4 novembre: Una guerra di morti di fame, contro altri morti di fame

4 novembre 2010, by  
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La vita di trincea, anche se dura, è un’inezia di fronte a un assalto. Il dramma della guerra è l’assalto. La morte è un avvenimento normale e si muore senza spavento. Ma la coscienza della morte, la certezza della morte inevitabile, rende tragiche le ore che la precedono“.

Emilio Lussu

Un’apposita commissione parlamentare di inchiesta su Caporetto istituita all’indomani della fine della guerra diede le cifre ufficiali delle condanne a morte: 1006 delle quali 729 eseguite. Un picco fu registrato nel maggio 1917 con 68 fucilazioni. Sempre il 1917 fu l’anno in cui si fece maggiormente ricorso alla pena capitale.

Queste cifre non comprendono le esecuzioni sommarie e l’applicazione della pena capitale in trincea a discrezione degli ufficiali responsabili in caso di emergenza. Di queste non si sa molto, ma una commissione di inchiesta presieduta dal Generale Tommasi della magistratura militare indagò su 150 casi ai quali occorre aggiungerne alcune altre decine denunciati durante la ritirata di Caporetto.

Una guerra di morti di fame, contro altri morti di fame. Questa fu la prima guerra mondiale.

Buona feste… delle forze armate, ministro La Russa!

Caro Armato…

11 marzo 2010, by  
Archiviato in Dall'Italia, Primo piano

Questa foto è l’Italia del 2010, un ministro della Repubblica che prende per il bavero un tizio che voleva fare una domanda sgradita al premier, ma non un ministro qualsiasi, il ministro della Repubblica che comanda le Forze armate, e che gode nell’usare la sua forza fisica, con coraggio e impavidità, protetta dai suoi carabinieri, pronto a cacciare da una sala un cittadino disomogeneo, che ha il grave torto di far ciò che all’oggi pare l’ultimo degli atti rivoluzionari: cercare la verità.

L’immagine perfetta del paese in cui viviamo: forza, prepotenza, silenziamento muscolare del dissenso perpetrato in modo disintermediato, diretto, dalle mani e dalla braccia di chi per un giorno torna a sentirsi giovane e per manganellare non ha più bisogno dei Capezzone, dei Feltri, dei Minzolini: può farlo direttamente con le proprie unghie ficcate nel cappotto del dissidente.

Lui stasera ne sarà orgoglioso e lo racconterà ridendo ai suoi camerati, felice di esser tornato agli splendori dell’azione anni ’70. A noi solo la vergogna, anche per lui, di vivere in un paese così.

Centra qualcosa il “malcostume” con lo stato devastante in cui versano le famiglie italiane? Perchè no! Nel’Italia del 2010 si spenderà per armamenti, missioni ed esercito professionale oltre 23 miliardi di euro. In piena crisi, il Governo investe denaro pubblico in fregate e bombardieri.

Ascolta/scarica l’intervista a Francesco Vignarca coautore con Massimo Paolicelli di “Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane” (Altreconomia Edizioni).

Liberamente tratto da “Piovono Rane” e “Micromega