Rifondazione per il No: oggi pomeriggio incontro pubblico con il presidente Anpi Liguria presso la sala Coop di via Saffi

24 novembre 2016, by  
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano

Rifondazione Comunista spezzina dà appuntamento alla cittadinanza all’assemblea pubblica “C’è chi dice NO al referendum costituzionale”che si terrà oggi, giovedì 24 novembre alle 17.30 presso la sala Coop di Via Saffi.
Interverranno il presidente dell’Anpi Liguria Massimo Bisca assieme all’avvocato Roberto Lamma e a Marcello Delfino, del comitato La Spezia per il NO. Le conclusioni saranno di Maurizio Acerbo, già deputato Prc e membro della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista. Coordinerà il segretario provinciale Prc Massimo Lombardi.
Mancano pochissimi giorni al 4 dicembre, data cruciale per la nostra democrazia, già minata negli anni dai governi Berlusconi, Monti e Letta. Il Paese è chiamato a fermare con il referendum popolare l’assalto alla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza dai colpi dell’alta finanza mondiale che ha fornito la dettatura incondizionata ai “padri” di questo obbrobrio giuridico: Renzi, Verdini e soprattutto l’ex presidente Napolitano.
Una “riforma” che nasce dal progetto piduistico e autoritario che era il sogno di Gelli prima e Berlusconi poi e che ora viene spacciata come grande avanzamento democratico, quando in realtà allontanerà definitivamente i cittadini dalle istituzioni repubblicane generando una confusione di poteri ad oggi indefinibile. Basta leggere il testo partorito dal governo (non dal parlamento come dovrebbe essere) e approvato con forza a colpi di maggioranza grazie al fondamentale appoggio di elementi come Alfano e Barani, per rendersene conto.
Per questo è necessario discuterne e informare fino all’ultimo giorno i cittadini. Il 4 dicembre dire No è una questione di vitale importanza.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Renzi a Spezia, c’è chi dice NO!

11 novembre 2016, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Vanno dal “Renzi go home” ai classici strali dal sapore locale. “Volevi allearti con Saso”, si sente, con più di un occhio alle regionali 2015) gli slogan scagliati oggi, a partire dalle 18, dal parcheggio del Megacine, dagli oltre cinquanta manifestanti che si sono dati appuntamento per dare un caldo benvenuto al premier Matteo Renzi, atteso per le 19 – ma il presidente segretario ha accumulato un po’ di ritardo visti gli impegni a Fidenza prima e Parma dopo – a Spezia Expo, per un incontro a favore del ‘Sì’ in vista del referendum del 4 dicembre prossimo. A convocare l’adunata antirenziana, ieri pomeriggio, Rifondazione Comunista, con Jacopo Ricciardi grande animatore. Hanno aderito il Partito comunista d’Italia e Sinistra dei valori, nonché le giovanili di Prc e Pci (Giovani comunisti e Fgic) e il Comitato Giovani per il No. Non hanno preso parte alla mobilitazione Possibile e Sel, assenza pesante e sorprendente. “Ci accusano di stare dalla parte di Forza Nuova e Casa Pound – tuona Ricciardi -, ma intanto quelli del Pd fanno le riforme con Verdini. Noi oggi siamo qua per dire no a Jp Morgan che detta l’agenda al governo. No alla riforma costituzionale, no alla buona scuola e al job act. In definitiva, no alle politiche di destra del governo Renzi“.

La voce del Pci, affidata a Matteo Bellegoni: “Non potevano non accettare subito l’invito a questa manifestazione, è il minimo. Bisogna rispondere allo scempio che Renzi sta facendo del nostro paese, lavorando per i poteri forti e portando avanti un programma vicino a quello della P2”. Chiaro anche Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione: “Siamo qua per contestare nel merito e anche la persona. Per dire no alla politica dell’uomo solo al comando. Continueremo a lavorare per far capire che la riformi costituzionale non porta alcuna semplificazione-. Da Lombardi, anche un pensiero “ai manifestanti di Firenze: “in democrazia deve esserci spazio per tutto, consenso e dissenso”. Quasi un migliaio dentro i locali del centro-fiere, assiepati per assicurarsi un posto in prima fila. La corsa dei consiglieri regionali del Pd dalla sede della Regione e il solito dispiegamento di forze dell’ordine.

www.cittadellaspezia.com

Referendum costituzionale, Ferrero: “Grazie all’ambasciatore Usa: ora sono chiari i motivi per cui votare NO”

14 settembre 2016, by  
Archiviato in Dall'Italia, Partito, Primo piano

 

Voglio ringraziare l’ambasciatore degli USA che con la sua incredibile ingerenza negli affari interni dell’Italia ha reso chiaro i motivi per cui bisogna votare NO alla manomissione della Costituzione: contro i poteri forti e contro chi vuole trasformare l’Italia in una colonia. Il popolo italiano saprà rispondere all’arroganza dell’ambasciatore statunitense sommergendo con una valanga di NO il servo Renzi che ha furbescamente occupato per conto terzi il posto del presidente del Consiglio. Del resto la manomissione costituzionale di Renzi serve ad una cosa sola: a rendere il governo impermeabile dai bisogni sociali del popolo italiano mettendolo completamente nelle mani delle banche e dei potentati economici.

Paolo Ferrero, 

segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Referendum costituzionale: l’impegno di Rifondazione Comunista per il NO: il documento approvato dal CPN

10 luglio 2016, by  
Archiviato in Dall'Italia, Partito, Primo piano

 

Il Cpn di Rifondazione Comunista impegna i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista a dar vita ad una campagna di massa per il NO nel referendum sulla manomissione costituzionale, in piena sintonia con i comitati locali e nazionali per i referendum costituzionali e sociali. L’esito del referendum è infatti decisivo per la democrazia nel paese e per evitare la stabilizzazione antidemocratica che perseguono il Pd e Confindustria.

Propone che nell’ambito della campagna unitaria per il No Rifondazione Comunista, sviluppi una propria mobilitazione specifica su due livelli:

  • In primo luogo, intrecciando il NO nel referendum con il NO al Ceta ed in particolare al Ttip, che, nel caso venisse approvato, determinerebbe una completa messa in mora della Costituzione Repubblicana. La democrazia è infatti aggredita dai trattati neoliberisti, a partire da quelli europei.
  • In secondo luogo intrecciando la battaglia per il NO nel referendum alle nostre proposte sociali contenute nella campagna “i soldi ci sono” e rivolte ai soggetti colpiti dalla crisi: dalla richiesta della firma dei contratti di lavoro, alla proposta del reddito sociale, al piano per il lavoro, alla difesa e rilancio del welfare.

Difendere la democrazia e redistribuire la ricchezza garantendo i diritti sociali: tassare le grandi ricchezze e dar vita ad un Quantitative Easing per i popoli.

Roma, 3 luglio 2016

Rifondazione Comunista,

Comitato Politico Nazionale