Un anno senza il comandante partigiano Luigi Fiori, Lombardi (Prc La Spezia): “Un simbolo della Resistenza, passata e presente”

1 giugno 2016, by  
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Un anno fa ci lasciava il grande Luigi Fiori, storico militante di Rifondazione dalla sua nascita, presidente onorario della federazione provinciale di Rifondazione Comunista, già consigliere comunale e assessore nella sua amata Lerici, ma soprattutto mitico comandante partigiano “Fra Diavolo” dall’ 8 settembre 1943 alla Liberazione.

 
Luigi è stato e sarà per sempre un simbolo di Resistenza, di lotta, di indomita voglia di combattere le ingiustizie del capitalismo e del neofascismo: non è stato, infatti, “solo” un grande combattente militare sui nostri monti, ma anche uno straordinario sostenitore della Costituzione figlia della lotta partigiana, dalla fine della guerra all’ultimo giorno che ha vissuto.
 
Quella Costituzione che oggi il governo e il parlamento asservito a Renzi e ai suoi accoliti vogliono distruggere definitivamente, Luigi l’ha difesa e amata proprio come un padre, percorrendo instancabile, fino in tarda età, migliaia di chilometri per divulgarla in tutta Italia, specialmente ai ragazzi delle scuole. 
 
Luigi ci ha insegnato a ribellarci e a resistere e lo faremo con i milioni di NO al referendum costituzionale di ottobre con cui fermeremo l’ennesima aggressione reazionaria alla nostra Costituzione. 
 
Ciao Comandante, non ti dimenticheremo!
 
Ora e sempre Resistenza!
 
 
Massimo Lombardi, 
segretario provinciale Prc La Spezia

Lettera di fine anno alle spezzine e agli spezzini di Massimo Lombardi

31 dicembre 2015, by  
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Vorrei augurare un buon anno di cuore a tutti i miei concittadini.

Che il 2016 sia un anno di lotta, di lavoro, di riscossa per tutti. E’ stato un 2015 difficile, a Spezia come nel resto d’Italia, soprattutto per quanto riguarda il lavoro. Mi balzano alla mente, e sembra quasi un assurdo ossimoro, i lavoratori del Centro per l’Impiego, persone che aiutano gli altri a trovare un’occupazione e che ora si trovano in seria difficoltà. Penso a tutti coloro che il lavoro l’hanno perduto perché licenziati all’improvviso, come gli operai della Saeco di Bologna, o a quelli che non riescono a trovarlo, ai padri e alle madri di famiglia di oltre i cinquant’anni costretti a lavori precari e saltuari, o ai giovani che non riescono non solo ad avere uno stipendio dignitoso, ma anche condizioni di lavoro degne di un paese civile. Come i lavoratori della grande distribuzione, costretti a orari indegni, a restrizioni dei propri diritti, a contratti di pochi mesi per essere subito dopo licenziati e lavorare durante le feste senza poter nemmeno protestare. Altro che terzo millennio: siamo regrediti di più di cent’anni, nel nome della “competitività”: un concetto utile solo per chi fa profitti sulle spalle di chi lavora. Questa vergogna deve finire. Per questo occorre unirsi, coalizzare i nostri pensieri e le nostre azioni, assumere una coscienza comune che in questi ultimi decenni è stata, purtroppo, minata.

Ci hanno infatti inculcato come un mantra che il lavoro e le pensioni sono optional trascurabili, da Berlusconi-Tremonti a Monti-Fornero, da Letta al “fenomeno” Renzi. Lui e il ministro Poletti, assieme al suo servile parlamento, hanno cancellato l’ultimo baluardo dello Statuto dei lavoratori, il famoso articolo 18, che finora nessuno, nemmeno la peggiore destra, era riuscito ad eliminare. Ora assieme ai sindacati, assieme ai cittadini e alle parti sane di questa società possiamo e dobbiamo riconquistare i nostri diritti. E’ vietato abbassare la testa. Un altro mio pensiero va a tutte le vittime degli incidenti sul lavoroe alle famiglie che hanno perso una persona cara mentre stava lavorando. Pure questa piaga è lontana dall’essere debellata e non ci stancheremo mai di gridarlo.

Perché Rifondazione, nel suo piccolo, c’è sempre stata, con la sua voce e i suoi militanti, come nelle battaglie sui fronti più caldi del nostro territorio: Enel, Acam e Atc su tutti. Abbiamo denunciato usi e abusi di potere nei consigli comunali e nelle azioni politiche quotidiane: i nostri compagni ci hanno messo in prima persona la faccia contro le prepotenze di chi governa, che siano comuni, come regioni o stato.

Enel ha prodotto più di cinquant’anni di scempio ambientale, pagato sulla pelle dei nostri concittadini. Nella vicina Vado Ligure è stata la magistratura a fermare lo scandalo. Qui, invece, si sono attesi i comodi della dirigenza, ossia del governo, per arrivare all’annuncio della futura chiusura. Ma ora c’è chi fa a gara a mettere il cappello sul destino dell’area di Vallegrande, rivendicando la vittoria. Se è vero che tra cinque o sei anni la centrale sarà chiusa, non è di certo merito di chi ha governato la città e il Paese in questi anni: sono solo scelte strategiche per interessi economici di pochi. Ebbene, nessuno ha mai ascoltato i cittadini: noi saremo la loro voce, da Melara a Fabiano, da Arcola a Portovenere. Non pensate di ignorarli un’altra volta, come avete fatto su piazza Verdi e in numerose altre occasioni.

Non possiamo non nominare anche la questione sanità, con i nostri ospedali sull’orlo del collasso, e Atc, un bene comune preziosissimo, che pure ha tagliato il servizio, aumentato i biglietti e non provveduto a proteggere i propri lavoratori e gli utenti dei mezzi fatiscenti, un caso denunciato da un sindacato e da un coraggioso lavoratore, Luca Simoni, al quale è stata offerta piena solidarietà da parte nostra e dei consigli comunali spezzini.

Su Acam abbiamo votato contro il piano presentato dalla dirigenza, approvato senza fiatare dall’assemblea dei sindaci: continueremo a pagare in prima persona per anni e anni, sulla salute e sulle bollette, i gravi errori e le mancanze incredibili avvenute negli anni passati da parte di chi, puntualmente, ad ogni scadenza elettorale, chiede loro il voto per poter restare al vertice. Le elezioni regionali di maggio sono state un ottimo esempio della risposta dei cittadini alla mala politica, specie quella che ha tradito la Sinistra e i suoi principi più alti. La Liguria è ora guidata dalla destra populista, forzista e leghista. Una destra che ha subito pensato bene di cementificare tra i più “rapallizzati” d’Italia. Ebbene, sappiamo tutti la natura del berlusconismo e del populismo, troppo simili al renzismo attuale, di cui in molti ora si vantano di esserne i fedeli depositari. Per questo ci sono sembrate lacrime ipocrite le levate di scudi del Pd contro il vergognoso piano casa di Toti, non molto diverso, in verità, da ciò che fece il governo Burlando-Paita nel precedente quinquennio.

Sono tantissime altre le cose che vorrei aggiungere, ma intendo chiudere con un ricordo e con un augurio. Il 2015 ci ha visto perdere il nostro presidente onorario, il nostro Comandante, il grande partigiano Luigi “Fra Diavolo” Fiori. Un autentico esempio di come deve essere un comunista: orgogliosamente antifascista, tenace, lottatore, perennemente giovane e combattente.  

La vita di Luigi è stata lunga e davvero incredibile. Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare mille suoi racconti, non solo quelli di eroe che ha contribuito a sconfiggere il nazifascismo, ma anche quelli di semplice cittadino che ha attraversato il novecento italiano: dal dopoguerra alle stragi di stato, dalla fine della “Prima repubblica” al primo presidente proveniente dall’ex Pci, che lui ha sempre duramente contestato, Giorgio Napolitano. “Fra Diavolo” ha percorso quasi un secolo di storia, per fermarsi solo il 30 maggio scorso, dopo 95 anni indomiti, dopo una vecchiaia spesa fino all’ultimo secondo a spiegare a tutti il vero significato dell’essere partigiano, cioè quello che ci ha tramandato Antonio Gramsci. Non un monumento “per i piccioni”, come diceva lui, ma qualcuno che sia “di parte”, che dia continuamente la scossa agli altri e insegni la ribellione contro le ingiustizie. Sempre e ovunque.

Una volta ci disse: “Non dobbiamo mai smettere di lottare: la vittoria, una volta acquisita, va difesa. Se smetti di combattere, torni a perdere. A fine guerra pensavamo di avercela fatta. Pensavamo di aver conquistato la democrazia e la libertà. Ebbene, ci è mancato un niente che De Gasperi non mettesse in soffitta la Costituzione appena approvata, con il pretesto dei tumulti e dell’ingovernabilità. Me lo ricordo bene, anche se ora fanno finta di dimenticarlo. Eravamo usciti dalla dittatura e stavamo quasi per piombarne in un’altra. Chi calpesta la Costituzione compie un atto di delinquenza, il peggiore che si possa fare”.  

Settant’anni dopo la Costituente ecco Renzi, la Boschi e il Pd che, a colpi di maggioranza e di fiducia parlamentare, stravolgono la Costituzione nata dalla Resistenza nel nome del più becero presidenzialismo, come già auspicavano i vari Cossiga, Craxi e Berlusconi. Il presidente del consiglio ha dichiarato, con la sua solita spocchia, che nel referendum confermativo (previsto proprio dalla Costituzione) si giocherà il destino del suo governo: o Lei o lui, insomma.

E allora auspico, nel nome di Luigi e di tutti i partigiani di oggi e di ieri, la costruzione di un gruppo che porti, a Spezia e nel Paese, alla vittoria nell’ottobre 2016: salviamo la nostra Costituzione, mandiamo a casa Renzi e ricostruiamo la Sinistra. Nel 2006 tutti uniti, sindacati, partiti, associazioni, battemmo la schifezza fascioleghista di Berlusconi e Bossi Credevamo di avere respinto gli assalti della reazione per lungo tempo, ma ci sbagliavamo.

Aveva, infatti, ancora ragione Luigi: mai abbassare la guardia. Su la testa, compagni.

Buon anno di lotta a tutte/i!

 
Massimo Lombardi,
segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Ferrero: “Ciao Comandante Luigi, combattente di una vita”

7 giugno 2015, by  
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2/6/2015

Cari famigliari, cari compagne e compagne,

mi dispiace di non poter essere tra di voi oggi, mentre ricordate e salutate tutti insieme Luigi.

Mi dispiace di non potere essere con voi, anche se sono certo che questo saluto non sarà l’ultimo. Noi oggi ci separiamo da Luigi, ma il ricordo di cosa ha fatto, della sua voglia di cambiare e della sua determinazione, non ci abbandonerà e non vi abbandonerà. 

Saluteremo ancora tante altre volte Luigi, che ci verrà in mente o entrerà nei nostri discorsi e diremo “che cosa avrebbe fatto o che cosa avrebbe detto Luigi?”.

La storia di Luigi la conoscete meglio di me e altri la ricorderanno. Una cosa solo voglio sottolineare: Luigi ha attraversato la sua lunga vita con la capacità di sentire la propria vita come una responsabile possibilità.

Vi è chi vive la sua vita sulla difensiva, chi nel timore di essere deprivato di qualcosa, chi nell’egoismo, cercando di arraffare il più possibile.

Luigi ha vissuto la sua vita nella piena consapevolezza che il senso dell’esistenza stava nella lotta – mai finita – per costruire una società migliore per tutti e per tutte. Luigi ha fatto questa lotta – quando è stato necessario – con le armi e successivamente con le parole. 

Nella sua esperienza le armi sono quelle che hanno permesso la conquista della parola e il senso quasi religioso con cui parlava della Costituzione lo testimoniava. 

Nella sua vita la lotta partigiana e la conquista della libertà, della Costituzione sono stati elementi indissolubili e ne ha dato testimonianza tutta la vita.

Luigi non è mai stato un combattente deluso, ma un compagno animato da una passione durevole, che ha animato e forgiato tutta la sua esistenza.

Questo tratto del combattente, del partigiano, del compagno appassionato che si batte per le sue idee è stata la scelta di vita di Luigi. 

Luigi ha vissuto questa scelta non come sacrificio, non come costrizione, ma come una grande fortuna: l’aver fatto le scelte giuste e l’aver potuto individuare le battaglie giuste da fare è stato per Luigi un punto di grande serenità.

Grande serenità che ho visto sul suo volto qualche settimana fa quando l’ho incontrato in ospedale. La serenità di chi, alle nostre battute sul fatto che si saremo rivisti fuori dall’ospedale, sorrideva scuotendo la testa. 

Luigi sapeva di non averne per molto ma non era disperato davanti alla morte perché sapeva di aver combattuto il buon combattimento, di aver vissuto la sua vita con pienezza di senso e di relazioni.

Grande serenità e grande piacere: a 90 anni trovarsi circondati in ospedale da un gruppo di persone giovani che hanno voglia e piacere di vederti, che ti stimano, che ti riconoscono come maestro è una bella gioia. Luigi si è conquistato questo affetto, questa stima e questo rispetto con la sua vita e per questo la sua vita non è stato un sacrificio ma una vita degna di essere vissuta.

Allora voglio terminare queste mie righe con un ringraziamento ed un augurio.

Grazie compagno Luigi per cosa ci hai insegnato attraverso la tua esistenza. Possa la tua passione durevole per il comunismo, la giustizia e la libertà contagiare molti altri, far capire a tanti e tante che gli anni che siamo chiamati a passare su questa terra tanto vale passarli con la fronte alta e la schiena dritta. 

Non per orgoglio ma perché solo la lotta contro lo sfruttamento e la barbarie ci rende umani.

Ciao Luigi, ciao Fra Diavolo, ciao compagno Fiori, ciao comandante, riposa in pace e non perdere il tuo sorriso.

 

Paolo Ferrero,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista

“IL COMPAGNO COMANDANTE LUIGI FIORI CI HA LASCIATO. LUTTO PROFONDO PER L’ANTIFASCISMO E LA SINISTRA ITALIANA”

30 maggio 2015, by  
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La notizia che non avremmo mai voluto dare.
 
l compagno partigiano LUIGI “FRA DIAVOLO” FIORI, nostro presidente onorario, è morto pochi minuti fa a Brugnato (SP). Tra pochi giorni avrebbe compiuto 95 anni.

 
Un dolore infinito colpisce tutti noi. 
 
Luigi era un simbolo, una stella luminosa dell’antifascismo italiano, della Resistenza, della Costituzione della Repubblica.  
 
Un comunista puro, un grandioso emblema di libertà, di ribellione alla schiavitù dell’ingiustizia, dell’ignoranza, del fascismo in ogni sua forma e colore. 
 
Un maestro instancabile, un autentico combattente per tutta la sua lunga vita, un punto di riferimento per tutti, a partire dai bambini delle scuole, che per anni e anni in tutta Italia ha voluto incontrare distribuendo loro migliaia di copie della Costituzione italiana.

 Il nostro baluardo, il nostro riferimento. La Costituzione va difesa con ogni sua forza. Chi non lo fa è un fuorilegge!!” 

Ce lo diceva spesso, lo gridava pubblicamente, con orgoglio, senza paura.

Era il suo mantra, la sua ragione di vita.

E’ troppa l’emozione del momento, troppi i ricordi, troppe le cose da dire su una figura monumentale come Luigi, che tutti chiamavano COMANDANTE.

 

Possiamo solo dire che “Fra Diavolo” ha più volte incontrato la grande Storia, di cui è stato un assoluto protagonista.

Solo un mese fa, in occasione del 70° anniversario della Liberazione, Luigi ci ha lasciato una bellissima testimonianza della sua attività di partigiano nell’appennino parmense sulla prestigiosa rivista Micromega, grazie ai compagni ed amici degli Archivi della Resistenza di Fosdinovo e di Moni Ovadia, suo amico fraterno.

A fine aprile aveva ricevuto la visita a Spezia del segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.

Le sue parole rimarranno per sempre scolpite nei nostri cuori.

Il partito è in lutto profondo.

 E’ una enorme perdita per l’intero movimento antifascista e tutta la Sinistra italiana.

Il nostro cordoglio va alla famiglia, alla comunità di Lerici, all’Anpi provinciale spezzino e a tutti coloro che lo hanno conosciuto, stimato, amato.

CIAO, COMANDANTE!

 

Rifondazione Comunista, 

Federazione provinciale La Spezia

Lombardi: “Dobbiamo riportare alle urne gli elettori di sinistra”

Parla il segretario provinciale di Rifondazione, candidato per Rete a sinistra a sostegno di Pastorino. Con lui anche il leader nazionale Paolo Ferrero

Gioia e commozione, ieri, nel corso della visita che il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero e il segretario provinciale Massimo Lombardi hanno portato al comandante partigiano Luigi Fiori ricoverato nella Rsa Mazzini. Pochi minuti nei quali l’anziano combattente ha mostrato grande sorpresa e soddisfazione per la presenza di Ferrero, giunto alla Spezia per sostenere la candidatura di Lombardi nella lista di Rete a Sinistra.
Nel replicare alle accuse che Raffaella Paita ha lanciato nei giorni scorsi affermando che in Liguria sia in atto un disegno per dare una spallata al governo Renzi, attraverso la candidatura del fuoriuscito Luca Pastorino, Ferrero ha dichiarato a Cds: “Non è un problema di spallate, ma di costruire un governo alternativo a questo Pd che tra la questione democratica, quelle del lavoro (dove sta attuando le politiche di Berlusconi e di Confindustria) e la questione morale, della quale in Liguria siete ben informati, è una cosa inguardabile. Dobbiamo proporre qualcosa di che vada oltre le politiche neoliberiste e dell’austerity che stanno distruggendo l’occupazione: in Liguria ci vuole un piano per crearne attraverso la lotta al dissesto idrogeologico e rilanciare la cantieristica“.
Per unire la sinistra ci volevano personaggi come Matteo Renzi o Raffella Paita?
Nel momento in cui il Pd sceglie con tragica nettezza un profilo moderato, se non di destra, tutti i distinguo vengono a cadere. Ci eravamo divisi sulla possibilità di fare o meno accordi con il Pd, ma oggi questi problemi sono venuti meno: la strada di Renzi è chiara, contro il sindacato e i lavoratori. C’è molto convincimento sul fato che dobbiamo lavorare uniti per recuperare il nostro spazio, non si può lasciare il panorama politico nelle mani di Renzi e Salvini“.
Nel panorama, nazionale e regionale c’è anche il Movimento cinque stelle…
Grillo ha avuto una enorme possibilità dopo aver preso il 25 per cento dei voti. La stessa percentuale l’aveva raggiunta il Pci di Togliatti, ma lui cambiò l’Italia, i grillini non hanno fatto niente. Noi siamo per una sinistra che proponga alternative alle scelte sbagliate del governo, non si può solo protestare a botte di vaffa, bisogna fare le cose“.La parola è quindi passata a Massimo Lombardi, con il quale Ferrero ha fatto anche visita al vicino monumento in ricordo di Peppino Impastato.
Abbiamo la possibilità di intercettare una parte importante dell’elettorato di sinistra –ha detto sicuro il segretario spezzino – e ricreare i presupposti di un movimento unito. Più che ad erodere voti al M5S o al Pd dovremo badare a riportare alle urne tutti coloro che in questi anni sono rimasti a casa, delusi. Come Rete a sinistra non abbiamo presupposti meramente elettorali, ma vogliamo influenzare la politica ligure in modo positivo“.
Però puntate ad un buon risultato per il 31 maggio. E’ possibile quantificarlo?
Sarebbe importante avere un gruppo di consiglieri che possa influenzare le politiche nei settori più importanti della politica regionale. Sarebbe importante non avere solamente un ruolo testimoniale“.
A quali temi pensate?
Abbiamo un enorme problema occupazionale e crediamo che si possa mitigare affrontando in maniera intelligente anche un altra grave piaga della nostra regione, quella del dissesto. Non bisogna solamente attuare politiche che riducano la cementificazione, ma anche investire direttamente nella lotta al dissesto idrogeologico, senza ridursi sempre ad agire in emergenza“.Come valuta la scelta dell’Altra Liguria, di correre con una lista e un candidato differenti?
Su tantissimi temi abbiamo una visione comune. Sino all’ultimo abbiamo cercato di ricomporre tutta la sinistra in un corpo solo, plurale, ma unito. Abbiamo attraversato un percorso tortuoso e ora le strade sono divise, ma dovremo recuperare la sintonia e le sinergie su molti temi”.
www.cittadellaspezia.com

Liberafesta Prc a Bottagna: stasera ospiti gli operai della Saem di Fincantieri

25 agosto 2014, by  
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Terzo appuntamento stasera alla festa provinciale di Rfondazione Comunista presso il parco fluviale di Bottagna. Una festa interamente dedicata al partigiano “Sgancia”, scomparso pochi giorni fa.

Dopo il successo dell’iniziativa di ieri sera sulla Palestina (nelle foto), con il collegamento via skype da Ramallah del responsabile esteri Prc Fabio Amato, a cui si è aggiunta via telefono l’ex vicepresidente del parlamento europeo Luisa Morgantini, appena tornata dalla Cisgiordania, stasera si parlerà di lavoro e crisi nel territorio spezzino.

Saranno infatti ospiti le famiglie dei lavoratori della Saem, l’azienda dell’indotto Fincantieri che da giugno non paga gli stipendi ai suoi dipendenti: alle 20.30 interverrà il segretario provinciale Massimo Lombardi e subito dopo  Davide Bernabò, Rsu Fiom della Saem, che racconterà la vicenda dei 114 operai a forte rischio licenziamento.
Dopo il dibattito si ballerà con Dj Menegatti. L’apertura della cucina sarà alle 19.30 con menu di mare e di terra a prezzi popolari.
Domani, domenica 24 agosto, giornata conclusiva con cucina aperta a pranzo dalle ore 12. Alla sera si ballerà con con Valerio Dj.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Lutto per la scomparsa del partigiano “Sgancia”, dopo Vanda Bianchi se ne va un altro pezzo di Resistenza spezzina”

19 agosto 2014, by  
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La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista e il circolo Prc “Lucio Libertini” di Lerici piangono la morte del compagno partigiano Giuseppe Cargioli, nome di battaglia “Sgancia” che ci ha lasciato stanotte all’età di 86 anni.

Dopo la scomparsa di pochi giorni fa di Vanda Bianchi, la nostra provincia perde un altro protagonista della Resistenza, il momento storico più alto e più eroico del popolo italiano.

 
Durante la lotta di Liberazione, Sgancia era una giovanissima staffetta (salì ai monti a soli 16 anni) e poi divenne partigiano combattente: fu così soprannominato, come amava raccontare, perché era un grande camminatore e correva da un monte all’alto durante i rastrellamenti per dare l’ordine di sganciamento alle diverse brigate partigiane.

Militò in diverse brigate, con Giustizia e Libertà, con Gordon Lett, con il comandante Tullio e, infine, nella Brigata Garibaldi “Ugo Muccini”. Arrestato e detenuto nella Caserma del XXI Reggimento di Fanteria, subì le torture dei fascisti ma non parlò salvando la vita a molti compagni. Nel dopoguerra, come molti partigiani, fu costretto ad emigrare per trovare lavoro e ha vissuto (felicemente) più di trent’anni in Australia. Al suo ritorno in Italia, tutti i vecchi compagni continuarono a chiamarlo con il nome di battaglia, di cui era così orgoglioso, e fino ai giorni d’oggi tutti i giovani e le giovani compagne che in questi ultimi anni si era avvicinati a lui con l’affetto che si porta a un nonno, lo conoscevano e lo chiamavano “Sgancia”.

 
“Sgancia” è stato un partigiano della Libertà fino all’ultimo e solo una morte improvvisa lo ha strappato alla sua battaglia per un mondo più giusto fatto di di uguaglianza e democrazia, in difesa della Costituzione. Sgancia è stato un comunista, orgoglioso di esserlo e che rendeva tutte e tutti noi orgogliose/i di averlo come nostro  iscritto (aderì dopo il PCI a Rifondazione Comunista sin dalla sua nascita ed era stato iscritto negli anni dell’emigrazione al Partito Comunista Australiano)Lo ricordiamo sempre presente alle nostre feste, in particolare quella del primo maggio a Solaro di Lerici: era il nostro Comandante alla griglia, ci aveva tenuti tutti a battesimo, ma soprattutto era un esempio di coerenza, i suoi insegnamenti ce li porteremo con noi per tutta la vita
 
I funerali si svolgeranno in forma civile domani 20 agosto alle 15 presso il cimitero spezzino dei Boschetti.
 
A tutta la sua famiglia, alla moglie Lina, alla figlia Mara e alla nipote Simona, a tutte e tutti i compagni dell’Anpi e del partito, a tutta la comunità lericina va a nostra vicinanza in questo triste momento.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale la Spezia

Circolo Prc “Lucio Libertini” Lerici

Un anno fa ci lasciava Don Gallo, Lombardi: “Un compagno esemplare, con le parole e con i fatti”

22 maggio 2014, by  
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Il 22 maggio del 2013 ci lasciava il compagno don Andrea Gallo: un’infinita commozione ci aveva colto quel giorno e ci coglie ancora adesso, a un anno di distanza.

Andrea era comunista, un libertario, un partigiano, un amante della pace, della giustizia sociale, della Costituzione: incarnava con le parole e con i fatti il nostro ideale politico.

Don Gallo amava tornare a Spezia e nella nostra provincia: quando lo faceva era sempre una gioia riceverlo, ascoltare le sue parole piene di coraggio che invitavano alla fratellanza e alla lotta contro tutte le ingiustizie, in particolare contro quelle del capitalismo, del vecchio e nuovo fascismo, dell’arrivismo e della violenza del potere, di qualsiasi forma o colore.

E’ stato un grande amico di Rifondazione e di mio padre Aldo: Andrea non ha mai mancato di venire a ricordarlo ogni estate alla nostra festa di Bottagna, sempre, fino all’ultimo.

Nonostante le sue forze fisiche fossero infatti visibilmente debilitate, la sua voce e la sua presenza erano piene di un carisma e di uno slancio incredibili.

Lo saluto, a nome di tutti i compagni della federazione spezzina del Prc, una parte dei quali saranno a Genova a rendergli doveroso omaggio.

Ciao don, a pugno chiuso!


Massimo Lombardi,

segretario provinciale Prc la Spezia

Addio al partigiano Guerrieri, Rifondazione: “Se ne va un altro pezzo di storia, onoriamo gli eroi della Resistenza rispettando la Costituzione”

13 novembre 2013, by  
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Rifondazione Comunista si stringe al dolore di tutti gli antifascisti spezzini per la scomparsa del grande comandante partigiano Amelio Guerrieri.

Scompare con lui un altro pezzo di storia della Resistenza, fatta di coraggio, eroismo, voglia di libertà e di combattere le ingiustizie e le prevaricazioni padronali, che nel nazifascismo hanno trovato il loro momento più ignobile e assassino.

Non dovranno mai scomparire quei valori unici, indivisibili, che hanno fondato la nostra Repubblica ossia la Costituzione e l’Antifascismo: questo ci hanno lasciato i nostri partigiani e noi non li dimenticheremo. Ma occorre uscire dalla retorica del -doveroso- cordoglio: infatti mentre continuiamo ad ogni occasione a ribadire queste cose, il Parlamento sta cambiando, senza alcun mandato elettorale, la Costituzione stessa. Non è questo che i partigiani volevano. Ai familiari di Guerrieri e alla città della Spezia va tutto il cordoglio di Rifondazione Comunista.

Rifondazione Comunista La Spezia

“Scomparsa del partigiano Brizzi grave perdita per tutti gli antifascisti. Dobbiamo raccogliere il testimone per difendere Resistenza e Costituzione”

12 ottobre 2013, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

La federazione spezzina di Rifondazione Comunista si unisce al profondo cordoglio di tutta la nostra provincia per la scomparsa del partigiano Bruno Brizzi “Cammello”, presidente onorario dell’Anpi provinciale La Spezia.

La morte di un partigiano è un grande dolore per tutti gli antifascisti. Occorre raccogliere il messaggio che ci hanno lasciato durante tutta la loro vita di combattenti prima e di attivisti dopo, all’insegna dei valori che hanno animato la Resistenza, valori che si stanno lentamente perdendo. Difendere la Resistenza e la Costituzione italiana dagli attacchi continui che ne vengono fatti da più fronti, è e sarà per noi il modo migliore di ricordare ed onorare figure di tale spessore come Bruno Brizzi. Rifondazione si stringe nel dolore dei familiari di Bruno e all’Anpi La Spezia in queste tristi ore di lutto.

Massimo Lombardi

Segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

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