Fuori la guerra dalla storia, chi invia armi alimenta il conflitto

4 marzo 2022, by  
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Sabato 5 marzo tutte/i a Roma contro la guerra.

Condanniamo l’invasione russa dell’Ucraina. La decisione della Russia di abbandonare la diplomazia e invadere l’Ucraina non può essere giustificata ed è contraria al diritto internazionale e ai principi della Carta delle Nazioni Unite. La guerra non risolve i problemi, produce solo lacrime, morti, deserti di umanità e bacini di permanente rancore e odio tra i popoli. Deve essere fatto di tutto per arrivare ad un immediato cessate il fuoco. Vanno riaperti i canali diplomatici e non alimentato il fuoco con nuove armi, con il rischio di allargare il conflitto e di una guerra nucleare.

Siamo contro la guerra, senza se e senza ma. Lo eravamo quando la Nato bombardava la Serbia per imporre l’indipendenza del Kossovo e lo siamo oggi che la Russia invade l’Ucraina in nome dei diritti delle popolazioni del Donbass. Le analogie nella violazione del diritto internazionale sono fortissime.

Condanniamo l’espansionismo della NATO che ha deliberatamente prodotto una escalation irresponsabile. Siamo di fronte a uno scontro tra potenze capitalistiche che rischia di condurci alla terza guerra mondiale. Se oggi a morire sono gli ucraini e i russi, l’enorme costo economico e sociale lo pagheranno anche tutti i popoli europei mentre le industrie belliche accumulano profitti e il più costoso gas liquido statunitense si prepara a sostituire quello russo.

Più si inasprisce il conflitto e più ne saranno principali vittime i civili, che cadranno a causa dei bombardamenti, e le tante/i costrette all’esodo da profughi. Oggi, con chi fugge dall’Ucraina, l’Europa mostra un volto solidale. C’è da temere che a breve la loro vita subisca un destino simile a quella di coloro che fuggono da Bielorussia, Paesi Balcanici, Siria, Afghanistan, Iraq e Mediterraneo Centrale. Emerge in questi giorni un suprematismo bianco eurocentrico e razzista che considera “veri profughi” solo chi è vicino per cultura, religione, colore della pelle ed è vittima delle guerre degli altri.

Un’incessante martellamento mediatico cerca di strumentalizzare i sentimenti di solidarietà e umanità per trasformarli in consenso per le scelte di guerra dei governi. E questo accade in Russia come nei paesi occidentali. Si assiste alla criminalizzazione di coloro che tentano di dare una informazione più articolata del conflitto. Esprimiamo una forte preoccupazione per il clima di caccia alle streghe che si respira in tutta Europa ed anche in Italia nei confronti delle voci critiche e indipendenti nell’informazione e gli attacchi che hanno colpito persino l’ANPI. Respingiamo le accuse di essere a favore di Putin rivolte a chi come noi cerca di fermare la spirale della guerra e
critica chi la alimenta. Rifiutiamo l’indecente ondata di russofobia e ostracismo contro la cultura russa che non favorisce il dialogo tra i popoli e offende innanzitutto chi in quel paese sta esprimendo il proprio dissenso nei confronti della guerra.

Non ci arruoliamo e non mettiamo l’elmetto in testa. Restiamo umani. Rifiutiamo la propaganda di guerra con cui – per l’ennesima volta dopo Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Siria – si sta manipolando l’opinione pubblica e si sta alimentando l’isteria bellicista.

Rivendichiamo gli ideali dell’internazionalismo socialista e comunista che – con i principi della nostra Costituzione nata dalla Resistenza – continuano a essere la nostra bussola in un mondo che il capitalismo precipita di nuovo nella guerra.

Non c’è da contrastare solo l’inammissibile aggressione militare decisa da Putin.

Di fatto la NATO sta portando avanti una guerra per procura contro la Russia strumentalizzando il popolo ucraino che viene armato per far impantanare Putin in un nuovo Afghanistan nel cuore dell’Europa.

Dopo aver gettato benzina sul fuoco della crisi ucraina per anni, ora la NATO coglie l’occasione per un enorme rilancio del riarmo assolutamente immotivato visto che il bilancio militare russo è già clamorosamente inferiore a quello dei paesi NATO che spendono 18 volte più della Russia per la “difesa”. Questo riarmo sottrae risorse che potrebbero essere indirizzate alla sanità, alla scuola, alla cultura, alla solidarietà, ai trasporti, alla riconversione ecologica, al lavoro, all’accoglienza.

GOVERNO E PD CONTRO LA COSTITUZIONE

Chi vuole la pace non può non denunciare le iniziative assunte dall’Unione Europea e anche dal governo italiano.

L’UE e l’Italia hanno scelto di accodarsi agli USA e alla NATO invece di svolgere un ruolo di pace e mediazione. Per la prima volta l’Unione Europea ha deciso di utilizzare i propri fondi per spese militari.

Condanniamo la decisione del governo Draghi e del parlamento italiano di inviare armi letali e associarsi a “sanzioni” illegittime che non faranno che inasprire il conflitto e aumentare il numero di vittime.

Siamo di fronte alla palese violazione del ripudio della guerra sancito dall’articolo 11 della Costituzione e anche del diritto internazionale. Il governo e il parlamento hanno di fatto deciso di entrare in guerra con la Russia.

Il PD si è posto alla testa del partito trasversale della guerra, dell’arco anticostituzionale che vede la convergenza di centrodestra e centrosinistra nel voto per il coinvolgimento diretto del nostro Paese nel conflitto.

Bisogna immediatamente fermare le armi e riprendere la strada della diplomazia e del diritto internazionale ma USA, NATO e UE continuano a delegittimare il ruolo dell’ONU e dell’OSCE.
L’unica via per la pace è quella del disarmo, del rispetto degli accordi di Minsk con il riconoscimento dell’autonomia delle regioni russofone e un’Ucraina neutrale in una regione demilitarizzata.

Purtroppo dopo il 1991 l’Unione Europea, invece che dichiarare conclusa l’esperienza dei blocchi militari e proporre una nuova democrazia multipolare, ha continuato a condividere l’esistenza della NATO in nome dell’Atlantismo, di cui proprio l’Europa è la prima vittima.

Gli USA hanno boicottato la normalizzazione delle relazioni fra Ue e Russia usando la NATO per fomentare tensioni e divisioni in Europa.

Non può essere taciuta la continua violazione da parte del governo di Kiev degli accordi di Minsk, la persecuzione nei confronti delle popolazioni di lingua russa, la glorificazione di criminali di guerra collaborazionisti dell’occupazione nazista e il suo sciovinismo nazionalista. Queste circostanze rendono grottesco assimilare il nazionalismo ucraino ai combattenti della Guerra di Spagna e della Resistenza o fare paragoni con la Primavera di Praga.
Per otto anni la guerra dell’Ucraina contro le repubbliche di Donetsk e Lugansk e il ruolo delle milizie neonaziste sono stati ignorati dai media occidentali, ma quel conflitto ha causato più di 14.000 vittime.

La NATO si è confermata un fattore di destabilizzazione nel nostro continente, così come in Medio Oriente ed in altre zone del pianeta.
Bisogna liberare l’Europa e l’Italia dalla sudditanza all’atlantismo e alla NATO.

Questa è anche una guerra contro gli interessi dei popoli europei alla cooperazione con la Russia e produce un ricompattamento del blocco occidentale in vista di un possibile ulteriore conflitto con la Cina.

Non basta condannare Putin se non si mette in discussione la pretesa occidentale – e in particolare degli Stati Uniti – di continuare a imporre un ruolo di governo e dominio unipolare che conduce allo scontro e alla guerra con altri blocchi geopolitici.

Solo la mobilitazione dei popoli europei può costringere i governi a scegliere la via della pace e del disarmo.

Siamo al fianco delle voci che in Ucraina e in Russia chiedono di fermare la guerra.

Siamo impegnate/i nella costruzione di un grande movimento per la pace e la cessazione del conflitto.

Partecipiamo e invitiamo a partecipare sabato 5 marzo alla manifestazione nazionale a Roma contro la guerra e domenica 6 marzo davanti all’aeroporto militare di Ghedi.

Parteciperemo allo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo con striscioni con la scritta FUORI LA GUERRA DALLA STORIA che ci ha lasciato in eredità la compagna Lidia Menapace.

Tutti i nostri sforzi vanno impegnati nello sviluppo del movimento per la pace e contro la guerra.

Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

Comunali Spezia, “Scegliere un candidato civico e un perimetro dell’alleanza chiaro. Assurdo voler battere Peracchini assieme a pezzi di centrodestra”

11 febbraio 2022, by  
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Dopo cinque anni di amministrazione di centrodestra, Spezia ha bisogno di una proposta alternativa che rimetta al centro i bisogni reali delle persone in un’ottica di sostenibilità, inclusività e solidarietà, aspetti sui quali è ormai evidente il fallimento dell’amministrazione Peracchini.
Poco e male è stato fatto per contrastare l’esclusione sociale le crescenti disuguaglianze. Ne è la dimostrazione la superficialità con la quale è stato affrontato un problema centrale come quello del diritto alla casa e all’abitare, mentre sono stati nulli gli interventi volti a migliorare la socialità e la qualità delle vita nei quartieri della città, ormai sempre più dimenticati e abbandonati a loro stessi. Per non dimenticare i temi del lavoro e della sanità, che sono in condizioni molto più deficitarie rispetto a cinque anni fa.
Su queste basi, l’obiettivo comune di sconfiggere Peracchini e tutto il fronte di centrodestra che lo ha sostenuto nel 2017, da Toti a Forza Italia, dalla Lega a Fratelli d’Italia, non è di certo in discussione. 
I problemi veri e, non di poco contro, emergono subito dopo. Parliamo del tema fondamentale del perimetro dell’alleanza (e quindi inevitabilmente del programma che ne può scaturire) e del nome di un candidato sindaco che riesca ad unirla. Ciò è causa di quello stallo che nel centrosinistra si trascina da mesi e che, in maniera o nell’altra, deve essere sbloccato al più presto.
Sul primo punto ci siamo da sempre espressi a favore di un’alleanza che riesca a coalizzare tutto il centrosinistra spezzino per sconfiggere le destre. Ma questa formazione ha pure l’obbligo di stare molto attenta ad imbarcare componenti che poco o nulla hanno a che fare con la propria sensibilità politica. Da molto tempo le forze riformiste stanno esponendo idee, sia a livello nazionale che locale, sempre più affini all’altra parte della barricata, quella che il centrosinistra intenderebbe sconfiggere. Ovvio che ci troviamo in un cortocircuito che ha del paradossale.
Siamo stati facili profeti nei mesi scorsi. Il tormentone regionale di questi ultimi giorni, scatenatosi dopo l’elezione del presidente della Repubblica, e che profila un veloce avvicinamento di Toti a Renzi, ne è la prova più lampante. Ci chiediamo, dunque, a che pro varrebbe lo sforzo comune per sconfiggere il centrodestra, se per vincere bisogna inglobarne una parte. Tanto varrebbe sostenere direttamente Peracchini. 
Ci auguriamo che il Partito Democratico si risolva al più presto sulla proposta di un candidato civico unitario che possa essere valutato assieme ai nomi già in campo da settimane. Per questo escludiamo l’ipotesi delle primarie, capaci solo di creare forti dissidi interni e di  escludere, di fatto, il necessario confronto con tutti gli alleati.
Un confronto che invece va allargato a tutte quelle realtà che da anni si occupano delle varie problematiche della città e con le quali Rifondazione intende continuare il proficuo dialogo intrapreso in questi anni.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Comunali Spezia, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Linea Condivisa: “Si riapra il confronto nel perimetro della coalizione”

27 dicembre 2021, by  
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Si riprenda un confronto serio e trasparente, che non lasci spazio a ricostruzioni fantasiose e tenendo fermo il perimetro della coalizione”.
Così Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Linea Condivisa intervengono in un comunicato congiunto sulla candidatura a sindaco della Spezia:
Dopo la vicenda della candidatura Nardini, persona stimabilissima, realistica solo nelle intenzioni di chi l’ha proposta, chiediamo al Partito Democratico di ripartire con un confronto programmatico sui temi del lavoro, dell’ambiente, dello sviluppo, del sociale che definiranno il futuro del nostro territorio e sui criteri per definire una candidatura autorevole, competente e vincente per contendere il governo della città alla destra.
Un confronto che si svolga al tavolo di una coalizione sul modello delle ultime elezioni regionali, evitando accozzaglie, caminetti e falsi civismi. Un dibattito trasparente che eviti di alimentare narrazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti e dietrologie da social. Siamo certi che debba prevalere uno spirito costruttivo per il bene del centrosinistra spezzino ma, soprattutto, per quello di una città che deve voltare pagina dopo il disastroso governo della destra.”
Rifondazione Comunista La Spezia
Sinistra Italiana La Spezia
Linea Condivisa La Spezia

Viabilità Santo Stefano Magra, Prc La Spezia: “Sì alle rampe autostradali definitive a Ceparana”

18 novembre 2021, by  
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Se la COP 26 di Glasgow ha visto i potenti del mondo decidere che l’ambiente e la qualità della nostra vita possono aspettare, non si capisce perché nel nostro territorio si debba seguire questo sciagurato e drammatico esempio
 
Sino a quando non si riuscirà a fare un vero e proprio studio sulla tipologia di traffico per trovare soluzioni sia in termini di intensità sia di razionalità, è assolutamente necessario evitare progetti impattanti sui nostri ecosistemi.
 
Le rampe autostradali poste a Ceparana stanno dimostrando la loro utilità con un prezzo ambientale tutto sommato sostenibile. La bretella, di contro, andrebbe ad insistere sull’habitat del Fiume Magra. Il cantiere del ponte Ceparana – Santo Stefano, con la presenza di mezzi in alveo, potrà produrre l’alterazione degli ecosistemi fluviali con effetti negativi sulle relative comunità biologiche andando a danneggiare i micro habitat e gli ecosistemi acquatici. Ulteriori escavazioni, ulteriore irrigidimento dell’asta fluviale, ulteriori danni su un fiume già abbondantemente abusato: gli effetti di questi abusi li stiamo già vedendo. 
 
Se invece questa bretella vuole servire ad ampliare la piana dei container, il Pd lo dica chiaramente, assumendosi la responsabilità della trasparenza. Siamo convinti che le alternative ci siano, basti pensare a rendere definitive le rampe con i dovuti miglioramenti e l’apertura di un casello fisso a Ceparana, così come la rivalutazione del vecchio progetto della Provincia di una metropolitana leggera che andrebbe in direzione di una mobilità collettiva.
 
Chiediamo al Partito Democratico e a tutte le forze politiche e sociali che si lavori insieme per dare dare una svolta, la meno impattante possibile, e rendere possibili le soluzioni alternative nell’interesse dei tanti e non dei pochi, non arrendendosi alle soluzioni facili ma guardando in avanti per il bene dell’intera comunità. 
 
Rifondazione Comunista La Spezia, Segreteria provinciale

Elezioni Santo Stefano, Rifondazione: “Restiamo in maggioranza affinché il programma venga realizzato”

18 ottobre 2021, by  
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Per l’intera campagna elettorale di Santo Stefano Magra si è data centralità all’alleanza di centrosinistra, composta da Rifondazione Comunista, Lista Sansa, Articolo 1, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
Un’alleanza fondamentale per ricevere una fiducia ampia degli elettori e vincere in un comune caratterizzato da forti radici di sinistra, concetto ribadito più volta dalla candidata sindaco e dal suo partito, il Pd.
Peccato che la stessa sindaca Sisti, una volta raggiunto il traguardo, abbia preferito scegliere una composizione di giunta monocolore (più elementi civici) spostando l’asse verso un centro moderato, in dissonanza dalle aspettative di buona parte dell’elettorato.
Per questo riteniamo che l’aver rifiutato un ruolo istituzionale come quello del presidente del consiglio comunale, contrapponendo la richiesta di entrata in giunta per la compagna Eva Battistini, l‘unica eletta tra le forze politiche a sinistra del Partito Democratico, sia stato più che legittimo.
Rifondazione non ha chiesto niente prima del voto, credendo corretto valutare le preferenze dei cittadini, che si sono espressi chiaramente a favore della nostra candidata. Aggiungiamo che la nostra presenza nella lista ‘Paola Sisti Sindaco – Santo Stefano Bene Comune’ non era per nulla scontata, ed è stata possibile grazie ad un accordo puramente programmatico.
Rifondazione rimarrà nella maggioranza proprio in virtù di questo accordo unitario, con lealtà e spirito collaborativo, per raggiungere gli obiettivi comuni scritti tutti insieme, specialmente i più spinosi: proseguire la battaglia contro il biodigestore a Saliceti incentivando le buone pratiche per la diminuzione di rifiuti e poi migliorare la viabilità, sottolineando a chiare lettere come il ponte Ceparana – Santo Stefano rappresenti un’ulteriore criticità per il territorio. Se il cronoprogramma del progetto dovesse far emergere nuove criticità, non mancheremo di richiedere di percorrere soluzioni alternative, come ad esempio la realizzazione di un casello autostradale a Ceparana.
Vigileremo in consiglio comunale sul rispetto degli accordi programmatici per il bene di Santo Stefano, affinché le grandi aspettative degli elettori non vadano deluse.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Ponte Morandi, Acerbo: “Centrodestra e centrosinistra responsabili del disastro. Ripubblicizzare subito Autostrade”

26 aprile 2021, by  
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Con la chiusura delle indagini sulla strage del Ponte Morandi emerge la miseria e l’indecenza della politica italiana. Centrosinistra e centrodestra sono ambedue corresponsabili della privatizzazione delle autostrade, di regole confezionate a favore dei concessionari, dei mancati controlli. 

Persino dopo 43 morti le forze politiche di governo, dalla Lega al Pd, non hanno voluto togliere la concessione ai privati, responsabili del disastro.
 
Bisognerebbe processare – alla Pasolini – tutti coloro che hanno votato per la privatizzazione.
 
È un’offesa alle vittime e all’intero popolo italiano che i governi Conte 1 e 2 e lo stesso governo Draghi abbiano lasciato a Atlantia la concessione, pensando a tutelare gli azionisti e non il diritto dei cittadini alla sicurezza. 
 
La privatizzazione è stata un fallimento e un furto ai danni degli italiani. 
 
Il governo ha il dovere di togliere la concessione ai privati e di ripubblicizzare autostrade. 
 
Noi di Rifondazione Comunista rivendichiamo di essere stati gli unici a opporsi alla truffa della privatizzazione.
 
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale di Rifondazione Comunista

“Pucciarelli è al governo e deve rispondere, l’Italia non può commerciare armi con paesi che non rispettano i diritti più elementari”

16 aprile 2021, by  
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La replica della Lega a Rifondazione sul caso del militare egiziano fuggito da Spezia dopo l’accusa di violenza sessuale è a dir poco ridicola. La classica toppa peggiore del buco. Con abile mossa da campionessa di slalom la sottosegretaria alla Difesa, tramite la sua portavoce, fa demandare la bollente pratica ad un altro ministero, quello degli Esteri. Davvero un bel modo di assumersi le responsabilità di governo (che ovviamente tace, ministro Guerini, targato Pd, compreso).
 
Noi intendiamo tranquillizzare la stessa senatrice: la federazione provinciale Prc non ha “un’ossessione” nei suoi confronti. E’ lei che rappresenta la Lega, il governo Draghi e pure la cittadinanza spezzina, essendo stata eletta nella nostra circoscrizione. E’ lei che deve rendere conto alla popolazione italiana (e soprattutto alla ragazza spezzina oltraggiata dal tentativo di stupro) di quanto accaduto nei giorni scorsi nella nostra città.
Aggiungiamo che l’ennesima figuraccia internazionale con un paese a dir poco discusso come l’Egitto fa il paio con quanto candidamente espresso dallo stesso Draghi nei confronti della Turchia, altro stato con un regime autoritario con cui l’Italia cui fa affari. Eppure, come ribadito da Amnesty International e Rete Pace e disarmo, tutto questo è contrario alle norme internazionali sul commercio di armi.
Un commercio che come partito abbiamo più volte denunciato: Spezia è infatti tristemente nota come una delle “capitali” internazionali delle armi da guerra e ospita da anni, all’interno dell’arsenale militare SeaFuture, una lugubre fiera dell’orrore a cui vengono invitate con i massimi onori tutte le Marine Militari del mondo, comprese e soprattutto quelle del mondo arabo protagoniste di vari scenari di guerre e conflitti.
Si pensa di perpetrare anche quest’anno, questi inviti? Sarebbe ora di cominciare una seria discussione generale sull’argomento, invece di nascondersi dietro all’ipocrisia e alle logiche del peggiore capitalismo.
Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

Sciopero lavoratori multiservizi e operatori sociali, Rifondazione: “Siamo al loro fianco”

14 novembre 2020, by  
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Rifondazione Comunista è al fianco di lavoratrici e i lavoratori delle società multiservizi che hanno scioperato oggi. Attendono da 7 anni il rinnovo contrattuale da parte di società a cui le controriforme di centrodestra e centrosinistra hanno consentito di far affari d’oro con l’esternalizzazione dei servizi. L’interposizione di manodopera che nel 1960 era stata vietata per legge è diventata la normalità legalizzata. Dai cup alle pulizie è stato creato artificialmente un settore privato che tra l’altro alimenta corruzione e clientelismo. Le gare per l’assegnazione dei servizi a ditte esterne sono un verminaio e l’esternalizzazione consente di aggirare le norme sui concorsi. Ma la cosa più grave è che è stato creato nel pubblico un’enorme categoria di lavoratori di serie B, con meno diritti, salario, tutele.

Lavoratrici e lavoratori che hanno scioperato oggi sono vittime innanzitutto del tradimento da parte del Pd, e più in generale del centrosinistra, che hanno condiviso con la destra questa esternalizzazioni pressoché totale particolarmente forte nella sanità. Ricordiamo che le stesse norme nazionali e i commissariamenti obbligano da anni a spendere acquistando servizi all’esterno mentre limitano assunzione di personale. Oggi, insieme a loro ci sono gli operatori sociali, quelli a cui con gli appalti dei Comuni, viene affidata la cura dei soggetti più deboli della nostra società, ragazzi con disabilità e difficoltà varie; i Comuni esternalizzano il welfare al minor costo, venendo meno la valutazione della qualità del servizio. Oggi il loro sciopero è per rivendicare l’internalizzazione di questi servizi essenziali , il loro stipendio xchè quando le scuole “chiudono” il servizio nn viene pagato e la loro dignità.

Rifondazione Comunista chiede a governo, parlamento e regioni da anni di procedere alla reinternalizzazione di tutti i servizi.

Bisogna reinternalizzare tutto e porre fine allo scandalo alla luce del sole di privati che fanno affari. I soldi che non si daranno più a queste società e coop parassitarie serviranno a garantire migliori servizi e retribuzioni.

REINTERNALIZZARE TUTTO!

Maurizio AcerboAntonello Patta

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Prc Liguria: “Con Sansa per un voto critico”

15 agosto 2020, by  
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Rifondazione Comunista Liguria ribadisce l’alternatività del nostro partito ai poli politici esistenti espressa da anni a livello nazionale e regionale, prende però atto con interesse della candidatura di Ferruccio Sansa, noto per il suo impegno contro la cementificazione del territorio e in difesa dell’ambiente, autore con Marco Preve del libro Il partito del cemento.

Questa candidatura non modifica il nostro giudizio sulla coalizione che lo sosterrà – dopo le tante resistenze del Pd ligure – e all’interno della quale vi sono forze che non garantiscono una reale discontinuità con le scelte sbagliate e antipopolari dell’epoca Burlando come il taglio di 800 posti letto ospedalieri, declassamento di sei Pronto Soccorso, privatizzazioni e tagli di personale soprattutto nella sanità, cementificazione della costa e moltiplicazione di porti turistici spesso incompiuti, sostegno a grandi opere inutili come la “Gronda” e il “terzo valico”, solo per citarne alcune.

Siamo di fronte alla contraddizione tra un buon candidato presidente e una coalizione di cui non ci riconosciamo. Inoltre dobbiamo confrontarci con la legge elettorale iper-maggioritaria e presidenzialistica che non condividiamo in quanto limita la rappresentatività delle assemblee elettive e tende a soffocare le forze politiche autonome e fuori dal coro.

Le/i comunisti/e sono impegnate/i sempre in prima fila nella lotta contro la destra fascioleghista es esprimiamo quindi un giudizio assolutamente negativo sulla giunta Toti, ma al tempo stesso è fortissima la nostra critica alle politiche del Pd e del M5S che nemmeno sul terreno della tenuta democratica e dei diritti sono spesso condivisibili. Basti pensare all’attacco alla Costituzione nuovamente in corso con il taglio demagogico del numero dei parlamentari o alle politiche sull’immigrazione.

Non ci rassegniamo al fatto che in Liguria, e nel nostro paese, non vi sia un polo realmente alternativo alle politiche neoliberiste di attacco ai diritti di lavoratrici e lavoratori, di smantellamento del welfare e di saccheggio dei beni comuni. Lavoriamo, a partire dal rilancio delle lotte e guardando oltre il passaggio elettorale, per un’alternativa alle politiche dei poli esistenti.

Rifondazione Comunista continuerà a battersi in Liguria per la soluzione delle gravi emergenze che affliggono la nostra regione dalla disoccupazione al taglio dei servizi per i cittadini, dalle privatizzazioni alla speculazione edilizia che ha come conseguenza un gravissimo dissesto idrogeologico e contro il partito trasversale degli affari, per i diritti di chi lavora.

In questo senso non presenteremo nostre liste alle elezioni regionali in quanto da un lato non vi sono le condizioni per un accordo con la coalizione di centrosinistra dall’altro non intendiamo presentare liste alternative al candidato presidente Ferruccio Sansa che sosterremo in piena autonomia, con un voto critico, di sinistra, ambientalista e antifascista e lo incalzeremo affinché si faccia interprete fino in fondo delle nostre proposte che raccolgono le esigenze di cambiamento in tema di ambiente, sanità, lavoro, lotta alla precarietà.

Rifondazione Comunista – Comitato Politico Regionale Liguria

Acerbo-Consolo (Prc-Se): “Grave incontro di Pd e IV con golpisti venezuelani. Al peggio non c’è fine”

10 luglio 2020, by  
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In politica estera il Pd continua a tenere una linea di complicità con le peggiori nefandezze degli Stati Uniti, persino con un presidente come Trump. Consideriamo gravissimo l’incontro del Pd con una delegazione dei golpisti venezuelani, amici dell’auto-proclamato presidente Juan Guaidò, impegnati a boicottare le elezioni del prossimo 6 dicembre perchè sanno di perdere.

Non sono bastate le violenze di piazza da parte delle frange più violente dell’opposizione che fanno capo al burattino Guaidò. Nè  gli omicidi eccellenti ed i morti di piazza dello squadrismo fascista (tra cui persone bruciate vive per essere poveri, neri e sembrare troppo “chavisti”). Non bastano neanche le foto che ritraggono l’auto-proclamato insieme ai tagliagole degli squadroni della morte paramilitari colombiani.

Nè le richieste dei golpisti di inasprire le sanzioni, ancor più criminali in tempi di corona-virus. O la cospirazione internazionale e l’invocazione dell’intervento militare straniero (che in Italia implicherebbe un processo per alto tradimento, attentato contro la costituzione dello Stato e diversi anni di galera). O i mille scandali di corruzione con i soldi (anche italiani) dati come “aiuto umanitario” agli emigrati venezuelani in altri Paesi. O i soldi rubati a palate degli assets dello Stato venezuelano con il generoso aiuto di Washington. O le prove inconfutabili del coinvolgimento di Guaidò anche nell’ultima incursione militare (fallita grazie ai pescatori organizzati di Chuao) con la presenza di mercenari statunitensi, in base ad un contratto con una impresa di “contractors” statunitensi, contratto rivendicato dagli stessi golpisti. Nè le prese di distanza dei settori più moderati della stessa opposizione dalla strategia suicida del golpismo violento.

Lungi dall’aiutare il dialogo (come richiesto dal Papa, dal Segretario dell’ONU, etc.), il Pd si assume una grave responsabilità. Con il suo appoggio ai golpisti, il Pd contribuisce a gettare benzina sul fuoco della situazione venezuelana. Nel comunicato ufficiale il Pd esprime solidarietà ai golpisti e si prepara a votare nel parlamento europeo l’ennesima risoluzione contro il Venezuela che già è stato colpito dalle sanzioni di un’Unione Europea allineata con l’aggressione USA.

La politica estera del Pd rappresenta la negazione dei valori internazionalisti, ben raccontati da Nanni Moretti nel film “Santiago Italia”, che ispiravano la solidarietà della sinistra italiana con i popoli in lotta dell’America Latina. Non a caso la delegazione golpista ha incontrato anche la destra. Anche in questo caso in Italia e in Unione Europea c’è una convergenza al di là delle polemiche sul sovranismo.

Negli ultimi anni, come denunciato da Lula, in America Latina gli Stati Uniti hanno portato avanti un piano di destabilizzazione dei governi progressisti e di attacco all’indipendenza di paesi non più disposti ad essere maggiordomi di Washington o dell’Unione Europea, né a farsi rubare petrolio e oro dai moderni corsari.

Maurizio Acerbo – Segretario Nazionale

Marco Consolo – Resp. Area Esteri e Pace

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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