercoledì 10 ottobre 2012 Rifondazione Comunista è scesa in piazza a sostegno della campagna internazionale “Sfratti Zero” svolgendo un presidio davanti alla Prefettura della Spezia.

Si sono svolte iniziative in 16 regioni, 50 province, 4 cortei, due tendopoli, presidi sotto comuni e prefetti, picchettaggio di palazzi vuoti, picchetti anti sfratto e inoltre assemblee, picchetti e iniziative in tutto il mese di ottobre, questo è il risultato di tante e tanti che si sono messi in rete e connessi per una azione corale contro gli sfratti e perchè la questione sfratti entri nell’agenda politica nazionale.

Rifondazione Comunista La Spezia ha aderito alla mobilitazione con l’obiettivo di fare entrare la questione sfratti-nell’agenda politica del nostro Paese. I numeri sono drammatici: le rilevazioni da parte del Ministero dell’Interno parlano, per il 2011, di circa 64.000 nuove sentenze di sfratto emanate, di cui circa 56.000 per morosità, con un’incidenza dell’87% sul totale.

Alla Spezia gli sfratti sono stati 209, di cui per morosità 187, pari all’89,47%. Quasi 2000 famiglie spezzine sono in attesa dell’assegnazione di una casa popolare a canone sociale o moderato.

Queste cifre certificano l’emergenza sociale, sottolineano l’impatto della crisi, e stridono con l’assoluta assenza di politiche abitative pubbliche, degne di tale nome, che siano non solo capaci di garantire il passaggio da casa a casa per gli sfrattati ma anche di affrontare il tema del caro affitti e della precarietà abitativa.

Gli sfratti per morosità negli ultimi cinque anni sono aumentati del 64 per cento. Una vera e propria emergenza nazionale a cui i governi non sembrano interessati a dare risposta; anzi, nel corso degli anni abbiamo assistito al taglio delle poche risorse destinate agli inquilini in difficoltà, la cedolare secca si è tradotta in una forte e ingiustificata riduzione della tassazione ai contribuenti con alti redditi e molte proprietà senza grandi risultati sul fronte dell’emersione dell’evasione fiscale, Piani casa ritagliati sulle esigenze della speculazione immobiliare e della rendita fondiaria.

Il Governo Monti dopo i tagli operati dal Governo Berlusconi ha azzerato completamente il fondo contributo affitto al quale ricorrevano 300 mila famiglie italiane anche queste nei prossimi mesi saranno condannate allo sfratto per morosità

Eppure esiste un vasto patrimonio pubblico che non viene utilizzato e lasciato nel degrado in attesa di privatizzazioni e valorizzazioni speculative.

Né possiamo accettare che la questione sfratti sia relegata o derubricata a questione di ordine pubblico o di assistenza sociale

Chiediamo:

– Sospensione degli sfratti per morosità incolpevole

– che la questione sfratti entri nell’agenda politica nazionale

– l’utilizzo del patrimonio del demanio civile e militare

– piano straordinario di edilizia residenziale pubblica a partire dal recupero dall’esistente.

 

Rifondazione Comunista

Federazione provinciale della Spezia

Vergassola (Prc/Fds La Spezia): “Il contributo volontario per l’Istruzione è una tassa mascherata del governo Monti”

29 marzo 2012, by  
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Tra le tante problematiche che colpiscono la scuola italiana e più in generale il mondo dell’istruzione, c’è quella del cosiddetto ”contributo volontario”, che di volontario però non ha nulla.

Infatti non sono mancate e non mancano le segnalazioni di studenti e famiglie che giustamente chiedono il motivo per cui questo contributo volontario viene ormai troppo spesso considerato ed imposto alla stregua di una tassa come le altre.

Vogliamo in proposito precisare che:

1) i contributi scolastici sono deliberati dai Consigli di Istituto.

2) Il comma 622 della legge 296/2006 (finanziaria 2007), intervenendo nuovamente sul tema dell’obbligo di istruzione, della durata di dieci anni e del suo innalzamento, ha tra l’altro stabilito che “resta fermo il regime di gratuità ‘‘.

3) il contributo è appunto VOLONTARIO e non può essere imposto in alcun modo, così come le risorse ottenute da esso possono essere usate esclusivamente per ampliare l’offerta formativa e non per il funzionamento ordinario della scuola. Inoltre le scuole devono fornire preventivamente la finalizzazione dei contributi e a fine anno rendicontarne l’utilizzo e le famiglie devono essere informate della sua detraibilità fiscale.

Comprendiamo perfettamente che questo ”governo” ora sia impegnato a distruggere i diritti dei lavoratori con lo smantellamento dell’articolo 18 e quindi non abbia tempo di pensare all’istruzione, di cui tanto ha già previsto il taglio di 4 miliardi dal bilancio, ma le famiglie degli studenti vanno rispettate e informate, non truffate con tassazioni mascherate da contributi volontari.

Invitiamo dunque il Ministero dell’Istruzione a vigilare con estrema attenzione, nella continua speranza che prima questo governo si dimette, meglio è per il Paese.

Filippo Vergassola, responsabile scuola e università Prc/Fds La Spezia