Fuori la guerra dalla storia, chi invia armi alimenta il conflitto

4 marzo 2022, by  
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Sabato 5 marzo tutte/i a Roma contro la guerra.

Condanniamo l’invasione russa dell’Ucraina. La decisione della Russia di abbandonare la diplomazia e invadere l’Ucraina non può essere giustificata ed è contraria al diritto internazionale e ai principi della Carta delle Nazioni Unite. La guerra non risolve i problemi, produce solo lacrime, morti, deserti di umanità e bacini di permanente rancore e odio tra i popoli. Deve essere fatto di tutto per arrivare ad un immediato cessate il fuoco. Vanno riaperti i canali diplomatici e non alimentato il fuoco con nuove armi, con il rischio di allargare il conflitto e di una guerra nucleare.

Siamo contro la guerra, senza se e senza ma. Lo eravamo quando la Nato bombardava la Serbia per imporre l’indipendenza del Kossovo e lo siamo oggi che la Russia invade l’Ucraina in nome dei diritti delle popolazioni del Donbass. Le analogie nella violazione del diritto internazionale sono fortissime.

Condanniamo l’espansionismo della NATO che ha deliberatamente prodotto una escalation irresponsabile. Siamo di fronte a uno scontro tra potenze capitalistiche che rischia di condurci alla terza guerra mondiale. Se oggi a morire sono gli ucraini e i russi, l’enorme costo economico e sociale lo pagheranno anche tutti i popoli europei mentre le industrie belliche accumulano profitti e il più costoso gas liquido statunitense si prepara a sostituire quello russo.

Più si inasprisce il conflitto e più ne saranno principali vittime i civili, che cadranno a causa dei bombardamenti, e le tante/i costrette all’esodo da profughi. Oggi, con chi fugge dall’Ucraina, l’Europa mostra un volto solidale. C’è da temere che a breve la loro vita subisca un destino simile a quella di coloro che fuggono da Bielorussia, Paesi Balcanici, Siria, Afghanistan, Iraq e Mediterraneo Centrale. Emerge in questi giorni un suprematismo bianco eurocentrico e razzista che considera “veri profughi” solo chi è vicino per cultura, religione, colore della pelle ed è vittima delle guerre degli altri.

Un’incessante martellamento mediatico cerca di strumentalizzare i sentimenti di solidarietà e umanità per trasformarli in consenso per le scelte di guerra dei governi. E questo accade in Russia come nei paesi occidentali. Si assiste alla criminalizzazione di coloro che tentano di dare una informazione più articolata del conflitto. Esprimiamo una forte preoccupazione per il clima di caccia alle streghe che si respira in tutta Europa ed anche in Italia nei confronti delle voci critiche e indipendenti nell’informazione e gli attacchi che hanno colpito persino l’ANPI. Respingiamo le accuse di essere a favore di Putin rivolte a chi come noi cerca di fermare la spirale della guerra e
critica chi la alimenta. Rifiutiamo l’indecente ondata di russofobia e ostracismo contro la cultura russa che non favorisce il dialogo tra i popoli e offende innanzitutto chi in quel paese sta esprimendo il proprio dissenso nei confronti della guerra.

Non ci arruoliamo e non mettiamo l’elmetto in testa. Restiamo umani. Rifiutiamo la propaganda di guerra con cui – per l’ennesima volta dopo Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Siria – si sta manipolando l’opinione pubblica e si sta alimentando l’isteria bellicista.

Rivendichiamo gli ideali dell’internazionalismo socialista e comunista che – con i principi della nostra Costituzione nata dalla Resistenza – continuano a essere la nostra bussola in un mondo che il capitalismo precipita di nuovo nella guerra.

Non c’è da contrastare solo l’inammissibile aggressione militare decisa da Putin.

Di fatto la NATO sta portando avanti una guerra per procura contro la Russia strumentalizzando il popolo ucraino che viene armato per far impantanare Putin in un nuovo Afghanistan nel cuore dell’Europa.

Dopo aver gettato benzina sul fuoco della crisi ucraina per anni, ora la NATO coglie l’occasione per un enorme rilancio del riarmo assolutamente immotivato visto che il bilancio militare russo è già clamorosamente inferiore a quello dei paesi NATO che spendono 18 volte più della Russia per la “difesa”. Questo riarmo sottrae risorse che potrebbero essere indirizzate alla sanità, alla scuola, alla cultura, alla solidarietà, ai trasporti, alla riconversione ecologica, al lavoro, all’accoglienza.

GOVERNO E PD CONTRO LA COSTITUZIONE

Chi vuole la pace non può non denunciare le iniziative assunte dall’Unione Europea e anche dal governo italiano.

L’UE e l’Italia hanno scelto di accodarsi agli USA e alla NATO invece di svolgere un ruolo di pace e mediazione. Per la prima volta l’Unione Europea ha deciso di utilizzare i propri fondi per spese militari.

Condanniamo la decisione del governo Draghi e del parlamento italiano di inviare armi letali e associarsi a “sanzioni” illegittime che non faranno che inasprire il conflitto e aumentare il numero di vittime.

Siamo di fronte alla palese violazione del ripudio della guerra sancito dall’articolo 11 della Costituzione e anche del diritto internazionale. Il governo e il parlamento hanno di fatto deciso di entrare in guerra con la Russia.

Il PD si è posto alla testa del partito trasversale della guerra, dell’arco anticostituzionale che vede la convergenza di centrodestra e centrosinistra nel voto per il coinvolgimento diretto del nostro Paese nel conflitto.

Bisogna immediatamente fermare le armi e riprendere la strada della diplomazia e del diritto internazionale ma USA, NATO e UE continuano a delegittimare il ruolo dell’ONU e dell’OSCE.
L’unica via per la pace è quella del disarmo, del rispetto degli accordi di Minsk con il riconoscimento dell’autonomia delle regioni russofone e un’Ucraina neutrale in una regione demilitarizzata.

Purtroppo dopo il 1991 l’Unione Europea, invece che dichiarare conclusa l’esperienza dei blocchi militari e proporre una nuova democrazia multipolare, ha continuato a condividere l’esistenza della NATO in nome dell’Atlantismo, di cui proprio l’Europa è la prima vittima.

Gli USA hanno boicottato la normalizzazione delle relazioni fra Ue e Russia usando la NATO per fomentare tensioni e divisioni in Europa.

Non può essere taciuta la continua violazione da parte del governo di Kiev degli accordi di Minsk, la persecuzione nei confronti delle popolazioni di lingua russa, la glorificazione di criminali di guerra collaborazionisti dell’occupazione nazista e il suo sciovinismo nazionalista. Queste circostanze rendono grottesco assimilare il nazionalismo ucraino ai combattenti della Guerra di Spagna e della Resistenza o fare paragoni con la Primavera di Praga.
Per otto anni la guerra dell’Ucraina contro le repubbliche di Donetsk e Lugansk e il ruolo delle milizie neonaziste sono stati ignorati dai media occidentali, ma quel conflitto ha causato più di 14.000 vittime.

La NATO si è confermata un fattore di destabilizzazione nel nostro continente, così come in Medio Oriente ed in altre zone del pianeta.
Bisogna liberare l’Europa e l’Italia dalla sudditanza all’atlantismo e alla NATO.

Questa è anche una guerra contro gli interessi dei popoli europei alla cooperazione con la Russia e produce un ricompattamento del blocco occidentale in vista di un possibile ulteriore conflitto con la Cina.

Non basta condannare Putin se non si mette in discussione la pretesa occidentale – e in particolare degli Stati Uniti – di continuare a imporre un ruolo di governo e dominio unipolare che conduce allo scontro e alla guerra con altri blocchi geopolitici.

Solo la mobilitazione dei popoli europei può costringere i governi a scegliere la via della pace e del disarmo.

Siamo al fianco delle voci che in Ucraina e in Russia chiedono di fermare la guerra.

Siamo impegnate/i nella costruzione di un grande movimento per la pace e la cessazione del conflitto.

Partecipiamo e invitiamo a partecipare sabato 5 marzo alla manifestazione nazionale a Roma contro la guerra e domenica 6 marzo davanti all’aeroporto militare di Ghedi.

Parteciperemo allo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo con striscioni con la scritta FUORI LA GUERRA DALLA STORIA che ci ha lasciato in eredità la compagna Lidia Menapace.

Tutti i nostri sforzi vanno impegnati nello sviluppo del movimento per la pace e contro la guerra.

Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

Spezia in solidarietà al popolo Palestinese: tutti in piazza Europa contro la scandalosa violenza di Israele

22 maggio 2021, by  
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Anche a Spezia abbiamo raccolto l’appello della Comunità Palestinese italiana, affinché uomini e donne amanti della Pace, della libertà, dell’antifascismo e della giustizia scendano in piazza per denunciare e condannare l’aggressione e l’oppressione israeliana nei confronti della popolazione palestinese di Gerusalemme e Gaza. Chiediamo che l’Italia si faccia promotrice di un’azione diplomatica di pace e di rispetto del diritto internazionale chiedendo alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e ai capi di governo che hanno a cuore la pace e la coesistenza tra palestinesi e israeliani:

  • di fermare questa nuova ondata di violenza, intimando al governo israeliano di rimuovere l’assedio di Gaza e di fermare qualsiasi tipo di ritorsione contro la popolazione della Striscia di Gaza, così come l’arresto del lancio dei razzi di risposta da parte di Hamas.
  • di impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di diritto internazionale per fermare gli sfratti etnici, le deportazioni e la demolizione delle case a Gerusalemme Est;
  • di esigere dal governo israeliano la rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono le elezioni libere e regolari in Cisgiordania, Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza, come previsto dagli accordi di Oslo, firmati dalle parti;
  • di sostenere e assistere l’Autorità Nazionale Palestinese per l’organizzazione e la realizzazione del processo elettorale, evitando ulteriori rinvii;
  • di inviare osservatori internazionali neutrali per monitorare il processo elettorale, i giorni del voto e il conteggio dei voti, che si svolga secondo gli standard internazionali di trasparenza e con pieno diritto di voto per tutta la popolazione residente in Cisgiordania, nel distretto di Gerusalemme e nella Striscia di Gaza;
  • di agire in sede ONU per un immediato riconoscimento dello Stato di Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, per permettere ai due Stati di negoziare direttamente in condizioni di pari autorevolezza, legittimità e piena sovranità.
Non voltiamoci dall’altra parte.
DOMENICA 16 MAGGIO ORE 15.30 PIAZZA EUROPA – LA SPEZIA
Ad oggi hanno aderito:  ARCI La Spezia – Archivi della Resistenza – ANPI provinciale La Spezia – Circolo Arci Canaletto – Emergency La Spezia – Unione degli Studenti – CGIL – Rifondazione Comunista – Associazione culturale Mediterraneo – Officina Rossa Spazio popolare – Non Una di Meno – Sinistra Italiana – Partito Comunista Italiano – Solidarietà con il popolo Saharawi Laboratorio di pace  – Legambiente La Spezia

“Addio Piero e grazie per la tua umanità”

21 aprile 2018, by  
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La Federazione spezzina di Rifondazione Comunista si stringe attorno a Marina e Gianpaolo, rispettivamente moglie e figlio di Piero Ravecca, presidente dell’associazione Macondo tre che ci ha lasciato nei giorni scorsi.

Piero è stato iscritto a Rifondazione Comunista, facendo parte della segreteria provinciale di Aldo Lombardi. Era un compagno generoso, dolce, umile, instancabile nella difesa degli ultimi. Sono molti i ricordi che ci legano a lui: i viaggi dai “suoi” bimbi in Bosnia, le meravigliose manifestazioni per la pace e contro la guerra, le manifestazioni antirazziste e per la difesa dell’ambiente, senza dimenticare la mitica “Pace e diritti in festa” a Bolano organizzata dalla sua associazione insieme ad Emergency ed il laboratorio antirazzista “L’incontro”.

Ci lasci un vuoto immenso ma, da comunisti, ti promettiamo di andare avanti in direzione ostinata e contraria, contro ogni guerra, per la pace ed i diritti come hai sempre fatto.

Ciao Piero!

Le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista La Spezia

La Spezia: Rifondazione aderisce al corteo contro il terrorismo e contro ogni tipo di guerra nel mondo

21 novembre 2015, by  
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La federazione provinciale di Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione di domani 22 novembre alla Spezia indetta dalla Comunità Islamica spezzina contro il terrorismo, con partenza da Piazza Cavour alle 16 e arrivo in Piazza Garibaldi.

Aderiamo convintamente in solidarietà ai familiari delle vittime dei tanti attentati che ogni giorno insanguinano il mondo, esattamente come hanno fatto e continuano a fare le innumerevoli guerre e bombardamenti propugnati dall’Occidente,
Guerre che continuano tutt’oggi a macinare migliaia di civili innocenti in medio Oriente, innocenti proprio come le vittime di Parigi. La pace, il dialogo e la cultura sono le uniche “armi”  che porteranno alla vera vittoria.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Stop massacro di Gaza: oggi alle 18 in piazza Mentana presidio per il popolo palestinese

16 luglio 2014, by  
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Oggi 16 luglio si terranno manifestazioni di pace in ogni città italiana, La Spezia compresa.
Chiamiamo uomini e donne che credono nella Pace e nella nonviolenza a mobilitarsi per oggi pomeriggio in piazza Mentana, di fronte al Teatro Civico, dalle 18 alle 20, partecipando alla manifestazione per lo stop al massacro a Gaza e per una pace giusta tra Palestina e Israele. Ogni morte ci diminuisce, ogni uomo, donna, bambino ucciso pesa nelle nostre coscienze.
Vogliamo vedere i bambini vivere e crescere in pace non maciullati da schegge di piombo.
CHIEDIAMO:
che cessino immediatamente il fuoco, gli attacchi aerei israeliani a Gaza che hanno provocato oltre 180 morti, le rappresaglie e le vendette da ogni parte; 
che la politica e la comunità internazionale assumano un ruolo attivo di mediazione per la fine dell’occupazione militare israeliana e la colonizzazione del territorio  palestinese, per il rispetto dei diritti umani, della sicurezza e del diritto internazionale in tutto il territorio che accoglie i popoli israeliano e palestinese;
che il Governo italiano si attivi immediatamente affinché il nostro Paese e i Paesi membri dell’Unione Europea interrompano la fornitura di armi, di munizioni, di sistemi militari, come pure ogni accordo di cooperazione militare con Israele;
che il nostro Governo, oggi alla Presidenza dell’Unione Europea, assuma questi impegni con determinazione e coraggio;
che ogni cittadino si impegni responsabilmente nel boicottaggio dei prodotti delle colonie israeliane in Palestina, come strumento di denuncia della colonizzazione.
Firmato: 
Acli, Agesci, Archivi della Resistenza, Arci, Associazione Culturale Mediterraneo, Assopace Palestina, Auser, Cgil, Coordinamento Freedom Flotilla, Gruppo Azione Nonviolenta, Laboratorio per una Comune Uscita di Sicurezza, Legambiente.
Hanno aderito:
Gruppo consiliare Per la nostra città, Movimento 5 Stelle, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà.

Lombardi: “No all’aggressione della Siria! Vergognosa l’ipocrisia dei ministri del governo Letta”

7 settembre 2013, by  
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La scelta di Letta di firmare il documento di appoggio agli USA è gravissima: schiera l’Italia a fianco degli USA che vogliono la guerra, senza il mandato del Parlamento e senza dignità.

Il cerchiobottismo di questo governo che da un alto digiuna con il Papa contro la guerra e dall’altro firma i documenti degli USA che promuovono la guerra è, infatti, semplicemente vergognoso.

Letta in questo modo si rende corresponsabile dell’aggressione statunitense nei confronti della Siria.

Il Parlamento italiano, se ha un minimo di dignità, sconfessi Letta, come il Parlamento inglese ha sconfessato Cameron.

La pace si prepara con azioni di pace, non firmando documenti che favoriscono chi vuole la guerra.
Vogliamo inoltre esprimere il più sincero apprezzamento per le posizioni assunte dal Papa e per il Suo digiuno contro la guerra in Siria.

Proprio perché condividiamo le prese di posizione del Pontefice, non possiamo unirci al digiuno odierno: troppi sono i sepolcri imbiancati che vi stanno partecipando senza aver fatto quanto in loro potere per fermare la guerra.

Ci riferiamo ai ministri Bonino, Lupi e Mauro: mentre digiunano con Francesco, il Presidente del Consiglio sottoscrive i documenti degli USA, che promuovono l’aggressione.

Il digiuno è una testimonianza dei deboli, non può diventare il paravento dei potenti.

Massimo Lombardi 

Segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Lombardi: “Domani alla Perugia-Assisi, per la pace e i diritti umani di tutti”

24 settembre 2011, by  
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Massimo Lombardi, responsabile movimenti di Rifondazione Comunista della Spezia, parteciperà domani, a nome di tutto il partito, alla 50ma edizione della marcia della pace Perugia-Assisi.

Pensiamo che occorra proseguire la mobilitazione dei popoli per il bando totale delle armi atomiche e per la drastica riduzione delle spese militari -afferma Lombardi- “La guerra permanente, infinita ed imperialista, continua ancora a mietere vittime civili e ad alimentare i giacimenti di odio in molte parti del mondo. Le spese militari hanno subito nell’ultimo decennio a livello mondiale un pesante innalzamento, sottraendo fondamentali risorse alla lotta alla fame, alle malattie curabili e all’analfabetismo

Anche in Italia le ultime finanziarie continuano a caratterizzarsi per l’aumento al bilancio della difesa ed in particolare per le missioni militari all’estero e per l’acquisto di devastanti sistemi d’arma come i cacciabombardieri.
Aderiamo pertanto alla Marcia anche per manifestare tutta la nostra contrarietà alle politiche economiche, fiscali e sociali del governo che hanno generato e generano maggiore povertà, precariato e disoccupazione soprattutto tra i giovani, nella consapevolezza che soltanto una società giusta ed equa è garanzia di pace e non violenza.

Chiediamo che il nostro Paese ponga fine ai respingimenti arbitrari dei migranti e richiedenti asilo alle nostre frontiere, nel rispetto del diritto internazionale e della nostra Costituzione e come azione concreta per realizzare quella “fratellanza dei popoli” che Aldo Capitini considerava rimedio contro la guerra, la violenza, l’indifferenza.

Massimo Lombardi, responsabile movimenti Prc La Spezia

Da oggi bandiera della pace alla Spezia, un messaggio di libertà contro ogni conflitto armato

19 maggio 2011, by  
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La Federazione della Sinistra della Spezia ringrazia l’amministrazione comunale e l’assessore Simona Cossu per aver dato seguito all’indicazione del consiglio comunale in merito l’esposizione permanente della bandiera della pace dal balcone del palazzo civico spezzino.

Da oggi anche nel comune capoluogo sventola la bandiera della pace come messaggio di libertà e di solidarietà internazionale contro la violenza e l’ipocrisia di qualsiasi conflitto armato.

Maggioranza allo sbando ad Arcola: bocciata la mozione di Rifondazione contro la guerra in Libia grazie a parte dei voti del Pd

9 aprile 2011, by  
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Quella che si è consumata nel corso del consiglio comunale di ieri sera è l’ennesima riprova dello stato confusionale in cui versa la maggioranza che dovrebbe governare il comune di Arcola.

L’occasione è stata la votazione su un ordine del giorno presentato dal consigliere di Rifondazione/Lista civica Salvatore Romeo sul ruolo dell’Italia circa la missione militare in Libia dell’Onu.

Dopo un’appassionata discussione, al momento del voto la maggioranza si esprimeva con ben tre diverse posizioni: l’astensione del sindaco Giorgi, dell’assessore Orlandi e del consigliere Notarangelo (UdC), il voto favorevole del capogruppo Bongiorno, del consigliere Zannoni e dell’assessore Fontana (che venivano pubblicamente ringraziati dallo stesso Romeo), e il voto contrario di un risoluto assessore e vero uomo forte del PD arcolano Giuseppe Mori, dell’assessore Arpe, della consigliera Elena Alpinoli che insieme al centrodestra hanno di fatto affossato la mozione del consigliere Romeo.

Infine da rilevare il palese malessere del capogruppo di maggioranza Alessandro Bongiorno circa le modalità sulla gestione del territorio e di come non si affrontano le criticità derivanti dall’alluvione del 23 dicembre.

Ortonovo primo comune spezzino ad approvare la mozione Fds contro la guerra in Libia

30 marzo 2011, by  
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Ieri il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra con l’appoggio di Sinistra Ecologia e Libertà e alcuni esponenti del Pd ha approvato in Consiglio Comunale la mozione unica presentata dalla Federazione della Sinistra in ogni ente locale della provincia.

Ortonovo è il primo comune ad averla approvata: un grande successo della Federazione della Sinistra spezzina che attende ora l’esito delle altre istituzioni nelle quali è stata presentata.

A Ortonovo ora sventola la bandiera della pace, un segnale importante che auspichiamo possa essere replicato in ogni parte d’Italia alle prese con l’ennesima tragedia di una guerra sempre più assurda e incomprensibile.

Scaricate il testo della Mozione contro la Guerra in Libia - doc (doc - 19 kB)!

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