Firmiamo l’appello “Giù le mani dall’Acqua e dalla Democrazia”

16 gennaio 2012, by  
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APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti. A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo. L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamo alle donne e agli uomini di questo Paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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Olivieri: “Natale 2011: grazie a Monti, gli speculatori brindano alle spalle di lavoratori e pensionati. Costruiamo l’opposizione di sinistra”

24 dicembre 2011, by  
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Come volevasi dimostrare, la manovra economica varata pochi giorni fa dal Governo Monti, che ha pesantemente colpito lavoratori e pensionati, non serve a fermare la speculazione dei pescecani della finanza.

Crolla il potere d’acquisto dei salari, lo spread continua a salire e si parla di nuovi odiosi provvedimenti antipopolari, mentre gli speculatori già pregustano la ghiotta occasione che il Governo sta preparando con una nuova ondata di privatizzazioni.

Naturalmente la svendita del patrimoni pubblico ed altri provvedimento contro salari e pensioni non serviranno a nulla, non fermeranno l’aggressività della speculazione e prepareranno il terreno ad ulteriori manovre economiche antipopolari.


E’ la stessa politica che la Banca Centrale Europea ed il Fondo Monetario Internazionale hanno imposto alla Grecia e che ha portato sull’orlo della fame i lavoratori e i pensionati di quel paese.

Una politica diversa per uscire dalla crisi sarebbe possibile ma occorrerebbero scelte coraggiose: una patrimoniale che faccia pagare i ricchi, un tetto agli stipendi dei supermanager pubblici e privati che sono strapagati, la riduzione delle spese militari, il blocco delle grandi opere inutili e dannose come la Tav in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto, l’aumento di salari e pensioni e la cancellazione della precarietà per rilanciare i consumi.

Di tutto questo non c’é traccia ed anzi Governo e Confindustria stanno usando la crisi per cancellare ciò che ancora resta dei diritti dei lavoratori. Per queste ragioni occorre aprire una grande stagione di lotte sociali e costruire nel Paese l’opposizione di sinistra contro il Governo Monti


Sergio Olivieri

Segretario regionale ligure Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

Olivieri: “Il Governo Monti prende in giro gli alluvionati”

16 dicembre 2011, by  
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Il Governo Monti, così sensibile alle necessità del mondo delle banche e della finanza, appare invece completamente disinteressato alle sorti dei cittadini alluvionati di Genova e dello spezzino. Verrebbe da dire: dopo la tragedia la beffa!!

La beffa consiste per esempio che, dopo le lacrime da coccodrillo delle scorse settimane, sono state del tutto ignorate le richieste della Regione affinché fossero concesse agevolazioni fiscali a quanti sono stati colpiti dall’alluvione ed il tono garbato della recente lettera del Presidente della Regione al Capo del Governo non attenua di certo la gravità di queste scelte.

Contrariamente a quanto viene detto, infatti, non è vero che il Governo è paralizzato e non fa scelte.

In questo caso il Governo ha scelto:

  • ha scelto di continuare a pagare superstipendi ai cosidetti manager di Stato e di non concedere agevolazioni alle persone colpite dall’alluvione;
  • ha scelto di continuare a sperperare denaro pubblico in opere inutili e dannose come il Ponte sullo Stretto e la Tav in Val di Susa anziché finanziare l’unica grande opera della quale ci sarebbe davvero bisogno e cioè la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio;
  • ha scelto di spendere 500 milioni di euro (cadauno) per comprare i cacciabombardieri F35 e di non far partire i cantieri per la ricostruzione dei paesi e dei borghi semidistrutti dalle alluvioni.

Da tutto questo una ragione in più per costruire l’opposizione di sinistra contro un Governo amico dei poteri forti e nemico di lavoratori, giovani e pensionati.

Sergio Olivieri
Segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

Abolizione delle province: il governo Monti uccide la democrazia piuttosto che tagliare i veri privilegi

14 dicembre 2011, by  
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Il dibattito sull’abolizione delle province è del tutto sbagliato, puntando sui destini dei politici locali, piuttosto che agli interessi della comunità. Tutti si nascondono dietro un dito per evitare di dire ciò che realmente sta succedendo. La scelta del governo Monti di commissariare le province che andranno al voto per poi sopprimere è semplicemente anticostituzionale, una decisione che finge di andare nella direzione del taglio degli sprechi ma che elimina un’istituzione in grado di coordinare le politiche sovracomunali di territori omogenei come la provincia.

Se il governo avesse davvero voluto fare un’operazione etica e di miglioramento della spesa pubblica avrebbe ridotto i privilegi dei parlamentari, dalle straordinarie diarie giornaliere alle gratuità che i comuni mortali cittadini non godono. Così si chiudono istituzioni democratiche gettando i territori nel caos, con pianificazioni (lavoro, rifiuti, territorio, viabilità, energia) in mano agli appetiti dei privati.

L’abolizione delle province è un’operazione chirurgica che va a colpire la democrazia nel nostro paese che va di pari passo con la sistematica riduzione della rappresentanza democratica: tra leggi elettorali maggioritarie e bipolari, riduzione del numero dei consiglieri nei Comuni l’unico risultato certo è e sarà la cancellazione delle voci fuori dal coro, quelle critiche con il sistema e che non voterebbero con quella leggerezza la fiducia ad un governo che ha il mandato di fare macelleria sociale.

Ma la soppressione delle Province sarà anche un problema di gestione degli enti locali: che fine faranno i lavoratori dell’Ente? Che fine faranno i servizi da loro erogati? Il danno provocato da queste scelte si è già misurato nel nostro paese già in due occasioni: con l‘abolizione delle comunità montane, per esempio facendo sparire nel nulla gli sportelli unici delle attività produttive e complicando le pratiche per i vincoli idrogeologici, e con il pasticcio relativo all’abolizione degli ATO. Istituzioni sovraordinate a costi bassissimi ma con importanti funzioni di interfaccia con i territori e con la vita dei cittadini furono cancella con colpi di spugna, con effetti devastanti.

Forse sarebbe il caso di fare meno demagogia su questi temi e cercare invece di capire come far funzionare meglio le istituzioni, per esempio definendo chiaramente le loro funzioni con la Carta delle Autonomie, invece di abolirle?

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia


Olivieri dopo lo sciopero: “Patrimoniale e opposizione politica al di fuori di quel centrosinistra che sta con Monti”

12 dicembre 2011, by  
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Anche alla Spezia é riuscito alla grande lo sciopero generale contro la manovra economica del Governo Monti.

L’adesione dei lavoratori indica la strada da percorrere: quella della costruzione di una vasta ed unitaria opposizione sociale ad un Governo che in maniera feroce sta perseguendo l’obiettivo di far pagare per intero i costi della crisi alla povera gente.

Nella politica di Monti non c’é nulla di giusto e di equo: non c’é l’imposta sui grandi patrimoni, non c’é la riduzione delle enormi spese militari, non c’é la cancellazione di quelle grandi opere come la Tav in Val di Susa ed il Ponte sullo Stretto che oltre ad essere inutili e dannose sono pure costosissime.

Questo Governo, peraltro, sta già preparando nuovi intollerabili attacchi contro il mondo del lavoro a partire dalla cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

Occorre quindi che la lotta contro il Governo Monti si intensifichi nelle prossime settimane. La giornata di oggi pone però con forza anche la necessità di costruire un riferimento politico per il movimento dei lavoratori. Non può esserlo il Pd, che si appresta a votare a favore della manovra antipopolare di Monti.

Per questa ragione dallo sciopero di oggi trae nuova forza la proposta che rivolgiamo a tutta la sinistra di opposizione: superiamo steccati ed inutili divisioni per costruire un punto di riferimento per il mondo del lavoro; al di fuori di quel centrosinistra che si ritrova oggi a sostenere una manovra che va contro lavoratori e pensionati.

Sergio Olivieri
Segretario regionale ligure
Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra

Paolo Ferrero a Servizio Pubblico: “Questa manovra è dannosa e socialmente iniqua”

9 dicembre 2011, by  
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tratto da Corriere.it

 

Nella notte dell’euro, mentre è in corso il vertice di Bruxelles, la moneta unica dell’Ue finisce sotto processo anche nel corso della sesta puntata di Servizio Pubblico. Un appuntamento dedicato alla manovra del governo Monti e a capire se i sacrifici chiesti agli italiani saranno davvero utili. Ospiti in studio, tra gli altri, Guglielmo Epifani, Maurizio Gasparri, Francesco Rutelli, Paolo Ferrero e gli economisti Irene Tinagli e Christian Marazzi. Attacca l’euro il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «Il Pdl ha contestato più volte il sistema attuale dell’euro, che non è supportato dalla Bce. È una moneta costruita su fondamenta di sabbia». E ancora: I problemi che si stanno verificando adesso potevano essere affrontati dal governo che ha fatto entrare l’Italia nell’euro».

LA MANOVRA – Critiche poi alla manovra-Monti, il cosiddetto «decreto salva-Italia». «Se in una situazione come questa blocchiamo l’indicizzazione delle pensioni, aumentiamo l’Iva sui beni di consumo, tassiamo la prima casa, aumentiamo la benzina, il rischio è che una famiglia su tre precipiti in gravissima difficoltà» scalda gli animi nell’anteprima lo stesso Santoro. Lo segue Ferrero. «Questa manovra è dannosa ed è iniqua socialmente. È una manovra recessiva: toglie denaro dalla circolazione. L’anno prossimo l’economia andrà peggio» attacca il segretario di Rifondazione Comunista. Ammette invece che qualcosa va corretto ma esprime fiducia a Monti, Rutelli. «Qualcosa si potrà e si dovrà limare. Sull’indicizzazione delle pensioni e sull’esenzione dell’Imu per la prima casa qualcosa si potrà correggere» dice il leader dell’Api. «Non siamo sicuri che i sacrifici saranno sufficienti ma senza questa manovra l’Italia non potrebbe presentarsi al tavolo europeo – prosegue Rutelli. C’è una tempesta terribile e non dobbiamo nasconderlo. Questi anni hanno visto crescere disparità sociali e l’incontrollabilità della speculazione finanziaria. Inoltre l’Italia ha un enorme debito pubblico, il governo Berlusconi l’ha portato al 121% del Pil, quando con il governo Prodi era sceso al 103%». Quindi conclude: «L’Italia nelle condizioni date, con Monti è nelle condizioni migliori possibili».

MONTI DA VESPA – Nel corso della puntata c’è spazio anche per un attacco alla decisione del premier di partecipare alla trasmissione di Vespa: «Come sarà l’informazione in questo futuro? Un presidente del consiglio che fa? Va davanti ai giornalisti o a Porta a Porta?» attacca Santoro nell’anteprima. «Perché se va a Porta a Porta – aggiunge il conduttore – il futuro è uguale al passato».

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Olivieri: “Sciopero generale per rispondere alla manovra Monti”

6 dicembre 2011, by  
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Olivieri: “Se piangono i ministri, cosa devono fare i lavoratori e i pensionati?”

5 dicembre 2011, by  
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All’aggressione del Governo Monti c’è una sola risposta: lo Sciopero Generale!!!

La manovra del governo Monti è un’aggressione contro i lavoratori, i giovani, i pensionati.

I provvedimenti sulle pensioni sono odiosi, a partire dal blocco della rivalutazione con il quale si avrà una drastica perdita del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e quindi un peggioramento delle condizioni di vita di milioni di pensionati.

L’aumento dell’età pensionabile è anche una nuova grande presa in giro per i giovani per i quali sarà sempre più difficile la ricerca di un posto di lavoro.

Nella manovra non c’è traccia di equità: non c’è la patrimoniale sulle grandi ricchezze, non c’è la riduzione delle ingentissime spese militari, non c’è il blocco di grandi opere dannose e costosissime come il Ponte sullo Stretto e la Tav in Val di Susa che avrebbe fatto risparmiare milioni di euro.

Ci sono invece nuovi furti sui salari e sulle pensioni: nuova tassa sulla prima casa (che sarà più esosa dell’Ici), aumento dell’Iva (che provocherà un aumento del carovita), taglio dei trasferimenti agli Enti locali (che provocherà l’aumento delle tasse regionali e comunali e il peggioramento dei servizi, a partire dalla sanità).

Ciò che preoccupa maggiormente è che questa manovra non basterà ai vampiri delle Borse, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea: tra qualche settimana ricominceranno a battere cassa e a pretendere nuove privatizzazioni, nuovi tagli a salari e pensioni, nuove misure antisociali come quelle che già si stanno preparando sul mercato del lavoro.

E’ la stessa spirale della Grecia. Di fronte a tutto ciò occorre coerenza e determinazione.

Coerenza perché non si può concedere a Monti quello che non sarebbe mai stato concesso a Berlusconi: se il Governo precedente avesse osato proporre una manovra del genere sarebbe stato travolto dall’opposizione dei sindacati e dei partiti del centrosinistra.

Determinazione perché un’aggressione come questa richiede una sola risposta: lo Sciopero Generale di tutti i lavoratori.

 

Sergio Olivieri

Segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista

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