Acerbo (Prc): “Avanti col Brancaccio, per una sinistra nuova niente ministri del passato nelle liste”

31 ottobre 2017, by  
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Rifondazione Comunista continuerà a sostenere con convinzione il progetto lanciato al Brancaccio per una lista di sinistra nuova e radicale. La direzione nazionale di Rifondazione Comunista riunitasi oggi a Roma ha confermato la linea della segreteria. Nel documento approvato formuliamo le nostre proposte per unire la sinistra e costruire una lista che risulti credibile e provi a intercettare milioni di persone che deluse e arrabbiate si sono indirizzate verso astensionismo e voto al M5S.

Per determinare un processo credibile c‘e bisogno di essere chiari e netti: niente alleanze col Pd dopo le elezioni, programma di radicale rottura e liste senza ministri e esponenti dei governi responsabili di 25 anni di politiche neoliberiste. Una sinistra unita, nuova e radicale potrebbe raccogliere milioni di voti se non viene inchiodata dal passato.

Maurizio Acerbo,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

Al via il processo unitario a Sinistra: Prc, Sel, Possibile, Altra Europa con Tsipras. A gennaio assemblea costituente

7 novembre 2015, by  
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Pubblichiamo il documento sul processo unitario a sinistra che è stato elaborato e condiviso da Act!, Altra Europa con Tsipras, Futuro a Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Sinistra Ecologia Libertà. Alle riunioni del tavolo hanno partecipato Sergio Cofferati e Andrea Ranieri

1. NOI CI SIAMO, LANCIAMO LA SFIDA

Riteniamo non solo necessario ma non più procrastinabile avviare ORA il processo costituente di un soggetto politico di sinistra innovativo, unitario, plurale, inclusivo, aperto alle energie e ai conflitti dei movimenti dei lavoratori e delle lavoratrici, dei movimenti sociali, dell’ambientalismo, dei movimenti delle donne, dei diritti civili, della cittadinanza attiva, del cattolicesimo sociale.

Un soggetto politico in grado di lanciare in modo autorevole e credibile la propria sfida al governo Renzi e a un PD ridotto sempre più chiaramente a “partito personale del leader”, in rappresentanza del variegato universo del lavoro subordinato e autonomo, degli strati sociali che più soffrono il peso della crisi, dei loro diritti negati e delle loro domande inascoltate, orientato a valorizzare la funzione dei governi territoriali e dei corpi intermedi.

Dobbiamo rispondere in modo adeguato – con la forza, il livello di unità e la chiarezza necessarie – alla domanda sempre più preoccupata di quel popolo di democratici e della sinistra che non si rassegna alla manomissione del nostro assetto democratico-costituzionale, alla liquidazione dei diritti del lavoro e alla cancellazione del residuo welfare.

L’obiettivo è lavorare fin d’ORA, in un contesto di dimensione europea contro le politiche neoliberiste, all’elaborazione di un programma comune con cui candidarsi alle prossime elezioni politiche alla guida del Paese, con una proposta politica autonoma e in competizione con tutti gli altri poli politici presenti (la destra, il M5S e il PD), nella consapevolezza che in Italia la stagione del centro-sinistra è finita. In Europa è evidente la crisi profonda delle tradizionali famiglie socialiste.

Ogni giorno che passa aumenta il disagio e il disastro nel Paese. Renzi ha declinato il tema della vocazione maggioritaria come politica dell’uomo solo al comando, alibi per un partito trasformista pigliatutto in realtà dominato dall’agenda liberista dell’Eurozona. Noi vogliamo al contrario costruire una sinistra in grado di animare un ampio movimento di partecipazione popolare e di realizzare alleanze sociali e politiche che mettano radicalmente in discussione le “ricette” nazionali ed europee che hanno caratterizzato il governo della crisi da parte di Popolari e Socialisti.

Sappiamo perfettamente che non è sufficiente unire quel che c’è a sinistra del Partito Democratico, o autoproclamarsi alternativi, per costruire un progetto all’altezza della sfida, davvero in grado di cambiare la vita delle persone. Ma siamo altrettanto convinte/i che senza questa unità il processo nascerebbe parziale, o non nascerebbe affatto.

Per questo noi questa sfida la lanciamo oggi. Insieme.

 2. DEFINIZIONI DEL SOGGETTO

Il Soggetto politico che vogliamo sarà:

DEMOCRATICO, sia nel suo funzionamento interno (una testa un voto regola guida, strumenti e momenti di partecipazione diretta e online, pratiche di co-decisione tra rappresentanti istituzionali e cittadini, costruzione dal basso del programma politico) sia perché deve essere il punto di riferimento e di azione di tutte/i i democratici italiani

DI TUTTE E TUTTI, perché deve essere il luogo in cui tutte/i coloro che si contrappongono alle politiche neoliberiste, alla distruzione dell’ambiente e dei beni comuni, alla svalutazione del lavoro, alla crescente xenofobia, alle guerre, all’attacco alla democrazia possono ritrovarsi e organizzarsi in un corpo collettivo capace di superare antiche divisioni nell’apertura e nel coinvolgimento delle straordinarie risorse fuori dal circuito tradizionale della politica.

ALTERNATIVO e AUTONOMO rispetto alle culture politiche prevalenti d’impronta neoliberista che ci condannano al declino sociale e culturale, di cui oggi il PD tende ad assumere il ruolo di principale propulsore e diffusore.

INNOVATIVO sia nelle forme sia per la rottura con il quadro politico precedente, così come sta avvenendo in molti paesi europei. Differente dal sistema politico corrotto e subalterno di cui siamo avversari.

EUROPEO in quanto parte di una sinistra europea dichiaratamente antiliberista, che, con crescente forza e nuove forme, sta lottando per cambiare un quadro europeo insostenibile.

3. L’anno che verrà – Il 2016

Il 2016 ci presenta passaggi politici di grande importanza: le amministrative che coinvolgono le principali grandi città, il referendum sullo stravolgimento della Costituzione e la possibile campagna referendaria contro le leggi del governo Renzi. In coerenza con il nostro obiettivo principale per la scadenza delle amministrative vogliamo lavorare alla rinascita sociale, economica e morale del territorio, valutando in comune ovunque la possibilità di individuare candidati, di costruire e di sostenere liste nuove e partecipate in grado di raccogliere le migliori esperienze civiche e dal basso e di rappresentare una forte proposta di governo locale in esplicita discontinuità con le politiche dell’attuale esecutivo. Fondamentale è la costruzione di una forte campagna per il NO nel referendum sulla manomissione della Costituzione attuata dal governo Renzi e il sostegno alle campagna referendarie in via di definizione contro le leggi approvate in questi 2 anni.

4. QUINDI…

Al fine di avviare il processo Costituente di questo soggetto politico, convochiamo per il 15-16-17 gennaio 2016 una assemblea nazionale aperta a tutti gli uomini e le donne interessati a costruire questo progetto politico. Da lì parte la sfida che ci assumiamo e lì definiremo la nostra carta dei valori.

L’assemblea darà avvio alla Carovana dell’Alternativa, individuando le forme di partecipazione al progetto politico. Si tratta di definire il nostro programma, le nostre campagne e la nostra proposta politica in un cammino partecipato e dal basso che con assemblee popolari e momenti di studio e approfondimento coinvolga movimenti, associazioni, gruppi formali e informali unendo competenze individuali e collettive.

Entro l’autunno del 2016 ci ritroveremo per concludere questa prima fase del processo e dare vita al soggetto politico della sinistra.

Roma, 3 novembre 2015

www.rifondazione.it

Guerri, Prc, M5S: “Su Fincantieri la maggioranza non ha affatto accolto le richieste dei lavoratori”

2 aprile 2015, by  
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Con riferimento a quanto dichiarato da singole forze politiche alleate del Pd nelle ultime ore, appare doveroso sottolineare che nell’ultimo dibattito tenutosi in consiglio comunale in merito alla situazione di Fincantieri la maggioranza non ha assolutamente prodotto un documento coerente con le preoccupazioni e e richieste dei lavoratori. Infatti ha bocciato il documento presentato da tutti i gruppi di opposizione che aveva il seguente:

IL CONSIGLIO COMUNALE
ALLA LUCE DELLA MOBILITAZIONE IN ATTO DA PARTE DEI LAVORATORI DELLA FINCANTIERI DEL MUGGIANO E DI RIVA TRIGOSO CONSIDERATA LA FONDATEZZA DELLE PREOCCUPAZIONI ESPRESSE DALLE RAPPRESENTANZE SINDACALE IN MERITO ALLE SCELTE DELL’AZIENDA, DEL GOVERNO E, PER LA PARTE SPEZZINA, DEGLI STESSI ENTI LOCALI, IN QUANTO :
– DA UN LATO STA AVANZANDO UNA INACCETTABILE POLITICA DI SMANTELLAMENTO DEL PATRIMONIO INDUSTRIALE COSTITUITO DALLA NAVALMECCANICA,
-DALL’ALTRO SONO STATI AVANZATI SCENARI DI RIORGANIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO IN SEDE DI CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA CHE IN UN PAESE CIVILE NON DOVREBBERO NEPPURE ESSERE PENSATI, COME L’IDEA DI SORVEGLIARE I LAVORATORI CON MICROCHIP INSERITI NELLE SCARPE;
– DA ULTIMO, LA DECISIONE DELLA PROVINCIA DI VENDERE IL BACINO DI CARENAGGIO CONTRIBUISCE A DELINEARE UN PROCESSO DI DISMISSIONE DEGLI ASSETS PUBBLICI

ESPRIME SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO AI LAVORATORI E AUSPICA CHE LA VERTENZA SINDACALE IN ATTO POSSA RISOLVERSI AL PIU’ PRESTO NEL PIENO INTERESSE DEI LAVORATORI E NEL RICONOSCIMENTO DEI LORO DIRITTI;
CONDANNA L’IPOTESI DI SOTTOPORRE I DIPENDENTI A SORVEGLIANZA MEDIANTE MICROCHIP E RICHIEDE ALLA DIREZIONE DI FINCANTIERI DI RITIRARE QUESTA E OGNI ALTRA PROPOSTA CONTRARIA ALLA DIGNITA’ E AI DIRITTI DEI LAVORATORI;
IMPEGNA IL SINDACO, IN QUALITA’ DI PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, AD ABBANDONARE L’INTENZIONE DI VENDERE IL BACINO DI CARENAGGIO

La  maggioranza si è chiamata fuori dalla richiesta di non cedere il bacino di carenaggio, che è l’unica condizione per garantire che questo bene rimanga pubblico e a disposizione del nostro territorio. Evidentemente ha pesato la volontà di non mettere in discussione la decisione già manifestata dal sindaco in qualità di presidente della provincia. Ancora una volta, la solidarietà espressa dalla maggioranza ai lavoratori si ferma agli aspetti che esulano dalle competenze dirette degli enti locali, mentre sulle scelte che dipendono dalle amministrazioni locali la solidarietà lascia il posto alla volontà di “non disturbare il guidatore.

 

Gruppo consiliare Per la nostra città – Giulio Guerri La Spezia

Gruppo consiliare Rifondazione Comunista La Spezia

Gruppo consiliare M5S La Spezia

 

www.cronaca4.it

 

Rifondazione, Per la nostra città e M5S portano in consiglio una mozione contro la centrale Enel spezzina

6 dicembre 2014, by  
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Prc, ´Per la nostra città´ e M5S portano in Consiglio una mozione contro la centrale Enel

Oltre 50 anni di presenza di una centrale a carbone non possono non aver determinato un danno per l’ambiente e la salute dei cittadini. E il cumulo delle fonti di inquinamento presenti alla Spezia costituisce molto più di un rischio, ma una costante e oggettiva minaccia per la salute della popolazione. Ne valgono da indicatori la situazione di Vado Ligure e Porto Tolle lo studio proposto dall’Istituto Superiore di Sanità e quello in fase di realizzazione a Civitavecchia. L’inopportunità di mantenere in attività centrali situate dentro un “conglomerato urbano” è stata confermata persino dall’attuale Ad di Enel, ed è ben difficile non considerare un conglomerato urbano il contesto dei quartieri di Melara, Limone, Pianazze, Pagliari e Fossamastra, i quali peraltro ospitano una scuola dell’infanzia (a Fossamastra di fronte al pontile di scarico dell’Enel), una elementare e una media (a Melara, sotto la ciminiera e davanti al silos delle ceneri).” Questa in sintesi la premessa della mozione che stasera sarà presentata in consiglio comunale dai consiglieri d’opposizione Edmondo Bucchioni, Giulio Guerri, Christian Bertagna, Ivan Mirenda, Carlo Colombini ed Erica Ianello, dei gruppi Rifondazione Comunista, Per la Nostra Città, M5S. Il documento, dopo un’ampia disamina delle situazioni similari alla realtà spezzina (Vado Ligure, Porto Tolle, Civitavecchia), delle risultanze delle istruttorie epidemiologiche e giudiziarie promosse, negli ultimi anni, in quelle città, mette a fuoco impegni e promesse disattesi, sul piano politico e tecnologico, rispetto alla presenza della centrale Enel della Spezia agli effetti inquinanti e nocivi della movimentazione e della combustione del carbone.
Nel ribadire l’auspicio di addivenire al più presto all’adozione nella nostra città di forme di produzione energetica alternative ed ecocompatibili” si impegna il Sindaco a una richiesta immediata di revisione dell’AIA (volta a riconsiderare le condizioni per l’esercizio della centrale con l’attuale assetto impiantistico e l’utilizzo del carbone come combustibile) e ad avviare un’indagine sanitaria che si concentri soprattutto sulle patologie respiratorie e cardiovascolari, a partire dalle schede dei ricoveri ospedalieri, per verificare se questi siano in eccesso rispetto alle medie attese e in tal caso se questi siano da mettere in relazione diretta con la presenza della centrale, posto che si tratta di patologie strettamente connesse con le emissioni tipiche di una centrale a carbone, che s’incrementano/decrementano all’aumentare o al ridursi dell’inquinamento.
www.cittadellaspezia.com