Parcheggi Fincantieri, Fedi (Prc La Spezia): “L’azienda trovi subito una soluzione nel rispetto di lavoratori e cittadini”

19 dicembre 2020, by  
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Fincantieri sarà anche una multinazionale globale con oltre 7000 navi costruite (come recita con orgoglio nel suo sito web), ma resta il fatto che non riesce a trovare una soluzione al parcheggio dei suoi operai.
Da oltre un anno le auto che non vengono accettate dentro al cantiere sono parcheggiate lungo la carreggiata della 331 tra Lerici e La Spezia creando disagi sia per i residenti sia per i lavoratori stessi, mettendo gli uni contro gli altri senza che nessuno sia effettivamente il responsabile.
Fincantieri sino ad oggi si è rifiutata di trovare una soluzione (come accaduto ad esempio a Castellamare e Monfalcone) e i sindaci di Lerici e Spezia si stanno limitando a sanzionare a fasi alterne mettendosi la coscienza a posto. E’ evidente che proseguire in questo modo non è accettabile. Per questo è necessario che tutti i protagonisti si facciano carico del problema ricavando posti auto all’interno del cantiere stesso (gli spazi ci sono come ci dicono alcuni lavoratori) mettendo a disposizione il parcheggio della Venere Azzurra (praticamente vuoto da ottobre a marzo) e il parcheggio del “Megacine”, collegati da bus specifici.
Tali richieste saranno presentate ai due sindaci affinché si ponga rimedio a tali inefficienze. L’orgoglio di esser una multinazionale globale crediamo venga meno quando ci si lava le mani del disagio di chi quelle navi le costruisce davvero con fatica, con il caldo e con il freddo, con il virus e senza virus.

Verusckha Fedi,

segretaria provinciale Prc La Spezia

Sciopero lavoratori multiservizi e operatori sociali, Rifondazione: “Siamo al loro fianco”

14 novembre 2020, by  
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Rifondazione Comunista è al fianco di lavoratrici e i lavoratori delle società multiservizi che hanno scioperato oggi. Attendono da 7 anni il rinnovo contrattuale da parte di società a cui le controriforme di centrodestra e centrosinistra hanno consentito di far affari d’oro con l’esternalizzazione dei servizi. L’interposizione di manodopera che nel 1960 era stata vietata per legge è diventata la normalità legalizzata. Dai cup alle pulizie è stato creato artificialmente un settore privato che tra l’altro alimenta corruzione e clientelismo. Le gare per l’assegnazione dei servizi a ditte esterne sono un verminaio e l’esternalizzazione consente di aggirare le norme sui concorsi. Ma la cosa più grave è che è stato creato nel pubblico un’enorme categoria di lavoratori di serie B, con meno diritti, salario, tutele.

Lavoratrici e lavoratori che hanno scioperato oggi sono vittime innanzitutto del tradimento da parte del Pd, e più in generale del centrosinistra, che hanno condiviso con la destra questa esternalizzazioni pressoché totale particolarmente forte nella sanità. Ricordiamo che le stesse norme nazionali e i commissariamenti obbligano da anni a spendere acquistando servizi all’esterno mentre limitano assunzione di personale. Oggi, insieme a loro ci sono gli operatori sociali, quelli a cui con gli appalti dei Comuni, viene affidata la cura dei soggetti più deboli della nostra società, ragazzi con disabilità e difficoltà varie; i Comuni esternalizzano il welfare al minor costo, venendo meno la valutazione della qualità del servizio. Oggi il loro sciopero è per rivendicare l’internalizzazione di questi servizi essenziali , il loro stipendio xchè quando le scuole “chiudono” il servizio nn viene pagato e la loro dignità.

Rifondazione Comunista chiede a governo, parlamento e regioni da anni di procedere alla reinternalizzazione di tutti i servizi.

Bisogna reinternalizzare tutto e porre fine allo scandalo alla luce del sole di privati che fanno affari. I soldi che non si daranno più a queste società e coop parassitarie serviranno a garantire migliori servizi e retribuzioni.

REINTERNALIZZARE TUTTO!

Maurizio AcerboAntonello Patta

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Caporalato a Spezia, Acerbo e Fedi: “Gli immigrati ci rubano anche il dovere di essere sfruttati”

11 novembre 2020, by  
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L’operazione compiuta dalla Gdf della Spezia che ha portato ad otto arresti è solo la punta dell’iceberg di un mondo di lavoro sommerso nascosto nella catena di appalti, subappalti e di caporalato finalizzati a ridurre salari e diritti a livelli inauditi. Chi lavorava negli yacht di lusso per conto di insospettabili, aziende italiane era sottoposto a vessazioni per un salario di 4 euro all’ora, condizione necessaria per conservare il permesso di soggiorno che una legge ingiusta fa decadere in assenza di contratto di lavoro. È un padrone direttamente o indirettamente attraverso un suo “caporale” che da diritto a restare in Italia per essere sfruttati, spesso al nero.

Una sinistra degna di questo nome deve pretendere da un lato lo sganciamento del permesso di soggiorno dal contratto di lavoro e dall’altro l’istituzione di un salario minimo legale da garantire anche nei contratti d’appalto, insieme alle tutele previste dal contratto di riferimento

Stesso lavoro, stessi diritti per tutte e tutti!

Rifondazione Comunista chiede giustizia e diritto ad un equo risarcimento per chi ha subito angherie, disprezzo delle leggi sul lavoro e minacce a chi si ribellava.

E chiede che il parlamento finalmente si muova per abrogare una legge fallimentare e razzista come la Bossi-Fini utile solo a generare profitti illeciti e discriminazioni.

Maurizio Acerbo,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista
Veruschka Fedi,

segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

“Premi di risultato alla dirigenza Asl 5? Uno schiaffo alla città”

15 agosto 2020, by  
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I premi di risultato alla dirigenza di Asl 5 sono uno schiaffo alla città e a chi ha lavorato e continua duramente a lavorare all’interno dell’Ospedale nella disorganizzazione totale rischiando in prima persona. Non ci siamo dimenticati quello che è appena trascorso e di come ancora oggi non si sia ristabilito un servizio sufficiente. Abbiamo assistito a una gestione disastrosa della sanità sia in epoca pre covid sia durante l’emergenza sia nel post Covid.
C’è una assoluta mancanza di prevenzione, non c’è il diritto di ricevere cure per le altre malattie, reparti come oncologia a rischio chiusura.
Servono assunzioni, posti letto e potenziamento dei servizi territoriali e l’internalizzazione dei 158 Operatori Socio Sanitari ed invece si premia chi ha gestito in modo pessimo l’Asl 5 senza rischiare nulla.
Il Covid ha messo in luce, dopo anni di oblio, l’assoluta importanza della sanità pubblica e la necessità che la stessa sia omogenea su tutto il territorio nazionale. Chi andrebbe premiato sono le lavoratrici ed i lavoratori.

Rifondazione Comunista La Spezia

Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie in lotta

24 giugno 2020, by  
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Oggi le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie si rendono visibili, manifestando nelle piazze di 60 città italiane per rivendicare il diritto al lavoro e al reddito in occasione  della mobilitazione indetta da Filcams, Fisascat e Uiltruc.
Vite precarie e dimenticate, le loro, in tempi normali, ora pagano ancor più di altri lavoratori le inadempienze e i ritardi di governo, Inps e regioni nell’erogazione delle risorse loro destinate.
Un fatto gravissimo se si tiene presente che stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori in grande maggioranza a part time che non percepiranno nulla per altri tre mesi in quanto e lasciati a casa ogni anno senza retribuzione e senza contributi pensionistici per tutto il periodo estivo.
E’ intollerabile e vergognoso che questa, come altre categorie e soggetti sociali più deboli siano quelli più colpiti da governi, altrimenti sensibili nei confronti delle grandi lobbies economiche e finanziarie. Piove sempre sul bagnato, governo ladro! Viene istintivamente da dire.
Le richieste avanzate a istituzioni finora sorde e arroganti al punto da rifiutare gli incontri sono le minime appena sufficienti per garantire reddito, sicurezza del lavoro e  sul lavoro, rispetto e  dignità. È indispensabile garantire reddito per tutte/i e reinternalizzare i servizi garantendo stabilità e diritti.  Il governo faccia meno passerelle con i potenti e ascolti di più il mondo del lavoro!
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale
 
Antonello Patta, 
responsabile lavoro 
 
Massimo Lombardi, 
consigliere comunale Prc La Spezia
 
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Fincantieri: per i lavoratori sfruttamento e caporalato, per i manager spudorati stipendi milionari

5 giugno 2020, by  
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E’ con sconcerto e rabbia che abbiamo appreso una notizia contenuta nella relazione sul bilancio che verrà presentata il 9 giugno all’assemblea di Fincantieri: l’amministratore delegato Giuseppe Bono ha incassato azioni e quote di retribuzione per un totale di 4 milioni di euro.
Una notizia tanto più indecente nel momento in cui milioni di lavoratori italiani sono rimasti senza reddito e vivono con apprensione l’annuncio di un futuro incerto. La notizia arriva nel momento in cui un’indagine della guardia di finanza ci informa che alla Fincantieri di Ancona è presente una vasta rete di sfruttamento, subappalti e caporalato! E dopo che analoghe situazioni sono emerse a Marghera e Monfalcone.
Come si può sopportare la retorica del richiamo all’unità morale del paese, quando si rende così scandalosamente evidente che non siamo tutti sulla stessa barca e che molti pagano mentre pochi continuano ad arricchirsi? E lo sconcerto non diminuisce di certo di fronte alla rassicurazione che Giuseppe Bono è solo terzo nella classifica dei manager delle partecipate dallo stato più pagati, essendo preceduto da Descalzi dell’Eni (5,69 milioni) e da Starace dell’Enel (5,4 milioni).
La vergogna dell’arricchimento più sfrontato dei manager pubblici e privati è l’altra faccia della svalorizzazione e dell’impoverimento del lavoro prodotto dalle politiche neoliberiste.
Più il lavoro è stato precarizzato e impoverito più sono cresciute le retribuzioni dei manager dello sfruttamento.
Il governo – e all’interno della maggioranza le componenti di sinistra e il M5S – non hanno nulla da dire?
Chiediamo, come facciamo da anni, che per i manager sia fissato un tetto delle retribuzioni non superiore a 10 volte quella di un operaio. Almeno così si preoccuperanno di far crescere anche i salari.
L’amministratore delegato Bono andrebbe mandato a casa come principale responsabile della vergognosa situazione di sfruttamento del lavoro che caratterizza Fincantieri.
Va segnalato che Giuseppe Bono è stato confermato alla guida di Fincantieri nel 2019 con fortissima sponsorizzazione di Salvini e Meloni. Tra i meriti ci sarà quello di aver consentito un sistema di sfruttamento di migliaia di lavoratori migranti nei subappalti?
 
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale 
Antonello Patta,
responsabile nazionale lavoro
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

“Inaccettabile arroganza dei vertici Atc, il sacrificio è solo sulle spalle dei lavoratori”

28 aprile 2020, by  
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Ancora una volta dobbiamo registrare l’inopportuna arroganza dei vertici Atc a seguito di richieste da una parte dei lavoratori. A fronte di una richiesta di ripristino di alcuni collegamenti e corse oltre che di idonee macchine di sanificazione, l’azienda risponde sarcasticamente, sminuendo il grande sacrificio che in modo solidaristico i lavoratori hanno messo in piedi, dalla cassa integrazione all’uso delle ferie.
 
Toccando l’aspetto economico dei lavoratori viene da chiedere quanto il cda di Atc si stia sacrificando: ricordiamo che ci sono figure con retribuzioni di 80 mila euro annue e altre con retribuzioni nette di 2500 euro al mese. Il sacrificio dei lavoratori lo conosciamo, quello del CdA quale sarebbe? Ma arroganza e sarcasmo nascondono ancora una volta l’incapacità di gestione di un servizio pubblico essenziale nell’interesse dei cittadini.
 
La bigliettazione copre il 35% dei costi del servizio, il mancato introito a fronte del pagamento a tariffa intera dei comuni e dei risparmi su gasolio e personale, non può essere argomento centrale della gestione in questa fase. I pendolari devono poter raggiungere i posti di lavoro, è impensabile e non di certo da incentivare l’utilizzino generalizzato dell’auto personale per muoversi, a meno che non si voglia bloccare le città.
 
La bozza di DPCM sta già dando alcune indicazioni: è bene che tutti gli attori interessati dai comuni (soci/proprietari) ai sindacati si mettano a tavolino per istruire la cittadinanza nel miglior modo possibile sul come ci si debba comportare su questi mezzi.
 
Questa pandemia è occasione per l’emancipazione della persona nel rispetto dell’altra. Lo si può fare solo con adeguate e costanti informazioni, accanto ad un servizio efficiente che permetta a tutt* di muoversi in sicurezza.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Sosteniamo lo sciopero della lavoratrici e dei lavoratori di Leonardo (ex Oto Melara) e Mbda”

30 marzo 2020, by  
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Rifondazione Comunista esprime il suo appoggio e la propria solidarietà allo sciopero unitario indetto dai sindacati spezzini per l’intera giornata del 27 marzo, indetto per i lavoratori  di Leonardo (ex Oto Melara) e di Mbda in seguito alla decisione aziendale di proseguire l’attività di produzione obbligando, di fatto, ad un rischio enorme di contagio sia durante il viaggio per recarsi al lavoro su mezzi pubblici, sia sul posto di lavoro stesso, senza contare che ciò obbligherà anche le ditte fornitrici ad operare anch’esse amplificando il volano del rischio.
 
Risulta incomprensibile che, nel pieno dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, settori produttivi quale quello della difesa vengano considerati essenziali. Essenziali a cosa? 
 
Unicamente al profitto dell’azienda e non certo essenziali alla salute e all’alimentazione. Così facendo le direzioni aziendali esprimono senza alcun filtro né censura, che il fine ultimo delle loro decisioni è unicamente la remunerazione del capitale a scapito della tutela della vita umana. Rifondazione Comunista ritiene dunque che lo sciopero indetto sia un’azione di tutela sacrosanta a difesa dell’incolumità del lavoratori del comparto difesa e che la salute dovrebbe essere, nei fatti e non nei proclami, considerata bene primario e sacro da anteporre a qualsiasi interesse economico.  
Rifondazione Comunista La Spezia

“Stop al lavoro di Fincantieri e Leonardo fino alla conclusione dell’emergenza”

24 marzo 2020, by  
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Alla luce della drammatica situazione sanitaria che si sta creando nella provincia spezzina causa epidemia di Covid-19, la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista ribadisce la sua ferma richiesta alla direzione di Fincantieri, e alle autorità cittadine, di proseguire oltre il 30 di marzo la chiusura della sede del Muggiano. 
Fino al termine dell’emergenza non si può continuare a giocare sulla vita delle persone. Dopo la morte di pochi giorni fa del lavoratore di Fincantieri risulta, infatti, in aumento il numero dei contagiati. Il richiamo di tutti gli operai dell’indotto, la categoria più debole sul piano della tutela dei diritti e della sicurezza, rischierebbe di mettere a repentaglio irrimediabilmente la salute pubblica generale. Contrariamente a quanto sostenuto dal governo ripetiamo che il comparto difesa non ci sembra minimamente essenziale in questo momento di straordinaria emergenza nazionale. Chiediamo dunque al prefetto Garufi, come ha già fatto in giornata il consigliere comunale di Spezia Bene Comune/Prc Massimo Lombardi, di fermare senza indugio le attività produttive di Fincantieri e Leonardo fino a nuovo ordine. Siamo pronti a sostenere i lavoratori in ogni forma di protesta e di astensione al lavoro che attueranno se le autorità non prenderanno un’immediata e positiva decisione in merito.
Rifondazione Comunista, segreteria provinciale La Spezia

“Solidarietà a tutti i lavoratori Fincantieri, nessuno deve pagare per questa emergenza” 

15 marzo 2020, by  
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Rifondazione Comunista spezzina esprime vicinanza e solidarietà a tutti i lavoratori Fincantieri costretti a usufruire delle ferie forzate in questo momento così difficile per la vita del Paese a causa del coronavirus. Prima la resistenza da parte dell’azienda (e quindi dello Stato) a dichiarare lo stop al lavoro dopo il primo caso di infezione, ora il tentativo di scaricare ai lavoratori il peso della situazione. Questo atteggiamento non è assolutamente tollerabile.
La Marina Militare non voleva ritardi nella consegna delle navi in cantiere: è curioso che lo Stato da una parte inviti a rimanere a casa per difendere la salute pubblica e dall’altra pretenda di proseguire la produzione delle navi militari, che in questo gravissimo momento non rappresentano certo una priorità nazionale.
Nessun lavoratore, non solo dell’orbita Fincantieri, deve pagare il prezzo di questa emergenza. Lo stato si attivi fin da subito a meccanismi di salvaguardia assoluta di ogni posto di lavoro e integrazioni salariali immediate dalle partite Iva ai lavoratori della ristorazione e di tutti i settori produttivi e di servizio costretti a chiudere o a ridursi fortemente. Si proceda contestualmente a sanificare ogni ambiente di lavoro. Troppo spesso in questi giorni di tensione ed emergenza si è giocato, e con ipocrisia, con la salute della persone e dei lavoratori.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia  

All’Ecc.mo Prefetto

e p.c Direzione Provinciale del Lavoro
Negli scorsi giorni abbiamo ricevuto segnalazioni, che si sono oltremodo intensificate nella mattinata odierna, da parte di lavoratrici e lavoratori che svolgono la loro attività lavorativa all’interno dei cantieri navali della Fincantieri e non solo. Si tratta sia di dipendenti dell’azienda che di numerosi dei circa 3000 operai delle ditte che operano in subappalto all’interno della Fincantieri, svolgendo le loro mansioni a bordo delle navi.
Ci vengono segnalate situazioni che sono completamente in contrasto con i recenti dettami normativi emergenziali adottati dal Presidente del Consiglio per contrastare il diffondersi del “Coronavirus”.
Ciò si verifica nei luoghi angusti delle navi dove le lavorazioni sono assolutamente incompatibili con le norme emergenziali, lo stesso avviene nei locali mensa ma anche e sopratutto a bordo dei mezzi pubblici da e per il lavoro, dove si verifica un’affluenza esponenziale dei lavoratori letteralmente ammassati gli uni contro gli altri sugli autobus. Sollecitiamo l’adozione di provvedimenti volti al pieno rispetto dei decreti adottati, e laddove ciò non sia possibile si richiede la sospensione dei lavori per alcuni giorni.
Questa nostra comunicazione non ha intento di speculazione politica ma unicamente quella di salvaguardare la salute degli operai che direttamente ed indirettamente può inficiare la salute dei cittadini tutti.
Con Osservanza
Massimo Lombardi,
consigliere comunale Spezia Bene Comune/Rifondazione Comunista La Spezia
 
Jacopo Ricciardi,
segreteria regionale Rifondazione Comunista Liguria

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