Ferrero a Berlusconi: “Quelli che hanno dato fuoco alla casa nel ’44 parlavano piemontese”

28 gennaio 2013, by  
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«Berlusconi cerca di raggranellare qualche voto proponendo la solita tesi autoassolutoria: “italiani brava gente”. In questo modo si coltiva l’idea di un popolo di irresponsabili che non ha mai nulla di cui pentirsi perché in fondo non ha mai fatto nulla di male. In questa lettura anche Mussolini diventa un signore che ha fatto l’unico sbaglio di farsi tirare per la giacchetta da Hitler ma per il resto era una “brava persona”. Questo modo di pensare è all’origine dei molti guai del paese, considera l’antifascismo e quindi la Costituzione italiana un inutile orpello ma soprattutto è falso. Sin da bambino mia madre mi ha raccontato l’episodio di quando, adolescente, venne bruciata la casa in cui viveva durante i rastrellamenti del 1944. La cosa che mi ha sempre detto mia madre è che “quelli che hanno dato fuoco alla casa parlavano piemontese”. Non erano cioè soldati tedeschi ma fascisti repubblichini italiani. Anche questo fa parte della Giornata della Memoria».

 

Paolo Ferrero

Segretario nazionale Rifondazione Comunista