Caso Magliani-Fs, tutti assolti. Prc La Spezia: “L’omicidio sul lavoro non è reato? Sentenza assurda, un monito per tutti”

9 maggio 2016, by  
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Oggi è una triste giornata per il mondo del lavoro e per la giustizia italiana. Mentre a Massa moriva un ennesimo lavoratore, Carlo Morelli, schiacciato sotto una lastra di marmo, alla Spezia veniva pronunciata, dopo oltre sei anni, la sentenza di primo grado per il caso di Giovanni Magliani, ferroviere ucciso da un treno in manovra il 24 febbraio 2010 alla stazione centrale spezzina, nonché padre del nostro compagno Paolo, componente della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista.

 
La sentenza emessa questo pomeriggio ha decretato l’assoluzione verso i tre imputati, tra cui un alto dirigente di Rfi, “perchè il fatto non costituisce reato”
 
Inutile dire che ciò lascia letteralmente allibiti. Senza entrare nel merito specifico del caso, pur stringendoci nell’affetto per Paolo e la sua famiglia, ci chiediamo come sia possibile che un omicidio sul lavoro venga derubricato addirittura come un “non reato”. E’ una sentenza che indigna e che fa riflettere.
 
Vuole forse essere da esempio per tutti coloro che attendono giustizia da casi simili? Evidentemente le morti sul lavoro vengono tuttora considerate di poco conto.
 
Oggi sono tutti i cittadini, e non solo i parenti delle vittime, a dover essere allarmati e sconvolti
 
Giovanni, Carlo e i migliaia di caduti di ieri e di oggi meritano anzitutto rispetto: meritano che le proprie morti non vengano classificate come “fatali causalità”, meritano di trovare precise responsabilità, perché non si muore sul lavoro per semplice “sfortuna”.
 
Il caso di Giovanni induce, inoltre, a una riflessione in più, poiché coinvolge un colosso statale come le Ferrovie. 
 
Sappiamo bene che raramente lo stato condanna sé stesso e questa ne è una prova lampante. 
 
Cosa dovranno pensare, oggi, i parenti delle trentatré vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009?
 
Uno dei più grandi disastri ferroviari degli ultimi cinquant’anni, vede imputati, nel quasi totale silenzio, i massimi dirigenti Fs di oggi e di allora, tra cui il “supermanager” Mauro Moretti, attuale ad di Finmeccanica. Anche a Viareggio finirà tutto in una bolla di sapone?
 
Oggi più che mai chiediamo verità e giustizia per tutti i caduti sul lavoro e per le stragi colpevolmente dimenticate e rese impunite dallo stato. 
 
Perché nessuna vittima sul lavoro deve essere dimenticata.  
 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Spezia, degrado quartiere Vicci: interpellanza del consigliere Prc Edmondo Bucchioni

18 giugno 2015, by  
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Premesso che il quartiere dei Vicci è situato nel cuore della nostra città e attualmente vive una situazione di estremo degrado dovuta all’incuria da parte delle Ferrovie dello Stato che non provvedono alla manutenzione delle scarpate adiacenti la stazione centrale, a cui si aggiungono gravi problematiche inerenti il parcheggio dei residenti, che loro malgrado sono costretti a parcheggiare nei pressi delle vie di accesso, per cui nel caso di emergenze sono di ostacolo ai mezzi di soccorso,
si interpella l’amministrazione comunale affinché il sindaco possa emettere un’ordinanza per la pulizia delle scarpate, in particolare quella inerente via Sabotino, chiedendo inoltre alle FFSS la disponibilità di alcuni parcheggi da destinare ai residenti, per ovviare ad una serie di problematiche che da sempre rendono difficile la convivenza con la strada ferrata.
Edmondo Bucchioni,
consigliere comunale Rifondazione Comunista La Spezia

Trenitalia e la lotta di classi

8 dicembre 2011, by  
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di Paolo Cacciari (tratto da L’Indro)

La verità è che ci facciamo prendere in giro. Quindi, ce la meritiamo.

Il nuovo lancio pubblicitario di Trenitalia spa (ma sarebbe più giusto chiamarla, ’Trenimoretti’, visto che l’Ad la gestisce come un treno di un Montezemolo qualunque) è: “Trenitalia si fa in quattro”. E spiega, nelle brochure gentilmente consegnate ai clienti-viaggiatori da ragazze hostess sui predellini del treno ad alta velocità in partenza alla stazione Termini, che: “niente più classi (la 1° e la 2°), ma livelli di servizio tagliati su misura: innovativi, tecnologici, sempre connessi (…) Il concetto è stare più democraticamente comodi”.

I nuovi ’livelli’ (nei transatlantici oceanici erano i ’ponti’), si chiamano: “executive business, premium, standard”. Cioè due in più delle vecchie ’classi’, più – come al solito – il livello ’zero’, quello dove si sta fermi se non si hanno i denari per pagare cifre da capogiro per una delle tratte dei treni veloci (frecce rosse, argento, ecc. che percorrono l’Italia da Torino a Salerno, forse).

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