Caso Costa Diadema, Prc La Spezia: “Vergognoso il comportamento di Peracchini, tradita la storia della nostra città”

30 marzo 2020, by  
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Riteniamo letteralmente immorale il comportamento del sindaco della Spezia Peracchini sulla vicenda del mancato consenso all’attracco in porto della Costa Diadema nonostante il via libera dell’Autorità Portuale. Una prova muscolare totalmente fuori luogo e senza senso per dimostrare non si sa quale autorevolezza e “responsabilità” agli spezzini in questo difficilissimo momento storico dominato dalla pandemia Covid-19. Ma l’unica cosa che Peracchini è riuscito a dimostrare, negando il permesso a fare rifornimento alla nave da crociera che aveva chiesto aiuto, è un volto disumano di una città che invece è passata alla storia per gesti diametralmente opposti, basti pensare alla vicenda Exodous dell’immediato secondo dopoguerra.

Il sindaco e i suoi accoliti hanno così tradito storia di Spezia e dovrebbero solo vergognarsi. Troppo facile ammettere le mega navi in porto quando fanno comodo al grande business cittadino, un po’ meno quando ci sono delle difficoltà umanitarie che vanno sempre affrontate senza guardare la provenienza o il colore della pelle.
 
Peracchini pensi piuttosto a chiarire la situazione dell’Asl 5 e della Regione Liguria in merito alla gestione dell’emergenza e alla diffusione dei dati sui contagiati e sui dispositivi di sicurezza da distribuire al personale sanitario. Il sindaco, Toti e il governo nazionale si ricordino che questa gravissima crisi deve segnare l’inizio per una strada di totale riforma del sistema sanitario nazionale, che dovrà essere rigorosamente pubblico e finanziato a dovere, come Rifondazione ha sempre chiesto denunciando in tutti questi anni i devastanti tagli alla sanità e aiuti vergognosi ai privati, anche nella nostra provincia.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Adesione al presidio Anpi di Piazza Mentana conto la via ad Almirante”

22 febbraio 2020, by  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista aderisce al presidio organizzato per oggi pomeriggio alle 16.30 in Piazza Mentana dall’Anpi provinciale della Spezia contro l’ipotesi di intitolazione di una via a Giorgio Almirante.

Riteniamo ingiuriosa per la nostra città, che si è distinta nella guerra di Resistenza, la proposta di organizzazioni neofasciste cittadine di dedicare una via ad un mai rinnegato fascista della prima ora, protagonista della pagina più nera della storia italiana, quella della Repubblica Sociale, nonché fondatore successivamente del MSI.
Il sindaco Peracchini deve essere fermato. Invitiamo ogni cittadino a mobilitarsi contro questa ennesima scellerata decisione toponomastica della giunta di centrodestra che governa indegnamente la nostra città dal 2017.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Via ad Almirante semplicemente intollerabile. Basta con gli insulti alla storia degli spezzini”

8 febbraio 2020, by  
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Non c’è due senza tre. Dopo Escrivà e Craxi, ancora una volta a Spezia si vuole usare la toponomastica a fini politici e revanscisti. La federazione spezzina di Rifondazione Comunista ritiene assolutamente scandaloso che la giunta Peracchini prenda anche solo in considerazione l’ipotesi di intitolare una piazza o una via cittadina a Giorgio Almirante, repubblichino mai rinnegato, firmatario del manifesto della razza e fondatore e leader del partito neofascista Msi fino alla sua morte, avvenuta oltre trent’anni fa.

Se l’amministrazione comunale dovesse accogliere la proposta dei gruppi neofascisti locali, l’intera provincia spezzina dovrà mobilitarsi contro questa ennesima provocazione. Infatti un altro sfregio alla storia della nostra città, gloriosamente antifascista, non può essere tollerato. Per questo Rifondazione aderisce ad ogni iniziativa organizzata in questi giorni per impedire tale decisione, dalla raccolta firme ai presidi di protesta in città. Spezia non dimentica quella memorabile giornata del 1972 quando il previsto comizio di Almirante in piazza Beverini fu impedito dagli antifascisti giunti da ogni parte della provincia generando forti scontri con le forze di polizia. 
Dopo quasi cinquant’anni è Peracchini, ora, a dovere essere fermato dalla mobilitazione popolare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale della Spezia

Caso centrale, Prc La Spezia: “Spezzini presi in giro da Governo, Peracchini e Toti. Basta carbone o pronti a scendere in piazza”

1 febbraio 2020, by  
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Come volevasi dimostrare. Le miriadi di promesse delle istituzioni e della dirigenza di Enel che in questi anni avevano annunciato la dismissione dell’impianto a carbone nella centrale spezzina “Montale” nel 2021 si sono rivelate solo chiacchiere infondate, utili solo a canzonare una popolazione esasperata. Così ci si ritrova che non solo il turbogas non verrà evitato, ma che addirittura nemmeno quello che pareva già “conquistato”, ossia il tanto sognato no al carbone, può concretamente sfumare.

Come Rifondazione ha sempre sospettato, Enel, il Governo, la Regione e il Comune hanno bellamente preso in giro gli spezzini, facendo vergognosamente marcia indietro, come è emerso ieri sera in consiglio comunale.
Un voltafaccia inqualificabile che deve essere spiegato nel dettaglio. A nulla valgono le lamentazioni che Toti e Peracchini provano ora a rimpallare le proprie responsabilità: basta arrampicarsi sugli specchi. Gli spezzini vogliono farla finita con i fumi prodotti dall’impianto di combustione. Il Governo ed Enel devono fare la loro parte mantenendo quello che hanno promesso. Altrimenti la popolazione tutta è pronta a scendere in piazza per dire basta una volta per tutte a un impianto che da oltre mezzo secolo inquina i polmoni di un golfo intero.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Targa a Bettino Craxi altro insulto di Peracchini alla città”

18 gennaio 2020, by  
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Dopo lo slargo dedicato al creatore dell’Opus dei Escrivà de Balaguer, l‘ineffabile duo spezzino Peracchini-Asti produce un’altra “perla” toponomastica.
 
Si tratta della targa da apporre presso la mediateca di via Firenze in celebrazione dell’ex leader del Psi Bettino Craxi, pluricondannato per tangenti e protagonista di uno dei periodi più oscuri della storia italiana recente. Davvero un colpo da maestri della mistificazione e del revisionismo storico. Ma questa giunta ormai ci ha abituato a simili prodezze.
 
A vent’anni esatti dalla morte, Rifondazione condanna Craxi, e i suoi esaltatori ex post, non solo come politico di comprovata corruzione, ma anche – e soprattutto – perché fu un assoluto nemico dei lavoratori, della giustizia sociale e dell’egualitarismo tra poteri, che spianò la strada alla destra berlusconian-leghista dei venti anni successivi, ingannando parte della popolazione con il miraggio – del tutto insensato e purtroppo imitato in seguito – di voler incarnare una “sinistra moderna”.
 
Basti ricordare l’accordo di San Valentino del 1984 contro la scala mobile, i desiderata presidenzialisti più volte espressi con sprezzo delle istituzioni, l’atteggiamento “ducesco” già notato all’epoca e il poco o nulla rispetto degli avversari politici.
 
Craxi non può e non deve meritare una targa in ricordo. Si elimini l’agiografia e la falsità storica dalla vita pubblica degli spezzini. 
Abbiamo già avuto, nelle nostre vicinanze, simili vergognosi precedenti (ci riferiamo all'”encomiabile” ex sindaco di Aulla e deputato forzista Lucio Barani): chiediamo che la città si ribelli a un simile scempio nell’interesse della verità storica e della salvaguardia della memoria per le giovani generazioni di spezzini. 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Plauso per la stabilizzazione dei 158 Oss, ma la sanità spezzina resta ancora un incubo”

25 dicembre 2019, by  
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Apprendiamo con grande soddisfazione la scelta del consiglio regionale di approvare l’istituzione di una società pubblica in house per salvare il lavoro di 158 Operatori Socio Sanitari dell’Asl 5 spezzina.

La giunta Toti e i consiglieri liguri hanno infatti dato ragione alle richieste che venivano dai banchi dell’opposizione per tutelare senza se e senza ma tutti i posti di lavoro che a Spezia erano fortemente a rischio. Ma non c’è ancora da cantare completamente vittoria.
Rifondazione ha manifestato in questi mesi la piena solidarietà alla lotta gli Oss spezzini scendendo in piazza al loro fianco e alle organizzazioni sindacali per chiedere una sanità che sia degna di questo nome, sia dal punto di vista dei servizi che della tutela del personale che vi opera. Nonostante questa buona notizia, infatti, la situazione in provincia resta delle peggiori. 
Toti e Peracchini dovranno rendere conto alla popolazione su questi anni di pessima gestione della sanità locale, evitando giravolte di parole buone solo per il proprio tornaconto politico e smettendo di prendere in giro gli spezzini giocando sulla loro salute.
Rifondazione Comunista, federazione La Spezia

“Revoca Felettino è fallimento di Toti e Peracchini, la città si opporrà alla privatizzazione della sanità”

8 novembre 2019, by  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista condanna la decisione di revocare al gruppo Pessina dell’appalto di realizzazione del nuovo ospedale del Felettino annunciata ieri dal trio Toti-Viale-Peracchini. Questa storia infinita proseguirà ancora a lungo, tutto per “merito” dell’incapacità politica e gestionale delle giunte regionali e comunali di centrodestra. Dopo quasi 5 anni di Toti e 2 anni e mezzo di Peracchini, infatti, non solo del nuovo ospedale non c’è ancora una pietra, ma si annuncia in pompa magna un nuovo bando e una nuova procedura di appalto, come se questo possa tranquillizzare una popolazione ormai esasperata dai disservizi di una sanità da tempo sull’orlo del collasso. 
La giunta comunale ha bloccato la concessione a Pessina senza coinvolgere minimamente la cittadinanza, come aveva chiesto nei giorni scorsi il consigliere comunale Prc Massimo Lombardi che proponeva l’attivazione di una commissione ad hoc e un dibattito pubblico con il sindaco. Invitiamo la popolazione spezzina a difendere il diritto alla salute pubblica, la democrazia e la trasparenza degli atti di chi ci governa: se è vero che l’appalto a Pessina presentava aspetti poco chiari, le attuali amministrazioni regionali e comunali intendono avvalersi del project financing, preludio a una privatizzazione della sanità, antico “sogno proibito” delle destre.
Occorre vigilare attentamente per difendere il diritto sacrosanto alla salute pubblica, diritto che viene continuamente messo in discussione da chi pensa solo agli interessi economici di chi è pronto a fare affari a discapito del bene comune di tutti i cittadini. Peracchini e Toti sappiano che la città si opporrà con ogni mezzo un simile disegno politico.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale della Spezia

“Sul Felettino ridicolo teatrino bipartizan, Peracchini riferisca immediatamente e scongiuri speculazioni dei privati”

21 ottobre 2019, by  
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La storia dell’ormai fantomatico nuovo ospedale Felettino della Spezia si arricchisce di un ulteriore, assurdo, capitolo. Chi ha governato Regione e Comune capoluogo negli ultimi anni ha l’obbligo di rispondere davanti ai cittadini nelle adeguate sedi istituzionali, come il consiglio comunale convocato per domani sera.
 
Da troppo tempo assistiamo sgomenti a un continuo e ridicolo rimpallo tra chi ha governato in precedenza e chi lo fa adesso, ma sono i cittadini le sole vittime di questo indecoroso fuoco incrociato. Sono pure volati stracci anche all’interno dello stesso centrodestra, con la sindaca di Sarzana Ponzanelli a rilanciare sul San Bartolomeo mandando così in crisi il capogruppo Cenerini con tutti i Toti-boys. E’ dunque aumentata a dismisura la grande confusione sotto il cielo, ma la situazione è rimasta tutt’altro che eccellente. Tra Burlando-Federici prima e Toti-Peracchini ora siamo giunti al colmo dell’incapacità politica e programmatica per una scelta essenziale del nostro territorio e ventilata sempre e solo nelle innumerevoli campagne elettorali succedute negli anni.
 
Quando i lavori erano in procinto di cominciare la Provincia aveva messo in dubbio lo stesso progetto, ritenuto non sicuro dal punto di vista sismico, chiedendo  alla ditta appaltatrice Pessina, incaricata dalla giunta precedente, immediate e costose varianti. Poi è arrivata la Regione tramite Ire a bocciare, dopo tre anni, il progetto esecutivo. Tutto questo mentre la stessa Pessina finiva per rasentare il fallimento facendo così giustificare lo scaricabarile del centrodestra sul centrosinistra.
 
Un centrodestra che vuole giocare sulla pelle degli spezzini perché, con evidenza, sta puntando a privatizzare la realizzazione del futuro ospedale, magari favorendo i soliti industriali che da decenni hanno fatto lucrosi affari con i vari Formigoni, Maroni etc nella tanto amata (da Toti) Lombardia.
 
Nel frattempo abbiamo una situazione ospedaliera provinciale devastante, con un Sant’Andrea che cade a pezzi, con reparti inadeguati, con servizi al limite della decenza e posti letto sempre più carenti, per non parlare della mancanza del personale medico, infermieristico e oss.
 
Inoltre lo smantellamento di radiologia a Sarzana verosimilmente si porterà dietro la chiusura di senologia, entrambi reparti dotati di macchinari tecnologicamente avanzati, mettendo a repentaglio tutta la prevenzione senologica femminile.
 
Rifondazione chiede al sindaco-presidente della Provincia Peracchini e al presidente della Liguria Toti una risposta chiara e precisa sul futuro del nuovo ospedale che deve essere realizzato al più presto e senza alcuna concessione speculatoria ai privati. Bisogna porre fine a questo vergognoso teatrino che danneggia esclusivamente la popolazione spezzina e nel contempo offrire servizi adeguati prima che la sanità provinciale arrivi al collasso definitivo.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Via Escrivà scelta folle del sindaco Peracchini succube della Lega. La città non merita un simile affronto”

24 settembre 2019, by  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista contesta duramente la scelta del sindaco di Spezia Peracchini di dedicare una via della città al fondatore dell’Opus Dei Escrivà De Balaguer. Una decisione assolutamente incomprensibile, fuori dal contesto storico e territoriale spezzino, presa esclusivamente per strizzare l’occhio all’ala nera cattolica, quella che si auto celebra con croci e acque benedette nelle manifestazioni salviniane e certamente anti bergogliana.

Non crediamo, infatti, che sia tutta farina del sacco di Peracchini, evidentemente convinto da qualcuno all’interno della Lega Nord, di cui è politicamente succube, a farci questo “regalo” senza addirittura passare dalla commissione consiliare competente.
Il sindaco, se proprio intendeva fare un omaggio al mondo cattolico da cui lui proviene, e sempre prendendo una figura totalmente avulsa dal contesto spezzino, poteva scegliere fior fior di esempi: dal cardinale Romeo, ucciso sull’altare per le sue predicazioni nate dalla teologia della Liberazione e mal gradito infatti da Giovani Paolo II, a Madre Teresa di Calcutta, fino ad arrivare a don Milani, per non parlare del mitico don Andrea Gallo (lui si “spezzino” di adozione, viste le tante e gradite visite compiute nella nostra città): tutte persone che in vita hanno messo anima e corpo al servizio degli ultimi e contro le ingiustizie sociali, non brandendo il crocifisso come arma di oppressione contro i più deboli.
Insomma l’esatto contrario di quello che è stato Escrivà: franchista, massone, misogino, violento, esponente dell’ala più reazionaria della già reazionaria chiesa spagnola, sostenitrice imperterrita del regime fascista assieme alle forze economiche che hanno tenuto nell’oscurantismo più bigotto per quasi mezzo secolo il popolo di Spagna.
I consiglieri di opposizione spezzini hanno più volte cercato chiedere chiarezza alla giunta su questo caso che rappresenterebbe una macchia per la nostra città, esempio, da sempre, di accoglienza e di multiculturalismo. Il consigliere di Spezia Bene Comune Massimo Lombardi è pronto all’interpellanza urgente che sarà presentata nel consiglio comunale di questa sera. Auspichiamo che tutta la cittadinanza si ribelli e chieda a Peracchini di fare marcia indietro. Spezia non merita un simile affronto.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“14 agosto grande momento di resistenza della città. Salvini non è il padrone del Paese”

19 agosto 2019, by  
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La giornata dello scorso 14 agosto resterà a lungo nella memoria collettiva della città come una delle pagine più belle dell’antifascismo spezzino recente. Centinaia di giovani e giovanissimi insieme a donne e uomini di ogni età hanno dimostrato che esiste una forte opposizione nazionale al mondo salvininiano che fino a pochi giorni pareva essere l’unico dei mondi possibili, stando al mainstream quotidiano dettato dai sondaggi elettorali.
Spezia e gli spezzini hanno contestano duramente l’uomo solo al comando, quello dei “pieni poteri”, quello che vuole impadronirsi di governo, parlamento e capo dello stato, quello che diserta il ministero di sua competenza e che semina continuamente populismo e violenza sui social e in tv, quello che sdogana l’estrema destra e che rappresenta più di ogni altro la classe padronale travestendosi da “uomo del popolo”, quello che grida sempre allo scandalo ma che dirige un partito capace di portare via 49 milioni di euro alla collettività. E l’elenco sarebbe ancora molto lungo.
 
Il 14 agosto 2019 è stato un importante segnale di resistenza di fronte a tutto questo e alla barbarie predicata e rappresentata dai nuovi padroni del vapore, che tra un saluto romano e l’altro credono di impossessarsi del Paese. 
 
L’accoglienza che la città ha riservato al ministro degli Interni (ma non si doveva dimettere?) di fronte ai cordoni di polizia, carabinieri e servizio d’ordine privato (a proposito, chi ha pagato le decine di steward che perquisivano le persone intente ad avvicinarsi in Piazza del Bastione? E’ una domanda che rivolgiamo al sindaco Peracchini, il grande assente della giornata, nonostante diriga una giunta per metà leghista) è stata esemplare e ci riempie il cuore di orgoglio.
Perché gli spezzini non dimenticano, resistono e continueranno a farlo. Se lo ricordino Salvini e i suoi febbrili scherani locali, le cui ridicole dichiarazioni non riusciranno di certo a intimidirli.
 

Federazione spezzina di Rifondazione Comunista 

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