“Ancora uno scandalo corruzione, tutta la politica intervenga sulla trasparenza”

27 aprile 2018, by  
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Prima le mazzette Asl, poi quelle su Piazza Verdi. Il secondo scandalo-corruzione emerso nel giro di pochi giorni alla Spezia mette in luce, se mai ce ne fosse ulteriore bisogno, la “mala gestio” spezzina nei confronti dei grandi appalti pubblici. 

A rimetterci sono, come al solito, i contribuenti che prima pagano sulla propria pelle opere a dir poco contestate (come il rifacimento di Piazza Verdi) o ancora inesistenti (come il futuro ospedale nuovo Felettino) e poi vengono addirittura beffati con quel lievitare dei costi che spesso significa “tangenti”.
La questione morale si interseca anche con quella politica, visto che le amministrazioni regionali e comunali, di centrosinistra e di centrodestra, non hanno saputo o voluto intervenire in tempo, non accorgendosi di nulla e non rimuovendo o punendo quei funzionari che finiscono inevitabilmente ad aver un potere decisionale (e di bilancio) troppo grande. Ciò ha prodotto quel fantomatico “sottobosco” in cui prosperano svariati personaggi alla continua ricerca dell’appalto, del contratto, del favore di turno. Temi che Rifondazione ha sempre denunciato nel corso degli anni, a partire dai tempi pre-Parcopoli.
Al netto delle decisioni della magistratura, chiediamo alla politica spezzina di fare una grossa autocritica e di provvedere a risanare al più presto la macchina amministrativa coltivando la più assoluta trasparenza che non può più essere derubricata a questione di secondo piano.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

A Duvia i lavori per lo smaltimento scavi del Felettino, Prc La Spezia: “Un vero schiaffo alla città”

8 agosto 2016, by  
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Riteniamo sia un vero e proprio schiaffo alla città della Spezia l’assegnazione dell’appalto di smaltimento delle terre di scavo per il nuovo ospedale del Felettino all’Orazio Duvia & C

Inutile sottolineare, infatti, come tale nome sia legato indissolubilmente a una delle pagine più oscure della nostra provincia e non solo, quella della famigerata discarica di Pitelli che tanto ha nuociuto alla salute dei nostri concittadini
 
A oltre trent’anni dallo scandalo, vedere lo stesso Duvia occuparsi dei lavori per il futuro polo medico spezzino ha il sapore di un’autentica beffa. 
 
Ci auguriamo che tale nostra indignazione venga espressa anche dalle altre forze politiche nonché le istituzioni e le associazioni spezzine.
 
Pitelli è una ferita ancora aperta che non si rimarginerà tanto facilmente. Spezia non può essere presa in giro ancora una volta.
 
Sollecitiamo inoltre l’attenzione, rimanendo sul tema-Felettino, sul caso dei lavori dell’innalzamento del 5° piano dell’ospedale, mai utilizzato, sul quali pende un esposto in procura firmato da numerosi cittadini spezzini per denunciare l’ennesimo sperpero di denaro pubblico. 
 
Chiediamo pertanto alle istituzioni competenti e alla magistratura di fare chiarezza sul caso prima che l’edificio venga definitivamente demolito.
 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia  

Spezia, il quinto piano del Felettino finisce in procura con l’esposto di Massimo Lombardi

 

L’avvocato LombardiSi tratta di un esposto che prevede anche la richiesta di sequestro dell’immobile , di tutta la documentazione preliminare, di realizzazione e successiva di questo progetto.

Il quinto piano del Felettino non “s’aveva da fare”. Su questo principio cinquanta cittadini hanno firmato un esposto, assistiti dall’avvocato Massimo Lombardi, proprio sull’innalzamento di un piano della struttura sanitaria ormai prossima a un’imminente demolizione. 
 
A presentare l’esposto alla Procura della Spezia, in cui viene chiesto anche il sequestro del quinto piano, è proprio l’avvocato Lombardi. 
 
Si tratta di un esposto che prevede anche la richiesta di sequestro dell’immobile – spiega Lombardi – , di tutta la documentazione preliminare, di realizzazione e successiva di questo progetto. Si tratta di un progetto che poi nel 2008 ha avuto realizzazione concreta a cui è seguito un sopralluogo che poi ne ha decretato l’inagibilità. Sono stati investiti più di quattro milioni di euro a fronte di una struttura che non è mai stata utilizzata.
 
Inevitabili, dunque, per Lombardi le domande sorte da parte dei cittadini che chiedono: chi ha pensato a realizzare una struttura di sopraelevazione in assenza delle verifiche di fattibilità? 
 
Pare che questa verifica non sia stata fatta – ha proseguito Lombardi -, pare inoltre che la ditta abbia avuto delle difficoltà. A questo punto sorge spontaneo chiedersi chi è il progettista, chi ha eseguito i lavori, chi li ha fermati e perché non si è intervenuti prima. Infine viene da chiedersi per quale motivo siano dovuti intervenire i cittadini quando tutti sapevano erano ben a conoscenza di questa situazione. Si chiede alla magistratura un intervento oggi, anche perché la commissione del comune ha lavorato bene, e ci chiediamo come sia possibile prevedere una demolizione che aizzerebbe le responsabilità, perché in questo momento è necessario fare degli accertamenti tecnici per valutare le ragioni per le quali si è arrivati all’inagibilità di questa struttura.” 
 
L’esposto parte dalla considerazione che la sanità spezzina – conclude Lombardi – è vittima di politiche di restrizione di finanziamenti nazionali e regionaliAnche da come ha detto il primario Mazzotta, i cittadini devono fare uno scatto in avanti e impegnarsi in prima persona per questa battaglia del diritto alla salute. In questo richiamo all’impegno civico, i cittadini sottoscrittori ritengono che la vicenda dell’ospedale Felettino meriti un approfondimento”
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“Fermiamo lo sfascio della sanità ligure”: iniziativa di Rifondazione all’Urban Center

26 marzo 2015, by  
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La sanità è un tema sempre attuale, soprattutto in una provincia, quella spezzina, in cui le occasioni per il dibattito davvero non mancano. I ritardi nel trasferimento della “Don Gnocchi” da Sarzana alla Spezia, il Pronto soccorso che si ingolfa di ambulanze, la carenza ormai cronica di personale medico e infermieristico, un ospedale nuovo che è ancora da vedere iniziare e che andrà a sostituire due strutture sanitarie vecchie, fatiscenti, inadatte ad ospitare una sanità che pure, a livello clinico, risulta in linea con i parametri nazionali e tra le migliori della Liguria.
Il quadro è complesso e offre spunti a non finire, così la federazione spezzina di Rifondazione Comunista ha deciso di organizzare un convegno per domani, giovedì 26 marzo, alle 17.30 negli spazi dell’Urban Center (via Carpenino).
Il titolo, ‘Fermiamo lo sfascio della sanità in Liguria’, la dice lunga su quale sarà il tenore degli interventi.

Parteciperanno Carla Mastrantonio per la segreteria della Cgil, Arturo Fortunati, ex consigliere regionale da sempre attento alle tematiche legate alla salute, il consigliere comunale Giulio Guerri, il segretario provinciale di Rifondazione Massimo Lombardi, i medici Mariano Mij e Giuseppe Agrimi. Coordina il consigliere comunale di Rifondazione, Edmondo Bucchioni.

Abbiamo voluto organizzare un’iniziativa plurale, che potesse raccogliere idee diverse con le quali poter tracciare la strada per uscire dalla crisi della sanità regionale tenendo come caposaldo assoluto il diritto alla salute, mentre vediamo che ci sono sempre più cittadino che fanno fatica ad accedere alle cure mediche. Per questo – afferma Lombardi – rilanciamo il grido d’allarme lanciato dal primario del Pronto soccorso, Gianfranco Mazzotta: ‘Spezzini indignatevi!. Le condizioni in cui operano medici e infermieri sono drammatiche, li ringraziamo per il loro impegno, ma bisogna cambiare radicalmente l’approccio ai problemi della sanità locale. Non è con le provocazioni come quella lanciata recentemente dal sindaco che si risolvono le cose“.
Massimo Federici aveva annunciato di voler imporre con un’ordinanza l’assunzione di personale da parte della Asl, non arrivando la deroga da parte della Regione. Una dichiarazione che era stata motivo di scontro con l’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo.
Montaldo – interviene Jacopo Ricciardi, membro della segreteria regionale di Rifondazione comunista – è stato critico anche nei confronti della legge sui primari voluta dal Pd. Ha ragione il nostro segretario regionale, Marco Ravera: questa norma è un regalo che il Pd renziano ha fatto ai primari. Nonostante i numerosi scontri del passato, anche in considerazione della posizione che ha tenuto su questa vicenda, abbiamo invitato l’assessore regionale a partecipare al nostro incontro di domani“.

Intanto Lombardi annuncia che, raccogliendo la volontà di alcuni cittadini, sarà presto presentato un esposto alla magistratura per quel che riguarda l’innalzamento dell’ultimo piano dell’ospedale del Felettino, un intervento costato 4 milioni di euro “e mai utilizzato“.
Solo oggi questi cittadini sono giunti in possesso delle informazioni necessarie per presentare un esposto consistente, quindi, nonostante sia passato molto tempo chiederemo ai magistrati di indagare sulla progettazione, il finanziamento, la realizzazione e le verifiche di quell’opera che rappresenta un enorme spreco di denaro pubblico“, conclude Lombardi.

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Lombardi: “Una manifestazione in città contro il disastro della sanità spezzina”

17 gennaio 2015, by  
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La situazione della sanità spezzina è giunta oramai al limite della sopportazione umana.

Liste di attesa eterne, personale ridotto all’osso causa blocco delle assuzioni, una costruzione mai cominciata di un nuovo ospedale la cui prima pietra è stata pomposamente annunciata più volte e sempre con nuove elezioni alle porte (da quelle politiche a quelle regionali alle comunali): sono le principali criticità di un sitema oramai al collasso.

Mentre il fantomatico nuovo Felettino veniva biecamente strumentalizzato a fini elettorali. mentre si sono ascoltate tante chiacchiere e riempite per anni pagine e pagine di giornali, la sanità spezzina andava letteralmente a rotoli. E’ quello a cui abbiamo assistito negli ultimi cinque anni: a pagare (sulla propria pelle e con le proprie tasche) è stata sempre e solo la popolazione.

Per questo lanciamo l’appello per una grande manifestazione nei prossimi giorni dei cittadini di tutta la provincia, assiciazioni e movimenti politici di opposizione che parta da piazza Verdi e giunga di fronte all’ospedale Sant’Andrea.

Per dire tutti insieme basta alle speculazioni sulla salute e pretendere risposte immediate dai signori Federici, Burlando e Conzi.


Massimo Lombardi,

segretario provinciale Rifondazione Comunsita La Spezia

Bucchioni: “Dea di II° livello all’ospedale Felettino? Un sogno…”

16 giugno 2014, by  
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Sono ormai note le vicende e le conseguenti polemiche circa la chiusura del reparto Oncologico dell’Ospedale Felettino, sulle quali Rifondazione Comunista si è già duramente espressa.

In questa sede però, mi preme puntare l’attenzione su un altro aspetto della vicenda, meno noto.

Nella precedente consiliatura partecipai come Presidente della III Commissione Sanità ad un workshop, dove venne distribuito un elaborato tecnico inerente la riorganizzazione della Sanità spezzina, firmato dal Direttore Generale Dottor Gianfranco Conzi.

In questo documento, in mio possesso, si indicavano date ben precise, riguardanti i tempi di demolizione del vecchio Felettino, entro il 2012, e di nuova edificazione del DEA (Dipartimento Emergenza Accettazione) di II° Livello, con inizio lavori nel 2012, e fine lavori entro il 2017.

Nell’Anno del Signore 2014, la situazione è la seguente: il Dottor Conzi è ancora Direttore Generale, il vecchio Felettino è ancora lì, ed il presunto DEA è tuttora una possibilità in gestazione.

In questo arco di tempo, non solo non è stato fatto niente a proposito della nuova struttura ospedaliera, ma vengono a mancare reparti “vitali” come quello oncologico.

La Regione, l’ASL n°5, l’Amministrazione Comunale, il Sindaco, quali strade intendono intraprendere per garantire la Sanità alla Spezia?

Aspettiamo fiduciosi una risposta……

 

Edmondo Bucchioni

Capogruppo di Rifondazione Comunista

Consiglio comunale della Spezia

“Chiusura oncologia del Felettino: decisione scandalosa in una delle province più colpite da tumori. Federici e Burlando diano risposte immediate agli spezzini”

12 giugno 2014, by  
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Riteniamo semplicemente scandalosa l’improvvisa chiusura del reparto di oncologia dell’ospedale Felettino della Spezia.

In una provincia che presenta le più alte concentrazioni di malattie tumorali d’Italia, tale decisione sa di assoluta beffa nei confronti di tutti gli spezzini, che devono conoscere il vero motivo di questa decisione tanto assurda quanto ingiustificata.

Spiegare questa scelta nell’ottica dei “tagli” è un affronto, dato che la salute delle persone non ha prezzo.

Questa è la dimensione in cui ci vogliono trascinare chi governa questa città, questa regione e questo Paese: riduzione all’osso dei servizi pubblici fondamentali, nel rispetto degli ordini di bilancio dettati dalla fantomatica “Europa”, e sanità sempre più in mano a strutture private. A pagare, con il portafoglio e con la pelle, sono i cittadini.

Al sindaco Federici e al presidente della regione Burlando chiediamo risposte immediate, convincenti e risolutive sulla grave questione emersa in questi giorni.

Rifondazione Comunista La Spezia

Otto nuovi filobus, poi torneranno anche i vecchi. Battesimo un po’ turbolento

15 marzo 2014, by  
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Quattro gli esemplari dati in fiero pasto a stampa, curiosi, autorità e scolaresche. Altrettanti quelli tenuti ai box, per un totale di otto mezzi che entreranno in servizio sulle linee 1 e 3 dal 20 marzo. Filobus realizzati da un’azienda polacca, lunghi 12 metri, in grado di ospitare 85 persone e dotati di un motorino ausiliario diesel. Investimento complessivo: circa 5.5 milioni di euro, un terzo a carico di Atc, il resto fondi regionali. I filobus tornano alla Spezia, dove sono una tradizione centenaria, dopo circa un anno e mezzo di digiuno, durante il quale è stata curata e mantenuta la filovia (scambi, sottostazioni ecc.) che, complici l’allungamento dal Canaletto a Fossamastra e sull’asse Migliarina-Felettino, porterà la rete a un’estensione di 30 Km. I 14 filobus attivi in precedenza ora riposano al deposito di Mazzetta, spodestati da quello del Canaletto, dove il progetto biblioteca ha suscitato qualche malumore tra addetti ai lavori e appassionati, che con buone ragioni avrebbero preferito vedervi sorgere un museo dei trasporti.

Ma attenzione: la vecchia guardia tornerà in servizio quando il cantiere di piazza Verdi sarà concluso – non avendo motore ausiliario come i nuovi arrivati, non possono aggirare certe spinose situazioni – andrà a unirsi agli otto Solaris, per un totale di 22 veicoli, fiore all’occhiello green del parco Atc, che conta in tutto circa 150 unità. “Finalmente i filobus. – ha detto Renato Goretta, fresco presidente e Ad di Atc Esercizio – È un momento particolare, i tagli alle risorse in questo settore sono stati importanti. Occorre evitare ulteriori contrazioni e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico. I Solaris sono un primo passo in questa direzione: confortevoli, sicuri e soprattutto poco inquinanti“.

Tuttavia, ieri non son state tutte rose e fiori. Movimento 5 Stelle, Cobas e Rifondazione si sono fatti sentire parlando di “passerella” e “foglia di fico ambientale”. Al grido di “Meno poltrone, più corriere”, i manifestanti hanno puntato il dito contro le nomine del gruppo Atc (Goretta stesso e il presidente Atc spa Flavio Cavallini), gli stipendi d’oro e l’agenzia regionale del Tpl. I contestatori hanno espresso dubbi anche sui mezzi: “Con il motorino diesel attaccato, potrebbero non funzionare riscaldamento e condizionatore. Consumeranno tantissimo, e saranno lenti”. Secca la replica di Goretta. “Abbiamo ridotto costi e poltrone. È una protesta strumentale e confusa”.

da www.gazzettadellaspezia.it

Spezia, Rifondazione Comunista lascia la maggioranza: “Federici e il Pd hanno tradito il programma”

5 aprile 2013, by  
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Rifondazione Comunista della Spezia, rappresentata in consiglio da Simona Cossu in qualità di capogruppo della Federazione della Sinistra, esce dalla maggioranza di centrosinistra della città.La decisione, ad opera del comitato politico federale del partito riunitosi lo scorso 20 marzo, è stata annunciata questa mattina presso la sala stampa del comune capoluogo alla presenza della stessa Cossu, del segretario provinciale Massimo Lombardi, dei rappresentanti della segreteria e dei circoli spezzini del Prc. Ai giornalisti e alla cittadinanza è stato presentato il “libro nero” dell’amministrazione Federici, un lungo elenco di mancanze e di “tradimenti” al programma stilato nemmeno un anno fa dalla coalizione risultata vincente alle elezioni del maggio 2012. Una situazione divenuta oramai intollerabile.Acam, porto e nuovo ospedale del Felettino sono i principali nodi di divergenza nell’azione di governo della città nel quale Rifondazione lamenta un’assoluta assenza di confronto.

Su Acam, oramai fallita, nessun impegno è stato preso per costruire un vero piano industriale capace di poter rilanciare le attività del gruppo, nessuna volontà di ricapitalizzazione e nessun impegno di fare rispettare ai comuni il loro ruolo di soci ed azionisti. L’unica volontà emersa è quella di mantenersi proni ai diktat degli istituti di credito, dalla privatizzazione alla liquidazione dei servizi. Nonostante il referendum del 2011, i programmi elettorali chiari su questi punti e le buone intenzioni espresse (a parole), assistiamo di fatto allo smantellamento dei servizi.

A questo va aggiunto il trattamento cui sono sottoposti i lavoratori, la vergogna del referendum aziendale sui contratti di solidarietà in “stile Marchionne” e la cassa integrazione che impoverisce gli stessi lavoratori peggiorando seriamente i servizi per i cittadini. Sono anni che Rifondazione cerca di proporre alternative a queste decisioni scellerate senzamai essere stati presi in considerazione ma, anzi, a tratti derisi e tenuti costantemente all’oscuro delle scelte intraprese.

Anche sul porto nulla è stato fatto. L’attuazione del Prp è un miraggio. Ad oggi non esiste ancora un progetto sulla fascia di rispetto, opera essenziale al fine di mitigare i disagi delle lavorazioni portuali nei quartieri del Levante cittadino. Sul waterfront la restituzione di Calata Paita alla città è stata trasformata dalla possibilità per i cittadini di riappropriarsi di importanti spazi a mare, alla prospettiva di una gigantesca colata di cemento che prevede la costruzione di sei palazzi e due grattacieli. Rifondazione Comunista è per lo stop al consumo del territorio rigettando completamente questa ipotesi fino a quando il progetto di Llavador non sarà cestinato.

La vicenda della concessione Contship, un procedimento privo di trasparenza adeguata e nel quale si evidenziano possibili figure sintomatiche dell’eccesso di potere, che consegna il porto per cinquantatre anni a tale società instaurando un monopolio assurdo, e la ventilata riconferma a Presidente dell’Autorità Portuale di Lorenzo Forcieri, dimostratosi incapace di applicare il Prp e autoreferenziale nell’esercizio del proprio mandato, sono altre due questioni di gravità inaudita.

L’ultima “perla” in termini temporali è quella del futuro nuovo ospedale del Felettino. Le dichiarazioni sulla stampa del presidente Burlando sono in totale controtendenza con tutto quello che Federici ha promesso in campagna elettorale, in primo luogo la realizzazione di un ospedale con soli soldi pubblici. Il presidente della regione ha invece dichiarato che mancano all’appello 25 milioni di euro che dovranno essere reperiti da fondi privati, magari attraverso una fondazione che prosuegui il clientelismo dilagante che persevera in città.

Ma la cosa più grave sono i dubbi sul Dea di secondo livello. In tutte le discussioni in consiglio comunale il sindaco ha garantito che non vi fosse alcun problema a riguardo. Oggi leggiamo che il nostro bacino d’utenza non è sufficiente a giustificare tale struttura. Una bugia gigantesca. Federici ha sempre affermato che se non si fossero trovate le risorse pubbliche per la costruzione del nuovo ospedale con un dea di secondo livello, si sarebbe dimesso. Ma dopo le esternazioni di Burlando non abbiamo avuto nessuna presa di posizione.

Infine il metodo adottato dal sindaco descrive una totale mancanza di rispetto nei confronti di una forza politica che ha contribuito in modo importante alla sua rielezione.

In undici mesi, nonostante le pesanti polemiche all’interno della maggioranza, Federici non ha ritenuto di dover riunire le componenti politiche che lo hanno sostenuto e nemmeno di dover telefonare al segretario provinciale di Rifondazione o ad altri membri della segreteria.

La maggioranza si è riunita soltanto una volta a fronte delle gravi emergenze che affliggono il nostro territorio, e l’ordine del giorno di questa unica riunione ha riguardato i rapporti del gruppo della Federazione della Sinistra con la stampa.Queste sono solo alcune gravi questioni sul quale vi è una netta contrapposizione tra Rifondazione e centrosinistra spezzino. Ci corre l’obbligo di rimarcare anche la gravità delle affermazioni del sindaco in merito alle nostre critiche, accusandoci di essere in “cerca di posti”. Affermazioni arroganti, inaccettabili peraltro mai smentite dalla dirigenza provinciale del Pd.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

 

Cossu sullo strappo: “Con il Pd non c’è più discussione”

 

Sancito l’addio dei comunisti alla maggioranza consiliare. Lombardi: “Non si può prendere le decisioni e poi comuncarlo, ci vuole democrazia partecipata. Nessuna alleanza con il M5S”.

La Spezia – “L’amministrazione Federici ormai ha preso una piega dispotica, in cui il dissenso o anche solo il confronto sono vietati”. Le Federazione della sinistra esce dalla maggioranza in consiglio comunale, e lo fa sbattendo la porta. La capogruppo Simona Cossu ha parole dure per il sindaco e il Partito democratico, rei, secondo i comunisti, di averli estromessi sistematicamente dalle decisioni importanti nonostante gli accordi pre-elettorali. L’addio è quindi un approdo inevitabile, e arriva a poche settimane da un’elezione generale a dir poco disastrosa per la lista Ingroia.
“I punti fondamentali di attrito sono Acam e il porto, ma in generale mai una volta ci siamo riuniti all’interno della maggioranza per discutere questioni che erano importanti. Il messaggio che il sindaco manda alla città è del tenore: lasciate lavorare il manovratore, e non contestate le decisioni”.”In questa città c’è una classa dirigente che davanti alla crisi sociale si dimostra priva di idee. Non esiste un progetto di sviluppo capace di dare prospettive, e nel frattempo all’interno del Pd si assiste ad una guerra tra bande, con l’uso delle istituzioni come arma in mano ai dirigenti. Ora ci sarà il bilancio e vedrete che sarà costruito in maniera scomposta dai vari uffici, già Federici mi ha anticipato che non ci sono i fondi per coprire tutti i servizi”. Sui prossimi scenari, il segretario provinciale Massimo Lombardi esclude qualsiasi ipotesi di alleanza con il Movimento 5 Stelle. “Possiamo essere d’accordo su alcuni punti, ma di alleanze non si parla”. Eppure è quello uno degli aspetti più interessanti da tenere presente per il futuro. Prc e Comunisti Italiani si ripropongono di aprire alle associazioni e ai comitati, che sempre di più guardano alla creatura di Beppe Grillo che, nonostante le tensioni interne a livello parlamentare, alla Spezia può vantare una “verginità” che è presupposto forte se si vuole strizzare l’occhio ad una certa società civile.”Siamo consapevoli di aver dato il via ad un momento epocale – dice Lombardi – e si tratta di una decisione sofferta. Ma non si tratta di un capriccio, lo dimostra il fatto che il partito ha votato l’uscita in maniera compatta con tutti i circoli del territorio. Sappiamo che questo comporta tutta una serie di rotture a livello locale, a cui probabilmente seguirà la fine anche a livello nazionale di quella forma con cui ci eravamo presentati alle ultime amministrative non solo alla Spezia. Ma è cambiato il progetto di città, ci siamo allontanati da un programma che era frutto di decine di ore di mediazione, e ci sentiamo ormai estromessi da ogni elaborazione delle scete strategiche”.
Troppe decisioni calate dall’alto, poce partecipazione: è questo il punto su cui si sofferma il segretario. “Nessun tema è stato declinato in questa maniera, ma mai come in questo momento abbiamo bisogno di democrazia partecipata. Non si può imporre delle scelte e poi spiegarle: si deve partire dai cittadini, dai sindacati, dai comitati e dalle associazioni”.

Domenichini: “Enel, Acam, porto e Atc i nodi dolenti”

Da ora in poi il voto sarà calibrato provvedimento per provvedimento. Cossu “Su Acam sono i grillini ad averci copiato”.

La Spezia – “Ribadiamo il carattere estremamente politico di questa scelta, siam l’unica forza che ha avuto il coraggio di dire che è stato tradito un patto di governo della città e della provincia tutta”. Il responsabile ambiente di Rifondazione comunista William Domenichini spiega così l’abbandono della maggioranza in consiglio comunale alla Spezia.
“Non è vero che non c’è un’alternativa, noi non passiamo all’opposizione per dire dei ‘no’. Su Acam abbiamo vissuto una storia in cui le nostre proposte sono sempre state respinte, e poi siamo stati tacciati di irresponsabilità quando noi abbiamo rigettato le privatizzazioni e le misure che gravano sui dipendenti”. E i temi legati all’ambiente sembrano essere quelli su cui maggiormente si è consumato lo strappo: “Su Enel e sull’Aia serve un’analisi che vada in profondità, noi abbiamo sempre voluto porre la ospettiva di una riconversione. Sul porto c’è una concessione cinquantennale fatta ad un privato: una questione che ricade anche su Porto Venere e Lerici. Per quel che riguarda Acam parliamo di un tema che coinvolge tutta la provincia. E poi Atc: possibile che non ci sia un punto comune sul bacino unico?”.
“Da ora in poi decideremo volta per volta e tema per tema – annuncia Cossu – e faremo molte proposte alternative. Se per esempio ci si chiede di salvare Acam siamo con chiunque. Anche con i grillini? Certo, ma questo si dovrebbe chiedere a loro visto che hanno portato un provvedimento copiato dal nostro…”
Rifondazione all’attacco di Federici e PD: “Sarà opposizione dura, basta con il dispotismo”

LA SPEZIA – “Basta con la gestione dispotica del Comune da parte di Federici. E i dirigenti del PD devono smetterla di usare le Istituzioni per le loro guerre tra bande”. Non le manda a dire la Consigliera Comunale di Rifondazione Comunista Simona Cossu.  Il giorno dopo l’annuncio ufficiale dell’uscita dalla maggioranza, tutto lo stato maggiore di Via Lunigiana si presenta ai giornalisti per spiegare le motivazioni di uno “strappo” che era nell’aria da tempo.

Forse addirittura prima delle elezioni amministrative che hanno visto il rinnovo del mandato a Federici al primo turno. Rifondazione fece la scelta, a quel tempo insieme ai Comunisti Italiani, di sostenere il secondo mandato del sindaco, con l’intento, dichiarato al proprio elettorato, di contribuire a “spostare a sinistra” il baricentro della coalizione di centrosinistra e poi del governo della città.

Sembra passato un secolo, invece che pochi mesi. La Federazione della Sinistra non c’è più, travolta dalla sconfitta elettorale alle politiche. Dopo l’azzeramento dei vertici nazionali, quello che rimane di Rifondazione Comunista, una storia iniziata subito dopo la svolta della Bolognina di Occhetto ed attraversata da alterne vicende, e fortune, si sta giocando tutto a livello territoriale.

E qui alla Spezia, il gruppo dirigente, proveniente quasi a metà dall’ex DP e dai “lombardiani” del Partito Comunista, negli ultimi anni ha spesso dimostrato una certa “insofferenza” per l’alleanza con il centrosinistra. Tanto che in molte occasioni, già nella precedente legislatura targata Federici, la cronaca delle sedute del Consiglio Comunale ha riportato da Rifondazione più critiche e distinguo che sostegni alle linee programmatiche della maggioranza. A partire dalle questioni più “sensibili”, come ACAM, Porto, Enel.

Differenziazioni che negli ultimi mesi sono diventate vere e proprie proposte alternative, con in più la scelta di Rifondazione di offrire sponda politica palese a movimenti cittadini che in precedenza erano rimasti più su un piano di interlocuzione, vedi Cernaia e Piazza Verdi.  Un motivo in più di critica, secondo Rifondazione, di una gestione verticistica di Federici, accusato di “calare le decisioni dall’alto”, senza confrontarsi con i comitati e le associazioni.

“C’è bisogno di vera democrazia partecipata- ha detto questa mattina in conferenza stampa il Segretario Provinciale Massimo Lombardi- l’uscita dalla maggioranza è una decisione sofferta, un momento epocale della storia del nostro partito che ha sempre governato la città; una decisione nata da tutti i nostri circoli, un percorso di coerenza politica. Il progetto di città di Federici è cambiato, si è allontanato da un programma condiviso in decine di ore di negoziazioni. Sono mutati profondamente gli assetti che avevano determinato l’alleanza alle amministrative. “

“Dopo le elezioni, mai una volta ci siamo riuniti come maggioranza, nonostante le nostre molteplici richieste- ha continuato la Cossu-questo la dice lunga sulla piega dispotica che ha preso l’amministrazione della città; gli slogan di Federici sono “vietato contestare e lasciate lavorare il manovratore”, qualsiasi critica lo offende. Un esempio eclatante sono le nomine nelle società partecipate e negli enti, senza la minima trasparenza. Le nostre sono sempre state critiche sui contenuti, come su ACAM e il porto, esempi di come la classe dirigente di questa città sia priva di idee e di come il partito Democratico utilizza le istituzioni e le aziende pubbliche.”

Stessa intransigenza nelle parole di William Domenichini, responsabile ambiente: “Rivendichiamo il carattere politico della nostra scelta, si è rotto un patto di governo su temi come il porto, con la concessione pluriennale a un monopolista, una privatizzazione mascherata.  Non vogliamo essere autoreferenziali, ma costruire un nuovo percorso di aggregazione delle forze sociali, per la difesa dei beni comuni e delle fasce più deboli, cogliendo il malessere manifestato alle ultime elezioni politiche.”

E’ chiaro che l’uscita di Rifondazione non potrà provocare sconquassi nella maggioranza di Federici, numericamente ancora ben salda; l’opposizione dei “rifondaroli”, più che in Consiglio Comunale, dove in qualche caso potrà incontrare sponde nei Grillini e in Guerri, dovrà giocarsi molto extra palazzo, sul piano del conflitto sociale, e in solitudine, dato che per Comunisti Italiani e SEL l’accusa di “subalternità al PD” non è solo accennata.  “E’ anche colpa loro se l’asse politico di questa maggioranza si è spostato- hanno concluso i dirigenti di Rifondazione- ora in Consiglio Comunale sarà battaglia su bilancio: le risorse devono andare tutte a sostegno di chi soffre la crisi. Faremo un’opposizione dura, ricorrendo anche all’ostruzionismo se sarà necessario.”

Salviamo la Sanità pubblica!

24 marzo 2010, by  
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Cinqua anni fa Liguria la giunta Biasotti ci ha lasciato un’eredità di conti in rosso e di inefficienza spaventosa.

Ma il governo Berlusconi ha tagliato enormi fondi in ricerca e sviluppo della sanità pubblica favorendo le cliniche private e i potentati delle case farmaceutiche. Per la nostra città il centrodestra al governo della regione aveva ipotizzato di far realizzare il nuovo ospedale Sant’Andrea ai privati pagandolo di più del previsto e dimostrando di non essere nemmeno capace a fare la gara d’appalto.

Giustamente punito alle elezioni regionali del 2005, il centrodestra ligure nei successivi cinque anni all’opposizione ha perso inutile tempo nella più pura demagogia “ciurlando nel manico” sui ritardi nelle liste d’attesa per i cittadini, un problema effettivo ma dovuto anche alla carenza di strutture e mezzi per i nostri ospedali causata proprio dai disastri della gestione precedente.

Nel frattempo la giunta Burlando finalmente trovava i finanziamenti interamente pubblici per la realizzazione del nuovo e moderno ospedale del Felettino, dopo aver colmato l’enorme dissesto economico causato dallo stesso Biasotti.

La Federazione della Sinistra si batterà perchè la sua realizzazione avvenga entro la fine della prossima legislatura: per ottenere questi risultati è necessario sconfiggere Biasotti, il vecchio che torna e far vincere Claudio Burlando, rafforzando la nostra presenza in consiglio regionale.

Inoltre non vogliamo solo l’abbattimento delle liste d’attesa e il miglioramento dei servizi sanitari erogati ma anche l’incremento dei servizi di prevenzione, specialmente quelli sugli infortuni e le malattie sul lavoro, e l’incremento dell’offerta extraospedaliera con maggior attenzione ai servizi domiciliari per gli anziani.

Infine occorrono seri investimenti sulla ricerca che si sviluppino in tutto il territorio regionale per migliorare la risposta alla domanda di salute dei cittadini e sviluppare occupazione di qualità, in rapporto sempre più stretto con l’Università.

Fa specie che proprio nel paese della sanità privata, gli USA, sia appena passata la storica riforma che garantisce a milioni di americani un servizio sanitario pubblico dopo tre secoli di assoluto individualismo mentre solo in Italia il centrodestra continua imperterrito la logica del profitto e del mercato per togliere il diritto alla salute ai poveri e meno abbienti.

«Il neoliberismo è alle corde anche in quella che è stata la propria patria – ha dichiarato Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista – grazie anche all’audacia e la tenacia con cui il presidente Obama ha sostenuto la riforma sanitaria contro le pressioni di lobby, interessi corporativi e oltranzismi ideologico-religiosi».

E allora siamo noi i veri anticorpi del berlusconismo devastante che ha intaccato ogni ganglio della vita pubblica di questo paese, tentando di privatizzare tutto, democrazia (e sanità) compresa.