Biodigestore, Prc La Spezia: “Giampedrone e Pd unici responsabili, gli interessi di Iren vengono prima della popolazione”

6 agosto 2018, by  
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Oggi in Provincia è andato in scena l’ultimo atto della sceneggiata tra centrodestra e Pd spezzino. I fatti di stamani hanno dato conferma a quanto Rifondazione aveva affermato solo due giorni fa: da Genova Giampedrone e Toti ordinano di approvare biodigestore, i consiglieri del centrodestra votano senza fiatare mentre il Pd finge di opporsi, lasciando passare la delibera pur essendo in teorica maggioranza.
 
Infatti il comportamento del Pd è ancora una volta inaccettabile: come lo scorso sabato mattina non si è presentato a ranghi completi, mancando così lo stop del consiglio provinciale al piano. E neppure la mancata surroga del consigliere Natale, che si è appena dimesso, vale come scusante: mancava in ogni caso un consigliere Pd all’appello, sufficiente per non far approvare il piano. Inoltre siamo ancora in attesa della pronuncia del consiglio comunale di Vezzano, che il sindaco Abruzzo (Pd) si ostina a non voler convocare. La verità è che il voto di oggi rappresenta la vittoria di un colosso come Iren, capace di piegare il volere della politica ai suoi interessi di business.
 
Giampedrone, pronto a scaricare tra Boscalino e Saliceti oltre 60 mila tonnellate annue di rifiuti, si prenderà la sua responsabilità davanti alla popolazione spezzina, così come il Partito Democratico. Con questo impianto i cittadini pagheranno sia con la propria salute che con le proprie tasche, dato che Iren riceverà ingenti incentivi pubblici per la sua costruzione.
 
Rifondazione, in linea con quanto sempre sostenuto sulla gestione del ciclo dei rifiuti, sarà al fianco degli abitanti di Santo Stefano, Arcola e Vezzano, senza ipocrisie di facciata. Nei prossimi giorni verrà organizzata un’iniziativa pubblica sul territorio per spiegare ai cittadini quanto è avvenuto in questi giorni e cosa si intenderà fare in futuro per impedire tale realizzazione. 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Il centrodestra vuole il biodigestore nello spezzino, dal Pd opposizione solo di facciata”

4 agosto 2018, by  
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Toti e Giampedrone hanno deciso per il biodigestore nella provincia spezzina. 
Il Pd, senza alcuna credibilità politica, cerca di salvare le apparenze nei confronti della popolazione non partecipando al voto. 
 
Questo è il quadro emerso dal consiglio provinciale di questa mattina che doveva discutere del famigerato biodigestore da realizzare a Saliceti o a Boscalino.
 
I consiglieri del Partito Democratico hanno deciso di uscire dall’aula facendo saltare il numero legale, ricevendo le dure critiche del centrodestra. 
 
Peccato che sia stata un’operazione totalmente di facciata: il Pd, in maggioranza teorica in consiglio, si trovava in realtà in minoranza a causa dell’assenza (voluta?) di due suoi consiglieri. 
 
Ecco perché l’abbandono dei banchi, adducendo tra l’altro il motivo dello scarso tempo per esaminare la pratica, ha il sapore della trovata atta a distrarre l’opinione pubblica sul vero nocciolo del problema, ossia i dissidi interni proprio allo stesso Pd sull’argomento. Se si voleva veramente fare opposizione al biodigestore si sarebbero dovuti presentare a ranghi completi e mettere in minoranza gli uomini di Cozzani, totalmente succubi ai voleri della giunta regionale. 
Ma la situazione attuale è figlia della gestione del territorio negli anni precedenti che non può non portare la firma del Partito Democratico, responsabile della crisi di Acam e della conseguente aggregazione con Iren, che ora chiede il conto. Il Pd così cerca di scaricare il barile sul centrodestra totiano, ma ciò non basta a salvare la sua credibilità: entrambi sono ugualmente responsabili. Occorre invece programmare impianti che trattino che trattino il riutilizzo, il recupero e rigenerazione di tutte le categorie merceologiche differenziate.  
 
Per questo Rifondazione è contraria tout court alla realizzazione del biodigestore, e non solo sul territorio spezzino perché ciò pregiudicherebbe il sistema Rifiuti Zero che sosteniamo con forza e in ogni sede dal 2008.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc Portovenere: “Palmaria come Capri? L’isola va protetta e non trasformata in albergo”

10 febbraio 2016, by  
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In merito alle recenti dichiarazioni del presidente Toti sul futuro dell’isola Palmaria, a seguito del trasferimento dei beni dal demanio militare al comune di Portovenere ufficializzato poche settimane fa, il circolo Prc “Lucio Mori” di Portovenere ricorda alcune cose:
a) il percorso di sdemanializzazione non è certo stato avviato da Toti, è un progetto avviato anni fa e nel quale sono entrati a pieno titolo anche i governi di centro sinistra, sia locali che regionali (il PUV è opera della giunta Burlando) e che d’altronde seguono un ragionamento corretto e logico che vede nel riutilizzo di alcuni beni statali in abbandono una opportunità del territorio, e che potevano tuttavia  essere sviscerati da tempo;
b) l’isola è un delicato sistema, che tutto sommato le servitù militari hanno in qualche modo preservato negli anni dell’incontrollato boom edilizio, e che sarebbe stupido compromettere oggi, con numerosi esempi di recupero e turismo basati sulla preservazione ambientale.
L’esempio di “Capri” insomma ci è parso davvero fuori luogo, a maggior ragione in un territorio limitrofo alle Cinque Terre, che stanno sperimentando sulla pelle che significa andare oltre il ragionevole numero di persone ospitabili.
Noi crediamo che il pieno rispetto di ambiente, presidi umani (l’isola ha anche una piccola comunità di residenti) storia (le costruzioni Umbertine che sono sull’isola sono già un volano di interesse ora, come ruderi…) non vadano in contrasto con un ragionevole turismo, anzi.
Confermiamo quindi la piena contrarietà a progetti speculativi (non occorre costruire ex novo peraltro per metterli in atto, ci sono metri cubi di volumi dismessi sufficienti per compromettere l’isola) che stravolgano l’assetto stesso della Palmaria e che non siano pienamente rispettosi dell’esistente, e ci aspettiamo che le prossime dichiarazioni di Toti e dei suoi assessori (di cui uno, Giampedrone, è stato consulente per il comune di Portovenere al turismo) siano minimamente dettagliate, dimostrando una conoscenza del sito superiori a quanto visto finora e capaci di dire con franchezza quel che si ha in mente di fare.
 
 
Rifondazione Comunista, 
circolo “Lucio Mori” di Portovenere

Portovenere, Rifondazione attacca il sindaco Cozzani sulla nomina di Giampedrone: “Non doveva essere una lista civica?”

3 agosto 2013, by  
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Le recenti nomine dell’amministrazione Cozzani, ovvero l’architetto Camisani all’urbanistica e Giacomo Giampedrone come consulente al marketing territoriale, non ci entusiasmano affatto.

Nulla da ridire in entrambi i casi sul piano personale e professionale dei nominati: il valore tecnico dell’architetto Camisani è fuori discussione ed è confermato dalle importanti commesse svolte in questi anni dallo studio prefessionale in cui opera, ma ci domandiamo come una lista che si è presentata agli elettori come “fortemente civica” e per quel motivo, almeno si credeva, ha con largo margine vinto, possa ancora definirsi tale.

Giampedrone, seppur dimessosi recentemente da incarichi formali di partito, è stato capogruppo al consiglio nel comune di Ameglia e sopratutto coordinatore provinciale per il Pdl per lungo tempo, oltre che, a quanto appare nel suo curricum on line, tuttora collaboratore di Luigi Morgillo in consiglio regionale.

Ottima persona certamente, ma difficile da considerare come “non di partito”: slogan che, ci era sembrato, fosse diffuso tra i supporter della lista Cozzani prima delle elezioni.

Diverso il problema dell’assessore esterno.

Noi di Rifondazione siamo convinti che la buona amministrazione nasca in primis da un radicato “senso” di comunità, dove conoscenza, attaccamento e lungimiranza devono viaggiare di pari passo, consentendo di coordinare tutte le scelte in maniera coerente, sempre nell’interesse della collettività. Non è certamente un dogma, ma di solito queste caratteristiche si cercano tra i propri concittadini…..

Saprà un tecnico esterno, abituato a vivere il territorio come “scenario di intervento” e non come proprio habitat raccoglierne e garantirne tutte le necessità in maniera articolata?

Non resta che sperarlo, affidando al sindaco, agli assessori eletti, ed ad una opposizione che non appare esattamente performante, la nostra rappresentanza.

Con l’occasione auspichiamo anche che l’intera sinistra locale voglia interrogarsi sui propri errori, e avviare un percorso di proposta in merito alle strategie del territorio, prima che lo stesso cada definitivamente preda di logiche sovra ordinate. Noi siamo a disposizione.

 

Saul Carassale

Segretario del circolo Prc “Lucio Mori” Porto Venere

 

 

Dal PDL solo balle colossali e vergognosa disinformazione

29 giugno 2010, by  
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In merito alle odierne dichiarazioni degli esponenti spezzini del Pdl, che meglio non hanno da fare che raccontare balle ai lettori e fare della banale, semplicistica, presuntuosa, disinformazione pensando di continuare a prendere in giro gli elettori, vorrei affermare che tali elementi non si devono permettere di parlare di inciuci ad un Partito che ha dimostrato nei fatti di non tenere minimamente a poltrone e posti vari.” Così Massimo Carosi definisce la speculazione vegognosa con cui il Pdl spezzino attribuirebbe alla bagarre in provincia una sua candidatura alla presidenza ATC.

Potrei fare esempi concreti, a partire dalle nostre dimissioni dal CDA di Acam, ma a questi soggetti non interessano coerenza e moralità perchè non possono insegnarle agli altri, visto che sono doti a loro sconosciute. Chi agisce nel nome di Berlusconi e del suo governo – conclude Massimo Carosi – non si deve permettere di continuare a sparlare di Rifondazione Comunista cercando di sporcare la battaglia che il PRC spezzino sta facendo in Provincia per seri e precisi motivi politici e non per questioni personali.

Alle dichiarazioni del resp.Organizzazione del PRC segue una presa di posizione dell’intera segreteria.

La casta di Giampedrone predica bene e razzola male, così giovane e già così sfuggente. Giampedrone si affretta a bollarci come scontati, ma ben si guarda da rispondere alle nostre argomentazioni.

Se il nostro paese allo sbando più totale, se questa manovra taglia fondi agli enti locali, lo vada a chiarire con il suo sultano, Silvio Berlusconi. Bavagli, tagli a salari e pensioni, licenziamenti e massacri sociali e l’unico argomento di Giampedrone è la nostra presunta scontatezza? Vada davanti alle nostre Pomigliano: dal Muggiano a Fincantieri alla Termomeccanica, fino all’ufficio dell’impiego ed in tutti luoghi dove i lavoratori pagano la crisi generata dai padroni, amici di Giampedrone, invece si permette di dire le solite baggianate. Ecco che Confindustria nella giunta provinciale non è certo un problema per il centrodestra.

Così si permette di far la morale a chi sta conducendo una battaglia di civiltà e di democrazia mettendo in questione le condizioni della gente? Giampedrone vada a bussare alla porta del sindaco di Follo, perché se non lo sa s’informi (repetita iuvant) mentre aumenta tariffe del trasporto e della mensa scolastica si è raddoppiato lo stipendio! Alla faccia di chi in questo momento vive con 600 euro al mese! Ecco dov’è finita casta!

Per tutti questi motivi Giampedrone dimostra ciò che realmente è la dirigenza del Pdl, un’accozzaglia di demagoghi che preferiscono strumentalizzare le azioni politiche degli avversari, lucrando e speculando sui disagi dei cittadini. Un vergogna indecente.