Pastorino: “Vogliamo fermare il Pd, il Partito Della Regione”

2 maggio 2015, by  
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Il candidato di “Rete a Sinistra” attacca gli ex compagni e parla del malessere della base

Luca Pastorino, è il sindaco di Bogliasco, deputato, ex Pd, il partito da cui si è dimesso per dissensi sulla linea politica,  per candidarsi alle elezioni regionali in Liguria con “Rete a Sinistra” e una sua lista civica. 

Accusato, prima del segretario  del Pd di Genova, Alessandro Terrile, poi da quello ligure, Giovanni Lunardon,  di far perdere voti a Raffaella Paita  a favore di Giovanni Toti e del centrodestra, non ci sta e ribatte. Punto su punto.

Spiega che aveva avvisato, lui come molti altri e prima delle primarie, che c’era molto malessere nella base del partito, senza essere ascoltato. Adesso, in compenso, commenta, “mi attaccano tutti. Vuol dire che la nostra è una proposta chiara e trasparente“. Far vincere il centrodestra? Buffo se chi accusa con il centrodestra  ha provato addirittura a allearsi. E sono gli stessi che sognano il “Pd”, Partito della Regione.
 
Onorevole Luca Pastorino, perché vuol far vincere il centrodestra?
Non è vero. Ma partiamo da una premessa, mi stanno attaccando un po’ tutti, si vede che la nostra è una proposta  chiara e trasparente che preoccupa molti. Per il resto si fa del vittimismo e si travisa la realtà e la storia dell’ultimo anno del Pd“.


 Che cosa dice questa storia?
 “Noi avevamo segnalato anche prima delle primarie, il disagio che si sentiva in giro. Niente. Il Pd, parafrasando quello che sta forse avvenendo a Roma, in Liguria ha cambiato rotta, in nome di un Partito della Regione. Senza contare le capriole con il centrodestra, saltate nella forma non nella sostanza“.

E lei che cosa spera? Di arrivare secondo?
Noi vogliamo vincere con l’unica proposta di centrosinistra che è in campo. Il malessere, il disamore è enorme, si vede nei circoli, da una campagna iscrizioni del Pd tendente al nulla, dal fatto che scopiazzano il nostro programma“.

Un 
esempio?

Il reddito di autonomia, o la riduzione dei compensi, nel nostro programma è tutto scritto  da tempo, e l’abolizione dei vitalizi interesserà anche i consiglieri di questa legislatura“.

 E poi?
Guardassero le loro liste,  piene di segretari di ogni tipo, è un come avere un congresso politico all’interno delle elezioni regionali“.

genova.repubblica.it

Massimo Lombardi (Rete a Sinistra): “Buon primo maggio a tutti i lavoratori. Renzi, Paita e Federici facce della stessa ipocrisia”

2 maggio 2015, by  
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Dal corteo spezzino del primo maggio e dalla festa di Solaro di Lerici Massimo Lombardi, candidato al consiglio regionale ligure per la Rete a Sinistra – Pastorino presidente lancia un messaggio a tutti i lavoratori:
 
Dopo il corteo di pochi giorni fa al fianco degli operai Fincantieri, oggi è la festa di tutti: buon primo maggio di lotta. Lo voglio augurare a chi il lavoro ce l’ha ma lo deve proteggere ogni giorno dagli assalti di un governo-Renzi politicamente violento e ipocrita. L’incredibile presa in giro del “Jobs act” renziano, un enorme assist a Confindustria e alla classe padronale, lo dimostra in pieno.
 
Buon primo maggio a chi il lavoro l’aveva ma che gli è stato letteralmente rapinato dalla cosiddetta “riforma” Fornero”, votata quattro anni orsono da Pd e Berlusconi. Lo scandalo degli esodati grida ancora vendetta. 
 
Buon primo maggio ai milioni di pensionati, che soffrono dopo una vita di lavoro e sacrifici perché colpiti ripetutamente dal carovita e dall’attacco governativo alla propria sudata pensione.
 
Buon primo maggio a chi il lavoro non lo trova o l’ha perso, o lo ha a tempo, a cottimo, a ore, a giorni, pagato con voucher, pagato in nero, malpagato, sottoposto a umiliazioni e offese, o addirittura non pagato. La precarietà rimane e oltre gli spot non ci sono tutele.
 
Infine, con tutto il cuore, buon primo maggio alle famiglie di chi, lavorando, non è più tornato a casa. 
 
A tutte queste persone va il mio pensiero, mentre in parlamento si violenta la democrazia e Renzi inaugura, proprio oggi, il mostro-Expo. Un altro scempio ambiental-tangentistico, un affare da un miliardo di soldi pubblici per ingrassare mafie e corrotti mentre viene descritta un’inesistente realtà rosa e fiori da miniculpop anni ’30. La mia solidarietà e vicinanza ai ragazzi e ragazze che hanno manifestato pacificamente con coraggio e orgoglio il proprio dissenso contro Expo 2015.
 
C’è una forte ipocrisia di fondo che vediamo e leggiamo anche oggi in Liguria dove Raffaella Paita e soci, ultras di Renzi, si riempiono però la bocca di lavoro e di lavoratori, gettando fango sugli avversari che la possono sconfiggere tra un mese alle urne.
 
Messaggio a Paita, Renzi e Federici: non abbiamo bisogno di voi, delle vostre sparate quotidiane alla ricerca di visibilità e voti perduti. Non ci interessa l’eterno e logoro refrain sul voto utile: è ora di finirla. Noi non faremo vincere la destra perché, grazie a voi, le destre avranno vinto comunque. State sereni.
Ebbene si, sindaco Federici: siamo guardiani della rivoluzione e ne andiamo fieri, la tua è ironia fuori luogo. Non c’è Sinistra senza difesa del lavoro e delle conquiste sociali ottenute negli ultimi cinquant’anni, spiace doverlo dire a chi ha fatto parte del Pci.
 
Forse qualcuno, realmente di sinistra, si vergogna a leggere le vostre parole. Tra un mese ce lo sapremmo ridire”.
Massimo Lombardi 
 
candidato in consiglio regionale Rete a Sinistra La Spezia – Pastorino presidente 

Pastorino: “Contro di noi intimidazioni in stile mafioso”

29 aprile 2015, by  
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Luca Pastorino ha presentato le liste che lo appoggeranno alle elezioni per la presidenza di regione: “Nessuna alleanza con Paita”

Liguria – In tarda mattinata si è svolta, presso la sede in via Luccoli, la presentazione delle liste che concorreranno nelle prossime elezioni regionali a sostegno della candidatura di Luca Pastorino. L’ex Pd ha spiegato come le liste che lo sostengono siano composte in gran parte “da persone che non vivono di politica, anche se in diversi hanno già avuto brevi esperienze come amministratori”; si tratta, dichiara, di “persone che vivono nel mondo reale e sanno, per esempio, quanto costano pane e latte”. Il candidato di Rete a Sinistra fa notare che si tratta dal suo punto di vista di un approccio opposto a quello della maggioranza delle liste rivali, concepite su alleanze fra sigle politiche ed episodi di “trasformismo politico che la gente non capisce più e non accetta”.Il nostro profilo fondamentale– dichiara- è quello della trasparenza, siamo persone normali che si mettono a disposizione in un momento difficile, e sia per le liste che per il listino abbiamo sempre rispettato il principio della libertà di genere”.
Intimidazioni – Pastorino racconta poi alla stampa come lui, i suoi amici, i suoi familiari ed i candidati che lo sostengono abbiano a più riprese subito pressioni per desistere dal percorso politico che hanno intrapreso: “La nostra proposta politica dà fastidio. Abbiamo avuto pressioni pesanti, vicine allo stile mafioso, non ho paura a dirlo perché è la verità”. Alle domande dei giornalisti presenti, che volevano approfondire la questione chiedendo a Pastorino da dove provenissero queste intimidazioni, il candidato si è limitato a dire che gli autori dei fatti in questione sono opera di “personaggi non noti”.
La campagna elettorale – “Siamo presenti in tutte e quattro le province dove andremo mano a mano.- prosegue Pastorino- Faremo una campagna elettorale con pochi soldi, perché pensiamo che il rispetto del denaro pubblico debba essere per noi un tema di centrale importanza. La riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali e il taglio dei rimborsi era la nostra prima proposta, fa sorridere che altri si accorgano solo oggi della centralità del tema”.
Alleanze – In chiusura della conferenza stampa i giornalisti hanno poi chiesto a Pastorio un chiarimento rispetto alla possibilità di future alleanze o intese stabili con altre forze politiche, ed in particolare con Raffaella Paita ed il Partito Democratico: “Come abbiamo già dichiarato– risponde il candidato- non faremo alleanze; ci confronteremo di volta in volta sui temi, se vinceremo cercheremo i voti in aula. Il soccorso alla Paita non esiste, mi sembra che gli effetti dei governi di larghe intese non siano stati positivi, se perderemo siederemo fra i banchi dell’opposizione”. Pastorino ha infine dichiarato che le illazioni su possibili alleanze con la Paita sono voci costruite ad arte, per danneggiare una “proposta che dà fastidio”.
 
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Avviso di garanzia alla Paita, Lombardi: “In Liguria è ora di cambiare la gestione del territorio”

16 aprile 2015, by  
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Il tema è grave e delicato: la notizia che giunge dell’avviso di garanzia nei confronti di Raffaella Paita per i fatti legati all’alluvione mette in luce ancora una volta come la gestione del territorio viene assunta attraverso forme di emergenzialità. 

La Liguria è una regione falcidiata perché non c’è una programmazione e una prevenzione del territorio, la logica delle emergenze lascia spazio a queste situazioni che poi vengono sottoposte giustamente al vaglio della magistratura.

Nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio, ma questi fatti danno la conferma che in Liguria è tempo di cambiare la gestione del territorio.

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Prc La Spezia

Santo Stefano, Lombardi: “Ha ragione il sindaco Mazzanti, la chiusura dell’ambulatorio pediatrico è una porcata”

15 aprile 2015, by  
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Ha ragione il sindaco Mazzanti che ha definito “una porcata” il blitz dell’Asl che chiuderà l’ambulatorio pediatrico di Santo Stefano per trasferirlo a Sarzana. Invece che salvaguardare e potenziare i servizi sanitari, a partire da quelli territoriali e che fanno prevenzione, si continua a smantellare pezzo dopo pezzo il nostro sistema sanitario.

I vertici Asl hanno indubbiamente le loro responsabilità ma ciò che sta accadendo è il frutto di precisi indirizzi politici.

Tali indirizzi sono spesso condivisi anche dal centrodestra che non a caso, per esempio, è stato decisivo in Regione Liguria per approvare la leggina-regalia ai primari voluta dal duo Burlando-Paita e contrastata dallo stesso assessore alla Sanità.

Di fronte a tutto questo ogni protesta che la gente di Santo Stefano e la stessa amministrazione comunale decideranno di attuare sarà sacrosanta.

Massimo Lombardi,
segretario provinciale Prc La Spezia

Elezioni regionali, Pastorino: “Gli attacchi di Renzi sono determinati dalla crescita del mio consenso”

7 aprile 2015, by  
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Elezioni regionali/Pastorino: “Gli attacchi di Renzi sono determinati dalla crescita del mio consenso”

Gli attacchi di Renzi nei miei confronti, riportati oggi dai maggiori quotidiani nazionali, nascondono la palese difficoltà in cui si trova la candidata Paita con una parte del partito che non condivide il percorso fatto durante le primarie e gli ultimi sondaggi che la danno in evidente perdita di consenso (quasi 5 punti in meno di una settimana)”. 
Così dichiara Luca Pastorino, candidato di Rete a Sinistra, oggi attaccato sulla stampa nazionale da Matteo Renzi: “Da giorni il Pd porta avanti la polemica sul voto utile, io non credo che i liguri siano interessati a esprimere un voto utile per qualcuno il cui solo argomento è la vittoria di Toti, credo invece che i liguri si chiedano quale candidato può essere il più bravo a guidare la loro regione. Infine, la notizia è che pur essendo partito solo da pochi giorni i sondaggi mi danno già intorno al venti per cento, e questo la dice lunga su quale possa essere potenzialmente la risposta dei liguri“.
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Prc Liguria: “Con Luca Pastorino per l’alternativa a Paita e alle destre”

Ordine del giorno sulle elezioni regionali presentato dalla Segreteria regionale di Rifondazione Comunista

La necessità di mettere in campo nelle prossime Elezioni regionali liguri una proposta unitaria alternativa e di rottura con le politiche del governo Renzi e del Pd non deriva solo da ragioni di carattere generale.

Si è prodotta in questi anni, infatti, una progressiva ed inarrestabile involuzione nelle politiche dell’amministrazione regionale da rendere impensabile la riproposizione di un’alleanza con il Partito Democratico in Liguria.

La Regione non ha saputo e voluto operare coerentemente in difesa dell’apparato industriale ligure che è stato ridimensionato quando non smantellato e svenduto; la disoccupazione non solo è cresciuta, ma è aumentata in maniera anche più forte rispetto ad altre regioni del nord Italia; la precarietà e la sofferenza sociale si sono estese; il degrado e il dissesto del territorio hanno assunto una dimensione drammatica, come è evidenziato dalle tragiche alluvioni dell’ultimo anno, ma la manutenzione e la tutela del suolo, al di là dei proclami di facciata, non sono una priorità per un’Amministrazione regionale che continua invece a favorire la cementificazione e la privatizzazione delle coste e degli affacci a mare. Ed alla difesa ed alla riqualificazione della sanità pubblica si è preferito invece proseguire nelle politiche dei tagli e delle regalie alle lobby come con l’ultima legge regionale a favore dei primari ed a scapito della salute di tutti.

La credibilità di larga parte della classe dirigente a tutti i livelli è stata fortemente compromessa da un lato dalle inchieste in corso come quella relativa a Carige che vedono coinvolto il mondo imprenditoriale e della finanza e dall’altro dalle vicende che hanno portato all’incriminazione ed alle dimissioni di ben due vicepresidenti della giunta regionale.

In questa situazione prosperano traffici illeciti e da più parti sono state denunciate infiltrazioni della criminalità organizzata che avrebbero gettato la loro ombra anche sull’esito delle recenti primarie del Pd.

Per tutte queste ragioni è urgente costruire una proposta alternativa per il governo della Regione in grado di vincere sia la continuità con le politiche dell’attuale Amministrazione regionale rappresentata dalla candidatura di Raffaella Paita che la falsa alternativa proposta dalle destre.

Nelle ultime settimane è diventata concreta la possibilità di dare corpo ad una proposta di alternativa credibile e potenzialmente vincente anche sul piano elettorale.

Le scontro frontale con il sindacato e con i lavoratori voluto dal Governo Renzi da un lato e, dall’altro, le politiche regionali e le vicende legate alle primarie, hanno aperto una crisi nel corpo sociale del Pd, nel suo bacino elettorale di riferimento, nella base degli iscritti e dei militanti e in parti significative del Partito stesso.

In questo scenario si colloca la decisione di Luca Pastorino di lasciare il Pd e di candidarsi alla guida della Regione in maniera alternativa alla candidatura sostenuta da quel partito.

Dalla Liguria può dunque prendere l’avvio quel progetto di costruzione di unità delle sinistre al quale stiamo lavorando da tempo, che non può e non deve limitarsi alla pur importante scadenza elettorale: l’impegno è dunque quello che, a sostegno della candidatura di Luca Pastorino, convergano anche Giorgio Pagano e le sensibilità che rappresenta non solo per evitare che ci siano due candidature sul versante dell’alternativa al Pd ma anche perché il loro apporto sarebbe prezioso per qualificare il progetto di unità nel senso del sociale e dell’apertura.

Un progetto di alternativa oltre ad unire la sinistra ed ad individuare un candidato Presidente deve caratterizzarsi anche programmaticamente. Per queste ragioni Rifondazione Comunista caratterizzerà la propria azione politica su tre punti centrali: lavoro per dare una risposta alla crisi che sta “uccidendo” la nostra Regione, lotta alle privatizzazioni, difesa del territorio a partire dal no alle grandi opere.

Il Comitato Politico del Prc della Liguria da mandato alla segreteria regionale di definire i dettagli politico-programmatici per il sostegno del nostro Partito alla candidatura di Luca Pastorino ed invita le federazioni provinciali a convocare con urgenza i rispettivi Comitati politici per individuare le candidature in quota al Partito da proporre alla discussione per la composizione delle liste unitarie indicando alla Federazioni, quali criteri per la scelta, la piena rispondenza alle regole sancite dallo Statuto e la rappresentatività del Partito, della sua unità e del suo rapporto con la società.

Approvato con 19 voti a favori, 3 contrari e 2 astenuti.

Genova, 22 marzo 2015

Comitato Politico Regionale Prc Liguria

Caso Sarzana-‘ndrangheta: “Cavarra, Paita e il Pd si rendano conto del problema invece di lanciare ridicoli spot elettorali”

17 marzo 2015, by  
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Quanto accaduto pochi giorni fa a Sarzana al convegno organizzato dalla Casa della Legalità ha a dir poco dell’incredibile.

L’irruzione al dibattito di componenti delle famiglie indagate per ‘ndrangheta ha smascherato la stessa amministrazione comunale che da tempo sottovalutava o, peggio, negava pubblicamente l’insediamento del fenomeno mafioso nel sarzanese e nella Valdimagra.
Dopo questo avvenimento ci auguriamo che il sindaco Cavarra, il Partito Democratico spezzino e ligure (lo stesso che curiosamente esprime il ministro della Giustizia) e tutti i suoi amministratori locali e regionali si rendano finalmente conto della realtà in cui viviamo, realtà  che da anni è al centro della cronaca, delle indagini giudiziarie e giornalistiche, nonché dei rapporti delle commissioni parlamentari.
Insomma pare che tutti sapevano, tranne Cavarra e la sua giunta (di cui fa parte il segretario provinciale Pd Michelucci, già inebriato dall’odore di posto in regione al seguito della Paita).
Il sindaco e l’assessore regionale Paita farebbero bene a occuparsi meno di presunti e mirabolanti investimenti di Farinetti a Marinella o di ridicole promesse su futuri assessori-sceriffi con delega alla “legalità”più delle possibili infiltrazioni mafiose in un’area il cui famigerato progetto rappresenta, oltre a uno scempio ambientale, una mela troppo golosa per tanti.
Lo stesso Cavarra che ha lamentato pubblicamente i tagli del governo Renzi alle amministrazioni comunali nonostante la propaganda sul roseo futuro da sempre promesso dal rottamatore fiorentino, dovrebbe rendersi conto di quanto le chiacchiere stanno a zero, specie in un problema così grande come questo, presente non solo a Sarzana, ma in tutta la regione.
La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà al presidente della Casa della Legalità Cristian Abbondanza, che da anni con estremo coraggio compie un grande lavoro di informazione sul fenomeno mafioso, e alla moderatrice del dibattito Paola Settimini: la mafia si sconfigge anzitutto culturalmente, cioè riconoscendone la presenza, in secondo luogo togliendo ogni sua possibilità di arricchimento e attecchimento sul territorio, evitando inutili e faraonici progetti preda degli appetiti delle organizzazioni criminali.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Lombardi: “Nessun accordo, pronti a creare la Sinistra Ligure Unita”

12 gennaio 2015, by  
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Il segretario punta all’unione di tutte le componenti per una sinistra plurale e alternativa, radicale e anticapitalista: “L’appoggio a Federici fa parte di un passato remoto morto e sepolto. Seguiamo i modelli di Front de Gauche e dell’Izquierda

Vuoi vedere che alla fine il voto che incorona Raffaella Paita non diventa il più clamoroso degli assist alla sempre più moribonda e sfilacciata sinistra d’opposizione? Sarebbe stato molto diverso se ieri fosse stato Sergio Cofferati a primeggiare, soprattutto per quella parte di elettorato di estrema sinistra che, pur non andando a votare, aveva visto nell’ex segretario della Cgil una soluzione più rispondente ai valori tradizionali della ‘gauche’ italica. Vuoi vedere che il malcontento di ieri si trasforma in un’alternativa alla Paita stessa alle prossime elezioni di maggio, attraverso una coalizione di sinistra che migliori e superi l’esperienza Tsipras, in un soggetto politico capace di essere punto di riferimento dell’altra sinistra, smarcatasi dalla Paita? Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, inizia da subito a tessere una tela intricata ma densa di possibilità, soprattutto se quella parte di Pd che ieri è uscita malconcia dalle Primarie, vorrà “affilare i coltelli” per dare battagli ‘dentro’ ma soprattutto ‘fuori’.

Segretario Lombardi, sorpreso di com’è andata?
L’esito delle primarie mi ha parzialmente sorpreso, pensavo infatti che Cofferati riuscisse ad avere la meglio, anche e soprattutto per il livello di notorietà che aveva come leader sindacale e la straordinaria capacità di mobilitazione connessa“.

Cosa pensa di quelli che, dichiaratamente di sinistra ma esterni al Pd, ieri sono andato a votare Cofferati?
Chi è esterno al Pd ma è andato a votare Cofferati intendeva favorire il rafforzamento del centro sinistra ed arginare la deriva a destra, operata con lo sdoganamento di ex fascisti ed il sostegno del partito trasversale degli affari che nulla centra con le idee ed i valori della sinistra“.

Pentiti di non aver appoggiato la candidatura di Cofferati oppure l’esito delle elezioni apre una pagina nuova, quella che speravate?
Ritengo corretta la posizione adottata da Rifondazione Comunista a livello regionale, non eravamo interessati a personalismi ed a competizioni interne ad un altro partito. Come già dichiarato abbiamo certamente notato la differenza di posizioni politiche, non apprezzando minimamente aperture di credito a culture destrorse e pratiche di sistematica cementificazione e merceficazione del territorio”.

Un Pd spostato a destra, dice il suo segretario regionale, rende più o meno forte Rifondazione e tutti gli altri attori che vorranno unirsi in una ipotetica costellazione di sinistra?
E’ l’ora di rompere gli indugi e creare finalmente la Sinistra Ligure Unita, che si definisca tale ed agisca da sinistra. Basta con i tatticismi, le posizioni di equilibrismo, la moderazione per piacere a questo o a quello. Una sinistra che deve essere costruita dal basso e contemporaneamente dall’alto, che sappia riunire quelle compagne e quei compagni, da tempo divisi, non tramite un ennesimo effimero scatolone ma sulla condivisione di temi: la salvaguardia del territorio, la valorizzazione dei beni comuni, la difesa dei diritti dei lavoratori contro ogni sfruttamento, il diritto alla casa, la lotta alle mille fonti di nocività ed inquinamento. Progetti concreti da declinare insieme, nulla di precostituito nelle segreterie di partiti o associazioni, ma piattaforme progettuali condivise attraverso percorsi di democrazia partecipativa. Non vuole essere una sommatoria di sigle di partiti, associazioni, comitati ma un soggetto che parta dall’idea collettiva dell’agire politico, lontano dalla personalizzazione“.

La Ministra Pinotti ha ricordato che che “Ncd è alleato di governo”. Le fa paura che anche su scala regionale sia possibile una riproposizione dell’asse Renzi-Alfano?
La riproposizione dell’asse Renzi-Alfano ha trionfato in queste primarie, noi la contrasteremo con ogni mezzo lecito possibile. Scuotere le coscienze e risvegliare la passione del popolo della sinistra sarà la nostra sfida“.

Tanti vostri ex elettori vi contestano l’appoggio alla candidatura di Federici e temono un’alleanza in extremis a favore del candidato Pd alle regionali.
L’appoggio a Federici fa parte di un passato remoto morto e sepolto. Voglio rassicurare chi teme questo. Non faremo nessun tipo di accordo con il Pd. Anzi siamo già mobilitati per costruire una sinistra plurale e alternativa, radicale e anticapitalista, che sappia unire la salvaguardia del lavoro con la tutela dell’ambiente e della salute, inclusiva e aperta al contributo di tutte/i quelli che hanno il loro dna nei valori della Resistenza, dell’anifascismo, della Costituzione. Una Sinistra vera non sommatoria ma fronte popolare, seguendo il modello francese del Front de Gauche e dell’Izquierda spagnola. Ora più che mai c’è bisogno di Sinistra in Liguria“.

da www.cittadellaspezia.com

“No all’innalzamento dell’hotel Colombo a Lerici. Caluri sfiduciato dalla sua stessa corrente di partito”

7 novembre 2014, by  
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Superfluo ribadire la nostra ferma contrarietà all’innalzamento dell’albergo del Colombo; in un passato non troppo remoto, la questione era già stata ampiamente discussa sia politicamente con forti momenti di tensione anche nelle allora giunte dove avevamo come rappresentanti Veruschka Fedi e Mario Peoni sia con la popolazione di San Terenzo con infuocate assemblee indette dall’allora Comitato di frazione. La questione fu risolta bocciando il progetto a più piani e portando le altezza ad un piano fuori terra. Capitolo chiuso”.
Rifondazione Comunista rivendica le proprie antiche posizioni e attacca la maggioranza: “La discussione che si è aperta nel Pd lericino, con le dichiarazione dell’assessore Tartarini in cui chiedeva una presa di posizione politica sconfessando di fatto il sindaco il quale se ne tirava fuori dicendo che si trattava di una questione tecnica e che sarebbe stata la Regione a decidere, mette in luce una volta di più quanto questo sindaco sia oramai “commissariato” dalla sua stessa corrente renziana. Le dichiarazioni della De Luca, attuale segretaria dell’Unione Comunale del Pd, rafforzano questo pensiero e si spinge oltre, strumentalizzando la presa di posizione di Sel, rea di aver nominato Raffaella Paita come la più determinata sostenitrice delle grandi infrastrutture che mettono in crisi il già precario territorio ligure”.“Concludiamo ricordando che la Legge Regionale n°10/2012 che potrebbe permettere all’Hotel San Terenzo di sopraelevarsi non fu votata da Rifondazione Comunista e Sel, ci chiediamo quindi come si pone il tandem De Luca-Tartarini di fronte alla loro candidata Paita che tanto supporta il centralismo regionale bypassando le competenze comunali a partire dal trasporto pubblico, acqua, rifiuti per arrivare appunto alla pianificazione territoriale” – conclude la nota di Rifondazione.

Rifondazione Comunista Lerici

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