Potere al Popolo arriva a Spezia: giovedì 28 dicembre alle 18 prima assemblea ala Skaletta Rock Club

23 dicembre 2017, by  
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COSTRUIAMO UNA LISTA POPOLARE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE!
 
 
Sabato 18 novembre a Roma è successo qualcosa di incredibile. 800 persone hanno riempito il Teatro Italia, per un’assemblea nazionale convocata nemmeno tre giorni prima. Tanti giovani, tante donne, tanti lavoratori, di diverse nazionalità, tanti movimenti di lotta per i diritti sociali, per la tutela dei territori, contro le discriminazioni di ogni genere!
 
La giornata di sabato ha dato entusiasmo e si è fatta carico di un messaggio forte che sta attraversando come una scarica tutta l’Italia: solo noi possiamo riprenderci il posto che ci spetta nell’agenda politica di questo paese!

Chi siamo noi? Siamo quelli che non vengono mai interpellati: i lavoratori che devono far quadrare i conti a fine mese; i migranti che vengono cacciati e ridotti in schiavitù; i disoccupati e i poveri che vengono abbandonati al loro destino; le donne vittime di soprusi e discriminazioni; gli studenti consegnati a un futuro di sfruttamento e a un’istruzione di bassa qualità. Siamo le persone normali, quelli colpiti dalle politiche dei governi, quelli che non hanno voce… ma che non si sono arresi. A partire dai bisogni urgenti e inascoltati del popolo, dall’assemblea del Teatro Italia stiamo ripartendo per convocare momenti territoriali in tutte le province e regioni d’Italia!
Ancora una volta possiamo dimostrare che in tutto il paese, nonostante malgoverno, mafie, speculatori, abbandono istituzionale, si sta ricostruendo un fronte d’alternativa, di solidarietà, di protagonismo delle forze vive del territorio!
 
Vediamoci, discutiamo il programma – che poi significa discutiamo di ciò di cui abbiamo bisogno realmente! – organizziamo le prossime mosse, sentiamoci parte di qualcosa che sta nascendo e che finalmente può rompere il teatrino della vecchia politica, scalzarlo con un’alternativa concreta!
Istruzione, sanità, lavoro, tutela ambientale, lotta alla corruzione e alle mafie, controllo popolare: un programma che metta al centro le nostre esigenze, i nostri desideri, i nostri sogni. Per farlo, abbiamo bisogno del vostro aiuto!
Insieme non potranno più ignorarci!
Bisogna sognare….
https://poterealpopolo.org/

Ferrero: “Soldati italiani in Lettonia, pura provocazione. Vogliono tornare alla guerra fredda, Italia supina alla Nato”

15 ottobre 2016, by  
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L’invio di soldati italiani in Lettonia è una pura, gravissima provocazione.

I ministri Gentiloni e Pinotti sono due irresponsabili che, con questa decisione, riaprono il peggio della guerra fredda. 
Quando Gentiloni dichiara che non si tratta di un’aggressione mente sapendo di mentire.

Se Putin schierasse l’esercito al confine tra Usa e Messico cosa direbbe Obama, quale sarebbe la reazione degli Stati Uniti? 
Chiediamo che il governo italiano ritiri questo suo impegno e non invii alcun contingente, l’Italia non partecipi a operazioni Nato che hanno come unico obiettivo quello di ricostruire la cortina di ferro e l’odio tra Russia ed Europa. Sono dei criminali, il governo italiano è supino ai voleri della Nato.

Paolo Ferrero, 

segretario nazionale Prc-Se

Ravera: “Rifondazione in piazza in Liguria al sostegno del governo Tsipras”

2 luglio 2015, by  
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Da Imperia a Spezia, Rifondazione Comunista promuove e/o partecipa a tutte le manifestazioni in sostegno del governo di Alexis Tsipras, solidale con il popolo greco che affronta indubbiamente la prova più dura della sua recente storia di nazione indipendente e democratica.

In Liguria gli appuntamenti previsti sono: venerdì 3 a Genova dalle 17.30 in piazza De Ferrari, venerdì 3 a Spezia dalle 17.30 in piazza Mentana. Sempre venerdì doppio appuntamento a Savona: dalle 15.30 gazebo informativo in corso Italia e dalle 18.30 presidio in piazza Saffi sotto la Prefettura. Sabato mattina sarà invece Imperia a mobilitarsi in via San Giovanni.

Più in generale a partire dalle elezioni europee ultime, quando è nata la lista L’Altra Europa con Tsipras, passando per la vittoria di Syriza e la costituzione del governo di sinistra in Grecia, abbiamo sempre trovato nel “modello greco” la formula migliore per una rinascita delle forze progressiste anche in Italia.
Il sostegno che diamo alla Grecia è quindi un sostegno “naturale” perché si ispira a politiche e a forme di politica che sono state costruire dal basso. La crisi economica è stata pilotata dalle grandi banche e dai poteri finanziari ed è stata fatta pagare tutta quanta ai popoli dei paesi più in difficoltà: ciò che oggi vive la Grecia, possono viverlo – a dispetto delle ipocrite parole dei rispettivi leader di governo – il Portogallo, la Spagna e anche l’Italia.
La solidarietà che oggi esprimiamo ad Atene, al popolo greco e ad Alexis Tsipras è il miglior augurio che possiamo fare a noi stessi per unire le lotte dei popoli europei e migliorare la vita delle persone più indigenti, ridando anche una speranza ad una sinistra di alternativa vera, concreta e vissuta ogni giorno dalla gente.

Marco Ravera,

segretario regionale Rifondazione Comunista

Ravera: “Dipendenti pubblici sotto attacco del governo Renzi, la legge Delrio sembra una legge “Delirio””

2 febbraio 2015, by  
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Nel nostro Paese i dipendenti pubblici vengono spesso accusati di essere “fannulloni”, di essere dei privilegiati. Di episodi e gesti da condannare sono piene le cronache, ma penso che autisti, insegnanti, medici e dipendenti dei diversi enti rappresentino un tessuto importante della nostra società.

I dipendenti pubblici vantano qualche tutela in più, ma nel nostro Paese si continua a livellare i diritti dei lavoratori verso il basso e anziché estendere le tutele a chi ne ha poche si tolgono a chi le ha. Così posti di lavoro che fino a poco tempo fa erano “intoccabili” oggi sono a rischio. È il caso dei lavoratori delle province.

La controriforma del ministro Graziano Delrio non solo ha tolto il diritto di voto e di rappresentanza ai cittadini e non ha definito chi seguirà competenze importanti quali la formazione, lavoro, viabilità, edilizia scolastica, offerta culturale e turistica, programmazione territoriale, tutela dell’ambiente, ma attacca frontalmente le lavoratrici e i lavoratori.

Solo nella nostra Regione sono oltre 700 i dipendenti che attendono di conoscere il loro destino professionale, dopo la previsione del comma 421 della legge di stabilità 2015 che ha disposto dal 1° gennaio 2015 il taglio delle dotazioni organiche. Secondo i dati sono 264 a Genova (città metropolitana), 137 ad Imperia, 178 a Savona e 160 a La Spezia.

Oggi è sotto gli occhi di tutti che la cosiddetta “riforma” non ha colpito i privilegi, ma solo cittadini e lavoratori. Più che la legge Delrio mi sembra una “legge Delirio”.

 

Marco Ravera,
segretario regionale Rifondazione Comunista

“Solidarietà a Evo Morales! Scandaloso comportamento del governo italiano contro il presidente della Bolivia”

5 luglio 2013, by  
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Il Partito della Rifondazione Comunista denuncia e condanna con forza la vergognosa azione dei governi di Italia, Francia, Spagna e Portogallo, che hanno negato il proprio spazio aereo a Evo Morales, Presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia. Un vero e proprio sequestro che ha messo a repentaglio la vita dello stesso Presidente e dei suoi collaboratori.

Si tratta dell’ennesima svendita di sovranità agli Stati Uniti. Un gravissimo atto di pirateria internazionale e l’ennesima sfacciata violazione delle norme del Diritto Internazionale. Un atto deliberato di ostilità su richiesta del governo degli Stati Uniti nella sua caccia all’ex-agente della NSA, Edward Snowden. Una provocazione non solo contro il Presidente Evo Morales, ma contro tutti i governi del cambiamento in America Latina.

I “servi sciocchi” europei, spiati in ogni modo dai servizi segreti statunitensi, scelgono di inchinarsi allo strapotere imperialista e con piena ipocrisia minacciano di sospendere le trattative per gli accordi di libero commercio tra Stati Uniti e Unione Europea. Il caso “Datagate” ha reso pubblico ciò che tutti sapevamo sulle azioni di spionaggio e destabilizzazione della CIA in tutto il mondo.

In Italia ricordiamo tutti il caso del rapimento di Abu Omar realizzato dai nostri servizi segreti e dalla CIA, il cui responsabile, Joseph Romano, è stato da poco graziato dal Presidente Napolitano.

Ricordiamo i cosiddetti “voli segreti della CIA” quando gli Stati Uniti hanno usato lo spazio aereo europeo per sequestrare presunti terroristi in prigioni segrete, con la complicità e l’aiuto di molti governi europei.

Vergognosamente Emma Bonino, la Ministra degli Esteri guerrafondaia e filo-atlantica del governo Letta-Berlusconi nega l’asilo politico a Snowden. Schierata nel passato contro il governo venezuelano del Presidente Chavez, oggi la Bonino è ancora una volta complice dell’attacco ai processi di cambiamento democratico e rivoluzionario in America Latina.

Mentre con le moderne caravelle dei Trattati di Libero Commercio, le multinazionali europee cercano di saccheggiare le risorse dell’America Latina, i governi europei appoggiano la NATO che cerca di espandere la propria azione criminale in quel continente, anche grazie a governi complici come quello colombiano.

Ma i popoli dicono basta. E’ ora di aprire gli occhi su quanto siamo “colonizzati”, spiati e succubi della politica di ingerenza statunitense. E’ ora di riappropriarci della nostra sovranità e della nostra dignità!

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la sua totale solidarietà al Presidente Evo Morales e chiama alla più ampia mobilitazione a fianco dei processi di cambiamento in America Latina.

E’ FINITO IL TEMPO DEGLI IMPERI E DELLE COLONIE!!!

E’ TEMPO DEI POPOLI, DELLA SOVRANITA’ E DELLA DIGNITA’ !!!

Rifondazione Comunista

Direzione Nazionale

Area Esteri e Pace

“Oggi alle 18.30 presidio in piazza Beverini contro il golpe bianco del Quirinale”

20 aprile 2013, by  
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NO ALL’INCIUCIO

NO ALLA RIELEZIONE DI NAPOLITANO

NO AL GOVERNO BERSANI E BERLUSCONI

 

SI ALLA ELEZIONE DI RODOTA’ PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il circolo di Rifondazione Comunista “Tina Modotti” della Spezia organizza per questo pomeriggio alle 18.30 in piazza Beverini un presidio di protesta contro l’incredibile scelta di rieleggere Napolitano presidente della Repubblica.

Dopo i pasticci dei giorni scorsi, stamattina Berlusconi e Bersani, i responsabili principali di questo disastro, hanno chiesto a Napolitano di ricandidarsi, cosa che ovviamente Napolitano ha prontamente fatto. Questo inciucio è il preludio di un governo di PD e PDL che proseguirebbe le deleterie politiche antisociali di Monti e produrrebbe una manomissione della Costituzione. Sarebbe la vittoria dei poteri forti, di quelli stessi che nel novembre 2011 hanno imposto Monti presidente del Consiglio e ne abbiamo visto le conseguenze. Hanno commissariato l’Italia e stanno facendo un vero e proprio golpe bianco. Invitiamo tutti i cittadini a scendere in piazza, a Roma davanti a Montecitorio, nelle diverse città davanti alle prefetture o in luoghi centrali. Per protestare contro la rielezione di Napolitano, contro il governissimo e le sue politiche antipopolari, per Rodotà Presidente.

NOI SIAMO CONTRARI A QUESTO INCIUCIO E CHIEDIAMO AI PARLAMENTARI DI ELEGGERE STEFANO RODOTA’ PRESIDENTE DELLLA REPUBBLICA.

 

Proponiamo a tutti gli uomini e le donne di sinistra di costruire insieme adesso, una forza unitaria della sinistra, fuori e contro questi poteri forti che hanno sequestrato il paese, centro destra e centro sinistra.

 

Rifondazione Comunista La Spezia

Ingroia dice sì: il quarto polo c’è davvero. Prc La Spezia: “Con Ingroia per cambiare l’Italia”

30 dicembre 2012, by  
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Esprimiamo il pieno apprezzamento per la scelta di Antonio Ingroia di candidarsi a premier per il 4° polo di Sinistra.
 
L’Italia ha bisogno di una rivoluzione civile che rompa con berlusconismo e montismo, per la libertà, l’eguaglianza, la democrazia e la giustizia sociale. 
 
Rifondazione Comunista sta con Ingroia per costruire questa nuova speranza, anche alla Spezia.
 
Siamo orgogliosi di poterlo sostenere con tutte le nostre forze per far si che i cittadini si riapproprino della politica e delle sue istituzioni democratiche fondate sulla Costituzione proprio nel momento che vede, nella nostra provincia, il peggior esempio di balletto di poltrone che vede il Pd il principale protagonista. Un Pd che, dopo aver sostenuto a spada tratta Monti e le sue politiche devastanti nei confronti della povera gente e dei lavoratori, è ora costretto a inseguire lo stesso Monti che l’ha beffato contrapponendosi a Bersani.
Nel presentarsi ufficialmente oggi Ingroia ha detto: “Da magistrato non avrei mai creduto di dovermi ritrovare qui per continuare la mia battaglia per la giustizia e la legalità in un ruolo diverso”. “Quando giurai la mia fedeltà alla Costituzione pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un paese normale e in una situazione normale. Siamo in una emergenza democratica. E allora, come ho detto, io ci sto. E’ venuto il momento della responsabilità politica. Alla società civile e alla buona politica dico ‘grazie’ perché hanno fatto un passo avanti”. “Questa è la nostra rivoluzione, noi vogliamo la partecipazione dei cittadini. Antonio Ingroia non si propone come salvatore della patria, ma di essere solo un esempio come tanti cittadini che si mettono in gioco, assumendo rischi“.

L’affollata conferenza stampa che Ingroia ha tenuto poche ore fa a Roma è stata innanzitutto un attacco a testa bassa contro il Pd. Le inascoltate richieste di dialogo, evidentemente, hanno avuto l’effetto di complicare i rapporti con il portavoce Pier Luigi Bersani. “Ha detto che non risponde ad appelli pubblici – dice Ingroia – ma io l’ho chiamato pure privatamente. E non ha risposto. Borsellino mi rispondeva subito”. Il leader di “Rivoluzione Civile”, dopo aver ricordato che Pietro Grasso (candidato dal Pd) ha elogiato Berlusconi per il contributo del suo governo alla lotta alla mafia, ha accusato i democratici di incoerenza proprio su questo nodo. Una incoerenza che di fatto ha portato allo “strapotere della criminalità” e alla “inadeguatezza della politica”. Sono questi, del resto, i due punti da cui prende le mosse la sua idea di “responsabilità non solo istituzionale ma politica”. “La mafia – aggiunge Ingroia – non si può contenere, va eliminata”. “Bersani questa politica non la vuole”, sottolinea. Poi sferra l’ultimo micidiale attacco: “Caro Bersani, così non va”, riferendosi al fatto che Bersani abbia abbandonato la tradizione di Pio Latorre e Enrico Berlinguer. “Chi ha alle spalle storie così importanti dovrebbe ricordarsi il valore della moralita’“.

Il leader di “Rivoluzione civile” ha avuto toni più morbidi sia nei confronti di Vendola che verso Grillo. “Non c’è alcuna foglia di fico e operazioni trasformiste!“, ha detto all’indirizzo di quest’ultimo.

Ora la parola passa al costituendo “Quarto Polo” che dovrà formalizzare la sua costituzione e decidere la composizione delle liste.

Rifondazione Comunista La Spezia

Capo corrotto, nazione infetta

27 febbraio 2010, by  
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Riportiamo un interessante analisi di Alberto Asor Rosa, pubblicata in un articolo de Il Manifesto del 21 febbraio 2010.

Un fiume di fango corre per l’Italia. Le sue acque sono alimentate soprattutto dal corpaccio immenso e immensamente ramificato dal centrodestra; ma il suo corso è talmente possente e impetuoso che, come suole, ha rotto gli argini e invaso i territori circostanti, quelli del centrosinistra, dai quali, a loro volta, provengono al fiume principale rivoli, ruscelli, scarichi obbrobriosi e maleodoranti (Bologna, Firenze, Abruzzo, Roma, Napoli….). Altro che Tangentopoli! Quello era – o sembrava – un fenomeno circostanziato e dunque particolare di corruzione di una frazione del ceto politico, fronteggiato da un forte schieramento delle forze politiche e della società civile. Oggi il fenomeno tende a generalizzarsi, abbatte i confini fra società politica e società civile, non incontra ostacoli altrettanto significativi di allora, si configura dunque come un carattere speciale, peculiare, della società nazionale italiana in questa fase storica.

La corruzione, a dir la verità, è sempre stata un connotato molto peculiare del modo d’essere nazionale italiano. Un paese dalle strutture politiche e civili estremamente fragili e dall’arrendevole senso etico-politico non poteva non coltivare la corruzione come un indispensabile e incostituibile strumento di sopravvivenza. La dominante cattolica ha fatto il resto: nulla è impossibile o illecito in un paese in cui qualsiasi colpa, qualsiasi peccato, purché confessati a chi di dovere, diventano redimibili (lo spiega benissimo non un qualsiasi miscredente arrabbiato ma Alessandro Manzoni ne I promessi sposi, nei quali, beninteso, contrappone la sua ricetta, fatta, oltre che di fede in Dio, di rigore e di osservanza dei principi, più protestante, a dir la verità, che cattolica, ma tant’è). In certi momenti speciali la corruzione esplode (perché la corruzione esplode, esplode sempre; bisogna vedere quel che succede poi). Ricordate Pirandello, le pagine impressionanti de I vecchi e i giovani, che a distanza più o meno d’un secolo sembrano scritte esattamente per il nostro oggi? «Dai cieli d’Italia in questi giorni piove fango, ecco, e a palle di fango si gioca; e il fango s’appiastra da per tutto, su le facce pallide e violente sia degli assaliti sia degli assalitori… Diluvia il fango; e pare che tutte le cloache della città si siano scaricate e che la nuova vita nazionale della terza Roma debba affogare in questa torbida fetida alluvione di melma, su cui svolazzano stridendo, neri uccellacci, il sospetto e la calunnia» (Pirandello dimostra fra l’altro che, per disegno e deprecazione della corruzione d’impronta democratica, in certe condizioni storiche si poteva anche diventare fascisti). Poi, scaricata provvisoriamente l’incontenibile soppurazione, l’infezione lenta e inesorabile riprende.

Perché Lui è popolare
Di nuovo oggi c’è che, forse per la prima volta nella nostra storia, si sono verificate una mirabile saldatura e una prodigiosa coerenza tra le forme, lo spirito e l’etica del potere e le forme, lo spirito e l’etica della società circostante. Anzi, alla domanda che spesso ci è stata burbanzosamente rivolta, com’è possibile che quest’Uomo riscuota tanto consenso, considerando la gravità e il numero delle colpe di cui viene accusato, forse una risposta sul piano storico comincia a delinearsi. Quest’Uomo è così popolare non nonostante le sue colpe ma in virtù di quelle. Una parte non piccola del popolo lo ama perché Lui lo interpreta, ne lusinga tutte le tentazioni di corruttibilità e di un radicato, anzi congenito indifferentismo morale, gli spiega che le leggi esistono per essere aggirate, contraddette, ignorate, nega oltraggiosamente il potere della giustizia, attacca i magistrati, fa capire che se ne potrebbe senza difficoltà fare a meno, mostra con l’esempio lampante della propria vita e del proprio cursus honorum che bisogna sempre e senza eccezioni farsi gli affari propri, evidenzia coram populo e senza alcuna vergogna che esistono una coerenza rigorosa e un’inarrestabile osmosi fra vizi privati e pubbliche nefandezze. Insomma, a capo corrotto nazione infetta, e, ovviamente, viceversa. Tutte queste cose, poi, in un paese come l’Italia, dove esistono tre fra le più potenti organizzazioni criminali al mondo (camorra, ‘ndrangheta, mafia) – le quali a loro volta, com’è ovvio, traggono alimento anch’esse sia da quel diffuso bisogno di sopravvivenza sia dalla risposta corrotta intorno dominante – piacciono almeno a una parte abbastanza consistente dei cittadini da garantirgli una sicura maggioranza in Parlamento: quella maggioranza che a sua volta assicura che l’impunità continui e anzi si rafforzi, in un perfetto circolo vizioso che effettivamente ha pochi eguali al mondo, e che proprio perciò qualcuno altrove potrebbe essere tentato d’imitare.

Il ceto politico corrotto
E intorno? Intorno, a cerchi concentrici s’allarga la serie variegata delle risposte. La corruzione, come sistema di potere e forma di vita, stinge solo poco a poco, molto lentamente. Nei cerchi più vicini, sebbene formalmente non suoi, l’esempio e l’insegnamento dell’Uomo hanno attecchito e continuano a essere ben presenti. Voglio precisare una cosa: è della politica che parlo, non delle stravaganti esibizioni da parte di qualche transessuale brasiliano (fango, certo, sempre fango, ma della specie più miserabile e bassa). Da questo punto di vista è corrotta in nuce ogni politica che agisca sulla base d’interessi personali o di gruppo: è corruzione, nel suo senso più alto e significativo, l’autoreferenzialità spinta della politica, il suo preoccuparsi pressoché esclusivamente della preservazione e perpetuazione del ceto politico (di destra o di sinistra, non importa), che la rappresenta e gestisce. Questo è il varco, apparentemente innocuo, da cui penetra ogni ulteriore nefandezza, bisognerebbe tenerne più conto.
Da questo punto di vista (continuo il ragionamento), si salva davvero poco oggi in Italia. Dopo la recente, peraltro prevedibilissima, virata dell’astuto Tonino, il quadro si è ulteriormente semplificato. La galassia della sinistra radicale si sforza più o meno di sopravvivere indenne sul filo dell’onda fangosa che tutto travolge: anche lei, in fondo, pensa soprattutto a non sparire. Si riorganizza unitariamente, magari con ambiziosi programmi di rinnovamento, solo là dove viene spinta a calcinculo fuori dalla rappresentanza che conta: altrove s’adatta o collude.

Ma c’è chi resiste
E allora? In questa sommaria ricostruzione storica sarebbe sbagliato – e ingiusto – non rammentare che alcune istituzioni costruite nei decenni precedenti resistono. Resiste la magistratura. Resistono le forze dell’ordine: polizia, carabinieri, guardia di finanza. Basta pensarci un momento: se non ci fossero né l’una né le altre, saremmo in piena dittatura sudamericana. Resiste una parte del sindacato. Resistono, come ho avuto modo di dire più volte, meritandomene in cambio sberleffi e dileggio, la scuola. E resistono milioni di italiani, che stanno fuori di ogni sistema della corruzione e ragionano e operano sulla base di principi e valori e non d’interessi e affermazioni personali, ma non sono politicamente rappresentati, oppure, se lo sono o credono di esserlo, avvertono con disagio crescente di esserlo in forma imperfetta e sempre più compromissoria.

In Italia le grandi crisi, anche quelle indotte da un eccesso intollerabile di corruzione, sono sempre state affrontate e risolte dall’esterno. Anche la prima Tangentopoli è stata affrontata e risolta dall’esterno, anche se era un esterno che veniva dall’interno, la magistratura italiana: la politica già allora non ci sarebbe mai riuscita da sé. Oggi al contrario è la magistratura che da sola non può farcela, perché il sistema della corruzione è troppo coeso e potente, va dall’alto in basso e dal basso in alto, senza smagliatura alcuna (le dimissioni in questo paese non esistono più neanche di fronte all’evidenza più disgustosa: infatti, se una sola fosse data o una sola accettata, tutto il castello di carte verrebbe giù d’un colpo solo). Siccome è lecito dubitare che le armate anglo-americane siano in procinto di scendere nella penisola per aiutare i resistenti indigeni a restituire al paese libertà, verità, onestà e giustizia, l’ipotesi più probabile è che i cerchi meno compromessi con il sistema della corruzione si mettano d’accordo fra loro per salvare il salvabile, affidandone il compito a uno di questi uomini slavati e impenetrabili, privi di ogni carattere ma passabilmente astuti, abituati da una vita a danzare sul filo, e che precisamente il sistema della corruzione ha consentito salissero così in alto nonostante la loro mediocrità così palese.

Si cercherà cioè di affrontare il male maggiore con il male minore, in attesa che il giro ricominci. Desolante. Ma anche molto, molto italiano.