Dal voto degli spezzini un segnale alla sinistra: su la testa!

13 giugno 2011, by  
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La partecipazione al voto degli spezzini é stata massiccia e ben al di là dello stesso eccezionale risultato nazionale. E’ un messaggio politico forte e chiaro.
In primo luogo al Governo che esce sonoramente battuto dal voto referendario e che, se avesse un minimo di decenza, dovrebbe andarsene e ridare la parola al popolo italiano con le elezioni.

In secondo luogo a tutti quelli che in questi anni, talvolta anche purtroppo nel centrosinistra, hanno a fatto a gara a privatizzare tutto: ci sono beni comuni – a partire dall’acqua – che vanno sottratti alla logica del profitto: le ragioni di Confindustria e delle grandi imprese privatizzate del business dell’acqua non sono quelle del Paese.

In terzo luogo alla sinistra: quando si superano le divisioni e si agisce coerentemente é possibile ottenere risultati che potevano apparire impossibili.

Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra ringrazia i propri militanti ed elettori per l’impegno messo in campo nella campagna elettorale e tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, a partire dai Comitati per i referendum, alle associazioni, ai ragazzi della Banda del Quorum che hanno vivacizzato la campagna elettorale.

Dopo anni di sconfitte e di dominio del pensiero unico liberista si può tornare a vincere. Su la testa!!

Caro Presidente, il voto non si neutralizza

28 maggio 2011, by  
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LETTERA APERTA A NAPOLITANO

Signor Presidente, il governo ha posto la fiducia in parlamento per esercitare, con modalità inedite, una forzatura al fine di far passare un decreto che “neutralizza” il referendum abrogativo della legge che ripropone il nucleare nel nostro paese. Tralasciamo qui ogni considerazione politica sul disprezzo con il quale la sovranità popolare viene umiliata nel nostro paese e non entriamo nel merito delle valutazioni giuridiche in base alle quali la Corte di Cassazione deciderà nella sua autonomia. Ci poniamo invece un problema che, pur nella sua ovvietà fin qui poco considerata, pensiamo sollevi una questione costituzionale.

Noi pensiamo che se il precedente inaugurato dal governo in questa occasione si affermasse, una espressione determinante della sovranità e del potere popolare – il referendum – sarebbe nel nostro paese di fatto liquidato. In una parola, se di fronte ad ogni richiesta di referendum avanzata dai cittadini ed accolta dagli organi istituzionali preposti la contromossa dell’esecutivo fosse un provvedimento a maggioranza di sospensione (per un breve periodo) della legge in questione, verrebbe sospeso anche il potere abrogativo o convalidativo di cui il popolo è titolare qualora si raggiungesse il quorum in regolari votazioni. Se poi il marchingegno per la prima volta introdotto nell’esperienza repubblicana viene addirittura accompagnato dall’intenzione dichiarata di riproporre la legge di cui si è chiesta l’abrogazione in un tempo successivo, quando si «saranno calmate le acque», il referendum diventerebbe un istituto a discrezione della maggioranza parlamentare, che i cittadini non potrebbero mai riprendere nelle loro mani.

Signor Presidente, la domanda non è di poco conto e non riguarda soltanto la sua facoltà di firmare o respingere un provvedimento. La Costituzione riconosce al Popolo italiano un solo mezzo per esercitare la propria volontà di cambiare le leggi espresse durante una legislatura dalla maggioranza dei parlamentari da lui votati. All’istituto del referendum sono stati posti dalla Costituente vincoli che si rivelano più stringenti nella situazione attuale, al punto da rendere il raggiungimento del quorum un fatto di per sé straordinario, se si considera la scarsa informazione che gli italiani residenti e quelli all’estero continuano a ricevere. Ma oggi, con il voto anomalo di sospensione e rimando di un Parlamento costretto alla fiducia, rischia di essere definitivamente “neutralizzato” .
Signor Presidente, noi possiamo rivolgerci solo a Lei, per chiederLe di prendere in esame in tutte le sue implicazioni la prospettiva da noi temuta. Fidiamo in una sua parola e in un suo intervento.

Mario Agostinelli, Luciana Castellina, Paul Ginsborg, Emilio Molinari, Gianni Tamino

IL MANIFESTO – 27/05/2011

 

L’appello di LIBERTA’ E GIUSTIZIA: “Giù le mani dai referendum”

In Italia negli ultimi quindici anni vari elementi essenziali di una democrazia moderna sono venuti a mancare. La manipolazione dei media, l’iniezione di ingenti risorse patrimoniali a servizio di una parte politica o di un singolo candidato, la preselezione dei candidati affidata solo ai segretari dei partiti … Tutto ciò ha contribuito a dare alla democrazia italiana un aspetto drogato, sbilanciato, sempre più lontano da una classica democrazia liberale, fondata su ‘fair, just and free elections’.

A queste ferite si rischia ora di aggiungerne un’altra, piena di conseguenze: lo scippo dei referendum. In un sistema di democrazia rappresentativa, esiste sempre il pericolo che il cittadino rimanga troppo distante dai palazzi di governo, diventi spettatore passivo e sempre più scettico. I referendum sono uno dei pochi meccanismi al di fuori delle elezioni che gli permettono di far sentire la propria voce. Ora, in modo dichiaratamente strumentale, il governo Berlusconi vuole liquidare il referendum sul nucleare, mettendo così a gravissimo rischio il raggiungimento del quorum per gli altri due.

Qui viene a sollevarsi una questione costituzionale. Se la prassi usata dal governo in questa occasione dovesse diventare un precedente per ripetersi regolarmente in futuro, il referendum come strumento democratico verrebbe eliminato. In altre parole, se ad ogni richiesta di referendum fatta dai cittadini, la risposta della maggioranza parlamentare fosse quella di ritirare temporaneamente la legge in questione, per far venir meno le ragioni del referendum, dichiarando l’intenzione di riproporre la legge successivamente quando si saranno “calmate le acque”, il referendum perderebbe la sua funzione e non potrebbe mai più avere luogo. Tanto più che, per il referendum sul nucleare, l’argomento del clima di allarme creato dall’incidente di Fukushima è un argomento fallace, perché non si può subordinare lo svolgimento di un referendum a una valutazione del governo circa l’idoneità o meno delle circostanze contingenti.

LeG denuncia questa ennesima insidia e chiama i cittadini a contribuire a un movimento unitario di opinione pubblica che informi e diffonda l’allarme per un furto di democrazia che ci riguarda tutti, oltre ogni schieramento di appartenenza politica.

27 maggio 2011

Gustavo Zagrebelsky, Paul Ginsbor, Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Sandra Bonsanti, Filippo di Robilant, Umberto Eco, Aldo Gandolfi, Giunio Luzzatto, Claudio Magris, Stefano Pareglio, Simona Peverelli, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca.

Adriano Celentano: “Il 12 e 13 giugno dobbiamo assolutamente andare tutti a votare. Non si tratta di destra o sinistra ma di un governo che ci avvelena. Tocca a noi fermarli”

8 maggio 2011, by  
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Il “Molleggiato” lancia il suo appello: “Il governo va avanti nella demoniaca voglia di avvelenarci. Tocca a noi fermarli”

Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.

Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.

Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare. Se non altro per non deludere quel MILIONE di persone che vede in Antonio Di Pietro l’unico vero combattente per la salute delle prossime generazioni. Perché di questo si tratta, cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Che Di Pietro stia cercando di salvarci dall’immane catastrofe lo si capirà prima di quanto si creda. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno. E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.

E a tal proposito voglio dire due parole non a Berlusconi, ormai in preda a uno stato confusionale, ma a ciò che è rimasto della sua COSCIENZA che, per meglio identificarla a chi legge la chiamerò con lo stesso nome del presidente del Consiglio, ma al femminile, poiché mi piace immaginare che la voce della coscienza abbia piuttosto i modi dolci e gentili di una bella figura femminile che non quelli rudi e maschili.

Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.

Cara Silvia, a tutti capita di dire qualche bugia, ma a fin di bene. Forse anche a te sarà capitato, o no?… Scusa dimenticavo, tu non puoi dire bugie… neanche a fin di bene… Il compito che ti è stato affidato, fin dai più remoti albori del mondo, è quello di dirci sempre la verità anche se noi continueremo a rifiutarla. Scusa, me l’ero scordato, per un attimo anch’io mi sono fatto prendere dalle puerili voglie di grandezza del mondo esterno…. Ora capisco perché fin dalla nascita il presidente del Consiglio ti ha ripudiata. Le bugie che lui dice infatti sono SPAVENTOSE e senza un minimo di pudore.

Vuol farci credere che lui davvero pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Vuol cambiare la Costituzione a furia di barzellette che non fanno ridere, ce l’ha coi magistrati che vogliono processarlo.

Le accuse su di lui non si contano ormai: magari è davvero innocente, però non lo sapremo mai. Lui continua a non presentarsi ai processi e non si accorge che i suoi elettori cominciano a farsi delle domande, a chiedersi se è giusto essere governati da un BUGIARDO. Certo, è difficile pensare che non lo sia, anche se il dubbio traspare lontanamente e subito svanisce di fronte all’ARROGANZA di tacere ciò che tutti si aspettavano da lui. Ossia, l’unica BUGIA che il Cavaliere avrebbe dovuto dire e che volutamente non ha detto per non condannare il malsano gesto di Lassini e i suoi TRISTI manifesti. Anzi ha fatto esattamente il contrario. Ha telefonato all’ATTACCHINO e gli ha espresso il suo pieno sostegno, naturalmente seguito a ruota dalla coppia Daniela Santanchè e Giorgio Straguadagno i quali, anche loro, gli hanno assicurato il voto nonostante il giusto aut aut del sindaco Moratti. Un gesto, quello della coppia “Daniela-Straguadagno”, da cui è chiaro il riferimento a possibili frizioni tra la Moratti e l’incantatore di serpenti. Lui è inafferrabile per i giudici che, a malapena, il massimo che hanno ottenuto è stato quello di portarlo fuori dal tribunale e non “DENTRO”, dove purtroppo non è possibile stabilire se i suoi comportamenti sono giusti o sbagliati.

Però, anche senza un tribunale, noi lo possiamo intuire dalle sue azioni. Come parla, come ride, come racconta le barzellette e soprattutto capire il motivo per cui le racconta. Capire cosa c’è dietro quella barzelletta raccontata con aria apparentemente ingenua e, cosa importante, dove è diretto l’amo che aggancerà la sua prossima vittima.

E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.

Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.

Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.

Contro il NUCLEARE

Contro la PRIVATIZZAZIONE dell’ACQUA

Contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO

da Il Fatto Quotidiano del 29 Aprile 2011

Berlusconi e Bossi temono il voto e non accorpano referendum ed elezioni, uno scherzetto che ci costerà 400 milioni di euro!

6 marzo 2011, by  
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Tagliare cosa? Il governo Berlusconi non ha dubbi: stipendi, salari, pensioni, ma anche incentivi a un modello di sviluppo sostenibile come quello relativo alle energie rinnovabili. Mai una volta che i tagli fossero destinati agli stipendi della casta! Mai una volta che si impegni a diminuire i privilegi di chi in un momento di crisi non ha nessun problema della quarta o terza settimana del mese!

E così, il governo Berlusconi, per paura che i referendum su acqua nucleare e legittimo impedimento ottengano il quorum, ha deciso bene di scorporarli dalle prossime elezioni amministrative. E’ un gesto vigliacco e antidemocratico che costerà alle tasche degli italiani ben 400 milioni di euro. La Federazione spezzina di Rifondazione Comunsita nei giorni scorsi aveva dato l’allarme sul possibile gioco di palazzo di Pdl e Lega per far saltare il referendum sull’acqua pubblica, cosa puntualmente avvenuta.

Berlusconi è completo ostaggio delle forze più reazionarie e eversive come la Lega Nord, capace di affermare che la festività del 17 marzo è una spesa per i cittadini salvo poi aumentare non fiatare sullo scandaloso prossimo incremento dei ministri e di sottosegretari con una compravendita vergognosa di partamentari, il tutto ovviamente a totale spese dei cittadini.

Berlusconi e Bossi si confermano nemici dei lavoratori, dell’ambiente e delle regole democratiche e degli italiani. L’ennesima conferma che questo governo è inaccettabile e suoi rappresentanti territoriali dovrebbero vergognarsi visto il loro assordante silenzio sull’argomento.

Il Paese degli scudi per pochi

4 febbraio 2010, by  
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Prima uno scudo fiscale, poi lo scudo legale. Nel nostro paese è tutto uno scudo, ma solo per pochi. Per le persone normali le cose non migliorano, perché manca una vera riforma della giustizia”. Queste non sono le parole di un membro della 3a Internazionale, ma di Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino.

Nell’italietta berlusconiana un’altra pietra miliare dell’inciviltà: il legittimo impedimento. Che vuol dire? Semplice, io governo, la Magistratura indaga su eventuali mie malefatte, vengo chiamato in giudizio e che posso fare? Dire, “non posso, sono in bagno”! Ma l’art.3 della Costituzione? L’uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge?

Berlusconi è all’acme del suo “capolavoro” orwelliano: tutti gli animali sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri.

Esiste un problema giustizia? Certo! Non è tollerabile che rimangano impuniti padroni che mandano al macello lavoratori quotidianamente: non è tollerabile che rimangano impunite multinazionali che speculano sulla salute dei lavoratori (Amianto? cvm e pvc a Porto Marghera? Ecc, ecc, ecc.), che calpestano i diritti dei cittadini (Parmalat? Tangobond? Ecc, ecc, ecc.), che se ne infischiano dell’ambiente che ci circonda (Pitelli?). Non è tollerabile che vengano incarcerati liberi cittadini per uscire morti ammazzati, non è tollerabile che in questo paese la giustizia (con la g minuscola) si abbatta come un maglio sui deboli e lasci impuniti i potenti.

Questa operazione vergognosa, per salvare il premier dai suoi guai è legittimata dal suo potenziale mediatico dirompente che occlude la vista e la ragione.

Farsesco il teatrino dei valvassori proni a coprire le terga del Berlusconi/Napoleone:

  • il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “il legittimo impedimento altro non è che il diritto a governare da parte di chi ha vinto le elezioni partendo non da un privilegio ma da un legittimo diritto a sottoporsi al processo senza che questo gli impedisca di governare
  • il ministro per le Riforme, Umberto Bossi: ”E’ passata, e’ andata. C’è sempre qualche moralista, ma la legge andava fatta e l’abbiamo fatta
  • capogruppo PdL alla Camera, Fabrizio Cicchitto (tessera P2 n°2232): “Non ci sono defezioni perchè la maggioranza è concorde su un provvedimento che consente al premier e ai ministri di svolgere i propri ruoli
  • presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota: ”non è immunità ma solo il riconoscimento di un legittimo impedimento ad essere presente in aula al processo. Ed è giusto che a certificare il legittimo impedimento sia l’organo competente, cioè la presidenza del Consiglio che è la più alta istituzione eletta dal popolo. Si tratta del principio della sovranità popolare, che chi è eletto dal popolo è giudicato dal popolo”.

Chi ci governa dimostra da un lato la sua ignoranza di educazione civica (poi ci si chiede perchè la Gelmini vuole togliere la geografia?), dall’altro un abbassamento culturale, fino ad una connivente e subdola strumentalizzazione.

Ecco che per il guardasigilli essere impuniti è un diritto, il ministro riformatore dimostra che si doveva obbedire al padrone, lo scudiero piduista idem, ma la perla arriva dal presidente dei leghisti alla Camera che sfodera la sua ignoranza più profonda, sostenendo che il governo sia eletto dal popolo… ma quando mai?

Dunque irriverentemente abbiamo selezionato alcune situazioni in cui Silvio Berlusconi potrà invocare il legittimo impedimento. Eccole:

Allo stadio con la squadra del cuore…

… in compagnia di belle prostitute sul lettone di Putin…

A fare il menestrello con Apicella…

…o nel suo harem

… è lecito commentare questa ennesima vergogna concordando…

Legittimo un cazzo!

Consigliamo vivamente la lettura de “La verità su B. raccontata dal suo ex avvocato” – Intervista a Carlo Taormina (tratto dal blog di Alessandro Gilioli)