Fedi: “L’ingerenza del sindaco Peracchini nelle modalità di gestione delle commissioni consiliari è di una gravità inaudita”

17 novembre 2018, by  
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Al di là degli aspetti giuridici su cui probabilmente il primo cittadino dovrebbe riflettere, si tratta di un atto che mette in dubbio ed in pericolo l’autonomia del consiglio comunale, organo di rappresentanza democratica del capoluogo spezzino. Le Commissioni consiliari sono forse l’ultimo baluardo di democrazia rimasta nei nostri comuni, luogo in cui il consigliere può interloquire con Enti, Agenzie, organi dello Stato, realtà sociali e sindacali interessati dalle varie problematiche, aperte alla cittadinanza e dove ogni affermazione ha valore legale, insomma luogo in cui ha un senso compiuto ed un’utilità reale l’esercizio dell’attività consiliare. 
Se Peracchini è intollerante verso qualsiasi confronto e dissenso è problema suo, non dei valori democratici del nostro paese e del comune capoluogo. 
Se Peracchini non riesce a  gestire i rapporti con la sua maggioranza e’ problema suo,  non utilizzi metodi antidemocratici per imbavagliare il consiglio comunale ed i suoi organi come le commissioni.
In pochi mesi di amministrazione il centrodestra ed il sindaco spezzino ha inanellato una serie di episodi indegni che dovrebbero far riflettere, dal negare l’incontro con i lavoratori Acam solidali con la collega “licenziata” dall’assessore Casati, dalla nomina della super dirigente che doveva affiancare Peracchini nel riprendere in mano la situazione per ridimensionarla a capo Dipartimento per ovvia incompatibilità della funzione con il ruolo del Segretario Generale, alla vicenda dell’eternit a Marola ed alle contraddizioni che ne emergono sulle modalità di intervento dell’amministrazione sul controllo e monitoraggio del quartiere. Non ultimo, ma per gli interessi della città senz’altro di minor interesse, i continui balletti su presunti rimpasti di giunta e sulla litigiosità delle componenti della maggioranza per acquisire un posto al sole.
In un contesto che pare di caos totale, è evidente che il Sindaco tenti di limitare scivoloni e ulteriori sbandamenti censurando le Commissioni consiliari, un’atto illegittimo che grida vendetta, col quale il sindaco vuole mettere in ordine la maggioranza e zittire l’opposizione. Oltre ad un passo indietro del sindaco, riteniamo che sia indispensabile un atto formale del presidente del consiglio Guerri se non vuole esser complice, affinché nel suo ruolo tuteli le prerogative del consiglio comunale e dei consiglieri, consapevoli che questa vicenda minerebbe le fondamenta delle istituzioni democratiche locali.
 
Veruschka Fedi,
Segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

 

Eternit a Marola, Rifondazione Comunista e Spezia Bene Comune: “Vicenda al limite del surreale”

9 novembre 2018, by  
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La vicenda dei tetti in eternit dei capannoni siti nell’area arsenale di Marola in parte divelti dal vento dello scorso weekend, sta assumendo connotati al limite del surreale. Si è partiti da una serie di segnalazioni dei cittadini, senza il quale probabilmente nessuno sarebbe intervenuto sulla questione, si è passati dalle sconcertanti parole del sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, che i parlava di interventi ancora prima che nessun operaio avesse messo piede in arsenale, per arrivare alla preoccupante assenza di trasparenza. 
 
Il sindaco è il primo responsabile e tutore della salute pubblica e visto i “buoni rapporti di vicinato” che ha con la M.M  sarebbe opportuno che invece di pronunciare proclami ben lontani dalla realtà, si prodighi per mitigare un rapporto di buon vicinato che tale è probabilmente solo per questa amministrazione.
Peracchini ha voluto rassicurare la cittadinanza ma la realtà, documentata dai cittadini, è tutt’altro rispetto a quanto affermato dal primo cittadino: persistono frammenti di lastre rotte in sito oltre che alcuni pezzi ritrovati nella pubblica via. Siamo di fronte ad un fatto senza precedenti, oltre alla gravità di affermazioni non veritiere da parte del sindaco, resta la ancor più grave situazione di rischio di dispersione di fibre d’amianto per l’area circostante, area che vede un centro abitato, esercizi commerciali, uffici postali ed una scuola dell’infanzia e di primo grado.
 
SBC e Rifondazione Comunista esprimono vicinanza alla popolazione di Marola, chiedendo che le istituzioni intervengano con urgenza, affinché si verifichi lo stato degli interventi che sono in atto, auspicando che prevedano la rimozione di tetti in eternit fatiscenti e non dei rattoppi che sarebbe certamente causa di ulteriori situazioni di pericolosità per la salute dei cittadini. In secondo luogo che si avvii immediatamente un monitoraggio sulle dispersioni aeree di fibre di amianto e che tale monitoraggio sia reso al più presto pubblico.
 
Nella nostra provincia è altissima l’incidenza del mesotelioma quindi auspichiamo che vengano messe velocemente in atto tutte le procedure atte a contrastare una patologia i cui maggiori picchi sono purtroppo  previsti nei prossimi anni a causa di un indiscriminata esposizione all’amianto.
 
Rifondazione Comunista La Spezia
Spezia Bene Comune

Aree militari di Marola: il caso arriva a Bruxelles con l’interrogazione scritta di Eleonora Forenza. Lombardi: “Grande soddisfazione per tutti gli spezzini, non molleremo mai la presa”

26 marzo 2015, by  
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Un’interrogazione scritta alla Commissione Europea riguardo all’inquinamento e smilitarizzazione delle aree militari di Marola alla Spezia è stata presenta ieri dall‘europarlamentare di Rifondazione Comunista-L’Altra Europa con TsiprasEleonora Forenza.
 
Come promesso nel corso della sua visita in città avvenuta lo scorso 1 dicembre, l’on.le Forenza ha chiesto alla Commissione europea una verifica sull’inquinamento nell’arsenale militare spezzino (specie per la presenza di grandi quantità di amianto) e sulla smilitarizzazione almeno parziale per il rilancio del borgo di Marola.
 
L’europarlamentare (e tutti i cittadini spezzini), ora attendono la risposta dalla Commissione che sarà comunicata tempestivamente. Di seguito il testo dell’interrogazione: “Da oltre 100 anni a Marola (La Spezia, Italia) la Marina Militare Italiana occupa un’area di circa 8 ettari fronte mare che negli ultimi anni è diventata solo un deposito diffuso di rottami e rifiuti inquinanti a 100 metri dalle scuole e dalle abitazioni. Da tempo i cittadini chiedono la smilitarizzazione e la bonifica di quest’area inutilmente sottratta alla loro fruizione, poiché da oltre 20 anni non vi si svolgono più attività lavorative. Le aree e gli specchi d’acqua sono invece usati solo come deposito, ormeggio di navi, rottami di vario genere e capannoni con coperture in eternit, determinando così una situazione di pericoloso inquinamento. La consistente presenza di amianto e metalli pesanti è stata certificata anche da una conferenza di servizi del Ministero dell’ Ambiente Italiano. Inoltre ultimamente, nell’area marina antistante la zona militare di Marola, è iniziata l’operazione di scarico delle bombe a grappolo dalla nave Bbc Houston, in condizioni di assoluta insicurezza. Chiede alla commissione:   Di verificare se la situazione d’inquinamento dell’area militare non contrasti con le normative europee, così come sancito dall’articolo 191 del TFUE;  di verificare se la smilitarizzazione, almeno parziale dell’area, non favorirebbe la bonifica e il rilancio del borgo di Marola, con possibile sviluppo economico e turistico“.
 
Siamo molto soddisfatti“, – dichiara il segretario provinciale spezzino di Rifondazione Comunista Massimo Lombardi- “La compagna Forenza aveva promesso di portare il caso in Europa e la ringrazio personalmente a nome di tutti gli spezzini, non solo di Marola, non solo di Rifondazione. Questa è una battaglia che vede coinvolta da sempre tutta la città: per la prima volta la piccola Marola sarà discussa nella grande Bruxelles. Questo primo atto ufficiale ci da la forza per proseguire nella lotta al fianco dei cittadini alla ricerca della verità e del diritto a tornare al proprio mare dopo oltre un secolo”. 
 
Il primo round è compiuto“, – conclude Lombardi – “ora aspettiamo la risposta del governo europeo. Su Marola siamo pronti a una nuova mobilitazione che vada oltre i confini spezzini“.

 

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Lutto per la scomparsa di Luisa Peoni, storica militante, protagonista delle feste di Coregna”

26 febbraio 2015, by  
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La federazione provinciale Prc La Spezia e il circolo cittadino “Ponente” di Marola esprimono profondo cordoglio per la scomparsa della compagna Luisa Peoni, moglie del compianto Enzo Cambi, militanti storici di Rifondazione Comunista.

Luisa aveva 84 anni ed è stata una delle fondatrici della festa di Liberazione di Coregna, autrice dei “mitici” ravioli, dalla leggendaria ricetta tenuta segreta, che ogni estate portavano nel piccolo borgo centinaia di spezzine e spezzini a fare lunghissime file pur di per poterli, finalmente, degustare.

Luisa era la protagonista assoluta della cucina, indimenticabile donna, fieramente comunista come il marito Enzo e il figlio Elio, al quale va tutta la nostra vicinanza in questo momento di grande dolore.

I funerali si terranno venerdì 27 febbraio alle ore 11 presso la chiesa di Fabiano basso.
Ciao Luisa!
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia 

Circolo “Ponente” di Marola

Spezia, no alla vendita delle case popolari e caso nave delle bombe a Marola: approvate le due mozioni presentate da Rifondazione Comunista

20 gennaio 2015, by  
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Doppio successo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale spezzino.

Ieri sera, lunedì 19 gennaio, sono state approvate due importanti mozioni presentate dal capogruppo Prc Edmondo Bucchioni.
La prima, che chiedeva il no alla vendita delle case popolari (Erp) contro il decreto del ministro Ncd Lupi dello scorso 16 ottobre, è passata con l’astensione di buona parte del Pd (voto contrario di Maurizio Ferraioli), l’astensione di Forza Italia ed il voto a favore del Movimento Cinque Stelle, Giulio Guerri e Pierluigi Sommovigo.
Da sottolineare come il Pd si sia nuovamente spaccato, dopo una lunga pausa chiesta per poter trovare una posizione comune, cosa che non è riuscita al gruppo di maggioranza.
Approvata invece all’unanimità la mozione urgente sul caso Marola e lo scarico delle bombe a grappolo dalla nave Bbc Houston, una questione che riguarda profondamente la sicurezza dei cittadini spezzini che vogliono vederci chiaro su quanto accade nell’arsenale militare affinché tali gravi casi di pericolosità per la salute pubblica non abbiano più a ripetersi.
Nell’esprimere grande soddisfazione per l’ottimo lavoro svolto dal compagno Bucchionialleghiamo il testo delle due mozioni approvate ieri dal consiglio comunale:

OGGETTO: MOZIONE URGENTE

Nella zona militare antistante Marola nei giorni scorsi è iniziata l’operazione di scarico delle bombe a grappolo dalla nave Bbc Houston per consentire lo smantellamento di queste munizioni che l’Italia, aderendo alla convenzione di Oslo, ha deciso di non impiegare più in operazioni belliche.

Stante le condizioni del tempo e l’ingrossarsi del mare dovuto a forti raffiche di vento libeccio, la nave ha strappato la boa di ormeggio andando ad urtare contro la scogliera.     

Ci sono volute parecchie ore per riprendere il controllo della situazione ed ormeggiare finalmente la nave al Molo Varicella.

Si sono vissuti momenti di paura per tutti gli addetti all’operazione e per la popolazione di Marola. Visto quanto accaduto si chiede al sindaco e all’amministrazione comunale che si facciano interpreti anche nei confronti dell’Unità Territoriale di Governo, perché le operazioni di scarico degli ordigni siano monitorate e seguite con maggior rigore, predisponendo una continua vigilanza di sicurezza in modo da evitare qualsiasi tipo di imprevisti che implichino il rischio per tale porzione di mare e il relativo quartiere circostante.

—-

PREMESSO CHE

lo scorso 16 ottobre la conferenza Stato-Regioni-Comuni ha dato il via libera al decreto Lupi per la vendita del patrimonio pubblico, compresa la vendita all’asta delle case popolari.

Atto gravissimo, che lede il diritto alla casa per le tante persone che non possono permettersela, un numero purtroppo in forte aumento a causa della dilagante crisi economica.

La casa infatti è un diritto fondamentale e l’istituzione dell’edilizia popolare è uno strumento di garanzia di coesione e di giustizia sociale.

CONSIDERATO 

  • che tale decreto darà il via libera a speculazioni immobiliari a danno della collettività e a vantaggio di chi potrà investire su costruzioni realizzate con soldi pubblici.

  • che ciò è tanto più ingiusto ed inaccettabile in quanto la gran parte del patrimonio di edilizia pubblica è stato costruito con i fondi i Gescal (acronimo di GEStione CAse per i Lavoratori) il cui finanziamento derivava dai prelievi effettuati direttamente sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti pubblici e privati. Pertanto un fondo destinato alla costruzione ed alla assegnazione di case ai lavoratori, (operante dal 1963 al 1992)

  • che Il patrimonio interessato dall’alienazione è quello costituito dagli alloggi di proprietà di Iacp, Comuni ed enti pubblici e quindi Si tratta di un  provvedimento incostituzionale in quanto lo Stato non può imporre norme su un patrimonio non suo ma proprietà di regioni ed enti locali che, sulla base della Costituzione, hanno nel campo dell’edilizia residenziale pubblica una competenza esclusiva.

  • che la messa all’asta degli alloggi popolari al prezzo di mercato metterebbe gli assegnatari in una situazione di precarietà assoluta, dato che la stragrande maggioranza, non ha redditi per poter di competere. Tanto più in un Paese dove gli sfratti per morosità (oltre 200 mila negli ultimi 3 anni), sono diventati una vera questione nazionale che andrebbe affrontata con politiche di inclusione sociale e non come opportunità di far cassa.

  • che secondo l’analisi realizzata dall’istituto di ricerca dell’Anci, l’Italia si attesterebbe tra le ultime posizioni a livello di edilizia residenziale pubblica in Europa, segnando quota 4% a fronte di una media comunitaria del 20 % e rispetto al 36% totalizzato dall’Olanda e al 22% dell’Inghilterra.
  • che l’assegnazione delle case popolari fu concepita innanzitutto come servizio di assistenza a tutela delle fasce sociali più deboli, e quindi come politica di tipo “assistenziale allo scopo di ridurre gli svantaggi di individui o famiglie nell’accesso ad un’abitazione funzionale, salubre e sicura.

Per quanto sopra il sottoscritto Consigliere Comunale

Impegna

Il Sindaco, l’Amministrazione ed il Consiglio Comunale

  • a dire No alla vendita all’asta delle case popolari e comunali
  • a chiedere alla Regione di intervenire dichiarando irricevibile questo schema di decreto, che interviene su materie che la Costituzione assegna alla esclusiva competenza regionale.
  • a chiedere al Governo e Regione di farsi carico dell’emergenza abitativa con finanziamenti adeguati in particolare per il recupero del consistente patrimonio pubblico che versa in condizioni di fatiscenza al fine di poter essere assegnato

F.to

Il capogrupo Prc Edmondo Bucchioni

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Caso nave Bbc Houston, Bucchioni: “Presentata mozione urgente sulla sicurezza del borgo di Marola”

20 gennaio 2015, by  
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Nella zona militare antistante Marola nei giorni scorsi è iniziata l’operazione di scarico delle bombe a grappolo dalla nave Bbc Houston per consentire lo smantellamento di queste munizioni che l’Italia, aderendo alla convenzione di Oslo, ha deciso di non impiegare più in operazioni belliche.

Stante le condizioni del tempo e l’ingrossarsi del mare dovuto a forti raffiche di vento libeccio, la nave ha strappato la boa di ormeggio andando ad urtare contro la scogliera.     

Ci sono volute parecchie ore per riprendere il controllo della situazione ed ormeggiare finalmente la nave al Molo Varicella.

Si sono vissuti momenti di paura per tutti gli addetti all’operazione e per la popolazione di Marola. Visto quanto accaduto si chiede al sindaco e all’amministrazione comunale che si facciano interpreti anche nei confronti dell’Unità Territoriale di Governo, perché le operazioni di scarico degli ordigni siano monitorate e seguite con maggior rigore, predisponendo una continua vigilanza di sicurezza in modo da evitare qualsiasi tipo di imprevisti che implichino il rischio per tale porzione di mare e il relativo quartiere circostante.

 

Edmondo Bucchioni,

capogruppo Rifondazione Comunista in consiglio comunale La Spezia

Da Bruxelles a Spezia: lunedì 1 dicembre tour spezzino della compagna Eleonora Forenza, europarlamentare Prc della Lista Tsipras

29 novembre 2014, by  
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L’europarlamentare di Rifondazione Comunista Eleonora Forenza, eletta a Bruxelles lo scorso 25 maggio nelle liste de “L’Altra Europa con Tsipras“, sarà alla Spezia nella giornata di lunedì 1 dicembre per un tour interamente spezzino.

La compagna Forenza, assieme al segretario provinciale Prc Massimo Lombardi,al segretario regionale Marco Ravera, al capogruppo Prc spezzino Edmondo Bucchioni e al responsabile movimenti Jacopo Ricciardi farà tappa in numerosi punti “caldi” del nostro territorio, incontrando cittadini, comitati e lavoratori. Di seguito il calendario degli appuntamenti:

alle 9.30 incontro con Fiom e Cgil presso Fincantieri Muggiano

alle 11 incontro con i cittadini di Marola

alle 12 conferenza stampa presso la sala gruppi di minoranza del palazzo comunale della Spezia

alle 14 incontro con il comitato “Spezia via dal Carbone”

alle 15.45 incontro con il comitato di Piazza Verdi

alle 17 iniziativa “Quale energia per l’Europa?” presso l’urban center del teatro civico della Spezia organizzata dall’Associazione Culturale Mediterrano: interverranno il rappresentate della commissione europea Fabrizio Spada e l’europarlamentare Pd Brando Benifei. 

 

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Nicoletta Dosio alla Spezia: “In Europa per continuare la nostra lotta”

La candidata alle elezioni europee con la lista “L’altra Europa con Tsipras” era alla Spezia: “Questa Europa non la vogliamo, vogliamo un mondo diverso”

 

Nicoletta Dosio, candidata nella circoscrizione nord-ovest alle elezioni europee con la lista “L’altra Europa con Tsipras”, ha fatto tappa alla Spezia. In mattinata ha incontrato i giornalisti al Distrò in Via Marsala e poi ha proseguito il tour nei dintorni spezzini: prima ha fatto visita ai Murati vivi di Marola, poi è stata alla Centrale Enel e a Pitelli. Dopo pranzo, durante il quale Nicoletta ha mangiato uno dei piatti più tipici del nostro territorio, la mesciua, è stata a Sarzana, e poi a Ortonovo. La visita nella provincia si concluderà questa sera alle 21 al Centro Allende, dove parteciperà all’iniziativa “Per un Europa dei Diritti”.
Nicoletta è un’attivista e volto storico del Movimento No Tav, impegnata nelle problematiche dell’ambiente, dell’istruzione e non solo. Figlia di operai, è stata insegnante di materie umanistiche dal 1973 al 2006. È protagonista della vita politica e sociale del territorio piemontese e ha partecipato a numerose lotte: contro il mega-elettrodotto “Grand-Ile Moncenisio-Piossasco”, che avrebbe sconvolto la Val di Susa; contro l’autostrada Torino-Bardonecchia e per l’apertura di un liceo scientifico pubblico nella zona della media Val di Susa, che ne era sprovvista. Ha solidarizzato con le lotte sindacali in varie fabbriche del territorio piemontese ed è stata una figura traino della lotta contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua. Da sempre impegnata contro le guerre, dalla Iugoslavia, all’Iraq, all’Afghanistan, si batte per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese.

Nell’incontro di questa mattina, non c’è stato bisogno di presentazioni. Nicoletta ha preso quasi subito la parola e come un fiume in piena ha raccontato ai presenti il motivo della sua candidatura, ha spiegato perché non si riconosce in questa Europa, ma ha anche dato speranza, la speranza di poterla cambiare. Tra i candidati ovviamente anche lo spezzino Stefano Sarti, operaio metalmeccanico della FIOM; Moni Ovadia, di famiglia ebraica, cantante, musicista ed editorialista; Curzio Maltese, editorialista de La Repubblica; Giuliana Sgrena, che ha collaborato con Rai News ed è stata inviata più volte in zone di guerra; Loredana Lipperini, di Radio3; Dijana Pavlovic, da sempre impegnata per cercare di migliorare la condizione dei rom. Questi sono solo alcuni dei candidati della circoscrizione nord-ovest della lista “L’altra Europa con Tsipras”.

“La nostra lista è composta da persone che rappresentano i vari aspetti di quella società che non si riconosce più in questa Europa – dice Nicoletta -. Questa è l’Europa del fiscal compact, delle banche e della guerra e non può essere né il mezzo né il fine per costruire un mondo diverso”. Nicoletta Dosio ritiene che l’Europa di Maastricht e anche quella del trattato di Lisbona, non sia nata per rispondere ai fini sociali o solidali, ma è nata esclusivamente per i fini economici del grande capitale. “Proprio per questo motivo – dice – non può rispondere ai bisogni reali delle persone, dei territori e del popolo. Noi questa Europa non la vogliamo, pensiamo non sia neanche riformabile e crediamo debba essere abbattuta a fondo affinché possa rinascere un’altra Europa, quella che non ha come fine gli interessi dei capitali. Oggi si garantisce libera circolazione ai capitali e alle merci mentre la si nega alle persone; questa è l’Europa delle privatizzazioni, dei patti di stabilità e della crisi voluta dal capitale e pagata dai popoli. Penso ci si debba battere  – prosegue – non per renderla democratica, ma per rompere la struttura e le compatibilità che la governano, in modo da ridare a tutti e a ciascuno voce, agibilità, diritti, dignità, uguaglianza e libertà vere e praticabili”.

Non è mancato poi un passaggio in merito alla Val Di Susa, dove sono iniziati i lavori della galleria di servizio per il Tav e Nicoletta illustra la drammatica situazione. “La zona del cantiere è una guarnigione armata, è occupata giornalmente da 500 uomini armati, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza, ma anche l’esercito. Gli uomini, armati di strumenti da guerra, stanno accanto alla grande presa che sta bucando la montagna, e sta bucando uranio e amianto, materiale che viene poi sparso sul territorio. Questo viene contrabbandato come opportunità di lavoro, in realtà sta distruggendo ogni opportunità delle piccole opere socialmente utili, ma anche la salute dei lavoratori. La procura di Torino invece di sanzionare queste distruzioni ambientali che rendono inoltre il lavoro pericoloso, sanzionano noi, noi che invece lo difendiamo. Le carceri sono piene dei nostri compagni e tutti noi abbiamo sulle spalle denunce a non finire; i nostri avvocati, che ci difendono gratuitamente, hanno malamente diritto addirittura agli atti per poterci tutelare”.

Nicoletta va spesso a trovare i suoi compagni in carcere, e l’immagine da lei descritta è a di poco raccapricciante: “Le carceri a volte si aprono per risolvere le emergenze sociali. Sono entrata e ho visto che l’unica umanità che esiste nelle carceri è quella dei rapporti tra detenuti. Mentre per il resto, chi è povero in carcere non ha nulla. Ho visto anche un malato di leucemia che aspettava da tre mesi di entrare in ospedale; ho visto i bambini con le loro mamme, per lo più donne rom. I bambini infatti fino a tre anni possono stare in carcere con la mamma, ma il luogo riservato a loro era comunque desolante”.

Prima di chiudere Nicoletta Dosio ha anche voluto ricordare la questione relativa ai mezzi di trasporto ferroviario. “Attualmente la rete ferroviaria italiana è per più della metà ancora a binario unico – dice – e per quasi la metà ancora non elettrificata. Noi chiediamo che la ferrovia torni a essere pubblica, così come tutti i servizi essenziali alla persona e chiediamo sia sistemata per un reale collegamento tra i territori. Attualmente invece sta andando avanti il modello dell’alta velocità a costi proibitivi, e vengono eliminati i treni locali, e ultimamente anche gli intercity”.

Ma perché candidarsi alle elezioni europee, la Dosio lo dice alla fine, in quanto vede la sua candidatura come uno strumento in più a servizio dei conflitti sociali che stanno nascendo e che devono crescere. “La politica della banca centrale europea ha una sua logica ed è la logica del capitale – continua ancora la Dosio- attraverso il debito si stanno tagliando tutti i diritti, si sta privatizzando tutto ciò che era pubblico e si stanno abbassando i salari. Essere poveri è diventata una colpa. Se a livello europeo c’era un buon livello di vita, adesso tutto quanto si è abbassato verso il nulla. Contro tutto questo non c’è che una soluzione, quella di lottare. Andare in Europa, per noi non significa più andare nel palazzo e fare dei nomi. Non è più tempo di deleghe, è tempo che rinasca la lotta reale. Ci siamo candidati per portarla avanti, per avere uno strumento in più e non per cercare dei compromessi. Noi andremo in Europa non per portare la pace sociale, ma per aprire il conflitto”.

www.cittadellaspezia.it

Lombardi: “Da sempre la vera Rifondazione Comunista è quella No Tav, per il lavoro, l’ambiente e i diritti sociali”

27 marzo 2014, by  
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Per dissipare il pretestuoso e fuorviante interrogativo diffuso artatamente dalla Lista Ameglia Virtuosa -evidentemente ed unicamente a fini propagandistici- non sarebbe necessario redigere un comunicato stampa ma semplicemente ripercorre gli oltre vent’anni di storia nobile e prestigiosa del Nostro Partito, sia a livello locale che a livello provinciale spezzino, trovando una risposta scontata e rivoluzionaria nella sua verità: Rifondazione Comunista è da sempre quella No TAV, per l’ambiente e contro ogni nocività, per il lavoro ed i diritti dei lavoratori.

Da sempre abbiamo condotto iniziative dal basso per la tutela del territorio e dell’ambiente, battendosi in prima linea contro il partito trasversale degli affari e delle lobbies massoniche che mirava a trasformare il territorio della nostra Provincia alla bisogna o in ricettacolo di ogni sorta di rifiuto o in “città-cemento”, deturpando paesaggi naturali meravigliosi in nome del profitto e del business.

Siamo stati presenti in ogni vertenza socio-ambientale sul territorio spezzino, coniugando la lotta alla capacità istituzionalizzare le rivendicazioni: dalla storica mobilitazione popolare contro i fusti della Jolly Rosso, alla lotta contro il forno inceneritore di Arcola; in tutte le manifestazioni per ambientalizzare la centrale Enel, prima e dopo il referendum popolare, lottando oggi al fianco del Comitato “Spezia Via dal Carbone” – senza ostentare la nostra orgogliosa bandiera ma rinunciandovi per spirito di battaglia condivisa, quello che ci caratterizza sin dai tempi dello Spezia Anti G8 2001 e dello Spezia Social Forum 2002 – condividendone appieno ogni vertenza.

In completa solitudine politica, eccettuato il movimento anarchico, abbiamo manifestato contro i sommergibili nucleari nel Golfo; insieme ai comitati abbiamo agito contro il raddoppio del rigassificatore di Panigaglia, contro la costruzione dell’Outlet di Brugnato; abbiamo condiviso mille battaglie con Legambiente, dal WaterFront a Piazza Verdi, da Scalinata Cernaia alla mobilitazione contro le navi dei veleni; durante la drammatica alluvione (2011) abbiamo organizzato oltre 500 volontari, militanti della sinistra diffusa, strutturati nel gruppo Fasce Rosse, intervenuti per spalare il fango da Fiumaretta sino a Vernazza, passando per Borghetto Vara e Pignone, vigilando ed intervenendo sulle criticità post-alluvionali nelle Cinque Terre; abbiamo aderito alla campagna Stop al Consumo del Territorio nei fatti, come dimostrato dalla riduzione del 30 %, su nostra iniziativa, di progetti edificatori già approvati, ad Ortonovo, e siamo da sempre al fianco degli abitanti di Marola in lotta per abbattere il muro e ridare ai cittadini il mare.

Questa è la nostra unica modalità di azione e linea politica -nei fatti, non con le parole- chi afferma altro, dall’interno, si porta automaticamente fuori dalla linea politica nazionale e locale di Rifondazione Comunista, dall’esterno mistifica la realtà unicamente per bieche finalità elettoralistiche.


Massimo Lombardi

Segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Nave sospetta con plutonio a Spezia: Giacomo Conti (Rifondazione Comunista) presenta un’interrogazione urgente in Regione Liguria

7 marzo 2014, by  
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ll capogruppo regionale ligure di Rifondazione Comunista Giacomo Conti ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Claudio Burlando, dopo avere appreso “del transito nella città di Spezia e nel porto militare della Spezia di un misterioso carico definito altamente tossico”. L’episodio risalirebbe ad alcuni giorni fa. “La Regione deve pretendere risposte chiare dal Governo” – ha scritto Conti – “avanzando perplessità sulla posizione assunta dalla Prefettura della Spezia, che non avrebbe fornito sufficienti chiarimenti”. Conti, “poichè in gioco potrebbe esserci la salute e la sicurezza dei cittadini” auspica che sia fatta chiarezza al più presto: “secondo quanto appreso nel carico risulterebbero presenti scorie radioattive, in particolare plutonio”.

Conti riferisce che nei giorni scorsi “nelle ore notturne, una colonna di tre tir sui cui pianali erano collocati altrettanti container di piccola taglia aveva attraversato le vie cittadine per accedere alla base della Marina Militare dove i container venivano imbarcati su una nave ormeggiata nel Molo Varicella, in prossimità del popoloso borgo di Marola”.Il contenuto dei container viene definito “sensibile” in considerazione del dispositivo di sicurezza che ha accompagnato il carico, scrive Conti. L’ipotesi che “il carico in questione fosse altamente pericoloso – sostiene Conti – è suffragata dall’abbigliamento protettivo indossato dagli uomini che hanno condotto l’operazione che farebbe supporre trattarsi addirittura di materiale radioattivo, dal richiamo in servizio di personale dei Vigili del Fuoco in turno di riposo, dalla diffusa presenza della Digos che sorveglia, dei mezzi della Marina Militare disseminati tutt’intorno e di carabinieri, poliziotti, finanzieri impegnati ai crocicchi di una città super blindata”.Il carico sarebbe stato trasbordato su una nave di nazionalità russa e sarebbe stato composto da “materiale destinato a una bonifica industriale”.

Giacomo Conti,

Capogruppo Rifondazione Comunista in Consiglio Regionale della Liguria

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