Fedi (Rifondazione): “L’8 marzo non c’è niente da festeggiare”

7 marzo 2019, by  
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Il Manifesto della Lega partito al governo, uscito in occasione dell’8 marzo conferma una volta di più perché in questa giornata  non c’è niente da festeggiare; alla donna viene attribuito il compito ”naturale” di promozione della famiglia e quello strategico di sopravvivenza della nazione dove l’eccesso di autodeterminazione e libertà  susciterebbe rancore e conflitto con gli uomini  (tradotto: se le donne vengono ammazzate è perché sono troppo libere).

Questa visione di società all’alba del terzo millennio, spiega a quale inferno di subordinazione e sudditanza si condanni ancora il genere femminile. Non per niente traducono tutto questo nel Decreto Pillon, nella rimessa in discussione della Legge 194 e la legittimità delle famiglie arcobaleno.

Ecco perché questa giornata deve tornare con forza ad essere giornata di rivendicazione dei diritti e giornata di lotta, recuperare lo spirito con cui era nata proprio ai primi del 900 nel mondo occidentale…altro che mimose!

La violenza esiste in famiglia, nelle relazioni, sui posti di lavoro, alle frontiere e sui media nazionali. Lo sciopero lanciato qualche anno fa dal movimento argentino NI UNA MENOS contro la contro la violenza maschile sulle donne, attraversa tutte le discriminazioni delle donne, compreso il doppio sfruttamento del loro lavoro: nei posti di lavoro e in casa.

Come in moltissime città italiane anche a Spezia è nato un paio di mesi fa il collettivo Non una di Meno che domani sarà in piazza alle ore 17 con lo Sciopero femminista globale.

Noi saremo con loro perché “Le strade libere le fanno le donne che le attraversano” non è solo uno slogan che mira a smantellare l’apparato di controllo e sorveglianza delle nostre città, ma soprattutto il monito costante a costruire nuovi spazi di lotta e di conquista delle donne.

Veruschka Fedi
Segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Lombardi e Fedi: “Peracchini reintroduca la residenza anagrafica in attesa del pronunciamento della costituzionalità. Presentata mozione in consiglio comunale.”

2 febbraio 2019, by  
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Se proprio la questione dell’universalità dei diritti violati non convince, paradossalmente i  primi a dover chiedere un ripensamento sul Decreto Sicurezza dovrebbero essere proprio coloro che individuano nei migranti la causa di tutti i mali che viviamo, perché gli effetti dell’applicazione creeranno ancora più marginalità e sofferenza sociale. Per questo riteniamo che perlomeno la sospensione del decreto relativamente alla residenza anagrafica sia un atto doveroso in attesa degli opportune verifiche di costituzionalità che in queste settimane sono state richieste.
A poco più di un mese dalla sua entrata in vigore, i sindaci italiani hanno preso coscienza delle gravi conseguenze per i tessuti sociali delle città. Rifondazione ha contrastato questo provvedimento quando ancora era in discussione, denunciandone tutte le storture e siamo scesi in piazza contro la sua approvazione assieme a migliaia di persone nella manifestazione del 10 novembre a Roma degli Indivisibili.
Per questo la disobbedienza dei sindaci di Napoli e Palermo lo consideriamo un atto politico coraggioso da una parte e doveroso per la tutela di tutte le cittadine e cittadini. Le conseguenze di questa legge le vivremo sulla nostra pelle, visto che non solo penalizzerà i cosiddetti “migranti” ma si trasformerà in un vero e proprio regalo alla criminalità. I sindaci lo hanno capito.
Negare la residenza anagrafica ai titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari in fase di rinnovo e ai richiedenti asilo, adulti o bambini non accompagnati che siano, significa non dare loro una carta d’identità e di conseguenza lasciarli nell’impossibilità di avere un lavoro e cure sanitarie. Associamo a tutto questo lo smantellamento dell’accoglienza Sprar (unanimemente riconosciuta come la migliore soluzione) e l’impatto fortemente negativo sulle condizioni di vita delle persone e delle città, oltre che sull’esercizio effettivo dei diritti, è inevitabile.
Tramite il consigliere comunale Massimo Lombardi abbiamo depositato una mozione specifica, che si discuterà lunedì’ 4 febbraio in consiglio comunale, in cui chiederemo  sia attuata la sospensiva del “Decreto Sicurezza” e la conseguente reintroduzione della residenza anagrafica.
Veruschka Fedi,
Segretaria provinciale di Rifondazione Comunista
Massimo Lombardi,
Consigliere comunale di Spezia Bene Comune

Elezioni provinciali, Fedi (Prc La Spezia): “Nessuna partecipazione al voto, si restituisca la democrazia ai cittadini”

8 gennaio 2019, by  
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Rifondazione Comunista non parteciperà alle elezioni provinciali spezzine indette per il prossimo mercoledì 9 gennaio. 

Vengono chiamate “elezioni”, ma sono in realtà vere e proprie nomine da spartire tra i principali gruppi politici che compongono i consigli comunali.

Infatti queste consultazioni non chiamerà la popolazione ad esprimersi, ma serviranno solo a dare una parvenza di legittimità a un organismo ridotto al lumicino negli ultimi anni dai governi Monti e Renzi. Un ente che non dispone più né di risorse economiche, né di competenze, dato che la stragrande maggioranza del personale è stata spostata in altre istituzioni. Eppure le province continuano a svolgere funzioni importanti come la gestione dei rifiuti, delle scuole superiori, del trasporto pubblico.  

Chiediamo dunque che venga adottata una riforma che ridia un senso alle province e soprattutto il diritto di voto a tutti i cittadini e le cittadine. 

Pertanto, fino a che non verrà restituita voce alla democrazia, Rifondazione non parteciperà a questo balletto spartitorio deciso a tavolino da centrodestra e Partito Democratico che interessa poco o nulla la cittadinanza spezzina.

Veruschka Fedi,

segretaria provinciale Prc-Se La Spezia

Veruschka Fedi (Prc La Spezia): “Piena solidarietà a Lara Ghiglione della Cgil, offesa come sindacalista e come donna”

31 dicembre 2018, by  
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Rifondazione Comunista si unisce alla solidarietà a Lara Ghiglione, segretaria della Camera del Lavoro spezzina, insultata pesantemente sui social per aver manifestato contrarietà alla manovra economica governativa. 
 
Il clima è pesante, chi sostiene il governo Lega/5 Stelle non vuole sentire voci critiche e se sei donna la reazione con insulti e minacce diventa ancora più facile e virale. 
 
Si fermi la barbarie e si torni alla contrapposizione di merito. Siamo accanto alla Cgil per le azioni che intenderà prendere al riguardo.
Veruschka Fedi,
segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Sinistra spezzina dopo Roma: “Siamo stati umiliati e ora vogliamo delle risposte”

17 novembre 2018, by  
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“Ci siamo sentiti umiliati”. E’ il coro che si leva a seguito dell’episodio avvenuto sabato scorso quando decine di manifestanti, spezzini, sono stati fermati e controllati uno a uno mentre cercavano di raggiungere la maxi manifestazione romana contro il decreto Salvini alla quale hanno partecipato 100 mila cittadini, tra i quali molti migranti. E questa mattina davanti al Palazzo del Governo, Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Sinistra Italiana e Cobas hanno manifestato per esprimere contrarietà in merito al trattamento subito prima della manifestazione romana. “Sono stati fermati quasi tutti i pullman che arrivavano a Roma – hanno spiegato Veruskha Fedi e Serena Tusini – . Siamo stati fermi per più di un’ora e ci siamo imposti affinché non venissero ‘schedati’ anche i minorenni. Ci hanno sequestrato anche i bastoni per le bandiere, in bambù. Quando siamo risaliti sul pullman, poi scortato fino alla prima fermata della metro, siamo stati filmati mentre riprendevamo posto sul mezzo con il documento in mano. Ci chiediamo chi abbia dato quest’ordine: se è partito dalla questura oppure direttamente dal Governo”. 

Oltre a sentirsi violati i manifestanti hanno sollevato un’altra questione. “Sappiamo che questo genere di controlli – ha aggiunto Giacomo Pregazzi di Sinistra italianafanno parte del decreto ‘Minniti – Orlando’. Ed è lo stesso applicato per gli stadi e le manifestazioni sportive. Fa sorridere il pensiero delle interrogazioni parlamentari di Paita e Orlando che chiedono chiarimenti su una legge che ha scritto e votato il Partito Democratico che ha imposto questi controlli. Siamo al limite del grottesco. E rimane in sospeso un altro punto: perché a Roma sono state perquisite centinaia di persone mentre a Torino e Predappio non è avvenuto niente di tutto questo? Inoltre erano presenti decine di ragazzi migranti, in regola, e abbiamo notato che nei loro confronti l’attenzione nei loro confronti era davvero molto alta”.

da www.cittadellaspezia.com

Fedi: “L’ingerenza del sindaco Peracchini nelle modalità di gestione delle commissioni consiliari è di una gravità inaudita”

17 novembre 2018, by  
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Al di là degli aspetti giuridici su cui probabilmente il primo cittadino dovrebbe riflettere, si tratta di un atto che mette in dubbio ed in pericolo l’autonomia del consiglio comunale, organo di rappresentanza democratica del capoluogo spezzino. Le Commissioni consiliari sono forse l’ultimo baluardo di democrazia rimasta nei nostri comuni, luogo in cui il consigliere può interloquire con Enti, Agenzie, organi dello Stato, realtà sociali e sindacali interessati dalle varie problematiche, aperte alla cittadinanza e dove ogni affermazione ha valore legale, insomma luogo in cui ha un senso compiuto ed un’utilità reale l’esercizio dell’attività consiliare. 
Se Peracchini è intollerante verso qualsiasi confronto e dissenso è problema suo, non dei valori democratici del nostro paese e del comune capoluogo. 
Se Peracchini non riesce a  gestire i rapporti con la sua maggioranza e’ problema suo,  non utilizzi metodi antidemocratici per imbavagliare il consiglio comunale ed i suoi organi come le commissioni.
In pochi mesi di amministrazione il centrodestra ed il sindaco spezzino ha inanellato una serie di episodi indegni che dovrebbero far riflettere, dal negare l’incontro con i lavoratori Acam solidali con la collega “licenziata” dall’assessore Casati, dalla nomina della super dirigente che doveva affiancare Peracchini nel riprendere in mano la situazione per ridimensionarla a capo Dipartimento per ovvia incompatibilità della funzione con il ruolo del Segretario Generale, alla vicenda dell’eternit a Marola ed alle contraddizioni che ne emergono sulle modalità di intervento dell’amministrazione sul controllo e monitoraggio del quartiere. Non ultimo, ma per gli interessi della città senz’altro di minor interesse, i continui balletti su presunti rimpasti di giunta e sulla litigiosità delle componenti della maggioranza per acquisire un posto al sole.
In un contesto che pare di caos totale, è evidente che il Sindaco tenti di limitare scivoloni e ulteriori sbandamenti censurando le Commissioni consiliari, un’atto illegittimo che grida vendetta, col quale il sindaco vuole mettere in ordine la maggioranza e zittire l’opposizione. Oltre ad un passo indietro del sindaco, riteniamo che sia indispensabile un atto formale del presidente del consiglio Guerri se non vuole esser complice, affinché nel suo ruolo tuteli le prerogative del consiglio comunale e dei consiglieri, consapevoli che questa vicenda minerebbe le fondamenta delle istituzioni democratiche locali.
 
Veruschka Fedi,
Segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

 

Fedi, (Prc La Spezia): “Da Ciano alla discriminazione dei bimbi agli asili”

23 novembre 2017, by  
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Sei mesi e gli indirizzi di come questa città verrà governata nei prossimi anni risultano sempre più evidenti. La boutade del riposizionamento della statua di Ciano in centro città per valorizzarne il suo esempio di vita, è l’apice del pensiero culturale che ci aspetta; la riabilitazione di un gerarca fascista che riassume in sé un modello di società domata col manganello, resa fedele da piccole elargizioni al limite del caritatevole, in nome della difesa della propria identità…fatto salvo come nel caso di Ciano, utilizzare queste argomentazioni per farsi beffa del caro popolo e arricchirsi sulle sue spalle in nome di patria onore e cristianità.
La cultura securitaria che si vuole spacciare come risolutiva nei confronti del disagio sociale sempre più diffuso e presente, ovviamente non elimina e non affronta la causa del disagio stesso,  ma lo allontana lo ghettizza sempre più, rendendolo sempre più drammatico. Questo atteggiamento culturale “di protezione” dell’italiano è stato portato all’estremo dall’ultimo provvedimento riguardante gli aiuti alle famiglie per l’accesso agli asili nidi.
Per avere la certezza di poter garantire le bambine e i bambini italiani senza tener conto del reddito, si è ecceduto nella garanzia della “spezzinità”, col risultato che non solo sono penalizzate le famiglie extracomunitarie, ma pure quelle famiglie che magari vivono in città in via transitoria o si sono trasferite dai comuni limitrofi negli ultimi anni.
Il risultato sarà che chi è già in difficoltà economica lo sarà sempre più, perché dovrà accudire i propri figli senza la speranza di poter lavorare, il disagio aumenterà ancora e questa volta oltre il danno la loro beffa, perché il provvedimento colpirà anche gli italianissimi….così il tentativo di accentuare lo scontro tra nativi e non questa volta non è riuscito anche se cercheranno di porvi rimedio. Non si fermeranno, cavalcheranno quest’onda di intolleranza sino all’estremo per coprire l’incapacità di gestire un fenomeno epocale di crisi economica e giustificarla nell’individuazione di un nemico, in questo caso il migrante domani chissà.
Migrante sulla cui pelle fanno affari tutti, specialmente quelli che a gran voce dicono “a casa loro”…basta vedere la manodopera del Veneto autonomista, i grandi proprietari immobiliari, spezzini compresi, che affittano appartamenti fatiscenti a prezzi incredibili. Ora in tutto questo la Statua di per sè potrebbe esser il minor dei mali, anche perché esponendola in piazza pubblica si sottopone al giudizio del popolo che potrà reagire come meglio crede, ma è il significato simbolico in cui si ritrova l’agire coerente di questa Amministrazione ad essere per noi inaccettabile.

Parafrasando Leonardo Sciascia di cui ricorre in questi giorni il 29° anno della sua scomparsa, noi come Rifondazione mettiamo in conto la sconfitta, e anzi la prevediamo: ma non possiamo che batterci, finché avremo un margine, sia pur piccolo, sia pur insicuro.

Veruschka Fedi,

Segretaria provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

Fedi: “Domenica 29 ottobre terzo appuntamento pubblico con Sergio Olivieri e la Rivoluzione russa”

31 ottobre 2017, by  
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Domenica 29 ottobre alle ore 10.30, presso la sede del Prc di via Lunigiana 545 si terrà il terzo e ultimo appuntamento con Sergio Olivieri dedicato alla Rivoluzione russa. Il tema dell’incontro sarà “La Russia e l’Europa dopo la Rivoluzione d’Ottobre”. Uno scenario complesso che Sergio Olivieri saprà raccontare con chiarezza e rigore come ha già dimostrato negli incontri precedenti.
 
L’evento è ovviamente a ingresso libero e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. L’ottimo successo di pubblico (nella foto in allegato) dello scorso scorso sabato per la conferenza al centro “Allende” del professor Angelo d’Orsiuno dei massimi esperti gramsciani (autore di “Gramsci, una nuova biografia” e “1917, un anno rivoluzionario”) ci conferma la voglia della nostra gente, del nostro popolo, di tornare a cercare gli strumenti per interpretare e ribaltare la profonda crisi sociale che stiamo vivendo.
 
Dopo tanti anni in cui politicamente si è “vissuti di rendita” oggi si vogliono ri-acquisire le risposte in quelle che sono le fondamenta del nostro pensiero/azione così che la Rifondazione Comunista diventa sempre più attuale e necessaria.
 
Veruschka Fedi, 
 
segretaria provinciale Prc La Spezia

Fedi e Vergassola: “Alternanza scuola lavoro prodotto scellerato della “Buona Scuola” renziana”

9 ottobre 2017, by  
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La cosiddetta riforma della “Buona Scuola” ha un solo obiettivo: utilizzare la formazione pubblica per assecondare i peggiori interessi ed istinti del mercato. L’alternanza scuola/lavoro ne è l’aspetto più evidente. Il minimo di ore che uno studente delle scuole superiori deve realizzare obbligatoriamente è 200 per i licei e 400 per gli istituti professionali. Mandare i giovani a lavorare per centinaia di ore, nelle biblioteche come nei McDonald’s, negli uffici come nei magazzini, serve ad insegnare loro che chi vorrà in futuro un posto di lavoro, dovrà ottenerlo accettando il dogma della prestazione gratuita. Questi ragazz* sono coscienti del fatto che se questo loro lavoro venisse retribuito con i voucher, cioè con le più ignobile delle remunerazioni, ogni studente dovrebbe ricevere dai 1500 ai 3000 euro?

Questo è il furto materiale che i giovani subiscono grazie ad una legge dello Stato, mentre il furto immateriale è la dignità che non è quantificabile. “Da mesi andiamo dicendo che quello dell’alternanza scuola-lavoro è un disastro annunciato: purtroppo nella nostra città l’incidente occorso allo studente di 17 anni è la conseguenza di un progetto estremamente dannoso, pericoloso ed illogico” afferma Filippo Vergassola, responsabile nazionale scuola dei Giovani Comunisti.

Il giovane, che stava guidando un muletto pur essendo sprovvisto di patente, è rimasto schiacciato nel mezzo con rottura della tibia: 40 giorni di prognosi e tante domande che non hanno risposte. Perché il ragazzo stava esercitando una mansione che non poteva svolgere? Quali tutele aveva nello svolgimento di quella mansione? Che tipo di controlli ci sono stati nella scelta delle aziende che ospitano studenti?

Adesso è il tempo di intervenire” – prosegue Vergassola – “senza rinunciare alla grande battaglia politica (ma anche culturale) che ci impone di lavorare sul lungo periodo per l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, occorre limitare i danni prodotti dalle scelte politiche disastrose che sono arrivate a mettere a repentaglio la vita stessa degli studenti in quello che di fatto è un prolungamento dell’orario scolastico.

In quest’ottica già nei prossimi giorni chiederemo alle amministrazioni degli istituti superiori di esplicitare quali siano i criteri di scelta delle aziende e, soprattutto, quali tipi di garanzie vengano forniti agli studenti” – afferma Veruschka Fedi, segretaria provinciale Prc – “le figure dei tutor che devono seguire gli studenti sono spesso assenti: le responsabilità in questo caso su chi ricadono? I ragazzi stessi devono prender coscienza di come li stanno utilizzando e dei rischi che corrono e devono essere i primi a denunciarne tutte le inefficienze. Ringraziando il Partito Democratico che ci ha regalato questa “geniale” riforma, riteniamo necessario adesso aprire un largo fronte che coinvolga non solo gli studenti, ma docenti, lavoratori della scuola e realtà sociali che si oppongono all’inarrestabile processo di mercificazione ed aziendalizzazione dei saperi“.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Fedi (Prc La Spezia): “Soddisfazione per approvazione ordine del giorno contro il CETA”

5 ottobre 2017, by  
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Il consigliere comunale Massimo Lombardi di Spezia Bene Comune ha presentato nell’ultima seduta del consiglio comunale spezzino un ordine del giorno che è stato accolto e votato dalla maggioranza, affinché il comune della Spezia contrasti, in ogni sede e luogo istituzionale, l’accelerazione della procedura di approvazione così come la ratifica finale del trattato CETA, chiedendo l’apertura di un confronto ampio e partecipato sugli effetti dell’approvazione di tali trattati sul tessuto economico-sociale, l’ambiente e i diritti nel nostro Paese.
Il CETA, acronimo inglese di Comprehensive Economic and Trade Agreement, ossia “Accordo economico e commerciale globale”, è un trattato di libero scambio tra Canada e Unione europea che colpisce il nostro Made in Italy agro-alimentar. All’Italia sono riconosciute appena 41 indicazioni geografiche, a fronte di 288 DOP e IGP registrate, con conseguente rinuncia alla tutela delle restanti 247, oltre al sostanziale occultamento delle informazioni sull’origine dei prodotti a vantaggio dell’Italian sounding, ossia il via libera all’uso di libere traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori – un esempio è il Parmesan – e alla possibilità di usare le espressioni “tipo, stile o imitazione”. Il territorio spezzino, luogo di nascita, di produzione e di promulgazione di prodotti tipici che necessitano di salvaguardia e di tutela, sarà colpito irrimediabilmente da questa ennesima truffa neoliberista, che  aumenta i rischi per la salute, come ha sottolineato, in una argomentata lettera a deputati e senatori, Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, protagonista insieme a Cgil, Arci, Acli Terra, Federconsumatori, Legambiente, Slow Food International, Green Peace, Fair Watch, Movimento Consumatori e tanti altri di un largo movimento per il blocco del CETA. I rischi per la salute aumentano a causa “dell’applicazione del principio di equivalenza delle misure sanitarie e fito-sanitarie che consentirà ai prodotti canadesi di non sottostare ai controlli nei Paesi in cui vengono venduti. Ricordiamo che in Canada è impiegato un numero rilevante di sostanze attive vietate nella Ue”.
Il documento approvato dal consiglio comunale è teso a ribadire, nelle appropriate sedi istituzionali, il diritto degli enti locali di poter essere interpellate e coinvolte sulle questioni riguardanti gli impatti dell’approvazione dei trattati di libero scambio sui diritti del lavoro, sulla tutela dei territori da investimenti esteri insostenibili a livello ambientale e sociale, sulla tutela delle economie locali da competizione troppo spesso al ribasso. Esprimiamo la nostra soddisfazione per una vittoria politica che riguarda la partecipazione dei popoli al contrasto delle politiche neoliberiste che continuano a privatizzare ricavi e socializzare le perdite, colpendo le classi sociali più deboli, per il profitto di pochi. Quella contro il CETA è una delle tante battaglie in cui le nostre comunità devono essere protagoniste, dando un segnale importante al governo.
Veruschka Fedi, segretaria provinciale Prc La Spezia 

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