“In piazza al fianco di giovani e studenti per salvare il pianeta Terra”

25 settembre 2019, by  
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Rifondazione Comunista ha condiviso, supportato e contribuito alle diverse iniziative che in questa settimana di mobilitazione globale sul tema clima, si sono svolte anche a Spezia. Continueremo a farlo nella giornata finale di venerdì 27 Settembre con le mobilitazioni previste sia al mattino sia al pomeriggio. Aderiamo all’appello globale delle varie organizzazioni e invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare per salvare il nostro pianeta.
 
Alle 9.30 si terrà la mobilitazione studentesca da Piazza Saint Bon, mentre alle 17,30 partirà il corteo Pianeta X da Piazza Brin. 
 
“Tutto ciò di cui parlare sono i soldi e le fiabe di un’eterna crescita economica…” così si rivolge Greta Thumberg ai capi di Stato al vertice Onu e questo è per noi il cuore del problema. Continuare a pensare che la crescita economica illimitata sia compatibile con la finitezza delle risorse ambientali naturali è inconciliabile. 
 
Per questo è necessario rimettere in discussione il modo in cui si produce, che cosa si produce e i meccanismi di consumo. La nuova ondata di movimenti e mobilitazioni che stanno coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni sul tema ambientale, dimostrano di avere chiaro chi sia e cosa sia la causa di questa crisi, ossia il sistema economico dominante. 
 
Dimostrano di aver chiari anche altri concetti che questa crisi si porta dietro, ossia il tema della Giustizia Climatica legata alla Giustizia Sociale; a pagarne il prezzo più alto sono le frange sociali più deboli, dai popoli indigeni dell’Amazzonia e degli Stati Uniti, alle donne nei paesi più poveri, dove le catastrofi ecologiche, gli effetti di siccità ed inondazioni, si ripercuotono maggiormente sulle loro vite, essendo ancora confinate ai lavori di cura e i riproduzione; non hanno tentennamenti neppure nel denunciare il lavoro sporco delle multinazionali che sfruttando le mancate regolamentazioni ambientali dei paesi in via di sviluppo, sfruttano lavoratori, lavoratrici bambine, risorse naturali.
 
Il cambiamento climatico è già iniziato ed ora non può che accelerarne gli effetti se non ci poniamo l’obiettivo di un drastico cambio di sistema produttivo ed economico. Il Green New Deal proposto dai socialisti democratici americani è un’ottimo punto di partenza, che purtroppo non ha nulla a che fare con il Green New Deal di cui sentiamo parlare più in Italia. La storia ci ha insegnato che non è sufficiente “chiedere” ai potenti del mondo, ma bisogna “pretendere” ed imporre e purtroppo si fa con la lotta, perché da chi si arricchisce dalla situazione attuale, non possono che arrivare briciole. 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Fedi (Rifondazione): “Climate strike, la presa di parola delle nuove generazioni sul tema del cambiamento climatico”

16 marzo 2019, by  
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Venerdì 15 Marzo, in 40 stati di ogni parte del mondo, ci sarà il climate strike, la presa di parola delle nuove generazioni sul tema del cambiamento climatico.
 
Ogni generazione, dagli anni ’70 in poi, ha avuto i propri simboli sulla sensibilizzazione alle questioni ambientali, dai concerti dei vari gruppi musicali come No Nukes del 1979, a Julia Butterfly che nel 1997 salì su una sequoia alta 55 metri e vi rimase per 738 giorni per impedire l’abbattimento dell’intera foresta californiana; poco dopo iniziarono ad emergere e connettersi tra loro una serie di movimenti sparsi per tutto il pianeta che diedero origine a quello che fu definito Movimento No Global, che riuscì a collegare la questione ambientale e il “cambiamento climatico” che iniziava ad essere studiato e denunciato, con il modello di società consumistica e capitalista. Oggi Greta Thumberg è riuscita a parlare della drammaticità climatica in cui ci troviamo alle generazioni più giovani ed imporre la tematica anche al mainstreaming: lo riteniamo un risultato estremamente importante.
 
Certo non ci sfugge il fatto che l’immagine di Greta, una bambina determinata e coraggiosa, riesca a mettere d’accordo tutti, perché apparentemente “spoliticizzata”, tanto che viene condivisa da chi non mette minimamente in discussione il sistema produttivo come i “potenti” di Davos piuttosto che i vari esponenti politici che nulla hanno fatto in termini di politiche concrete. C’è una sola azione globale che può fermare l’innalzamento della temperatura, ovvero la rinuncia a qualsiasi estrazione e utilizzo di combustibili fossili, come petrolio, gas, sabbie bituminose e così via: lo dicono gli scienziati, non romantici utopici. Senza un cambiamento radicale del modello e del sistema non ci potrà essere nessuna vittoria contro il cambiamento climatico e i governi diventeranno sempre più tiranni. 
 
Chi sta pagando e chi pagherà il prezzo del cambiamento climatico? Come sempre a pagare sono gli strati sociali e le popolazione più povere; in Asia, Africa e America Latina esistono già vere e proprie migrazioni di popolazioni che lasciano le proprie terre per desertificazione o alluvionamenti o tempeste distruttive. Ecco perché anche l’appuntamento del 23 Marzo a Roma della Marcia per il clima e contro le grandi opere inutili e l’estrattivismo, diventa estremamente importante: bisogna fermare le lobbies il cui solo scopo è il profitto, a danno degli equilibri ambientali e della stessa democrazia.
 
Pensare globale ed agire locale, perché senza una giustizia ambientale non potrà esserci giustizia sociale, senza una vera rivoluzione nel modello di sviluppo lineare in favore di un’economia ciclica, dove l’accumulazione di capitale naturale venga ribaltata dall’esigenza di una compatibilità ambientale e di una redistribuzione delle ricchezze, non ci sarà nessuna salvezza per la sopravvivenza dell’essere umano su questo pianeta, almeno per la maggior parte degli esseri umani.   
 
Verushka Fedi,
Segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista