Fedi: “C’e’ bisogno di accessi al mare, si restituiscano i bagni riservati ai militari”

13 luglio 2020, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

In questi ultimi anni si parla molto di patriottismo, di interesse generale, di sacrificio, e crediamo che i vari corpi delle forze armate di Difesa, dalla Marina Militare all’Areonautica e all’Esercito, possano dimostrarlo in questa fase storica così stressante e delicata per tutti e tutte.

Come? Ad esempio restituendo alla popolazione una buona parte degli spazi esclusivi a loro concessi. Pensiamo al bagno Ufficiali di Maralunga (Lerici) o al campeggio dell’Areonautica del Pozzale (Isola Palmaria): luoghi da sempre interdetti a una libera fruizione, diventati negli anni un vero e proprio privilegio per militari e i loro parenti, come fossero proprietà private.
Tuttavia questi spazi sono proprietà dello Stato, nonché beni comuni per l’accesso al mare e per la loro precisa connotazione naturalistica, e non vi è alcun valido per motivo, tantomeno strategico-militare, per esser riservati solo ad una piccolissima parte della popolazione. Per questo, e per andare incontro alle necessità e al diritto di svago in sicurezza, sarebbe un bel gesto che questi corpi armati rinunciassero al loro privilegio esclusivo nell’interesse generale.

E’ di ieri la notizia riguardante il Pozzale dove l’Aeronautica sta ostacolando il passaggio alla spiaggia occludendo il sentiero di accesso che passa all’interno della loro servitù. Lo consideriamo un gesto di una prepotenza inaccettabile: godere di spazi unici al mondo non dovrebbe essere un privilegio per pochi militari, ma un diritto da difendere e non ostacolare con metodi subdoli e di stampo privatistico.
E’ ora di cominciare a restituire ciò che è di tutti e tutte, di aprire spazi, di renderli accessibili. Perciò auspichiamo che le forze armate sappiano farlo presto e di loro spontanea volontà.
Sarebbe un bel gesto, un gesto davvero patriottico.

Verushka Fedi,
segretaria provinciale di Rifondazione Comunista

“Il futuro della Palmaria è a rischio, Cozzani e Toti facciano subito chiarezza”

1 luglio 2016, by  
Archiviato in Ambiente, Partito, Primo piano

Un bel resort riservato a pochi, realizzato da chissà chi e chissà con quali soldi, che sottrarrà area pubblica, valore storico e tranquillità all’isola. Il protocollo di intesa siglato nei giorni scorsi tra Demanio, Regione, Comune di Portovenere, Marina Militare e Sovrintendenza per la cessione di numerosi immobili e terreni presenti sull’isola Palmaria non lascia dormire sonni tranquilli.
 
Ci sono stati diversi proclami in merito alla nuova destinazione dei beni stessi, dai preoccupanti “la Capri della Liguria” del presidente Toti, ai più modesti “strutture per turismo sostenibile” del sindaco Cozzani. Sono seguite delle delibere (comunali e regionali) sul percorso di valutazione delle proposte (il tavolo tecnico) indicando tempi e modi.
 
Ma non c’è mai stata, ad oggi, una chiara indicazione delle volontà politiche sui beni dismessi e sull’isola tutta (resta pubblica? vendiamo tutto? trasformiamo tutto in resort? restano strutture a servizio del territorio? ne salviamo l’estetica e la traccia storica? ecc…)
 
Soprattutto non si è mai accennato al mantenimento della proprietà dei beni ma solo al valore di ricaduta occupazionale.
 
Ci pare che mantenere la proprietà pubblica di un bene così raro, interessante storicamente e di sicura rivalorizzazione, rappresenti un interesse collettivo.
 
Sappiamo inoltre che le ispezioni sul territorio sono state spesso superficiali (alcuni consiglieri, che pure hanno votato, non conoscono neppure gli edificati di cui si sta parlando) e che con ragionevole certezza non se ne ha esatta valutazione economica.
 
Infine il tentativo di creare un tavolo partecipativo sul territorio comunale (progetto Laboratorio Palmaria) in cui sono confluite diverse associazioni, ma che non appare (nelle delibere di cui sopra) legittimato a nessun titolo nell’interlocuzione, è sembrato più che altro un paravento sulla partecipazione operato dal Comune per smussare il dissenso.
 
Rifondazione Comunista chiede che sia fatta immediata chiarezza sul futuro di uno dei più importanti gioielli del nostro territorio, che non deve in alcun modo diventare un ennesimo paradiso per miliardari ma rimanere un bene pubblico, accessibile a tutti ma nell’esclusivo rispetto dell’ambiente, del paesaggio e della sua storia.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc Portovenere: “Palmaria come Capri? L’isola va protetta e non trasformata in albergo”

10 febbraio 2016, by  
Archiviato in Ambiente, Partito, Primo piano

In merito alle recenti dichiarazioni del presidente Toti sul futuro dell’isola Palmaria, a seguito del trasferimento dei beni dal demanio militare al comune di Portovenere ufficializzato poche settimane fa, il circolo Prc “Lucio Mori” di Portovenere ricorda alcune cose:
a) il percorso di sdemanializzazione non è certo stato avviato da Toti, è un progetto avviato anni fa e nel quale sono entrati a pieno titolo anche i governi di centro sinistra, sia locali che regionali (il PUV è opera della giunta Burlando) e che d’altronde seguono un ragionamento corretto e logico che vede nel riutilizzo di alcuni beni statali in abbandono una opportunità del territorio, e che potevano tuttavia  essere sviscerati da tempo;
b) l’isola è un delicato sistema, che tutto sommato le servitù militari hanno in qualche modo preservato negli anni dell’incontrollato boom edilizio, e che sarebbe stupido compromettere oggi, con numerosi esempi di recupero e turismo basati sulla preservazione ambientale.
L’esempio di “Capri” insomma ci è parso davvero fuori luogo, a maggior ragione in un territorio limitrofo alle Cinque Terre, che stanno sperimentando sulla pelle che significa andare oltre il ragionevole numero di persone ospitabili.
Noi crediamo che il pieno rispetto di ambiente, presidi umani (l’isola ha anche una piccola comunità di residenti) storia (le costruzioni Umbertine che sono sull’isola sono già un volano di interesse ora, come ruderi…) non vadano in contrasto con un ragionevole turismo, anzi.
Confermiamo quindi la piena contrarietà a progetti speculativi (non occorre costruire ex novo peraltro per metterli in atto, ci sono metri cubi di volumi dismessi sufficienti per compromettere l’isola) che stravolgano l’assetto stesso della Palmaria e che non siano pienamente rispettosi dell’esistente, e ci aspettiamo che le prossime dichiarazioni di Toti e dei suoi assessori (di cui uno, Giampedrone, è stato consulente per il comune di Portovenere al turismo) siano minimamente dettagliate, dimostrando una conoscenza del sito superiori a quanto visto finora e capaci di dire con franchezza quel che si ha in mente di fare.
 
 
Rifondazione Comunista, 
circolo “Lucio Mori” di Portovenere