Magra e Vara: invece delle ruspe nei fiumi, si abbattano abusi e si liberino le tombinature
3 febbraio 2012, by admin
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“Le associazioni ambientaliste hanno pienamente ragione su ciò che sta avvenendo lungo i nostri fiumi, Vara e Magra, uno scempio in nome della peggiore demagogia politica ed della più profonda ignoranza tecnica.”
Così Rifondazione Comunista si associa all’allarme lanciato da Italia Nostra, Legambiente, Lipu-Bird Life e Wwf.
“Chi ha dato ordinanza di disboscare vegetazione viva e vcostruire argini senza una visione globale delle criticità del bacino idrografico l’ha fatto in totale spregio di ogni buon senso – continua la nota di Rifondazione – e delle tonnellate di elaborazione scientifica prodotta da istituti di ricerca, università e autorità di bacino. La sconcertante realtà è che alcuni sindaci, da Follo ad Arcola, preferiscono raccattare un pugno di voti con azioni populistiche e prive di ogni utilità pratica, piuttosto che affrontare la complessità dei problemi.
Questo autoritarismo nel fare delle aree fluviali un vero scempio non si è posto quando c’era da rimuovere capannoni o discariche abusive, talvolta con presenza di amianto. Così come tanta solerzia non è stata posta in uno dei veri problemi relativi all’emergenza idraulica del nostro territorio, ovvero lo stato dei torrenti e canali affluenti, spesso tombinati o in stato di totale abbandono. Così la stessa energia non è stata posta quando c’era da verificare se scantinati si trasformavano in rustici abitabili.
Oggi questa cattiva politica soddisfa la pancia di quei cittadini giustamente esausti dalle loro stesse mancanze, e per ovviarvi puntano a trovate da prima pagina. Ma la realtà è che in questi anni si è preferito concessionare cubature di cemento per fare cassa con oneri e lasciare che il territorio sia abbandonato a se stesso, vergognosamente imputanto le cause alluvionali a chi addirittura tutto ciò lo ha sempre denunciato.
Se questi sindaci hanno davvero il coraggio delle loro azioni emettano immediatamente ordinanza di abbattimento degli abusi sui territori, puliscano e liberino dalla cementificazione le tombinature dei canali e procedano a bloccare ulteriori costruzioni. Ad Ortonovo come alla Spezia, Rifondazione è fautrice di questa politica.”
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia
Prc Follo: “Discariche a cielo aperto ed abusivismo, il far west continua”
1 ottobre 2011, by admin
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Nonostante iniziative lodevoli iniziative in tema di ambiente, fatte in collaborazione con provincia, altri comuni e associazioni, nel comune di Follo il parco fluviale è in condizioni di abbandono mai viste. Da mesi Rifondazione Comunista denuncia l’assenza dell’amministrazione riguardo a serie politiche ambientali ed oggi continuiamo a registrare fallimenti.
Nel mirino ancora una volta l’area fluviale e un’amministrazione di centrodestra che non fa nulla, ne per intervenire direttamente, ne per sollecitare chi di dovere, ripristinando la chiusura dei varchi.

Così come Rifondazione denunciò lo spostamento e l’installazione senza autorizzazione della tettoia in prossimità del galoppatoio, ancora oggi l’assenza di impedimenti ai varchi consente l’accesso a mezzi motorizzati che scorrazzano nell’area fluviale mettendo in pericolo chi va a fare trekking o va in bicicletta, e consentendo l’accesso a chi utilizza il parco come discarica o peggio: cumuli di detriti edili sono presenti in vari punti, ma il capolavoro è vicino al torrente Gorda dove è nato un vero e proprio abuso circondato da discariche che contengono anche amianto. Quale straordinario sforzo dovrebbe fare l’amministrazione?
In condizioni normale dovremmo chiedere politiche ambientali, progetti di riqualificazione e di incentivo delle attività agricole nella piana, una politica seria di presidio del territorio da parte di chi lo lavora, politiche sportive che investano un patrimonio territoriale inestimabile come il parco fluviale, tutte cose evidentemente fuori dalla portata dell’amministrazione Cozzani. Ecco perché diciamo che basterebbero meno chiacchiere e far mettere una catena ed un lucchetto.
Un’altra grave situazione è relativa allo stato dei cassonetti della nettezza urbana. Mesi or sono abbiamo documentato lo stato indecoroso dei siti di raccolta dei rifiuti, oggi siamo al paradosso che sono stati semplicemente spostati per non essere visti. Cosa aspetta l’amministrazione Cozzani a strutturare progetti di politiche serie sul conferimento dei rifiuti? Evidentemente le promesse elettorali di rinnovamento si sono già infrante contro cassonetti intorno ai quali, in ogni frazione del comune, nascono discariche a cielo aperto.
Circolo PRC “XXVIII Luglio 1944″ – Follo
PRC Follo: “Parco fluviale da Far West, incuria, lassismo ed abusivismo”
4 aprile 2011, by admin
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Il parco fluviale è per Follo ed i suoi cittadini un elemento sostanziale, che caratterizza la nostra territorialità. Ci si aspetterebbe quindi che l’amministrazione attui una politica attenta e lungimirante, ponendo al centro della sua programmazione non solo la cura ed il mantenimento di un elemento così importante come il fiume e ciò che lo circonda, ma che fosse una priorità della giunta la sua valorizzazione, la promozione e la facilitazione al suo accesso da parte dei cittadini. Tuttavia basta fare un piccolo sopralluogo per rendersi conto del degrado, dell’incuria ed dell’abbandono, oggi coniugato addirittura all’abusivismo.
La pista ciclopedonabile è stata un’occasione persa ed la mancata manutenzione ha già seriamente compromesso l’utilità di soldi pubblici spesi per un’infrastruttura che poteva realmente riavvicinare molti appassionati di trekking e di podismo al nostro territorio e che invece vede avanzare inesorabilmente la vegetazione.
Tantissime le realtà di discarica abusiva dove si trovano copertoni di mezzi pesanti, elettrodomestici, bidoni e vetroresine sul percorso e nei terreni adiacenti alla pista e nei suoi dintorni. Rifondazione comunista si chiede come sia possibile che ciò avvenga senza che l’amministrazione dica nulla. Una possibile, quanto banale, spiegazione è che non esiste, da alcune settimane, alcun ostacolo all’ingresso del varco nei pressi del depuratore, a Piano di Follo, varco che, ancor quando c’era la catena, era sistematicamente aperto, consentendo l’accesso a chiunque compresi mezzi motorizzati. Possibile che nessuno se ne sia accorto?
Basterebbe questo per prendere atto dello stato d’abbandono dell’area fluviale, ma è bastato un banale controllo per sapere che c’è ancora di peggio. Recente è stata spostata la tettoia che era antistante ai vecchi campi da bocce del vecchio circolo Arci di via Colombo, ora ricollocata proprio nell’area adiacente al galoppatoio, nell’area sud della Cittadella della Sport.
Chi ha ordinato quello spostamento senza i necessari permessi? Chi l’ha eseguito, con che risorse e a chi giova l’utilizzo di una proprietà pubblica?
Rifondazione comunista intende denunciare lo stato di degrado dell’area fluviale, così come l’assenza dell’amministrazione circa la programmazione di tutela, salvaguardia e promozione di una parte essenziale del nostro territorio. Purtroppo non basta dare il patrocinio ad una giornata ecologica all’anno, perchè il risultato è sotto gli occhi di tutti: degrado, abusivismo ed abbandono di un pezzo fondamentale del nostro territorio.
PRC Follo: “Altro nostro successo, Cozzani ha spostato i cartelli stradali. Ma l’autovelox ha fatto multe illegittime?”
9 marzo 2011, by admin
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Con nostra soddisfazione dimostriamo che l’amministrazione Cozzani ha disposto ed attuato modifiche alla cartellonistica stradale follese che segnalano la presenza dell’autovelox posto sulla provinciale. La prova provata chele nostre interpellanze furono fondate e sostanziali.
Quella dell’amministrazione di centrodestra è stata una mossa tanto doverosa, in virtù delle nostre denunce, quanto fatta in sordina, evidentemente perché divulgarla avrebbe dato atto che le critiche Rifondazione comunista sulla gestione della cartellonistica e dell’autovelox era legittime, e che le polemiche che ne scaturirono da parte degli amministratori follesi una maldestra difesa d’ufficio.
Quella vicenda ha messo in evidenza alcuni aspetti molto semplici: che l’opposizione di Rifondazione comunista è stata ancora una volta fondamentale per mettere in luce i limiti e gli errori e le mancanze della giunta Cozzani e che i risultati della nostra azione sono ora tangibili.
Si tratta dell’ennesimo risultato che comprava il lavoro di Rifondazione comunista a Follo, continuando a lavorare criticamente sull’operato dell’amministrazione curando gli interessi dei cittadini, talvolta colmandone l’assenza, costruendo un percorso alternativo nel metodo e nelle proposte.
L’autovelox è, e deve rimanere, uno strumento di deterrenza per la sicurezza stradale, non una mannaia per le tasche dei cittadini, ed il suo utilizzo deve avvenire nel rispetto delle regole. A questo proposito la domanda nasce spontanea: perchè, nonostante la cartellonistica fosse errata, l’autovelox ha continuato a funzionare?
PRC Follo:”Un comune sempre più declassato ed il centro anziani dimenticato?”
24 gennaio 2011, by admin
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Come ormai è abitudine dell’Amministrazione le scelte strategiche sul nostro territorio, da mesi a questa parte, sono prese d’atto del continuo declassamento del nostro comune rispetto a tutti quelli che sono servizi importanti per la popolazione. E’ notizia di questi giorni che alcuni servizi sanitari saranno accorpati presso la nuova struttura di Ceparana.
Se per accorpamento s’intende un miglioramento del servizio nel senso di, prolungamento dell’orario di servizio nell’arco dell’intera giornata, riduzione delle liste di attesa, potenziamento della diagnostica all’interno degli ambulatori, maggiore personale impiegato, sarebbe un progetto più che accettabile, ma se per accorpamento s’intende solo la mera soppressione di alcuni ambulatori o il solo trasferimento logistico o il solo risparmio economico, senza nessun innalzamento del livello delle prestazioni sanitarie, allora siamo contrari.
All’interno di questo discorso chiediamo all’Amministrazione a al Distretto Sanitario, quali sono le prospettive per il servizio “centro diurno per anziani”. Inaugurato circa 7 mesi fa, il centro, che dovrebbe venire incontro alle famiglie supportandole nell’assistenza diurna di anziani, ad oggi non ha ancora iniziato l’attività.
Ci chiediamo quali sono i motivi per cui un centro elogiato da tutti per la funzione sociale che dovrebbe svolgere, per le sue caratteristiche strutturali appositamente studiate e realizzate per seguire il percorso giornaliero dell’anziano, sia rimasto inoperoso per tutto questo tempo e se ci sia qualche prospettiva futura di vederlo funzionare.
Ci chiediamo inoltre se la non funzionalità del centro sia dovuta a mancanza di personale professionale, ad un problema di costi per il distretto o per i comuni appartenenti allo stesso, ad una disinformazione alle famiglie che non sanno della sua esistenza, o se non è più adatto al livello di assistenza per cui era stato progettato e quindi ad una mancanza di richieste di fruizione?
Come Rifondazione Comunista riteniamo comunque che tenere inoperosa sul territorio una struttura per cui sono stati spesi soldi ed energie non porti onore al distretto ed al comune proprio nel momento in cui si parla di tagli ed accorpamenti di strutture sanitarie e in un territorio in cui aumenta sempre più la popolazione anziana.
Anche Cozzani sostiene Acam, ma Rifondazione vuole conoscere il memorandum con Hera
30 dicembre 2010, by admin
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Si è svolto l’ultimo consiglio comunale follese del 2009 con due premesse: la prima che l’amministrazione non ha nemmeno affisso l’avviso del consiglio nelle bacheche comunali, la seconda è che è stato possibile farlo grazie alla responsabilità della minoranza che non ha colto le provocazioni di un consigliere di maggioranza e che nonostante le assenze ancorchè giustificate di alcuni consiglieri, è stata presente visto l’importanza degli argomenti trattati: piano energetico PAES , riacquisizione dei dispositivi di illuminazione pubblica e costituzione della società delle reti di Acam.
Sulla questiopne Acam il sindalco Cozzani, nonostante abbia espresso parecchie perplessità politiche oggi vota per salvare Acam, unico sindaco di una lista di centrodestra. Per noi è un bene nella misura in cui il sindaco si impegni ha portare avanti quanto affermato da Rifondazione comunista e messo agli atti del consiglio.
Il ritorno ai Comuni della proprietà delle reti rientra nella logica della gestione pubblica, logica che appoggiamo e sulla quale si fonda la proposta politica di mantenimento dei servizi essenziali in mani pubbliche. Si tratta di una forma di ricapitalizzazione indiretta che noi abbiamo chiesto ed sostenuto, parimenti alla necessità che i Comuni con debiti consistenti si facciano carico di tale insolvenza e quindi della salvezza di un patrimonio pubblico rappresentato da Acam. Un patrimonio non solo in termini di proprietà ma anche e soprattutto di risorse umane ed intellettuali, un patrimonio di lavoratori e lavoratrici che dobbiamo tutelare e salvaguardare, parimenti alla qualità dei servizi di cui sono responsabili.
E proprio ai lavoratori ed alle lavoratrici di Acam va la nostra preoccupazione circa il mantenimento dei livelli occupazionali dell’azienda (Acqua, Ambiente, Clienti, Centrogas, ecc.). Il nostro appoggio a questa operazione è quindi in primo luogo il sostegno al processo di risanamento e di razionalizzazione del debito di Acam e quindi alla salvaguardia dei posti di lavoro.
Tuttavia, sottolineando l’importanza di quanto premesso, non abbasseremo la guardia su un elemento di importanza vitale per il nostro territorio: l’acqua pubblica. La gestione pubblica del ciclo idrico è una pregiudiziale che abbiamo chiediamo da tempo ed è uno dei capisaldi della nostra azione politica. Abbiamo presentato ed approvato la mozione di modifica dello statuto comunale in cui si dichiara l’acqua come bene privo di rilevanza economica, abbiamo partecipato, con i comitati, alla raccolta di oltre 1 milione e 400 mila firme per i referendum abrogativi, tra le altre, dell’art.23 del decreto Ronchi che vuole privatizzare un bene essenziale come l’acqua, e chiediamo ora che la parola passi al popolo sovrano che si esprima su questo tema.
Non ci sfuggono tuttavia i nodi della vicenda Acam, nodi che una politica attenta e responsabile deve affrontare. Occorre in primo luogo essere a conoscenza dei termini della questione, per fare proposte nuove servono i dati e noi a questo momento non li abbiamo ancora avuti. Quando ACAM si trasformò in SpA eravamo contrari, ed anche allora c’era lo spauracchio del fallimento. Ci interessa ragionare con strumenti ed elementi certi, non sui ricatti, e sul metodo delle questioni, chiediamo di poter capire e chiediamo che il Sindaco riferisca al consiglio comunale in merito al tanto citato memorandum Acam-Hera. Il nostro voto favorevole alla ripubblicizzazione delle reti per Rifondazione comunista è vincolante all’impegno che chiediamo all’amministrazione comunale di portare avanti le istanze già approvate dal consiglio comunale follese in tema di servizi, e di procedere quindi affinché l’acqua rimanga pubblica. Ce lo chiedono centinaia di nostri concittadini che sono accorsi ai banchetti per firmare in favore dei 3 referendum.
Rifondazione comunista commenta positivamente il voto del consiglio, che è stato possibile anche grazie al pressing che proprio Rifondazione ha fatto in questi anni, a partire dalla necessità di tutelare i lavoratori Acam. Ora è il caso di avanzare proposte sul tema dei servizi.
Grazie a Rifondazione approvata a Follo la mozione-Acqua pubblica. E alla Spezia…
27 ottobre 2010, by admin
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Il 28 luglio 2010 l’assemblea generale dell’ONU ha approvata una risoluzione (122 a favore, 41 astenuti – tra cui Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito, l’Australia – e 0 contrari) che dichiara l’accesso all’acqua potabile uno dei diritti fondamentali, un “diritto umano“. Un risultato storico culmine di un cammino lungo più di 15 anni: l’approvazione di un documento, presentato dalla Bolivia del presidente indio Evo Morales, come a sancire l’ennesimo insegnamento che viene dal movimento di emancipazione sudamericano.
Éuna risoluzione politica e non ha dunque valore normativo, ma che rafforza la decennale battaglia per il riconoscimento del diritto all’acqua affermando che “l’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita”.
Insomma un passo decisivo per affrontare la questione sempre più urgente della mancanza di risorse idriche per centinaia di milioni di persone: per l’ONU ogni anno un milione e mezzo di bambini muore per malattie legate alla carenza d’acqua, 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi vivono in condizioni igienico-sanitarie disastrose.
In Italia si è conclusa la raccolta firme per i 3 referendum sull’acqua: 1.401.432 persone costituiscono una rappresentanza diretta ed autentica del popolo sovrano che chiedono alla Corte la possibilità di esprimersi, con referendum abrogativo, su chi, ed in nome di quali interessi, deve gestire un bene comune come l’acqua. Intanto un’altra rappresentanza del popolo, quella cooptata dalle segreterie di pochi partiti in Parlamento, utilizza il “male comune” del debito pubblico per giustificare il finanziamento di interessi privati con i sacrifici del popolo sovrano, con privatizzazione di monopoli pubblici travestiti da liberalizzazioni del mercato, dall’Alitalia alle Ferrovie, magari passando per quella di Acam.
La buona politica deve continuare a chiedere la modifica degli statuti comunali, definendo l’acqua un bene comune universale, privo di rilevanza economica. Con i suoi consiglieri nei comuni spezzini Rifondazione Comunista ha presentato una mozione che ha ottenuto l’approvazione della modifica statutaria in cui si definisce l’acqua un bene universale e privo di rilevanza economica ad Ortonovo, Levanto, Lerici, Arcola, Vezzano Ligure e, addirittura, un comune amministrato dal centrodestra, ossia Follo, l’ultimo in ordine cronologico ad averla approvata lo scorso 21 ottobre.
Ma la stessa mozione è stata clamorosamente bocciata nel comune capoluogo della Spezia a causa dell’astensione del Partito Democratico, il che sottolinea la grande ambiguità che anima il partito di maggioranza relativa nella provincia spezzina.
Ecco perché non possiamo accettare che un privato gestore dei pozzi d’acqua locali faccia parte della giunta provinciale: perché occorre chiarire quali partiti stanno dalla parte dei cittadini e chi invece dice solo di esserlo. Dov’era la Lega Nord quando in Parlamento si votò il Decreto Ronchi, obbligando entro il 2011 a privatizzare i servizi idrici almeno del 40% e millantando l’obbligo imposto dall’Europa? Dov’è quella parte di Pd che vuole difendere i beni comuni quando la gran parte della dirigenza del partito si opera per la loro privatizzazione?
Occorre che si chieda e si ottenga la moratoria del decreto Ronchi in attesa della pronuncia della Corte sui Referendum, ed occorre che chi ha a cuore i beni comuni faccia squadra per impedire la svendita dell’acqua a privati che la gestiranno a proprio uso e profitto per i prossimi trent’anni.
Rifondazione Comunista in questa battaglia c’è.
Con Giovanelli, Rifondazione esempio concreto di efficienza nelle politiche ambientali
9 settembre 2010, by admin
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Oltre ai progetti, all’elaborazione politica ed alle analisi sui modelli di sostenibilità ambientale, Rifondazione comunista è realtà, concreta ed efficiente, grazie al lavoro serio e puntale di compagni qualificati e disponibili come l’assessore all’ambiente di Castelnuovo, Dini Giovannelli, nei territori e tra la gente con risultati tangibili.
Con i sui risultati Giovannelli rappresenta pienamente la serietà un Partito come Rifondazione comunista affronta un problema assai difficile come la gestione del ciclo dei rifiuti, nella fase principale e fondamentale come la raccolta, in prima persona partecipe con i lavoratori del suo comune presente sul territorio sia per prevenire comportamenti sbagliati o dolosi a danno della collettività. Un impegno che è anche istituzionale, volto a costruire una struttura pubblica che sia in grado di garantire ai cittadini un servizio efficiente e disponibile, puntando sulla partecipazione collettiva alle politiche ambientali.
Riteniamo che questa modalità di lavoro sia un esempio per tutta la comunità spezzina, che certo non brilla di esperienze positive. Pensiamo ad amministrazioni di centrodestra come quella di Follo sempre pronte ad annunciare e vaticinare provvedimenti in termini ambientali, salvo poi scoprire, come documentato dal nostro circolo territoriale, che i siti di raccolta sono spesso luogo di discarica di elettrodomestici, mobili ed ingombrati vari.
Non possiamo dimenticare che il lavoro di Giovannelli è stato coadiuvato da una politica ambientale provinciale che ha dato la possibilità di sostenere tali pratiche: informazione, documentazione, partecipazione e buone pratiche come l’autocompostaggio. Tuttavia oggi, con la nostra scelta di star fuori dalla giunta provinciale per le vicende ben note di cui il presidente Fiasella è direttamente responsabile, la mancanza dell’assessore di Rifondazione, Giulia Micheloni, sta segnando una mancanza oggettiva nella prosecuzione di scelte giuste in fatto di rifiuti.
Non è un caso che rispuntano ipotesi nefaste di co-incenerire il Cdr in Enel, ipotesi che noi avversiamo in ogni modo, pronti a scendere in piazza, consapevoli che le nostre proposte siano l’unica alternativa possibile: Rifiuti Zero.
Segreteria prov.le PRC Spezia
Follo: Un anno di centrodestra, solo chiacchere e distintivo…
9 agosto 2010, by admin
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Così come un anno fa (bilancio 2008) il sindaco Cozzani si astiene per la votazione del bilancio 2009 all’assemblea dei soci ACAM. Non è cambiato il voto ma lo smarcamento dai sindaci di centrodestra che hanno votato contro è, secondo noi, un passo politico di autonomia acquisita che dovrà essere verificata nei prossimi Consiglio comunale, quando discuteremo della delibera sulle reti ACAM e l’ordine del giorno sull’acqua come bene comune.
Probabilmente Cozzani cambierà parere anche sulla TIA dopo che sulla stampa locale avrà letto gli aumenti della TARSU negli altri comuni e che le associazioni sindacali hanno dichiarato che al loro prossimo passaggio a TIA subiranno ulteriori aumenti, lodando il comune di Follo e della Spezia come virtuosi nell’averla applicata. Ricordiamo che questa scelta fu, oltre che un lungimirante adempimento di legge, una scelta politica voluta da Rifondazione.
In un anno i follesi hanno letto tanti impegni sui giornali, ma la politica degli annunci fatta anche da alcuni assessori non trova corrispondenza nei fatti: si è parlato di un bilancio disastroso lasciato dalla precedente amministrazione comunale per poi trovarsi il consuntivo 2009 in attivo, alla tolleranza zero contro i concittadini sporcaccioni e l’abbandono dei rifiuti che non sembra aver dato grossi risultati dato il verificarsi di vere discariche urbane sul territorio quasi quotidianamente: guardare per credere!
E che dire della vituperata Follo Sviluppo? Dopo averla definita in campagna elettorale come il carrozzone della sinistra follese, ad oggi l’unico segnale di cambiamento di rotta è stata l’uscita dalla maggioranza di un consigliere, per il resto operazioni che avrebbe fatto chiunque.
La novità introdotta da questa amministrazione è l’introduzione dei lavoratori “vaucher” per il lavoro occasionale. I vaucher rappresentano uno strumento volto a facilitare la retribuzione regolare di lavoratori impegnati per un periodo di tempo limitato con particolari tipologie di contratti. I vaucher possono essere un aiuto per disoccupati cassaintegrati e giovani del paese ma la complessità dei contratti rende molto discrezionale e personalizzata la loro distribuzione, per questo riteniamo che nella dispensazione (sia a progetto, sia a cottimo o ad ore) venga usata l’etica, la morale, la sindacalizzazione del lavoro e la giusta retribuzione oraria ed il rispetto per il lavoratore e per il lavoro svolto.
Sei mesi fa Sindaco e giunta comunale si sono raddoppiati le indennità di carica (gli stipendi) e non erano nelle condizioni dei lavoratori a vaucher…
La novità introdotta da questa amministrazione è l’introduzione dei lavoratori “vaucher” per il lavoro occasionale. I vaucher rappresentano uno strumento volto a facilitare la retribuzione regolare di lavoratori impegnati per un periodo di tempo limitato con particolari tipologie di contratti: possono essere un aiuto per disoccupati cassaintegrati e giovani del paese ma la complessità dei contratti rende molto discrezionale e personalizzata la loro distribuzione, per questo riteniamo che nel loro utilizzo (sia a progetto, a cottimo o ad ore) venga usata l’etica, la morale, la sindacalizzazione del lavoro e la giusta retribuzione oraria ed il rispetto per il lavoratore e per il lavoro svolto.
Il centrodestra preferisce favorire i privati, vergognoso atteggiamento sulle strutture sportive
20 giugno 2010, by admin
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano
Ancora una volta Rifondazione comunista ci ha visto lungo. 4 mesi fa abbiamo presentato un’interpellanza per chiedere all’Amministrazione dell’inefficienza della gestione degli impianti sportivi follesi. Nonostante l’impegno ufficiale del Sindaco in consiglio comunale, l’accesso ai campi da calcetto continua a non essere per nulla divulgato ed assai poco fruibile, ora scopriamo che non si adempie nemmeno alle norme regolamentari per cui gli studente follesi hanno diritto a due ore gratuite.
Prendiamo atto che in questo lasso di tempo nulla è stato fatto rispetto agli impegni presi in sede consiliare, anzi, invece di riparare alle giuste recriminazioni dei cittadini si preferisce tessere le lodi delle società che beneficiano della gestione degli impianti pubblici. Una vergogna inaccettabile!
Forse il centrodestra follese pensava che la questione fosse sepolta negli incartamenti consiliari, ma si sbagliano di grosso, tant’è che la cittadinanza coinvolta ha ben visto di alzare la voce ed il nostro impegno è quello di portare avanti le giuste e doverose istanze dei nostri concittadini.
Oltre alla questione dell’accesso alle strutture c’è il problema delle tariffe: l’introduzione di prezzi calmierati per i residenti è motivata da ragioni politiche, ovvero dal tentativo di tutelare i nostri concittadini dagli effetti del caro-vita e perché possano fruire e far vivere la Cittadella intesa come… (qua ha messo dei puntini, nn so cosa volesse dire… come luogo d’aggregazione forse)
Forse per chi amministra oggi il comune, il cui primo adempimento è stato quello di raddoppiarsi lo stipendio, non ha la sensibilità di comprenderlo, ma è un fatto grottesco che un follese risparmi 0,50 euro a testa per giocare a calcetto.
La petizione presentata da tanti genitori dimostra che, come dicemmo 4 mesi fa, la gestione della Cittadella dello Sport è a dir poco scandalosa: un’infrastruttura da quasi 2 milioni di euro d’investimento, tra fondi europei e finanziamenti della precedente amministrazione di centrosinistra, interamente pubblica che viene gestita da privati, per usi alcuni esclusivamente, impedendone di fatto un compiuto accesso ai cittadini che vogliono utilizzare l’area calcistica.
Tutto ciò adombrato da una totale assenza di progetti di gestione, dagli orari di fruizione degli impianti ai costi tariffari, all’assenza di permessi o concessioni per bar. E a questo proposito ci chiediamo, com’è possibile che a pochi metri dal locale Circolo Arci, storico luogo di aggregazione che proprio nella nuova Cittadella dello Sport ha trovato sede sia apparso un bar? Forse il sindaco ed i suoi collaboratori sono convinti che questi gestori siano dei benefattori, ma la realtà, che evidentemente non li coinvolge è che a Follo si vive un vero e proprio disagio che non lascia indifferenti noi di Rifondazione comunista e che per questo c’impegna a portare avanti la loro battaglia.



































