Mozione di Bucchioni (Prc La Spezia) su Promostudi: “Federici rettifichi la nomina dell’Ad Bono”

8 febbraio 2017, by  
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Oggetto: nomina Presidente Promostudi.

Recentemente è stato nominato il nuovo presidente di Promostudi, Giuseppe Bono già Ad di Fincantieri. Il signor Bono non ha trovato di meglio per il suo esordio che rilasciare una serie di affermazioni gravi e fuori luogo nel corso di una sua intervista ad una televisione locale. In linea con il neoliberismo che pare essere il filo conduttore del suo pensiero, ha affermato che “il lavoro non è un diritto” dimentico di quanto sancito dalla nostra Costituzione che mi risulta per il momento, almeno nei diritti fondamentali, essere ancora in vigore!

Il signor Bono ha voluto poi dedicare particolare attenzione al mondo dell’Università, riferendosi agli studenti fuori corso, secondo lui indegni di essere membri del polo Universitario che altrimenti non sarebbe più un’eccellenza.

Dimentica forse Bono che per come è strutturata l’università italiana è sempre più difficile laurearsi in tempo e del resto chi è laureato e non è “figlio di papà” spesso è costretto ad occupazioni che nulla hanno a che vedere con la propria formazione, oppure ad emigrare all’estero. Evidentemente il signor Bono non ha mai sentito parlare della “fuga dei cervelli”.

Impegna il sindaco a rettificare la nomina del dottor Bono dimostratosi sprezzante ed incurante della nostra Costituzione e pertanto indegno di occupare una posizione così importante per il futuro dei giovani universitari.

Edmondo Bucchioni,

capogruppo Prc La Spezia

Diritti e sicurezza dei lavoratori: Bucchioni (Prc La Spezia) presenta una mozione sulla tragica morte dell’operaio Abdesselem El Danaf a Piacenza

17 ottobre 2016, by  
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Una mozione relativa all’uccisione a Piacenza dell’operaio egiziano Abdesselem El Danaf, morto il mese scorso schiacciato da un tir mentre difendeva gli accordi sindacali raggiunti dalla ditta nella quale lavorava, è stata presentata dal capogruppo Prc in comune della Spezia Edmondo Bucchioni per essere discussa nella prossima seduta consiliare.

“La situazione” – afferma il consigliere- non è diversa nel nostro territorio da quella vissuta in altre parti d’Italia, per questo è importante che la mozione venga approvata affinché vengano tutelati i diritti di tutti i lavoratori.

Di seguito il testo completo della mozione: 

 

Oggetto: Uccisione di Abdesselem EI Danaf e le condizioni di lavoro nella logistica.

 

ll Consiglio Comunale della Spezia

considerati i gravissimi fatti avvenuti a Piacenza con l’uccisione nel corso di un presidio sindacale di Abdesselem El Danaf, operaio e padre di cinque figli, che si batteva per il rispetto degli accordi sottoscritti da GLS in cui lavorava dal 2003, ed in particolare per la stabilizzazione dei lavoratori precari (stabilizzazione avvenuta a seguito dell’accordo sottoscritto da Usb e Gls dopo l’uccisione del lavoratore);

valutate con estrema preoccupazione le dichiarazioni della Procura della Repubblica di Piacenza, che poche ore dopo lo svolgimento dei fatti e l’uccisione di Abdesselem El Danaf, incurante delle testimonianze dei compagni di lavoro, invece di esprimere il proprio impegno per il pieno accertamento della verità, dichiarava nella sostanza chiusa l’inchiesta derubricando quanto accaduto ad un incidente stradale;

considerate le reiterate denunce avanzate da tempo da diverse organizzazioni sindacali circa la condizione in cui sono costretti ad operare i lavoratori della logistica, tra finte cooperative, appalti al massimo ribasso, aggiramento dei contratti di lavoro ed il clima spesso brutale delle relazioni sindacali;

valutato con preoccupazione come le recenti normative in materia di lavoro, con l’incremento della precarietà, l’eliminazione per i neo assunti del diritto alla reintegra anche in caso di licenziamento illegittimo, contribuiscano all’ulteriore indebolimento delle lavoratrici e dei lavoratori, alla difficoltà di esercizio dell’iniziativa sindacale, ad una complessiva messa in discussione della sicurezza, dei diritti e della dignità del lavoro, come testimoniato anche dai dati drammatici degli incidenti e delle morti sul

lavoro;

il Consiglio

considera inaccettabile politicamente e moralmente che nel 2016 nel nostro Paese si possa essere uccisi mentre si fanno valere i propri diritti sindacali;

chiede con forza che ogni organo preposto, a partire dalla Procura della Repubblica di Piacenza, compia il proprio dovere nel pieno accertamento della verità, acquisendo tutti i materiali utili come i video che mostrano inequivocabilmente che era in corso di svolgimento un presidio;

chiede con forza un intervento legislativo sul sistema degli appalti che sancisca: 

1)      l’illegittimità degli appalti di servizi di mera manodopera

2)      il principio di parità di trattamento tra i dipendenti del committente e quelli dell’appaltatore

3)      la continuità dell’occupazione nei cambi di appalto

4)      il principio di responsabilità solidale inderogabile e piena da parte del committente

appoggia ogni iniziativa che vada in questa direzione e si impegna e coerentemente da subito a non avvalersi, come Amministrazione e nella propria qualità di ente apaltante, della possibilità di promuovere gare al massimo ribasso e ad inserire la clausola sociale nei propri regolamenti di gestione

degli appalti;

sostiene il rinnovo dei contratti collettivi del settore;

Il Consiglio, nell’esprimere nuovamente il proprio cordoglio e la propria solidarietà alla moglie, ai figli e ai colleghi  di Abdesselem El Danaf, sottolinea il valore sociale e civile dell’iniziativa sindacale portata avanti da Abdesselem El Danaf, operaio immigrato in ltalia, che nella propria condizione di lavoratore stabile si batteva per i diritti dei lavoratori precari, migranti e autoctoni che fossero, facendo valere le ragioni della solidarietà e dei diritti del lavoro.

 

Edmondo Bucchioni,

consigliere comunale Rifondazione Comunista La Spezia 

“Il lavoro non è un diritto? Bono si rilegga la Costituzione invece che offendere gli studenti e i lavoratori”

5 ottobre 2016, by  
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Le parole pronunciate ieri a Spezia dall’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono suonano di una gravità inaudita.
 
Come si permette un dipendente pubblico, nonché rappresentante di una delle maggiori società partecipate del governo italiano, di affermare che “il lavoro non è un diritto”?

Certo questa frase non è del tutto una sorpresa, in quanto risulta perfettamente in linea con il pensiero unico renziano e con la tendenza, da parte dei governi degli ultimi 20 anni, a mercificare, svilire e deprecare continuamente la classe lavoratrice.
 
Inoltre il neo presidente di Promostudi ha pensato bene di offendere, sotto gli occhi del sindaco Federici (che nulla ha avuto da obiettare in merito a tali affermazioni),non solo i giovani alla ricerca di un impiego, ma anche gli studenti che lo cercheranno a breve, bollando di infamia gli studenti fuoricorso.
 
Proprio un bel modo di incoraggiare il raggiungimento della laurea!
 
I risultati di queste brillanti pensieri si vedono a occhio nudo, dato che abbiamo la più bassa percentuale di laureati d’Europa.
 
Il signor Bono si ricordi che spesso, in italia, chi non è figlio di papà non trova un lavoro degno e che, al contrario, chi è laureato viene molte volte costretto a lavori che nulla hanno anche fare col proprio percorso di studi. 
 
Risolva questo, di problema, invece che sputare sentenze. 
 
si rilegga bene la Costituzione (sì proprio quella che il governo Renzi intende distruggere e che salveremo con una pioggia di No il 4 dicembre prossimo).
 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Nuova solidarietà all’autista Atc Luca Simoni, punito dall’azienda per aver detto la verità”

30 maggio 2016, by  
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La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà e sostegno al rappresentante dei Cobas Atc Luca Simoni, che nei giorni scorsi ha ricevuto una pesante sanzione disciplinare dall’azienda pubblica nella quale ricopre da trent’anni il ruolo di autista.  

La sua “colpa” è quella di aver detto la verità in difesa dei lavoratori e degli utenti, compiendo in pieno il suo dovere di sindacalista e cittadino.


Simoni è infatti stato accusato dalla dirigenza di aver “diffamato” Atc denunciando pubblicamente la presenza di amianto nella sede di via del Canaletto (denuncia non campata in aria, visto che poco dopo è stato deciso il cambio di locazione). Una presenza a dir poco lesiva della salute dei lavoratori, alcuni dei quali hanno portato alla luce certificati medici recitanti “ispessimento pleurico bilaterale compatibile con asbestosi pleurica”.
 
Il sindacalista ha poi denunciato la fatiscenza dell’ormai vecchio parco mezzi aziendale a discapito della sicurezza degli utenti (anch’essa riconosciuta dall’azienda, che ha provveduto ad acquistare cinque “nuovi” autobus in Germania – in realtà con oltre 600.000 km percorsi – e di altri cinque starebbe concludendo l’acquisto per “tamponare” l’emergenza). 
 
Simoni ha infine presentato un esposto alla magistratura riguardo alla trasparenza sulle assunzioni e sui corsi di formazione, oggetto di indagine dalla Guardia di Finanza, come emerso dalle cronache locali dello scorso dicembre.
 
Ebbene, come punizione per le sue “bugie”, l’autista ha subito la decurtazione mensile del proprio stipendio per un anno, con un provvedimento ufficiale datato 9 maggio 2016.
 
Il comportamento dell’azienda sarebbe quantomeno schizofrenico: a Simoni, nei fatti, è riconosciuta la ragione delle sue argomentazioni, visti i provvedimenti presi dopo le sue denunce, ma viene punito per aver usufruito del suo diritto/dovere di parola, a maggior ragione se espressa in qualità di delegato sindacale.
Se Simoni ha detto la verità, come crediamo, allora non merita alcuna punizione e l’azienda starebbe compiendo un grave abuso nei suoi confronti.
 
Premesso che Simoni ricorrerà contro il comportamento antisindacale di Atc, Rifondazione spezzina è pronta a sostenerlo in tutti i consigli comunali della provincia come avvenuto nei mesi scorsi, quando fu approvata, in primis da Ortonovo e Castelnuovo, una mozione in difesa della libertà di espressione e di azione sindacale.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Lettera di fine anno alle spezzine e agli spezzini di Massimo Lombardi

31 dicembre 2015, by  
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Vorrei augurare un buon anno di cuore a tutti i miei concittadini.

Che il 2016 sia un anno di lotta, di lavoro, di riscossa per tutti. E’ stato un 2015 difficile, a Spezia come nel resto d’Italia, soprattutto per quanto riguarda il lavoro. Mi balzano alla mente, e sembra quasi un assurdo ossimoro, i lavoratori del Centro per l’Impiego, persone che aiutano gli altri a trovare un’occupazione e che ora si trovano in seria difficoltà. Penso a tutti coloro che il lavoro l’hanno perduto perché licenziati all’improvviso, come gli operai della Saeco di Bologna, o a quelli che non riescono a trovarlo, ai padri e alle madri di famiglia di oltre i cinquant’anni costretti a lavori precari e saltuari, o ai giovani che non riescono non solo ad avere uno stipendio dignitoso, ma anche condizioni di lavoro degne di un paese civile. Come i lavoratori della grande distribuzione, costretti a orari indegni, a restrizioni dei propri diritti, a contratti di pochi mesi per essere subito dopo licenziati e lavorare durante le feste senza poter nemmeno protestare. Altro che terzo millennio: siamo regrediti di più di cent’anni, nel nome della “competitività”: un concetto utile solo per chi fa profitti sulle spalle di chi lavora. Questa vergogna deve finire. Per questo occorre unirsi, coalizzare i nostri pensieri e le nostre azioni, assumere una coscienza comune che in questi ultimi decenni è stata, purtroppo, minata.

Ci hanno infatti inculcato come un mantra che il lavoro e le pensioni sono optional trascurabili, da Berlusconi-Tremonti a Monti-Fornero, da Letta al “fenomeno” Renzi. Lui e il ministro Poletti, assieme al suo servile parlamento, hanno cancellato l’ultimo baluardo dello Statuto dei lavoratori, il famoso articolo 18, che finora nessuno, nemmeno la peggiore destra, era riuscito ad eliminare. Ora assieme ai sindacati, assieme ai cittadini e alle parti sane di questa società possiamo e dobbiamo riconquistare i nostri diritti. E’ vietato abbassare la testa. Un altro mio pensiero va a tutte le vittime degli incidenti sul lavoroe alle famiglie che hanno perso una persona cara mentre stava lavorando. Pure questa piaga è lontana dall’essere debellata e non ci stancheremo mai di gridarlo.

Perché Rifondazione, nel suo piccolo, c’è sempre stata, con la sua voce e i suoi militanti, come nelle battaglie sui fronti più caldi del nostro territorio: Enel, Acam e Atc su tutti. Abbiamo denunciato usi e abusi di potere nei consigli comunali e nelle azioni politiche quotidiane: i nostri compagni ci hanno messo in prima persona la faccia contro le prepotenze di chi governa, che siano comuni, come regioni o stato.

Enel ha prodotto più di cinquant’anni di scempio ambientale, pagato sulla pelle dei nostri concittadini. Nella vicina Vado Ligure è stata la magistratura a fermare lo scandalo. Qui, invece, si sono attesi i comodi della dirigenza, ossia del governo, per arrivare all’annuncio della futura chiusura. Ma ora c’è chi fa a gara a mettere il cappello sul destino dell’area di Vallegrande, rivendicando la vittoria. Se è vero che tra cinque o sei anni la centrale sarà chiusa, non è di certo merito di chi ha governato la città e il Paese in questi anni: sono solo scelte strategiche per interessi economici di pochi. Ebbene, nessuno ha mai ascoltato i cittadini: noi saremo la loro voce, da Melara a Fabiano, da Arcola a Portovenere. Non pensate di ignorarli un’altra volta, come avete fatto su piazza Verdi e in numerose altre occasioni.

Non possiamo non nominare anche la questione sanità, con i nostri ospedali sull’orlo del collasso, e Atc, un bene comune preziosissimo, che pure ha tagliato il servizio, aumentato i biglietti e non provveduto a proteggere i propri lavoratori e gli utenti dei mezzi fatiscenti, un caso denunciato da un sindacato e da un coraggioso lavoratore, Luca Simoni, al quale è stata offerta piena solidarietà da parte nostra e dei consigli comunali spezzini.

Su Acam abbiamo votato contro il piano presentato dalla dirigenza, approvato senza fiatare dall’assemblea dei sindaci: continueremo a pagare in prima persona per anni e anni, sulla salute e sulle bollette, i gravi errori e le mancanze incredibili avvenute negli anni passati da parte di chi, puntualmente, ad ogni scadenza elettorale, chiede loro il voto per poter restare al vertice. Le elezioni regionali di maggio sono state un ottimo esempio della risposta dei cittadini alla mala politica, specie quella che ha tradito la Sinistra e i suoi principi più alti. La Liguria è ora guidata dalla destra populista, forzista e leghista. Una destra che ha subito pensato bene di cementificare tra i più “rapallizzati” d’Italia. Ebbene, sappiamo tutti la natura del berlusconismo e del populismo, troppo simili al renzismo attuale, di cui in molti ora si vantano di esserne i fedeli depositari. Per questo ci sono sembrate lacrime ipocrite le levate di scudi del Pd contro il vergognoso piano casa di Toti, non molto diverso, in verità, da ciò che fece il governo Burlando-Paita nel precedente quinquennio.

Sono tantissime altre le cose che vorrei aggiungere, ma intendo chiudere con un ricordo e con un augurio. Il 2015 ci ha visto perdere il nostro presidente onorario, il nostro Comandante, il grande partigiano Luigi “Fra Diavolo” Fiori. Un autentico esempio di come deve essere un comunista: orgogliosamente antifascista, tenace, lottatore, perennemente giovane e combattente.  

La vita di Luigi è stata lunga e davvero incredibile. Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare mille suoi racconti, non solo quelli di eroe che ha contribuito a sconfiggere il nazifascismo, ma anche quelli di semplice cittadino che ha attraversato il novecento italiano: dal dopoguerra alle stragi di stato, dalla fine della “Prima repubblica” al primo presidente proveniente dall’ex Pci, che lui ha sempre duramente contestato, Giorgio Napolitano. “Fra Diavolo” ha percorso quasi un secolo di storia, per fermarsi solo il 30 maggio scorso, dopo 95 anni indomiti, dopo una vecchiaia spesa fino all’ultimo secondo a spiegare a tutti il vero significato dell’essere partigiano, cioè quello che ci ha tramandato Antonio Gramsci. Non un monumento “per i piccioni”, come diceva lui, ma qualcuno che sia “di parte”, che dia continuamente la scossa agli altri e insegni la ribellione contro le ingiustizie. Sempre e ovunque.

Una volta ci disse: “Non dobbiamo mai smettere di lottare: la vittoria, una volta acquisita, va difesa. Se smetti di combattere, torni a perdere. A fine guerra pensavamo di avercela fatta. Pensavamo di aver conquistato la democrazia e la libertà. Ebbene, ci è mancato un niente che De Gasperi non mettesse in soffitta la Costituzione appena approvata, con il pretesto dei tumulti e dell’ingovernabilità. Me lo ricordo bene, anche se ora fanno finta di dimenticarlo. Eravamo usciti dalla dittatura e stavamo quasi per piombarne in un’altra. Chi calpesta la Costituzione compie un atto di delinquenza, il peggiore che si possa fare”.  

Settant’anni dopo la Costituente ecco Renzi, la Boschi e il Pd che, a colpi di maggioranza e di fiducia parlamentare, stravolgono la Costituzione nata dalla Resistenza nel nome del più becero presidenzialismo, come già auspicavano i vari Cossiga, Craxi e Berlusconi. Il presidente del consiglio ha dichiarato, con la sua solita spocchia, che nel referendum confermativo (previsto proprio dalla Costituzione) si giocherà il destino del suo governo: o Lei o lui, insomma.

E allora auspico, nel nome di Luigi e di tutti i partigiani di oggi e di ieri, la costruzione di un gruppo che porti, a Spezia e nel Paese, alla vittoria nell’ottobre 2016: salviamo la nostra Costituzione, mandiamo a casa Renzi e ricostruiamo la Sinistra. Nel 2006 tutti uniti, sindacati, partiti, associazioni, battemmo la schifezza fascioleghista di Berlusconi e Bossi Credevamo di avere respinto gli assalti della reazione per lungo tempo, ma ci sbagliavamo.

Aveva, infatti, ancora ragione Luigi: mai abbassare la guardia. Su la testa, compagni.

Buon anno di lotta a tutte/i!

 
Massimo Lombardi,
segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Lombardi lancia la sfida del lavoro: “Risolvere drammatica emergenza occupazionale in provincia”

17 settembre 2015, by  
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La realtà occupazionale spezzina è drammatica. Occorre lanciare subito la sfida del lavoro nel nostro territorio: non è più tempo di aspettare. 
 
Troppi i disoccupati, i licenziati, i precari che non possono permettersi una vita decorosa a dispetto delle tante “chiacchiere e distintivo” messe in mostra ogni giorno in tv dalla propaganda renziana, che dipinge di rosa una situazione ben più oscura.
 
Si deve necessariamente mettere il lavoro “buono”, quello che rispetta i diritti dei lavoratori, salubrità ed ambiente, al primo posto dell’agenda politica. Basta con le promesse vuote, perennemente disattese.
 
E basta anche con la concertazione al ribasso, che tutela i soliti privilegiati e lascia nel dramma economico e di vita centinaia di famiglie. Dobbiamo smetterla con l’eterno ricatto tra salute e lavoro, tra salute e devastazione ambientale: Spezia ha pagato troppo in passato e deve essere risarcita, perché i nostri figli non debbano soffrire come i loro padri e nonni. E smetterla anche con il lavoro che mette continuamente a repentaglio la vita dei lavoratori: anche quest’estate, purtroppo, c’è stato un tributo di sangue con la morte di un giovane ferroviere al porto spezzino.
 
Per questo vogliamo lanciare da oggi a tutta la classe politica, sindacale e datoriale della provincia la sfida del lavoro: vogliamo vedere se c’è un’autentica ed immediata volontà o sono soltanto vane parole quelle che spesso si pronunciano sui media da chi potrebbe cambiare le cose.
 
A Spezia siamo al collasso. Dobbiamo far sentire la rabbia dei disoccupati, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati, degli artigiani, dei piccoli commercianti, degli occupati ‘in nero’ e dei ‘non pagati’, del popolo delle partite Iva e dei lavori precari con modalità efficaci e non demagogiche. Subito. Squarciando il silenzio spettrale e la rassegnazione continua: il disastro è in già in atto e senza interventi concreti sarà una tragedia.
 
Massimo Lombardi, 
segretario provinciale Prc La Spezia

SYRlZA al 45%, il popolo greco l’arma vincente di Tsipras: “Non firmeremo nuovo Memorandum”

8 giugno 2015, by  
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Alexis Tsipras e SYRIZA hanno in Grecia solo un grande alleato: il loro popolo

SYRIZA viaggia al 45%. Questo è il riconoscimento dei greci ai sforzi di SYRIZA per liberare il loro paese dai banchieri e dai speculatori e dare un futuro e un lavoro dignitoso alla gente e specialmente ai giovani! 
Senza mezzi di informazioni compiacenti, con tutti i poteri forti della Grecia e dell’Europa contro di loro e la continua minaccia del fallimento Tsipras e SYRIZA continuano a conquistare il cuore e la passione del popolo greco dimostrando una unità forte dei cittadini, dei lavoratori e della gente colpita dalla crisi con il loro governo. Alla fine c’è chi guadagna consenso per la sua sincerità, coerenza, coraggio e umiltà per proteggere i deboli e c’è chi perde voti a milioni di fronte ad una consola di PS. Tsipras va in parlamento, parla, spiega, dialoga. Ha le occhiaie, sembra stanco. È preciso, chiaro e trasparente. Dal 25 di gennaio i greci sanno che hanno il loro governo, i loro ministri, la loro vera democrazia. Perché la democrazia non si misura dallo stato di necessità e di emergenza. Non si ricatta. 
SYRIZA cresce di 23,6 punti percentuali la sua distanza da Nuova Democrazia, secondo l’ultimo sondaggio della Metron Analysis che ha pubblicato oggi il giornale “Parapolitka”. 
SYRIZA viene primo con 37,2% nell’intenzione di voto, mentre la Nuova Democrazia segue con 17,7%, il populista Fiume con 6,1%, i criminali di Alba Dorata con 4,4%, i comunisti ortodossi di KKE con 4,3%, i moderati Greci Indipendenti con 3,2%, i socialisti di PASOK con 2,9%.
Una volta contata l’astensione SYRIZA viene primo con 45%, mentre la Nuova Democrazia segue con 21,4%, che sarebbe il vero risultato delle probabili elezioni in Grecia! 

Il 59% si dichiara soddisfatto per le strategia delle trattative del governo con le istituzioni europee ed internazionali, mentre il 35% non è d’accordo. Il 47% dei greci crede che il governo deve accettare la proposta delle istituzioni e dei creditori per avere il finanziamento del paese, mentre il 35% crede che si deve essere respinta. Il 79% è a favore della moneta unica, mentre solo il 19% vuole il ritorno ala dracma. Ma come è possibile che anche in queste condizioni il popolo greco crede ancora nell’Unione Europea e la sua moneta?

Questo è il grande merito di SYRIZA e di Tsipras che hanno puntato sempre alla ricostruzione dell’Europa dal basso, di riscrivere i trattati e trasformare l’Europa dei banchieri in un continente di democrazia, solidarietà e giustizia sociale. Tsipras è andato al parlamento per parlare al cuore della sua gente: Non c’è la prospettiva di un nuovo Memorandum. La grande sfida è la ristrutturazione del debito“.
Tsipras sfida l’austerità in sei punti: 
– vuole bassi surplus primari, che sono stati accettati dai creditori, fatto che permetterà la diminuzione del costo per il popolo per 8 miliardi i prossimi 18 mesi e per 1,5 miliardi i prossimi 5 anni. 
– vuole diminuzione, ristrutturazione del debito, per liberare definitivamente il suo paese dai ricatti.
– vuole la protezione delle pensioni e del salario reale.
– vuole ridistribuzione del reddito a favore della maggioranza sociale del paese.
– vuole il ritorno della contrattazione collettiva del lavoro e inversione del corso della deregulation delle relazioni di lavoro. Il governo in collaborazione con l’ Organizzazione Internazionale di Lavoro prepara una nuova legge.
-vuole un forte programma di investimenti pubblici per far ripartire la economia greca e creare posti di lavoro.
Dopo cinque anni abbiamo bisogno di una soluzione che metterà definitivamente fine al dibattito dell’uscita della Grecia dall’eurozona, che funziona come una profezia che si auto avvera, che metterà fine all’austerità e la crisi di debito“, ha detto Tsipras al parlamento.

Questo governo e questo parlamento non voteranno un nuovo Memorandum. E se stiamo dando una dura battaglia è perché non siamo abituati come voi a firmare qualsiasi cosa che ci portano“, ha continuato Tsipras guardando verso Samaras e Venizelos.

 

Argiris Panagopoulos, portavoce di Syriza

Appello finale di Massimo Lombardi (Rete a Sinistra): “Da Spezia la piccola barchetta di carta è lanciata nel mare alla conquista di Genova. Un grazie e un abbraccio ai tantissimi che mi hanno sostenuto”

29 maggio 2015, by  
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E’ stata una bellissima campagna elettorale, piena di calore, di persone, di emozioni. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno regalato un sostegno e un affetto straordinario.

La nostra piccola barchetta di carta, il piccolo vascello lanciato sul mare della nostra amata Liguria, sta compiendo la sua magica traversata verso Genova, che sarà stata in ogni caso meravigliosa, qualunque sia il risultato finale.

Nel porto ci arriveremo, nonostante i pochi e semplici mezzi adoperati in questo mese: senza spese folli, senza cifre roboanti, senza cene elettorali sponsorizzate da qualche magnate miliardario, ma solo con la faccia, le mani e la credibilità di ognuno di noi, che nel suo piccolo ha dato il suo decisivo contributo, anche solo portando un volantino, regalando un sorriso, parlando con altre persone e convincendole dell’importanza di questo voto.

Per questo insisto e continuerò a ripeterlo: la mia è una candidatura COLLETTIVA, nata dal basso, non calata da alcun nome altisonante ma esclusivamente a nome di tutti voi, che sarete e siete rappresentati dalla mia persona.

Non è Massimo Lombardi ad essere candidato, ma tutti voi insieme: una pluralità di soggetti che fanno un corpo unico, quello della società che vuole ribellarsi al sistema e farlo da sinistra. Con i nostri valori e principi saldi nel lavoro, nell’antifascismo, nella solidarietà.

Un filo rosso ci unisce e ci unirà sempre, quello che ci ha portato dai lavoratori spezzini dalle fabbriche ai call center fino ai compagni greci, al carissimo Argiris Panagopoulos​poulos, il mio capitano, che ci ha fatto sentire dal vivo la vicinanza, la forza e l’orgoglio del popolo greco, assieme a Syriza e Alexis Tsipras.

Alexis è un giovane compagno coraggioso, da gennaio alla guida della Grecia, contro tutti e contro tutto. Contro la soverchiante Bce e le superpotenze europee per difendere la sua gente, in preda a una vera e propria emergenza umanitaria: anche il suo vascello resiste nel mare, come quello, straordinario, dei compagni eroi della nostra Resistenza, quella contro il nazifascismo.

Le figure e I volti fantastici di Luigi “Fra Diavolo” Fiori da Lerici e Renato “Tigre” De Franchi da Montaretto sono le nostre bussole.

Il fascismo non è solo una terribile pagina di storia: è ancora oggi il nemico da battere, da combattere e da temere, così come l’odio che porta e il suo razzismo, la sua violenza contro i diversi e gli ultimi della terra, il migrante, il povero, il bisognoso.

Quello che ci hanno insegnato e ci insegnano i nostri partigiani vale e varrà a monito perenne per le nostre lotte: noi vogliamo e dobbiamo raccoglierne l’illustre testimone.

Il filo rosso è passato dalla popolazione di Pignone, che ci ha ricordato la lotta contro la devastazione della Val di Vara, la distruzione ambientale a causa dell’uomo: in quei terrificanti momenti è emerso l’alto valore della solidarietà e dell’amicizia, che va oltre la fede politica. Quella degli angeli del fango, ragazzi che con umiltà e dedizione sono venuti ad aiutare le popolazioni disperate dallo scempio.

Una solidarietà che ha unito il mondo ultras a cui appartengo, fatto di persone legate assieme dalla passione per il calcio e per lo sport che fa fratelli e non nemici, che regala umanità e solidarietà, non odio e violenza come ci vogliono far credere.

E allora voglio ringraziare due leggende del calcio spezzino come Beppe Vecchio e Andrea “Paperino” Stabile, sempre nei nostri cuori che mi hanno dato un sostegno unico ed emozionante.

Crediamo nel mondo della curva e del calcio: valori unici, quelli che aiutano a curare i bambini e le persone in difficoltà, sempre con generosità infinita, nel colore di una maglia che ci fa cantare, gioire, piangere e soffrire, esultare e abbracciare ad ogni gol.

Un calcio e uno sport purtroppo sempre più più deturpati da affari sporchi, corruzione, interessi economici debordanti. Dal calcio scommesse del mondo dei dilettanti fino allo scandalo Fifa con il “principe” Blatter, re dell’immondizia calcistica. Diciamo no al calcio moderno e sì ai valori puliti dell’onestà e della trasparenza.

Contro tutti i padroni del vapore noi ci schiereremo, tenendo sempre la schiena dritta, a testa alta. Ce lo hanno insegnato compagni stupendi come Eleonora Forenza e Paolo Ferrero, venuti più volte qui a Spezia a sostenermi e farsi partecipi delle battaglie contro le ingiustizie della nostra città: i nostri polmoni avvelenati dal carbone, la nostra sanità devastata, il nostro mare negato dai muri militari.

Paolo e Eleonora mi/ci hanno fatto sentire al centro dei loro pensieri, hanno portato al voce dei compagni di tutta Italia e del parlamento europeo nelle questioni spezzine. Sarò loro eternamente grato. Da consigliere comunale in passato ho rassegnato le dimissioni per rispetto dei compagni del May Day, perché tradito dall’amministrazione Federici: a loro dico che la forza della coerenza non mi ha abbandonato e continuerò ad esercitarla.

Voi tutti siete i miei indispensabili marinai.

Ringrazio intellettuali splendidi come Silvano D’Alto e Pier Giorgio Cavallini, grandi maestri di cultura e di vita, e i tanti giovani studenti come che, assieme agli insegnanti, hanno continuato la fondamentale lotta nel mondo della scuola, sempre più “comprata” dagli appetiti governativi e svenduta al miglior offerente.

Sono loro i miei radar.

Sono tantissime altre le cose da dire e non ho lo spazio per ricordarle tutte. Voglio solo dare un grande abbraccio a tutti i preziosi compagni di Rifondazione della provincia spezzina, da Ortonovo a Zignago, da Portovenere a Santo Stefano: sono orgoglioso di averli al mio fianco, sono le mie tigri all’assalto di Mompracem!

Infine voglio ringraziare una persona assolutamente speciale, un mito, il mio unico faro rosso oltre a mio papà Aldo.

Cinque anni fa era infatti presente con me in piazza Brin, oggi so che è sempre con me a farmi da guida: Don Andrea Gallo.

Andrea: le tue parole e il tuo insegnamento, non cadranno nel vuoto. La tua presenza non si cancellerà. La Resistenza e la lotta assieme agli umili continuerà.

Nel tuo nome venceremos!

 

Massimo Lombardi

candidato Rete a Sinistra

elezioni regionali Liguria

Lombardi: “Piena solidarietà ai lavoratori Schiffini in lotta e alle loro famiglie”

8 aprile 2015, by  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

Circa 70 lavoratori della Schiffini di Ceparana che da quasi 5 mesi non percepiscono lo stipendio questa mattina sono giustamente scesi in piazza.

I sacrifici da parte dei lavoratori sono stati fatti, è ampiamente giustificabile la loro esasperazione.

Il restare sei mesi senza stipendio, per lavoratori e famiglie, costituisce una situazione intollerabile.

Esprimo la mia solidarietà e quella di Rifondazione Comunista ai lavoratori in lotta e alle loro famiglie in questo momento molto delicato.

Saremo al loro fianco in qualsiasi iniziativa di mobilitazione e protesta che vorranno intraprendere.

E’ sotto agli occhi di tutti che, ora più che mai, al primo posto nell’agenda politica deve esserci il lavoro.

 

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Prc La Spezia

Diritti negati in un call center, Lombardi: “Solo punta dell’iceberg, ricostruiamo la sinistra”

30 marzo 2015, by  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, interviene su quanto riferito a seguito degli accertamenti condotti dalla Direzione territoriale del lavoro della Spezia su ciò che accadeva in un call center del territorio.
Secondo le indagini – dice Lombardi – sarebbero stati violati i diritti contrattuali di quasi duecento giovani, sottopagati rispetto alle mansioni svolte. Ed oltre a questo risulterebbe che le intimidazioni e le lesioni alla dignità dei lavoratori sarebbero state all’ordine del giorno”.
“Quanto emerso – sottolinea Lombardi – è la punta dell’iceberg di una realtà che, anche nella nostra città. vede i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici messi sotto attacco se non addirittura cancellati, come in quel call center”.
Rifletta la politica – conclude Lombardi – questi sono i frutti avvelenati di anni di scelte sbagliate, di compiacenza e di subalternità nei confronti dei poteri forti dell’economia e del mondo imprenditoriale. Anche per questo c’è bisogno di una sinistra degna di questo nome”.

 

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Rifondazione Comunsita La Spezia

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