Elezioni comunale: nasce “Porto Venere bene comune” con Saul Carassale sindaco

La tutela dei beni comuni sempre più a rischio di privatizzazioni e speculazioni, la salvaguardia dell’ambiente e della caratteristiche paesaggistiche del territorio, la difesa delle reti sociali, dei servizi alla persona e del lavoro come risposta alla desertificazione dei borghi e garanzia di una buona qualità della vita: sono queste le principali tematiche sulle quali è nata la lista “Porto Venere Bene Comune”.
Il percorso, iniziato fin dall’estate scorsa, ha visto confrontarsi forze politiche della sinistra, esperienze civiche e di cittadinanza attiva accomunate dalla consapevolezza della necessità della costruzione di  una alternativa per Porto Venere e il suo comune.
Mesi di lavoro ed elaborazione hanno portato alla nascita di un progetto basato su una comune visione di sviluppo del territorio e di un metodo di amministrazione della cosa pubblica incentrato sulla trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, sulla partecipazione e la legalità.
Grazie a queste caratteristiche le nostre forze politiche hanno riscontrato le condizioni per trovare una nuova rinnovata forma di collaborazione al servizio di una proposta politico-amministrativa di alto livello e di ampio respiro.
Conoscenza del territorio, radicamento nella comunità, forte volontà nel non far diventare Porto Venere, Le Grazie e Fezzano dei “non luoghi” o luoghi dormitorio, ma al contrario tornare a borghi “vissuti” sia per i residenti sia per gli ospiti; queste le risposte che “Porto Venere Bene Comune” vuole e può dare alle criticità alle quali le politiche elitarie, preconfezionate e tese all’omologazione dell’attuale amministrazione Cozzani hanno portato. Per queste ragioni siamo molto soddisfatti della nascita di questa lista che trova una perfetta sintesi nella figura di Saul Carassale come candidato sindaco. A lui e a tutta la squadra va il nostro sostegno e un augurio di buona fortuna.
Rifondazione Comunista
Partito Democratico
Sinistra Italiana
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano
Possibile
Avanti insieme

Carassale (Prc Portovenere): “Occorre un censimento comunale dei beni”

27 luglio 2016, by  
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In attesa e con l’auspicio che venga fatta rapidamente la doverosa chiarezza in merito all’iter seguito, ed al conseguente possibile abuso, nell’abbattimento di un tratto di muro del cortile dell’ex convento degli olivetani, alle Grazie, operato in sede di intervento privato, ed evitando di personalizzare troppo la battaglia dividendo la popolazione, come troppo spesso accade, in distinte tifoserie, prendiamo spunto dalla vicenda per formulare una proposta all’amministrazione comunale, proposta che ha l’intento di evitare, o ridurre, in futuro “buchi” nelle maglie delle normative e sopratutto differenti gradi di sensibilità in merito a specifici interventi tra amministratori politici e funzionari.
 
Con l’occasione della revisione del Puc, che tra non molto dovrà interessare l’operato dell’amministrazione, del nostro comune si potrebbe realizzare, tramite un apposito allegato (qualora non fosse possibile scendere nel dettaglio nello strumento generale) un censimento delle singole opere, o dei manufatti, che seppur privati e scoperti da vincoli di tipo storico ed artistico, abbiano o possano integrare, valenze di tipo testimoniale o sociale, o completare l’insieme di un bene vincolato. 
 

Il censimento potrebbe essere redatto da professionisti accogliendo anche segnalazioni dal territorio, diventando una sorta di guida alla valutazione dei singoli casi.

Non sono mancati in passato episodi che hanno acceso il dibattito, e che hanno riguardato oggetti testimoni del passato (la mancina della calata di Ria, il lampione della “rotonda”, i torchi dell’omonimo fondo nei pressi del santuario di NS delle Grazie, le bitte-cannone, ecc ) e questo tanto negli interventi privati quanto in quelli pubblici.

 
Tale documento, in quanto pubblico, sarebbe anche di riferimento per i privati interessati ad acquisti o a modifiche sugli edificati del territorio, evitando fraintendimenti, perdite di tempo e denaro.
Il tutto nella direzione, da noi sempre ricercata, di una legge davvero uguale per tutti che sappia rispettare i legittimi interessi privati, senza intaccare a nessun titolo l’interesse pubblico (anche, soprattutto quello non economico) che deve rimanere al primo posto.


Saul Carassale,
segretario Circolo Prc  “Lucio Mori”,
 Portovenere

Fabio Carassale (Prc Portovenere): “Caro sindaco, è la speculazione edilizia a disturbare, non i bambini”

19 luglio 2012, by  
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Leggo sulla stampa di un sindaco contro i “teppisti” di Portovenere.

Rimango basito e mi chiedo: che strano paese è diventato Portovenere? (Inteso in senso lato, in quanto Le Grazie e Fezzano non fanno differenza).

Un paese dove bambini che giocano a palla, ma anche fossero ragazzi o perché no anche adulti, disturbano a tal punto da essere definiti teppisti dal primo cittadino, a tal punto da chiedere l’intervento di una task force di forze dell’ordine e persino annunciando l’interessamento del Prefetto.

Un paese dove tutto disturba: disturba il vociare scherzoso dei turisti, disturba la birra bevuta con gli amici, disturba la grigliata improvvisata sulla calata, disturba la musica che allieta le serate d’estate, disturba tutto.

Un paese dove però non disturba affatto la speculazione edilizia, non disturba l’abbandono ed il degrado in cui versano giardini e spazi pubblici, non disturba la cementificazione in riva al mare o sulla collina.

Un paese dove non disturba affatto la privatizzazione del mare con l’invasione di pontili e posti barca, non disturba l’abbandono in cui versano le esigue spiagge, non disturba la concessione a privati di spazi ed aree pubbliche a favore di pochi e a discapito della comunità (ultimo evento la concessione a privati della nuova banchina portuale delle Grazie).

Un paese dove non disturba la carenza di spazi e strutture per i giovani così come per gli anziani, non disturba la carenza di servizi offerti a cittadini ed ospiti che inesorabilmente migrano verso altri lidi.

Meglio allora, anche in estate, la triste e lugubre, seppur romantica, visione di una Portovenere morta, città fantasma, quasi completamente disabitata?

Io penso di no.

Penso che sia necessario riappropriarsi degli spazi pubblici e del loro uso collettivo: ben vengano ragazzi a giocare a palla, nonni a giocare a carte, pittori, cantanti di strada, aree ristoro, feste e grigliate all’aperto. D’altro canto si chieda il sindaco: quali spazi liberi e gratuiti hanno i ragazzi a Portovenere per giocare? Di quali strutture sportive, di svago o divertimento è dotato il nostro comune?

Credo che teppisti e delinquenti siano impegnati in altre attività più lucrose del semplice giocare a palla in calata o in spiaggia, e credo che le forze dell’ordine abbiano impegni più importanti dell’emulare la figura dei Carabinieri di Collodi nelle avventure di Pinocchio.

Caro sindaco, si preoccupi di questioni ben più importanti di qualche pallonata e qualche vetro rotto, pensi allo sviluppo e al progresso delle nostre comunità e del nostro territorio sempre più degradato ambientalmente e culturalmente.

 

Fabio Carassale
Rifondazione Comunista, Circolo “Lucio Mori” Portovenere

Progetto restyling campo di calcio delle Grazie, Carassale (Prc/Fds Portovenere): “Riflettere sullo sviluppo del nostro territorio”

26 maggio 2012, by  
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Come dare una opinione “secca” sul progetto preliminare, presentato alla cittadinanza dall’amministrazione comunale do Portovenere lo scorso 27 aprile, presso la sala degli Olivetani, di risistemazione dell’area “Campo” e della limitrofa “ex Pittaluga”?

Non è certo in discussione lo stato attuale di degrado del campo delle Grazie, malconcio e fatiscente, ne tantomeno lo stato della limitrofa area Pittaluga o delle adiacenti strada e passaggiata a mare.

Cosi come si debbano ritenere superabili i limiti “tecnici” del progetto proposto (essenzialmente: il non affrontare l’aspetto idrogeologico, con ben due canali sotterranei presenti di cui nulla si dice, la mancata risoluzione delle attività paraindustriali presenti nell’area di intervento come la pompa di gasolio ed il pontile Eni, la forte riduzione della piantumazione esistente a vantaggio di zone asfaltate e in generale un’impostazione urbanistica “banale” e molto simile a quanto proposto in passato con il “progetto Gelsomino”).

Più seriamente si tratta di un “approccio” che si rivela, per noi, complessivamente ambiguo.

Riteniamo infatti che le aree di un tessuto urbano, tutte, e in special modo quelle pubbliche, debbano rispondere alle esigenze di chi vi vive, vi lavora, vi soggiorna, ed in seguito, quando efficaci, apportare il “giusto tassello” alla crescita, allo sviluppo del territorio tutto, cittadini compresi.

Fin qui è facile retorica. Eppure, a ben vedere, sono principi già carenti nelle prefazioni del progetto presentato.

Quali sono infatti le necessità a cui si desiderò dare risposta negli anni ’60 e ’70 con il campo di calcio, con l’attiguo campo di basket, con una (poi divenuta obsoleta) palestra della Società Sportiva Forza e Coraggio?

Quelle esigenze sono state superate? Hanno avuto migliori e più efficaci risposte in altro contesto?

Le strutture al servizio delle attività sportive, quelle più basilari, e non necessariamente in competizione con quelle di tipo “nautico” sono nel nostro paese, e in generale nel comune di Portovenere, essenzialmente le stesse, se non peggiori, di quelle di quarant’anni fa.

Il primo punto di analisi per noi parte da qui, e non si capisce perchè il primo passo di un “miglioramento” dell’offerta socio-sportiva debba iniziare proprio con la riduzione del campo di calcio (le ragioni commerciali della scelta, francamente, le troviamo svillenti), con l’estensione di un area nautica che appare ancora bisognosa di un preciso compito, e con il rimando sostanziale delle due uniche vere novità (i due campetti aggiuntivi) che sono presenti nel preliminare, ma di cui non si avrebbe ad oggi la copertura finanziaria.

Unica nota positiva immediata è la collocazione del ricovero per la barca della borgata (anche se forse si poteva fare senza il resto della proposta…) e delle dotazioni ad essa necessarie. La possibilità che il secondo lotto del progetto(i campetti, il verde ecc..) rimanga “uccel di bosco”, stritolato dall’ennesima (prossima) giunta che non sa, non ricorda e non è responsabile delle scelte precedenti e che è pienamente legittimata a “cambiare rotta”, magari con un bel cambio di destinazione d’uso, di concessione, o semplicemente con  un “cantiere” indefinito nel tempo a sostituzione di quello attuale, ci appare piuttosto probabile.

La vita sociale del paese, dei ragazzi del paese, meriterebbe di più che il lento ed inesorabile rosicchiare da parte di attività più o meno lucrose a vantaggio di pochi: meriterebbe perlomeno un indirizzo preciso, univoco (e contemporaneo).

Ovviamente, come per tutte le scelte, nulla è immodificabile, anche la collocazione di un campo (forse non troppo felice già al suo tempo) e così non ci scandalizzeremmo all’idea di vederlo migrare altrove, liberando l’area e dare ossigeno a quel mare così poco goduto da turisti “veri” e residenti (compresi quelli che vi lavoravano, come i pescatori) o i muscolai) e un po’ troppo sfruttato come posteggio economico per barche di “foresti” aventi più o meno diritto, ma vorremmo che questo avvenisse prima di pensare al reddito generato delle future, o ampliate, attività economiche, prima che il desiderio di “vivere” un  paese in tutte le età e a prescindere dalla redditività conseguente, venga meno, così come il senso stesso di comunità. Un piccolo tassello insomma, da collocare però nel verso giusto.

Saul Carassale

segretario del circolo Prc/Fds “Lucio Mori” di Portovenere

Fabio Carassale (PRC Portovenere): “Oggi l’addio ai pini delle Grazie, fermiamo lo scempio del nostro paesaggio”

14 marzo 2011, by  
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La risposta alla lettera aperta contro l’abbattimento dei pini da parte del Presidente della Società Sportiva pubblicata a mezzo stampa, non lascia scampo alla pinetina che da sempre circonda la sede sociale (vedi foto in allegato).

Le frasi enunciate a discolpa dal Presidente De Sancitis del tipo “non volevamo…siamo costretti….con rammarico…. sono malati o pericolanti…dimostrano invece quanto colpevole di questa scelta sia Lui ed il Consiglio di Amministrazione. La verità è che si vuole abbattere la pineta -sana e florida come poche altre nel paese- senza nemmeno aprire una discussione.

Prendiamo atto sempre più delle scellerate scelte che avvengono sul nostro territorio che contribuiscono alla perdita della qualità paesaggistica ambientale di cui eravamo dotati: basta spostarsi qualche chilometro lungo la riviera ligure in direzione di Genova per notare invece la qualità di giardini e parchi –pubblici e privati– ove le presenze arboree vengono tutelate e preservate.

Il Pino Domestico con la suo particolare chioma ad ombrello fa parte anche dell’iconografia e dell’immagine che molti turisti, soprattutto stranieri, hanno del nostro territorio e del mediterraneo; il cancellare pian piano questi tratti del paesaggio, di pari passo con la distruzione degli uliveti in favore della selvaggia cementificazione, porteranno i nostri territori a diventare periferie suburbane senza valori ambientali e paesaggistici.

L’appello ad una serena discussione in una riunione pubblica o quantomeno dei soli soci non è stato accolto, anzi siamo stati presto bollati come offensori, ciò dimostra ulteriormente il degrado sociale ove non è più ammessa la critica o l’espressione di una idea diversa, trincerandosi nella difesa di un volontariato (che spesso non è).

In questi pochi giorni molti soci mi hanno contattato per esprimere disaccordo rispetto alla volontà del Consiglio di Amministrazione di procedere nell’abbattimento dei pini, è per questa ragione che rinnovo pubblicamente l’appello ad effettuare una riunione pubblica prima di procedere al taglio, forse momentaneamente scongiurato dal maltempo.

Fabio Carassale
Socio Società Sportiva “Forza e Coraggio”, Segretario Circolo PRC Portovenere – “Lucio Mori”

http://www.amalaspezia.eu/fotografie/IMGP5005.jpg

Carassale (PRC Portovenere): “Contro l’abbattimento della pineta delle Grazie”

7 marzo 2011, by  
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I signori della morte stanno nuovamente affilando le loro lame: quali insaziabili assassini del nostro verde urbano, dopo la “tabula rasa” effettuata all’asilo “Ester Pegazzano” da parte del Comune, corre voce che anche la Società Sportiva “Forza e Coraggio” vuole annientare la storica pineta impiantata in occasione della costruzione della nuova sede nei lontani anni ’50.

In qualità di socio della “Forza e Coraggio” e di segretario del Partito della Rifondazione Comunista ho sentito il dovere di scrivere queste poche righe per rappresentare la ferma contrarietà all’intervento di abbattimento della pineta nei pressi della sede sociale, ferma contrarietà mia personale e di molti altri soci oltre che del Circolo PRC “Lucio Mori” delle Grazie.

Se le voci che corrono in paese si rivelassero veritiere, sarebbe molto scorretto che un intervento di tale genere e misura venisse realizzato senza interpellare in assemblea i soci, al limite anche per il solo impegno economico che parrebbe elevato.

Le giustificazioni che vengono usate a discolpa sono sempre le solite: “i pini sporcano, le radici rompono la pavimentazione, cadono le pigne” ma quando si accorgono che dette affermazioni sono risibili, allora eccone pronte altre: “i pini diventano pericolanti, i pini diventano malati….ecc. ecc..“.

In un territorio dove assistiamo purtroppo alla cementificazione massiva voluta dalle giunte Pistone-Della Croce prima e dall’attuale guidata da Massimo Nardini, tutte di stampo PDS-DC (ora Partito Democratico), l’assimilarsi a tali atteggiamenti di puro pragmatismo anche da parte di una società sportiva che invece dovrebbe infondere la cultura dello sport e della vita, rappresenta il degrado civile che la nostra comunità sta attraversando.

Inutile ripetere, lo avevamo già detto in occasione dell’abbattimento dei pini dell’asilo, che la Legge vieta l’abbattimento di tali piante poste all’interno dei centri abitati. Ma cosa volete che sia una Legge sul verde urbano quando vengono eluse, raggirate, inapplicate, ed inosservate Leggi per reati ben più gravi anche nel nostro territorio?

Non vi sembrerebbe più necessario, sempre che esistano finanze disponibili, intervenire a sostituire il tetto della palestra della società ancora in fibra di amianto (Eternit) del quale ignoriamo le condizioni sanitarie dopo oltre 50 anni di servizio!!!!

Un tetto d’amianto in centro paese, vicino ai giardini pubblici, al mercato settimanale. Se così farete i nostri polmoni e quelli delle generazioni future vi ringrazieranno: avranno ancora tanto ossigeno dai bellissimi pini e ci sarà meno amianto in giro del quale purtroppo sono noti gli effetti.

La presente, almeno personalmente, vale anche quale avviso di dimissioni da socio della “Forza e Coraggio“, nella denegata ipotesi che le voci siano veritiere e che si procedesse, senza discussione alcuna, all’abbattimento della pineta.

Fabio Carassale
Segretario Circolo PRC – “Lucio Mori” di Portovenere