Canzio (PRC Levanto): “Ospedale? Una soluzione positiva, che anche la minoranza ha condiviso”
10 dicembre 2010, by admin
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“Sulla questione sanitaria levantese l’ultimo Consiglio Comunale ha evidenziato l’unanime condivisione della proposta della Regione. In un contesto in cui il Governo cerca il riequilibrio dei conti non con la lotta all’evasione o con la diversa imposizione tassativa, bensì con lo strumento della macelleria sociale, l’assessore Montaldo ha presentato ai cittadini levatesi una soluzione sotto più aspetti condivisibile”.
Così Olivia Canzio, capogruppo maggioranza nel consiglio comunale di Levanto: “Tralasciando discussioni puramente strumentali sul “nome” (ospedale, stabilimento, …) e sorvolando su quanto dichiarato dal centro-destra sulla stampa (per dovere di cronaca non si è consumato alcuno scontro in Consiglio), vogliamo sottolineare gli aspetti che riteniamo fondamentali per il futuro del San Nicolò.
Il potenziamento del distretto socio-sanitario, l’ospedale di comunità, la RSA e le cure intermedie sono una risposta concreta al territorio e ai nostri cittadini, prevalentemente anziani. L’affiancamento del 118 al già esistente punto di Primo Intervento è novità che porta ulteriore sicurezza, in particolare per le criticità che potrebbero riscontrarsi durante la stagione estiva. Il mantenimento del punto prelievi e della piastra ambulatoriale è ulteriore segnale della volontà di venire incontro a coloro che quotidianamente si rapportano con la struttura sanitaria.
I pesanti tagli dell’ultima finanziaria impediscono l’assunzione di personale: vanno valutate quindi in chiave positiva sia l’intenzione della Regione di potenziare la Dialisi (anche se tramite un’esternalizzazione del servizio) che la disponibilità a ragionare su un aumento di ore alla Radiologia. Comprendiamo quanto sia facile polemizzare sulle difficoltà; non consentiamo però di sorvolare sulla positività di quanto prospettato.
Riteniamo che nella sua critica l’opposizione abbia avuto una caduta di stile: concentrata più sull’attacco personale all’Assessore che alla proposta complessiva, che il centro-destra sa essere positiva”.
Sanità: “Tremonti e Berlusconi veri colpevoli del caos anche alla Spezia”
27 luglio 2010, by admin
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La manovra del governo Berlusconi si distingue per l’ispirazione radicalmente antipopolare e classista che la anima. Non un euro viene chiesto a chi ha redditi più alti. Niente è previsto sulle rendite finanziarie tassate la metà della aliquota più bassa sul lavoro. Niente sui grandi patrimoni. Ricordiamo che il nostro paese secondo i dati Bankitalia e secondo le analisi Ocse, è stato uno dei paesi in cui maggiormente sono cresciute le disuguaglianze negli ultimi vent’anni ed ha oggi una distribuzione della ricchezza particolarmente iniqua: solo 2 milioni 380mila famiglie italiane (il 10% del totale), infatti, posseggono il 44,5% della ricchezza netta complessiva. Di contro, il 50% delle famiglie italiane (le più povere) ne deten gono appena il 9,8%. Gli effetti della manovra si abbattono anche sulla sanità pubblica. In due anni il budget si riduce di oltre 2 miliardi di euro: 1 miliardo nel 2011, di cui 418 milioni di contenimento della spesa del personale e 600 milioni per i farmaci; 1 miliardo e 132 milioni nel 2012, di cui sempre 600 milioni per i farmaci.
Il blocco del turn over e il dimezzamento dei precari colpiscono anche il sistema sanitario. Si potrà sostituire solo un medico ogni cinque che vanno in pensione, causando la diminuzione di circa 12.000 unità in due anni e il conseguente riduzione del 10% delle prestazioni mediche erogate ai cittadini. La riduzione di personale sarà di 156.000 addetti nel triennio, 20.000 i precari licenziati. Questo comporterà la messa in discussione del diritto alla salute dei cittadini. La manovra interviene sulle regioni in regime di commissariamento per il debito, che nel caso di non rispetto del piano di rientro (con tasse al massimo e ticket generalizzati) vedranno il rischio di un
sostanziale blocco dei trasferimenti. Sul fronte della spesa farmaceutica rischia di essere estremamente penalizzante per i cittadini il fatto che, se il medico generico prescrive un farmaco in regime di brevetto, la differenza di prezzo con il farmaco generico dovrà essere pagata direttamente dal paziente anche se è in regime di esenzione.
Va ricordato, inoltre, che il decreto appena emanato, che contiene i su citati provvedimenti, è solo una parte della manovra complessiva che si prospetta con altri provvedimenti legislativi, che colpiranno ulteriormente la sanità pubblica. Tra questi ne ricordiamo tre, gravissimi: il primo è la nuova normativa sulla governance sanitaria con la liberalizzazione dell’intramenia e ulteriori spazi di privatizzazione; il secondo riguarda la declassificazione di interventi oggi eseguiti in day surgery o day hospital, derubricati in prestazioni ambulatoriali e quindi deprivati di assistenza post chirurgica o post specialistica; il terzo stravolge e cancella alcuni interventi sanitari oggi in regime di livelli essenziali di assistenza, togliendo alle Regioni il riconoscimento e la relativa copertura economica, aprendo quindi la via a porre a totale carico del paziente i costi di questi interventi. E’ sempre più evidente che il governo Berlusconi lavori ad un taglio generale in sanità che lo stesso ministro Fazio indicava in circa 10 – 11 miliardi nel biennio. L’insieme di misure rientra pienamente nel disegno del governo di smantellare lo stato sociale per proseguire il percorso di sviluppo del “pilastro” privato nei servizi sanitari, sociosanitari e sociali.
Quanto accaduto in questi giorni all’ospedale di Sarzana, che ha visto lo spostamento del reparto maternità al Sant’Andrea della Spezia ne è la prova, così come il caos sull’ospedale di Levanto a rischio chiusura. I cittadini indignati sono giustamente insorti. Ma il governo e la propaganda berlusconiana, con grave ipocrisia menzognera, ha avuto prima la faccia tosta di negare la crisi economica causata esclusivamente dall’alta finanza, dalle banche e dal capitalismo internazionale, poi di attuare una manovra vergognosa sui lavoratori, i ceti medio bassi e i servizi sociali, il tutto avendo pure l’accortezza di dipingerla come un favore al Paese: “non abbiamo aumentato le tasse“, hanno infatti affermato Berlusconi e Tremonti.
E’ ora che in tutta Italia la gente si chieda se davvero è contenta di sorreggere le enormi spese dei ricchi, degli abusi di stato, delle tangenti, della corruzione dilagante e delle mafie di ogni genere pagando di tasca propria, senza avere più dallo stesso Stato tutto quello che occorre per vivere decentemente a partire dalla sanità pubblica e gratuita, in via di smantellamento.
Salviamo la Sanità pubblica!
24 marzo 2010, by admin
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Cinqua anni fa Liguria la giunta Biasotti ci ha lasciato un’eredità di conti in rosso e di inefficienza spaventosa.
Ma il governo Berlusconi ha tagliato enormi fondi in ricerca e sviluppo della sanità pubblica favorendo le cliniche private e i potentati delle case farmaceutiche. Per la nostra città il centrodestra al governo della regione aveva ipotizzato di far realizzare il nuovo ospedale Sant’Andrea ai privati pagandolo di più del previsto e dimostrando di non essere nemmeno capace a fare la gara d’appalto.
Giustamente punito alle elezioni regionali del 2005, il centrodestra ligure nei successivi cinque anni all’opposizione ha perso inutile tempo nella più pura demagogia “ciurlando nel manico” sui ritardi nelle liste d’attesa per i cittadini, un problema effettivo ma dovuto anche alla carenza di strutture e mezzi per i nostri ospedali causata proprio dai disastri della gestione precedente.
Nel frattempo la giunta Burlando finalmente trovava i finanziamenti interamente pubblici per la realizzazione del nuovo e moderno ospedale del Felettino, dopo aver colmato l’enorme dissesto economico causato dallo stesso Biasotti.
La Federazione della Sinistra si batterà perchè la sua realizzazione avvenga entro la fine della prossima legislatura: per ottenere questi risultati è necessario sconfiggere Biasotti, il vecchio che torna e far vincere Claudio Burlando, rafforzando la nostra presenza in consiglio regionale.
Inoltre non vogliamo solo l’abbattimento delle liste d’attesa e il miglioramento dei servizi sanitari erogati ma anche l’incremento dei servizi di prevenzione, specialmente quelli sugli infortuni e le malattie sul lavoro, e l’incremento dell’offerta extraospedaliera con maggior attenzione ai servizi domiciliari per gli anziani.
Infine occorrono seri investimenti sulla ricerca che si sviluppino in tutto il territorio regionale per migliorare la risposta alla domanda di salute dei cittadini e sviluppare occupazione di qualità, in rapporto sempre più stretto con l’Università.
Fa specie che proprio nel paese della sanità privata, gli USA, sia appena passata la storica riforma che garantisce a milioni di americani un servizio sanitario pubblico dopo tre secoli di assoluto individualismo mentre solo in Italia il centrodestra continua imperterrito la logica del profitto e del mercato per togliere il diritto alla salute ai poveri e meno abbienti.
«Il neoliberismo è alle corde anche in quella che è stata la propria patria - ha dichiarato Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista – grazie anche all’audacia e la tenacia con cui il presidente Obama ha sostenuto la riforma sanitaria contro le pressioni di lobby, interessi corporativi e oltranzismi ideologico-religiosi».
E allora siamo noi i veri anticorpi del berlusconismo devastante che ha intaccato ogni ganglio della vita pubblica di questo paese, tentando di privatizzare tutto, democrazia (e sanità) compresa.























