Genova 2001-2011: Rifondazione spezzina dieci anni dopo in corteo. Nella lotta per i beni comuni, in memoria di Carlo Giuliani

24 luglio 2011, by  
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Rifondazione Comunista della Spezia parteciperà, oggi come allora, alla grande manifestazione della vicina Genova, a dieci anni dall’immenso corteo anti G8 del 2001.

Oggi come allora lo strapotere del capitalismo selvaggio e dello sfruttamento delle risorse naturali e dell’uomo è all’ordine del giorno, specialmente dopo che la crisi internazionale generata da questo sistema nefasto è esplosa in tutta la sua interezza.

Il nostro primissimo pensiero va a Carlo Giuliani, ucciso a 23 anni dalla violenza di stato mentre mezzo milione di persone reclamavano pace, giustizia sociale e democrazia partecipativa. Al papà Giuliano e alla mamma Heidi, che abbiamo più volte ospitato nella nostra provincia per farci raccontare quei terribili giorni, va tutto il nostro più caloroso affetto e abbraccio.

Ma il pensiero corre pure a tutte le vittime della repressione del governo, oggi come allora targato Berlusconi, responsabile della scandalosa “notte cilena” con annessa “macelleria messicana” della Diaz e che ha rievocato, ai più, l’ombra nera del fascismo.

La violenza autorizzata che ha prima spezzato e poi mistificato quel movimento, con depistaggi e incredibile ipocrisia, è stata una delle pagine più buie della storia della nostra repubblica ed è rimasta totalmente, e vergognosamente, impunita.

Ma nulla ha potuto contro la riedizione, dieci anni dopo, di un’idea di società ancora più rafforzata da quelle tesi che si ripresentano oggi più forti di ieri, come un grande seme che ha maturato il suo frutto.

Quell’ “altro mondo possibile”, contro la globalizzazione e il dominio della finanza e delle multinazionali, è, nel 2011, più che mai attuale. Tutti insieme, globalmente, lo possiamo e dobbiamo creare.

La difesa a oltranza dei beni comuni (come ci ha insegnato il referendum di giugno), la voglia di democrazia e partecipazione (come ci dimostrano gli Indignados spagnoli e i movimenti di protesta portoghesi e greci) e il bisogno di preservare la natura che ci circonda dalla speculazione del turbo capitalismo (vedi il movimento di protesta No Tav) fanno parte di un unico grande pensiero che Rifondazione, oggi come allora, fa suo e intende propagarlo nella sua continua attività politica sia a livello globale che a quello territoriale.

Appello: “Genova G8, sospendete i condannati dai loro incarichi”

21 giugno 2010, by  
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Nelle scorse settimane abbiamo avuto due importanti sentenze, quelle di appello per i fatti accaduti alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, a Genova, nel luglio del 2001. Ci sono voluti nove anni ma alla fine il tribunale di Genova ha dato forma giudiziaria a una verità storica che già conoscevamo: alla scuola Diaz , nella caserma di Bolzaneto, furono violati i corpi, le leggi, la Costituzione, l’idea stessa dello stato di diritto.

Un orrore incompatibile con la nozione di democrazia. Perciò le due sentenze, con le condanne che colpiscono per intero la catena di comando (insieme a tutti i responsabili delle violenze e delle violazioni che è stato possibile individuare), sono importanti e preziose: ripristinano un principio di verità e di equità, possono essere un punto di risalita per le istituzioni. Già all’epoca del rinvio a giudizio sarebbe stata opportuna la sospensione di tutti gli imputati, a tutela della dignità e credibilità delle forze di polizia. Nessuno è stato sospeso, tutti sono al loro posto, alcuni dirigenti sono stati addirittura promossi e oggi si trovano a coprire incarichi delicati e di altissimo livello con il peso di condanne di secondo grado molto gravi e in aggiunta l’interdizione dai pubblici uffici.

Le dimissioni o la sospensione dagli incarichi ci sembrano a questo punto una questione di lealtà ai princìpi della democrazia, oltre che l’unico segnale chiaro da inviare a tutti i gli appartenenti alle forze di polizia affinché episodi del genere non si ripetano. E’ anche l’unico modo per garantire che la Corte di Cassazione possa valutare gli atti e deliberare in piena libertà. Nel frattempo, nonostante le ripetute condanne, le vittime delle violenze alla scuola Diaz, nella Caserma di Bolzaneto, attendono ancora le scuse da parte dei vertici dello Stato e, per quanto riguarda Bolzaneto, anche i risarcimenti.

La fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle forze di polizia è ai minimi storici. Noi chiediamo che a tutela delle Istituzioni, di tutti i cittadini, degli stessi appartenenti alle forze di polizia, tutti i condannati con ruoli di comando siano DA SUBITO sospesi dai loro incarichi e che a tutti gli altri siano attribuiti esclusivamente compiti d’ufficio.

Promotori: Enrica Bartesaghi e Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per Genova) Haidi e Giuliano Giuliani (Comitato Piazza Carlo Giuliani)

Gloria Bardi, scrittrice – “Dossier Genova G8” (Becco giallo)
Francesco Barilli, Dario Rossi, Checchino Antonini – “Scuola Diaz, vergogna di Stato” (Edizioni Alegre)
Massimo Carlotto, scrittore – “Il maestro di nodi” (e/o)
Giulietto Chiesa, giornalista – “Genova/G8” (Einaudi)
Sandrone Dazieri, scrittore – “Gorilla blues” (Mondadori)
Roberto Ferrucci, scrittore – “Cosa cambia” (Bompiani)
Carlo Gubitosa, giornalista – “Genova nome per nome” (Terre di mezzo)
Alessio Lega, cantautore – “Dall’ultima galleria” (canzone)
Riccardo Lestini, attore e autore teatrale – “Con il tuo sasso”
Edoardo Magnone, ricercatore – “La sindrome di Genova. Lacrimogeni e repressione chimica” (Frilli)
Federico Micali, regista – “Genova senza risposte” (documentario)
Fausto Paravidino, attore e autore teatrale – “Genova 01”
Paolo Pietrangeli, regista – “Genova per noi” (documentario)
Marco Poggi, infermiere – “Io, l’infame di Bolzaneto” (Logos)
Marco Rovelli, scrittore e cantautore – “Carlo Giuliani” (canzone)
Stefano Tassinari, scrittore – “I segni sulla pelle” (Tropea)
Roberto Torelli, regista – “Bella ciao” (documentario)
Giacomo Verde, regista – “Solo limoni” (documentario)
Marcello Zinola, giornalista – “La nuova polizia” (Frilli)

Si associano:
Vittorio Agnoletto, ex portavoce Genoa Social Forum
Altreconomia, rivista mensile
Daniele Barbieri, giornalista e scrittore
Stefano Benni, scrittore
Roberto Bergalli, Università di Barcellona
Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore
Carta, rivista settimanale
Edizioni Alegre
Pino Casamassima, giornalista
Mauro Covacich, scrittore
Andrea Cozzo, Università di Palermo
Girolamo De Michele, insegnante e scrittore
Italo Di Sabato, Osservatorio sulla repressione
Roberto Escobar, Università di Milano
Valerio Evangelisti , scrittore
Saverio Fattori, scrittore
Angelo Ferracuti, scrittore
Saverio Ferrari, ricercatore
Rudi Ghedini, giornalista e scrittore
Chiara Ingrao, scrittrice
Manlio Milani, Comitato Piazza della Loggia
Ezio Menzione, avvocato
Salvatore Palidda, Università di Genova
Riccardo Passeggi, avvocato
Fausto Pellegrini, giornalista
Emilio Santoro, Università di Firenze
Grazia Verasani, scrittrice
Danilo Zolo, Università di Firenze

Per adesioni: info@veritagiustizia.it

Molti di quelli che reclamano più “legalità” pensano che ci sia bisogno di più carcere duro (41bis), più ergastoli, più operazioni di polizia. Più legge, più ordine. E’ questa la bussola interpretativa dell’opposizione a Berlusconi? Io continuo a pensata alla Brecht, secondo cui chi fonda una banca è più criminale di chi la rapina.

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