Lombardi: “La Costituzione è l’unica grande intesa e Rodotà ne è il garante. Si costruisca un’autentica Sinistra per questo Paese”

20 aprile 2013, by  
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Come ogni anno i compagni della federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista saranno presenti alla tradizionale fiaccolata della Liberazione che si terrà la sera del 24 aprile a Migliarina.

In un momento storico così delicato e drammatico, che vede squallidi teatrini politicanti alla ricerca di un nome “di larghe intese”, ricorderemo a tutti che l’unica larga intesa possibile è la Costituzione della Repubblica nata 65 anni fa.

E’ doveroso e fondamentale ricordare a tanti smemorati i padri costituenti e la stessa carta costituzionale nata dal sangue degli antifascisti che non sono morti per questo triste balletto che stiamo osservando in queste ore.

Ci sembra letteralmente assurdo che, nell’elezione della più alta carica istituzionale della Repubblica, il centrosinistra non trovi di meglio che tentare incredibili accordi con i principali distruttori d’Italia: i secessionisti della Lega Nord, i tecnocrati di Mario Monti e i gli scherani di Silvio Berlusconi, che non hanno bisogno di definizioni.

Il tutto mentre si è profilata da tempo una candidatura luminosa, quella di Stefano Rodotà, un garante assoluto della Costituzione, un illustre giurista, un vero servitore dello stato e dei cittadini italiani.

Le colpe storiche e politiche in caso di mancata elezione di Rodotà ricadranno esclusivamente su un Partito Democratico dichiaratamente in via di dissoluzione, come lo ha ammesso pubblicamente il segretario provinciale spezzino Moreno Veschi.

Una dissoluzione che non può che partire dalla sua base e dai suoi elettori, giustamente in rivolta già dalla incredibile proposta-Marini di due giorni fa.

C’è bisogno di una Sinistra vera, forte e non ipocrita, che parta da questa indignazione, che voglia ricostruire il Paese attraverso i valori che l’hanno fondato, ossia la giustizia sociale, l’eguaglianza, la democrazia, tutti espressi con chiarezza estrema nella nostra Costituzione.

Non i valori dell’interesse economico, dell’inciucio, del puzzolente compromesso al ribasso a cui da troppo tempo siamo stati abituati come cittadini.

Per questo rilanciamo l’appello: Rodotà presidente e una Sinistra autentica, la nostra gente ce lo chiede e ne ha bisogno.

 

Massimo Lombardi

Segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

 

Bossi si dimette da segretario della Lega Nord, Ferrero: “Ladroni a casa nostra”

6 aprile 2012, by  
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«Bossi dà le dimissioni ed è bene che l’abbia fatto, ma è solo la punta dell’iceberg di un sistema di potere della Lega che è evidentemente marcio. Bossi rischia di essere quello che fu Craxi e per questo non vogliamo infierire su di lui. La verità è che tutto il Carroccio è inserito in un sistema marcio. Il problema è che l’Italia è sì divisa, come diceva Bossi, ma non tra Nord e Sud, bensì tra ricchi e poveri, tra disonesti e gente perbene. La Lega è dalla parte sbagliata e il suo vero slogan – ora lo possiamo dire con certezza – è ladroni a casa nostra».

 

Paolo Ferrero

Segretario nazionale Rifondazione Comunista/Fds

Lombardi (Prc/Fds): “Da Sinistra l’unica vera opposizione a Monti. Dalla Spezia a Roma al fianco della Fiom il 9 marzo”

21 febbraio 2012, by  
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Il capitalismo mondiale sta erodendo tutti gli spazi democratici e civili conquistati in Europa dal dopoguerra a oggi. La caduta del fronte comunista di venti anni fa, salutata con tanta esultanza dai cantori del liberismo reaganiano che contagiò il resto del mondo e anche parte della sinistra, ha aperto scenari che cominciano a delinearsi in tutta la loro pericolosità. Gli stati hanno consegnato al turbocapitalismo (che ora eufemisticamente viene chiamato “i mercati”) il potere di decidere. Sono dunque delegittimati e trasformati in meri esecutori di ordini che, nel nome di fantomatica “crescita”, distruggono ogni cosa, compreso lo stesso ecosistema terrestre.

Le cosiddette “riforme” del governo Monti non solo altro che le applicazioni dei tali dettami, quelli che già venivano contestati a Genova nel 2001 e che furono per questo repressi nel sangue. Banche, finanza e “grande” industria come la Fiat che ricatta lavoratori, sindacati e governi per soddisfare i propri diktat: sono loro i padroni da combattere, legati da un unico filo. La popolazione mondiale si sta dividendo in due blocchi: l’alta società padronale, che domina appunto “i mercati” (e quindi gli stessi stati), e un grande proletariato sempre più “suddito” a cui viene detratta qualsiasi conquista civile in una condizione di schiavitù moderna che avvolge precari e migranti, lavoratori e pensionati, studenti, popolo delle partite iva e i sempre più numerosi nuovi poveri.

L’azione di Monti è ciò che il capitale non ha potuto realizzare con la maschera pagliaccesca del berlusconismo in picchiata. Ma il montismo è fenomeno ben peggiore, perché con l’apparente serietà dei suoi “tecnici” oserà laddove nessuno ha mai voluto osare, facendo da facciata a una classe politica indecente che ha ceduto il loro il passo.

Per questo un partito come la Lega Nord emerge nella sua piena demagogia: dopo aver votato i trattati europei e sostenuto politiche liberiste che hanno devastato l’Italia con il malgoverno di Berlusconi, ora contesta Monti su tutte quelle misure che in questi anni ha bellamente approvato, compresa la manovra agostana di Tremonti, fotocopia di quella novembrina del nuovo governo. Lo farà con la consueta pochezza per il vuoto di proposte, tornando ad alimentare la solita arma del razzismo.

Dov’era la Lega quando votò l’obbligo di privatizzare acqua e servizi pubblici? Dov’era quando si smantellava il contratto collettivo nazionale e quando si è destrutturata l’università italiana? Dov’era quando la casta votava per il mantenimento dei propri indecenti privilegi?

Per parte nostra siamo impegnati a costruire l’opposizione da sinistra al governo Monti, contro le politiche neoliberiste della BCE e della Merkel che hanno portato la crisi in Europa e stanno favorendo la speculazione finanziaria sull’Italia.

Tutto questo deve partire dal basso e quindi anche dalla provincia spezzina. Rifondazione e la Federazione della Sinistra lo farà  anzitutto preparando una grande mobilitazione dalla Spezia al fianco della Fiom per la manifestazione di Roma del 9 marzo, per fare un fronte comune contro l’attacco indecente all’articolo 18 che, in caso di abrogazione, sancirà il licenziamento indiscriminato in Italia. Ci sarà poi da difendere il risultato referendario contro la svendita dei servizi pubblici, costruendo un modello partecipativo che superi gli errori dello statalismo burocratico, impegnandoci in una rinascita che elimini lo sfruttamento che ci vogliono imporre.

Massimo Lombardi, segretario provinciale Prc/Fds La Spezia

Aboliti ATO: operazione demagogica che crea un vuoto normativo

24 marzo 2010, by  
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Il Senato ha definitivamente convertito in legge il decreto legge 25 gennaio 2010. Il provvedimento sopprime quindi gli Ato e sposta invece al 2011 il taglio del 20% delle poltrone degli enti locali previsto in Finanziaria, mentre la riduzione degli assessori comunali e provinciali inizierà dal 2010. Non solo: entro un anno dalla pubblicazione, «sono soppresse le autorità d’ambito territoriale». Quindi gli atti compiuti dagli Ato dopo quella data saranno da considerarsi nulli. Mentre entro quella data «le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dagli Ato».

L’ennesimo vuoto legislativo, l’ennesima pagliacciata berlusconiana, questa volta voluta dalla Lega Nord che in nome della demagogia più spicciola sopprime prima la rappresentanza consiliare nelle istituzioni e poi enti che di fatto sono a costo zero come gli Ato.
Un vulnus democratico da una parte ed amministrativo dall’altra: la riduzione dei consiglieri comunali comporterà una minor rappresentanza democratica, che in termini di riduzione costi sarà irrisoria. Viene alla mente la trasmissione di Report di domenica scorsa in cui si vedeva chiaramente come il centrodestra, compreso di Lega Nord, intente la politica: Poltrone! E’ così per il presidente della provincia di Bergamo (e deputato) della Lega, per la presidente della provincia di Asti del PdL, come il sindaco/deputato di Brescia, ecc., ecc., ecc.

Questa volta la demagogia ha un costo anche amministrativo: l’ambito territoriale ottimale è un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati, in particolare quello idrico e quello dei rifiuti, introdotti la legge Galli ed il Testo unico ambientale. Ora tutto verrà demandato alle regioni e qualsiasi saranno le scelte che andranno a fare nel prossimo anno, la soppressione delle funzioni sino ad ora svolte dalle autorità d’ambito porterà sicuramente una empasse. Le conseguenze sono facilmente immaginabili: come gestire le gare per l’affidamento del gestore dei servizi, in alcuni casi come quello spezzino, sono in fase avanzata? Grazie al centrodestra, al “governo del fare” (stupidaggini), siamo al caos, con un vuoto normativo spaventoso in tema di gestione di acqua e rifiuti. Un motivo come tanti altri per non lasciare in mano di questi incompetenti demagoghi l’amministrazione del nostro territorio, tanto meno la nostra Regione.

Roma ladrona, la Lega non perdona…

3 febbraio 2010, by  
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Per il nostro territorio, contro Roma ladrona, crocifisso… blablablabla e ancora bla!

Ricordate le battaglie rivoluzionarie, anticasta, anticonformiste della Lega Nord nella versione alla Senatore Gianfranco Miglio, con il cappio in mano nell’aula di Palazzo Madama? E come dimenticare la recente svolta del partito secessionista del Senatùr in difesa della gente, contro l’orda barbarica. Insomma, oltre le tangenti Enimont, di cui lo stesso Umberto Bossi riconobbe la colpevolezza dell’amministratore del movimento Alessandro Patelli relativamente ad un finanziamento illecito ricevuto dallo stesso da parte di Carlo Sama, il partito delle ronde e delle camicie verdi crolla su Parentopoli, ma quella lecita, anzi, quella meritocratica!

Qualcuno potrebbe pensare che sia solo speculazione. Si lo ammettiamo, è speculazione la nostra, perchè ci domandiamo come un somaro patentato che viene bocciato tre volte alla maturità, abbia le competenze per aspirare ad un seggio di consigliere regionale. Ci aiuta Peppe Civati, con una lapidaria quanto realistica battuta:

«All’oratorio tre calci d’angolo facevano un rigore. In Lombardia tre maturità fanno un seggio da consigliere». (Ciuseppe Civati)

Ci auguriamo che Bossi non abbia un figlio più “ciuccio” da candidare in Liguria!

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