Forenza (Altra Europa-Gue): “Renzi alza la voce in Europa solo per difendere lo Stato occupante di Israele: debole coi forti e forte coi deboli!”

21 ottobre 2016, by  
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Renzi in Europa alza la voce solo per difendere gli interessi dei potenti e dei suoi sponsor internazionali. Per questo oggi si scandalizza per il voto Unesco su Israele e minaccia addirittura di rompere con l’Ue. L’austerità e  il trattamento riservato alla Grecia e i migranti non sono mai state ragioni sufficienti per una presa di posizione realmente forte contro Bruxelles, Israele invece pare di sì…

Quando si dice “debole coi forti e forte coi deboli”. Non una parola sull’occupazione israeliana, sui nuovi e continui insediamenti israeliani, a Gerusalemme est e in tutta la Cisgiordania. 

Noi continuiamo invece a denunciare le violazioni dei diritti umani del popolo palestinese da parte del governo israeliano e chiediamo che l’Ue faccia lo stesso con un Paese che di risoluzioni internazionali non ne rispetta parecchie!.

Eleonora Forenza,

eurodeputata de L’Altra Europa con Tsipras – gruppo Gue/Ngl

Stop massacro di Gaza: oggi alle 18 in piazza Mentana presidio per il popolo palestinese

16 luglio 2014, by  
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Oggi 16 luglio si terranno manifestazioni di pace in ogni città italiana, La Spezia compresa.
Chiamiamo uomini e donne che credono nella Pace e nella nonviolenza a mobilitarsi per oggi pomeriggio in piazza Mentana, di fronte al Teatro Civico, dalle 18 alle 20, partecipando alla manifestazione per lo stop al massacro a Gaza e per una pace giusta tra Palestina e Israele. Ogni morte ci diminuisce, ogni uomo, donna, bambino ucciso pesa nelle nostre coscienze.
Vogliamo vedere i bambini vivere e crescere in pace non maciullati da schegge di piombo.
CHIEDIAMO:
che cessino immediatamente il fuoco, gli attacchi aerei israeliani a Gaza che hanno provocato oltre 180 morti, le rappresaglie e le vendette da ogni parte; 
che la politica e la comunità internazionale assumano un ruolo attivo di mediazione per la fine dell’occupazione militare israeliana e la colonizzazione del territorio  palestinese, per il rispetto dei diritti umani, della sicurezza e del diritto internazionale in tutto il territorio che accoglie i popoli israeliano e palestinese;
che il Governo italiano si attivi immediatamente affinché il nostro Paese e i Paesi membri dell’Unione Europea interrompano la fornitura di armi, di munizioni, di sistemi militari, come pure ogni accordo di cooperazione militare con Israele;
che il nostro Governo, oggi alla Presidenza dell’Unione Europea, assuma questi impegni con determinazione e coraggio;
che ogni cittadino si impegni responsabilmente nel boicottaggio dei prodotti delle colonie israeliane in Palestina, come strumento di denuncia della colonizzazione.
Firmato: 
Acli, Agesci, Archivi della Resistenza, Arci, Associazione Culturale Mediterraneo, Assopace Palestina, Auser, Cgil, Coordinamento Freedom Flotilla, Gruppo Azione Nonviolenta, Laboratorio per una Comune Uscita di Sicurezza, Legambiente.
Hanno aderito:
Gruppo consiliare Per la nostra città, Movimento 5 Stelle, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà.

Strage in Palestina, il consiglio comunale rifiuta la mozione urgente. Bucchioni: “Atto ancora più vergognoso, dato che Spezia è amica di Jenin e Haifa”

12 luglio 2014, by  
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Non è stata nemmeno posta in discussione dal consiglio comunale della Spezia la mozione urgente firmata ieri sera dai consiglieri di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani (Edmondo Bucchioni e Pierluigi Sommovigo) riguardo alla tragedia in Palestina che sta avvenendo in questi giorni.

La mozione urgente, per essere inserita all’interno dei lavori del consiglio comunale, ha bisogno di essere messa ai voti e raggiungere il quorum di 3/4 dei voti espressi a favore. 

Purtroppo non si è riusciti a mettere in programma neanche la discussione, perché, oltre al centrodestra, si sono astenuti anche i consiglieri Corsini e Scardigli della  lista “Il mio cuore e Spezia noi con Federici” .

Il fatto è ancor più grave se si pensa che l’assessore Saccone alla cooperazione internazionale, è espressione di quel raggruppamento politico.

Inoltre il comune della Spezia è stato promotore di un patto di amicizia fra Jenin e Haifa, avendo organizzato una conferenza di pace con le rappresentanze locali delle due Cittadine e costruito un centro sociale a Jenin. Il sindaco Federici, con diversi assessori, ha visitato più volte quei territori.

Alla luce di questo percorso, è ancora più vergognoso che il consiglio comunale abbia rigettato la discussione della mozione, che poteva anche essere modificata e corretta: purtroppo in questo modo si è chiusa la porta ad ogni confronto e dialogo.

Prendiamo atto che il consiglio comunale della Spezia ha deciso di non pronunciarsi rispetto al genocidio che Israele persegue nei confronti del popolo Palestinese.


Edmondo Bucchioni
Gruppo consiliare Rifondazione Comunista La Spezia

Castelnuovo Magra: odg di Rifondazione in solidarietà al popolo palestinese sotto bombardamento israeliano

9 luglio 2014, by  
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Solidarietà al popolo palestinese, sotto bombardamento in questi giorni dall’esercito israeliano, da parte del consiglio comunale di Castelnuovo Magra. L’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale castelnovese è stato presentato dal gruppo consiliare  “Officina Rossa”, composto dai consiglieri eletti in quota Rifondazione Francesca Gianfranchi e Luca Marchi.

Nel documento il consiglio esprime solidarietà con il popolo palestinese soggetto da anni a massacri e deprivazioni di territorio (come dimostrano svariate risoluzioni Onu) senza che ne sia stato riconosciuto lo stato di nazione autonoma e indipendente. Sollecita inoltre il Ministro degli Esteri e il Governo tutto ad intervenire affinché cessino le operazioni di guerra, sia garantita la pace e sia realizzato il principio, unanimemente accettato dalla comunità internazionale ma che ancora non trova applicazione, dei “due popoli, due stati”, trasmettendo tale ordine del giorno a tutte le autorità competenti interessate”.

Rifondazione Comunista
 
Officina Rossa Castelnuovo Magra – Ortonovo

Nave Estelle alla Spezia, Prc e Gc La Spezia e Massa Carrara: “Piena adesione e collaborazione al coordinamento Freedom Flotilla”

30 settembre 2012, by  
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Le federazioni provinciali di Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti della Spezia e di Massa Carrara comunicano la piena adesione e collaborazione all’importante iniziativa umanitaria “La Spezia Resta Umana” organizzato dal Coordinamento Freedom Flotilla La Spezia-Massa Carrara.

Giovedì pomeriggio ha attraccato nel porto spezzino la nave “Estelle” o Freedom Flotilla 3. Dei 17 membri dell’equipaggio, costituito da attivisti Svedesi, Norvegesi, Finlandesi, Francesi, Svizzeri ed Italiani abbiamo potuto apprezzare la Grande umanità e la Grande determinazione. Lunedì mattina salperanno alla volta di Napoli, ultima tappa prima di tentare di raggiungere la Striscia di Gaza.

Porteranno aiuti alla popolazione, ma, cosa più importante, squarceranno un pesante e grave velo di silenzio da parte della Comunità Internazionale. I Palestinesi vivono in pieno regime di apartheid, sottoposti ad un perenne stato di assedio militare da parte dell’Esercito dello Stato d’Israele.

L’Estelle, partita dalla Svezia, ha ricevuto l’accoglienza delle ANPI locali coi suoi partigiani combattenti, delle autorità, delle scuole e della società civile che ha aderito con partecipazione a concerti, spettacoli, conferenze, proiezioni, cene, visite alla nave, laboratori per adulti e bambini e a tutto ciò che è stato organizzato dal Coordinamento per far riflettere sulla questione palestinese il più alto numero possibile di cittadini.

Questi sono momenti dove ancor più s’avverte la mancanza di Vittorio Arrigoni, instancabile volontario morto assassinato a Gaza un anno e mezzo fa, a soli 36 anni, durante il suo impegno a fianco degli abitanti della Palestina. All’indomani della ripartenza il Partito della Rifondazione Comunista, con Vittorio nel Cuore, sospinge ed accompagna simbolicamente l’Estelle negli ultimi giorni di navigazione che la separano da Gaza.

 

Rifondazione Comunista La Spezia
Giovani Comunisti La Spezia

Rifondazione Comunista Massa Carrara
Giovani Comunisti Massa Carrara

Golan: Israele spara, 20 palestinesi uccisi 300 feriti

5 giugno 2011, by  
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Manifestazioni dei rifugiati in commemorazione della Naksa in Cisgiordania e nel Golan occupato. Israele risponde facendo fuoco. Sarebbero 225 i feriti al confine con la Siria, 50 a Qalandiyah. A Gaza, Hamas blocca la protesta: una decina gli arrestati

Betlemme (Cisgiordania), 05 giugno 2011 – L’esercito israeliano spara contro i profughi palestinesi al confine con la Siria: sarebbero almeno 13 i palestinesi uccisi e 225 i feriti nel giorno della commemorazione del 44° anniversario della Naksa, l’espulsione di migliaia di palestinesi al termine della Guerra dei Sei Giorni del 1967.

Dopo le decine di morti e feriti dello scorso 15 maggio, in molti si attendevano duri scontri tra le forze di sicurezza israeliane e i manifestanti palestinesi. Le marce per il diritto al ritorno dei profughi si sono tenute in tutta la Cisgiordania e a Nord dello Stato d’Israele, dove la violenza dell’esercito israeliano ha spento nel
sangue la rabbia dei rifugiati.

Forte la tensione al confine tra la Siria e le Alture del Golan, occupato nel 1967 dallo Stato d’Israele. L’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro centinaia di profughi palestinesi in marcia verso i confini, nel tentativo di attraversarli e riprendersi la propria terra. Un tentativo simile a quello del 15 maggio, quando i morti furono decine. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa siriane, le forze di sicurezza israeliane hanno disperso la folla lanciando gas lacrimogeni. Quando circa 500 palestinesi sono arrivati a circa 20 metri dal confine, i soldati hanno sparato: secondo la tv di stato siriana il bilancio sarebbe di 13 morti (tra loro ci sarebbe un bambino di 12
anni) e 225 feriti.

Un portavoce dell’IDF, intervistato dal quotidiano israeliano Ha’aretz, ha affermato che al confine con la Siria l’esercito ha intimato ai manifestanti di allontanarsi. Al loro rifiuto, i soldati hanno sparato alcuni colpi diretti alle gambe dei profughi in marcia. “Chiunque proverà ad attraversare il confine sarà ammazzato”, hanno
urlato nei megafoni i militari, secondo quanto raccontato da alcuni testimoni. Nella città siriana di Quneitra sarebbero esplose quattro mine anti-carro, ferendo numerosi manifestanti.

Diversa la situazione in Libano, dove non si è assistito alle violenze del 15 maggio. Nei giorni scorsi l’esercito libanese aveva vietato qualsiasi marcia di protesta verso i confini, dichiarando l’area “zona militare chiusa”.  Molte delle manifestazioni previste sono state rimandate. Non sono però mancate dimostrazioni simboliche in sostegno
al diritto al ritorno: nel villaggio di Adaisseh, vicino al confine con Israele, una ventina di manifestanti sono stati fermati dalla polizia libanese, mentre nei 12 campi profughi palestinesi del Paese tutti i negozi sono rimasti chiusi e sono state issate bandiere nere in segno di lutto.

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Donne parlano con i soldati durante la manifestazione nel villaggio di Al-Walaje

Manifestazioni di protesta anche in Cisgiordania. Nel villaggio di Al-Walaje, nel distretto di Betlemme, una cinquantina tra palestinesi residenti e internazionali si sono messi in marcia dalla moschea del paese, intenzionati a raggiungere il confine del 1967. L’esercito israeliano li ha subito bloccati, tentando di disperdere la manifestazione con il lancio di bombe sonore. I dimostranti hanno cercato di raggiungere il confine attraverso i campi, ma i soldati li
hanno nuovamente bloccati. Alcune donne del villaggio hanno parlato a lungo con i militari, in particolare con alcune soldatesse.

Più grave la situazione a Qalandiyah, tra Gerusalemme e Ramallah. Sarebbero una cinquantina i feriti al termine degli scontri tra manifestanti ed esercito. Centinaia di palestinesi hanno raggiunto il checkpoint più temuto della Cisgiordania, dove sono stati bloccati da lacrimogeni, proiettili gomma e bombe sonore dei soldati israeliani.
“Andiamo a Gerusalemme”, “La libertà è un diritto umano”, dicevano i cartelli portati dai manifestanti diretti verso il Muro di Separazione, costruito a cinque chilometri dai confini ufficiali del 1967. Mentre dalle retrovie è partito il lancio di sassi contro l’esercito, alcuni dimostranti hanno creato una catena umana nel tentativo di attraversare
il checkpoint: i soldati li hanno spinti indietro e evacuati con la forza. Alla fine della manifestazione, sono stati due i feriti gravi e circa 40 quelli portati in ospedale dopo aver inalato il gas dei lacrimogeni e essere stati colpiti da proiettili di gomma.

A Nord della Striscia di Gaza, alcuni dimostranti hanno marciato da Beit Hanoun verso il valico di Erez. Sono stati bloccati con la forza dalle forze di sicurezza di Hamas che ha creato dei checkpoint per fermare le proteste. Sarebbero una decina gli arrestati. A Gerusalemme Est, nel quartiere di Silwan, quattro palestinesi sono stati arrestati dalle forze di sicurezza israeliane per aver lanciato delle pietre contro i soldati. Tre gli arresti a A-Tur.

Oggi, 5 giugno, la Palestina commemora la seconda grande catastrofe della sua storia: l’occupazione della Cisgiordania e di Gerusalemme Est da parte israeliana, dopo la Guerra dei Sei Giorni del giugno 1967, e l’espulsione di migliaia di palestinesi dalle proprie terre e dai propri villaggi.

da Nena News Di Emma Mancini

da Repubblica.it:

FOTO: SOLDATI SPARANO SULLA FOLLA 1
VIDEO: ISRAELE, SPARI SUI MANIFESTANTI 3

Vile aggressione israeliana a Flotilla Freedom: La Spezia si mobiliti per la Pace

1 giugno 2010, by  
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Il gravissimo atto criminale del governo israeliano contro le navi pacifiste della Flotilla Freedom nel quale sono rimaste uccise 19 persone in acque internazionali è una vera e propria aggressione terroristica che rischia di ripercuotersi pesantemente nei delicati equilibri politici tra stati mediorientali e non solo. Una strage incredibile e senza senso di cui il governo di Netanyahu dovrà rispondere al mondo, ora che le tensioni tra Israele e Turchia (stato appartenente alla NATO e aspirante membro nell’Unione Europea) sono ai massimi storici.

Nell’esprimere forte cordoglio alle vittime, la federazione spezzina di Rifondazione Comunista auspica che le associazioni e le istituzioni locali offrano una netta presa di posizione contro il barbaro massacro israeliano e organizzino a breve sul territorio provinciale una manifestazione di pace in sostegno del popolo palestinese, ricordando anche lo storico gemellaggio che lega la città della Spezia alla cittadina di Jenin.

Scaricate e leggete la mozione consiliare presenta da Rifondazione comunista nel consiglio comunale del 31 maggio 2010.

Freedom flotilla - doc (doc - 64.5 KB)

Presidio contro l’attacco israeliano alla nave della pace
MARTEDI’ 1°GIUGNO DALLE ORE 17:00 A SARZANA(SP) IN PIAZZA LUNI
L’Attacco israeliano contro le navi pacifiste è un atto criminale

L’aggressione israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza rappresenta un atto criminale. Un atto di terrorismo di stato, che non può rimanere senza conseguenze. Chiediamo l’immediata sospensione di ogni trattato di cooperazione economica, commerciale e militare, del nostro paese come dell’Unione Europea, nei confronti di Israele. Si prendano decisioni nette in sede internazionale di condanna e di sanzioni nei confronti di Israele. Si esiga l’immediata revoca del blocco della striscia di Gaza. Basta con la intollerabile politica dei due pesi e delle due misure che ha garantito ad oggi al governo israeliano la totale immunità nonostante una politica di guerra e oltranzista che ha reso vano ogni tentativo di accordo negoziale per la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Nell’esprimere il cordoglio per le vittime del brutale massacro, ribadiamo il nostro pieno sostegno e appoggio alle azioni del movimento pacifista e di solidarietà internazionale, come il free gaza movement, che attraverso l’invio di navi aveva l’obiettivo di denunciare al mondo l’immorale e infame assedio a cui è sottoposta la popolazione civile di Gaza.

Promuovono i Giovani Comunisti/e La Spezia, aderiscono il Gruppo di Acquisto Popolare La Spezia,Scuola popolare di italiano per migranti