“Sconforto per la morte di Usman Toffik, suicida nel centro immigrati di Pegazzano”

11 ottobre 2012, by  
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Esprimiamo grande tristezza e sconforto per l’avvenuta morte di Usman Toffik, giovane togolese di 28 anni, al quale il governo ha rifiutato la richiesta dello status di rifugiato politico. Usman si è suicidato alla Spezia nei giorni scorsi presso il Centro Immigrati di via Filzi di Pegazzano.

Dopo aver attraversato l’Africa e Italia, era stato “smistato” nella nostra città. Aveva fatto richiesta di asilo politico, ma dopo tanta attesa, è arrivato il diniego inderogabile.

Inutile ribadire che le misure prese dal Governo in materia di immigrazione risultano a dir poco inadeguate alla risoluzione delle problematiche di inserimento e di accoglienza. I profughi giunti l’anno scorso in Italia che hanno fatto domanda di protezione internazionale e che sono stati accolti all’interno del piano della cosiddetta “emergenza Nord Africa” sono poco più di ventimila.

Anche nel territorio spezzino nell’ultimo anno e mezzo si è provveduto a sistemare migranti arrivati in Italia dopo la caduta del regime di Gheddafi presso strutture dislocate su tutto il territorio nazionale. Lo stato ha erogato denaro alle strutture ospitanti, ma senza preoccuparsi di garantire progetti di formazione e inserimento lavorativo. Queste persone si sono viste solo addolcita la pillola, per poi ricevere il diniego alla loro richiesta di godere dello status di rifugiati. Oppure c’è chi, da ormai due anni, ottiene il rinnovo del permesso di sei mesi per motivi umanitari: anche queste persone, senza assistenza di tipo formativo e lavorativo, hanno sì un posto dove stare, ma sono lasciate a se stesse. Mentre i sans papier da anni in Italia cercano in tutti i modi di trovare un datore di lavoro disposto ad aiutarli per ottenere l’irraggiungibile permesso attraverso la sanatoria truffa bis 2012.

La strada sarebbe ben altra da percorrere. Anche noi, cittadini italiani, dovremo seguire dei percorsi formativi di educazione all’intercultura.

Forse allora, verrebbe anche impedito di affiggere quei manifesti vergognosi con scritto “meno clandestini più lavoro ai giovani”. 

 

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc/Fds La Spezia: “Successo dell’inchiesta sociale, il programma del centrosinistra non potrà prescindere dall’esito dei questionari”

29 febbraio 2012, by  
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“Migliaia di questionari distribuiti, tantissimi cittadini e molti confronti diretti tra la gente, in città”.

Rifondazione Comunista/Fds fa un primo bilancio dell’iniziativa politica delle “urne rosse”, il banchetto permanente tenuto in Corso Cavour alla Spezia: “l’inchiesta sociale continuerà nei quartieri spezzini con la compilazione del questionario di 14 domande per chiedere ai cittadini quali sono le priorità sulla base delle questioni più importanti: ambiente, lavoro, economia, rapporti sociali. Nei prossimi giorni comunicheremo il calendario della “carovana delle idee“: da Marola al Favaro, da Canaletto a Pegazzano, un importante percorso di partecipazione e condivisione dal basso. Un lavoro di inchiesta che sarà il nostro metro di confronto con le altre forze politiche del centrosinistra e che riteniamo non proseguibile prima di aver concluso il nostro percorso di ascolto della città.

C’è chi si sta sperticando nelle acrobazie tattiche per sapere che fare da grande” -prosegue la nota- “noi abbiamo scelto di confrontare le nostre idee con la gente, in modo aperto e senza populismi ma coscienti che il confronto parte dalla nostra elaborazione politica e dalle battaglie sostenute nell’attuale amministrazione della città, che va dalla difesa dei beni comuni alla visione di uno sviluppo compatibile con le esigenze di vita degli spezzini.

Allo stesso tempo è inaccettabile assistere alle lezioncine del centrodestra” -proseguono dalla Federazione della Sinistra “dopo 15 anni di mal governo di questo Paese, tra nani e ballerine, ora tocca allo spettacolo fantasioso in salsa spezzina, a partire dalle dichiarazioni della candidata in pectore Chiarandini che da già la cifra del bassissimo livello politico. Si vuole infatti denigrare il voto di 27 milioni di italiani che hanno deciso di mantenere pubblici i servizi locali, così come si fa già spregio di elementi basilari per la vita democratica come la partecipazione, motore essenziale per trasformare la città, fino all’indecente strumentalizzazione del ricatto occupazionale.

Infine il vero tema su cui nessuno si confronta è il lavoro e la sua qualità” -conclude il Prc/Fds- “siamo e resteremo sostenitori di percorsi di partecipazione e trasparenza per condividere le scelte strategiche del territorio, a cominciare dalla riconversione degli impianti esistenti e dalla piaga del lavoro nero. Abbiamo visto l’utilizzo massiccio di amianto. Quante furono le voci indignate che denunciarono la presenza della fibra killer? Quanti ebbero il coraggio di dire basta? Abbiamo il dovere morale di pensare ad un futuro migliore di questo. Spezia ha inoltre una percentuale altissima di lavoro irregolare, com’è emerso dal rapporto dell’Ispettorato del Lavoro. Una condizione insostenibile per moltissimi lavoratori già vessati dalla sciagura del precariato che la politica deve combattere e sconfiggere“.

Federazione della Sinistra La Spezia