L’Italia sono anch’io! Sabato alle 16.45 al “Barontini” di Sarzana assemblea pubblica sul diritto di cittadinanza
3 febbraio 2012, by admin
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Dalla sanatoria truffa al diritto di cittadinanza. Pratiche di lotta verso una società multiculturale
All’interno delle iniziative organizzate per la campagna per i diritti di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”, domani sabato 4 febbraio alle 16.45 presso il centro sociale “Anelito Barontini” di Sarzana si terrà un’assemblea pubblica per discutere sui diritti dei cittadini migranti. L’iniziativa è promossa dal coordinamento provinciale dei Giovani Comunisti/e spezzini, dalla federazione provinciale di Rifondazione Comunista/Fds della Spezia e dallo Spim (Scuola Popolare d’Italiano per Migranti) di Sarzana.
Interverranno:
Stefania Novelli – ARCI La Spezia
Khadim Loum – Studente SPIM e occupante del Duomo di Massa
Marco Rovelli – Scrittore e musicista
Stefano Galieni – Giornalista di Liberazione, Responsabile nazionale Migranti Rifondazione Comunista.
L’iniziativa si colloca nel quarto appuntamento nazionale per la raccolta firme promossa da diverse associazioni. Anche nella nostra provincia Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i assieme allo SPIM (Scuola Popolare d’Italiano per Migranti) hanno aderito subito alla campagna e l’hanno promossa attivamente organizzando nelle scorse settimane volantinaggi e banchetti per la raccolta delle firme nei comuni di Castelnuovo Magra, Lerici, Ortonovo.
Il tema dell’”emergenza” migranti sviluppatosi a seguito delle rivoluzioni del Maghreb insieme ai recenti provvedimenti normativi nel nostro Paese rendono l’intervento delle realtà sociali e politiche sul tema dei diritti quanto più necessario. Non crediamo che questa campagna sia motivo di “distrazione di massa”; è proprio grazie alle ultime vicende di politica nazionale come il passaggio al governo tecnico che ci hanno rifilato quello scellerato e a dir poco razzista decreto sul permesso di soggiorno a punti. Non vogliamo che i cittadini migranti paghino la nostra crisi!
Crediamo che lo “ius soli”, ovvero il diritto di cittadinanza per i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri vada applicato senza se e senza ma. L’articolo 3 della nostra Costituzione sancisce il principio di uguaglianza e impegna lo Stato a rimuovere tutti gli ostacoli che ne impediscono il raggiungimento.
Riteniamo che il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisivo per il futuro del nostro Paese. La possibilità di essere cittadino italiano a tutti gli effetti e il diritto di votare alle elezioni locali sono elementi imprescindibili affinché i migranti che vivono nel nostro paese possano partecipare alla realizzazione di una società più giusta e democratica in tutti gli ambiti sociali, lavorativi e culturali. Garantiamo pari diritti a tutti, portiamo avanti concretamente i valori su cui si è fondato il nostro paese, costruiamo una società più aperta e civile!
L’appuntamento è dunque per sabato 4 febbraio alle 16.45 presso il centro “Barontini” a Sarzana.
In quella occasione sarà possibile, per chi non l’abbia ancora fatto, firmare i due moduli sulle proposte di legge a iniziativa popolare sul diritto di cittadinanza e di voto amministrativo per i cittadini di origine straniera.
Giovani Comunist* La Spezia
Prc/Fds La Spezia
Spim (Scuola Popolare d’Italiano per Migranti) Sarzana
Guadagni (Prc/Fds): “Sabato a Ortonovo presidio contro il governo Monti, il governo del massacro sociale”
26 gennaio 2012, by admin
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Rifondazione Comunista/Fds organizza per sabato 28 gennaio dalle 10 alle 12 un presidio-volantinaggio davanti al municipio di Ortonovo in piazza 29 settembre contro gli assurdi provvedimenti del governo Monti, sostenuto dalla grande allenanza Pd-Pdl-Udc che si appresta a votare l’ennesima fiducia sul decreto legge milleproroghe in ttesa di altre inquietanti “riforme”.
Hanno già fatto la più pesante controriforma delle pensioni della storia di questo Paese. Una riforma che ha aumentato l’età in cui si è costretti al lavoro anche di 6 anni, portandola molto al di sopra della media europea. Una riforma che non ha nessuna giustificazione rispetto alla necessità del cosiddetto equlibrio del sistema previdenziale, ma che ha come unica motivazione la scelta di fare cassa e di usare i contributi previdenziali per uno scopo diverso da quello per cui sono versati. A regime un prelievo forzoso di altri 20 miliardi dalla previdenza al bilancio dello stato.
Nel secondo tempo hanno agitato lo specchietto delle allodole dei notai e delle posizioni di privilegio. Ma alla fine le posizioni di privilegio sono state tutte salvaguardate.
Ora arriva il terzo tempo. Il governo propone di eliminare la cassa integrazione straordinaria e in deroga e di ridurre la durata della cassa integrazione ordinaria a un anno. Nella crisi in corso si tratta di un intervento folle.
Per questo c’è bisogno di far crescere l’opposizione. Dallo sciopero del 27 gennaio dei sindacati di base alla manifestazione della Fiom dell’11 febbraio. Prima che questo governo distrugga ogni diritto del mondo del lavoro.
E c’è bisogno davvero di un percorso unitario della sinistra che non si rassegna, prima che sia troppo tardi. Per questo Rifondazione Comunista/Fds organizzarà presidi e volantinaggi su tutto il territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo, con un attacco ai diritti e alla democrazia senza precedenti.
Opposizione al governo Monti e al suo massacro sociale!
Massimo Guadagni, Rifondazione Comunista/Fds Ortonovo
Prc Ortonovo: “La crisi del lavoro al centro del dibattito di domani a Casano”
14 dicembre 2011, by admin
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La crisi del lavoro e la ricetta dei banchieri: questo il titolo dell’iniziativa pubblica organizzata da Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra di Ortonovo venerdì 16 dicembre alle 17.30 presso il centro sociale “G.Benelli” a Casano di Ortonovo.
All’incontro, coordinato dal neosegretario ortonovese di Rifondazione Massimo Guadagni, interverranno i segretari provinciali Cgil di Massa Carrara e La Spezia Patrizia Bernieri e Lorenzo Cimino e l’assessore regionale ligure al lavoro Enrico Vesco.
Introdurrà il vicesindaco di Ortonovo Massimo Marcesini. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Circolo “S. Marcesini” Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra di Ortonovo
Massimo Guadagni nuovo segretario del circolo di Ortonovo: “Riduzione edificabilità e tutela dei deboli al centro del programma”
10 dicembre 2011, by admin
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Novità ai vertici di Rifondazione ad Ortonovo. Danila Cucurnia non è più segretaria e al suo posto adesso c’è Massimo Guadagni. 
Il nuovo direttivo del circolo ortonovese di Rc è ora formato da Massimo Guadagni, Danila Cucurnia, Roberto Bedini, Massimo Marcesini, Massimo Parducci, Alberto Biselli e Alessio Menconi.
In quella che forse è la sua prima nota da segretario, Guadagni scrive che «ad Ortonovo per le comunali niente è ancora stabilito, a noi interessa il programma. Siamo per la revisione del puc, una forte riduzione dell’edificabilità e un forte investimento sulla manutenzione geologica. E vogliamo tutelare i deboli».
Circolo “Silvio Marcesini”
Rifondazione Comunista di Ortonovo
Blocco dell’outlet di Brugnato: vittoria della ragione!
7 dicembre 2011, by admin
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La delibera della giunta ligure che «congela» i lavori per l’outlet di Brugnato è una vittoria di chi, come Rifondazione Comunista, ha chiesto all’indomani della tragedia del 25 ottobre scorso, di invertire totalmente la rotta contro la cementificazione del territorio.
Rifondazione confida che la revisione dei piani di bacino sia la più restrittiva possibile, ma il vero nodo è che i vincoli c’erano già prima dell’alluvione, mentre le amministrazioni locali hanno sempre tentato di aggirarli.
La battaglia di civiltà per la difesa di un bene comune come il nostro territorio non è certo chiusa qui. Plaudiamo ad una decisione saggia della giunta Burlando, che deve dare segnali innovativi su ciò che di sbagliato è stato fatto fino ad oggi in tema di pianificazione territoriale. Rifondazione ha già dato il primo segnale e grazie ai nostri consiglieri comunali Ortonovo ha già deliberato la moratoria del cemento.
Rifondazione Comunista, dopo aver organizzato centinaia di volontari, le fasce rosse” che tutt’oggi lavorano nei luoghi del disastro, aprirà un’azione politica seria di rilancio di un’economia di riproduzione: agricoltura sostenibile, silvicoltura e rimboschimento, ristrutturazione e recupero edilizia ed urbanistico. Altro che grandi opere, servono piccole opere ma che cambino in meglio la qualità dell’occupazione e della vita della gente.
Federazione provinciale PRC La Spezia
Bramanti: “2011 annozero. Stop al cemento, ripristino dei presidi territoriali”
14 novembre 2011, by admin
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Passata l’emergenza dobbiamo tutti considerare il 2011 come anno zero da cui ripartire. Diciamo tutti insieme stop al cemento. Rifondazione Comunista della Spezia è stato l’unico partito che ha organizzato una squadra di volontariato permanente, accogliendo nella propria sede oltre quattrocento ragazzi dalle “fasce rosse” per portare aiuto a Fiumaretta, Brugnato e Borghetto Vara.
Nei giorni scorsi con noi a Borghetto ha prestato il suo contributo anche il segretario nazionale Paolo Ferrero, che ha condiviso la nostra analisi. Il clima è cambiato, ma si continua a rubare spazio agli alvei fluviali. L’abbandono della coltivazioni collinari indebolisce i terreni aumentandone l’impermeabilità, gli incendi distruggono la vegetazione e le piante malate non vengono rimosse, aumentando gli ostacoli al deflusso idrico.
La colpa è di una politica cementificatrice bipartisan che deve finire. I sindaci plenipotenziari non fanno che monetizzare il territorio per oneri d’urbanizzazione, dando in concessione aree a rischio per centri commerciali pieni di capannoni vuoti e di lavoratori precari, o per residenze destinate ad essere sfitte. Si stigmatizza ogni buona pratica, così la colpa dei disastri è di chi dice no alla speculazione edilizia.
La politica ha fallito in molte realtà. A Monterosso il sindaco del Pdl si gode un consiglio senza minoranza, autorizza la costruzione di una piscina sulla scogliera perché «di interesse pubblico» e avvia l’iter per realizzare trenta villette. La settimana precedente l’alluvione il sindaco leghista di Brugnato ha fatto approvare l’ok ad un outlet da oltre cento negozi e migliaia di posti auto. Oggi ha ancora il coraggio di affermare, con la benedizione del Pd, che l’outlet si farà, nonostante quello che è successo. In questo momento l’outlet sarebbe ricoperto da fango e detriti. A Sarzana si annuncia un Puc anticemento nel perimetro cittadino, ma non si discute la cementificazione fuori dalle mura, così come in Regione l’assessore Idv all’urbanistica Marylin Fusco ha promosso un Piano Casa che fa invidia al centrodestra.
Questa tragedia segna un passaggio decisivo per il nostro territorio. Quanto è avvenuto in questi giorni traccia una demarcazione profonda, un punto di non ritorno rispetto al quale non c’è più tempo per indugi per mediazioni politiche.
Rifondazione Comunista, in tutte le amministrazioni spezzine dove è presente, farà una battaglia politica per la revisione dei Puc che abbia come obiettivo la vulnerabilità del territorio e la sua tutela, da accompagnarsi con norme di salvaguardia: blocco e moratoria edilizia fino alla loro predisposizione. Lo abbiamo già fatto approvare lo scorso anno a Lerici e appena due giorni fa la nostra mozione è stata approvata nel comune di Ortonovo. Riteniamo, senza se e senza ma, che questi principi dovranno essere gli assi portanti dei programmi delle prossime amministrazioni.
Chiara Bramanti
segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia
Post alluvione: si parte da Ortonovo, approvata mozione Prc stop al cemento
12 novembre 2011, by admin
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Il consiglio comunale di Ortonovo approva la mozione presentata da Rifondazione Comunista sullo stop al cemento. Dopo i drammatici eventi alluvionali, la decisione del Partito è stata quella di stabilire una profonda svolta riguardo alle politiche di gestione del territorio. Già l’anno scorso Rifondazione propose in consiglio comunale a Lerici, e fu approvata, una moratoria del cemento. Dopo la tragedia del 25 ottobre siamo all’annozero. Il documento è stato votato dai consiglieri di Rifondazione, Bedini e Marcesini, e da altri 3 consiglieri del Pd. Il consiglio ha visto l’astensione dei due socialisti, di altri 2 consiglieri del Pd e di Battiglia. Assente l’opposizione e Sel.
Il documento approvato dal consiglio ortonovese riguarda tre questioni fondamentali. Per quanto riguarda la gestione dell’abbandono del territorio, si è ottenuto l’impegno della giunta a monitorare le condizioni dei terreni incolti/abbandonati che possano costituire un pericolo in caso di condizioni atmosferiche eccezionali e valutare azioni nei confronti di terreni boschivi che rapprentano pericoli per il trasporto di vegetazione pericolante.
Altra questione centrale del documento riguarda la gestione idrologica del territorio, con la necessità di monitorare e trovare soluzione immediate di messa in sicurezza per eventuali zone soggette ad allagamenti in situazioni di forti precipitazioni ed a rivedere la rete idrica dell’intero territorio comunale e monitorare costantemente la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua sopra citati ed eventuali ostacoli naturali o artificiali che possano causare esondazioni in caso di portate d’acqua eccezionali.
L’elemento politico centrale è senz’altro ciò che riguarda le politiche edificatorie, per le quali si è ottenuto di rivedere le politiche urbanistiche, la gestione del territorio e l’edificabilità in zone a rischio rappresentate dalla zonizzazione dell’Autorità di Bacino del Magra, tenendo in maggior considerazione eventuali problematiche ambientali connesse a fatti eccezionali, approvando una moratoria delle nuove costruzioni.
Segreteria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia
Di seguito il testo della mozione:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI ORTONOVO
MOZIONE D’URGENZA
Preso atto
della tragedia che ha coinvolto in questi giorni la nostra provincia, con il drammatico bilancio di 12 vittime e un disperso e della devastazione del territorio in termini di danni materiali ancora oggi difficilmente quatificabile;
delle dure accuse rivolte alle amministrazioni comunali in merito alla gestione del territorio;
Considerato
che i cambiamenti climatici, l’edificazione e la manutenzione del territorio sono gli elementi determinanti in situazioni del genere;
che da dal Rapporto “Terra e Sviluppo. Decalogo della Terra 2010”, in provincia della Spezia sono a rischio alluvione e frana 32 comuni su 32;
ñ che le amministrazioni comunali sono responsabili della manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio e devono garantire ai cittadini la sicurezza in qualsiasi condizione climatica.
Tutto ciò premesso, preso atto e considerato,
IL CONSIGLIO COMUNALE DI ORTONOVO Impegna IL SINDACO
Per quanto riguarda la gestione dell’abbandono del territorio:
a monitorare le condizioni dei terreni incolti/abbandonati che possano costituire un pericolo in caso di condizioni atmosferiche eccezionali;
a monitorare e valutare azioni nei confronti di terreni boschivi che rapprentano pericoli per il trasporto di vegetazione pericolante;
Per quanto riguarda la gestione idrologia del territorio:
a monitorare e trovare soluzione immediate di messa in sicurezza per eventuali zone del Comune più soggette ad allagamenti in situazioni di forti precipitazioni;
a rivedere la rete idrica dell’intero territorio comunale, valutando le condizioni di sicurezza del fiume Parmignola , dei corsi d’acqua secondari, dei canali gestiti dal Canale Lunense e dei canali di irrigazione;
a valutare e monitorare costantemente la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua sopra citati ed eventuali ostacoli naturali o artificiali che possano causare esondazioni in caso di portate d’acqua eccezionali;
Per quanto riguarda le politiche edificatorie:
a rivedere le politiche urbanistiche, la gestione del territorio e l’edificabilità in zone a rischio rappresentate dalla zonizzazione dell’Autorità di Bacino del Magra;
a rivedere le politiche urbanistiche edificatorie tenendo in maggior considerazione eventuali problematiche ambientali connesse a fatti eccezionali come quelli che hanno sconvolto la nostra provincia nei giorni scorsi;
ad approvare una moratoria delle nuove costruzioni che possano essere connesse con una trasformazione importante del territorio comunale.
Prc Ortonovo: “Basta vigliacche accuse del Pdl al vicesindaco Marcesini”
17 settembre 2011, by admin
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Un’opposizione assente dal palazzo (per paura di un crollo improvviso) da quasi un anno continua a riempire i tavoli dei bar (loro habitat naturale) del comune di Ortonovo con continui volantini secondo i quali il vicesindaco di Rifondazione Massimo Marcesini risulta l’artefice principe del “malcostume” e delle “deficienze” dell’amministrazione.
Non solo, oltre ad accollargli colpe per gli ultimi 50 anni, ora viene accusato pure di favorire “compagni” all’interno dell’istituzione comunale. Negli ultimi due anni sono state chieste le sue dimissioni:
- Per la presentazione di un libro in sala consiliare;
- Per le frane;
- Per l’assunzione per “concorso” di 2 operai (prima del concorso);
- Per gli asfalti;
- Per le buche;
- Pe l’ACAM;
- Per i debiti del comune;
- Per degli “abusivi” che dormivano al campo sportivo;
- Per l’agibilità del palazzo comunale di 40 anni fa;
- Per la questione della chiesa di Caffaggiola di 30 anni fa;
- Per piscine di Luni Mare, dove dopo una gara andata deserta l’Amministrazione sta trattando con una società per l’affidamento di una struttura da 20 anni in disuso.
Professionisti della politica che hanno attraversato in questi decenni tutto l’arco istituzionale passando da cantare “bandiera rossa” a “meno male che Silvio c’è”, uomini attempati, conosciuti da tutti nel comune e di conseguenza perennemente sconfitti alle elezioni, si ergono a illibate vergini dalla moralità intatta passando le loro giornate cercando un motivo “qualsiasi” per chiedere le dimissioni del vicesindaco comunista.
Mentre il bipolarismo a livello nazionale impera e la contrapposizione con il Pd domina, in un piccolo comune della Liguria il PdL locale attacca Rifondazione Comunista accusandola di malaffare.
Un attacco indiretto, fatto di volantini lasciati notte tempo davanti ai bar chiusi, di manifesti affissi sui muri senza autorizzazioni con tesi farneticanti, frasi spesso indecifrabili e le immancabili richieste di dimissioni.
Il loro problema, da diversi anni, è ormai palese, sembra essere solo e soltanto Rifondazione Comunista.
L’obbiettivo è eliminare il Prc da questa amministrazione, addossando all’assessore rosso qualsiasi problema gli venga in mente nelle notti insonni passate davanti ai bar chiusi.
Fin’ora li abbiamo lasciati fare, anche perché dopo ogni loro uscita il nostro consenso è solo aumentato.
Ma adesso abbiamo deciso di fare un opera sociale: vogliamo salvarli dal ridicolo o almeno provarci, se non è troppo tardi.
Lungi da noi l’idea di suggerire la linea politica, ma se vogliono un confronto su temi seri (e in passato “stranamente” questo è avvenuto) siamo pronti a farlo in aula consiliare, nelle commissioni e in qualsiasi occasione il confronto dialettico abbia un ruolo predominante. 
Se invece vogliono continuare questo “farneticante” gioco al massacro (per loro) ricordiamo loro che a Milano, a forza di dare colpe ad un persona per qualsiasi cosa, se la sono poi ritrovata sindaco.
Rifondazione Comunista/Fds, circolo di Ortonovo
Ortonovo primo comune spezzino ad approvare la mozione Fds contro la guerra in Libia
30 marzo 2011, by admin
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Ieri il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra con l’appoggio di Sinistra Ecologia e Libertà e alcuni esponenti del Pd ha approvato in Consiglio Comunale la mozione unica presentata dalla Federazione della Sinistra in ogni ente locale della provincia.
Ortonovo è il primo comune ad averla approvata: un grande successo della Federazione della Sinistra spezzina che attende ora l’esito delle altre istituzioni nelle quali è stata presentata.
A Ortonovo ora sventola la bandiera della pace, un segnale importante che auspichiamo possa essere replicato in ogni parte d’Italia alle prese con l’ennesima tragedia di una guerra sempre più assurda e incomprensibile.
Scaricate il testo della Mozione contro la Guerra in Libia -
(doc - 19 kB)!
La libertà di informazione nella Val di Magra
20 dicembre 2010, by admin
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Da mesi l’Assessorato alla cultura aveva programmato, assieme al Sindaco, la presentazione del libro “Don Vito” scritto dal giornalista Francesco La Licata e da Massimo Ciancimino; il libro-verità sul discusso sindaco di Palermo Vito Ciancimino che in sostanza tratta delle relazioni segrete tra stato e mafia con il racconto di un testimone d’eccezione, edito dalla Feltrinelli. Gli uffici cultura hanno lavorato con impegno alla realizzazione dell’evento, ma, improvvisamente, due giorni prima della presentazione del libro, il sindaco ha fatto retromarcia annullato l’appuntamento. Una decisione quella del sindaco che sta nelle sue prerogative, della quale prendiamo atto ma che non condividiamo nella maniera più assoluta.
Sulle motivazioni addotte dal primo cittadino è meglio passare oltre, sta di fatto che la presentazione del libro, con la presenza dell’autore Massimo Ciancimino e di un giornalista del Tirreno, specializzato su tematiche mafiose, è stata, senza possibilità di soluzioni alternative, censurata. Non è piacevole per un Assessorato alla cultura veder censurata la presentazione di un libro, ancor più se si tratta di argomenti di attualità; era l’occasione di dibattere su questioni importantissime di cui spesso la politica tace e di avvenimenti della storia sociale di questo paese rilevantissimi, sui quali regna un assordante omertà. A parole si incensa l’operato di giudici antimafia come Falcone e Borsellino ma quando si parla delle relazioni mafia e politica, la politica tace e si nasconde.
ELENCO DI ALCUNI LUOGHI DOVE E’ STATO PRESENTATO IL LIBRO
(sono escluse le librerie Feltrinelli dove il libro è stato presentato tipo Genova, Pisa, etc)
- Sabato 24 aprile 2010. A Corleone (PA) ha avuto luogo la presentazione del libro ”Don Vito” L’iniziativa è stata promossa da Corleone Dialogos e ANTIMAFIADuemila con il Patrocinio del Comune di Corleone. Sono intervenuti oltre agli autori Antonino Iannazzo, sindaco di Corleone, Giorgio Bongiovanni, direttore di ANTIMAFIADuemila, e Pippo Cipriani, pres. ass. Antiracket Bagheria
- Giovedì 20 maggio 2010. A Palermo presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza
- L’Associazione Culturale Falcone e Borsellino e l’Associazione Culturale Universitaria Unidonne ha presentano il libro “DON VITO” con interventi di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino ucciso dalla mafia
- Mercoledì 13 Ottobre 2010 . Locorotondo Bari
- L’Amministrazione Comunale-Assessorato alla Cultura e l’Associazione Culturale Prometeo organizzano la presentazione del libro “Don Vito presso l’auditorium comunale.
- 8 maggio 2010 a Pineto (Teramo), con il patrocinio dei comuni di Giulianova, Pineto e Roseto per il Premio Giuseppe Fava per il giornalismo, la democrazia e la legalità è stato presentato il libro “DON VITO”, presenti gli autori.
- Venerdi 15 ottobre 2010. Amministrazione Comunale di Taranto eventi culturali: presentazione deli libro”Don Vito”, oltre all’autore sarà presente anche il giornalista Mario Valentino.
- Martedì 22 giugno 2010 con il patrocinio del Comune di Pescara presentazione del libro”Don Vito”, le relazioni segrete tra stato e mafia nel racconto di un testimone d’eccezione, saranno presenti gli autori.
- Venerdì 25 giugno 2010 Comune di Modena , Assessorato alle Politiche Giovanili, rassegna Giardini d’estate, la presentazione del libro “Don Vito” di Massimo Ciancimino e Francesco La Licata con l’intervento di Anna Petrozzi (Antimafiaduemila) e la conduzione di Silvia Resta (La7).
- Domenica 20 giugno 2010 Comune di Ravenna. Presentazione del libro “Don Vito”, l’incontro ha il patrocinio del Comune di Ravenna, saranno presenti gli autori del libro.
- Sabato 5 giugno 2010 Massimo Ciancimino ha presentato il libro “Don Vito” ed è stato ospite a Putignano (Bari), presso la Sala Convegni “Giovanni Paolo II”.
- 17 giugno 2010 a San Benedetto del Tronto nell’Auditorium comunale a presentare l’incontro Giorgio Mancini di Sinistra Ecologia e Libertà, organizzatrice dell’evento insieme all’associazione culturale Peppino Impastato e alla libreria Nuovi Orizzonti.
- Dal 24 luglio al 29 agosto 2010 nell’ambito di Cortina InConTra Estate presentazione del libro di Massimo Ciancimino e Francesco La Licata “Don Vito. Le relazioni segrete tra Stato e Mafia nel racconto di un testimone di eccezione” (Ed. Feltrinelli).
- Programmi radiofonici e televisivi vari tra cui Rai 2 anno zero, La 7 Gad lerner l’infedele, Sky, etc.
- Luglio 2010 Massimo Ciancimino alla festa de l’Unità di Bologna del PD
- Massimo Ciancimino, figlio del defunto Vito – uno dei protagonisti delle trame più intricate tra mafia e politica nel secondo dopoguerra – alla Festa dell’Unità, a Bologna, per presentare il suo libro «Don Vito», intervistato da Sandro Ruotolo della redazione di Anno Zero. Massimo Ciancimino è atteso questa sera alle 20 alla Festa Pd in via Due Madonne, alla periferia della città: prima, alle 18, Ruotolo lo intervisterà anche a Imola, nella Sala delle Stagioni di via Emilia 25. Quella alla festa dei democratici è solo una delle serate dedicate all’antimafia – il 20 arriverà Giovanni Impastato, fratello di Peppino ucciso nel ‘78 dalla mafia per le sue denunce portate avanti dalle onde di una radio libera. Un’occasione di dibattito, «Don Vito» (Feltrinelli), che attraverso la voce del figlio ricostruisce il ruolo giocato dall’ex sindaco di Palermo, amico personale di Provenzano, tramite tra mafia e politica.
Marsala. BORSELLINO E CIANCIMINO. “Perché dovrei provare imbarazzo a sedere accanto a Massimo Ciancimino? Potrei provare imbarazzo a sedere piuttosto accanto a uomini dello Stato come l’ex ministro Martelli e Violante, che hanno aspettato 17 anni e le rivelazioni di Ciancimino per ricordare che la trattativa tra mafia e Stato c’è stata”. Lo ha detto Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio del ’92, intervenendo alla presentazione del libro ‘Don Vito’, scritto da Massimo Ciancimino e dal giornalista Francesco La Licata.
Antonio Ingroia: nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo
A novembre a pubblicato “Nel labirinto degli dei Storie di mafia e di antimafia”.
Ingroia. Palermo. Massimo Ciancimino «è molto americano, uomo dei media e per i media, nel bene e nel male. E per una metamorfosi mediatica, oggi il figlio di Ciancimino è arrivato a diventare quasi un’icona dell’antimafia». Lo scrive nel suo nuovo libro ‘Il labirinto degli deì, che uscirà domani, il Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia nel capitolo ‘Padri e figlì, dedicato a Vito Ciancimino, l’ex sindaco di Palermo, condannato per mafia e al figlio Massimo Ciancimino, supertestimone della ‘trattativa tra lo Stato e Cosa nostra. Secondo il magistrato, «le dichiarazioni di Massimo Ciancimino hanno trovato vari riscontri e conferme ma sono ancora oggetto di verifica». Ingroia, che ha interrogato, in anni diversi, entrambi, sia don Vito che il figlio Massimo, dice dell’ex sindaco che fin dal primo incontro «ne avvertii subito il peso criminale», definendolo «non simpatico». Del figlio Massimo dice altro: «Dal primo incontro ho capito che Ciancimino junior era fatto di tutt’altra pasta. tanto il padre era ombroso, tanto il figlio Massimo è gioviale. Non ho mai visto il padre abbandonare l’espressione adirata». Invece, il figlio Massimo, «con i suoi modi sciolti, la smania di apparire, sembra predestinato alle presenze televisive». Massimo Ciancimino, secondo il pm, che lo ha interrogato decine di volte, «dice che » non è certo attaccato alla cultura dell’omertà. Il suo problema, semmai, è l’opposto: quello di parlare troppo, preferibilmente con i giornalisti, specie dei suoi interrogatori, per i quali è tenuto a rispettare la segretezza«. Per il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, «padre e figlio», cioè don Vito Ciancimino e il figlio Massimo Ciancimino sono «separati da una differenza e da una distanza, che Massimo fa di tutto per rimarcare». Parlando degli interrogatori di padre e figlio, il magistrato spiega; «Ho avuto modo di interrogare un padre e un figlio sui medesimi temi. Temi dei quali i due hanno offerto letture speculari, meglio, specularmente diverse. Il primo, il più anziano, fedele alla sua cultura, rimase mafioso fino alla morte, negando i suoi rapporti con Cosa nostra». E del figlio: «Il secondo, il più giovane, è figlio dei suoi tempi più che di suo padre. Figlio dell’epoca, vive di immagine, della propria in particolare, e per riscattarla ha sfidato la legge dell’omertà che il padre mai aveva osato violare. Ha affrontato le asprezze di questa sfida, fino a concrete minacce per l’incolumità personale. Il fatto è che Ciancimino figlio ha raccontato quelli che erano i tabù intoccabili per l’ex sindaco di Palermo. Ha riferito dei rapporti stretti che il padre aveva tenuto per decenni personalmente e direttamente con Bernardo Provenzano, che teneva Massimo, da bambino, sulle ginocchia. Quel bambino, diventato adulto, ha ritenuto di interpretare la volontà del padre: vuotare il sacco».
«Abbiamo avuto conferma che Vito Ciancimino era stato intermediario e protagonista della ‘trattativà fra Stato e mafia nel pieno della stagione stragista, in quanto latore del cosiddetto ‘papello, contenente le richieste che la mafia avrebbe fatto allo Stato in cambio di una tregua delle armi». Lo scrive sul suo nuovo libro ‘Nel labirinto degli deì, in uscita domani per ‘Il Saggiatorè, il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia nel capitolo dedicato a Vito e Massimo Ciancimino. «»In questo contesto – scrive il magistrato – Massimo Ciancimino ha affermato che, grazie al contributo del padre e di Provenzano, sarebbe stato possibile l’arresto di Totò Riina. Dichiarazioni di evidente gravità, alcune delle quali hanno incontrato vari riscontri e conferme, di molteplice natura: dalle dichiarazioni dei collaboratori alle testimonianze, seppure tardive, di uomini delle istituzioni dell’epoca«. Ma Ingroia tiene anche a sottolineare che »tra i tanti dubbi sull’attendibilità del giovane Ciancimino, che ancora permangono, rimane l’importanza del contributo di conoscenza da lui apportato, anche perchè fondato prevalentemente su documenti autografi del padre finora inediti«. »Al di là della vicenda giudiziaria di Massimo Ciancimino – scrive ancora il Procuratore aggiunto nel libro – che è tutt’altro che conclusa e che attende verifiche, ciò che più prende rilievo è un rapporto padre-figlio che qui si presenta con connotazioni originali«. Il Procuratore aggiunto di Palermo spiega che si va «oltre i tradizionali conflitti generazionali fra padri e figli, descritti dalla sociologia, o raccontati dalla letteratura. Qui c’è di mezzo la mafia che rende tutto più complicato. C’è la famiglia con i suoi valori, i suoi vincoli, i suoi affetti e le sue tensioni e c’è quell’altra entità che non a caso si chiama anch’essa, famiglia». La famiglia mafiosa – scrive Ingroia – che certo non è meno dotata di valori vincolanti. Tra le due famiglie ci può essere una perfetta sovrapposizione, una continuità non turbata da scarti o da differenze anche minime. Oppure si possono verificare distacchi abissali e lacerazioni tragiche, come quelli vissuti da Rita Atria o prese di distanza mondanamente disinvolte, come quelle di Massimo Ciancimino«.
Incontro antimafia Duemila
E’ la volta del procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, che affronta l’infiltrazione mafiosa nel nostro Paese, nel bel mezzo della crisi economica, sotto tutti i punti di vista. Ma è quando affronta il tema delle stragi del ’92 e della trattativa tra mafia e Stato (tornate alla ribalta recentemente grazie alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino e di Gaspare Spatuzza) che risponde implicitamente alle recenti polemiche seguite ad una sua intervista. “Come si può pensare che chi come me ha sempre avuto a cuore le istituzioni, il senso dello Stato, possa in qualche modo giustificare una qualsiasi trattativa tra le istituzioni e Cosa nostra? Una trattativa che peraltro ha posto in pericolo la mia stessa vita… O come essere ingiustamente accusato di fare soltanto ora dei nomi di altre probabili vittime della cui esistenza tutti avrebbero dovuto essere a conoscenza se non avessero perduto la memoria… Non si può rimanere sconvolti da rivelazioni che non sono tali”. Sta di fatto che su questa scellerata trattativa ci sono troppe coperture ad alti livelli. Troppi “smemorati”, anche istituzionali, che d’improvviso recuperano la memoria e corrono dai magistrati. Un vero e proprio stillicidio di notizie, a volte false e tendenziose, capaci di stravolgere la realtà dei fatti. Tutto questo a discapito di chi, familiari delle vittime in primis, pretende la verità completa una volta per tutte. “Dopo 17 anni dalle stragi – conclude Grasso – se non ci fosse stato un mafioso pentito (Gaspare Spatuzza ndr) che si fosse accusato della strage di Borsellino e il figlio di un ex mafioso (Massimo Ciancimino ndr), tutto sarebbe rimasto sepolto nell’oblio per sempre. Il sipario si è alzato e tanti ricordi sono affiorati. Speriamo che non solo i ricordi di ex mafiosi o figli di mafiosi ci aiutino a trovare la verità”.
CONSIDERAZIONI
Falcone e Borsellino, quante volte ne sentiamo parlare, quante volte abbiamo celebrato il loro sacrificio. Quante strade e piazze gli abbiamo dedicato negli ultimi anni. Quante volte li abbiamo presi ad esempio per l’impegno e il coraggio nella lotta alla Mafia.
Destra e Sinistra si accomunano da anni nel celebrarne le gesta e rivendicarne l’appartenenza politica.
Ma quanta strada abbiamo fatto dal loro sacrificio, quanta strada ha fatto la lotta alla Mafia, cosa hanno fatto le istituzioni per non rendere inutile la loro morte.
Cosa direbbero loro, quando ad un Giornalista come Francesco La Licata riconosciuto esponente della società antimafia viene negata la possibilità di presentare un proprio libro.
Un libro su Vito Ciancimino che raccoglie la testimonianza del figlio Massimo il quale accompagna l’autore nella presentazione.
Il punto di discordia sta proprio in questa presenza “scomoda”. Scomoda per Ortonovo, dove il Sindaco annulla l’incontro due giorni prima per motivi non bene precisati di ordine pubblico, ma non scomoda per il paese di Corleone dove la presentazione è avvenuta regolarmente il 24 aprile del 2010. Scomoda per la ridente cittadina ligure di confine, ma non scomoda per la Festa Nazionale del PD che il 13 Giugno 2010 ha ospitato il giornalista e il testimone in un incontro dal titolo “Mafia e Politica”.
Scomodo per un Comune governato dal centro sinistra, ma non per Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia, che il 20 maggio 2010 si è seduto al suo fianco per parlare della vita di Vito Ciancimino con la seguente motivazione:
….«Quando lo dicevo io che mio fratello venne ucciso per la trattativa tra lo Stato e Cosa nostra, mi prendevano tutti per pazzo, adesso finalmente c’è anche un’altra persona che lo dice e che potrebbe arrivare in questo in modo alla verità».
Scomoda è la figura di Massimo Ciancimino, scomodo è quello che dice, ma molto piu’ scomodi siamo noi a cui viene negata la libertà di conoscere, comprendere e giudicare dove stia veramente la verità. Non accettiamo strumentalizzazioni politiche celate dietro frasi ad effetto tipo:” Non si puo’ concedere spazio ad un Mafioso”, non possiamo accettare che venga negata la possibilità ad un giornalista di presentare un libro. Possiamo essere d’accordo, dubbiosi, contrari, ma questo è un attacco alla democrazia e alla libertà di espressioni sancite nella nostra Costituzione.
Non comprendiamo come temi come questi possano essere trattati su televisioni nazionali e nei luoghi dove la mafia è ancora fiorente e non in un piccolo comune come il nostro.
Non comprendiamo come possa essere negata la presentazione di un libro e come chi si dichiari da sempre in prima linea nella lotta alle Mafie, lo possa permettere.
Non ci stiamo a celebrare i martiri dell’antimafia senza dare un nostro contributo attivo. Non ci stiamo ad essere un Comune da zero a zero.
Roberto Bedini
Caporuppo consigliare Rifondazione Comunista
Inviatiamo all’adesione al gruppo su Facebook “La libertà di informazione nella Val di Magra“
Sulle motivazioni addotte dal primo cittadino è meglio passare oltre, sta di fatto che la presentazione del libro, con la presenza dell’autore Massimo Ciancimino e di un giornalista del Tirreno, specializzato su tematiche mafiose, è stata, senza possibilità di soluzioni alternative, censurata. Non è piacevole per un Assessorato alla cultura veder censurata la presentazione di un libro, ancor più se si tratta di argomenti di attualità; era l’occasione di dibattere su questioni importantissime di cui spesso la politica tace e di avvenimenti della storia sociale di questo paese rilevantissimi, sui quali regna un assordante omertà. A parole si incensa l’operato di giudici antimafia come Falcone e Borsellino ma quando si parla delle relazioni mafia e politica, la politica tace e si nasconde.
ELENCO DI ALCUNI LUOGHI DOVE E’ STATO PRESENTATO IL LIBRO
(sono escluse le librerie Feltrinelli dove il libro è stato presentato tipo Genova, Pisa, etc)
Sabato 24 aprile 2010. A Corleone (PA) ha avuto luogo la presentazione del libro ”Don Vito” L’iniziativa è stata promossa da Corleone Dialogos e ANTIMAFIADuemila con il Patrocinio del Comune di Corleone. Sono intervenuti oltre agli autori Antonino Iannazzo, sindaco di Corleone, Giorgio Bongiovanni, direttore di ANTIMAFIADuemila, e Pippo Cipriani, pres. ass. Antiracket Bagheria
Giovedì 20 maggio 2010. A Palermo presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza
L’Associazione Culturale Falcone e Borsellino e l’Associazione Culturale Universitaria Unidonne ha presentano il libro “DON VITO” con interventi di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino ucciso dalla mafia
Mercoledì 13 Ottobre 2010 . Locorotondo Bari
L’Amministrazione Comunale-Assessorato alla Cultura e l’Associazione Culturale Prometeo organizzano la presentazione del libro “Don Vito presso l’auditorium comunale.
8 maggio 2010 a Pineto (Teramo), con il patrocinio dei comuni di Giulianova, Pineto e Roseto per il Premio Giuseppe Fava per il giornalismo, la democrazia e la legalità è stato presentato il libro “DON VITO”, presenti gli autori.
Venerdi 15 ottobre 2010. Amministrazione Comunale di Taranto eventi culturali: presentazione deli libro”Don Vito”, oltre all’autore sarà presente anche il giornalista Mario Valentino.
Martedì 22 giugno 2010 con il patrocinio del Comune di Pescara presentazione del libro”Don Vito”, le relazioni segrete tra stato e mafia nel racconto di un testimone d’eccezione, saranno presenti gli autori.
Venerdì 25 giugno 2010 Comune di Modena , Assessorato alle Politiche Giovanili, rassegna Giardini d’estate, la presentazione del libro “Don Vito” di Massimo Ciancimino e Francesco La Licata con l’intervento di Anna Petrozzi (Antimafiaduemila) e la conduzione di Silvia Resta (La7).
Domenica 20 giugno 2010 Comune di Ravenna. Presentazione del libro “Don Vito”, l’incontro ha il patrocinio del Comune di Ravenna, saranno presenti gli autori del libro.
Sabato 5 giugno 2010 Massimo Ciancimino ha presentato il libro “Don Vito” ed è stato ospite a Putignano (Bari), presso la Sala Convegni “Giovanni Paolo II”.
17 giugno 2010 a San Benedetto del Tronto nell’Auditorium comunale a presentare l’incontro Giorgio Mancini di Sinistra Ecologia e Libertà, organizzatrice dell’evento insieme all’associazione culturale Peppino Impastato e alla libreria Nuovi Orizzonti.
Dal 24 luglio al 29 agosto 2010 nell’ambito di Cortina InConTra Estate presentazione del libro di Massimo Ciancimino e Francesco La Licata “Don Vito. Le relazioni segrete tra Stato e Mafia nel racconto di un testimone di eccezione” (Ed. Feltrinelli).
Programmi radiofonici e televisivi vari tra cui Rai 2 anno zero, La 7 Gad lerner l’infedele, Sky, etc.
Luglio 2010 Massimo Ciancimino alla festa de l’Unità di Bologna del PD
Massimo Ciancimino, figlio del defunto Vito – uno dei protagonisti delle trame più intricate tra mafia e politica nel secondo dopoguerra – alla Festa dell’Unità, a Bologna, per presentare il suo libro «Don Vito», intervistato da Sandro Ruotolo della redazione di Anno Zero. Massimo Ciancimino è atteso questa sera alle 20 alla Festa Pd in via Due Madonne, alla periferia della città: prima, alle 18, Ruotolo lo intervisterà anche a Imola, nella Sala delle Stagioni di via Emilia 25. Quella alla festa dei democratici è solo una delle serate dedicate all’antimafia – il 20 arriverà Giovanni Impastato, fratello di Peppino ucciso nel ‘78 dalla mafia per le sue denunce portate avanti dalle onde di una radio libera. Un’occasione di dibattito, «Don Vito» (Feltrinelli), che attraverso la voce del figlio ricostruisce il ruolo giocato dall’ex sindaco di Palermo, amico personale di Provenzano, tramite tra mafia e politica.
Marsala. BORSELLINO E CIANCIMINO. “Perché dovrei provare imbarazzo a sedere accanto a Massimo Ciancimino? Potrei provare imbarazzo a sedere piuttosto accanto a uomini dello Stato come l’ex ministro Martelli e Violante, che hanno aspettato 17 anni e le rivelazioni di Ciancimino per ricordare che la trattativa tra mafia e Stato c’è stata”. Lo ha detto Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio del ’92, intervenendo alla presentazione del libro ‘Don Vito’, scritto da Massimo Ciancimino e dal giornalista Francesco La Licata.
Antonio Ingroia: nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo
A novembre a pubblicato “Nel labirinto degli dei Storie di mafia e di antimafia”.
Ingroia. Palermo. Massimo Ciancimino «è molto americano, uomo dei media e per i media, nel bene e nel male. E per una metamorfosi mediatica, oggi il figlio di Ciancimino è arrivato a diventare quasi un’icona dell’antimafia». Lo scrive nel suo nuovo libro ‘Il labirinto degli deì, che uscirà domani, il Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia nel capitolo ‘Padri e figlì, dedicato a Vito Ciancimino, l’ex sindaco di Palermo, condannato per mafia e al figlio Massimo Ciancimino, supertestimone della ‘trattativa tra lo Stato e Cosa nostra. Secondo il magistrato, «le dichiarazioni di Massimo Ciancimino hanno trovato vari riscontri e conferme ma sono ancora oggetto di verifica». Ingroia, che ha interrogato, in anni diversi, entrambi, sia don Vito che il figlio Massimo, dice dell’ex sindaco che fin dal primo incontro «ne avvertii subito il peso criminale», definendolo «non simpatico». Del figlio Massimo dice altro: «Dal primo incontro ho capito che Ciancimino junior era fatto di tutt’altra pasta. tanto il padre era ombroso, tanto il figlio Massimo è gioviale. Non ho mai visto il padre abbandonare l’espressione adirata». Invece, il figlio Massimo, «con i suoi modi sciolti, la smania di apparire, sembra predestinato alle presenze televisive». Massimo Ciancimino, secondo il pm, che lo ha interrogato decine di volte, «dice che » non è certo attaccato alla cultura dell’omertà. Il suo problema, semmai, è l’opposto: quello di parlare troppo, preferibilmente con i giornalisti, specie dei suoi interrogatori, per i quali è tenuto a rispettare la segretezza«. Per il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, «padre e figlio», cioè don Vito Ciancimino e il figlio Massimo Ciancimino sono «separati da una differenza e da una distanza, che Massimo fa di tutto per rimarcare». Parlando degli interrogatori di padre e figlio, il magistrato spiega; «Ho avuto modo di interrogare un padre e un figlio sui medesimi temi. Temi dei quali i due hanno offerto letture speculari, meglio, specularmente diverse. Il primo, il più anziano, fedele alla sua cultura, rimase mafioso fino alla morte, negando i suoi rapporti con Cosa nostra». E del figlio: «Il secondo, il più giovane, è figlio dei suoi tempi più che di suo padre. Figlio dell’epoca, vive di immagine, della propria in particolare, e per riscattarla ha sfidato la legge dell’omertà che il padre mai aveva osato violare. Ha affrontato le asprezze di questa sfida, fino a concrete minacce per l’incolumità personale. Il fatto è che Ciancimino figlio ha raccontato quelli che erano i tabù intoccabili per l’ex sindaco di Palermo. Ha riferito dei rapporti stretti che il padre aveva tenuto per decenni personalmente e direttamente con Bernardo Provenzano, che teneva Massimo, da bambino, sulle ginocchia. Quel bambino, diventato adulto, ha ritenuto di interpretare la volontà del padre: vuotare il sacco».
«Abbiamo avuto conferma che Vito Ciancimino era stato intermediario e protagonista della ‘trattativà fra Stato e mafia nel pieno della stagione stragista, in quanto latore del cosiddetto ‘papello, contenente le richieste che la mafia avrebbe fatto allo Stato in cambio di una tregua delle armi». Lo scrive sul suo nuovo libro ‘Nel labirinto degli deì, in uscita domani per ‘Il Saggiatorè, il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia nel capitolo dedicato a Vito e Massimo Ciancimino. «»In questo contesto – scrive il magistrato – Massimo Ciancimino ha affermato che, grazie al contributo del padre e di Provenzano, sarebbe stato possibile l’arresto di Totò Riina. Dichiarazioni di evidente gravità, alcune delle quali hanno incontrato vari riscontri e conferme, di molteplice natura: dalle dichiarazioni dei collaboratori alle testimonianze, seppure tardive, di uomini delle istituzioni dell’epoca«. Ma Ingroia tiene anche a sottolineare che »tra i tanti dubbi sull’attendibilità del giovane Ciancimino, che ancora permangono, rimane l’importanza del contributo di conoscenza da lui apportato, anche perchè fondato prevalentemente su documenti autografi del padre finora inediti«. »Al di là della vicenda giudiziaria di Massimo Ciancimino – scrive ancora il Procuratore aggiunto nel libro – che è tutt’altro che conclusa e che attende verifiche, ciò che più prende rilievo è un rapporto padre-figlio che qui si presenta con connotazioni originali«. Il Procuratore aggiunto di Palermo spiega che si va «oltre i tradizionali conflitti generazionali fra padri e figli, descritti dalla sociologia, o raccontati dalla letteratura. Qui c’è di mezzo la mafia che rende tutto più complicato. C’è la famiglia con i suoi valori, i suoi vincoli, i suoi affetti e le sue tensioni e c’è quell’altra entità che non a caso si chiama anch’essa, famiglia». La famiglia mafiosa – scrive Ingroia – che certo non è meno dotata di valori vincolanti. Tra le due famiglie ci può essere una perfetta sovrapposizione, una continuità non turbata da scarti o da differenze anche minime. Oppure si possono verificare distacchi abissali e lacerazioni tragiche, come quelli vissuti da Rita Atria o prese di distanza mondanamente disinvolte, come quelle di Massimo Ciancimino«.
Incontro antimafia Duemila
E’ la volta del procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, che affronta l’infiltrazione mafiosa nel nostro Paese, nel bel mezzo della crisi economica, sotto tutti i punti di vista. Ma è quando affronta il tema delle stragi del ’92 e della trattativa tra mafia e Stato (tornate alla ribalta recentemente grazie alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino e di Gaspare Spatuzza) che risponde implicitamente alle recenti polemiche seguite ad una sua intervista. “Come si può pensare che chi come me ha sempre avuto a cuore le istituzioni, il senso dello Stato, possa in qualche modo giustificare una qualsiasi trattativa tra le istituzioni e Cosa nostra? Una trattativa che peraltro ha posto in pericolo la mia stessa vita… O come essere ingiustamente accusato di fare soltanto ora dei nomi di altre probabili vittime della cui esistenza tutti avrebbero dovuto essere a conoscenza se non avessero perduto la memoria… Non si può rimanere sconvolti da rivelazioni che non sono tali”. Sta di fatto che su questa scellerata trattativa ci sono troppe coperture ad alti livelli. Troppi “smemorati”, anche istituzionali, che d’improvviso recuperano la memoria e corrono dai magistrati. Un vero e proprio stillicidio di notizie, a volte false e tendenziose, capaci di stravolgere la realtà dei fatti. Tutto questo a discapito di chi, familiari delle vittime in primis, pretende la verità completa una volta per tutte. “Dopo 17 anni dalle stragi – conclude Grasso – se non ci fosse stato un mafioso pentito (Gaspare Spatuzza ndr) che si fosse accusato della strage di Borsellino e il figlio di un ex mafioso (Massimo Ciancimino ndr), tutto sarebbe rimasto sepolto nell’oblio per sempre. Il sipario si è alzato e tanti ricordi sono affiorati. Speriamo che non solo i ricordi di ex mafiosi o figli di mafiosi ci aiutino a trovare la verità”.
CONSIDERAZIONI
Falcone e Borsellino, quante volte ne sentiamo parlare, quante volte abbiamo celebrato il loro sacrificio. Quante strade e piazze gli abbiamo dedicato negli ultimi anni. Quante volte li abbiamo presi ad esempio per l’impegno e il coraggio nella lotta alla Mafia.
Destra e Sinistra si accomunano da anni nel celebrarne le gesta e rivendicarne l’appartenenza politica.
Ma quanta strada abbiamo fatto dal loro sacrificio, quanta strada ha fatto la lotta alla Mafia, cosa hanno fatto le istituzioni per non rendere inutile la loro morte.
Cosa direbbero loro, quando ad un Giornalista come Francesco La Licata riconosciuto esponente della società antimafia viene negata la possibilità di presentare un proprio libro.
Un libro su Vito Ciancimino che raccoglie la testimonianza del figlio Massimo il quale accompagna l’autore nella presentazione.
Il punto di discordia sta proprio in questa presenza “scomoda”. Scomoda per Ortonovo, dove il Sindaco annulla l’incontro due giorni prima per motivi non bene precisati di ordine pubblico, ma non scomoda per il paese di Corleone dove la presentazione è avvenuta regolarmente il 24 aprile del 2010. Scomoda per la ridente cittadina ligure di confine, ma non scomoda per la Festa Nazionale del PD che il 13 Giugno 2010 ha ospitato il giornalista e il testimone in un incontro dal titolo “Mafia e Politica”.
Scomodo per un Comune governato dal centro sinistra, ma non per Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia, che il 20 maggio 2010 si è seduto al suo fianco per parlare della vita di Vito Ciancimino con la seguente motivazione:
….«Quando lo dicevo io che mio fratello venne ucciso per la trattativa tra lo Stato e Cosa nostra, mi prendevano tutti per pazzo, adesso finalmente c’è anche un’altra persona che lo dice e che potrebbe arrivare in questo in modo alla verità».
Scomoda è la figura di Massimo Ciancimino, scomodo è quello che dice, ma molto piu’ scomodi siamo noi a cui viene negata la libertà di conoscere, comprendere e giudicare dove stia veramente la verità. Non accettiamo strumentalizzazioni politiche celate dietro frasi ad effetto tipo:” Non si puo’ concedere spazio ad un Mafioso”, non possiamo accettare che venga negata la possibilità ad un giornalista di presentare un libro. Possiamo essere d’accordo, dubbiosi, contrari, ma questo è un attacco alla democrazia e alla libertà di espressioni sancite nella nostra Costituzione.
Non comprendiamo come temi come questi possano essere trattati su televisioni nazionali e nei luoghi dove la mafia è ancora fiorente e non in un piccolo comune come il nostro.
Non comprendiamo come possa essere negata la presentazione di un libro e come chi si dichiari da sempre in prima linea nella lotta alle Mafie, lo possa permettere.
Non ci stiamo a celebrare i martiri dell’antimafia senza dare un nostro contributo attivo. Non ci stiamo ad essere un Comune da zero a zero.
Gruppo consigliare Rifondazione Comunista
Federazione della Sinistra
Il capogruppo Roberto dott. Bedini


























