“No al casello di Beverino, si investa piuttosto in prevenzione”

13 settembre 2012, by  
Archiviato in Ambiente, Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Riteniamo allarmanti le dichiarazioni apparse sulla stampa dell’assessore regionale alle infrastrutture Raffaella Paita riguardo all’ipoesi di realizzazione del casello autostradale di Beverino.

L’opera infatti non ha alcun senso ne dal punto di vista economico ne soprattutto dal punto di vista ambientale. L’assessore inoltre non si preoccupa neppure di metterla in dubbio nonostante le sue stesse affermazioni riguardo la mancanza di fondi che permettererebbe “solo la realizzazione dell’uscita autostradale”.

Un’idea assolutamente insensata che produrrebbe solamente ulteriori danni al fragile ambiente di quella Val di Vara già devastata dall’alluvione dello scorso anno e che necessita sì di interventi ma di messa in sicurezza del territorio e non davvero di caselli autostradali.

Ci chiediamo: ma quando la politica che ha in mano le grandi decisioni deciderà finalmente di impiegare risorse ed energie per realizzare opere veramente utili per i cittadini smettendola una volta per tutte di favorire interessi che poco hanno a che fare con il bene comune?

In questo senso accogliamo con soddisfazione la notizia del mancato dissequestro del cantiere del centro commerciale di Romito nel comune di Arcola, bloccato lo scorso febbraio dalla magistratura per presunte irregolarità nel progetto. Un’altra opera inconcepibile, a due passi dall’argine del fiume Magra, per costruire un ennesimo centro commerciale in una provincia oberata da tali strutture.Invece di gettare soldi in opere inutili si lanci un serio programma di tutela e di salvaguardia del territorio, vero volano di buona occupazione.


Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Casello di Beverino? Si usino quei soldi per sostenere l’economia!

28 febbraio 2012, by  
Archiviato in Ambiente, Dalla Provincia, Primo piano

 

Il casello di Beverino non s’ha da fare:  inutile, dispendioso e controproducente. Possibile che non si riesca in questo territorio a pensare ad uno sviluppo che sia alternativo al modello che ci ha cacciato nella peggiore crisi economica dal 1929 ad oggi? Possibile che non possiamo leggere di progetti di sviluppo compatibile del territorio? Forse è il tentativo di battere un record da guinness: tre caselli autostradali nel raggio di 25 km, roba da grande raccordo anulare. Le conseguenze sul territorio sarebbero ulteriori complicazioni idrogeologiche e ‘aumento del traffico pesante in val di Vara.

Sarebbe più saggio evitare di buttare soldi inutilmente in un’infrastruttura che non darebbe nessun vantaggio (anzi creerebbe danni ulteriori) al territorio ed all’economia locale. Ci aspettiamo che si investano quei soldi per sostenere lo sviluppo di un economia locale, a filiera corta, per l’incentivo di nuove tecnologie e di attività produttive che possano essere sostenibili economicamente ed ambientalmente.

La responsabilità di una classe dirigente oggi è strutturare un modello economico che sia alternativo a quello fallimentare e che ci ha portato avanti con il mercato, il debito ed il Pil. La crisi economica che viviamo non è fantasia, ma reale conseguenza di un mercato che non ha regolato nulla, ma ha divorato tutto ciò che poteva, di un debito che ci sta soffocando e nega il futuro ad intere generazioni. O si cambia registro o continueremo a registrare fallimenti.

Rifondazione Comunista/Fds La Spezia