Giovani comunisti/e La Spezia: “Vogliamo trasporto pubblico gratuito e sicuro, i tagli di Peracchini hanno portato al disastro”

26 marzo 2022, by  
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Per l’ennesima volta un autobus di linea ha preso fuoco durante la corsa. Per fortuna non ci sono state conseguenze sugli utenti ma resta un fatto inaccettabile che nel 2022 ci sia un servizio dei trasporti in queste condizioni: sempre più costoso per le famiglie, con mezzi sempre più vecchi (e spesso quando “nuovi” si rivelano in realtà di seconda mano) e non soddisfacenti in termini di quantità e qualità delle corse.
Occorre un servizio di trasporto pubblico dignitoso e sicuro per tutti e tutte, soprattutto ora che la crisi pandemica ha fatto emergere tutte le sue gravi carenze del servizio di trasporto locale.
Pensiamo che in una città che guardi al futuro il trasporto pubblico sia uno degli elementi principali per ragionare di mobilità, ambiente, integrazione sociale, lotta alle discriminazioni e connessione extraurbana.
Oggi i trasporti, a causa degli scarsi e insufficienti tentativi dell’amministrazione targata Peracchini, sono di frequente protagonisti di incidenti, malfunzionamenti e insufficiente capienza sulle linee e causano disagi agli studenti e alle studentesse che non riescono a coordinarsi nei vari istituti con gli orari di uscita.
Pensiamo che l’amministrazione debba delle spiegazioni, i cittadini e le cittadine non possono continuare a rischiare di rimanere coinvolti in incidenti di vario genere per la mancanza di investimenti e di una riorganizzazione globale del TPL.
Un trasporto pubblico di qualità non può che essere un vantaggio per la comunità, in termini di socialità, rispetto per l’ambiente e risparmio economico anche per gli utenti (visti anche i rincari su gas e benzina). In cinque anni di amministrazione Peracchini si è impegnato solo a creare nuovi parcheggi e le corse degli autobus non solo non sono aumentate, ma in alcuni casi addirittura cancellate (vedasi la navetta Palasport-Piazza d’Armi, utile per collegare due parti importanti della città).
 
Cosa intende fare Peracchini, continuare a prendere in giro i cittadini a loro spese?
 
Giovani Comunisti/e La Spezia

Giovani Comunisti/e: “Lo psicologo di base è necessario. I totiani facciano meno retorica, dov’erano in questi cinque anni?”

25 marzo 2022, by  
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Apprendiamo che il partito di Toti “Cambiamo!” ha scoperto l’acqua calda, ossia un disagio che denunciamo ormai da anni. La questione del benessere psicologico, infatti, è tornato in auge dopo gli eventi determinati dalla pandemia da COVID-19.

In questi due anni di pandemia si sono accentuate le problematiche che già prima di essa caratterizzavano l’ambiente scolastico, incidevano sulle disuguaglianze economiche e sociali, come i problemi psicologici di vario genere, fenomeni di bullismo e cyber bullismo, abuso di sostanze stupefacenti, abbandono scolastico.
“Cambiamo!” parla dell’abbandono scolastico come una causa determinata dalla fase pandemica. Questo ovviamente non può che farci sorridere, poiché è evidente che l’abbandono scolastico e il disagio che si vive nelle scuole sia il frutto di riforme come la Gelmini del 2008 (vanto della destra) che ha tagliato la bellezza di 10 miliardi di euro su istruzione e università.
Crediamo che sia necessario ricostituire un ambiente scolastico accogliente e sicuro che risponda alle problematiche reali di giovani, studenti e studentesse.
Gli sportelli d’ascolto – ricordiamo a “Cambiamo!” – che esistono già (almeno a livello teorico), ma per la maggioranza sono inattivi o inefficienti.
Teniamo presente che gli sportelli sono già di per sé un errore, poiché tendono a precarizzare ulteriormente un tipo di lavoro che per come è strutturato e, per i definanziamenti alla sanità pubblica firmati dalla giunta regionale di Toti, lo rendono precario e instabile soprattutto per i neolaureati in materia. Occorre ragionare infatti di un servizio pubblico che risponda alle esigenze che già da tempo esistono, attraverso l’introduzione di un sistema organizzato di assistenza psicologica sul territorio con un progetto nazionale efficace attraverso l’integrazione ai servizi sanitari di base locali di personale specializzato fruibile da tutti e tutte senza liste d’attesa infinite, come siamo abituati purtroppo nel nostro territorio.
 
La nostra proposta è fare in modo che i ragazzi e le ragazze imparino a inserirsi nella società attraverso la mediazione dei saperi e di una relazione educativa attenta al loro benessere e alle loro difficoltà.
Dati statistici recentemente rilevati, infatti, sottolineano come la percentuale di giovani che soffrono di disturbi psicologici e sociali determinati soprattutto dalla pandemia, hanno reso ancor più evidente la necessità di ampliare i servizi della cura della psiche di tutti coloro che ne hanno bisogno. Andare in analisi, per molti giovani, oggi è una necessità di primo ordine che va, a fronte della totale assenza del servizio pubblico, a gravare sulle già precarie situazioni economiche delle famiglie.
Siamo fortemente convinti che l’accesso al supporto psicologico sia necessario e debba essere garantito come diritto alla salute. Non vediamo differenze tra l’andare al pronto soccorso per un braccio rotto ed essere curati, e fare psicoterapia per affrontare le proprie “paure”. Non si tratta quindi di un sostegno che riguarda solo l’individuo, ma ha come punto di caduta la cura della collettività.
I totiani dovrebbero ricordarsi chi governa la regione e chi ha governato sino ad ora il nostro comune, disinteressandosi peraltro completamente delle necessità giovanili e non strumentalizzare il loro malessere psicologico determinato da una società basata sui principi del profitto sulla pelle dei più deboli. È vergognoso infatti che ad oggi siano proprio loro a fare proposte di questo tipo, ci chiediamo a cosa siano serviti allora questi anni di amministrazione disastrosa da loro portata avanti. Scoprono ora i problemi dei giovani della città e non solo?
Giovani Comunisti/e La Spezia 

Giovani Comunisti e Rifondazione: “In piazza con gli studenti per dire no all’alternanza scuola-lavoro”

29 gennaio 2022, by  
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La morte di Lorenzo Perelli, studente 18enne deceduto durante il suo ultimo giorno di alternanza in una fabbrica, ci indigna profondamente. Quanto successo ha riaperto un’importante questione che riguarda l’ex alternanza scuola-lavoro, oggi chiamati: percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, avallate dai governi degli ultimi 10 anni di qualsiasi bandiera politica.
La riforma “Buona Scuola” ha costretto studenti e studentesse a sottrarsi a ore di studio e formazione per operare come manovalanza gratuita dei privati, familiarizzando anticipatamente con un futuro ingiusto, fatto di sfruttamento, di precariato, senza diritti e senza alternative.
I PCTO non hanno fatto che agevolare gli interessi della produttività a tutti i costi, aumentando le divisioni scolastiche e disorientando studenti e studentesse. È proprio per questo che come Giovani Comunisti e Rifondazione Comunista siamo fortemente convinti che l’alternanza scuola lavoro vada abolita e la cosiddetta “Buona scuola” pure!
La scuola necessita oggi, in questa fase pandemica, più che mai di una riforma che parta dal profondo, modalità di didattica, materie e argomenti da affrontare, edifici, innovazione tecnologica, sono tutti temi su cui reimmaginare la scuola pubblica, affinché possa essere veramente accessibile a tutti e tutte.
Ci opponiamo a questo sistema ingiusto e meschino, a questo governo che vede nella repressione la risposta, ai partiti e ai politici che in questi anni hanno costruito queste nuove forme di avvilimento e impoverimento culturale e hanno contribuito a smantellare la scuola pubblica.  
 
Domani, venerdì 28 Gennaio parteciperemo alla mobilitazione indetta dall’Unione degli Studenti alle ore 18.30 sotto alla Prefettura e aderiamo quindi allo sciopero indetto per l’intera giornata nelle scuole medie di secondo grado insieme agli studenti in lotta. 
Per dire: NO ALL’ALTERNANZA, SÌ ALL’ALTERNATIVA!

Giovani Comunisti/e La Spezia 

Rifondazione comunista La Spezia

25 aprile, Prc La Spezia: “Omaggio ai caduti della Resistenza e iniziativa nazionale on line per commemorare la Liberazione dal nazifascismo”

26 aprile 2021, by  
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Anche per quest’anno non si potrà celebrare la Liberazione dal nazifascismo con quella partecipazione popolare che ha sempre contraddistinto la nostra città.
Ma anche senza il tradizionale corteo di Migliarina la sera del 24 aprile, saranno numerose le iniziative a cui la federazione Prc della Spezia parteciperà per commemorare la vittoria della guerra partigiana 1943-45. Sabato 24 e domenica 25 la sede Prc di via Lunigiana sarà aperta dalle 16.30 alle 18.30 per il tesseramento 2021 e con l’occasione si terrà un piccolo brindisi di festeggiamento, naturalmente tenendo conto do tutti gli accorgimenti di sicurezza per le norme anti covid.
Raccogliendo l’appello dell’Anpi e delle altre associazioni antifasciste, domenica 25 alle 10 i rappresentanti del circolo Prc Melara Alberto Balderi e Jacopo Ricciardi omaggeranno i Caduti della Resistenza presso il monumento del Termo, mentre l’assessore vezzanese Nadia Lombardi del circolo XXV Aprile – Aldo Lombardi farà visita al monumento partigiano del cimitero dei Boschetti. Lo stesso avverrà a Sarzana dove i rappresentanti dell’Officina Rossa – Spazio popolare di Luni, dopo aver reso omaggiato i cippi dei caduti partigiani nel territorio ortonovese, si ritroveranno alle 10.30 presso il monumento del cimitero comunale assieme a tutti i partiti e associazioni antifasciste sarzanesi.
Una ricorrenza particolarmente importante nella città simbolo della lotta antifascista cui quest’anno ricorrono i 100 anni dai celebri fatti del 21 luglio 21. Ricordiamo infatti all’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Ponzanelli, che i milioni di morti della seconda guerra mondiale, e in particolare tutte le vittime civili di questa atrocità, sono stati causati dal nazismo e dal fascismo.
Ricordiamo infine l’iniziativa on line a partire dalle 16 di domenica sulla pagine facebook nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti/eUn modo per sentirci più vicini e festeggiare insieme questo importante anniversario per la storia della nostra democrazia e della nostra Repubblica.
Siamo antifascisti, siamo partigiani. 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

21 gennaio 1921 – 2021: a Livorno l’inizio di una storia che non finirà. Celebrazioni on line di Rifondazione e Archivi della Resistenza a partire dalle ore 18

21 gennaio 2021, by  
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Oggi, 21 gennaio 2021, ricorre il centesimo anniversario della fondazione del Partito Comunista d’Italia, sezione dell’Internazionale Comunista, avvenuta presso il teatro san Marco di Livorno grazie alla volontà di un gruppo di illuminati iscritti al Partito Socialista Italiano dell’epoca, Bordiga, Gramsci, Terracini su tutti.

E’ una storia lunga un secolo, quella del movimento di liberazione dell’umanità dal giogo della schiavitù. Oltre ogni frontiera, oltre ogni barriera di nazioni e stato. Il comunismo è stato ed è tutt’ora, infatti, l’esatto opposto del nazionalismo, oggi declinato in forma “sovranista”.

Non a caso l’inno dell’Internazionale, rivisitato in seguito dal grande poeta fiorentino (ma valdimagrese d’adozione) Franco Fortini, parla di “futura umanità” (per Fortini è “altra umanità”).

“Le comuniste e i comunisti sono stati i principali protagonisti di tutte le lotte di libertà e giustizia sociale del Novecento nel nostro Paese” ha dichiarato questa mattina da Livorno, dove era presente anche una delegazione di compagni dell’Officina Rossa di Luni (foto allegata), il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.  

“Per porre fine all’orrendo massacro della prima guerra mondiale c’è voluta la Rivoluzione Russa. Per finirla con la devastazione ambientale e sociale del capitalismo serve il comunismo verde del terzo millennio”, ha aggiunto il vicepresidente della Sinistra Europea Paolo Ferrero. 

I comunisti hanno infatti nella storia provveduto sempre a ricostruire sulle macerie prodotte dal capitalismo, di cui guerra, colonialismo, imperialismo e speculazione finanziaria non sono altro che sue derivazioni, esattamente come il fascismo.

I comunisti sono quelli che hanno pagato col sangue la repressione per la lotta in tempi disperati alla violenza dominante del conformismo fascista. In seguito sono stati gli autori fondamentali della Resistenza, per la liberazione dai nazifascisti e per la ricostruzione del Paese, prima con la carta costituzionale e poi con una continua ed eccezionale azione politica e culturale e di pensiero di cui ancora oggi vediamo gli effetti sul campo dei diritti dei lavoratori, dei diritti sociali e della dignità per una esistenza non più calpestabile dai prepotenti e dai padroni di ogni foggia. 

Sono conquiste che i movimenti reazionari, a partire dagli anni ’80 del ‘900 hanno continuamente eroso, anche grazie alle colpe di una sinistra che ha progressivamente rinnegato sé stessa e i suoi valori, a partire dal post crollo del muro di Berlino.

Ma quella luce, accesa nel 1848 nel Manifesto di Marx ed Engels, divampata nella rivoluzione bolscevica di Lenin dell’Ottobre 1917 e arrivata a Livorno nel gennaio 1921, continuerà a guidare chi vuole, nel mondo, di “superare lo stato di cose presenti”.

Per celebrare la giornata Rifondazione organizza dalle 18 alle 23.30 il convegno on line Libertà, pace, lavoro, giustizia sociale, democrazia, ambiente: a 100 anni dalla nascita del Partito Comunista Italiano, l’attualità del socialismo, organizzato in collaborazione con il Partito della Sinistra Europea che si potrà seguire in diretta sulla pagina facebook del Partito della Rifondazione Comunista.

Interverranno dall’estero il Presidente del Partito della Sinistra Europea Heinz Bierbaum (Die Linke, Germania), Cinty Misculini del Comitato Centrale del Partito Comunista Cileno, Fabien Roussel, segretario nazionale del Partito Comunista Francese e Enrique Santiago, segretario nazionale del Partito Comunista Spagnolo.

Tra i tanti interventi previsti, una lectio magistralis di Aldo Tortorella, partigiano, direttore dell’Unità, dirigente di primo piano al fianco di Enrico Berlinguer che ripercorrerà i 70 anni di storia del PCI rispondendo a certe fantasiose tesi alla moda che attribuiscono ai comunisti la responsabilità della vittoria del fascismo e rammentando come il tentativo di Berlinguer negli anni ’70 fu bloccato dagli “alleati” occidentali. Tra gli interventi e le testimonianze segnaliamo quella della scrittrice Vera Pegna che negli anni ’50 sfidò la mafia a Corleone, di un dirigente storico del PCI come Paolo Ciofi, di Luciana Castellina, Adelmo Cervi, Imma Barbarossa, Dino Greco, Giovanni Russo Spena, Giovanna Capelli, Rosa Rinaldi. Interverranno gli storici Guido Liguori, Maria Grazia Meriggi, Paolo Favilli, Raul Mordenti, la femminista Carlotta Cossutta, l’urbanista Paolo Berdini, la scrittrice e giornalista Francesca Fornario, l’ex-europarlamentare Eleonora Forenza, il giornalista Matteo Pucciarelli, per la redazione di Left Rita De Petra, il consigliere comunale fiorentino Dimitri Palagi, il coordinatore dei Giovani Comunisti Andrea Ferroni.

Ci saranno anche contributi libertari dello scrittore Maurizio Maggiani e del cantautore anarchico Alessio Lega.

In collaborazione con gli Archivi della Resistenza di Fosdinovo contributi musicali e una versione 2021 di Bandiera Rossa con Paolo Pietrangeli, Giovanna Marini, Marino e Sandro Severini dei Gang, Zezi gruppo operaio, Cisco, Gualtiero Bertelli, Banda Popolare dell’Emilia Rossa, Giampiero Bigazzi, Giancane, Max Vilander, Coro Garibaldi d’Assalto, Massimo Ferrante, Elena Imperatore, Davide Giromini, Jonathan Lazzini, Mazadena e altre/i.

Ad aprire la diretta sarà il vicepresidente della Sinistra Europea Paolo Ferrero e la chiusura, come da tradizione, è affidata al segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.

Domani 22 gennaio Rifondazione spezzina replicherà con un’iniziativa locale in collaborazione con Officina Rossa di Luni.

 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Peveri (Gc La Spezia): “La violenza maschile sulle donne non ha colore”

21 dicembre 2017, by  
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Accade alla Spezia – ma non solo – che la consigliera regionale Lega Nord Liguria, Stefania Pucciarelliintervenga in materia di violenza sulle donne dichiarando esplicitamente “nessuno spazio a una cultura maschilista come quella islamica”, invocando la risposta di quelle che a suo parere tacciono a riguardo: le femministe di sinistra.

Innanzitutto mi dispiace deludere la consigliera, ma le femministe di sinistra non tacciono. Si dà il caso infatti che le “femministe di sinistra” si battano per i diritti di TUTTE le donne contro QUALSIASI tipo di violenza di matrice patriarcale. Sì, perché forse è meglio ricordare a tutti e tutte come la violenza di genere sia un fenomeno tanto subdolo quanto dilagante, in una società che si vede sempre più coinvolta in uno schema di pensiero strettamente patriarcale che lega il ruolo della donna alla figura del cosiddetto sesso debole.

Uno stupro è uno stupro e a stuprare sono gli uomini, al di là della loro nazionalità, provenienza o estrazione sociale. A usare violenza, per la maggior parte dei casi, non è uno sconosciuto, bensì individui facenti parte della sfera affettiva, per questo troppo spesso un assordante silenzio pervade l’ambiente domestico accentuando la difficoltà di denunciare (è comunque importante sottolineare come la violenza di genere non si manifesti esclusivamente nell’atto di aggressione fisica o molestia sessuale).

Il pensiero espresso da suddetto comunicato risulta perfettamente in linea con la notizia di qualche settimana fa. Si apprende infatti dalle testate giornalistiche locali come il Comune abbia intenzione di approvare la mozione sul divieto del velo islamico all’interno dei luoghi pubblici e le motivazioni utilizzate per supportare l’idea che questo provvedimento debba assolutamente essere attuato hanno bisogno di essere analizzate.

In primo luogo secondo la maggioranza vi è la necessità di liberare le donne da un’imposizione che è quella dei mariti fedeli all’islam radicale. Ecco che la Destra si fa paladina dei diritti delle donne, fautrice di una crociata a favore dell’autodeterminazione del corpo della donna. Sia chiaro però che la lotta di questa forza politica sia limitata a determinati diritti: quelli funzionali alla strumentalizzazione per la campagna politica securitaria, anti-degrado e criminalizzante di tutte quelle realtà che differiscono da quella nazionale dominante, per cultura, religione e colore della pelle.

Secondo questa logica bisogna parlare solo di stupro ed è meglio riferirsi alla categoria degli immigrati per individuarne i colpevoli. Il colpevole non è mai il padre di famiglia italiano, il compagno, il fratello, il conoscente o il parente. Deve essere un immigrato, altrimenti come si giustifica la deriva discriminatoria e fortemente razzista dei provvedimenti securitari?

Sia chiaro quindi che il diritto all’autodeterminazione della donna, nel discorso politico della destra e della Lega, incontra una grande limitazione se si tratta, per esempio, di un discorso più ampio riguardo alla libertà sessuale e alla libertà di scelta. Sì, perché se si chiede la corretta applicazione della Legge 194/1978 la risposta di queste forze politiche è un’immediata criminalizzazione: la donna è additata come assassina.

Le femministe di sinistra stanno dalla parte delle donne, di tutte le donne e non tacciono. Le femministe di sinistra scendono in piazza per rivendicare i propri diritti, senza sventolare la bandiera dell’autodeterminazione della donna al fine di strumentalizzarla in funzione di una logica anti-straniero.

La violenza di genere non ha colore, non ha origine, se non quella di essere frutto di un sistema fortemente patriarcale.
In conclusione, nulla di nuovo sotto il sole: ecco che la destra si fa ancora una volta portavoce dell’illusione elettorale per cui un’Italia libera da immigrati è un’Italia senza criminalità e violenza. Illusione favorita dallo stereotipo dello scontro manicheo tra Italiani buoni e immigrati cattivi.

Questa retorica si trasforma nell’equazione vincente che spinge i mass media a focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla nazionalità dei delinquenti, come se il criminale fosse più o meno colpevole se non di origine italiana. Mi dispiace deludere la consigliera Pucciarelli, ma anche gli italiani “doc” si rendono artefici di efferati atti di violenza.

Silvia Peveri,

Responsabile Organizzazione Giovani Comunisti/e La Spezia

Gc La Spezia: “Rimettere la statua di Ciano vicino al comune è un affronto alle vittime del fascismo”

23 novembre 2017, by  
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Apprendiamo dalle testate giornalistiche locali che il comune sta valutando la richiesta di riposizionare la statua di Costanzo Ciano proprio accanto al palazzo comunale dove era stata inaugurata nel 1939. Le parole dell’assessore Paolo Asti non fanno altro che rimarcare come la banalizzazione storica e il revisionismo stiano caratterizzando il discorso politico su vecchi e nuovi fascismi.

L’opera ritrovata del gerarca fascista non merita alcuna esposizione sulla pubblica piazza, proprio per ciò che rappresenta. In questa sede infatti non si intende discutere il capolavoro e la maestria dell’artista (Messina), quanto più il proprio significato simbolico: un oltraggio alla memoria storica. Tenendo presente il valore artistico dell’opera riteniamo che abbia già la giusta considerazione. Infatti il luogo più consono a raccogliere tale testimonianza del ventennio rimane il Museo Navale, dove è attualmente collocata.

Non si intende qui minare il patrimonio artistico nazionale, ma riconoscere che non vi è spazio per l’arte fascista sulla pubblica piazza di una città riconosciuta con la medaglia al valore della resistenza.
L’arte di regime non ha e non deve avere senso di esistere.

Noi rimarchiamo come suddetta esposizione artistica, auspicata dagli intellettuali firmatari della richiesta recapitata in Comune e sostenuta dall’assessore Paolo Asti, sia un affronto alle vittime di violenza fascista che la nostra provincia ha dovuto subire. In una fase storica dove il riaffiorare di vecchi e nuovi fascismi si fa sempre più prominente, non solo sul territorio locale ma su gran parte del panorama nazionale, ribadiamo che sia compito dell’amministrazione, sindaco e giunta tutta, riconoscere, ribadire e valorizzare quelli che sono i principi fondanti della nostra Costituzione, nata dalla resistenza partigiana.

Coordinamento provinciale Giovani Comunisti/e La Spezia

Fedi e Vergassola: “Alternanza scuola lavoro prodotto scellerato della “Buona Scuola” renziana”

9 ottobre 2017, by  
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La cosiddetta riforma della “Buona Scuola” ha un solo obiettivo: utilizzare la formazione pubblica per assecondare i peggiori interessi ed istinti del mercato. L’alternanza scuola/lavoro ne è l’aspetto più evidente. Il minimo di ore che uno studente delle scuole superiori deve realizzare obbligatoriamente è 200 per i licei e 400 per gli istituti professionali. Mandare i giovani a lavorare per centinaia di ore, nelle biblioteche come nei McDonald’s, negli uffici come nei magazzini, serve ad insegnare loro che chi vorrà in futuro un posto di lavoro, dovrà ottenerlo accettando il dogma della prestazione gratuita. Questi ragazz* sono coscienti del fatto che se questo loro lavoro venisse retribuito con i voucher, cioè con le più ignobile delle remunerazioni, ogni studente dovrebbe ricevere dai 1500 ai 3000 euro?

Questo è il furto materiale che i giovani subiscono grazie ad una legge dello Stato, mentre il furto immateriale è la dignità che non è quantificabile. “Da mesi andiamo dicendo che quello dell’alternanza scuola-lavoro è un disastro annunciato: purtroppo nella nostra città l’incidente occorso allo studente di 17 anni è la conseguenza di un progetto estremamente dannoso, pericoloso ed illogico” afferma Filippo Vergassola, responsabile nazionale scuola dei Giovani Comunisti.

Il giovane, che stava guidando un muletto pur essendo sprovvisto di patente, è rimasto schiacciato nel mezzo con rottura della tibia: 40 giorni di prognosi e tante domande che non hanno risposte. Perché il ragazzo stava esercitando una mansione che non poteva svolgere? Quali tutele aveva nello svolgimento di quella mansione? Che tipo di controlli ci sono stati nella scelta delle aziende che ospitano studenti?

Adesso è il tempo di intervenire” – prosegue Vergassola – “senza rinunciare alla grande battaglia politica (ma anche culturale) che ci impone di lavorare sul lungo periodo per l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, occorre limitare i danni prodotti dalle scelte politiche disastrose che sono arrivate a mettere a repentaglio la vita stessa degli studenti in quello che di fatto è un prolungamento dell’orario scolastico.

In quest’ottica già nei prossimi giorni chiederemo alle amministrazioni degli istituti superiori di esplicitare quali siano i criteri di scelta delle aziende e, soprattutto, quali tipi di garanzie vengano forniti agli studenti” – afferma Veruschka Fedi, segretaria provinciale Prc – “le figure dei tutor che devono seguire gli studenti sono spesso assenti: le responsabilità in questo caso su chi ricadono? I ragazzi stessi devono prender coscienza di come li stanno utilizzando e dei rischi che corrono e devono essere i primi a denunciarne tutte le inefficienze. Ringraziando il Partito Democratico che ci ha regalato questa “geniale” riforma, riteniamo necessario adesso aprire un largo fronte che coinvolga non solo gli studenti, ma docenti, lavoratori della scuola e realtà sociali che si oppongono all’inarrestabile processo di mercificazione ed aziendalizzazione dei saperi“.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Infortunio studente spezzino, Gc La Spezia: “Alternanza scuola-lavoro è sfruttamento senza tutela”

6 ottobre 2017, by  
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L’altra mattina uno studente di 17 anni dell’Istituto Capellini-Sauro ha subito un incidente che ha provocato la rottura della tibia mentre stava prestando alternanza scuola-lavoro in un’azienda di riparazione di motori nautici : lo studente si trovava alla guida di un muletto per il quale è necessario essere in possesso di patente, ed è rimasto schiacciato dal mezzo.
I tecnici della Asl spezzina hanno classificato “grave” l’incidente. E’ fin troppo banale invece classificare come vergognoso l’accaduto. L’incidente non si è trasformato in tragedia per il tempestivo intervento dei dipendenti stessa della ditta.
Ci troviamo di fronte all’ ennesimo esempio di totale malfunzionamento di un progetto, quello introdotto dalla L. 107 meglio nota come “Buona Scuola”, che certifica l’autentico disastro di questa trovata spacciata per “riforma”.
Sorvolando qui sull’assurdità di uno strumento che manda gli studenti a lavorare gratuitamente in pieno sfruttamento nell’ultimo triennio delle scuole superiori (per 200 ore nei licei e per 400 ore nei tecnici e nei professionali), svuotando di senso e della sua funzione la scuola e il diritto allo studio reale, è palese la totale insufficienza dei controlli che vengono effettuati sul reale funzionamento di questo “progetto”.
Tutte le previsioni contenute in questa riforma vengono sistematicamente disattese e da mesi ormai leggiamo ovunque casi che confermano il dato inequivocabile del fallimento dell’alternanza scuola-lavoro: le figure dei tutor, espressamente previsti, spesso sono assenti, i controlli preventivi sulle aziende sono un miraggio, le tutele degli studenti completamente inesistenti.
Chiederemo di far luce su questo episodio, ma non è più sufficiente denunciare le inadeguatezze.
A partire dalle sedi istituzionali riteniamo urgente far presente che la situazione è diventata intollerabile e necessita di essere radicalmente mutata.
Nelle prossime settimane inizieremo a chiedere conto ai dirigenti scolastici dei meccanismi e dei criteri di scelta delle aziende, vigilando sul concreto rispetto dei diritti degli studenti.
L’alternanza scuola-lavoro, come del resto tutta la lgiovani comunisti
egge 107, va abolita, nel frattempo occorre lavorare per limitare i danni di una riforma che sta producendo disastri nell’immediato, e che sul lungo periodo, senza interventi radicali, vedrà dispiegarsi effetti ancora peggiori. Con l’ augurio di una pronta guarigione verso lo studente alla quale esprimiamo tutta la nostra vicinanza.
 
Coordinamento Provinciale Giovani Comunisti/e La Spezia

11 settembre 1973-2017, Rifondazione Comunista spezzina ricorda Salvador Allende a 44 anni dal golpe fascista di Pinochet

9 settembre 2017, by  
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L’11 settembre è l’anniversario della morte del presidente cileno Salvador Allende, caduto durante il golpe fascista di Pinochet del 1973, ucciso mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti dei carri armati dell’esercito.

Come ogni anno una delegazione di Rifondazione Comunista della Spezia si recherà presso la targa ricordo al centro “Allende” di via Mazzini per rendergli omaggio. L’appuntamento è per le 17.30 per la deposizione di una corona di fiori. A seguire si terrà un intervento del consigliere comunale di Spezia Bene Comune Massimo Lombardi, accompagnato dalle letture dell’ultimo discorso di Salvador Allende ad opera dei Giovani Comunisti spezzini.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

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