21 gennaio 1921 – 2021: a Livorno l’inizio di una storia che non finirà. Celebrazioni on line di Rifondazione e Archivi della Resistenza a partire dalle ore 18

21 gennaio 2021, by  
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Oggi, 21 gennaio 2021, ricorre il centesimo anniversario della fondazione del Partito Comunista d’Italia, sezione dell’Internazionale Comunista, avvenuta presso il teatro san Marco di Livorno grazie alla volontà di un gruppo di illuminati iscritti al Partito Socialista Italiano dell’epoca, Bordiga, Gramsci, Terracini su tutti.

E’ una storia lunga un secolo, quella del movimento di liberazione dell’umanità dal giogo della schiavitù. Oltre ogni frontiera, oltre ogni barriera di nazioni e stato. Il comunismo è stato ed è tutt’ora, infatti, l’esatto opposto del nazionalismo, oggi declinato in forma “sovranista”.

Non a caso l’inno dell’Internazionale, rivisitato in seguito dal grande poeta fiorentino (ma valdimagrese d’adozione) Franco Fortini, parla di “futura umanità” (per Fortini è “altra umanità”).

“Le comuniste e i comunisti sono stati i principali protagonisti di tutte le lotte di libertà e giustizia sociale del Novecento nel nostro Paese” ha dichiarato questa mattina da Livorno, dove era presente anche una delegazione di compagni dell’Officina Rossa di Luni (foto allegata), il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.  

“Per porre fine all’orrendo massacro della prima guerra mondiale c’è voluta la Rivoluzione Russa. Per finirla con la devastazione ambientale e sociale del capitalismo serve il comunismo verde del terzo millennio”, ha aggiunto il vicepresidente della Sinistra Europea Paolo Ferrero. 

I comunisti hanno infatti nella storia provveduto sempre a ricostruire sulle macerie prodotte dal capitalismo, di cui guerra, colonialismo, imperialismo e speculazione finanziaria non sono altro che sue derivazioni, esattamente come il fascismo.

I comunisti sono quelli che hanno pagato col sangue la repressione per la lotta in tempi disperati alla violenza dominante del conformismo fascista. In seguito sono stati gli autori fondamentali della Resistenza, per la liberazione dai nazifascisti e per la ricostruzione del Paese, prima con la carta costituzionale e poi con una continua ed eccezionale azione politica e culturale e di pensiero di cui ancora oggi vediamo gli effetti sul campo dei diritti dei lavoratori, dei diritti sociali e della dignità per una esistenza non più calpestabile dai prepotenti e dai padroni di ogni foggia. 

Sono conquiste che i movimenti reazionari, a partire dagli anni ’80 del ‘900 hanno continuamente eroso, anche grazie alle colpe di una sinistra che ha progressivamente rinnegato sé stessa e i suoi valori, a partire dal post crollo del muro di Berlino.

Ma quella luce, accesa nel 1848 nel Manifesto di Marx ed Engels, divampata nella rivoluzione bolscevica di Lenin dell’Ottobre 1917 e arrivata a Livorno nel gennaio 1921, continuerà a guidare chi vuole, nel mondo, di “superare lo stato di cose presenti”.

Per celebrare la giornata Rifondazione organizza dalle 18 alle 23.30 il convegno on line Libertà, pace, lavoro, giustizia sociale, democrazia, ambiente: a 100 anni dalla nascita del Partito Comunista Italiano, l’attualità del socialismo, organizzato in collaborazione con il Partito della Sinistra Europea che si potrà seguire in diretta sulla pagina facebook del Partito della Rifondazione Comunista.

Interverranno dall’estero il Presidente del Partito della Sinistra Europea Heinz Bierbaum (Die Linke, Germania), Cinty Misculini del Comitato Centrale del Partito Comunista Cileno, Fabien Roussel, segretario nazionale del Partito Comunista Francese e Enrique Santiago, segretario nazionale del Partito Comunista Spagnolo.

Tra i tanti interventi previsti, una lectio magistralis di Aldo Tortorella, partigiano, direttore dell’Unità, dirigente di primo piano al fianco di Enrico Berlinguer che ripercorrerà i 70 anni di storia del PCI rispondendo a certe fantasiose tesi alla moda che attribuiscono ai comunisti la responsabilità della vittoria del fascismo e rammentando come il tentativo di Berlinguer negli anni ’70 fu bloccato dagli “alleati” occidentali. Tra gli interventi e le testimonianze segnaliamo quella della scrittrice Vera Pegna che negli anni ’50 sfidò la mafia a Corleone, di un dirigente storico del PCI come Paolo Ciofi, di Luciana Castellina, Adelmo Cervi, Imma Barbarossa, Dino Greco, Giovanni Russo Spena, Giovanna Capelli, Rosa Rinaldi. Interverranno gli storici Guido Liguori, Maria Grazia Meriggi, Paolo Favilli, Raul Mordenti, la femminista Carlotta Cossutta, l’urbanista Paolo Berdini, la scrittrice e giornalista Francesca Fornario, l’ex-europarlamentare Eleonora Forenza, il giornalista Matteo Pucciarelli, per la redazione di Left Rita De Petra, il consigliere comunale fiorentino Dimitri Palagi, il coordinatore dei Giovani Comunisti Andrea Ferroni.

Ci saranno anche contributi libertari dello scrittore Maurizio Maggiani e del cantautore anarchico Alessio Lega.

In collaborazione con gli Archivi della Resistenza di Fosdinovo contributi musicali e una versione 2021 di Bandiera Rossa con Paolo Pietrangeli, Giovanna Marini, Marino e Sandro Severini dei Gang, Zezi gruppo operaio, Cisco, Gualtiero Bertelli, Banda Popolare dell’Emilia Rossa, Giampiero Bigazzi, Giancane, Max Vilander, Coro Garibaldi d’Assalto, Massimo Ferrante, Elena Imperatore, Davide Giromini, Jonathan Lazzini, Mazadena e altre/i.

Ad aprire la diretta sarà il vicepresidente della Sinistra Europea Paolo Ferrero e la chiusura, come da tradizione, è affidata al segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.

Domani 22 gennaio Rifondazione spezzina replicherà con un’iniziativa locale in collaborazione con Officina Rossa di Luni.

 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Peveri (Gc La Spezia): “La violenza maschile sulle donne non ha colore”

21 dicembre 2017, by  
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Accade alla Spezia – ma non solo – che la consigliera regionale Lega Nord Liguria, Stefania Pucciarelliintervenga in materia di violenza sulle donne dichiarando esplicitamente “nessuno spazio a una cultura maschilista come quella islamica”, invocando la risposta di quelle che a suo parere tacciono a riguardo: le femministe di sinistra.

Innanzitutto mi dispiace deludere la consigliera, ma le femministe di sinistra non tacciono. Si dà il caso infatti che le “femministe di sinistra” si battano per i diritti di TUTTE le donne contro QUALSIASI tipo di violenza di matrice patriarcale. Sì, perché forse è meglio ricordare a tutti e tutte come la violenza di genere sia un fenomeno tanto subdolo quanto dilagante, in una società che si vede sempre più coinvolta in uno schema di pensiero strettamente patriarcale che lega il ruolo della donna alla figura del cosiddetto sesso debole.

Uno stupro è uno stupro e a stuprare sono gli uomini, al di là della loro nazionalità, provenienza o estrazione sociale. A usare violenza, per la maggior parte dei casi, non è uno sconosciuto, bensì individui facenti parte della sfera affettiva, per questo troppo spesso un assordante silenzio pervade l’ambiente domestico accentuando la difficoltà di denunciare (è comunque importante sottolineare come la violenza di genere non si manifesti esclusivamente nell’atto di aggressione fisica o molestia sessuale).

Il pensiero espresso da suddetto comunicato risulta perfettamente in linea con la notizia di qualche settimana fa. Si apprende infatti dalle testate giornalistiche locali come il Comune abbia intenzione di approvare la mozione sul divieto del velo islamico all’interno dei luoghi pubblici e le motivazioni utilizzate per supportare l’idea che questo provvedimento debba assolutamente essere attuato hanno bisogno di essere analizzate.

In primo luogo secondo la maggioranza vi è la necessità di liberare le donne da un’imposizione che è quella dei mariti fedeli all’islam radicale. Ecco che la Destra si fa paladina dei diritti delle donne, fautrice di una crociata a favore dell’autodeterminazione del corpo della donna. Sia chiaro però che la lotta di questa forza politica sia limitata a determinati diritti: quelli funzionali alla strumentalizzazione per la campagna politica securitaria, anti-degrado e criminalizzante di tutte quelle realtà che differiscono da quella nazionale dominante, per cultura, religione e colore della pelle.

Secondo questa logica bisogna parlare solo di stupro ed è meglio riferirsi alla categoria degli immigrati per individuarne i colpevoli. Il colpevole non è mai il padre di famiglia italiano, il compagno, il fratello, il conoscente o il parente. Deve essere un immigrato, altrimenti come si giustifica la deriva discriminatoria e fortemente razzista dei provvedimenti securitari?

Sia chiaro quindi che il diritto all’autodeterminazione della donna, nel discorso politico della destra e della Lega, incontra una grande limitazione se si tratta, per esempio, di un discorso più ampio riguardo alla libertà sessuale e alla libertà di scelta. Sì, perché se si chiede la corretta applicazione della Legge 194/1978 la risposta di queste forze politiche è un’immediata criminalizzazione: la donna è additata come assassina.

Le femministe di sinistra stanno dalla parte delle donne, di tutte le donne e non tacciono. Le femministe di sinistra scendono in piazza per rivendicare i propri diritti, senza sventolare la bandiera dell’autodeterminazione della donna al fine di strumentalizzarla in funzione di una logica anti-straniero.

La violenza di genere non ha colore, non ha origine, se non quella di essere frutto di un sistema fortemente patriarcale.
In conclusione, nulla di nuovo sotto il sole: ecco che la destra si fa ancora una volta portavoce dell’illusione elettorale per cui un’Italia libera da immigrati è un’Italia senza criminalità e violenza. Illusione favorita dallo stereotipo dello scontro manicheo tra Italiani buoni e immigrati cattivi.

Questa retorica si trasforma nell’equazione vincente che spinge i mass media a focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla nazionalità dei delinquenti, come se il criminale fosse più o meno colpevole se non di origine italiana. Mi dispiace deludere la consigliera Pucciarelli, ma anche gli italiani “doc” si rendono artefici di efferati atti di violenza.

Silvia Peveri,

Responsabile Organizzazione Giovani Comunisti/e La Spezia

Gc La Spezia: “Rimettere la statua di Ciano vicino al comune è un affronto alle vittime del fascismo”

23 novembre 2017, by  
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Apprendiamo dalle testate giornalistiche locali che il comune sta valutando la richiesta di riposizionare la statua di Costanzo Ciano proprio accanto al palazzo comunale dove era stata inaugurata nel 1939. Le parole dell’assessore Paolo Asti non fanno altro che rimarcare come la banalizzazione storica e il revisionismo stiano caratterizzando il discorso politico su vecchi e nuovi fascismi.

L’opera ritrovata del gerarca fascista non merita alcuna esposizione sulla pubblica piazza, proprio per ciò che rappresenta. In questa sede infatti non si intende discutere il capolavoro e la maestria dell’artista (Messina), quanto più il proprio significato simbolico: un oltraggio alla memoria storica. Tenendo presente il valore artistico dell’opera riteniamo che abbia già la giusta considerazione. Infatti il luogo più consono a raccogliere tale testimonianza del ventennio rimane il Museo Navale, dove è attualmente collocata.

Non si intende qui minare il patrimonio artistico nazionale, ma riconoscere che non vi è spazio per l’arte fascista sulla pubblica piazza di una città riconosciuta con la medaglia al valore della resistenza.
L’arte di regime non ha e non deve avere senso di esistere.

Noi rimarchiamo come suddetta esposizione artistica, auspicata dagli intellettuali firmatari della richiesta recapitata in Comune e sostenuta dall’assessore Paolo Asti, sia un affronto alle vittime di violenza fascista che la nostra provincia ha dovuto subire. In una fase storica dove il riaffiorare di vecchi e nuovi fascismi si fa sempre più prominente, non solo sul territorio locale ma su gran parte del panorama nazionale, ribadiamo che sia compito dell’amministrazione, sindaco e giunta tutta, riconoscere, ribadire e valorizzare quelli che sono i principi fondanti della nostra Costituzione, nata dalla resistenza partigiana.

Coordinamento provinciale Giovani Comunisti/e La Spezia

Fedi e Vergassola: “Alternanza scuola lavoro prodotto scellerato della “Buona Scuola” renziana”

9 ottobre 2017, by  
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La cosiddetta riforma della “Buona Scuola” ha un solo obiettivo: utilizzare la formazione pubblica per assecondare i peggiori interessi ed istinti del mercato. L’alternanza scuola/lavoro ne è l’aspetto più evidente. Il minimo di ore che uno studente delle scuole superiori deve realizzare obbligatoriamente è 200 per i licei e 400 per gli istituti professionali. Mandare i giovani a lavorare per centinaia di ore, nelle biblioteche come nei McDonald’s, negli uffici come nei magazzini, serve ad insegnare loro che chi vorrà in futuro un posto di lavoro, dovrà ottenerlo accettando il dogma della prestazione gratuita. Questi ragazz* sono coscienti del fatto che se questo loro lavoro venisse retribuito con i voucher, cioè con le più ignobile delle remunerazioni, ogni studente dovrebbe ricevere dai 1500 ai 3000 euro?

Questo è il furto materiale che i giovani subiscono grazie ad una legge dello Stato, mentre il furto immateriale è la dignità che non è quantificabile. “Da mesi andiamo dicendo che quello dell’alternanza scuola-lavoro è un disastro annunciato: purtroppo nella nostra città l’incidente occorso allo studente di 17 anni è la conseguenza di un progetto estremamente dannoso, pericoloso ed illogico” afferma Filippo Vergassola, responsabile nazionale scuola dei Giovani Comunisti.

Il giovane, che stava guidando un muletto pur essendo sprovvisto di patente, è rimasto schiacciato nel mezzo con rottura della tibia: 40 giorni di prognosi e tante domande che non hanno risposte. Perché il ragazzo stava esercitando una mansione che non poteva svolgere? Quali tutele aveva nello svolgimento di quella mansione? Che tipo di controlli ci sono stati nella scelta delle aziende che ospitano studenti?

Adesso è il tempo di intervenire” – prosegue Vergassola – “senza rinunciare alla grande battaglia politica (ma anche culturale) che ci impone di lavorare sul lungo periodo per l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, occorre limitare i danni prodotti dalle scelte politiche disastrose che sono arrivate a mettere a repentaglio la vita stessa degli studenti in quello che di fatto è un prolungamento dell’orario scolastico.

In quest’ottica già nei prossimi giorni chiederemo alle amministrazioni degli istituti superiori di esplicitare quali siano i criteri di scelta delle aziende e, soprattutto, quali tipi di garanzie vengano forniti agli studenti” – afferma Veruschka Fedi, segretaria provinciale Prc – “le figure dei tutor che devono seguire gli studenti sono spesso assenti: le responsabilità in questo caso su chi ricadono? I ragazzi stessi devono prender coscienza di come li stanno utilizzando e dei rischi che corrono e devono essere i primi a denunciarne tutte le inefficienze. Ringraziando il Partito Democratico che ci ha regalato questa “geniale” riforma, riteniamo necessario adesso aprire un largo fronte che coinvolga non solo gli studenti, ma docenti, lavoratori della scuola e realtà sociali che si oppongono all’inarrestabile processo di mercificazione ed aziendalizzazione dei saperi“.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Infortunio studente spezzino, Gc La Spezia: “Alternanza scuola-lavoro è sfruttamento senza tutela”

6 ottobre 2017, by  
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L’altra mattina uno studente di 17 anni dell’Istituto Capellini-Sauro ha subito un incidente che ha provocato la rottura della tibia mentre stava prestando alternanza scuola-lavoro in un’azienda di riparazione di motori nautici : lo studente si trovava alla guida di un muletto per il quale è necessario essere in possesso di patente, ed è rimasto schiacciato dal mezzo.
I tecnici della Asl spezzina hanno classificato “grave” l’incidente. E’ fin troppo banale invece classificare come vergognoso l’accaduto. L’incidente non si è trasformato in tragedia per il tempestivo intervento dei dipendenti stessa della ditta.
Ci troviamo di fronte all’ ennesimo esempio di totale malfunzionamento di un progetto, quello introdotto dalla L. 107 meglio nota come “Buona Scuola”, che certifica l’autentico disastro di questa trovata spacciata per “riforma”.
Sorvolando qui sull’assurdità di uno strumento che manda gli studenti a lavorare gratuitamente in pieno sfruttamento nell’ultimo triennio delle scuole superiori (per 200 ore nei licei e per 400 ore nei tecnici e nei professionali), svuotando di senso e della sua funzione la scuola e il diritto allo studio reale, è palese la totale insufficienza dei controlli che vengono effettuati sul reale funzionamento di questo “progetto”.
Tutte le previsioni contenute in questa riforma vengono sistematicamente disattese e da mesi ormai leggiamo ovunque casi che confermano il dato inequivocabile del fallimento dell’alternanza scuola-lavoro: le figure dei tutor, espressamente previsti, spesso sono assenti, i controlli preventivi sulle aziende sono un miraggio, le tutele degli studenti completamente inesistenti.
Chiederemo di far luce su questo episodio, ma non è più sufficiente denunciare le inadeguatezze.
A partire dalle sedi istituzionali riteniamo urgente far presente che la situazione è diventata intollerabile e necessita di essere radicalmente mutata.
Nelle prossime settimane inizieremo a chiedere conto ai dirigenti scolastici dei meccanismi e dei criteri di scelta delle aziende, vigilando sul concreto rispetto dei diritti degli studenti.
L’alternanza scuola-lavoro, come del resto tutta la lgiovani comunisti
egge 107, va abolita, nel frattempo occorre lavorare per limitare i danni di una riforma che sta producendo disastri nell’immediato, e che sul lungo periodo, senza interventi radicali, vedrà dispiegarsi effetti ancora peggiori. Con l’ augurio di una pronta guarigione verso lo studente alla quale esprimiamo tutta la nostra vicinanza.
 
Coordinamento Provinciale Giovani Comunisti/e La Spezia

11 settembre 1973-2017, Rifondazione Comunista spezzina ricorda Salvador Allende a 44 anni dal golpe fascista di Pinochet

9 settembre 2017, by  
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L’11 settembre è l’anniversario della morte del presidente cileno Salvador Allende, caduto durante il golpe fascista di Pinochet del 1973, ucciso mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti dei carri armati dell’esercito.

Come ogni anno una delegazione di Rifondazione Comunista della Spezia si recherà presso la targa ricordo al centro “Allende” di via Mazzini per rendergli omaggio. L’appuntamento è per le 17.30 per la deposizione di una corona di fiori. A seguire si terrà un intervento del consigliere comunale di Spezia Bene Comune Massimo Lombardi, accompagnato dalle letture dell’ultimo discorso di Salvador Allende ad opera dei Giovani Comunisti spezzini.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Omofobia, Giovani Comunisti La Spezia: “Solidarietà agli insegnanti di Lerici minacciati di morte”

6 settembre 2017, by  
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La scorsa notte ignoti hanno attaccato ai cancelli di alcune scuole del comune di Lerici un cartello riportante minacce di morte agli insegnati “colpevoli” di deviare gli alunni tramite la pratica della cultura del Gender.
Un atto tanto pericoloso quanto raccapricciante che ancora una volta smaschera una frangia di società incline al sessismo e all’omofobia, riflettendo tutta la propria ignoranza e paura di una società civile dove chiunque possa vivere liberamente, lontano/a da discriminazioni riguardanti il proprio personale orientamento sessuale. Azione deplorevole, che mina ancora una volta le basi della nostra democrazia che rispondono a concetti come libertà individuale ed autodeterminazione. Un gesto (se così vogliamo chiamarlo) che come Giovani Comunisti/e della Spezia  condanniamo fermamente eche ci porta ad accrescere la nostra convinzione di lottare per una società più equa e più “civile”. Respingiamo ogni rigurgito di intolleranza, in qualsiasi forma esso si manifesti, non mancando di esprimere la nostra piena solidarietà alla Raot e ai docenti colpiti, vittime di questo vergognoso atto minatorio.
 Coordinamento Provinciale Giovani Comunisti/e La Spezia

Apertura della sede di Fn a Spezia, l’appello della sinistra spezzina: “L’anima democratica della città si opponga ai fascisti di ieri e di oggi”

23 luglio 2017, by  
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I responsabili politici spezzini di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Italiana e Possibile fanno appello a tutti. democratici  e antifascisti  Spezzini per una comune mobilitazione in occasione dell’apertura della sede di Forza Nuova prevista per venerdì 28 luglio alla Chiappa. 
 
L’invito è rivolto al mondo della politica e delle istituzioni, alle organizzazioni sindacali, al mondo associativo, culturale e intellettuale, ai singoli cittadini e cittadine della provincia di Spezia che credono nei valori della democrazia e dell’antifascismo.
L’appuntamento è per lunedì alle 19.30 presso la sede di Rifondazione Comunista in via Lunigiana in occasione dell’aperitivo organizzato dai Giovani Comunisti. 
La nostra intenzione è quella di mettere a disposizione uno spazio fisico e ideale di confronto aperto e di discussione democratica  per concordare azioni concrete di contrasto non solo verso l’apertura di questa sede ma in generale verso il riemergere di odiose pulsioni revisioniste, antidemocratiche e xenofobe.
Come partiti antifascisti sentiamo il dovere morale di impiegare tutte le nostre forze al servizio di una mobilitazione che auspichiamo sia quanto più partecipata e condivisa e che sia un tangibile segno che il fascismo a Spezia non può avere e non avrà mai agibilità politica.
Crediamo fortemente che contro il dilagare di certi  preoccupanti fenomeni sia doveroso e necessario ricreare un condiviso argine culturale in grado di contrastare il dilagare dei vecchi e i nuovi fascismi e di riaffermare con forza i valori della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
Giovani Comunisti,
Rifondazione Comunista,
Sinistra Italiana,
Possibile,
Comunisti Italiani La Spezia

Anniversario dei fatti di Sarzana: Rifondazione e i Gc in piazza Luni per non dimenticare

23 luglio 2017, by  
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Sabato 22 luglio dalle 17.30 Rifondazione Comunista e i Giovani comunisti spezzini saranno in Piazza Luni a Sarzana per non dimenticare i gloriosi fatti del 21 luglio 1921 avvenuti a Sarzana.

La popolazione sarzanese e della Val di Magra, insorta in armi, costrinse alla fuga le squadracce fasciste toscane e liguri che volevano occupare la città. Operai e contadini organizzati dal movimento unitario antifascista degli Arditi del popolo; militanti comunisti, anarchici e socialisti con alla testa il sindaco di allora Arnaldo Terzi; militi e carabinieri che in quell’occasione, a differenza di ciò che accadeva ovunque, si scontrarono con i fascisti, furono i protagonisti di quella giornata.
Sarzana fu, assieme a Parma, una delle poche città nelle quali la resistenza della popolazione riuscì a battere le squadre fasciste. Quegli avvenimenti meritano ancora oggi di essere ricordati innanzitutto perché vi ritroviamo le radici di una comunità come la nostra fondata proprio sui valori dell’antifascismo e della democrazia.

Riconfermare ed attualizzare questi valori è particolarmente importante e necessario in una società come la nostra nella quale la crescita delle diseguaglianze, della precarietà e dell’attacco ai diritti dei lavoratori va di pari passo con il tentativo di “riscrivere” la Storia mettendo sullo stesso piano fascismo ed antifascismo.
Per noi antifascismo e democrazia non sono parole da sbandierare nelle commemorazioni e da riporre nel cassetto il giorno dopo. Sono invece uno stimolo a lottare per la giustizia sociale e per l’eguaglianza e contro ogni forma di oppressione, di discriminazione, di sfruttamento ed a contrastare l’emergere di formazioni che si rifanno al fascismo ed nazismo la cui pericolosità è stata messa in evidenza anche dalle inchieste che nei giorni scorsi hanno coinvolto il nostro territorio. Antifascismo e democrazia sono per noi un impegno quotidiano per difendere ed applicare la Costituzione, che si fonda proprio su questi valori e che tanti, e non solo a destra, vorrebbero cancellare.

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti La Spezia

30 giugno, 1 e 2 luglio: da domani a Falconara di Ferici la festa provinciale di Rifondazione Comunista

29 giugno 2017, by  
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Al via da domani, venerdì 30 giugno, fino a domenica 2 luglio il consueto appuntamento estivo con Liberafesta, la festa provinciale della federazione spezzina di Rifondazione Comunista. Nello splendido scenario del parco di Falconara di Lerici si terranno tre giorni di dibattiti, musica, politica e cultura all’insegna della buona cucina a prezzi più che popolari. Le cucine saranno aperte tutte le sere alle ore 19, e anche a pranzo domenica a partire dalle 12.30. Nel menù oltre a piatti di terra e di mare anche cucina vegana.
Si comincia venerdì 30 giugno con il dibattito “Sinistra a confronto” che vedrà il saluto e l’intervento di Veruschka Fedi (segretaria provinciale Prc La Spezia), seguita da Giacomo Pregazzi (segretario provinciale di Sinistra Italiana), Michele Fiore (Possibile) e Matteo Bellegoni (Pcdi). Coordina William Domenichini, della redazione di Informazione Sostenibile. Sarà un’ampia discussione sul futuro della sinistra in Italia all’indomani delle elezioni amministrative che hanno coinvolto anche il comune della Spezia e a meno di un anno dalle cruciali elezioni politiche previste nell’inverno del 2018.
Sabato 1° luglio alle 21.30 spazio alla musica e al ballo con tre concerti tenuti da giovani gruppi emergenti locali: la “Comuntwist Night” vedrà in scena Hank and his Corner Boys, seguiti dagli Ondalibera e da FIL The Boister. A seguire dj set a cura di Biabai DJs e Molesti Crew.
Domenica 2 luglio alle 21 si parlerà invece di un’importante questione internazionale, sminuita e distorta dai media occidentali: la vicenda ucraina e la resistenza nel Donbass. Una drammatica pagina di storia contemporanea che vede da oltre tre anni la guerra in corso dell’Ucraina (spalleggiata dalla Nato e dagli Usa) contro la Russia di Putin. Una situazione complessa e incandescente che da più parti è stata definita come possibile inizio della “terza guerra mondiale”.
Il Donbass è una regione ucraina di popolazione a maggioranza russa che si oppone al governo di Poroshenko, il quale non esita a sdoganare forze rifacenti al nazismo e all’anticomunismo per reprimere la popolazione. Recentemente una delegazione italiana composta, tra gli altri, dall’europarlamentare di Rifondazione Eleonora Forenza, dall’ex segretario della Fiom Giorgio Cremaschi e dal portavoce nazionale dei Giovani Comunisti Andrea Ferroni ha partecipato alla “Carovana antifascista” di solidarietà al Donbass.
Ma le autorità di Kiev hanno inizialmente fermato gli italiani per poi rilasciarli dopo diversi giorni e ora intendono chiedere l’estradizione per accusarli addirittura di terrorismo. Un fatto assurdo e inquietante se poi si aggiunge che non una parola in merito è stata espressa dal governo Gentiloni.
Ne discuteremo con Sergio Olivieri, già deputato di Rifondazione Comunista, Angelo Sinisi, vice presidente dell’associazione culturale Liguria-Russia e lo stesso Andrea Ferroni, che racconterà la sua esperienza vissuta in prima persona poco meno di due mesi fa. Coordina Luca Lorenzini, dei Giovani Comunisti La Spezia.
Vi aspettiamo numerosi!
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

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