Ponte Morandi, Acerbo: “Centrodestra e centrosinistra responsabili del disastro. Ripubblicizzare subito Autostrade”

26 aprile 2021, by  
Archiviato in Dall'Italia, Partito, Primo piano

 

Con la chiusura delle indagini sulla strage del Ponte Morandi emerge la miseria e l’indecenza della politica italiana. Centrosinistra e centrodestra sono ambedue corresponsabili della privatizzazione delle autostrade, di regole confezionate a favore dei concessionari, dei mancati controlli. 

Persino dopo 43 morti le forze politiche di governo, dalla Lega al Pd, non hanno voluto togliere la concessione ai privati, responsabili del disastro.
 
Bisognerebbe processare – alla Pasolini – tutti coloro che hanno votato per la privatizzazione.
 
È un’offesa alle vittime e all’intero popolo italiano che i governi Conte 1 e 2 e lo stesso governo Draghi abbiano lasciato a Atlantia la concessione, pensando a tutelare gli azionisti e non il diritto dei cittadini alla sicurezza. 
 
La privatizzazione è stata un fallimento e un furto ai danni degli italiani. 
 
Il governo ha il dovere di togliere la concessione ai privati e di ripubblicizzare autostrade. 
 
Noi di Rifondazione Comunista rivendichiamo di essere stati gli unici a opporsi alla truffa della privatizzazione.
 
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale di Rifondazione Comunista

“Pucciarelli è al governo e deve rispondere, l’Italia non può commerciare armi con paesi che non rispettano i diritti più elementari”

16 aprile 2021, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

La replica della Lega a Rifondazione sul caso del militare egiziano fuggito da Spezia dopo l’accusa di violenza sessuale è a dir poco ridicola. La classica toppa peggiore del buco. Con abile mossa da campionessa di slalom la sottosegretaria alla Difesa, tramite la sua portavoce, fa demandare la bollente pratica ad un altro ministero, quello degli Esteri. Davvero un bel modo di assumersi le responsabilità di governo (che ovviamente tace, ministro Guerini, targato Pd, compreso).
 
Noi intendiamo tranquillizzare la stessa senatrice: la federazione provinciale Prc non ha “un’ossessione” nei suoi confronti. E’ lei che rappresenta la Lega, il governo Draghi e pure la cittadinanza spezzina, essendo stata eletta nella nostra circoscrizione. E’ lei che deve rendere conto alla popolazione italiana (e soprattutto alla ragazza spezzina oltraggiata dal tentativo di stupro) di quanto accaduto nei giorni scorsi nella nostra città.
Aggiungiamo che l’ennesima figuraccia internazionale con un paese a dir poco discusso come l’Egitto fa il paio con quanto candidamente espresso dallo stesso Draghi nei confronti della Turchia, altro stato con un regime autoritario con cui l’Italia cui fa affari. Eppure, come ribadito da Amnesty International e Rete Pace e disarmo, tutto questo è contrario alle norme internazionali sul commercio di armi.
Un commercio che come partito abbiamo più volte denunciato: Spezia è infatti tristemente nota come una delle “capitali” internazionali delle armi da guerra e ospita da anni, all’interno dell’arsenale militare SeaFuture, una lugubre fiera dell’orrore a cui vengono invitate con i massimi onori tutte le Marine Militari del mondo, comprese e soprattutto quelle del mondo arabo protagoniste di vari scenari di guerre e conflitti.
Si pensa di perpetrare anche quest’anno, questi inviti? Sarebbe ora di cominciare una seria discussione generale sull’argomento, invece di nascondersi dietro all’ipocrisia e alle logiche del peggiore capitalismo.
Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

Sciopero lavoratori multiservizi e operatori sociali, Rifondazione: “Siamo al loro fianco”

14 novembre 2020, by  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

Rifondazione Comunista è al fianco di lavoratrici e i lavoratori delle società multiservizi che hanno scioperato oggi. Attendono da 7 anni il rinnovo contrattuale da parte di società a cui le controriforme di centrodestra e centrosinistra hanno consentito di far affari d’oro con l’esternalizzazione dei servizi. L’interposizione di manodopera che nel 1960 era stata vietata per legge è diventata la normalità legalizzata. Dai cup alle pulizie è stato creato artificialmente un settore privato che tra l’altro alimenta corruzione e clientelismo. Le gare per l’assegnazione dei servizi a ditte esterne sono un verminaio e l’esternalizzazione consente di aggirare le norme sui concorsi. Ma la cosa più grave è che è stato creato nel pubblico un’enorme categoria di lavoratori di serie B, con meno diritti, salario, tutele.

Lavoratrici e lavoratori che hanno scioperato oggi sono vittime innanzitutto del tradimento da parte del Pd, e più in generale del centrosinistra, che hanno condiviso con la destra questa esternalizzazioni pressoché totale particolarmente forte nella sanità. Ricordiamo che le stesse norme nazionali e i commissariamenti obbligano da anni a spendere acquistando servizi all’esterno mentre limitano assunzione di personale. Oggi, insieme a loro ci sono gli operatori sociali, quelli a cui con gli appalti dei Comuni, viene affidata la cura dei soggetti più deboli della nostra società, ragazzi con disabilità e difficoltà varie; i Comuni esternalizzano il welfare al minor costo, venendo meno la valutazione della qualità del servizio. Oggi il loro sciopero è per rivendicare l’internalizzazione di questi servizi essenziali , il loro stipendio xchè quando le scuole “chiudono” il servizio nn viene pagato e la loro dignità.

Rifondazione Comunista chiede a governo, parlamento e regioni da anni di procedere alla reinternalizzazione di tutti i servizi.

Bisogna reinternalizzare tutto e porre fine allo scandalo alla luce del sole di privati che fanno affari. I soldi che non si daranno più a queste società e coop parassitarie serviranno a garantire migliori servizi e retribuzioni.

REINTERNALIZZARE TUTTO!

Maurizio AcerboAntonello Patta

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Prc Liguria: “Con Sansa per un voto critico”

15 agosto 2020, by  
Archiviato in Dall'Italia, Partito, Primo piano

 

Rifondazione Comunista Liguria ribadisce l’alternatività del nostro partito ai poli politici esistenti espressa da anni a livello nazionale e regionale, prende però atto con interesse della candidatura di Ferruccio Sansa, noto per il suo impegno contro la cementificazione del territorio e in difesa dell’ambiente, autore con Marco Preve del libro Il partito del cemento.

Questa candidatura non modifica il nostro giudizio sulla coalizione che lo sosterrà – dopo le tante resistenze del Pd ligure – e all’interno della quale vi sono forze che non garantiscono una reale discontinuità con le scelte sbagliate e antipopolari dell’epoca Burlando come il taglio di 800 posti letto ospedalieri, declassamento di sei Pronto Soccorso, privatizzazioni e tagli di personale soprattutto nella sanità, cementificazione della costa e moltiplicazione di porti turistici spesso incompiuti, sostegno a grandi opere inutili come la “Gronda” e il “terzo valico”, solo per citarne alcune.

Siamo di fronte alla contraddizione tra un buon candidato presidente e una coalizione di cui non ci riconosciamo. Inoltre dobbiamo confrontarci con la legge elettorale iper-maggioritaria e presidenzialistica che non condividiamo in quanto limita la rappresentatività delle assemblee elettive e tende a soffocare le forze politiche autonome e fuori dal coro.

Le/i comunisti/e sono impegnate/i sempre in prima fila nella lotta contro la destra fascioleghista es esprimiamo quindi un giudizio assolutamente negativo sulla giunta Toti, ma al tempo stesso è fortissima la nostra critica alle politiche del Pd e del M5S che nemmeno sul terreno della tenuta democratica e dei diritti sono spesso condivisibili. Basti pensare all’attacco alla Costituzione nuovamente in corso con il taglio demagogico del numero dei parlamentari o alle politiche sull’immigrazione.

Non ci rassegniamo al fatto che in Liguria, e nel nostro paese, non vi sia un polo realmente alternativo alle politiche neoliberiste di attacco ai diritti di lavoratrici e lavoratori, di smantellamento del welfare e di saccheggio dei beni comuni. Lavoriamo, a partire dal rilancio delle lotte e guardando oltre il passaggio elettorale, per un’alternativa alle politiche dei poli esistenti.

Rifondazione Comunista continuerà a battersi in Liguria per la soluzione delle gravi emergenze che affliggono la nostra regione dalla disoccupazione al taglio dei servizi per i cittadini, dalle privatizzazioni alla speculazione edilizia che ha come conseguenza un gravissimo dissesto idrogeologico e contro il partito trasversale degli affari, per i diritti di chi lavora.

In questo senso non presenteremo nostre liste alle elezioni regionali in quanto da un lato non vi sono le condizioni per un accordo con la coalizione di centrosinistra dall’altro non intendiamo presentare liste alternative al candidato presidente Ferruccio Sansa che sosterremo in piena autonomia, con un voto critico, di sinistra, ambientalista e antifascista e lo incalzeremo affinché si faccia interprete fino in fondo delle nostre proposte che raccolgono le esigenze di cambiamento in tema di ambiente, sanità, lavoro, lotta alla precarietà.

Rifondazione Comunista – Comitato Politico Regionale Liguria

Acerbo-Consolo (Prc-Se): “Grave incontro di Pd e IV con golpisti venezuelani. Al peggio non c’è fine”

10 luglio 2020, by  
Archiviato in Dal Mondo, Partito, Primo piano

 

In politica estera il Pd continua a tenere una linea di complicità con le peggiori nefandezze degli Stati Uniti, persino con un presidente come Trump. Consideriamo gravissimo l’incontro del Pd con una delegazione dei golpisti venezuelani, amici dell’auto-proclamato presidente Juan Guaidò, impegnati a boicottare le elezioni del prossimo 6 dicembre perchè sanno di perdere.

Non sono bastate le violenze di piazza da parte delle frange più violente dell’opposizione che fanno capo al burattino Guaidò. Nè  gli omicidi eccellenti ed i morti di piazza dello squadrismo fascista (tra cui persone bruciate vive per essere poveri, neri e sembrare troppo “chavisti”). Non bastano neanche le foto che ritraggono l’auto-proclamato insieme ai tagliagole degli squadroni della morte paramilitari colombiani.

Nè le richieste dei golpisti di inasprire le sanzioni, ancor più criminali in tempi di corona-virus. O la cospirazione internazionale e l’invocazione dell’intervento militare straniero (che in Italia implicherebbe un processo per alto tradimento, attentato contro la costituzione dello Stato e diversi anni di galera). O i mille scandali di corruzione con i soldi (anche italiani) dati come “aiuto umanitario” agli emigrati venezuelani in altri Paesi. O i soldi rubati a palate degli assets dello Stato venezuelano con il generoso aiuto di Washington. O le prove inconfutabili del coinvolgimento di Guaidò anche nell’ultima incursione militare (fallita grazie ai pescatori organizzati di Chuao) con la presenza di mercenari statunitensi, in base ad un contratto con una impresa di “contractors” statunitensi, contratto rivendicato dagli stessi golpisti. Nè le prese di distanza dei settori più moderati della stessa opposizione dalla strategia suicida del golpismo violento.

Lungi dall’aiutare il dialogo (come richiesto dal Papa, dal Segretario dell’ONU, etc.), il Pd si assume una grave responsabilità. Con il suo appoggio ai golpisti, il Pd contribuisce a gettare benzina sul fuoco della situazione venezuelana. Nel comunicato ufficiale il Pd esprime solidarietà ai golpisti e si prepara a votare nel parlamento europeo l’ennesima risoluzione contro il Venezuela che già è stato colpito dalle sanzioni di un’Unione Europea allineata con l’aggressione USA.

La politica estera del Pd rappresenta la negazione dei valori internazionalisti, ben raccontati da Nanni Moretti nel film “Santiago Italia”, che ispiravano la solidarietà della sinistra italiana con i popoli in lotta dell’America Latina. Non a caso la delegazione golpista ha incontrato anche la destra. Anche in questo caso in Italia e in Unione Europea c’è una convergenza al di là delle polemiche sul sovranismo.

Negli ultimi anni, come denunciato da Lula, in America Latina gli Stati Uniti hanno portato avanti un piano di destabilizzazione dei governi progressisti e di attacco all’indipendenza di paesi non più disposti ad essere maggiordomi di Washington o dell’Unione Europea, né a farsi rubare petrolio e oro dai moderni corsari.

Maurizio Acerbo – Segretario Nazionale

Marco Consolo – Resp. Area Esteri e Pace

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Sciopero generale in Francia: da oggi volantinaggi a Spezia e in tutta italia per la campagna sociale di Rifondazione

7 dicembre 2019, by  
Archiviato in Primo piano

Oggi 5 dicembre Rifondazione Comunista apre la campagna sociale, a Spezia e in tutta Italia, con decine di presidi e volantinaggi che diventeranno centinaia nel corso della settimana. Abbiamo scelto di dare inizio alla campagna nella data del 5 dicembre in contemporanea con lo sciopero generale in Francia contro la riforma delle pensioni di Macron. 
 
I lavoratori francesi difendono il diritto di andare in pensione a 62 anni e il sistema retributivo. Mentre in Italia si vuole eliminare una misura minimale come quota 100 i francesi rivendicano di abbassare la soglia per andare in pensione a 60 anni. Anche in Italia torniamo a rivendicare con forza l’abolizione della legge Fornero e perlomeno il diritto per tutti di andare in pensione a 62 anni, anzi per le donne prima con annualità di vantaggio.
Le lotte francesi dimostrano che è possibile rifiutare le controriforme neoliberiste antipopolari. Con la nostra campagna indichiamo i contenuti del cambiamento reale di cui ci sarebbe bisogno nel nostro paese. Purtroppo il governo risulta del tutto inadeguato prigioniero di un’impostazione programmatica neoliberista. Lo dimostra il surreale dibattito sul Mes in cui il PD di nuovo assume il ruolo di rappresentante in Italia della governance neoliberista europea. Non si ferma l’avanzata della destra se non si mettono il centro i bisogni e i diritti di lavoratrici e lavoratori. Occorre una svolta, quella che il governo si rifiuta di fare. 
Rifondazione propone di:
– cancellare legge Fornero, Jobs Act e tutte le altre norme che hanno precarizzato il lavoro, 
 
– reintrodurre articolo 18 e garantire salario minimo orario di 9 euro a tutte/i, 
 
– estensione reddito minimo garantito,
 
– tassazione grandi ricchezze e patrimoni e forte progressività fiscale, stop grandi opere inutili, taglio spese militari e stop all’acquisto degli F35 per finanziare sanità, scuola, politiche sociali che abbia al centro la riconversione ecologica e la messa in sicurezza del territorio.
 
Nelle strade, nelle piazze, davanti ai luoghi di lavoro ricostruiamo una sinistra antifascista popolare e un movimento per l’alternativa.
 Rifondazione Comunista , fed. prov. le La Spezia

Prc Vezzano: “Parole di Fiore ridicole, la sinistra è presente e l’abbiamo dimostrato”

20 aprile 2019, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

Dalle recenti dichiarazioni a mezzo stampa del sig. Roberto Fiore, candidato sindaco a Vezzano Ligure, si può dedurre il suo spessore politico e umano. Per prima cosa non dimentichiamoci che in passato il suddetto Fiore ha avuto, con grande disinvoltura, esperienze in svariati partiti: colpisce la sua grande capacità di cogliere sempre “lo spirito del tempo”, oggi pienamente rappresentato dalla coalizione gialloverde (o meglio giallobruna, che ogni giorno smentisce se stessa).
Così Fiore (che con curiosa faccia tosta non si definisce “un politico”) crea anche fittizi contrasti al proprio interno, presentandosi con facce diverse a seconda dei sondaggi e accanendosi contro l’amministrazione comunale di Vezzano e la sua maggioranza, con la quale Rifondazione Comunista ha condiviso scelte importanti senza mai strizzare l’occhio agli avversari. 
 
Infatti Rifondazione ha sostenuto, con l’amministrazione comunale, la difesa delle conquiste democratiche e civili, l’antifascismo, la Costituzione, i valori della solidarietà e dell’accoglienza, i diritti dei lavoratori, il rispetto dell’ambiente e la nota alla speculazione. 
Ma soprattutto si è dissociata molte volte su singole delibere, ad esempio sulle spinose questioni di questione Acam e Atc, mentre ha posto posto all’attenzione dei vezzanesi, prima di ogni altra forza politica, il problema del possibile biodigestore di Saliceti. 
Lo ha fatto evidenziando sempre un proprio un suo punto di vista con spirito costruttivo e non con il linguaggio delirante adoperato da Fiore, che si definisce, senza temere il ridicolo, “di sinistra senza alcun dubbio”. 
 
Rifondazione è stata molto severa nei confronti delle leggi dello Stato, quando ad esempio hanno sacrificato l’autonomia dei comuni, impossibilitati a determinare un sistema di prelievo fiscale che colpisce i patrimoni e le ricchezze per favorire i ceti più deboli e creare più giustizia nella società. Ma l’ineffabile Fiore è convinto che a Vezzano, nella maggioranza consiliare e nel territorio, non ci sia la sinistra, perché la sinistra è “lui stesso”, che però nel frattempo non presenta né proposte, né progetti credibili.
Il candidato se la prende con l’Amministrazione e i consiglieri che non hanno rinunciato alle loro indennità: si documenti sui compensi di ciascuno e veda quale tesoretto si sarebbe potuto accumulare per finanziare opere e servizi. Il suo è un patetico tentativo di ricerca di visibilità, destinato ad esaurirsi il tempo di un battito di ciglia. Vezzano ha bisogno di proposte e progetti concreti, e non di chiacchiere inutili e polemiche senza capo né coda.
 
 
Rifondazione Comunista,
Circolo “XXV Aprile – Aldo Lombardi”  Vezzano Ligure

Elezioni comunali Arcola, Rifondazione: “Mirco Rossini candidato ideale per unire tutta la sinistra”

16 marzo 2019, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Riguardo alle numerose indiscrezioni apparse sulla stampa negli ultimi giorni circa le imminenti elezioni comunali che si terranno ad Arcola il prossimo 26 maggio, Rifondazione Comunista intende chiarire la propria posizione, già espressa a più riprese nei ripetuti incontri con le parti politiche interessate, a partire dallo scorso dicembre. 

Il nostro partito viene da dieci anni di opposizione alle giunte Pd targate Giorgi e Orlandi e ha eletto con le proprie liste autonome un consigliere nel 2009 e due consiglieri nel 2014 (raggiungendo in questa ultima tornata il 22% dei voti). Alla luce degli avvenimenti nazionali e locali del 2017 e 2018, che hanno visto una forte crescita nel Paese della destra più estrema e che ha portato alla Lega salviniana alla guida di comuni fondamentali e altamente simbolici come La Spezia e Sarzana, nonché al governo italiano, siamo venuti incontro, assieme a tutte le altre forze di sinistra arcolane (Comunisti Italiani, Sinistra Italiana, Mdp) alla proposta del Partito Democratico di “sotterrare l’ascia di guerra” per non lasciare cadere Arcola (il terzo comune della provincia per numero di abitanti) in mano ai peggiori elementi populistici e reazionari.

La proposta di tutta la sinistra, oltre che sulla base di un programma ancora da sottoscrivere, parte inevitabilmente dal nome del candidato sindaco, dato che che a causa della legge elettorale vigente dal 1993, la stragrande maggioranza del peso del governo ricade sulla figura del primo cittadino, prima ancora che sulla giunta e sul consiglio comunale. Naturale quindi pensare ad una figura che incarni anzitutto i valori dell’antifascismo, dell’ ecologismo e del soccorso delle fasce più deboli della società, ma che sia anche in grado di avere un’esperienza tale da guidare il comune nei prossimi cinque anni che si prevedono molto difficili, sia per la congiuntura economica in corso, sia a causa delle gestioni precedenti che abbiamo criticato tra i banchi dell’opposizione. 
 
Abbiamo pertanto ufficialmente proposto al Partito Democratico, come necessario punto di partenza, un nome che possa offrire una discontinuità alle giunte precedenti ed incarnare nello stesso tempo i valori più autentici in cui crediamo. Un nome in cui tutti i componenti della futura coalizione possano riconoscersi, senza però poterlo vantare come un proprio candidato “di bandiera”. 
 
Rifondazione, d’accordo con gli altri esponenti della sinistra arcolana, ha formulato al Pd il nome di Mirco Rossini, in passato assessore comunale e membro dello stesso Pd, ma che in questo momento non appartiene ad alcun partito. Lo stesso Rossini si è detto disponibile alla candidatura purché si presenti un’unità della coalizione al suo sostegno. 
 
Ogni altro nome che risulti appartenente a questa giunta o ad un partito in particolare risulterebbe, a nostro parere, poco utile ai fini del raggiungimento dell’unità tanto auspicata. I tempi stringono e chiediamo al partito di maggioranza relativa una risposta ufficiale sul nome di Mirco Rossini, l’unica possibilità nel panorama politico arcolano di unire tutti gli schieramenti e compattare il fronte antifascista contro una destra che crede di poter mettere la mani su Arcola dopo oltre settant’anni di storia. Siamo fiduciosi che nell’interesse del bene comune si possa siglare un accordo che ci permetterà di costruire un programma e una lista in grado di governare il territorio cambiandone finalmente il volto dopo le ultime gestioni.
Rifondazione Comunista, circolo “Maggiani – Rolla” Arcola
 
Segreteria provinciale La Spezia

Biodigestore, Rifondazione: “A Vezzano continua la farsa del Partito Democratico, rimosso il documento presentato da Nadia Lombardi”

26 settembre 2018, by  
Archiviato in Ambiente, Partito, Primo piano

Oggi si è consumata l’ennesima farsa del Partito Democratico riguardo il futuro biodigestore di Saliceti-Boscalino. 
 
Una farsa che Rifondazione intende denunciare per l’incredibile modalità in cui si è svolta. 
 
A fine giugno la consigliera comunale Prc Nadia Lombardi aveva ha presentato un atto in cui si impegnava l’amministrazione a fare chiarezza ai cittadini vezzanesi sulle voci che circolavano da diverso tempo riguardo ad una possibile costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti organici da realizzarsi nell’area di Saliceti in ampliamento della struttura già presente, o in alternativa Boscalino.
 
Dopo quasi tre mesi il sindaco Abruzzo, nonostante non abbia più convocato una seduta dai primi di giugno, nella convocazione prevista per il prossimo venerdì 28 settembre ha inserito nella discussione un documento firmato dalla Direzione del Pd escludendo il nostro. Addirittura non si capisce da quali consiglieri sia stato presentato, dato che che tutti ne sono all’oscuro, mentre quello firmato ufficialmente dalla Lombardi, che tra l’altro chiedeva una relazione sull’analisi dell’impatto prodotto sulla salute dei cittadini da parte dell’attuale impianto di Saliceti, sembra sparito nel nulla. Questo documento, inoltre, non vedrà alcuna votazione.
 
A tutto ciò va aggiunto che è stato convocato un consiglio in forma straordinaria, mentre lo statuto comunale dice chiaramente che in caso di bilancio consuntivo il consiglio deve essere ordinario, per via dei tempi di convocazione. Una serie di gravi irregolarità che denunciamo con forza mentre siamo noi ora a chiedere un consiglio straordinario con la riproposizione del nostro ordine del giorno, invitando tutti i consiglieri del Pd a sottoscriverlo.
 
L’allarme sul biodigestore era scattato in primavera grazie ai comitati di cittadini costituiti a Santo Stefano e successivamente ad Arcola e Vezzano, cosa che ha fatto tornare parzialmente sui propri passi il Partito Democratico rispetto a quanto aveva a suo tempo stabilito nel piano regionale dei rifiuti.
 
Oggi scopriamo come la marcia indietro sia parziale ed ipocrita perché viene espressa la classica formula del “non nel mio giardino”, ammettendo che l’impianto debba essere sì realizzato, ma altrove. Un’ottima maniera per cercare di salvare il salvabile dal punto di vista elettorale come ha fatto del resto anche il Pd di Arcola, che ha chiamato incitato la protesta dei cittadini di Baccano e Pianazze solo per lavarsi la coscienza. 
 
Noi crediamo, infatti, che il Pd sia stato d’accordo fin dall’inizio con la proposta di Iren avallata da Regione Liguria e Provincia della Spezia, ora a guida centrodestra ma perfettamente in linea con quanto fatto prima da Burlando e Federici. Come dimenticare a proposito di farse, la doppia sceneggiata dello scorso agosto, quando i consiglieri provinciali del Pd, in maggioranza teorica, si sono presentati in minoranza e con un consigliere dimissionario, facendo così approvare la modifica al piano approvando, di fatto, la realizzazione del biodigestore sul territorio spezzino?
 
Noi crediamo che si possa realizzare qualcosa di molto meno impattante per la salute dei cittadini e dell’ambiente, peccato che per il colosso Iren, nuovo proprietario di Acam, tutto ciò non creerebbe profitto. Il Pd deve spiegare tutto questo in faccia ai cittadini e senza giri di parole o trucchetti che sanno solo di presa in giro istituzionale.
 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia
 
Circolo XXV Aprile – Aldo Lombardi di Vezzano Ligure

Biodigestore, Prc La Spezia: “Giampedrone e Pd unici responsabili, gli interessi di Iren vengono prima della popolazione”

6 agosto 2018, by  
Archiviato in Ambiente, Partito, Primo piano

 
Oggi in Provincia è andato in scena l’ultimo atto della sceneggiata tra centrodestra e Pd spezzino. I fatti di stamani hanno dato conferma a quanto Rifondazione aveva affermato solo due giorni fa: da Genova Giampedrone e Toti ordinano di approvare biodigestore, i consiglieri del centrodestra votano senza fiatare mentre il Pd finge di opporsi, lasciando passare la delibera pur essendo in teorica maggioranza.
 
Infatti il comportamento del Pd è ancora una volta inaccettabile: come lo scorso sabato mattina non si è presentato a ranghi completi, mancando così lo stop del consiglio provinciale al piano. E neppure la mancata surroga del consigliere Natale, che si è appena dimesso, vale come scusante: mancava in ogni caso un consigliere Pd all’appello, sufficiente per non far approvare il piano. Inoltre siamo ancora in attesa della pronuncia del consiglio comunale di Vezzano, che il sindaco Abruzzo (Pd) si ostina a non voler convocare. La verità è che il voto di oggi rappresenta la vittoria di un colosso come Iren, capace di piegare il volere della politica ai suoi interessi di business.
 
Giampedrone, pronto a scaricare tra Boscalino e Saliceti oltre 60 mila tonnellate annue di rifiuti, si prenderà la sua responsabilità davanti alla popolazione spezzina, così come il Partito Democratico. Con questo impianto i cittadini pagheranno sia con la propria salute che con le proprie tasche, dato che Iren riceverà ingenti incentivi pubblici per la sua costruzione.
 
Rifondazione, in linea con quanto sempre sostenuto sulla gestione del ciclo dei rifiuti, sarà al fianco degli abitanti di Santo Stefano, Arcola e Vezzano, senza ipocrisie di facciata. Nei prossimi giorni verrà organizzata un’iniziativa pubblica sul territorio per spiegare ai cittadini quanto è avvenuto in questi giorni e cosa si intenderà fare in futuro per impedire tale realizzazione. 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Pagina successiva »