Cara BCE c’è posta per te: venerdì alle 11 la FdS spezzina consegnerà la lettera alla Banca d’Italia in risposta a Trichet e Draghi

13 ottobre 2011, by  
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Domani, venerdì 14 ottobre alle ore 11, in via sant’Antonio 19 (sede della Banca d’Italia) è convocata una conferenza stampa dei dirigenti di Rifondazione Comunista e Federazione della Sinistra della Spezia per spiegare le ragioni dell’azione di protesta in vista della grande manifestazione di Roma di sabato 15 ottobre.

Infatti al direttore della filiale spezzina verrà consegnata una lettera gigante in risposta all’analoga lettera inviata in estate al governo italiano da parte del governatore uscente della BCE Trichet e il suo successore Draghi che hanno ordinato all’Italia la vergognosa manovra vessatoria ferragostana, scaricata poi dal trio Berlusconi-Tremonti-Bossi interamente sulle spalle del lavoratori e pensionati italiani.

Rifondazione Comunista/FdS La Spezia

Rifondazione da domani in piazza in tutta la provincia: volantinaggio e raccolta firme per chiedere la tassa patrimoniale

16 settembre 2011, by  
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I militanti spezzini di Rifondazione Comunista a partire da domani, sabato 17 settembre, saranno nelle piazze della provincia per la raccolta firme per introdurre la tassa patrimoniale che il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti si è ben guardato da proporre.

L’enesima vergognosa manovra del governo favorisce infatti banche, speculatori finanziari e grandi evasori, cioè i responsabili della crisi che viene scaricata sui lavoratori, pensionati e cittadini.

Di seguito il calendario dei primi appuntamenti organizzati su tutto il territorio provinciale:

Domani, sabato 17 settembre, a Ortonovo, il Coordinamento FdS della Val di Magra organizza dalle 10 alle 12 un banchetto per la raccolta firme per la patrimoniale davanti al palazzo municipale. Nel pomeriggio si terrà un volantinaggio con raccolta firme in piazza Luni a Sarzana, dalle 17 alle 19.

Domenica 18 settembre a Lerici sarà la volta del Patrimoniale day, organizzato da Rifondazione in tutta Italia. Il circolo Prc lericino allestirà per l’occasione un banchetto e volantinaggio presso la rotonda Vassallo dalle 10.30 alle 12.

Alla Spezia, dal 18 settembre al 20 ottobre, sarà organizzato un presidio permanente per la patrimoniale in corso Cavour, angolo via Rattazzi. Si effettuerà la mattina dalle 10 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 16 alle 19.

Infine mercoledì 21 settembre a Castelnuovo Magra sarà allestito un banchetto di raccolta firme presso il centro commerciale La Miniera dalle 9 alle 12.

 

Rifondazione Comunista

Federazione della Sinistra La Spezia

26, 27, 28 agosto: festa della FdS del Ponente all’area verde di Marola. Continua la raccolta firme a favore della patrimoniale

25 agosto 2011, by  
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Al via da domani, venerdì 26 agosto, fino a domenica 28 agosto, presso l’area verde di Marola, la festa della Federazione della Sinistra del Ponente della Spezia.

Tre serate di musica e ottima cucina per la XXXma edizione della mitica sagra del raviolo di Coregna, dove saranno serviti oltre tremila ravioli fatti rigorosamente seguendo le ricette tramandate di generazione in generazione.

Sabato e domenica si mangia anche a pranzo. Venerdi e sabato si balla con i New Leader, domenica con i Maritè.

Inoltre, come all’ultima festa Fds di Fiumaretta, verranno raccolte firme a favore della tassa patrimoniale, contro la manovra voluta dalla Banca Centrale Europea ed eseguita dal trio Tremonti-Berlusconi-Bossi.

Tra i banchi della festa i cittadini potranno dunque cominciare la prima vera opposizione dal basso al governo Berlusconi e delle banche prima dello sciopero generale indetto dalla Cgil per il prossimo 6 settembre.

 

Federazione della Sinistra Ponente

Sanità: “Tremonti e Berlusconi veri colpevoli del caos anche alla Spezia”

27 luglio 2010, by  
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La manovra del governo Berlusconi si distingue per l’ispirazione radicalmente antipopolare e classista che la anima. Non un euro viene chiesto a chi ha redditi più alti. Niente è previsto sulle rendite finanziarie tassate la metà della aliquota più bassa sul lavoro. Niente sui grandi patrimoni. Ricordiamo che il nostro paese secondo i dati Bankitalia e secondo le analisi Ocse, è stato uno dei paesi in cui maggiormente sono cresciute le disuguaglianze negli ultimi vent’anni ed ha oggi una distribuzione della ricchezza particolarmente iniqua: solo 2 milioni 380mila famiglie italiane (il 10% del totale), infatti, posseggono il 44,5% della ricchezza netta complessiva. Di contro, il 50% delle famiglie italiane (le più povere) ne deten  gono appena il 9,8%. Gli effetti della manovra si abbattono anche sulla sanità pubblica. In due anni il budget si riduce di oltre 2 miliardi di euro: 1 miliardo nel 2011, di cui 418 milioni di contenimento della spesa del personale e 600 milioni per i farmaci; 1 miliardo e 132 milioni nel 2012, di cui sempre 600 milioni per i farmaci.

Il blocco del turn over e il dimezzamento dei precari colpiscono anche il sistema sanitario. Si potrà sostituire solo un medico ogni cinque che vanno in pensione, causando la diminuzione di circa 12.000 unità in due anni e il conseguente riduzione del 10% delle prestazioni mediche erogate ai cittadini. La riduzione di personale sarà di 156.000 addetti nel triennio, 20.000 i precari licenziati. Questo comporterà la messa in discussione del diritto alla salute dei cittadini. La manovra interviene sulle regioni in regime di commissariamento per il debito, che nel caso di non rispetto del piano di rientro (con tasse al massimo e ticket generalizzati) vedranno il rischio di un
sostanziale blocco dei trasferimenti. Sul fronte della spesa farmaceutica rischia di essere estremamente penalizzante per i cittadini il fatto che, se il medico generico prescrive un farmaco in regime di brevetto, la differenza di prezzo con il farmaco generico dovrà essere pagata direttamente dal paziente anche se è in regime di esenzione.

Va ricordato, inoltre, che il decreto appena emanato, che contiene i su citati provvedimenti, è solo una parte della manovra complessiva che si prospetta con altri provvedimenti legislativi, che colpiranno ulteriormente la sanità pubblica. Tra questi ne ricordiamo tre, gravissimi: il primo è la nuova normativa sulla governance sanitaria con la liberalizzazione dell’intramenia e ulteriori spazi di privatizzazione; il secondo riguarda la declassificazione di interventi oggi eseguiti in day surgery o day hospital, derubricati in prestazioni ambulatoriali e quindi deprivati di assistenza post chirurgica o post specialistica; il terzo stravolge e cancella alcuni interventi sanitari oggi in regime di livelli essenziali di assistenza, togliendo alle Regioni il riconoscimento e la relativa copertura economica, aprendo quindi la via a porre a totale carico del paziente i costi di questi interventi. E’ sempre più evidente che il governo Berlusconi lavori ad un taglio generale in sanità che lo stesso ministro Fazio indicava in circa 10 – 11 miliardi nel biennio. L’insieme di misure rientra pienamente nel disegno del governo di smantellare lo stato sociale per proseguire il percorso di sviluppo del “pilastro” privato nei servizi sanitari, sociosanitari e sociali.

Quanto accaduto in questi giorni all’ospedale di Sarzana, che ha visto lo spostamento del reparto maternità al Sant’Andrea della Spezia ne è la prova, così come il caos sull’ospedale di Levanto a rischio chiusura. I cittadini indignati sono giustamente insorti. Ma il governo e la propaganda berlusconiana, con grave ipocrisia menzognera, ha avuto prima la faccia tosta di negare la crisi economica causata esclusivamente dall’alta finanza, dalle banche e dal capitalismo internazionale, poi di attuare una manovra vergognosa sui lavoratori, i ceti medio bassi e i servizi sociali, il tutto avendo pure l’accortezza di dipingerla come un favore al Paese: “non abbiamo aumentato le tasse“, hanno infatti affermato Berlusconi e Tremonti.

E’ ora che in tutta Italia la gente si chieda se davvero è contenta di sorreggere le enormi spese dei ricchi, degli abusi di stato, delle tangenti, della corruzione dilagante e delle mafie di ogni genere pagando di tasca propria, senza avere più dallo stesso Stato tutto quello che occorre per vivere decentemente a partire dalla sanità pubblica e gratuita, in via di smantellamento.

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