FdS Val di Magra sul canale scolmatore: “Proposta già bocciata e fuori tempo massimo”

12 maggio 2011, by  
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Abbiamo appreso dalla stampa che giorni orsono i responsabili di un’associazione ambientalista hanno effettuato un sopralluogo per rendersi conto “de visu” degli argini provvisori posizionati contro le piene del Magra a Fiumaretta e Bocca di Magra.

Al di là del fatto che che tali barriere antiesondazione sono state posizionate ben quattro mesi fa, prima del Natale 2010, e che il giudizio estetico sia già stato ampiamente espresso, ci preme qui mettere in risalto il fatto che sia stato stranamente rilanciato il tema del canale scolmatore.

Ciò non ha alcun senso, ed è fuori tempo massimo, visto che tale opzione per  la messa in sicurezza della piana di Ameglia nel tratto focivo del fiume Magra fu bocciato già alcuni anni orsono dalla popolazione amegliese. La fase progettuale è stata stoppata al livello preliminare ed abbandonata, mentre è stata approvata l’opzione degli argini alti e bassi, dei quali sono quasi terminati i lavori per quelli alti nella zona di Ameglia.

Mentre si stanno sistemando i canali minori stanno per partire i lavori per gli argini bassi a Fiumaretta e Bocca di Magra (si parla di settembre 2011).

Inoltre, anche se al momento è ancora fermo, è stato approvato il progetto per il dragaggio dal ponte della colombiera sino alla foce.

Il canale scolmatore asciutto o semiasciutto sarebbe semplicemente largo (vedasi progetto preliminare) alla confluenza con il fiume ben 250 metri, ciò significa che bisognerebbe far traslocare il cantiere Intermarine, comprese le centinaia di lavoratori diretti e dell’indotto.

Ma dove farlo traslocare? Dove sono gli spazi per accogliere una realtà produttiva così grande? Nel porto spezzino? Nel porto di Marina di Carrara? Abbiamo grossi e fondati dubbi che tale ipotesi possa avere una qualche fattibilità.

Vi è poi un altro fattore che viene dimenticato od omesso, ovvero che il progetto preliminare redatto dalla Autorità di Bacino per il canale scolmatore asciutto prevedeva comunque la realizzazione degli argini bassi nelle due frazioni alla foce del fiume.

Insomma, nell’ambito di una discussione difficile come quella sulla salvaguardia del territorio, è necessario mettere sul tavolo tutte le questioni senza dimenticanze o nascondimenti, ed è quello che ha sempre fatto la Federazione della Sinistra, avanzando fattive e serie proposte per la messa in sicurezza della piana del Magra e al contempo per la salvaguardia dei posti di lavoro.

La nostra battaglia avrà sempre al centro questi due temi concatenati tra loro: ambiente e lavoro.

La messa in sicurezza del territorio tra le priorità del 2011. Dopo le parole, si passi ai fatti

10 gennaio 2011, by  
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Una classe dirigente consapevole dei problemi dei cittadini non può perdere tempo in propaganda, qualunquismi e chiacchiere. Il nostro territorio continua ad essere ferito mortalmente da alluvioni e dilaniato da frane le cui lacerazioni colpiscono la quotidianità della gente. E’ bene ricordare che nel giro di 12 mesi abbiamo assistito a due esondazioni del Magra e di alcuni suoi affluenti, alla tracimazioni di canali di scolo, al crollo di interi versanti, a smottamenti che hanno interrotto arterie fondamentali per la viabilità spezzina, a frane che hanno privato cittadini della loro casa, altri della loro vita.

Nonostante questa evidenza, abbiamo sentito e letto ogni razza di fantasia da parte di molti politici locali: dalla negazione della dilagante cementificazione, alle proposte di bucare monti per facilitare la viabilità, passando per la speculazione sugli inerti fluviali, alla negazione delle responsabilità di un governo totalmente assente, fino a proclamare slogan demagogici che non prospettano soluzioni immediate. Si è perso un anno senza concludere nulla: nel dicembre 2009 a causa di una frana si sfollava Torenco, nel comune di Follo, e si spalava il fango a Fiumaretta per l’esondazione del Magra. Oggi facciamo il conto con il dramma di Tellaro, l’angoscia di Arcola e S.Stefano Magra, con la solitudine di molte comunità della vallata del Vara e le drammaticità del Magra.

Abbiamo letto appelli e dichiarazioni d’intenti anche condivisibili, ma dobbiamo andare oltre le parole e passare alla concretezza che ad oggi latita. La classe politica spezzina ha tempo pochi mesi per mettere mano ad un territorio malconcio, frutto di una pianificazione che è rimasta sulla carta, e lo deve fare senza tentennamenti, seguendo principi inalienabili come il rispetto dei beni comuni, con atti concreti che diano una linea politica attenta agli equilibri del nostro territorio. Per questo motivo Rifondazione Comunista presenterà in tutti i consigli comunali della provincia in cui siamo presenti, una richiesta formale di impegno delle amministrazioni locali sulla questione della messa in sicurezza del territorio.

La nostra richiesta prevederà di modificare gli strumenti urbanistici vigenti al fine di arrestare la cementificazione del territorio e di attuare una programmazione puntuale di interventi preventivi, creando così le condizioni per migliaia di posti di lavoro compatibili. Occorre costantemente monitoraggio riponendo centralità al presidio territoriale ed alla rivalutazione degli spazi abbandonati all’attività umana.

Gli enti devono rendere fattivi tutti gli atti di pianificazione in funzione della messa in sicurezza idrogeologica del territorio, predisponendo immediatamente di atti di responsabilizzazione dei soggetti privati circa la manutenzione dei versanti che insistono su aree di pubblico interesse, sollecitando la presenza di figure tecniche competenti nelle fasi autorizzative (geologo di zona) e ripristinando figure malauguratamente decadute come, per esempi, i cantonieri, che garantivano la manutenzione costante.

Frana a Torenco: un paese fantasma

Romeo: Idrovore e sicurezza provinciale di Romito, dalla Provincia buone nuove per Arcola!

22 novembre 2010, by  
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Dopo tante promesse ora si passa finalmente ai fatti: è quanto emerso nel corso della riunione della commissione per la messa in sicurezza del fiume Magra in provincia alla presenza dell’assessore provinciale  Giuseppe Gabriele e del responsabile della Protezione civile Maurizio Bocchia.

Il consigliere provinciale di rifondazione Comunista Salvatore Romeo riferisce dell’impegno della provincia che, sulla base di una convenzione con il Comune, mette a disposizione due potenti idrovore della capacità di 50 mc3 al minuto (50.000 litri) per travasare nel fiume l’acqua dei canali Ressora e Arcola qualora si dovesse rendere necessario abbassare le chiuse dei suddetti canali per impedire l’afflusso dell’acqua dal fiume Magra in caso di piena.

Nella giornata di lunedì prossimo (salvo imprevisti) è prevista una prova di funzionamento sul posto a San Genesio.

Questo intervento, reso possibile con risorse della provincia e della regione, è parte integrante di un piano più complessivo che prevede fra l’altro la rimozione della vegetazione morta sull’alveo del fiume in attesa della legge che permetta la rimozione del materiale ghiaioso e del rafforzamento del pennello dell’argine i cui lavori saranno realizzati nel corso del 2011.

La seconda buona notizia per gli arcolani è che a breve inizieranno i lavori del primo lotto per la messa in sicurezza della via provinciale a Romito Magra mentre il termine dei tre lotti è previsto per il prossimo anno: questa la risposta dell’assessore provinciale alla viabilità Giorgio Casabianca ad una interpellanza presentata dal consigliere Romeo.

Salvatore Romeo
capogruppo PRC Rifondazione Comunista in Provincia della Spezia

Piena del Magra: “Ora basta, è l’ora di finirla con le chiacchiere, bisogna passare ai fatti”

3 novembre 2010, by  
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Non è più possibile andare avanti così: ad ogni piena del Magra viene chiuso al transito il ponte (volgarmente detto della Colombiera) perché a rischio stabilità se si fermano contro le sue pile i legnami trasportati a valle dalla forza della piena.

Non è più possibile continuare a dividere in due il territorio del comune di Ameglia causando grossi disagi alla popolazione che deve spostarsi da una sponda all’altra, ma anche a chi si sposta tra Marina di Carrara e La Spezia.

Non è più possibile continuare con l’inerzia della Provincia della Spezia, del Parco di Montemarcello e della Autorità di Bacino: l’alveo del fiume DEVE essere dragato e riportato alla situazione degli anni ante escavazioni selvagge (allora l’acqua non entrava nelle case di Fiumaretta, di Bocca di Magra e del Cafaggio 3-4 volte l’anno come sta succedendo ora); tutta la vegetazione secca e gli alberi caduti che si trovano nel letto del fiume devono costantemente essere rimossi onde evitare che costituiscano pericolo.

Deve solamente essere lasciata la vegetazione verde, gli arbusti, gli alberi ancora in piedi e che possono creare un rallentamento della corrente: il resto va tolto.

E pensare di costruire dei rostri con putrelle di ferro da posizionare sul lato a monte delle pile del ponte? In caso di arrivo di tronchi o quanto altro portati dalla corrente, essi verrebbero deviati dai rostri e si eviterebbe di “stressare” le strutture in cemento armato che sorreggono il ponte stesso.

L’unico che finora si è dato da fare concretamente per salvaguardare le frazioni a rischio è stato il Sindaco di Ameglia.

Per il resto chiacchiere. Ma tali Enti ci hanno mai pensato a quanti possibili posti di lavoro potrebbero scaturire da una opera di manutenzione continua del fiume lungo tutto il suo corso?

Il governo reazionario e antidemocratico taglia i fondi? E allora le due regioni interessate dal corso del fiume Magra, insieme con Autorità di Bacino, Parco e Provincia li trovino nei loro bilanci o li cerchino alla Comunità Europea.

Non se ne può più!! Datevi da fare, smettetela di chiacchierare!!!

Oppure il fango del Magra arriverà a sommergere tutti, Enti compresi!!!

Rifondazione Comunista, circolo di Ameglia

Mettiamo in sicurezza la foce del Magra

24 agosto 2010, by  
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Domenica 22 agosto 2010 la popolazione di Fiumaretta e Bocca di Magra (coadiuvata anche da molti turisti) ha dato vita ad una rumorosa e partecipata manifestazione. Indetta dalle Consulte territoriali delle due frazioni balneari del comune di Ameglia per protestare contro l’immobilismo del Governo e della Regione  dopo le ultime tre rovinose piene del fiume Magra durante il 2009, la protesta ha visto la partecipazione attiva e fattiva del Partito della Rifondazione Comunista.

Unica forza politica visibile e riconoscibile tramite i propri militanti ( le Consulte avevano chiesto di non portare bandiere di partito per costruire una manifestazione di cittadini) il PRC, con i circoli di Ameglia, Castelnuovo e Sarzana, ha portato sulle sponde del fiume parecchi compagni che hanno volantinato tra la folla presente. Sono stati consegnati a residenti e turisti i documenti prodotti dal circolo di Ameglia e dal Coordinamento dei circoli da dicembre 2009 ad oggi, di denuncia della situazione di pericolo esistente visto che nelle due frazioni non è stato fatto ancora nulla dopo l’ultima alluvione di Natale 2009.

Rifondazione Comunista denuncia inoltre il silenzio e l’immobilismo seguito agli annunci roboanti del Governo, di Bertolaso, di Scajola , che hanno promesso i soldi per fare i lavori, ma tali denari non si sa dove siano finiti.

Ma anche il Presidente Burlando (che il PRC ha contribuito pesantemente a far eleggere) nella sua veste di Commissario Straordinario per l’emergenza sembra essersi dimenticato di Ameglia.

I nostri volantini denunciano l’immobilismo degli Enti, ma allo stesso tempo, come da sempre è costume di questo partito, avanzano anche dei fattivi contributi, delle proposte concrete, per la ricerca della soluzione al problema.

Noi vogliamo che siano il più presto possibile messe in sicurezza le due frazioni, chiediamo che comincino da subito i dragaggi sul Magra (e anche sul Vara possibilmente) per asportare i 600.000 mc calcolati dalla Autorità di Bacino per mitigare il rischio idraulico; chiediamo che siano puliti gli alvei dei torrenti affluenti; chiediamo che arrivino il prima possibile ad Ameglia i tanti milioni di Euro promessi dal Governo ( 24 +5 ) per costruire gli argini bassi a Fiumaretta e Bocca di Magra; chiediamo che vengano trovate quanto prima aree di laminazione della corrente del fiume nei territori a monte (vedi Beverino, Bugnato, ecc.); vogliamo insomma la messa in sicurezza degli amegliesi e delle loro case pagate e non regalate da una qualche cricca di potere.

E’ stata grande la soddisfazione dei compagni nel vedere che i volantini sono letteralmente andati a ruba e li abbiamo dovuti ristampare un paio di volte.

A tutta la popolazione abbiamo detto in modo chiaro che la protesta deve essere continuata e portata fino alle Istanze più alte, e che noi comunisti siamo pronti a qualsiasi iniziativa.

Potete scaricare il volantino - doc (doc - 188 kB) distribuito durante la manifestazione!

Coordinamento dei Circoli PRC – Val di Magra

A disposizione mettiamo alcuni documenti prodotti dai circoli:

Rifondazione comunista Ameglia: e la sicurezza sul Magra?

8 giugno 2010, by  
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Continuano le prese di posizione e le riunioni per decidere che fare del fiume Magra.

Dopo l’ennesima, dura, esternazione del Sindaco Galazzo c’e stata la presentazione della proposta di legge dell’On. Orlando.

Lunedi 24 maggio è tornato il Presidente Burlando nella sua veste di Commissario, ed ha parlato degli stanziamenti economici che sembrano finalmente in arrivo. Il dragaggio del tratto focivo del Magra, che sarebbe la prima e più immediata risposta verso una mitigazione del rischio idraulico, però non inizia ancora.

La popolazione di Fiumaretta e di Bocca di Magra continua a vivere con la costante paura della prossima rovinosa piena, che sarà ancora più pericolosa della precedente, visto il quasi completamento degli argini ad Ameglia.

Ma la soluzione del problema è ancora di là da venire.

E’ forse qiunto il momento di passare ad azioni eclatanti che sconquassino il silenzio assordante che circonda la sicurezza della popolazione ameqliese.

NOI COMUNISTI SIAMO PRONTI A QUALSIASI INIZIATIVA.

Dopo l’alluvione, risolvere i problemi e non peggiorarli

7 febbraio 2010, by  
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A seguito del documento congiunto delle Consulte territoriali di Fiumaretta e Bocca di Magra del 21 gennaio ribadiamo la nostra totale contrarietà al canale scolmatore per una serie di ragioni “morali”, tecniche ed anche (e soprattutto) economiche.

Ragioni morali ed etiche perché a seguito della realizzazione del canale la zona che va dal viale XXV aprile alle banchine sul fiume dei giardini di Fiumaretta , diventerà un’isola e dovremo preoccuparci non più di un fiume solo ma di ben due durante le piene.

Inoltre lo studio dello stesso porterà via tempo prezioso per la progettazione, il finanziamento e la realizzazione degli argini ancora mancanti.

Dal punto di vista tecnico sono molte le difficoltà da superare per poter realizzare tale opera come già ribadito nel 2001 sia dal professor Iannelli che dal professor Raggi, tali da far scartare a priori il canale asciutto (perché non sarà mai asciutto essendo la zona interessata soggetta a fenomeni di subsidenza che lo renderebbero comunque bagnato, con la realizzazione di una palude dopo che nel 1880 Fabbriccotti ne portò a termine la bonifica).

Ragioni economiche perché per realizzare tale canale occorre addirittura tutta la previsione economica di una Finanziaria, il chè di questi tempi ci sembra assolutamente una idea fuori dal mondo ( anche se ormai il “sultano” che guida il governo come se l’Italia fosse tutta sua è capace di fare annunci roboanti solo per dare fumo negli occhi agli italiani creduloni).

Ribadiamo quindi quanto andiamo dicendo dal 2001 :

  • si progettino e si realizzino subito gli argini ancora mancanti sia alti che bassi, mettendo immediatamente in sicurezza la parte finale dell’asta fluviale del Magra;
  • si parta immediatamente con la pulizia ed il dragaggio dell’alveo del Magra e del Vara, con un controllo severo e sulla base di analisi idrologiche serie, evitando speculazioni dannose e incivili;
  • si recuperino da oggi aree di laminazione a monte, andando ad intervenire strutturalmente sul ritardo delle eventuali onde di piena.

Rifondazione comunista
Circolo di Ameglia
per la Federazione della Sinistra

Alluvione: riflessioni e proposte

2 febbraio 2010, by  
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Dopo nove anni siamo nuovamente in presenza di una disastrosa alluvione del fiume Magra e siamo costretti a ripensare sul come poterci difendere dall’ennesima calamità.

Noi riteniamo che la questione dell’esondazione del fiume Magra vada affrontata senza trascurare ben quattro fattori che concorrono tra di loro e che di conseguenza devono essere risolti nel loro assieme ed una volta per sempre.

1. LA DIGA DI TEGLIA: Attualmente tale opera non è presenziata ed è regolata automaticamente. E’ necessario che il Decreto governativo venga modificato, e che tale sbarramento svuoti l’acqua in sovraquantità in condizioni di regime ordinario, e non in extremis e nei momenti di maggiori pressioni di precipitazioni meteorologiche.

2. LA LAMINAZIONE: Come è sempre avvenuto per tutti i corsi d’acqua, anche il Magra deve espandersi e perdere quindi di portata e di potenza a monte dell’asta terminale.Ovvero devono essere ripristinate o create ex novo le aree di laminazione a partire da Pontremoli, da Aulla, dalla confluenza Magra-Vara, asportando vegetazione e cumuli di depositi sedimentari che si sono accumulati in anni di abbandono del fiume.

3. IL DRAGAGGIO: E’ necessario ed urgente l’istituzione di un consorzio sotto la regia pubblica che provveda in maniera permanente e certa alla manutenzione dell’ alveo e dei canali presenti in sponda sinistra ed in sponda destra del fiume Magra per mantenere una profondità costante, essenziale per lo scarico delle grandi portate di acqua in caso di piena.

4. GLI ARGINI ALTI E BASSI: In ultimo, ma strettamente collegati agli fattori, è necessario completare gli argini alti per la messa in sicurezza della piana di Ameglia e gli argini bassi per la mitigazione del rischio delle frazioni di Fiumaretta e Bocca di Magra.

Contestualmente, consapevoli che non può essere eliminato completamente lo sviluppo edilizio sia esistente che di nuova edificazione, proponiamo che lo strumento urbanistico comunale recepisca ed assuma a livello tecnico-normativo all’interno della linea trentennale fissata dalla Autorità di Bacino le seguenti indicazioni:

a) le nuove costruzioni, a prescindere dalla tipologia adottata, non possono prevedere spazi utilizzabili al Piano Interrato e Seminterrato (neppure per l’installazione di impianti tecnici) ed i Piani Terra devono essere destinati esclusivamente a porticato, con eventuale possibilità di parcheggio pertinenziale;

b) nel caso di ristrutturazioni da effettuare nella zona soggetta ad esondazione come individuato dalla Autorità di Bacino, l’adeguamento deve prevedere esplicitamente l’eliminazione di spazi utilizzabili al Piano Interrato e Seminterrato e la destinazione a porticato del Piano Terra. Ovviamente per non penalizzare i cittadini è necessario “CONCEDERE” la superficie utile non utilizzata al Piano Terra e trasformarla in volume da utilizzare come aumento di volumetria ai piani superiori (andando anche in deroga alle altezze imposte dal Piano) , nel rispetto della tipologia e dell’inserimento architettonico dell’organismo edilizio.

5. POLO NAUTICO: E’ necessaria una vertenza che metta al centro delle iniziative il destino del fiume Magra. Oggi il fiume è calibrato ad una vocazione nautica sempre più legata al POSTO BARCA e la presenza dei natanti nel fiume, sia lungo le sponde che in darsene/approdi attrezzati, deve essere disciplinata promuovendo una regolamentazione della attività nautica che consenta lo spostamento alle sole imbarcazioni dotate di dispositivi di mitigazione dell’inquinamento acustico, idrico ed atmosferico (filtri per recupero oli/depurazione scarichi) affinché le imbarcazioni che transitano nel fiume limitino un’aggressività ambientale sempre più intollerabile.

Lungo il fiume Magra le numerose infrastrutture nautiche e turistiche sono state realizzate in modo INNATURALE, quindi riaffermiamo la necessità della rinaturalizzazione delle sponde per scongiurare le prevedibili esondazioni ed allontanare i rischi dell’intrusione salina che, contaminando le falde idriche, potrebbero modificare negativamente l’approvvigionamento idrico di tutta la vallata.

Queste infrastrutture devono essere realizzate secondo le tecniche dell’ingegneria naturalistica, e quindi le opere di consolidamento anche spondale devono essere eseguite con l’utilizzo di materiali non impattanti sull’ambiente e compatibili con le esigenze dell’ecosistema e del suo habitat, eliminando strutture in calcestruzzo, asfaltature, briglie in c.a. e ricorrendo a pontili galleggianti in luogo degli ormeggi su sponda.

Le darsene/approdi attrezzati devono operare secondo la legislazione ambientale, dotandosi di bagni, docce, vasche per il lavaggio delle carene collegate alle pubbliche fognature e/o dotate di fosse settiche appropriate, per evitare sversamenti nel suolo e quindi nel sottosuolo e poi nel corso del fiume

Proponiamo di introdurre una TASSA DI STAZIONAMENTO E SPOSTAMENTO per le imbarcazioni superiori agli 8 metri al fine di non scaricare solo sugli Enti Locali il costo degli interventi che purtroppo, vista la vocazione nautica del fiume Magra, si rendono sempre più frequenti e necessari. Tale contributo da versare a favore degli EE.LL. deve essere vincolato alla realizzazione di opere di bonifica ambientale del fiume Magra.

Infine Rifondazione Comunista condivide la proposta di affidare alla Protezione Civile (assimilabile ad una Magistratura del fiume Magra) la progettazione e la realizzazione di interventi di messa in sicurezza e/o mitigazione del rischio residuo.

Crediamo che solo un Ente in possesso di autorevolezza e credibilità possa finalmente completare un’opera da troppi anni attesa e che peraltro anche in questa occasione ha dimostrato che se gli interventi programmati fossero stati eseguiti, pur in presenza di un evento straordinario, i suoi effetti sarebbero stati ben più modesti.

Coordinamento Rifondazione Comunista
Val di Magra

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