Salvador nunca muriò!

12 settembre 2020, by  
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L’11 settembre è l’anniversario della morte del presidente cileno Salvador Allende, caduto durante il golpe fascista di Pinochet del 1973, morto mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti dei carri armati dell’esercito.  Questo pomeriggio, una delegazione di Rifondazione Comunista della Spezia composta dalla segretaria provinciale Veruskha Fedi, dal consigliere comunale Massimo Lombardi e da Jacopo Ricciardi della segreteria regionale si è recata, come ogni anno, presso la targa ricordo al centro “Allende” di via Mazzini per rendergli omaggio deponendo un mazzo di fiori come ogni anno offerto dal Circolo XXV Aprile Aldo Lombardi di Vezzano Ligure. 

Nella fase storica che stiamo vivendo riteniamo più che mai importante ribadire che certi messaggi sono intramontabili: la ricerca della pace, la giustizia sociale, l’uguaglianza sostanziale, l’autodeterminazione dei popoli e la solidarietà fra gli stessi, senza mai dimenticare la lotta degli oppressi, dei più deboli, degli ultimi, in altre parole dei dimenticati. 

Affinché ogni individuo senta propria ogni ingiustizia nel mondo, affinché nessuno venga lasciato indietro.

 

Rifondazione Comunista La Spezia

“Intitolazione via a Norma Cossetto: ennesima offesa alla città del duo Asti-Peracchini”

25 luglio 2020, by  
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L’ineffabile “banda della toponomastica” spezzina Asti-Peracchini colpisce un’altra volta la nostra città. La giunta di centrodestra sembra avere una particolare predilezione per vie, piazze e relative intitolazioni quantomeno improvvide e di certo non innocue. Perché dietro alle facce in apparenza bonarie del duo capace di sconvolgere istituzioni come Tuttocittà e Google Maps, si nasconde un problema politico enorme che non possiamo non evidenziare. Nominare uno spazio pubblico a Norma Cossetto, uccisa dai partigiani comunisti nel 1943, è infatti una vergogna “alla Pansa” che deve essere chiarita e contestualizzata, per ben comprendere cosa si cela dietro questa operazione. E’ opportuno ripassare la Storia che Asti, da buon – ex – assessore alla cultura, deforma a suo piacimento e per i suoi scopi elettoralistici.

Forse l’assessore dimentica che la seconda guerra mondiale è stata causata solo ed esclusivamente da fascismo e nazismo, unici responsabili di 60 milioni di morti sparpagliati per i cinque continenti? Questi morti, soldati e civili, sono tutte vittime, dirette o indirette di chi seguì Hitler, Mussolini e l’impero giapponese in quell’abominio di cui anche la tragedia istriana è una conseguenza. Ma le morti hanno un peso totalmente diverso, che deve essere ribadito, altrimenti si è complici della stortura in corso.
Gli jugoslavi furono infatti invasi, torturati e schiavizzati dai fascisti italiani prima e dai nazisti poi. I partigiani comunisti guidati da Tito sono riusciti a liberare da soli la loro terra dopo quattro anni terrificanti di lotta, al prezzo di indicibili sofferenze.
Norma Cossetto è stata una vittima, certamente innocente a livello personale, della lotta di liberazione jugoslava. Vittima del grande tritacarne della seconda guerra mondiale. Ma era figlia di un dirigente del partito fascista che occupava quel territorio: questo la giunta spezzina sembra volerlo ignorare. Non molto tempo fa anche lo storico Alessandro Barbero, volto molto noto della cultura italiana e popolarissimo su internet, si era espresso sull’importanza della separazione tra storia e memoria.
Esse corrono parallelamente ma non sono la stessa cosa ed è bene tenerlo a mente, altrimenti si compie quella confusione, specie nei più giovani, che si chiama revisionismo storico.
Un’arma che certi pseudo intellettuali e politici hanno utilizzato in questi anni per criminalizzare il comunismo (e dunque tutto il movimento della sinistra) cioè la forza che ha sconfitto e distrutto il nazifascismo in Europa. Noi non lo possiamo tollerare. L’assessore Asti, che da poco è passato a Fratelli d’Italia concludendo la stessa acrobatica parabola (da post-socialista a post-fascista) compiuta da qualcun altro in passato, queste cose le dovrebbe sapere. 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Rifondazione Comunista ricorda i fatti del 21 luglio 1921 a Sarzana

21 luglio 2020, by  
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Luglio 1921. Sarzana maggiore città della Val di Magra, era amministrata dal Partito Socialista, con il sindaco Pietro Arnaldo Terzi e con all’interno della giunta anche una presenza di Comunisti, reduci dalla scissione del congresso di Livorno del 22 gennaio. Una città con una forte tradizione a sinistra, grazie alla presenza operaia e contadina della popolazione, che ne diede dimostrazione anche nelle elezioni nazionali del maggio 1921, dove il Partito Socialista ottenne il 47,07% e il Partito Comunista il 13,25%.

Da molti mesi, prima del 21 luglio, Sarzana subì aggressioni di squadracce fasciste. Il primo episodio risale al 29 maggio, quando nella frazione di Falcinello tre giovani intenti a cantare “Bandiera Rossa” furono uccisi da 8 colpi di rivoltella, sparati da tale Giuseppe Frolli. Il 12 luglio, per l’inaugurazione del fascio di Pontremoli, la squadra di Renato Ricci, noto squadrista carrarese, sostò a Sarzana e, dopo uno scontro con la popolazione, uccise un operaio estraneo ai fatti, tale Luigi Gastaldelli, che stava rincasando. In questo contesto, il 13 luglio gli antifascisti di Portovenere accolsero le camicie nere con lanci di vasi di fiori dalle finestre e bastonature; le camicie nere, fuggendo dal centro del paese, uccisero a sangue freddo il giovane operaio Giovanni Mastrilli. L’omicidio del fascista Pietro Procuranti di Tendola, avvenuto il 15 luglio per motivi non riconducibili alla politica, diede agli squadristi della vicina Carrara, capitanati sempre da Renato Ricci, il pretesto per un’altra azione che ebbe luogo 17 luglio, nel paese di Monzone, luogo natio di Procuranti, e dove si doveva tenere il comizio di Del Ranco, esponente comunista. I fascisti assaltarono la cooperativa cittadina e, negli scontri che seguirono, furono uccisi i comunisti Dino Rossi e Primo Garfagnini. Assaltarono anche l’abitato di Santo Stefano di Magra e, nel corso dell’azione, ci furono diversi feriti e due vittime, Luigi Del Vecchio e Edoardo Vannini. Ripartiti e giunti presso Sarzana, in località “tiro a segno”, i fascisti uccisero un passante estraneo ai fatti, Silvio Spadaccini. Dopo questi omicidi e varie provocazioni, la delegazione fascista fu arrestata e tradotta nelle carceri della cittadella.

Questi arresti provocarono una spedizione fascista e squadrista proveniente dalla Toscana, che il prefetto di Massa, a differenza di quello di Parma che fermò il fascista Farinacci e i suoi, non fece nulla per evitare. Lo squadrone, capitanato da Amerigo Dumini, che poi pochi anni dopo ritroveremo nella cronaca nazionale in quanto caposquadra che uccise l’onorevole Matteotti, partì dalla Toscana e si fermò a Carrara da dove proseguì lungo i binari della ferrovia, con l’obbiettivo di arrivare a Sarzana a sorpresa, liberare Renato Ricci e mettere a ferro e fuoco la cittadina rossa che non si era piegata alla propaganda fascista. Tuttavia, inaspettatamente, alla stazione di Sarzana, trovarono ad attenderli i Reali Carabinieri, che, sotto il comando del capitano Guido Jurgens, tentavano di difendere le istituzioni regie. Accanto a loro, vi era un’ampia delegazione dell’organizzazione degli Arditi del Popolo, una milizia costituitasi a Roma nel giugno 1921 da Argo Secondari e formata da arditi, ex reduci e proletari, con sentimenti antifascisti. La rappresentanza sarzanese degli Arditi, comandata da Delfini e Isoppo, si costituì come comitato di difesa popolare composto non solo da sarzanesi ma anche da provenienti dalle zone limitrofe e da contadini e operai, forti dello sciopero proclamato in quei giorni. Nella giornata del 21 Luglio 1921, essi difesero con le armi la città, cacciando da  Sarzana la delegazione fascista, che, però, riuscì ad ottenere il rilascio di Ricci e della sua banda. Nessun fascista fu arrestato o disarmato; nel tragitto del ritorno, il treno che li trasportava per ricondurli in Toscana fu preso a fucilate dai contadini presso la stazione di Luni. Vi furono in totale 14 morti e altrettanti feriti e ciò causò molte ritorsioni da parte dei fascisti, che uccisero anche due contadini lunensi nelle giornate successive per vendicare i morti di Sarzana.

Il Presidente del Consiglio, Ivanoe Bonomi, mandò l’Ispettore Trani ad occuparsi della vicenda. L’ispettore era un uomo dello stato, che credeva alla giustizia, e si oppose all’ordine del prefetto di disarmare i contadini, come se appartenessero all’esercito di un Paese straniero, perché riteneva che prima dovessero essere disarmati i fascisti, in quanto aggressori. La situazione politica nazionale, il mancato appoggio dei Socialisti al Governo Bonomi e la pacificazione tra il Fascio Nazionale e il Partito Socialista, ebbero ritorsioni politiche anche a Sarzana. Trani fu richiamato a Roma e, al suo posto, subentrò Rossi, filofascista che fece disarmare e arrestare i contadini, e che, con una dura repressione, colpì in particolare gli Arditi e i Comunisti.

Con molto orgoglio sosteniamo, citando il Presidente Pertini, che: “se tutte le città d’Italia avessero fatto come Sarzana, il fascismo non sarebbe passato”.

22 anni dopo, nel 1943, durante la Resistenza, Sarzana e la vallata del Magra seppero mostrare ancora all’Italia intera il valore antifascista e democratico.

Ora e sempre resistenza!!

Rifondazione Comunista,

federazione provinciale La Spezia

“Via ad Almirante semplicemente intollerabile. Basta con gli insulti alla storia degli spezzini”

8 febbraio 2020, by  
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Non c’è due senza tre. Dopo Escrivà e Craxi, ancora una volta a Spezia si vuole usare la toponomastica a fini politici e revanscisti. La federazione spezzina di Rifondazione Comunista ritiene assolutamente scandaloso che la giunta Peracchini prenda anche solo in considerazione l’ipotesi di intitolare una piazza o una via cittadina a Giorgio Almirante, repubblichino mai rinnegato, firmatario del manifesto della razza e fondatore e leader del partito neofascista Msi fino alla sua morte, avvenuta oltre trent’anni fa.

Se l’amministrazione comunale dovesse accogliere la proposta dei gruppi neofascisti locali, l’intera provincia spezzina dovrà mobilitarsi contro questa ennesima provocazione. Infatti un altro sfregio alla storia della nostra città, gloriosamente antifascista, non può essere tollerato. Per questo Rifondazione aderisce ad ogni iniziativa organizzata in questi giorni per impedire tale decisione, dalla raccolta firme ai presidi di protesta in città. Spezia non dimentica quella memorabile giornata del 1972 quando il previsto comizio di Almirante in piazza Beverini fu impedito dagli antifascisti giunti da ogni parte della provincia generando forti scontri con le forze di polizia. 
Dopo quasi cinquant’anni è Peracchini, ora, a dovere essere fermato dalla mobilitazione popolare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale della Spezia

11 settembre 1973-2019: Rifondazione ricorda Salvador Allende

17 settembre 2019, by  
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Come ogni anno, mercoledì 11 settembre, ricorderemo il presidente cileno Salvador Allende, caduto durante il golpe fascista di Pinochet del 1973, morto mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti dei carri armati dell’esercito.
 
L’appuntamento è per le 18.30 per la deposizione di una corona di fiori presso il centro allende ai giardini pubblici della Spezia. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Potere al Popolo La Spezia: “Solidarietà ai compagni di Perugia aggrediti dai fascisti. Episodi di inciviltà anche nella nostra città”

22 febbraio 2018, by  
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La scorsa notte un militante di Potere al Popolo è stato accoltellato a Perugia mentre era intento ad affiggere i manifesti per la campagna elettorale. 
Un vile attacco squadrista che rispecchia in pieno la drammaticità della situazione politica italiana, dove l’odio e la violenza fascista si fa sempre più spazio nell’indifferenza generalizzata dell’opinione pubblica.
Questo clima a dir poco pesante si respira anche nella nostra città. Se da un lato, per fortuna, non si sono ancora registrati episodi di violenza fisica, dall’altro abbiamo però assistito a decine di manifesti di Potere al Popolo strappati proprio nella giornata di ieri dagli spazi assegnati.
Questo la dice lunga sul livello di inciviltà, ignoranza e squadrismo sempre più diffuso, di fronte al quale però noi non pieghiamo e non piegheremo mai la testa, come ha sottolineato proprio oggi Viola Carofalo, portavoce nazionale di Potere al Popolo.
Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai compagni di Perugia e a tutti i perugini fieramente antifascisti.
No pasaràn!
 
Potere al Popolo La Spezia

“Solidarietà alla Cgil di Bolano. Il fascismo cresce, sta a tutti noi fermarlo”

16 dicembre 2017, by  
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Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà e vicinanza alla Cgil per l’incivile episodio accaduto alla sede del sindacato a BolanoEnnesimo sintomo di un clima di enorme ignoranza e di odio sempre più marcato nel Paese che inevitabilmente sfocia, come ci ha già insegnato la Storia, nella più becera delle ideologie.
Si comincia con un semplice striscione, poi con una manifestazione, quindi con la rappresentanza politica: il fascismo attecchisce ovunque e solo pochi nella società civile sembrano allarmarsi. E chi va a colpire? Naturalmente chi difende i lavoratori, gli ultimi, gli emarginati. Film già visto, purtroppo. E con amarezza e rabbia c’è da registrare, a Spezia come altrove, che molti stanno tentando di sdoganare sempre di più le parole d’ordine e i modelli pesudo-mussoliniani. Ad esempio si attacca ferocemente chi solleva la questione X Mas e chi difende ad oltranza i valori della Resistenza e della Costituzione, si fa finta di nulla quando si aprono sedi “legali” apertamente neofasciste, e addirittura si cerca di nobilitare e mettere alla luce, con la scusa dell’arte, statue di gerarchi del ventennio. Questo è il brodo da cui fermenta questa sottocultura già sconfitta dalla Storia e che molti “millennials” stanno ri-abbracciando. Mattone dopo mattone il muro fascista si innalza: sta a tutti noi ri-abbatterlo il prima possibile.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Anniversario dei fatti di Sarzana: Rifondazione e i Gc in piazza Luni per non dimenticare

23 luglio 2017, by  
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Sabato 22 luglio dalle 17.30 Rifondazione Comunista e i Giovani comunisti spezzini saranno in Piazza Luni a Sarzana per non dimenticare i gloriosi fatti del 21 luglio 1921 avvenuti a Sarzana.

La popolazione sarzanese e della Val di Magra, insorta in armi, costrinse alla fuga le squadracce fasciste toscane e liguri che volevano occupare la città. Operai e contadini organizzati dal movimento unitario antifascista degli Arditi del popolo; militanti comunisti, anarchici e socialisti con alla testa il sindaco di allora Arnaldo Terzi; militi e carabinieri che in quell’occasione, a differenza di ciò che accadeva ovunque, si scontrarono con i fascisti, furono i protagonisti di quella giornata.
Sarzana fu, assieme a Parma, una delle poche città nelle quali la resistenza della popolazione riuscì a battere le squadre fasciste. Quegli avvenimenti meritano ancora oggi di essere ricordati innanzitutto perché vi ritroviamo le radici di una comunità come la nostra fondata proprio sui valori dell’antifascismo e della democrazia.

Riconfermare ed attualizzare questi valori è particolarmente importante e necessario in una società come la nostra nella quale la crescita delle diseguaglianze, della precarietà e dell’attacco ai diritti dei lavoratori va di pari passo con il tentativo di “riscrivere” la Storia mettendo sullo stesso piano fascismo ed antifascismo.
Per noi antifascismo e democrazia non sono parole da sbandierare nelle commemorazioni e da riporre nel cassetto il giorno dopo. Sono invece uno stimolo a lottare per la giustizia sociale e per l’eguaglianza e contro ogni forma di oppressione, di discriminazione, di sfruttamento ed a contrastare l’emergere di formazioni che si rifanno al fascismo ed nazismo la cui pericolosità è stata messa in evidenza anche dalle inchieste che nei giorni scorsi hanno coinvolto il nostro territorio. Antifascismo e democrazia sono per noi un impegno quotidiano per difendere ed applicare la Costituzione, che si fonda proprio su questi valori e che tanti, e non solo a destra, vorrebbero cancellare.

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti La Spezia

Rifondazione ricorda Salvador Allende: un uomo, un presidente, un antifascista combattente

11 settembre 2014, by  
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Si è svolta questa mattina, come ogni anno, la cerimonia organizzata da Rifondazione Comunista in onore di Salvador Allende, il presidente del Cile caduto per il colpo di stato fascista quel maledetto 11 settembre 1973.
Allende è stato, ed è tuttora, un’immensa icona della sinistra mondiale: democraticamente eletto, fu rimosso mentre difendeva, armato, il palazzo presidenziale della Moneda dai carri armati del suo stesso esercito, guidati dal generale assassino Augusto Pinochet, la cui dittatura sanguinaria è proseguita fino al 1990.Un golpe sostenuto senza mezzi termini dalla Cia e dal capitalismo internazionale, di cui Allende da tempo denunciava gli enormi abusi nei confronti dei popoli del mondo.

Presso il centro spezzino che porta il suo nome, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Massimo Lombardi ha letto l’ultimo discorso di Allende ai cileni: “Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l’obbligo di procedere. Erano d’accordo. La storia li giudicherà”

Tra i vari presenti di stamani anche le cittadine cilene Carla Mastrantonio, della Cgil spezzina, e Patricia Wacquez, che hanno raccontato i loro personali ricordi del terribile regime di Pinochet.

Per non dimenticare.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Elezioni, Lombardi: “Gioia per il ritorno di Rifondazione nel parlamento europeo e per i compagni eletti nei comuni spezzini. Ricostruiamo insieme la sinistra di alternativa al renzismo”

27 maggio 2014, by  
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“E” stata una una tornata elettorale che ci ha dato grandi soddisfazioni e che ci ha riempito di speranze per il futuro. Ora occorre lavorare sodo per costruire la vera sinistra di alternativa al renzismo dilagante”.
Così commenta Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista: “Il successo della Lista Tsipras premia l’enorme impegno, fatica e abnegazione dei compagni che, nonostante l’assoluto oscuramento mediatico, la scarsità di mezzi economici, le mille difficoltà incontrate sulla strada (unica lista ad aver dovuto raccogliere 150000 firme per potersi presentare), ha portato a sfondare il muro dello sbarramento al 4%, ottenendo più di un milione e centomila voti. E’ stato un voto di resistenza e di rinascita, la nostra sofferenza è stata premiata nel veder tornare in parlamento Rifondazione Comunista nella persona della giovane compagna Eleonora Forenza, alla quale va tutto il nostro in bocca al lupo e che speriamo di poterl riabbracciare presto qui a Spezia”.
“Nel nome di Alexis Tsipras” prosegue Lombardi “di Syriza e di tutti i compagni greci, gli unici ad aver vinto le elezioni nel proprio paese, gli unici a resistere in un’Europa decisamente spostata a destra con la vittoria dei Popolari, a cui si aggiunge l’inquietante successo dei fascisti francesi guidati da Marine Le Pen, la sinistra taliana può cominciare a ricostruirsi. Lavoriamoci fin da subito, ripartiamo da qui tutti insieme per il bene comune: ogni gruppo della sinistra italiana è necessario ma non sufficiente se lavora da solo. E’ il grande insegnamento di queste elezioni”.
“Al successo europeo” conclude il segretario Prc “si aggiunge quello locale delle compagne/i iscritte/i a Rifondazione o da noi sostenute/i come indipendenti nelle elezioni comunali spezzine: è il caso di Debora Cossu e Salvatore Romeo ad Arcola, Francesca Gianfranchi e Luca Marchi a Castelnuovo, Valeria Fregosi a Follo, Sara Pellegrotti a Pignone, Antonio Barrani a Vernazza e Nadia Lombardi a Vezzano. Una menzione speciale anche alle compagne/i che per pochissimi voti non ce l’hanno fatta: Luigi Mulattieri ad Arcola, Rosaria Lombardi a Bolano, Ruggero Sarbia a Calice, William Domenichini e Sara Zolesi a Follo. A tutte/i loro va un grande grazie e un augurio di buon lavoro per portare le nostre lotte e le nostre idee sul territorio. Adelante!”


Massimo Lombardi,
segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

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