Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie in lotta

24 giugno 2020, by  
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Oggi le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie si rendono visibili, manifestando nelle piazze di 60 città italiane per rivendicare il diritto al lavoro e al reddito in occasione  della mobilitazione indetta da Filcams, Fisascat e Uiltruc.
Vite precarie e dimenticate, le loro, in tempi normali, ora pagano ancor più di altri lavoratori le inadempienze e i ritardi di governo, Inps e regioni nell’erogazione delle risorse loro destinate.
Un fatto gravissimo se si tiene presente che stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori in grande maggioranza a part time che non percepiranno nulla per altri tre mesi in quanto e lasciati a casa ogni anno senza retribuzione e senza contributi pensionistici per tutto il periodo estivo.
E’ intollerabile e vergognoso che questa, come altre categorie e soggetti sociali più deboli siano quelli più colpiti da governi, altrimenti sensibili nei confronti delle grandi lobbies economiche e finanziarie. Piove sempre sul bagnato, governo ladro! Viene istintivamente da dire.
Le richieste avanzate a istituzioni finora sorde e arroganti al punto da rifiutare gli incontri sono le minime appena sufficienti per garantire reddito, sicurezza del lavoro e  sul lavoro, rispetto e  dignità. È indispensabile garantire reddito per tutte/i e reinternalizzare i servizi garantendo stabilità e diritti.  Il governo faccia meno passerelle con i potenti e ascolti di più il mondo del lavoro!
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale
 
Antonello Patta, 
responsabile lavoro 
 
Massimo Lombardi, 
consigliere comunale Prc La Spezia
 
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Fincantieri: per i lavoratori sfruttamento e caporalato, per i manager spudorati stipendi milionari

5 giugno 2020, by  
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E’ con sconcerto e rabbia che abbiamo appreso una notizia contenuta nella relazione sul bilancio che verrà presentata il 9 giugno all’assemblea di Fincantieri: l’amministratore delegato Giuseppe Bono ha incassato azioni e quote di retribuzione per un totale di 4 milioni di euro.
Una notizia tanto più indecente nel momento in cui milioni di lavoratori italiani sono rimasti senza reddito e vivono con apprensione l’annuncio di un futuro incerto. La notizia arriva nel momento in cui un’indagine della guardia di finanza ci informa che alla Fincantieri di Ancona è presente una vasta rete di sfruttamento, subappalti e caporalato! E dopo che analoghe situazioni sono emerse a Marghera e Monfalcone.
Come si può sopportare la retorica del richiamo all’unità morale del paese, quando si rende così scandalosamente evidente che non siamo tutti sulla stessa barca e che molti pagano mentre pochi continuano ad arricchirsi? E lo sconcerto non diminuisce di certo di fronte alla rassicurazione che Giuseppe Bono è solo terzo nella classifica dei manager delle partecipate dallo stato più pagati, essendo preceduto da Descalzi dell’Eni (5,69 milioni) e da Starace dell’Enel (5,4 milioni).
La vergogna dell’arricchimento più sfrontato dei manager pubblici e privati è l’altra faccia della svalorizzazione e dell’impoverimento del lavoro prodotto dalle politiche neoliberiste.
Più il lavoro è stato precarizzato e impoverito più sono cresciute le retribuzioni dei manager dello sfruttamento.
Il governo – e all’interno della maggioranza le componenti di sinistra e il M5S – non hanno nulla da dire?
Chiediamo, come facciamo da anni, che per i manager sia fissato un tetto delle retribuzioni non superiore a 10 volte quella di un operaio. Almeno così si preoccuperanno di far crescere anche i salari.
L’amministratore delegato Bono andrebbe mandato a casa come principale responsabile della vergognosa situazione di sfruttamento del lavoro che caratterizza Fincantieri.
Va segnalato che Giuseppe Bono è stato confermato alla guida di Fincantieri nel 2019 con fortissima sponsorizzazione di Salvini e Meloni. Tra i meriti ci sarà quello di aver consentito un sistema di sfruttamento di migliaia di lavoratori migranti nei subappalti?
 
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale 
Antonello Patta,
responsabile nazionale lavoro
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

“Stop al lavoro di Fincantieri e Leonardo fino alla conclusione dell’emergenza”

24 marzo 2020, by  
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Alla luce della drammatica situazione sanitaria che si sta creando nella provincia spezzina causa epidemia di Covid-19, la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista ribadisce la sua ferma richiesta alla direzione di Fincantieri, e alle autorità cittadine, di proseguire oltre il 30 di marzo la chiusura della sede del Muggiano. 
Fino al termine dell’emergenza non si può continuare a giocare sulla vita delle persone. Dopo la morte di pochi giorni fa del lavoratore di Fincantieri risulta, infatti, in aumento il numero dei contagiati. Il richiamo di tutti gli operai dell’indotto, la categoria più debole sul piano della tutela dei diritti e della sicurezza, rischierebbe di mettere a repentaglio irrimediabilmente la salute pubblica generale. Contrariamente a quanto sostenuto dal governo ripetiamo che il comparto difesa non ci sembra minimamente essenziale in questo momento di straordinaria emergenza nazionale. Chiediamo dunque al prefetto Garufi, come ha già fatto in giornata il consigliere comunale di Spezia Bene Comune/Prc Massimo Lombardi, di fermare senza indugio le attività produttive di Fincantieri e Leonardo fino a nuovo ordine. Siamo pronti a sostenere i lavoratori in ogni forma di protesta e di astensione al lavoro che attueranno se le autorità non prenderanno un’immediata e positiva decisione in merito.
Rifondazione Comunista, segreteria provinciale La Spezia

Caso centrale, Prc La Spezia: “Spezzini presi in giro da Governo, Peracchini e Toti. Basta carbone o pronti a scendere in piazza”

1 febbraio 2020, by  
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Come volevasi dimostrare. Le miriadi di promesse delle istituzioni e della dirigenza di Enel che in questi anni avevano annunciato la dismissione dell’impianto a carbone nella centrale spezzina “Montale” nel 2021 si sono rivelate solo chiacchiere infondate, utili solo a canzonare una popolazione esasperata. Così ci si ritrova che non solo il turbogas non verrà evitato, ma che addirittura nemmeno quello che pareva già “conquistato”, ossia il tanto sognato no al carbone, può concretamente sfumare.

Come Rifondazione ha sempre sospettato, Enel, il Governo, la Regione e il Comune hanno bellamente preso in giro gli spezzini, facendo vergognosamente marcia indietro, come è emerso ieri sera in consiglio comunale.
Un voltafaccia inqualificabile che deve essere spiegato nel dettaglio. A nulla valgono le lamentazioni che Toti e Peracchini provano ora a rimpallare le proprie responsabilità: basta arrampicarsi sugli specchi. Gli spezzini vogliono farla finita con i fumi prodotti dall’impianto di combustione. Il Governo ed Enel devono fare la loro parte mantenendo quello che hanno promesso. Altrimenti la popolazione tutta è pronta a scendere in piazza per dire basta una volta per tutte a un impianto che da oltre mezzo secolo inquina i polmoni di un golfo intero.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Sciopero generale in Francia: da oggi volantinaggi a Spezia e in tutta italia per la campagna sociale di Rifondazione

7 dicembre 2019, by  
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Oggi 5 dicembre Rifondazione Comunista apre la campagna sociale, a Spezia e in tutta Italia, con decine di presidi e volantinaggi che diventeranno centinaia nel corso della settimana. Abbiamo scelto di dare inizio alla campagna nella data del 5 dicembre in contemporanea con lo sciopero generale in Francia contro la riforma delle pensioni di Macron. 
 
I lavoratori francesi difendono il diritto di andare in pensione a 62 anni e il sistema retributivo. Mentre in Italia si vuole eliminare una misura minimale come quota 100 i francesi rivendicano di abbassare la soglia per andare in pensione a 60 anni. Anche in Italia torniamo a rivendicare con forza l’abolizione della legge Fornero e perlomeno il diritto per tutti di andare in pensione a 62 anni, anzi per le donne prima con annualità di vantaggio.
Le lotte francesi dimostrano che è possibile rifiutare le controriforme neoliberiste antipopolari. Con la nostra campagna indichiamo i contenuti del cambiamento reale di cui ci sarebbe bisogno nel nostro paese. Purtroppo il governo risulta del tutto inadeguato prigioniero di un’impostazione programmatica neoliberista. Lo dimostra il surreale dibattito sul Mes in cui il PD di nuovo assume il ruolo di rappresentante in Italia della governance neoliberista europea. Non si ferma l’avanzata della destra se non si mettono il centro i bisogni e i diritti di lavoratrici e lavoratori. Occorre una svolta, quella che il governo si rifiuta di fare. 
Rifondazione propone di:
– cancellare legge Fornero, Jobs Act e tutte le altre norme che hanno precarizzato il lavoro, 
 
– reintrodurre articolo 18 e garantire salario minimo orario di 9 euro a tutte/i, 
 
– estensione reddito minimo garantito,
 
– tassazione grandi ricchezze e patrimoni e forte progressività fiscale, stop grandi opere inutili, taglio spese militari e stop all’acquisto degli F35 per finanziare sanità, scuola, politiche sociali che abbia al centro la riconversione ecologica e la messa in sicurezza del territorio.
 
Nelle strade, nelle piazze, davanti ai luoghi di lavoro ricostruiamo una sinistra antifascista popolare e un movimento per l’alternativa.
 Rifondazione Comunista , fed. prov. le La Spezia

Elezioni provinciali, Fedi (Prc La Spezia): “Nessuna partecipazione al voto, si restituisca la democrazia ai cittadini”

8 gennaio 2019, by  
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Rifondazione Comunista non parteciperà alle elezioni provinciali spezzine indette per il prossimo mercoledì 9 gennaio. 

Vengono chiamate “elezioni”, ma sono in realtà vere e proprie nomine da spartire tra i principali gruppi politici che compongono i consigli comunali.

Infatti queste consultazioni non chiamerà la popolazione ad esprimersi, ma serviranno solo a dare una parvenza di legittimità a un organismo ridotto al lumicino negli ultimi anni dai governi Monti e Renzi. Un ente che non dispone più né di risorse economiche, né di competenze, dato che la stragrande maggioranza del personale è stata spostata in altre istituzioni. Eppure le province continuano a svolgere funzioni importanti come la gestione dei rifiuti, delle scuole superiori, del trasporto pubblico.  

Chiediamo dunque che venga adottata una riforma che ridia un senso alle province e soprattutto il diritto di voto a tutti i cittadini e le cittadine. 

Pertanto, fino a che non verrà restituita voce alla democrazia, Rifondazione non parteciperà a questo balletto spartitorio deciso a tavolino da centrodestra e Partito Democratico che interessa poco o nulla la cittadinanza spezzina.

Veruschka Fedi,

segretaria provinciale Prc-Se La Spezia

Lettera aperta città di Massimo Lombardi

24 dicembre 2016, by  
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Care spezzine e cari spezzini,

al termine di questo anno difficile e travagliato, che ha visto per il nostro Paese e la nostra Città momenti davvero difficili, ho deciso di scriverti nuovamente, nell’augurio che questi giorni di festa possano essere un’oasi di serenità nel deserto delle preoccupazioni e degli affanni quotidiani.

Si prospetta un anno di grandi lotte. Politiche, civili, sindacali. Noi ci saremo, sempre. 

E’ doveroso ricordare di aver chiuso questo 2016 con un trionfo, quello del No al referendum, che deve essere un punto di svolta per una riscossa sociale che chieda giustizia, democrazia, diritti e lavoro. Le cose si intrecciano tra loro indissolubilmente. 

E’ impossibile infatti scindere la nostra amata Costituzione, scritta col sangue dei partigiani (e il pensiero, fisso, costante, va al nostro indimenticabile Luigi “Fra Diavolo” Fiori, il più “giovane” dei suoi paladini e autentica guida morale per tutta la Sinistra spezzina degna di questo nome) dalla questione del lavoro, sui cui la Repubblica è fondata

Non a caso per la seconda volta in dieci anni hanno provato ad assalirla nuovamente, questo “baluardo di socialismo”(come l’ha definita la JP Morgan) che tanto dà fastidio agli affaristi e miliardari internazionali. Quelli che speculano sulla vita e sul lavoro della gente, dei giovani e dei meno giovani che soffrono a causa di esso, perché precario o perché assente. Quelli che con un semplice colpo di mouse possono distruggere centinaia di migliaia di famiglie con un’operazione in borsa o una “delocalizzazione” di una fabbrica, per andare a sfruttare nuova manodopera a costo minore in un altro angolo del mondo, senza che nessuno possa o voglia punirli.

In questi giorni abbiamo ascoltato vergognose prese di posizione da parte di ministri riciclati che, dopo la scoppola del referendum renziano, invece che tacere dalla vergogna, si sono pure permessi di insultare chi il lavoro va a cercarselo all’estero, perché stanco della scandalosa “arma” dei voucher, un vero e proprio mezzo di sfruttamento padronale avallato in questi anni dalla politica nazionale, passando da Berlusconi per arrivare a Monti e ora a Renzi-Gentiloni.

Per questo nel 2017 saremo al fianco della Cgil nel sostegno al referendum da essa indetto per abolire questo abominio. E permettetemi di affermare che la mia/nostra nostra Rifondazione Comunista, che in questo glorioso dicembre ha appena compiuto 25 anni, pur con le sue sofferenze, l’aveva detto già molto tempo.

Abbiamo infatti alzato la voce in tempi non sospetti sui voucher, sulla Fornero, sugli F35, sui costi della politica, sulla crisi della rappresentatività e su molte altre cose ora di dominio pubblico. La nostra voce, pur oscurata dai media nazionali da quasi un decennio, ha continuato a resistere grazie alla forza e alla tenacia delle compagne e compagni, al quale va il mio forte e ideale abbraccio, specialmente a coloro che abbiamo dolorosamente perso, dal mitico Augusto Caffaz fino ad Arrivare a Clelio Barbieri e Sergio Pocci, glorie spezzine, che resteranno sempre nella nostra memoria. 

Ora altri raccolgono, senza nascondere la propria ipocrisia, questi teminoi sollevate, facendole proprie. Non importa. Andiamo avanti, a testa alta. E allora, tornando alla nostra amata Spezia, voglio ricordare quanto abbiamo detto e fatto in questo 2016, combattendo dentro e fuori il consiglio comunale contro una giunta sempre più arrogante e arroccata nella propria torre di avorio, che non ha mai ascoltato, anzi ha ripetutamente offeso i propri concittadini con comportamento ottuso e colluso. 

Abbiamo assistito a scandali giudiziari, guerre sanguinose di potere, mala amministrazione e sprechi incredibili. Il tutto a discapito della vita delle persone, sempre più povere, sole, in sofferenza. C’è una sanità da anni al collasso, che non cura e non si cura dei propri pazienti costringendoli alla fuga, mentre le persone continuano ad ammalarsi di malattie causate da amianto e fumi dell’Enel.

E’ ora di dire basta. Chiudere lo scempio della centrale a carbone, fare finalmente e definitivamente chiarezza su Pitelli, risolvere la questione eterna delle aree militari

E’ un impegno che DEVE essere preso da una politica nuova, che metta al centro la questione morale e la parola e la volontà dei cittadini, per davvero. Non è una frase fatta, anche se l’avrete certamente sentita dire da ogni parte. Il referendum del 4 dicembre ha dimostrato palesemente la voglia, la fame, il desiderio spasmodico di far sentire la propria voce di cittadini e di elettori. 

Insomma, la democrazia deve tornare al centro del mondo politico, che in questi anni l’ha letteralmente messa al bando. Sono stati infatti eletti parlamenti con leggi incostituzionali, senza che si siano potute esprimere le nostre preferenze. La Provincia, importante organo di controllo territoriale, è esclusa da anni dal voto popolare e ciò stava per accadere anche per il Senato. E i sindaci hanno un potere semi-assoluto, ormai difficilmente controllabile dai consigli comunali, come tanti piccoli podestà, che decidono le sorti della gente a seconda dei propri umori e . Piano piano ci stavano-stanno erodendo i diritti democratici come lo hanno fatto per quelli lavorativi.

Alziamo la testa, spezzini, tutte e tutti insieme!

Facciamolo insieme, con l’unione della vostra partecipazione. Civica, ambientalista, di Sinistra. Passionale, culturale, piena di quella proverbiale ironia, della quale non possiamo fare proprio a meno.

Perché dobbiamo essere così, “duri ma senza perdere la tenerezza”, una definizione perfetta per noi, forse il grande Che Guevara pensava alla “gente de Speza”.

Auguri di cuore a tutti, care spezzine e cari spezzini.

Buon anno di Lotta, di Resistenza e di Vittoria!

Massimo Lombardi,

segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Inchiesta Ap, Prc La Spezia: “Scardinare il sistema di potere basato sull’uomo solo al comando”

5 novembre 2016, by  
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L’inchiesta giudiziaria che ha investito l’Autorità Portuale spezzina è solo l’ultima di una serie di vicende che hanno coinvolto il nostro territorio e che mettono in luce in maniera evidente una drammatica mancanza di trasparenza e di democrazia nella gestione e nel governo della cosa pubblica. Al di là delle responsabilità dei singoli, tutto ciò è la diretta conseguenza di un prosciugamento sempre più radicale degli spazi democratici operati ad ogni livello, nazionale e locale, dove la cultura dell’uomo solo al comando e del decisionismo più assoluto porta, inevitabilmente, all’accentramento di un enorme potere personale e quindi al favorire di illeciti e malaffare di ogni forma.

Se poi questo potere, come nel caso spezzino, viene pressoché esclusivamente gestito da un unico partito, il Pd, ecco che un sistema già malato si ramifica nelle mani di pochi soliti noti (formalmente alleati ma in realtà in guerra fra loro, come in tutte le lotte di potere che si rispettino), senza alcun tipo di controllo.Ricordiamo che il restringimento della democrazia è avvenuto ad ogni livello istituzionale a partire dai consigli comunali, in larga parte svuotati della loro funzione di indirizzo politico e di controllo democratico e dalle stesse giunte, dove spesso è il monocolore Pd a dominare in lungo e in largo, con la figura del sindaco a fare da dominus assoluto.

A questo va aggiunto lo stravolgimento dei consigli provinciali che non vengono più eletti dai cittadini ma dai consiglieri comunali con un meccanismo che, nella nostra Provincia, ha prodotto un consiglio nel quale il Pd ha il 70% dei rappresentanti, più il presidente che è anche il sindaco della Spezia, tanto per restare in tema di accentramento dei poteri in una sola persona. Se consideriamo, infine, anche l’abolizione delle circoscrizioni, il gioco è fatto. La rappresentatività dei cittadini, e quindi del loro fondamentale peso politico sulla scena pubblica, è stata di fatto cancellata. E’ la stessa direzione della cosiddetta “riforma” istituzionale sulla quale siamo chiamati a votare tra un mese e che va nell’ottica di un abnorme rafforzamento dei poteri del governo, e in particolare del presidente del consiglio.

Tutti i casi scottanti del nostro territorio hanno un comune denominatore che ha coinvolto tutti i più importanti centri pubblici di potere: dal disastro Acam, alle questioni sarzanesi (progetto Marinella, progetto Botta, infiltrazioni mafiosee perquisizioni della Dia al palazzo comunale), dallo scandalo “Mani Unte” – Cinque Terre al vergognoso comportamento di Atc, dove solo alcune voci critiche come la nostra si sono battute per denunciare ogni abuso e mancanza di trasparenza. Per questo talune prese di posizione che abbiamo letto in questi giorni sui giornali da parti di esponenti del Pd ci appaiono non solo strumentali e finalizzate al posizionamento nei conflitti al loro interno ma anche alquanto tardive, visto che giungono solo dopo l’azione della magistratura.

Non possiamo dimenticare, per esempio, che scelte come la concessione senza gara per 53 anni a Lsct dell’utilizzo delle banchine sono state compiute con l’avvallo anche di chi oggi prende le distanze ma che allora si limitò ad un’alzata di spalle di fronte alla denuncia che Rifondazione Comunista fece in città, prima sulla stampa e poi con un’iniziativa della propria consigliera comunale Simona Cossu, con un dibattito pubblico al Centro Allende disertato dai rappresentanti del comune della Spezia. Per non dire poi delle pesanti ricadute ambientali di un dragaggio eseguito evidentemente in modo sbagliato o della totale mancanza di ascolto delle voci dei cittadini sui problemi di inquinamento ambientale ed acustico: tutte le manovre volte a privilegiare gli enormi interessi economici a scapito della salute e del benessere degli spezzini. 

Siamo consapevoli che le attività portuali rappresentano una parte importante del nostro tessuto economico ed occupazionale e proprio per questo pensiamo che vadano diradate le tante, troppe nebbie che si sono addensate attorno ad un porto nel quale l’impegno e la correttezza di quanti vi lavorano non possono essere offuscati dalle eventuali responsabilità di pochi. Proprio per questo occorre non solo che venga fatta piene luce ma che si volti radicalmente pagina, al porto come in città. Per uscire da questo sistema di gestione del potere fine a se stesso e utile a pochi, c’è solo una strada: ridisegnare il futuro della città mettendo al centro della discussione le priorità dei cittadini in tema di salute, sanità, trasporti, lavoro e vivibilità.

Scardinare questo sistema di potere e ridare spazio ai cittadini e alla democrazia partecipativa, nell’ottica di un’amministrazione della cosa pubblica che abbia come capisaldi il rispetto delle regole e il bene comune collettivo: questo è e sarà il nostro impegno.

 Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Referendum 17 aprile, l’appello di Rifondazione: Un SI per il nostro mare e per le energie rinnovabili, contro le multinazionali del petrolio e il governo Renzi

16 aprile 2016, by  
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Domani, domenica 17 aprile, dalle ore 7 alle 23, siamo chiamati ad esprimerci con il voto nel referendum che chiede diabrogare la norma che consente la prosecuzione dello sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi fino all’esaurimento degli stessi anziché alla scadenza delle concessioni. Si tratta di un referendum per fermare le trivellazioni in mare entro le 12 miglia alla scadenza della concessione statale. Il mare e il sottosuolo sono beni comuni che vanno salvaguardati e non svenduti o regalati a società private.

Il quesito referendario cancella una norma introdotta dal governo Renzi che consentirebbe a chi è già titolare di un permesso di poter realizzare nuovi impianti vicino alla costa e soprattutto di venir meno ai propri obblighi di ripristino ambientale.

Il 17 aprile, come è accaduto con il primo referendum contro il nucleare, il voto assume un significato, simbolicamente rilevante, che va molto al di là della lettera del quesito stesso.

Un successo del referendum renderà più forte la spinta a modificare la politica energetica del governo, imporrà un più forte impegno nella transizione verso le energie rinnovabili, verso un futuro ecologicamente sostenibile che salvaguardi la salute delle persone e la salvaguardia dell’ambiente, per un modello sociale ed economico alternativo a quello del Governo Renzi.

Non facciamoci scippare il diritto alla partecipazione diretta attraverso il referendum. Si tratta di scelte che riguardano il nostro mare, il nostro territorio e la qualità della vita, delle nostre vite e quelle delle future generazioni.

Una vittoria del SI rappresenta un’occasione per cambiare rotta rispetto alle politiche liberiste e di austerità che considerano l’ambiente e il lavoro come variabili dipendenti dal profitto.

E’ tempo di innovazione e di energia pulita, di giustizia sociale e ambientale. Ce lo possiamo permettere.

Il nostro è il Paese del sole, “il fossile è scaduto”, è il tempo del cambiamento!

Difendiamo il territorio, il mare, il paesaggio, il clima…..dagli interessi speculativi delle grandi multinazionali e da una politica obsoleta e subalterna.

Rifondazione comunista fa appello a tutte le cittadine e i cittadini, alle proprie iscritte ed iscritti, ad andare a votare il 17 aprile, votare SI e andarci già nelle prime ore del mattino.

Invitiamo tutte e tutti a massimizzare gli sforzi in queste ore per contattare quante più persone possibile e invitarle a esercitare il proprio diritto al voto respingendo l’invito all’astensione che arriva da un governo e da un partito che hanno appena manomesso la Costituzione nata dalla Resistenza.

Fermiamo le trivelle e la prepotenza di questo governo antipopolare.

Battiamo il quorum, è possibile!

 

Rifondazione Comunista, seghreteria nazionale

“Diserzione” Pd in consiglio comunale, Prc La Spezia: “Ennesima brutta pagina dell’era Federici. Iniziare la costruzione di un nuovo fronte popolare”

7 aprile 2016, by  
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Il consiglio comunale della Spezia in programma lo scorso mercoledì 6 aprile ha visto l’assenza di ben dieci consiglieri comunali del Pd, risultati irrintracciabili e letteralmente scomparsi dai radar dell’aula. Si tratta dell’ennesima censurabile pagina dell’era Federici (sindaco ormai giunto al capolinea) che dimostra, casomai ce ne fosse ancora bisogno, come a questo partito, a Spezia come nel resto d’Italia, non stiano a cuore gli interessi dei cittadini ma solo logiche di potere: basti vedere il tanto osannato governo Renzi, proprio in questi giorni alle prese con il più grosso scandalo dalla sua formazione con il caso Guidi-Boschi-Total.

E dire che questo increscioso episodio è giunto a congresso Pd appena concluso, che avrebbe dovuto “appianare gli animi” tra le opposte fazioni in guerra tra loro.
Dopo questo grave avvenimento occorre un atto di responsabilità: mettere fine a questa agonia, consentita in modo del tutto incomprensibile da fedeli ed irresponsabili sostenitori che militano nelle compagini alleate al Partito Democratico e che continuano imperterriti a lanciare salvagenti da ultimo minuto. 
 
Mercoledì sera il consiglio comunale aveva i numeri per essere celebrato, ma evidentemente il sindaco ha dato l’ordine agli alleati di disertare l’aula.
Fatta l’analisi del disastro amministrativo realizzato da Federici e soci, è arrivato il momento di mettere in campo le forze migliori di questa città che condividano valori e ideali di solidarietà sociale, di compatibilità ambientale e di prospettiva di sviluppo. 
 
Su questo banco di prova occorre coinvolgere la cittadinanza per costruire un nuovo fronte popolare di governo della Spezia.
 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

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