“Plauso per la stabilizzazione dei 158 Oss, ma la sanità spezzina resta ancora un incubo”

25 dicembre 2019, by  
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Apprendiamo con grande soddisfazione la scelta del consiglio regionale di approvare l’istituzione di una società pubblica in house per salvare il lavoro di 158 Operatori Socio Sanitari dell’Asl 5 spezzina.

La giunta Toti e i consiglieri liguri hanno infatti dato ragione alle richieste che venivano dai banchi dell’opposizione per tutelare senza se e senza ma tutti i posti di lavoro che a Spezia erano fortemente a rischio. Ma non c’è ancora da cantare completamente vittoria.
Rifondazione ha manifestato in questi mesi la piena solidarietà alla lotta gli Oss spezzini scendendo in piazza al loro fianco e alle organizzazioni sindacali per chiedere una sanità che sia degna di questo nome, sia dal punto di vista dei servizi che della tutela del personale che vi opera. Nonostante questa buona notizia, infatti, la situazione in provincia resta delle peggiori. 
Toti e Peracchini dovranno rendere conto alla popolazione su questi anni di pessima gestione della sanità locale, evitando giravolte di parole buone solo per il proprio tornaconto politico e smettendo di prendere in giro gli spezzini giocando sulla loro salute.
Rifondazione Comunista, federazione La Spezia

“Salvaguardare i 158 operatori socio sanitari Coopservice, bene la mozione del consiglio comunale”

7 dicembre 2019, by  
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La Federazione spezzina di Rifondazione Comunista esprime la propria solidarietà agli Operatori Socio Sanitari dipendenti di Coopservice che vedono il proprio futuro a rischio in previsione del concorso pubblico che sancirebbe la fine dell’appalto in essere tra ASL 5 e la  Cooperativa.
Ci troviamo di fronte alla drammatica prospettiva di assistere alla perdita di un impiego che per oltre cento famiglie rappresenta fonte di sostentamento e ci si può solo immaginare l’angoscia che può attanagliare chi questa fonte vede in pericolo. 
Rifondazione ritiene che, nella sua tragicità, la vicenda degli oss spezzini sia emblematica di come il ricorso selvaggio all’istituto delle esternalizzazioni nel servizio pubblico utilizzi i lavoratori alla stregua di merce, con inferiori diritti, inferiori livelli salariali e ribadisce con forza che i servizi pubblici essenziali debbano essere gestiti dallo Stato e non oggetto di gare d’appalto al ribasso dove a pagare il conto sono i lavoratori e gli utenti.
La vicenda degli oss di Coopservice richiede uno sforzo corale di tutti le componenti in gioco: sindacali, politiche ed istituzionali che non possono assistere inermi a quanto potrebbe accadere. Su tale fronte Rifondazione accoglie positivamente la notizia che il consiglio comunale spezzino ha votato all’unanimità una mozione che, se percorsa ed accettata da tutte le parti in causa, ipotizzerebbe una soluzione che convoglierebbe gli oss in una società di proprietà pubblica la quale continuerebbe a gestire il servizio salvando di fatto i posti di lavoro.
Ci auguriamo che tutte le componenti sociali e politiche coinvolte facciano il loro compito sino al raggiungimento del risultato auspicato impedendo in tutti i modi una macelleria sociale che la nostra città non deve e non può permettersi.

Rifondazione Comunista, fed. prov.le La Spezia