Lombardi: “Una manifestazione in città contro il disastro della sanità spezzina”

17 gennaio 2015, by  
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La situazione della sanità spezzina è giunta oramai al limite della sopportazione umana.

Liste di attesa eterne, personale ridotto all’osso causa blocco delle assuzioni, una costruzione mai cominciata di un nuovo ospedale la cui prima pietra è stata pomposamente annunciata più volte e sempre con nuove elezioni alle porte (da quelle politiche a quelle regionali alle comunali): sono le principali criticità di un sitema oramai al collasso.

Mentre il fantomatico nuovo Felettino veniva biecamente strumentalizzato a fini elettorali. mentre si sono ascoltate tante chiacchiere e riempite per anni pagine e pagine di giornali, la sanità spezzina andava letteralmente a rotoli. E’ quello a cui abbiamo assistito negli ultimi cinque anni: a pagare (sulla propria pelle e con le proprie tasche) è stata sempre e solo la popolazione.

Per questo lanciamo l’appello per una grande manifestazione nei prossimi giorni dei cittadini di tutta la provincia, assiciazioni e movimenti politici di opposizione che parta da piazza Verdi e giunga di fronte all’ospedale Sant’Andrea.

Per dire tutti insieme basta alle speculazioni sulla salute e pretendere risposte immediate dai signori Federici, Burlando e Conzi.


Massimo Lombardi,

segretario provinciale Rifondazione Comunsita La Spezia

Rifondazione risponde alla Pucciarelli: “Non prendiamo certo lezioni dalla Lega Nord”

7 novembre 2014, by  
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Le parole della segretaria provinciale della Lega Nord Stefania Pucciarelli sono fuorvianti, provocatorie e in ultima analisi inaccettabili. Rifondazione Comunista da sempre è dalla parte di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, indipendentemente dalla loro provenienza. E’ stata più volte, e continuerà ad esserlo, al fianco dei metalmeccanici, dei lavoratori stagionali, dei precari e dei lavoratori tutti.

Il problema della sicurezza e della legalità, per noi, si risolve con l’integrazione e non con l’esclusione da un tessuto sociale palesemente in evoluzione, ma piuttosto con politiche sociali atte a creare ponti e non muri perchè la diversità culturale è letta e vissuta come arricchimento e non come impoverimento.

Il presidio antirazzista che si terrà domenica 9 novembre alle 10.30 in Piazza Garibaldi è stato lanciato dal comitato “La Spezia Antirazzista” a cui hanno aderito: Comunità Senegalese, Comunità Dominicana, Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, Coordinamento Freedom Flottilla La Spezia/Massa Carrara e dall’ Anpi La Spezia, sezione centro.

Rifondazione Comunista La Spezia

“La visita di Borghezio in piazza Brin è una provocazione, i razzisti nella nostra città non sono i benvenuti”

5 novembre 2014, by  
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Apprendiamo dagli organi di informazione della presenza di domenica 9 novembre alle ore 10.30 in piazza Brin, dell’europarlamentare della Lega Nord Borghezio.

La riteniamo una provocazione alla città, medaglia d’oro alla Resistenza, da sempre multietnica, antirazzista e antifascista.

Non è con la guerra tra poveri e con la demagogia che si risolve il problema della crisi e del lavoro. 

Abbiamo tempestivamente e legittimamente richiesto il permesso alla questura per svolgere un presidio democratico e antirazzista in piazza Brin, come già fatto oltre dieci anni fa in coincidenza di medesimo comizio, senza alcun problema per l’ordine pubblico. Apprendiamo ora con sconcerto che detta legittima richiesta ci è stata negata dal questore Grillo, che ci ha proposto il presidio in altra zona della città.
Mai era accaduto in oltre 20 anni di storia politica del nostro partito di ricevere un divieto a manifestare: abbiamo dato sempre prova di decisione e risolutezza politica ma mai abbiamo trascinato in episodi di violenza. Invitiamo tutti i partiti della nostra città, l’Anpi, i comitati antirazzisti e le associazioni pacifiste a mobilitarsi insieme a noi per dare una risposta collettiva contro razzsmo e xenofobia.
LA SPEZIA e’ ANTIRAZZISTA!  
Rifondazione Comunista,
Federazione provinciale della Spezia

1 novembre: Rifondazione alla giornata di mobilitazione globale a sostegno del popolo curdo

1 novembre 2014, by  
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Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, parteciperà oggi, 1 novembre, alla manifestazione in occasione della giornata globale di azione per Kobane e il Kurdistan, a Roma, al corteo che partirà da piazzale Esquilino alle 15.30.

«Rifondazione Comunista aderisce e partecipa alla Giornata internazionale di mobilitazione in sostegno ai partigiani di Kobane e al popolo Kurdo. Tre in particolare sono gli obiettivi che mi sono stati sottolineati nei giorni scorsi, quando sono stato in delegazione a Kobane con il Partito della Sinistra Europea. In primo luogo l’apertura di un corridoio tra la frontiera Turca e Kobane sia a fini umanitari che per permettere l’ingresso di armi e rifornimenti per i partigiani che combattono a Kobane. In secondo luogo vi è la necessità di un rapido intervento umanitario internazionale diretto ai rifugiati Kurdi che sono palesemente discriminati dallo stato Turco e scaricati sulle spalle della popolazione locale. In terzo luogo è necessario togliere immediatamente il Pkk – che è il partito in cui si riconosce la stragrande maggioranza dei Kurdi Turchi e siriani – dalla lista delle organizzazioni terroristiche, così come deciso negli anni scorsi dagli Usa e dall’Unione Europea. E’ vergognoso che chi combatte concretamente sul terreno i nazisti dell’Isis venga considerata a livello internazionale una organizzazione terroristica».

 

Paolo Ferrero,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista

“A Pisa in difesa dei beni comuni e dell’ex Colorificio”

18 novembre 2013, by  
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Sabato 16 novembre sarà una giornata di lotta molto intensa che attraverserà l’Italia come un fiume in piena. In Val di Susa si scenderà in piazza contro la TAV, per un altro modello di sviluppo e di democrazia, a Gradisca, per chiudere subito tutti i CIE, per un altra politica delle migrazioni e dei diritti di cittadinanza, a Napoli contro il biocidio e le ecomafie, per la giustizia sociale e ambientale.
Una delegazione spezzina di Rifondazione sarà presente a Pisa, dove questo fiume in piena attraverserà la città toscana per difendere i beni comuni, per la riappropriazione degli spazi sociali, in solidarietà all’ex colorificio liberato, sgomberato nel silenzio della giunta Pd – Sel, pochi giorni fa. 
Con la delegazione spezzina del Prc manifesterà la consigliera comunale Simona Cossu, già presentatrice di una mozione consiliare in difesa dell’esperienza pisana. “L’ex Colorificio, dichiara Simona Cossu, va oltre la città di Pisa, rappresenta realmente un’esperienza straordinaria di riappropriazione della proprietà collettiva e pubblica, la difesa di un bene comune, mentre la proprietà privata delocalizzava ed ha lasciato a casa lavoratori e lavoratrici. Un’esperienza che ha ridato uno spazio sociale ad una comunità, come hanno dimostrato le tante iniziative straordinarie che lo hanno animato. Difendiamo questa esperienza nella speranza è ci contamini, perchè anche alla Spezia chi è portatore di un pensiero critico non ha spazi di costruzione sociale“.
Rifondazione Comunista La Spezia

“Rifondazione aderisce all’appello della “Via maestra”: a Roma il 12 ottobre per difendere la Costituzione, contro il governo delle larghe intese e dell’austerità”

24 settembre 2013, by  
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Rifondazione Comunista La Spezia aderisce, parteciperà e si adopererà per garantire la più ampia partecipazione possibile al corteo per la difesa e la piena attuazione della Costituzione del prossimo 12 ottobre a Roma, promosso dall’appello “La via maestra” promosso da Rodotà, Landini e Zagrebelsky nell’assemblea dell’8 settembre scorso al Frentani.

Questa manifestazione, che intreccia i temi della democrazia e del lavoro, auspichiamo diventi il punto di partenza per la costruzione di una opposizione di massa alle politiche di austerità che caratterizzano tanto il governo Letta quanto le direttive europee.

Anche nella nostra provincia siamo pronti a dare il nostro contributo per la migliore riuscita della manifestazione.

Contro il governo delle larghe intese, contro la grande coalizione dei banchieri e dei poteri forti, vogliamo quindi costruire la grande coalizione per il lavoro, i diritti sociali e civili e l’allargamento della democrazia, fondata sull’antifascismo.

Valori sacrosanti, che questa Repubblica sta sempre più perdendo: per questo ogni cittadino è chiamato a lottare per difenderli.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Roma, 8 settembre 2013: nel nome della Costituzione e della Sinistra, un’assemblea che ha aperto una speranza

9 settembre 2013, by  
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L’assemblea che si è tenuta domenica 8 settembre a Roma, convocata da Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky rappresenta un grande fatto politico.

Innanzitutto perché è perfettamente riuscita e questo ci dice della volontà di ripartenza che vi è in quel popolo della sinistra che vuole cambiare le cose. In Italia vi sono le energie morali e politiche per riaprire un percorso di alternativa, di chi non si rassegna allo stato di cose presente.

In secondo luogo perché la convocazione della manifestazione del 12 di ottobre per la Costituzione e per il lavoro e il percorso di preparazione della stessa saranno un grande fatto democratico e di mobilitazione popolare. Il vero disastro dell’Italia non sta solo nella protervia berlusconiana o nella sciagurata azione dei governi di unità nazionale. Il vero disastro sta nella rabbia e nella insoddisfazione popolare che però non trovano punti di sbocco collettivo. Il disagio del paese oggi si esprime più in rabbie individuali, in solitudini impotenti che in una risposta collettiva. La manifestazione del 12, il percorso di mobilitazione precedente e quello che inevitabilmente si aprirà dopo il 12 costituiscono invece la possibilità di costruire un grande movimento democratico di risposta collettiva all’attacco alla democrazia e ai diritti sociali. La possibilità di passare dall’Io al Noi è inscritta nelle proposte dell’assemblea di ieri e costituisce un enorme fatto politico che ci riavvicina alle mobilitazione degli altri popoli europei.

In terzo luogo l’aver legato la questione della difesa e dell’applicazione della Costituzione con le questioni del lavoro è decisivo. Oggi l’applicazione delle politiche neoliberiste stanno mettendo in discussione tutti i livelli di civiltà conquistati nel dopoguerra in Europa: il welfare, il sindacato e i diritti dei lavoratori, la democrazia. Le politiche di austerità lungi dal farci uscire dalla crisi la stanno aggravando e ne scaricano i costi sulle masse popolari. Questo attacco viene condotto congiuntamente da centrodestra e centrosinistra e i governi Monti e Letta ne sono la plastica dimostrazione. Non si tratta solo di un fatto italiano. Tutte le peggiori decisioni assunte a livello europeo, dal trattato di Maastricht al Fiscal Compact sono state assunte insieme da popolari e socialisti. Se poi facciamo mente locale sul fatto che i leader che principalmente vogliono sferrare un attacco alla Siria sono il Democratico Obama e il socialista Hollande, il quadro è completo. Occorre evidentemente costruire una alternativa culturale e politica al centrodestra quanto al centrosinistra e solo tenendo insieme questione sociale e questione democratica è possibile rovesciare queste politiche e difendere i diritti sociali come la democrazia. Il rischio che abbiamo è infatti che sotto l’attacco devastante ai diritti sociali e del lavoro la questione della democrazia venga vista come una cosa secondaria da vasti strati sociali. Una specie di lusso di cui non val la pena occuparsi. Addirittura vi è il rischio che ipotesi presidenzialiste e populiste possano incontrare a livello di massa il diffusissimo sentimento di repulsa per la politica. Mettere in discussione le politiche neoliberiste sia sul piano dei loro effetti sociali, sia sul piano della difesa della democrazia e della partecipazione è quindi la strada giusta: La via maestra.

Da ultimo l’assemblea e il percorso proposto apre anche la strada e la speranza per la costruzione di uno spazio pubblico di sinistra. Dentro il regno del bipolarismo e delle politiche neoliberiste, Rodotà ha giustamente denunciato il vuoto della politica. Questo vuoto va riempito e noi proponiamo di farlo evitando di ripercorrere gli errori del passato. Non ha funzionato la Federazione della Sinistra così come non ha funzionato Rivoluzione Civile: Non funzionano le ambiguità nel rapporto con il centro sinistra e i patti di vertice a cui siamo stati costretti. Non si tratta quindi di fare un nuovo partito o di mettere insieme gli attuali gruppi dirigenti: si tratta di dar vita ad un spazio pubblico della sinistra basato sul principio della democrazia e della partecipazione, in cui, a partire da un comune progetto politico e da regole condivise, si possa ricostruire una comunità di dibattito e di azione civile, culturale e politica. Si tratta di coinvolgere le centinaia di migliaia di uomini e donne di sinistra che oggi in Italia sono alla ricerca di un punto di riferimento politico. Una ricostruzione dal basso che può essere il valore aggiunto prodotto dal percorso di mobilitazione deciso ieri e che vede nella serietà e nell’autorevolezza delle persone che hanno convocato l’assemblea un fattore non secondario di speranza.

Paolo Ferrero

ilfattoquotidiano.it

Domenichini: “Se 51 anni (di carbone) vi sembran pochi, provate voi a respirar”

29 giugno 2013, by  
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…e proverete la differenza di respirare e proffittar.

Mi perdoneranno mai le mondine di Novellara per l’ardita parafrasi? Ma questo significa Enel alla Spezia, un impianto enorme, partito da 1800 MW di potenza installata, arrivati oggi a 1200 (di cui 640 a gas pressoché inutilizzati, il resto, neanche a dirlo, ancora a carbone), ed una storia di una provincia, dei suoi lavoratori nel ventre caldo delle sue caldaie, dei suoi abitanti nei quartieri limitrofi del levante di quel Golfo che pare ormai tutto men che dei poeti. Così le emissioni dell’unica ciminiera rimasta della “Eugenio Montale”, simboleggia l’ennesimo ricatto ambiente-lavoro, il tradimento democratico di un referendum dimenticato che sanciva il no di una città.

Ciminiere, bastano pochi sbuffi d’emissioni, penduli da un’autorizzazione integrata ambientale, sul delirio del mare. Oltraggio per oltraggio, la richiesta di AIA risale al 2007, ed in questi 6 anni la centrale ha continuato a funzionare senza alcuna limitazione, se non l’osservazione della norma. Il 7 giugno scorso si è tenuta la Conferenza dei Servizi per la discussione sul rilascio dell’AIA ed il documento approvato consentirà che nella centrale permanga prevalente uso del carbone per altri 8 anni.

Il sindaco spezzino Federici, invece di rilasciare, nel pieno della sua autorità sanitaria, un parere sanitario prescrittivo a tutela della salute pubblica da recepite in Conferenza dei Servizi AIA, esulta, forse pensando al via libera ad un nuovo polo commerciale nelle aree limitrofe all’Enel, previsto nel piano generale di sviluppo 2013-2017. Ma che il sindaco e l’amministrazione in tema energetico abbiano le idee confuse è dimostrato che ritengano un risultato la riduzione del 14% delle emissioni entro il 2020, quando la direttiva si chiama 20-20-20, non 20-14-20.

Eppure c’era i presupposti per “batter i pugni sui tavoli”. Nessun riconoscimento del luogo in cui sorge la centrale, in una città, nel cuore di una provincia, nessuna valutazione delle alternative, nessuna applicazione delle Migliori Tecnologie Disponibili, monitoraggi non adeguati e nessuna indagine epidemiologica sulle incidenze sanitarie dell’impianto, in una provincia dei record di forme tumorali. Esultiamo. Insieme al silenzio assordante di quei sindaci che ignorano i dati sulla ricaduta di anidride solforosa, in funzione della direzione prevalente dei venti, con concentrazioni maggiori a Bolano, Portovenere, Calice e Follo, comuni della val di Vara a decine di chilometri dalla ciminiera.

Eppure il programma di governo il sindaco della Spezia dice chiaramente che “l’obiettivo della dismissione del sito (centrale Enel) potrebbe aprire nuove prospettive strategiche di utilizzo del territorio e di conversione dell’economia cittadina: diventa allora importante perseguire quest’obiettivo per il futuro prossimo, plausibilmente entro il 2015”. Come a dire che in campagna elettorale si può tutto e di più, tant’è che il sindaco del Pd spezzino perde qualche pezzo della sua maggioranza, con Rifondazione comunista che decide di passare all’opposizione, accusato di aver tradito gli impegni elettorali. ENEL docet.

La palla passa al Ministero dell’Ambiente del governo Alfano/Letta, Andrea Orlando (Pd), spezzino doc, autore di una relazione programmatica in commissione ambiente che sa di coperta di Linus delle meraviglie e che pare abbia messo in soffitta il possibilismo sul co-incenerimento del CDR (combustibile derivato da rifiuti) con il carbone della centrale ENEL. Ma il pessimismo della ragione parrebbe superare l’ottimismo della volontà anche nel tempo della green economy, anche di quella delle larghe intese. Intanto, come le mondine, quei vigliacchi di quei signori, verranno loro a respirar, nel 2013 è ancora l’età del carbone. Sabato 29 giugno, per la fine di quell’era le strade ed il mare del golfo dei poeti manifesterà: non rompeteci i polmoni”!

William Domenichini

Responsabile ambiente Rifondazione Comunista La Spezia

“Adesione alla manifestazione di domani in difesa della scalinata Cernaia”

9 marzo 2013, by  
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Domani, domenica 10 marzo, Rifondazione Comunista della Spezia aderirà al presidio in difesa della scalinata Cernaia indetto per le ore 11 dal locale comitato cittadino.
La scalinata rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e “magici” della nostra città ed è assurdo che l’amministrazione comunale voglia, come con Piazza Verdi, proseguire nell’opera di stravolgimento di tale luogo simbolico senza ascoltare minimamente il parere fondamentale degli spezzini.
Per questo aderiamo con convinzione all’evento di domani raccogliendo l’invito del Comitato difesa Cernaia alla massima partecipazione da parte dell’intera società civile e politica spezzina.
Rifondazione Comunista La Spezia

Rifondazione in piazza contro le vergognose parole di Don Corsi: “Chiediamo che venga rimosso dal suo incarico”

29 dicembre 2012, by  
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Rifondazione Comunista ha aderito alla manifestazione indetta dalle donne spezzine di “Se non ora quando?” che si è svolta quest’oggi a San Terenzo.
L’affissione del manifesto del sacerdote santerenzino Piero Corsi sono gravissime, lesive della dignità delle donne. Registriamo anche il grave ritardo con cui il vescovo spezzino ha preso le distanze dal manifesto affisso sulla bacheca della parrocchia di San Terenzo, ed a lui chiediamo di dare coerente consequenzialità alle sue parole e rimuovere il parroco.
Facile pensare che i prossimi ad esser sotto attacco saranno i gay, i cui matrimoni sono stati definiti dal Papa una minaccia, i mendicanti e magari i bambini che con le loro gesta e tenerezze istigano gli istinti carnali dei vari parroci frustrati nella loro castità. Le loro frustrazioni non possono certo esser rigettate sulla società civile laica, difesa dalla nostra Costituzione. Subiamo già troppi diktat dalla Chiesa sul piano culturale e scientifico (testamento biologico, aborto) e siamo uno dei Paesi più arretrati sul piano dei diritti civili (divorzio, matrimoni di genere, convivenze), già sin troppo paghiamo con soldi pubblici le loro scuole, le Chiese e i loro insegnanti a scapito dell’ istruzione pubblica, fino alla vergognosa esenzione dall’IMU prevista dal governo Monti ed avallata dalle forze politiche che lo hanno sostenuto.
La laicità va ritrovata anche nelle manifestazioni pubbliche dove sempre più spesso, anche a Lerici, sembra un valore assente.
Pertanto chiediamo che ci sia reciprocità nel rispetto dei credi e anche dei non credi.
Rifondazione Comunista Lerici

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