Comunali 2022, Rifondazione con Spezia Bene Comune per Piera Sommovigo sindaca: “Porre fine al monopolio Toti-Peracchini”

10 aprile 2022, by  
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Dopo cinque anni di governo Toti-Peracchini la città della Spezia ha bisogno di voltare pagina una volta per tutte. Per questo Rifondazione Comunista sosterrà Spezia Bene Comune alle elezioni comunali del prossimo 12 giugno per Piera Sommovigo sindaca. Una candidata civica, senza alcuna bandiera di partito, già apprezzata professionista nelle questioni ambientali della nostra provincia, prima fra tutte la lotta contro il biodigestore di Saliceti voluto da Toti e Giampedrone. Una donna capace di unire la coalizione sui valori imprescindibili della sinistra: lavoro, difesa dell’ambiente, cultura  e diritti sociali, sanità e trasporto assolutamente pubblici. 
 
La sanità è da anni in pieno collasso, mentre la città non ha alcun dibattito aperto e democratico sugli spazi da sviluppare, a partire dal nodo centrale delle aree militari fino ad arrivare a Borgo Baceo, zona su cui la giunta Peracchini intende mettere le mani ampliando le volumetrie di cemento a dispetto della richiesta di verde dei cittadini. Inoltre il mondo del lavoro è spaventosamente in pericolo, dai precari dei delivery che riempiono le strade cittadine senza alcuna protezione salariale e sicurezza per la propria vita, allo scandalo dei lavoratori sfruttati nella cantieristica navale, problema emerso da inchieste giudiziarie e giornalistiche degli ultimi anni. 

L’impatto sociale ed economico di due anni di emergenza sanitaria ha approfondito ed allargato il solco tra le persone più vulnerabili ed emarginate, favorendo solo i già facoltosi. Il nostro sistema economico si è trovato impreparato a tutelare i diritti di quei lavoratori e lavoratrici precarie, stagionali, pendolari e del terzo settore. Spezia non è stata da meno, con una sistema ospedaliero già al collasso in pre-pandemia che è riuscito a sopperire alle gravissime mancanze organizzative della gestione sanitaria regionale di Toti e Peracchini solo grazie all’impegno degli operatori medico assistenziali, il cui ringraziamento è stato il licenziamento dei 154 OSS di questi giorni. 

La drammaticità delle conseguenze sociali ed economiche di questi due anni di pandemia sono evidenziate dagli oltre mille pasti al giorno forniti della Caritas, allo sblocco degli sfratti che interessa decine e decine di famiglie nei prossimi giorni e mesi. Per questo non si può lasciare al solo, lodevole, volontariato il disagio sociale ed economico che interessa fasce di popolazione sempre più ampie. Da anni le politiche sociali sono attuate senza una reale conoscenza dei fenomeni, senza una valutazione delle risorse attivabili e senza un’effettiva misurazione degli esiti degli interventi. Diventa necessario investire nella conoscenza dei fenomeni per realizzare interventi adeguati.

Questi e molti altri temi sono stati sviluppati e promossi in cinque anni di consiglio comunale dal gruppo consiliare Spezia Bene Comune guidato da Massimo Lombardi, già segretario provinciale di Rifondazione e attuale membro della segreteria guidata da Veruschka Fedi.
 
Il ruolo di Massimo è stato un raccordo prezioso tra le istanze del partito (prime tra tutti la pace e del fermo no al riarmo mondiale, emerso in questi ultimi drammatici giorni di conflitto russo-ucraino) e quelle della cittadinanza attiva di sinistra che ha fatto da piattaforma alla formazione presentatasi alle comunali del 2017 con Lombardi candidato sindaco: la lista Spezia Bene Comune sarà dunque composta da un giusto mix di candidati civici e di partito.
 
In un momento così drammatico è quanto mai necessaria la difesa dei beni comuni, dei territori e dei diritti di tutte e tutti. Noi ci saremo.
 
Rifondazione Comunista, 
federazione provinciale della Spezia
 
Spezia Bene Comune

Giovani comunisti/e La Spezia: “Vogliamo trasporto pubblico gratuito e sicuro, i tagli di Peracchini hanno portato al disastro”

26 marzo 2022, by  
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Per l’ennesima volta un autobus di linea ha preso fuoco durante la corsa. Per fortuna non ci sono state conseguenze sugli utenti ma resta un fatto inaccettabile che nel 2022 ci sia un servizio dei trasporti in queste condizioni: sempre più costoso per le famiglie, con mezzi sempre più vecchi (e spesso quando “nuovi” si rivelano in realtà di seconda mano) e non soddisfacenti in termini di quantità e qualità delle corse.
Occorre un servizio di trasporto pubblico dignitoso e sicuro per tutti e tutte, soprattutto ora che la crisi pandemica ha fatto emergere tutte le sue gravi carenze del servizio di trasporto locale.
Pensiamo che in una città che guardi al futuro il trasporto pubblico sia uno degli elementi principali per ragionare di mobilità, ambiente, integrazione sociale, lotta alle discriminazioni e connessione extraurbana.
Oggi i trasporti, a causa degli scarsi e insufficienti tentativi dell’amministrazione targata Peracchini, sono di frequente protagonisti di incidenti, malfunzionamenti e insufficiente capienza sulle linee e causano disagi agli studenti e alle studentesse che non riescono a coordinarsi nei vari istituti con gli orari di uscita.
Pensiamo che l’amministrazione debba delle spiegazioni, i cittadini e le cittadine non possono continuare a rischiare di rimanere coinvolti in incidenti di vario genere per la mancanza di investimenti e di una riorganizzazione globale del TPL.
Un trasporto pubblico di qualità non può che essere un vantaggio per la comunità, in termini di socialità, rispetto per l’ambiente e risparmio economico anche per gli utenti (visti anche i rincari su gas e benzina). In cinque anni di amministrazione Peracchini si è impegnato solo a creare nuovi parcheggi e le corse degli autobus non solo non sono aumentate, ma in alcuni casi addirittura cancellate (vedasi la navetta Palasport-Piazza d’Armi, utile per collegare due parti importanti della città).
 
Cosa intende fare Peracchini, continuare a prendere in giro i cittadini a loro spese?
 
Giovani Comunisti/e La Spezia

Lombardi: “Stop alla nomina del dirigente Ato in Provincia, scelta personale di un Peracchini in scadenza di mandato”

20 febbraio 2022, by  
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Tra circa un mese l’Amministrazione Provinciale della Spezia intende conferire l’incarico di dirigente amministrativo apicale (ruolo che comprende, tra le altre funzioni, quella dei Servizi Finanziari, Ato Idrico e Amministrazione Generale) mediante la formula della discrezionalità, con un contratto a tempo determinato, come previsto dalla legge. Una scelta a dir poco frettolosa che nasconde una vera e propria scorrettezza istituzionale.

Il problema che si pone è, infatti, di opportunità politica ed etica, posto che quello legale pare sia scongiurato per un soffio. Tale nomina sarebbe infatti subordinata al mandato del Presidente della Provincia che è notoriamente in scadenza, dato che il sindaco Peracchini andrà alle elezioni tra pochi mesi.

Ma è anche vero che una recente sentenza della Corte dei Conti ha concesso il via libera a tale operazione, anche se il mandato del conferente è agli sgoccioli, per dare modo all’incaricato di avere tempo di sviluppare il suo lavoro.

E allora a maggior ragione ci sembra emergere una grossa questione morale: se il dirigente viene scelto “intuitu personae” (ossia sulla fiducia) dal presidente uscente, significa che il prossimo titolare politico dell’ente si troverà a dover avere in organico un elemento di tale peso decisionale nominato da altri, che potrebbe in qualche maniera condizionarne il futuro operato.

Il sindaco-presidente Peracchini si permette quindi di nominare un uomo di suo gradimento in una fase politica come questa.

Chiediamo che il bando venga sospeso e rinviato al dopo elezioni comunali spezzine e le successive elezioni provinciali. Tali scelte competono alla politica nel pieno del proprio mandato elettorale, senza l’utilizzo di questi banali sotterfugi.

 
Massimo Lombardi,
Consigliere Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Comunali Spezia, “Scegliere un candidato civico e un perimetro dell’alleanza chiaro. Assurdo voler battere Peracchini assieme a pezzi di centrodestra”

11 febbraio 2022, by  
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Dopo cinque anni di amministrazione di centrodestra, Spezia ha bisogno di una proposta alternativa che rimetta al centro i bisogni reali delle persone in un’ottica di sostenibilità, inclusività e solidarietà, aspetti sui quali è ormai evidente il fallimento dell’amministrazione Peracchini.
Poco e male è stato fatto per contrastare l’esclusione sociale le crescenti disuguaglianze. Ne è la dimostrazione la superficialità con la quale è stato affrontato un problema centrale come quello del diritto alla casa e all’abitare, mentre sono stati nulli gli interventi volti a migliorare la socialità e la qualità delle vita nei quartieri della città, ormai sempre più dimenticati e abbandonati a loro stessi. Per non dimenticare i temi del lavoro e della sanità, che sono in condizioni molto più deficitarie rispetto a cinque anni fa.
Su queste basi, l’obiettivo comune di sconfiggere Peracchini e tutto il fronte di centrodestra che lo ha sostenuto nel 2017, da Toti a Forza Italia, dalla Lega a Fratelli d’Italia, non è di certo in discussione. 
I problemi veri e, non di poco contro, emergono subito dopo. Parliamo del tema fondamentale del perimetro dell’alleanza (e quindi inevitabilmente del programma che ne può scaturire) e del nome di un candidato sindaco che riesca ad unirla. Ciò è causa di quello stallo che nel centrosinistra si trascina da mesi e che, in maniera o nell’altra, deve essere sbloccato al più presto.
Sul primo punto ci siamo da sempre espressi a favore di un’alleanza che riesca a coalizzare tutto il centrosinistra spezzino per sconfiggere le destre. Ma questa formazione ha pure l’obbligo di stare molto attenta ad imbarcare componenti che poco o nulla hanno a che fare con la propria sensibilità politica. Da molto tempo le forze riformiste stanno esponendo idee, sia a livello nazionale che locale, sempre più affini all’altra parte della barricata, quella che il centrosinistra intenderebbe sconfiggere. Ovvio che ci troviamo in un cortocircuito che ha del paradossale.
Siamo stati facili profeti nei mesi scorsi. Il tormentone regionale di questi ultimi giorni, scatenatosi dopo l’elezione del presidente della Repubblica, e che profila un veloce avvicinamento di Toti a Renzi, ne è la prova più lampante. Ci chiediamo, dunque, a che pro varrebbe lo sforzo comune per sconfiggere il centrodestra, se per vincere bisogna inglobarne una parte. Tanto varrebbe sostenere direttamente Peracchini. 
Ci auguriamo che il Partito Democratico si risolva al più presto sulla proposta di un candidato civico unitario che possa essere valutato assieme ai nomi già in campo da settimane. Per questo escludiamo l’ipotesi delle primarie, capaci solo di creare forti dissidi interni e di  escludere, di fatto, il necessario confronto con tutti gli alleati.
Un confronto che invece va allargato a tutte quelle realtà che da anni si occupano delle varie problematiche della città e con le quali Rifondazione intende continuare il proficuo dialogo intrapreso in questi anni.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Peracchini chiarisca sul caso della vaccinazione del figlio”

29 gennaio 2022, by  
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Quanto si apprende da fonti di stampa ha dell’incredibile e rappresenta un insulto alla nostra città. Lo scorso dicembre, mentre decine e decine di nostri concittadini erano in coda per effettuare la terza dose del vaccino anti covid, il figlio del sindaco, dopo l’intervento del papà, si sarebbe fatto cambiare la somministrazione del vaccino da Moderna a Pfizer.

A dir poco surreale e irrispettoso nei confronti di coloro che erano in coda per la somministrazione. Non è pensabile che i figli degli amministratori pubblico o dei politici in genere abbiano tali favoritismi.

Al sindaco Peracchini, a cui ricordiamo di essere la massima autorità sanitaria e quindi il principale responsabile e garante della salute dei propri cittadini in modo egualitario, chiediamo un immediato chiarimento pubblico nel rispetto della comunità che rappresenta

Segreteria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Bonifica aree militari spezzine: la senatrice Nugnes presenta interpellanza al governo

21 gennaio 2021, by  
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Da 150 anni una vasta area del quartiere Marola alla Spezia è stato tolto alla città e divenuto spazio della Marina militare. Uno spazio ormai in gran parte abbandonato, in cui restano molti rifiuti tossici, soprattutto amianto su cui da anni da anni, molte associazioni ambientaliste della città chiedono venga attuato un piano di bonifica che consenta anche di riappropriarsi per uso pubblico delle aree inutilizzate.
La senatrice Paola Nugnes, che rappresenta Rifondazione Comunista in Parlamento, ha fatto propria la richiesta di presentare al governo, in particolare ai ministri dell’Interno, della Difesa e delle Infrastrutture e dei Trasporti una puntuale interrogazione che alleghiamo, per chiedere se si intenda o meno rispondere positivamente a tali richieste, passaggio fondamentale non solo dal punto di vista ambientale ma che consentirebbe di restituire alle cittadine e ai cittadini uno spazio utile per migliorare la qualità della vita nella città. Il nostro partito si schiera completamente al fianco delle associazioni, dei movimenti, di tutte e tutti coloro che stanno lottando per poter vivere in una città con meno amianto e più verde pubblico.
“Il tema del rapporto tra aree militari e città è praticamente assente nell’agenda politica spezzina, salvo rari spot dal sapore propagandistico, nonostante le tante criticità che porta con se, in primo luogo per i cittadini” è quanto dichiara Veruschka Fedi, segretaria provinciale di Rifondazione Comunista. “
Aree da dismettere per far ritornare alla città, aree ancor prima da bonificare perché zeppe di sostanze nocive. Non può restare inascoltata la battaglia degli abitanti che vi vivono da decenni con queste problematiche e non può rimanere un problema “solo loro”.
L’Amministrazione Peracchini fa orecchie da mercante”  prosegue la Fedi – “nonostante il costante tentativo di dialogo intentato da associazioni e cittadini per aprire una discussione, come nelle relative Commissione consiliari in cui non si è ancora udita parola del sindaco, non rispondendo o scaricando il barile su altri enti, salvo poi parlare a spot su presunte possibilità di cessioni di aree che diventano lettere morte. A prescindere dalle volontà o meno dell’Amministrazione e’ necessario iniziare un percorso ampio, dal basso, in cui si inizino ad individuare le priorità di bonifica, le aree non più utilizzate, ripensando un progetto che coniughi l’uso comune di nuovi spazi e le prospettive di uno sviluppo compatibile con l’ambiente, affinché tornino a disposizione della città e vengano sottratti ai facili appetiti speculatori” conclude la Fedi.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Lombardi eletto in consiglio provinciale, Prc La Spezia: “Priorità la lotta al biodigestore di Saliceti voluto dal centrodestra totiano”

12 gennaio 2021, by  
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La federazione provinciale di Rifondazione Comunista esprime piena soddisfazione per l’elezione a consigliere provinciale spezzino di Massimo Lombardi, capogruppo Prc in consiglio comunale della Spezia,
In sinergia con le altre forze di centrosinistra, Rifondazione rientra in consiglio provinciale a quasi nove anni di distanza dall’ultima esperienza, quando ancora vigeva l’elezione diretta per un ente oggi depauperato e bistrattato, ma che rappresenta un valore importante in un territorio complesso come il nostro.
Restano le critiche che in questi anni abbiamo espresso per l’assurda elezione “di secondo livello” che taglia la voce popolare e decide tutto (o quasi) a tavolino: per questo fanno sorridere i toni trionfalistici del centrodestra e del presidente in carica Peracchini.
Con Lombardi estenderemo la lotta al sindaco/presidente nonché luogotenente totiano contro la gestione ambientale della provincia, che vede nel contrasto al progetto del biodigestore Recos-Iren di Saliceti il primo obiettivo della nostra attività di opposizione.
In Provincia porteremo alla luce anche la pessima situazione delle strade provinciali e degli edifici delle scuole superiori, oltre ai temi del lavoro e della sanità, dando voce nel palazzo alle istanze di ogni cittadino della provincia spezzina.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Borgo Baceo, le osservazioni dell’ex architetto comunale Bramanti: “Peracchini non persegue l’interesse collettivo”

19 dicembre 2020, by  
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Trasmetto per pubblica conoscenza le osservazioni da me inviate al Comune della Spezia in ordine alla Delibera N°33 del 16 novembre 2020 di approvazione dell’area di “rigenerazione urbana” della piana di Migliarina, località Borgo Baceo.

Tali osservazioni non sono precedute da valutazioni di ordine politico (rispetto alle quali molto è già stato detto da cittadini, associazioni e partiti e che condivido in pieno) ma di carattere puramente tecnico, consone a quella che è stata la mia professione quale dirigente del servizio lavori pubblici del comune della Spezia.

In tale veste aggiungo solo che sembra esserci una carenza da parte di questa Amministrazione nel perseguire l’interesse collettivo, una scarsa capacità contrattuale in termini di costi benefici volta ad ottenere contropartite a favore dei cittadini quali possibili servizi per il quartiere.

 

Osservazioni

Premessa

La pianificazione territoriale, o meglio il governo del territorio, è affidata dalla Costituzione (art. 117 della Costituzione integrato dalla legge costituzionale N°3 / 2001), in maniera concorrente, ai vari livelli alle Amministrazioni Pubbliche con l’obiettivo di conseguire e garantire nel tempo, con i mezzi previsti dalle rispettive strumentazioni urbanistiche, l’uso razionale, equo e sostenibile delle risorse, perseguendo il benessere della collettività, garantendo coerenza alle trasformazioni e assicurando trasparenza delle scelte e delle loro motivazioni. 

Il potere della pianificazione urbanistica è quindi funzionalmente rivolto alla realizzazione contemperata di una pluralità di interessi pubblici che trovano il proprio fondamento nei valori costituzionalmente garantiti.

Sulla base di questa semplice premessa si presentano le seguenti osservazioni alla delibera N°33 del 16 novembre 2020:

OSSERVAZIONE N°1: Illegittimità delle scelte e procedure 

L’area oggetto di variante al PUC vigente era già inserita in un distretto di trasformazione con i suoi relativi indici di edificabilità commisurati giustamente all’abitato limitrofo, con le relative aree di cessione per servizi tra cui il completamento del parco della Maggiolina. Quindi per effetto delle previsioni di edificabilità non può considerarsi “area degradata oggetto di rigenerazione urbana di cui alla L.R. n° 23/18″. Ne consegue che il raddoppio degli indici richiesto dal privato e concesso dall’Amministrazione non è effettuato nell’interesse collettivo quindi legittimo ma perseguendo un interesse puramente soggettivo quindi ILLEGITTIMO. Come si sa le speculazioni private senza motivazioni cogenti sono illegittime!

OSSERVAZIONE N° 2: Illegittimità conseguente alle sperequazioni tra diversi cittadini in situazioni analoghe

Il PUC vigente prevede nel nostro territorio “Distretti di Trasformazione” molti dei quali con caratteristiche analoghe all’area in questione e come tali con analoghi indici edificatori. Risulta conseguente nella logica della delibera approvata che chiunque ricada in questi distretti di trasformazione può chiedere al Comune analogo trattamento ovvero analogo raddoppio degli indici con le inevitabili conseguenze: se rifiutato si crea DISPARITA’ inspiegabile tra i cittadini, se accettato si sancisce in via definitiva la fine del ruolo di governo del territorio che spetta alle Amministrazioni Pubbliche per andare verso la più totale deregulation!

OSSERVAZIONE N°3: Riduzione degli oneri

Il ricorso, non dovuto, alla LR. N°23/18,  può configurarsi come un ulteriore favore nei confronti del privato richiedente perché la legge prevede e consente una cospicua riduzione degli ONERI di URBANIZZAZIONE che pare evidente possa configurarsi come un danno per le amministrazioni (danno erariale ??)

OSSERVAZIONE N°4: Proprietà comunali presenti nell’area

Nell’area in oggetto esistono proprietà comunali di non poca entità. In particolare un edificio a due piani costituito da locali usati al piano terra per ricovero attrezzi ed attività agricole ed il primo piano abitativo, inoltre sempre di proprietà comunale vi è un terreno di notevole rilevanza dimensionale. Nel leggere la delibera nulla si coglie rispetto al destino di queste proprietà, ne da quanto è individuabile dal progetto si coglie un loro inserimento o una loro conservazione. Pare invece che l’edificio comunale sia demolito insieme ad un’altra preesistenza anche più consistente dal punto di vista volumetrico, e nulla si sa del consistente appezzamento di terreno comunale. Nella presente osservazione si manifesta preoccupazione per un possibile danno erariale nella procedura seguita. Ma più realisticamente, in quanto consapevoli che non può esserci stata tale svista, si chiede quale beneficio per la collettività possa derivare da tale patrimonio pubblico. Forse una ristrutturazione dell’immobile da parte del privato per edilizia economica e popolare o per servizi pubblici?

OSSERVAZIONE N° 5: Cancellazione di una parte della memoria storica della città

La storia di Spezia è stata caratterizzata fin dai tempi più remoti dalla compulsione di ogni generazione a distruggere le cose fatte dalle generazioni precedenti. Esempio: Il vecchio comune, le varie porte di ingresso alla città (porta Roca),la casa del sale, le pensiline liberty del mercato ortofrutticolo e del pesce, la testimonianza dell’attività marinara con le storiche palafitte del Canaletto e di Fossamastra. Questo accadeva prima dell’affermarsi a livello generale dell’elevato valore culturale ed identitario della memoria storica dei luoghi. Per cui si osserva come l’attuazione di questa speculazione edilizia non salvaguardi l’unica ed ormai residua testimonianza dell’antica piana agricola di Migliarina con il suo edificato di casette e casali rurali (tra cui quella comunale) che vine demolita senza previsione di un loro possibile recupero eventualmente rigenerato da nuove funzioni di interesse collettivo o servizi vari: centri sociali di quartiere, centri artigianali connessi al tema della ruralità urbana. Si chiede come possa la Sovrintendenza o le varie commissioni territoriali aver consentito tale cancellazione e soprasseduto rispetto al vincolo sugli edifici con più di cinquanta anni.

OSSERVAZIONE N° 6: Aspetto di carattere morfologico e urbanistico

Il Piano approvato con delibera N°33/16 novembre 2020 ed il relativo progetto stridono pesantemente con il contesto edilizio circostante a cui creano danno di visuale e riduzione della luce oltre a creare un effetto disarmonico di tutto l’insieme.

OSSERVAZIONE N° 7: Rischio idraulico

Come si evince dalla documentazione presentata la zona è inserita nelle mappatura del rischio idraulico in quanto morfologicamente caratterizzata da un significativo avvallamento di tutto il terreno. Ne deriva una pesante criticità dal punto di vista idraulico aumentata dalla la presenza di corsi d’acqua.

Criticità che, oggi come oggi con i catastrofici esempi in tutta Italia, avrebbe dovuto essere valutata da una più rigorosa istruttoria dalle strutture competenti. Si chiede pertanto una sua radicale revisione anche rispetto a questo profilo.

Si osserva inoltre che in merito alla LR 23/2128 non sono stati raggiunti gli obiettivi minimi per l’applicazione della legge sulla rigenerazione in particolare a riguardo dei seguenti punti:

(Criteri vincolanti per la disciplina degli ambiti urbani)

nei contesti storici gli interventi di rigenerazione non devono alterare i caratteri tipologici e architettonici che li connotano, privilegiando l’utilizzo di materiali tipici della produzione locale, e devono prevedere soluzioni progettuali che si armonizzino con il contesto circostante, pur potendosi inserire elementi che ne innovino l’immagine esterna e la funzionalità.

(Criteri vincolanti per la disciplina degli ambiti di recupero del territorio agricolo)

a) devono essere salvaguardati gli edifici tradizionali e il loro rapporto con il territorio e i manufatti che siano testimonianza di cultura materiale, le tipologie costruttive tradizionali o di attività proto industriali quali ad esempio mulini e frantoi, opifici, fienili, calcinare, essiccatoi

b) nei borghi e nuclei storici abbandonati gli interventi di recupero, laddove prevedano la demolizione e ricostruzione, non devono interessare edifici di valore storico-testimoniale e devono assicurare la riproposizione di caratteri tipologici tradizionali del relativo contesto privilegiando l’utilizzo di materiali tipici della produzione locale;

si Osserva inoltre che è necessario che il progetto sia sottoposto a valutazione ambientale strategica.

Si osserva inoltre che non è stato chiesto un parere alla competente soprintendenza a riguardo dell’oggettivo valore storico testimoniale del borgo esistente.

Arch. Chiara Bramanti, 

già dirigente servizio lavori pubblici Comune La Spezia

Canaletto: dall’incuria al degrado della speculazione

23 novembre 2020, by  
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L’operazione di variante urbanistica proposta dalla giunta Peracchini per il “borgo Baceo” è semplicemente folle, senza nessuna prospettiva, senza nessuna concreto vantaggio per la comunità, se non una possibile speculazione edilizia.

La storica area tra via Prosperi, via Canaletto e la Maggiolina, lasciata all’incuria ed all’abbandono, non necessita di una demolizione a fronte di una nuova cementificazione, ma di un recupero e di un reinserimento urbanistico che valorizzi un pezzo di spezzinità autentica. Un’operazione che non va semplicemente condannata, ma che merita un opposizione ferrea, sostanziata da proposte altrettanto concrete.

Peracchini & c. ignorano che il  24,76% delle abitazioni nello spezzino (oltre 30.000 case) sono attualmente vuote, sfitte. Non serve avere cura del territorio e preservarlo da ulteriori cementificazioni per rendersi conto che edificare nuovi alloggi non ha alcun fondamento economico. Se la giunta di destra avesse a cuore l’emergenza abitativa locale, si dovrebbe porre domande su come sono sorte le migliaia di strutture ricettive diffuse (B&b), andando ad inficiare uno dei diritti fondamentali come quello alla casa.
 
Una scelta folle, sostanziata dal trucchetto di tenere “abbandonate” aree ed edifici per anni ed anni in attesa della monetizzazione, uno stratagemma che oramai è stato compreso anche dai non addetti ai lavori, diamo uno stop al diritto alla rendita e speculazione.

L’area in questione è stata abbandonata all’incuria, ma fa parte di un contesto più ampio di zona depressa e marginale (vedi ex edificio biblioteca Beghi). Gli edifici in demolizione sono parte di un tessuto urbano scomparso e quindi testimonianza di un periodo che è stato cancellato dal boom economico. Non sono sottoposti a vincolo architettonico, ma sono un pezzo di storia, il piano campagna è quello originario della piana originaria di Migliarina. Come è possibile non tenere conto di queste caratteristiche?

Il progetto veramente innovativo, la vera sfida sociale è quello di mantenere quegli edifici e l’identità del luogo per non passare direttamente dall’incuria al degrado della speculazione; l’unica cosa realmente “innovativa” della variante è infatti il raddoppio delle superfici edificatorie senza tener conto di pertinenze e parcheggi, in una zona già densamente abitata e con fondi commerciali sfitti. 
 
L’obiettivo consumo di suolo zero rimane attuale, non solo per evitare ennesime impermeabilizzazioni del suolo ma perché non esistono le necessità di nuovi edificati, se non per interessi di pochi.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Solidarietà a Don Luca Palei, i “leoni” dei social sulla scia dei politici spezzini”

31 luglio 2020, by  
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I violenti attacchi via social verso la cittadella della Caritas spezzina guidata da don Luca Palei non ci possono lasciare indifferenti.   
Rifondazione esprime forte solidarietà e vicinanza a don Luca e a quel mondo cattolico e laico che compie di continuo operazioni di pace ed accoglienza verso le categorie sociali più deboli, indistintamente dalla nazione di provenienza.  
Ma la perversa e vigliacca psicologia su chi vomita da remoto tanto odio (i celeberrimi leoni da tastiera) non basta a spiegare la situazione che si è venuta a creare in città. Don Luca, infatti, è stato “tirato in ballo” pochi giorni fa in occasione del presunto tentato stupro alla signora che faceva jogging all’area verde di Pegazzano, a pochi passi dalla cittadella della Caritas. 
Sottolineiamo la presunzione in quanto di questo si è trattato: non un fatto accertato, bensì denunciato, di tentata violenza, ancora tutta da provare nelle circostanze e nelle persone accusate. E guarda caso il presunto mostro sarebbe un uomo di colore. 
La presunzione di innocenza, sempre invocata con vesti stracciate quando a venire indagati ed accusati sono politici o “pezzi grossi” di ogni bandiera, è infatti misteriosamente ignorata quando l’accusa tocca a chi non può difendersi in alcun modo.
 
Sono tutti bravi e lesti a fare i garantisti e gridare alla “giustizia a orologeria” quando toccano i potenti. Quando invece c’è un migrante (magari clandestino), un poveraccio, un disoccupato, un drogato, un senzatetto (un ultimo, insomma) si grida senza filtri all’assassino, allo stupratore, al ladro, si invoca la forca, la castrazione chimica e altre idiozie, degne delle bocche di chi le pronuncia senza curarsi del minimo senso di decenza. 
Dal sindaco Peracchini all’assessore Medusei, da Cenerini e compagnia cantante (stranamente tutti più o meno in rampa di lancio elettorale) è stato un balletto vomitevole e indegnoche ci ha fatto vergognare di essere spezzini, celebri nel mondo per la propria ospitalità senza frontiere. Allora ci viene il leggerissimo sospetto che tutto questo caos politico-mediatico (i giornali purtroppo non si sono risparmiati nello scrivere a caratteri cubitali la parola “Stupro” nei titoli e nelle locandine) sia stata solo una bieca strumentalizzazione elettoralistica, raffinata ed antica arte di cui partiti come la Lega di Salvini sono veri e propri leader nel settore (basti ricordare il caso Traini di Macerata, accaduto due anni fa poco prima delle elezioni politiche 2018).
 Non si è vista, ad esempio, né dai politici, nè dai social, la stessa veemenza accusatoria riguardo al recente scandalo della caserma dei Carabinieri di Piacenza Levante. Ci auguriamo che le forze dell’ordine, così come gli organi inquirenti, compiano serenamente il loro lavoro nel rispetto della legge, della Costituzione e nei diritti sia dell’accusato e dell’accusatore. 
Dalla politica spezzina, visto il livello, non ci aspettiamo proprio nulla.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

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