Con lo strappo di Luca Pastorino in Liguria si aprono nuovi scenari. C’è vita fuori dal Pd

22 aprile 2015, by  
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Prima c’erano i gufi: Matteo Renzi aveva liquidato così, con un nomignolo e un tweet, i dissidenti interni di un Pd che esibisce tronfio uno strabismo a destra, spacciato come chissà che rivoluzione.

Ora, mentre in Liguria la sinistra si coagula intorno alla figura del sindaco di Bogliasco e deputato Luca Pastorino, fresco di divorzio da questo Pd, il Premier alza il tiro: i gufi sono diventati tafazzi e con un’intervista a Repubblica il Premier li accusa con stonata ineleganza infantile di dividere «per fare vincere la destra». Una candidatura, quella di Pastorino, che ufficializzando con Sel, Rifondazione e comitati civici, esplicita la propria distanze dal renzismo.

Facciamo notare che Renzi non aveva perso le staffe nemmeno mentre Sergio Cofferati abbandonava il partito dei dem, accusandolo di avere avvallato delle primarie più che sospette in cui la candidata vincente Raffaella Paita aveva racimolato «dubbi voti organizzati» dal centrodestra e (per qualcuno) anche da “chiaccherate” famiglie calabresi. Ma di fronte al «piccolo sindaco di un piccolo comune» (come si autodefinisce Luca Pastorino) sembra perdere la solita equilibrata spocchia pubblicitaria per tracimare nel gne-gne.

Lui, Pastorino, risponde al telefono mentre è in riunione con la ragioniera dell’Ufficio tecnico del suo Comune. Sta studiando una soluzione possibile per fare quadrare i conti senza imporre la Tasi ai propri cittadini: «Sono i liguri a essere stufi di fare i tafazzi. Trovo particolare che Renzi si preoccupi di un sindaco di un paese (che nei sondaggi è già quasi al 20 per cento, ndr). Il disagio l’abbiamo espresso in mille modi e ora non ha più senso. Avevo già detto che le primarie liguri erano state liquidate con un tweet in spregio al militante e all’elettore. Hanno banalizzato episodi di mafie, hanno finto di non vedere personaggi di centrodestra dal passato poco chiaro. Non si fa così – dice scaldandosi -. I liguri sono molto più preoccupati di capire quale sarà il voto utile».

A proposito di utilità, qual era stata la strategia del Pd in Liguria?

Vengono indette le primarie, in campo Raffaella Paita (già dirigente del partito a La Spezia e appoggiata da molti scajolani della prima ora) e lo storico sindacalista e deputato europeo Sergio Cofferati. La sinistra (Sel in testa) resta alla finestra dando un bisbigliato “appoggio esterno” a Cofferati che comunque ne esce sconfitto: «Le primarie? Inquinate da voti strani, da cordate, voto organizzato. Cofferati non ha voluto insistere dopo avere avviato già degli esposti in Procura», dichiara infatti Nicola Di Benedetto, membro della segreteria regionale di Sel. Quindi Cofferati decide di uscire dal Pd, le sinistre cercano di riorganizzarsi pensando dapprima all’ex sindaco di La Spezia Giorgio Pagano, per poi alla fine convergere su Pastorino. «Pastorino, uscendo ufficialmente dal Pd ci ha messo nelle condizioni di poterlo candidare. C’è da costruire una nuova forma intermedia tra la liquidità dei Cinquestelle e una doverosa ricollocazione del ceto politico. Così si torna a far politica», aggiunge Di Benedetto.

Liguria come laboratorio nazionale di una sinistra che finalmente prende le distanze, sancisce le proprie posizioni e forse proprio per questo innervosisce i vertici del Partito democratico. Ne è convinto anche Pippo Civati, gufo ad honorem della dissidenza interna e amico di Pastorino: «Una rappresentazione della situazione politica ligure che non sta né in cielo né in terra – ci dice – oltre a una serie di problemi nazionali, Renzi ancora una volta dimostra di sottovalutare il clima di disagio a sinistra». Attenzione, ammonisce l’esponente della minoranza dem: «La Ligura non rimane un caso isolato, in Sicilia sta succedendo la stessa cosa: in generale la gente di sinistra il Pd non lo vota più. Minimizzare il problema guardando solo la torta dalla fetta più grossa e considerando briciole tutto il resto non è un atteggiamento responsabile.Quelli che votano Pastorino, la Paita non l’avrebbero mai votata. E lo stesso succederà a livello nazionale ». Il punto è: «Interessa l’argomento o siamo tutti gufi e Tafazzi? Se è così allora ciao e l’ultimo spenga la luce. Qui chi pone il problema viene brutalizzato, rovesciato. La Liguria darà dei segnali. Non penso che per colpa di Pastorino vincerà la destra: magari vincerà la sinistra».

E se è evidente che Civati è “pastoriniano,” il contrario vale ancora?

«Io civatiano? La mia esperienza è legata al territorio – risponde il candidato ligure -. Vivo il momento con umiltà  ma con responsabilità. Ci vuole qualcuno che recuperi il senso delle cose». Un candidato che lavori contro «un’idea di progresso che ormai ha fallito, lontano dall’ansia di costruire a ogni costo in una regione in cui si è costruito troppo e male». Pastorino vuole ripartire, che già di per sé non sarebbe male, per la sinistra. In ogni caso, vuole ripartire «dalla trasparenza e dal sostegno al reddito» e occuparsi «delle tante piccole grandi opere che servono qui».

Quindi, c’è vita fuori dal Pd?

Non riesco a trattenermi e gli chiedo come si sta da fuoriusciti, lì dove molti sembrano avere paura di andare e Pastorino non si scompone: «Bene – mi spiega -. Spiace per come sono andate le cose e per l’evoluzione che ha avuto il partito in questo ultimo anno. Molti mi hanno chiesto di non andare via, ma di battaglie da dentro ne abbiamo fatte tante. Renzi ha paura  che vinciamo noi e che emerga un modello diverso da quello che propone».

E come rispondere al Segretario che accusa Pastorino e i dissidenti di dimenticare che lo stesso Pd a Venezia appoggerà comunque Casson, pur appartenendo all’opposizione interna? «Casson ha vinto primarie pulite e regolari – puntualizza Civati – in Liguria invece hanno minimizzato i brogli e i condizionamenti del centrodestra. Hanno vissuto l’uscita di Cofferati facendo spallucce chiedendogli di dimettersi mentre Gennaro Migliore che da Sel è passato al Pd è stato incensato. La candidatura e l’uscita è stata studiata per due mesi e nessuno ha mai chiamato Pastorino».

In Liguria, certo, si apre un possibile orizzonte e per questo sarà Renzi in persona a metterci la faccia per una campagna che si preannuncia molto muscolare. Anche perché il premier ama giocare in tutti i ruoli, solo lui. Senza mai passare la palla. E prima o poi, come succede a quei ragazzini delle partitelle all’oratorio, rimarrà da solo con il suo pallone in mano.

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Regionali Liguria, Ferrero: “Chiederò a Pagano la disponibilità a fare il consigliere regionale”

27 marzo 2015, by  
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Ho invitato nei giorni scorsi Giorgio Pagano e Luca Pastorino a operare per una valorizzazione unitaria delle rispettive candidature.
Considero quella strada la via maestra su cui muoversi e mi permetto di chiedere a Giorgio Pagano – che ha annunciato oggi il ritiro della sua candidatura – di ripensare la sua disponibilità a fare il consigliere regionale.
Ritengo infatti che l’unità delle forze di sinistra – politiche, sociali, culturali – fuori dal centro sinistra, non sia un’operazione innovativa se viene fatta con un candidato presidente e diventi una operazione politica vecchia e stantia se viene fatta con un altro presidente.
La costruzione dell’alternativa richiede disponibilità, capacità di ascolto ma anche grande volontà unitaria.
Paolo Ferrero,
segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra europea

Prc Liguria: “Con Luca Pastorino per l’alternativa a Paita e alle destre”

Ordine del giorno sulle elezioni regionali presentato dalla Segreteria regionale di Rifondazione Comunista

La necessità di mettere in campo nelle prossime Elezioni regionali liguri una proposta unitaria alternativa e di rottura con le politiche del governo Renzi e del Pd non deriva solo da ragioni di carattere generale.

Si è prodotta in questi anni, infatti, una progressiva ed inarrestabile involuzione nelle politiche dell’amministrazione regionale da rendere impensabile la riproposizione di un’alleanza con il Partito Democratico in Liguria.

La Regione non ha saputo e voluto operare coerentemente in difesa dell’apparato industriale ligure che è stato ridimensionato quando non smantellato e svenduto; la disoccupazione non solo è cresciuta, ma è aumentata in maniera anche più forte rispetto ad altre regioni del nord Italia; la precarietà e la sofferenza sociale si sono estese; il degrado e il dissesto del territorio hanno assunto una dimensione drammatica, come è evidenziato dalle tragiche alluvioni dell’ultimo anno, ma la manutenzione e la tutela del suolo, al di là dei proclami di facciata, non sono una priorità per un’Amministrazione regionale che continua invece a favorire la cementificazione e la privatizzazione delle coste e degli affacci a mare. Ed alla difesa ed alla riqualificazione della sanità pubblica si è preferito invece proseguire nelle politiche dei tagli e delle regalie alle lobby come con l’ultima legge regionale a favore dei primari ed a scapito della salute di tutti.

La credibilità di larga parte della classe dirigente a tutti i livelli è stata fortemente compromessa da un lato dalle inchieste in corso come quella relativa a Carige che vedono coinvolto il mondo imprenditoriale e della finanza e dall’altro dalle vicende che hanno portato all’incriminazione ed alle dimissioni di ben due vicepresidenti della giunta regionale.

In questa situazione prosperano traffici illeciti e da più parti sono state denunciate infiltrazioni della criminalità organizzata che avrebbero gettato la loro ombra anche sull’esito delle recenti primarie del Pd.

Per tutte queste ragioni è urgente costruire una proposta alternativa per il governo della Regione in grado di vincere sia la continuità con le politiche dell’attuale Amministrazione regionale rappresentata dalla candidatura di Raffaella Paita che la falsa alternativa proposta dalle destre.

Nelle ultime settimane è diventata concreta la possibilità di dare corpo ad una proposta di alternativa credibile e potenzialmente vincente anche sul piano elettorale.

Le scontro frontale con il sindacato e con i lavoratori voluto dal Governo Renzi da un lato e, dall’altro, le politiche regionali e le vicende legate alle primarie, hanno aperto una crisi nel corpo sociale del Pd, nel suo bacino elettorale di riferimento, nella base degli iscritti e dei militanti e in parti significative del Partito stesso.

In questo scenario si colloca la decisione di Luca Pastorino di lasciare il Pd e di candidarsi alla guida della Regione in maniera alternativa alla candidatura sostenuta da quel partito.

Dalla Liguria può dunque prendere l’avvio quel progetto di costruzione di unità delle sinistre al quale stiamo lavorando da tempo, che non può e non deve limitarsi alla pur importante scadenza elettorale: l’impegno è dunque quello che, a sostegno della candidatura di Luca Pastorino, convergano anche Giorgio Pagano e le sensibilità che rappresenta non solo per evitare che ci siano due candidature sul versante dell’alternativa al Pd ma anche perché il loro apporto sarebbe prezioso per qualificare il progetto di unità nel senso del sociale e dell’apertura.

Un progetto di alternativa oltre ad unire la sinistra ed ad individuare un candidato Presidente deve caratterizzarsi anche programmaticamente. Per queste ragioni Rifondazione Comunista caratterizzerà la propria azione politica su tre punti centrali: lavoro per dare una risposta alla crisi che sta “uccidendo” la nostra Regione, lotta alle privatizzazioni, difesa del territorio a partire dal no alle grandi opere.

Il Comitato Politico del Prc della Liguria da mandato alla segreteria regionale di definire i dettagli politico-programmatici per il sostegno del nostro Partito alla candidatura di Luca Pastorino ed invita le federazioni provinciali a convocare con urgenza i rispettivi Comitati politici per individuare le candidature in quota al Partito da proporre alla discussione per la composizione delle liste unitarie indicando alla Federazioni, quali criteri per la scelta, la piena rispondenza alle regole sancite dallo Statuto e la rappresentatività del Partito, della sua unità e del suo rapporto con la società.

Approvato con 19 voti a favori, 3 contrari e 2 astenuti.

Genova, 22 marzo 2015

Comitato Politico Regionale Prc Liguria

Lettera aperta alla sinistra ligure

Care compagni e cari compagni, care amiche e cari amici, all’indomani delle primarie del Pd si è aperta in Liguria, e non solo, la prospettiva di creare un laboratorio politico capace di unire percorsi, storie e culture diverse. Capace di unire partiti della sinistra e movimenti contro le grandi opere; associazioni attive sul territorio e singoli per la prima volta interessati alla politica; liste civiche e pezzi di sindacato; personalità ormai lontane dal Pd e ambientalisti.
 
Un percorso che ha suscitato grandi aspettative tra i liguri.
 
Un percorso che, come ogni nuovo inizio, ha visto battute di arresto. Un percorso che non può essere abbandonato per un brutto scambio di mail o per dinamiche e accordi nazionali. La Liguria non può essere una “pedina”, ma deve essere protagonista della rinascita della sinistra nel nostro Paese.
 
I lavoratori delle troppe realtà in crisi nella nostra regione non penso siano interessi al “carteggio” di Don Farinella, ma penso siano più preoccupati del loro futuro. Chi lotta contro il carbone non ha smania di conoscere i veti e i contro veti tra le forze in campo, ma vuole coniugare ambiente, salute e lavoro. Chi non arriva alla fine del mese è preoccupato di come arrivarci e non segue le dinamiche interne alla sinistra… anche perché francamente possono appassionare solo qualche addetto ai lavori. Chi vuole la sanità pubblica, chi chiede una politica pulita e trasparente, chi difende il territorio, chi lotta per il diritto allo studio non è cristallizzato nelle logiche e nei riti della politica, ma attende e pretende delle risposte da una sinistra degna di questo nome.
 
Lo affermo con la convinzione che tutti dobbiamo fare un passo indietro per farne dieci in avanti. Lo affermo perché sono convinto che aggiungere oggi, a poche settimane dalle elezioni, una candidatura a Presidente oltre a quella già esistente di Giorgio Pagano, su cui converge la parte maggioritaria della sinistra ligure, disorienterebbe sia l’elettorato sia le persone che abbiamo la presunzione di voler rappresentare.
 
Presentarsi alle urne con due candidati Presidenti sarebbe assolutamente folle e sancirebbe non un nuovo inizio, ma l’ennesima sconfitta della sinistra.
 
Marco Ravera
Segretario regionale Rifondazione Comunista Liguria

 

A sostegno del governo e del popolo greco!

10 febbraio 2015, by  
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“Contro la Bce, contro la Troika al fianco del popolo greco”. E’ con questo slogan che si sono dati appuntamento in un luogo simbolo, ovvero davanti alla Banca d’Italia della Spezia, i sostenitori del popolo e del governo greco. Un presidio di solidarietà nei confronti della Grecia e contro le politiche di austerità e rigore volute dalla Germania della Merkel. A lanciare l’iniziativa Rifondazione, Sel, Partito Comunista d’Italia e l’Altra Liguria.
Il popolo greco sta ricevendo dei ricatti da parte della Merkel, della Troika e dalla Banca centrale europea” – dice Jacopo Ricciardi, della segreteria regionale del partito di Rifondazione Comunista – “anche nel nostro piccolo, alla Spezia, abbiamo voluto organizzare un presidio unitario per essere vicini ad Alexis Tsipras, al governo e al suo popolo”.
Presente anche l’ex sindaco della Spezia, Giorgio Pagano: “Dobbiamo batterci al fianco del popolo greco non solo in nome delle esigenze di giustizia che la Grecia avanza, ma soprattutto in nome dell’Europa” – dichiara – “se non si raggiunge un accordo con il governo greco, l’Europa politica, economica e la democrazia stessa è a rischio”.
Durante il presidio, si è svolto un rapido flash mob con le maschere dei principali personaggi delle vicende economiche europee, da Junker alla Merkel, da Renzi al ministro greco all’economia Varoufakis.
“Manifestare al fianco del popolo greco” – dichiara Andrea Licari, dell’Altra Liguria – “non vuol dire solo manifestare per Alexis Tsipras e per la sua politica innovativa, ma significa lanciare un segnale forte a quel popolo che in questi anni è stato duramente colpito dalle politiche europee ingiuste della Troika. Allo stesso modo anche l’Italia è stata duramente colpita da queste politiche e quindi essere greci oggi significa essere europei in senso federale“.
Le recenti turbolenze politiche in Grecia e le elezioni anticipate hanno aumentato il rischio di un’uscita della Grecia dall’euro, una possibilità che tuttavia rimane improbabile.
Non penso che la Grecia voglia uscire dall’euro” – dichiara Andrea Ornati coordinatore provinciale di Sel – “bensì voglia dire basta all’austerity e riportare l’economia nazionale, nel senso di investimenti, al centro del programma europeo“.

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Torna la “Sagra della lumaca comunista”: a Bottagna presentazione di “Ossessione calcio” e tavola rotonda sulla Sinistra di alternativa

10 luglio 2014, by  
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Ritorna da domani la “Sagra della lumaca comunista” presso l’area verde del parco fluviale di Bottagna organizzata dalcircolo Prc “XXV Aprile – Aldo Lombardi ” di Vezzano Ligure. Dopo il successo dello scorso fine settimana, la festa prosegue anche in questo weekend con dibattiti, iniziative e buona tavola nelle serate di venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 luglio, con cucina aperta a partire dalle ore 19.30.
 
Come lo scorso venerdì, verrà replicato anche domani sera lo “spaghetto rosso contro la crisi”: a tutti coloro che ne faranno richiesta verrà offerto un piatto di spaghetti al pomodoro, un gesto simbolico per far riflettere sulla devastante crisi economica che stiamo vivendo da anni.
Sempre domani si terranno due importanti dibattito su calcio e politica: alle 17.30 verrà presentato il libro “Ossessione calcio, storie di football e nostalgie” del giornalista emiliano Mando Mainardi, con prefazione di Paolo Sollier e postfazione di Rudi Ghedini.
Il segretario provinciale Prc e grande tifoso dello Spezia calcio Massimo Lombardi “filosofeggerà” assieme all’autore sullo sport più bello del mondo ripercorrendo, in pieno clima “mondiale”, una sorta di amarcord verso un modo di fare calcio che non c’è più. Mainardi, grande esperto anche di cantautori italiani, in particolare di Enzo Jannacci, racconta con ironia e tanta nostalgia piccole e grandi storie che hanno il pallone come unico denominatore. Il titolo del libro è ripreso da una celebre canzone di Franco Cigliano, “Ossessione 70”, scritta in occasione dei mondiali messicani del 1970, quelli di Italia-Germania 4-3: il testo è formato dall’elenco dei cognomi dei calciatori della mitica nazionale allenata dal compianto Ferruccio Valcareggi.
“Cari Enrico Ameri e Sandro Ciotti scrive Mainardi ho scritto questo libro sul calcio d’annata pensando a voi. Ricordate? Era il vostro calcio: quando lo stopper portava il numero cinque, quando i giocatori della nazionale non sapevano a memoria l’inno di Mameli, quando c’era la Mitropa Cup, quando milioni di orecchie si attaccavano alle radioline per ascoltare Tutto il calcio minuto per minuto. Quando non c’era Sky, e quando le vostre voci e le vostre parole – “stadio gremito fino ai limiti della capienza”, “abbranca il pallone e si accinge al rinvio”, “varca la linea centrale del campo con palla al piede” – ci facevano immaginare e sognare le partite della domenica pomeriggio…” 
Il sovraccarico di immagini che ha invaso lo sport, e il calcio in particolare, standardizzandone la percezione, fa venire voglia di racconto, parlato o scritto che sia” scrive l’ex calciatore Paolo Sollier nella prefazione –  “Le parole, svincolate dalla pur prodigiosa rigidità visiva, permettono traiettorie più libere, agili e misteriose: descrivono facendo sognare e spiegano lasciando fantasticare. (…) E allora possiamo emozionarci con la storia strepitosa della “seconda carriera” di Lodetti sui campetti di periferia, dove  la meraviglia è veramente a portata di mano, forse per questo pochi se ne accorgono. Oppure incontrare la figura, reale e simbolica al tempo stesso, del Gemma, l’individualista che tutti odiano ed è impossibile non amare. O interrogarci sul significato mutante della porta, e di come le sue forme descrivano insieme l’emergenza e la sua soluzione, spesso geniale, per incorniciare i gol, magari senza cornice. O capire perché una punizione di Rivelino in Brasile-Zaire, ai mondiali del 1974, fosse, per il difensore africano Ilunga Mwepu, una vera questione di vita o di morte…”.
Sempre domani sera, alle ore 21, si terrà il dibattito pubblico “Verso un Polo della Sinistra Alternativa”coordinato daJacopo Ricciardi, della segreteria provinciale del Prc spezzino. Parteciperanno Stefano Sarti (già candidato alle elezioni europee per L’Altra Europa con Tsipras), Andrea Ornati (coordinatore Provinciale di Sel), Giorgio Pagano (presidente associazione Mediterraneo), Coclite Tamberi (L’Altra Europa con Tsipras Lerici) e un esponente del Pdci provinciale assieme a Massimo Lombardi (segretario provinciale di Rifondazione Comunista), Sergio Olivieri (già deputato di Rifondazione Comunista) e Nando Mainardi (segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista).
Dopo i due weekend vezzanesi, le feste di Rifondazione proseguiranno il 18, 19 e 20 luglio a Casano di Ortonovo e il 24, 25, 26 e 27 luglio ai “Cachi” di Fiumaretta.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Allende vive! Contro vecchi e nuovi fascismi, Rifondazione ricorda El Presidente

11 settembre 2013, by  
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Questa mattina una delegazione della federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista ha reso omaggio alla figura del grande presidente cileno Salvador Allende, morto eroicamente quarant’anni fa mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti fascisti e golpisti dell’esercito del criminale Pinochet, teleguidato dalla CIA statunitense.

Un attentato alla democrazia e alla speranza di un popolo, quello cileno, che ha sofferto e continua a soffrire per una ferita difficilmente rimarginabile, che ha causato migliaia di morti, feriti, incarcerati, scomparsi.

Con il segretario Prc Massimo Lombardi erano presenti, tra gli altri, il partigiano Luigi Fiori, che ha messo in guardia dai nuovi fascismi e dai nuovi golpe di vario colore, visto l’attuale attacco bipartizan alla Costituzuone italiana e il progressivo svuotamento della democrazia del nostro Paese, l’ex sindaco della Spezia Giorgio Pagano e Carla Mastrantonio della Cgil spezzina.Quest’ultima, cilena di nascita, con grande emozione e commozione ha parlato dei suoi ricordi del golpe di Santiago, avvenuto quando era bambina: “Lo ricordo come una cosa dei grandi, un fatto di cui i cileni facevano e fanno tutt’ora fatica a parlare”.

Oggi, con i venti di guerra e distruzione di nuovo alle porte nel mondo, Rifondazione ha voluto ricordare quella immensa tragedia, nella speranza che vengano impedite e fermate nuove carneficine su popoli innocenti e inermi.


“Lavoratori della mia patria, ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro, in cui il tradimento ha la pretesa di imporsi. Continuate a esser certi che, più presto che tardi, riapriranno le grandi strade per le quali passerà l’uomo libero, per costruiire una società migliore. Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà intuile”.

Salvador Allende, 11 settembre 1973


Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Le nostre proposte per Fincantieri: sabato 21 gennaio ore 10 alla sala Avis del Favaro la parola agli esperti Gaddi e Trincas

17 gennaio 2012, by  
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Sabato 21 gennaio alle 10 presso al sala Avis del Favaro della Spezia, in collaborazione con il gruppo consiliare spezzino del Prc, si terrà l’iniziativa pubblica dal titolo “Fincantieri: le nostre proposte per un piano industriale e rilancio del gruppo” alla presenza di esperti di politica industriale e rappresentanti del mondo del lavoro per ascoltare le proposte della Fds per la soluzione alla prospettiva di crisi per l’intero gruppo Fincantieri.

Sarà la prima uscita ufficiale per il neo segretario provinciale Prc/Fds Massimo Lombardi che concluderà il dibattito nel quale parteciperanno Matteo Gaddi, responsabile Nord Rifondazione Comunista, Giorgio Trincas docente di progettazione navale dell’Università di Trieste, Alessandro Pagano della Fiom nazionale e Marco Lattanzio della RSU Fincantieri Muggiano.

Il confronto vedrà anche la partecipazione di Pierluigi Sommovigo, segretario provinciale Pdci/Fds La Spezia nonchè  presidente del consiglio provinciale spezzino e dell’assessore provinciale al lavoro Salvatore Romeo di Rifondazione Comunista.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Federazione della Sinistra La Spezia