Acerbo (Prc): “Avanti col Brancaccio, per una sinistra nuova niente ministri del passato nelle liste”

31 ottobre 2017, by  
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Rifondazione Comunista continuerà a sostenere con convinzione il progetto lanciato al Brancaccio per una lista di sinistra nuova e radicale. La direzione nazionale di Rifondazione Comunista riunitasi oggi a Roma ha confermato la linea della segreteria. Nel documento approvato formuliamo le nostre proposte per unire la sinistra e costruire una lista che risulti credibile e provi a intercettare milioni di persone che deluse e arrabbiate si sono indirizzate verso astensionismo e voto al M5S.

Per determinare un processo credibile c‘e bisogno di essere chiari e netti: niente alleanze col Pd dopo le elezioni, programma di radicale rottura e liste senza ministri e esponenti dei governi responsabili di 25 anni di politiche neoliberiste. Una sinistra unita, nuova e radicale potrebbe raccogliere milioni di voti se non viene inchiodata dal passato.

Maurizio Acerbo,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

Fedi e Vergassola: “Alternanza scuola lavoro prodotto scellerato della “Buona Scuola” renziana”

9 ottobre 2017, by  
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La cosiddetta riforma della “Buona Scuola” ha un solo obiettivo: utilizzare la formazione pubblica per assecondare i peggiori interessi ed istinti del mercato. L’alternanza scuola/lavoro ne è l’aspetto più evidente. Il minimo di ore che uno studente delle scuole superiori deve realizzare obbligatoriamente è 200 per i licei e 400 per gli istituti professionali. Mandare i giovani a lavorare per centinaia di ore, nelle biblioteche come nei McDonald’s, negli uffici come nei magazzini, serve ad insegnare loro che chi vorrà in futuro un posto di lavoro, dovrà ottenerlo accettando il dogma della prestazione gratuita. Questi ragazz* sono coscienti del fatto che se questo loro lavoro venisse retribuito con i voucher, cioè con le più ignobile delle remunerazioni, ogni studente dovrebbe ricevere dai 1500 ai 3000 euro?

Questo è il furto materiale che i giovani subiscono grazie ad una legge dello Stato, mentre il furto immateriale è la dignità che non è quantificabile. “Da mesi andiamo dicendo che quello dell’alternanza scuola-lavoro è un disastro annunciato: purtroppo nella nostra città l’incidente occorso allo studente di 17 anni è la conseguenza di un progetto estremamente dannoso, pericoloso ed illogico” afferma Filippo Vergassola, responsabile nazionale scuola dei Giovani Comunisti.

Il giovane, che stava guidando un muletto pur essendo sprovvisto di patente, è rimasto schiacciato nel mezzo con rottura della tibia: 40 giorni di prognosi e tante domande che non hanno risposte. Perché il ragazzo stava esercitando una mansione che non poteva svolgere? Quali tutele aveva nello svolgimento di quella mansione? Che tipo di controlli ci sono stati nella scelta delle aziende che ospitano studenti?

Adesso è il tempo di intervenire” – prosegue Vergassola – “senza rinunciare alla grande battaglia politica (ma anche culturale) che ci impone di lavorare sul lungo periodo per l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, occorre limitare i danni prodotti dalle scelte politiche disastrose che sono arrivate a mettere a repentaglio la vita stessa degli studenti in quello che di fatto è un prolungamento dell’orario scolastico.

In quest’ottica già nei prossimi giorni chiederemo alle amministrazioni degli istituti superiori di esplicitare quali siano i criteri di scelta delle aziende e, soprattutto, quali tipi di garanzie vengano forniti agli studenti” – afferma Veruschka Fedi, segretaria provinciale Prc – “le figure dei tutor che devono seguire gli studenti sono spesso assenti: le responsabilità in questo caso su chi ricadono? I ragazzi stessi devono prender coscienza di come li stanno utilizzando e dei rischi che corrono e devono essere i primi a denunciarne tutte le inefficienze. Ringraziando il Partito Democratico che ci ha regalato questa “geniale” riforma, riteniamo necessario adesso aprire un largo fronte che coinvolga non solo gli studenti, ma docenti, lavoratori della scuola e realtà sociali che si oppongono all’inarrestabile processo di mercificazione ed aziendalizzazione dei saperi“.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Elezioni del presidente della Provincia, la sinistra spezzina: “Voteremo scheda bianca”

28 settembre 2017, by  
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Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Possibile, PCI per ora una quadra l’hanno trovata. Presto per pensare ad un nuovo “manifesto” da scrivere insieme, ma non abbastanza da dare un segnale alla politica, in primis al centrodestra, che governa il comune capoluogo (e non solo) ma soprattutto al Partito Democratico. Domani si vota per il nuovo Presidente della provincia della Spezia e così, come previsto dalla riforma Renzi-Delrio, solo i sindaci e i consiglieri comunali saranno chiamati ad esprimere la loro preferenza. Non è un mistero che in lizza ci siano il sindaco di Follo Giorgio Cozzani, sostenuto dal centrodestra, e il sindaco di Arcola Emiliana Orlandi, candidata del Pd. “Non esprimendo nessun sindaco e trovandoci quindi nell’impossibilità di esprimere una candidatura candidatura autonoma e alternativa, come forze politiche, da sempre contrarie a questa pseudo riforma delle province e fiere sostenitrici del no al referendum costituzionale del 4 dicembre, abbiamo deciso di aprire una fase di confronto, allargata anche alle realtà civiche disseminate sul territorio provinciale, per valutare insieme come affrontare questo passaggio”. 

La decisione ampiamente condivisa è quella di partecipare al voto, esprimendo solo schede bianche: “Non ci sentiamo rappresentati da nessuno dei due candidati. A chi ci ha rivolto inviti a compattare il centrosinistra per fare un fronte unico contro Toti e la destra, rispondiamo che riteniamo impossibile sostenere la candidatura di un sindaco espressione di un partito che non solo è il principale fautore della distruzione degli enti provinciali ma è sempre più incarnazione di una cultura politica rispetto alla quale ci consideriamo alternativi sia a livello locale che a livello nazionale. Al netto di queste considerazioni facciamo presente ai democratici spezzini che è piuttosto singolare chiedere il voto per un candidato di fatto imposto senza una precedente fase interlocutoria e di confronto”.

Nessuna preferenza insomma, contemplando invece la possibilità di costruire un progetto unitario e alternativo per le future elezioni del consiglio provinciale: “Nel frattempo continueremo a manifestare in tutte le sedi la nostra contrarietà alla legge Delrio che ha introdotto guasti e prodotto frustrazione nelle lavoratrici e nei lavoratori delle Province, che ha ingenerato confusione senza minimamente incidere sui problemi che tuttora sentono i territori, dalla manutenzione delle strade a quella delle scuole, alle competenze in materia di ambiente. Una legge pessima che ha inoltre abolito il suffragio universale e ha ridotto ai minimi termini l’esercizio di verifica e controllo, fondamentale in democrazia, da parte dei cittadini tramite i loro eletti nelle Istituzioni”.

Infine l’appello a tutte le forze politiche, civiche e rappresentanti istituzionali a partecipare attivamente allo sciopero dei dipendenti di Province e Città Metropolitane, indetto da Cgil, Cisl e Uil per il prossimo 6 ottobre, proprio al fine di denunciare la situazione di estrema difficoltà in cui versano gli enti, spogliati di risorse e privati della possibilità di erogare servizi fondamentali per i cittadini. 

I consiglieri comunali che voteranno scheda bianca sono gli spezzini Massimo Lombardi, Guido Melley, Roberto Centi, il sarzanese Paolo Zanetti, gli arcolani Salvatore Romeo e Debora Cossu, il lericino Andrea Ornati, la vezzanese Nadia Lombardi, Francesco Pietrobono e Eleonora Cupini di Beverino, Andrea Fantini e Giovanni Pampana di Luni, Luca Marchi di Castelnuovo Magra, Ivo Ciuffardi e Romina Moggia di Monterosso, Diego Denevi di Vernazza, Olivia Canzio di Levanto, Andrea Licari di Borghetto Vara.

 

da www.cittadellaspezia.com

“L’invito di Cavarra per Renzi è un atto di inaudita gravità”

26 agosto 2017, by  
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L’ultima trovata del sindaco di Sarzana Alessio Cavarra è un gesto gravissimo nei confronti delle istituzioni e dei cittadini. 
Riteniamo infatti indecoroso che un sindaco, rappresentante di tutta la comunità, si permetta di spedire lettere ufficiali ai cittadini (e quindi a loro spese) invitandoli a un’iniziativa con l’ex presidente del consiglio, nonché segretario del Pd Matteo Renzi, che per giunta verrà a promuovere (e a vendere) la sua ultima “fatica” letteraria.
Utilizzare i mezzi pubblici per pura propaganda politica è un atto di bassezza inaudita, ma del resto la giunta Cavarra, di gran lunga la peggiore della storia di Sarzana, ci ha abituato a simili “prodezze”.
In questi quattro anni e mezzo anni i sarzanesi ne hanno letteralmente viste di tutti i colori: dai consiglieri “fantasma” tenuti in vita per utilità della maggioranza, ad altri eletti col centrodestra e poi diventati fedelissimi del sindaco, da sfiducie “bulgare” a chi aveva osato dissentire con il capo, a cambi di assessori senza il benché minimo rispetto verso gli elettori e gli alleati.
Per non parlare dei buchi di bilancio, delle irruzioni della Guardia di finanza negli uffici comunali, e chi più ne ha ne metta. Il Pd dovrebbe vergognarsi di una simile gestione della cosa pubblica, ritenuta evidentemente cosa privata, o meglio, di pochi.
Se continuerà così è inevitabile che ne pagherà ulteriori conseguenze politiche, come accaduto in altri comuni, primo fra tutti il capoluogo spezzino.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Venezuela: vittoria popolare per l’Assemblea Costituente

31 luglio 2017, by  
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Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea saluta il risultato straordinario di partecipazione al voto per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente in Venezuela. Secondo i dati emessi dal CNE (Consiglio Nazionale Elettorale, uno dei 5 poteri in cui è articolato lo Stato venezuelano), gli elettori che hanno partecipato alla consultazione sono stati 8.089.320. Il consistente blocco sociale che sostiene il Governo Maduro si basa sul 41,53% di votanti (su una base elettorale di circa 20 milioni di elettori).
Un risultato particolarmente significativo, ottenuto dopo più di 3 mesi di manifestazioni violente organizzate dai settori oltranzisti dell’opposizione, in un clima di intimidazione squadrista che non è cessata neanche durante il voto. Anche nei quartieri ricchi di Caracas, una consistente parte della popolazione ha votato e non si è riconosciuta nelle posizioni dell’opposizione che aveva chiesto di astenersi, rifiutando il confronto elettorale.

Nonostante una situazione di grave crisi economica (per molti aspetti provocata artificialmente dall’esterno) e politica, il voto dimostra che il Venezuela desidera la pace e non vuole tornare alle politiche neoliberiste in vigore prima della vittoria di Chavez.

Naturalmente il risultato elettorale non risolve di per sé la crisi: in base al diktat di Washington alcuni governi neoliberisti latino americani (Argentina Brasile, Cile, Colombia, Messico, Colombia, Costa Rica, Panama e Perù) hanno dichiarato di non riconoscere il voto. In Europa il governo spagnolo e diversi dirigenti della UE (a partire da Federica Mogherini) si sono schierati con Trump, prefigurando scenari di conflitto destinati ad approfondirsi, in attesa di un intervento esterno. In Italia alcuni esponenti del Pd e del governo mentono sapendo di mentire e confermano il loro scandaloso appoggio ai settori oltranzisti dello squadrismo fascista.

Il risultato delle elezioni di ieri per l’Assemblea Costituente va rispettato e rappresenta un’occasione per superare la crisi, riprendendo il dialogo interrotto tra governo e opposizione, sostenuto anche dal Papa Francesco e da diversi ex-presidenti.

Il Prc – Se si congratula con il popolo venezuelano e con il suo legittimo governo guidato dal Presidente Costituzionale Nicolàs Maduro per questa vittoria della democrazia.

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

“A Spezia è iniziata la guerra populista e xenofoba del sindaco Peracchini”

21 luglio 2017, by  
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E’ letteralmente irresponsabile la guerra tra gli ultimi alimentata dall’amministrazione spezzina che al grido “prima gli italiani” mostra tutta la xenofobia che la pervade. Infatti la prima cosa che ha pensato bene di fare la neo giunta Peracchini è stata attaccare, propagandandola come grande atto di “legalità”, i parcheggiatori di piazza Beverini. Certamente il loro è un mestiere irregolare, ma non criminale, e di certo non non ci risulta che abbiano mai minacciato l’incolumità delle persone, né con gesti né con parole.

Invece il nuovo sindaco si è subito appuntato la stelletta di sceriffo, addirittura concedendo il bis dopo pochi giorni, per la gioia dei fotografi e del suo elettorato leghista. Evidentemente non c’erano altre priorità in una città tanto problematica come Spezia.
Noi non possiamo tacere di fronte a questo comportamento populista e razzista, figlio del clima che si respira in tutto il Paese.

Perchè mentre Salvini vota assieme al Pd e Forza Italia il finanziamento di 17 miliardi per salvare banche e banchieri veneti e si fa fotografare con donne da copertina, si incita il popolo a “guerreggiare” con coloro che stanno peggio, individuando come nemici.

Il disagio sociale delle classi medie e popolari, determinato dall’imposizione di un modello economico che vuole la disoccupazione per far sì che si accettino lavori al massimo ribasso e senza alcun diritto, viene strumentalizzato dalla classe politica attuale trovando capri espiatori più vulnerabili.

E anche il problema-casa, drammatico a Spezia come nel resto d’Italia, non si risolve con la rivisitazione dei regolamenti di assegnazione ma con la chiara volontà di bloccare la vendita degli appartamenti di Arte e trovare le risorse per sistemare tutti gli alloggi vuoti da anni che sono un affronto per chi ne ha effettiva necessità.

Occorre aumentare l’offerta di alloggi pubblici, non creando nemici tra chi si trova in condizione di bisogno. Invece si preferisce l’uscita ad affetto che serve solo ad alimentare una spirale di odio e di intolleranza che cova nella nostra città come altrove. 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Elezioni comunali, Fedi: “Ottimo risultato di Spezia Bene Comune, si prepari una sinistra unita lontano dal Pd. Nessuna indicazione al ballottaggio”

21 giugno 2017, by  
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La federazione provinciale di Rifondazione Comunista esprime piena soddisfazione per l’ottimo risultato raggiunto dalla lista Spezia Bene Comune che il partito ha sostenuto dando un contributo essenziale alla sua realizzazione.

L’elezione in consiglio comunale del compagno Massimo Lombardi, grazie ai quasi duemila voti ottenuti insieme ai trentadue “guerrieri”, sono la dimostrazione che ci avevamo visto giusto nel voler proseguire la strada dell’alternativa di sinistra che possa dare una speranza a chi intende rompere una volta per tutte il monopolio del “partito degli affari”, la forza trasversale che si nasconde negli schieramenti finiti in competizione al ballottaggio. 

 
Rileviamo anche la positiva prova che hanno fornito i nostri candidati, primo fra tutti il consigliere uscente Edmondo Bucchioni che con le sue 110 preferenze risulta il primo dei non eletti seguito dalla giovane Giulia Lemuth, in grado di raccoglierne ben 105. 
 
Proprio l’entusiasmo scatenato soprattutto dai tanti giovani della nostra lista ci dà la conferma della bontà di un progetto le cui modalità di costruzione possano ripetersi a scala nazionale in vista delle prossime elezioni politiche partendo dalla rete delle Città in Comune.
 
Appare infatti chiaro come non si possa in alcun modo proseguire la collaborazione con il Pd e le forze ad esso similari: per questo Spezia Bene Comune è stata la lista di sinistra più votata a queste elezioni comunali e si prepara a fornire un’opposizione durissima a chiunque sarà il sindaco della nostra città. 
 
Come Spbc, anche Rifondazione Comunista non darà alcuna indicazione di voto per l’imminente ballottaggio: fieramente antifascisti, contestiamo in pieno la politica su scala locale e nazionale del Pd che cerca voti solamente per mantenere posti di potere, non lavorando mai per rimuovere le cause che determinano la grossa crisi sociale che stiamo vivendo ma anzi lavorando sempre più in ottica di austerità. Austerità che vale per il popolo ma mai per chi tira le fila.
Il Pd è il partito di Federici e Paita ma anche di Renzi, del Sì al referendum e del Jobs act, della “riforma” della scuola, della reintroduzione, a tradimento, dei voucher, del decreto Orlando-Minniti e di molte altre azioni che con la parola “sinistra” hanno nulla a che vedere, anzi. Non possiamo e non dobbiamo dimenticarcelo. 
 
Naturalmente ogni cittadino è libero di esprimersi al ballottaggio come meglio creda, ma la propria azione sarà da intendersi come una questione di carattere esclusivamente personale.
 
 
Verusckha Fedi, 
segretaria provinciale Prc La Spezia

“Solidarietà alla Casa delle donne di Pisa sgomberata dalle forze dell’ordine”

1 giugno 2017, by  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà alle compagne della “Mala Servanen Jin”, la casa delle donne di Pisa, brutalmente sgomberata pochi giorni fa dalle forze dell’ordine fa dopo circa due mesi di occupazione pacifica dello stabile, di proprietà del comune, da tempo abbandonato a se stesso.

Le autorità pisane, guidate dalla repressiva giunta Pd del sindaco Filippeschi, hanno pensato bene di agire con un atto di forza assurdo contro persone inermi, “colpevoli” solo di avere organizzato un presidio sociale e culturale a difesa delle difesa delle fasce più deboli della popolazione, oltre a recuperare edifici destinati alla rovina facendoli divenire un bene comune al servizio di tutti.
Si tratta di un luogo capace di ospitare numerose persone in difficoltà e un tempo destinato all’accoglienza dei migranti. Ma il Pd, da nord a sud, non fa altro che ritagliarsi ruoli sempre più vicini alla peggiore destra, ben supportati da un ministro degli interni come Minniti, che proprio ieri si trovava a Spezia per partecipare alla campagna elettorale per le amministrative.
Registriamo infatti come la solerzia delle amministrazioni comunali nell’utilizzo della forza sia inversamente proporzionale alle risposte sul piano politico che esse – non – forniscono per risolvere le principali problematiche sociali delle proprie città. 
Ribadiamo la nostra vicinanza agli occupanti augurandoci che finisca al più presto questo clima di violenza e di repressione nei confronti di chi non si allinea ai dettami del potere costituito.
 
Rifondazione Comunista, federazione La Spezia

Approvazione Puc, Prc La Spezia: “Voto favorevole contro il cemento, restiamo contrari a Federici e alla sua maggioranza”

20 aprile 2017, by  
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Lo scorso martedì sera è stato approvato dal consiglio comunale spezzino il nuovo Piano Urbanistico ComunaleCome già preannunciato Rifondazione Comunista, per mano del consigliere comunale Edmondo Bucchioni, ha votato a favore, nonostante da oltre quattro anni si trova all’opposizione della giunta Federici.

Lo abbiamo fatto perché il piano riduce drasticamente lo sviluppo cementizio della nostra città e pone un argine difficilmente sormontabile da chiunque in futuro abbia intenzione di revisionarlo. Con questo voto si è andati contro agli interessi dei pochi che ne avrebbero tratto profitto, e incontro all’intera collettività spezzina.
E’ stato inoltre approvato un importante emendamento, presentato dallo stesso Bucchioni, riguardo alla questione waterfront, nella quale si impone all’amministrazione comunale, di concerto con l’autorità portuale, un percorso di partecipazione con la cittadinanza affinché si giunga alla più ampia condivisione possibile su un progetto destinato a cambiare il volto della nostra città.
Riteniamo dunque tale approvazione un importate punto di arrivo, che però non cancella cinque anni di “mala-gestio” federiciana. Casomai il voto in consiglio comunale dimostra che la nostra opposizione di questi anni non è stata per nulla strumentale.
Restiamo, infatti, fortemente critici per come si sia giunti a una votazione tanto delicata: a poco meno di due mesi dal voto, sull’onda delle evidenti lacerazioni del Partito Democratico e dei suoi alleati, alle prese con le molteplici difficoltà politiche del momento. Ma crediamo che sia da apprezzare un risultato che, viste le premesse, non sembrava per nulla scontato.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Fedi (Prc La Spezia): “Lombardi candidato sindaco della sinistra, pronti al dialogo con tutte le forze di alternativa al Pd”

22 marzo 2017, by  
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In questi concitati giorni che precedono una campagna elettorale decisiva per il destino della nostra città, riteniamo doveroso rompere gli indugi e presentare ai cittadini una lista di sinistra, plurale, allargata a tutti coloro che condividono le battaglie che ci hanno visto protagonisti fuori e dentro il consiglio comunale.

Riteniamo che il candidato ideale alla guida di questa lista sia Massimo Lombardi. Il suo nome è stato proposto durante la recente assemblea sulle “città in comune” che abbiamo organizzato presso l’Urban center del Teatro civico lo scorso venerdì pomeriggio. Sul nome di Lombardi abbiamo raccolto numerose sollecitazioni che negli ultimi mesi ci sono giunte da più parti della città.
Massimo rappresenta il collante tra il mondo della sinistra di partito e quella “di strada”: è sempre stato presente sia come politico che come professionista nelle lotte in difesa del lavoro, della salute, dell’ambiente, dei diritti dell’uomo, dei beni comuni. Massimo e la sua lista possono e devono offrire agli spezzini l’unica prospettiva di sinistra, il cui patrimonio rischia seriamente di andare perduto.

Il panorama spezzino in questo momento non lascia scelte ai cittadini: o ci si appiattisce sulla giunta precedente, che lascia dietro di sé danni irreparabili e che si ripresenta con un candidato come Manfredini, suo perfetto continuatore, o si prendono strade assolutamente contrarie al proprio dna politico, si veda la candidatura di Melley, il cui sostegno di forze che si richiamano alla sinistra risulta del tutto incomprensibile).Si diffonde anche il fenomeno del “civismo”, una forma di partecipazione che, per quando stimabile, ci vede estranei, poiché crediamo che resti in sé sia un’etichetta vuota se manca l’elaborazione politica una direzione chiara che affondi le radici nei nostri valori fondanti, primo fra tutti l’antifascismo. Spezia, medaglia al valore della resistenza, non può dimenticare la sua storia antifascista che fa della politica la sua più alta espressione.

L’antipolitica senza una cittadinanza attiva e partecipata che s’impegna costantemente nel lavoro sul proprio territorio resta fine a sé stessaIn questi mesi abbiamo lavorato a lungo sia con le forze di sinistra sia con varie associazioni e comitati della città per trovare prima di tutto una intesa programmatica.

I punti toccati hanno riguardato l’intreccio di poteri che governano la nostra città, la sua drammatica situazione ambientale e lavorativa, il lascito di un’amministrazione lontana dai cittadini e dalle forme di partecipazione, che ha avallato la cessione dei “gioielli di famiglia” e dei suoi “beni comuni”, e lasciato arrivare la sanità a livelli di inefficienza mai toccati. Occorre operare una netta discontinuità con la gestione Federici: presentarsi alternativi al Pd è necessario e conseguente.

 

E’ chiara la non compatibilità con questa forza politica, ed è forte il bisogno di costruire una piattaforma alternativa.

Siamo pronti al dialogo con tutti coloro che saranno interessati e ci mettiamo a disposizione per la costruzione di un programma che deve essere il primo passo verso un modo radicalmente diverso di amministrare la città, che renda finalmente la cittadinanza protagonista delle scelte.

Veruschka Fedi
Segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

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