Allluvioni, odg in provincia: “impegno economico per prevenzione e messa in sicurezza”

16 novembre 2010, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Istituzioni, Primo piano

Un ordine del giorno presentato in Provincia per discutere degli eventi alluvionali e il dissesto idrogeologico che hanno sconvolto il territorio spezzino nelle scorse settimane. A scriverlo i consiglieri provinciali della Federazione della Sinistra della Spezia Salvatore Romeo e Pierluigi Sommovigo che chiedono al Governo “di predisporre e finanziare un Piano straordinario su base pluriennale per la messa in sicurezza del territorio nazionale sotto il profilo del dissesto idrogeologico, creando altresì le condizioni per migliaia di posti di lavoro” e alla giunta provinciale di “tenere nella massima considerazione le necessità economiche da predisporre nel prossimo bilancio di previsione 2011 per far fronte alle esigenze di una costante opera di manutenzione e prevenzione delle aree più sensibili”. Qui di seguito il testo integrale dell’Odg:



Il Consiglio Provinciale della Spezia,

premesso che, ancora una volta, drammatici eventi alluvionali hanno fatto riscoprire quanti danni può causare all’intero patrimonio nazionale l’assenza di un’autentica politica di prevenzione e di controllo dell’intero assetto idrogeologico .

– assodato che i fenomeni alluvionali vengono acuiti dalla mancata o scarsa manutenzione del territorio soprattutto collinare, dovuta all’assenza dell’uomo,

– riconosciuto che la presenza e l’intervento dell’uomo, nell’assicurare pulizia, manutenzione e costante monitoraggio di versanti e corsi d’acqua, garantisce un assetto complessivo del territorio tale da prevenire ed evitare che eventi alluvionali di dimensioni anche contenute si trasformino spesso in tragedie.

– preso atto della pesante situazione di emergenza ambientale che ha colpito di nuovo in questi giorni numerose Regioni a seguito delle fortissime precipitazioni, causando vittime e arrecando gravissimi danni alle popolazioni e alle attività locali;

– rilevato che l’intero territorio del Paese è soggetto ad una permanente situazione di rischio idrogeologico,

– considerato che circa 30.000 Kmq di territorio nazionale e che oltre 6 milioni di persone vivono in aree considerate ad alto rischio e che ogni anno si stima in quasi un miliardo di euro l’impegno finanziario per fronteggiare i danni causati da frane e alluvioni,

– ritenuto che il ripetersi ravvicinato di eventi di tale rilievo e intensità non possa essere attribuito soltanto alla eccezionalità di avversità meteorologiche ma che rappresenti in modo evidente un quadro di estrema fragilità nell’assetto idrogeologico del territorio nazionale,

– apprezzato il lavoro della Protezione Civile nelle proprie articolazioni nazionale, regionale, locale, che dimostra costantemente la propria capacità di tempestiva risposta alle emergenze;

esprime cordoglio ai familiari delle vittime e solidarietà alle popolazioni colpite dagli ultimi tragici eventi;

chiede

al Governo di predisporre e finanziare un Piano straordinario su base pluriennale per la messa in sicurezza del territorio nazionale sotto il profilo del dissesto idrogeologico, creando altresì le condizioni per migliaia di posti di lavoro,

impegna

la Giunta provinciale a tenere nella massima considerazione le necessità economiche da predisporre nel prossimo bilancio di previsione 2011 per far fronte alle esigenze di una costante opera di manutenzione e prevenzione delle aree più “sensibili”.

Il suddetto OdG, se approvato, viene inviato alle autorità competenti (Presidenza del Consiglio, Upi, Anci, Unione Regioni).

Il Capogruppo PRC  Salvatore Romeo

Il Capogruppo PdCI  PierLuigi Sommovigo

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA LA SPEZIA

Congresso Federazione della Sinistra La Spezia: “Felicità per i lavoratori ex San Giorgio: determinante il contributo della FDS per non aver fatto cambiare la destinazione d’uso dell’area”

16 novembre 2010, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

Si è tenuto oggi 13 novembre al Camec della Spezia il primo congresso provinciale della Federazione della Sinistra spezzina assieme ai rappresentanti provinciali di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Lavoro e Solidarietà, tre delle quattro forze che costituiscono il nuovo soggetto politico assieme a Socialismo 2000.

I lavori congressuali, che hanno visto una grande partecipazione di pubblico per tutto l’arco della giornata, si sono conclusi con la relazione dell’on. Giovanni Russo Spena, già capogruppo PRC al Senato e attuale responsabile Dipartimento Giustizia di Rifondazione Comunista.

In vista del congresso nazionale che si terrà a Roma dal 20 al 21 novembre prossimi, la Federazione della Sinistra nasce anche alla Spezia ricercando le ragioni dell’unità sui contenuti, nel rispetto delle diverse identità. La sinistra che continuava a dividersi, torna a riunirsi: ci ritroviamo proprio nell’anniversario che ha segnato la storia di questo Paese, i novant’anni dalla nascita del Pci, il prossimo 21 gennaio.

Un Congresso fondativo, “numero zero” della nostra storia, indispensabile per dare alla Federazione la piattaforma e la struttura dirigente per svolgere il compito che ci siamo prefissi: innanzitutto rappresentare nella politica italiana i lavoratori, quegli stessi lavoratori che hanno invaso Roma il 16 ottobre scorso con le bandiere della Fiom, che lottano per salvare le loro università, la conoscenza e la ricerca. Quei lavoratori ai quali pensavano anche i nostri Costituenti scrivendo le parole fondamentali della nostra democrazia.

Nel congresso si è ribadita la necessità di una grande alleanza per sconfiggere la destra nelle imminenti elezioni politiche, ma la Fds non siglerà accordi di governo, dato che anche le opposizioni sono legate a doppio filo alle politiche economiche neoliberiste che hanno generato la crisi economica cui si fa tuttora fatica a uscire.


Il dibattito sul territorio spezzino ha visto la discussione sulla questione morale emersa da una gestione troppo personalistica della cosa pubblica le cui
nefaste conseguenze si sono viste in ogni campo, da Acam alle Cinque Terre alla Provincia. Non basta la presa di coscienza del sindaco Federici e del segretario del Pd Veschi, intervenuti quest’oggi: sull’intero metodo gestionale di tutto il territorio le responsabilità non sono da dividere con chi non ha colpe ma sono esclusivamente da ricercare in seno al Partito Democratico.

Infine sul tema del giorno, ossia l’accordo siglato con l’ASG Superconductors di Malacalaza, la FDS della Spezia esprime felicità anzitutto per i lavoratori cassaintegrati, un risultato raggiunto anche con l’azione politica dei suoi uomini nelle istituzioni comunali, provinciali e regionali che hanno spinto per non cambiare la destinazione d’uso di un’area fondamentale per la nostra città. Abbiamo dimostrato che è possibile portare alla Spezia un’industrializzazione di alta qualità e reindustrializzare le nostre aree produttive con un basso impatto ambientale. L’auspicio è che anche nella discussione per le aree militari spezzine si possa fare altrettanto.

Questa sarà inoltre un’opportunità importante anche per il nostro indotto lavorativo giovanile, con i giovani laureati che potranno trovare uno sbocco occupazionale di rilievo nel nostro territorio, senza essere costretti a emigrare. Un piccolo ma significativo segnale di ripresa per La Spezia e provincia.

I segretari provinciali della Federazione della Sinistra la Spezia

Chiara Bramanti, Rifondazione Comunista La Spezia

Pierluigi Sommovigo, Partito dei Comunisti Italiani La Spezia

Gianni Carassale, Associazione Lavoro e Solidarietà La Spezia

Il Pd la smetta di dire e votare cose di destra. Invece di vergognarsi della guerra, critica chi non la vuole!

30 ottobre 2010, by  
Archiviato in Primo piano, Società

Non siamo stupiti delle dichiarazioni del capogruppo Pd in consiglio provinciale della Spezia Gianni Neri riguardo al voto contrario del suo partito alla mozione che chiedeva l’immediato ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan presentata dai consiglieri della Federazione della Sinistra Salvatore Romeo e Pierluigi Sommovigo.

Le arzigogolanti e balbettanti motivazioni secondo le quali il Pd ha trovato “invotabile” una mozione che chiedeva una cosa semplice come il ritiro delle truppe italiane da un conflitto assurdo che si sta combattendo da quasi dieci anni a migliaia di chilometri di distanza contraddicendo l’ articolo 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…) trovano spiegazioni nella profonda ambiguità manifestata da tutto il Partito Democratico, non solo sul tema della guerra.

Recentemente infatti proprio sull’Afghanistan il parlamentare Pd Fassino aveva dichiarato addirittura di non essere contrario all’uso degli aerei da combattimento e da bombardamento, ovviamente per scopi “difensivi”. Il Pd nazionale così si è dimostrato, come quello spezzino, nei fatti quasi più a destra del Pdl e del ministro La Russa, incredulo di fronte a tale “insperata” apertura da parte del “centrosinistra”.

Per questo non ci stupiscono i comportamente alla Spezia del Pd locale che però utilizza un linguaggio francamente offensivo: come si può affermare che che l’odg fosse”strumentale” e perseguisse obbiettivi di “bassa lena”? L’offesa non va tanto a noi, quanto alle migliaia di vittime civili che le ultime due guerre in Iraq e in Afghanistan hanno prodotto, anche con la forte complicità deglle truppe italiane, come rivelato pochi giorni fa dal sito Wikileaks.

Sappiamo benissimo che non è il consiglio provinciale spezzino a decidere sulle sorti del mondo: la votazione è pressocchè simbolica e politica. A maggior ragione si poteva votare senza tutte questi tristi balletti. La missione italiana costa, oltre un’infinita retorica patriottarda, enormi cifre allo stato italiano, cioè a tutti noi, basta consultare solo l’ultima legge datata 3 agosto 2010 sulla proroga al rifinanziamento delle missioni militari:

http://www.normattiva.it/dispatcher?service=213&fromurn=yes&datagu=2010-08-11&annoatto=2010&numeroatto=126&task=ricercaatti&elementiperpagina=50&redaz=010G0150&aggatto=si&&afterrif=yes&newsearch=1&paginadamostrare=1&tmstp=1288279832052

Sono 1350 milioni di euro solo per il semestre luglio-dicembre 2010, mentre il governo italiano continua a tagliare fondi e risorse in ogni settore quando  continua ad abbattersi una crisi economica e sociale sempre più soffocante.

Solo sulla guerra le risorse si trovano, e chiunque dice che queste affermazioni sono populiste si faccia un profondo esame di coscienza.

Quanto ai riferimenti a Fini e Casini, se gli esponenti del Pd si ritengono irritati, che pensino a votare e a affermare concetti di sinistra se vogliono ancora definirsi tali, invece che vendere fumo ai propri elettori e a rincorrere chimere moderate o, addirittura, conservatrici e destrorse.

Altrimenti che cambino ragione sociale e politica e aderiscano direttamente alle idee del centrodestra.

Romeo e Sommovigo: “Sul ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan il PD si ritrova alla fine più a destra del PDL”

27 ottobre 2010, by  
Archiviato in Primo piano, Società

Questo è quanto emerso riguardo un ordine del giorno presentato ieri sera in consiglio provinciale da parte del consigliere  Salvatore Romeo di Rifondazione Comunista e Pierluigi Sommovigo dei Comunisti Italiani che, ricordando l’assurdità della guerra quale strumento per “esportare la Democrazia”, chiedevano il ritiro delle nostra truppe dall’Afghanistan.

Dopo un’appassionata discussione, protrattasi sino alla mezzanotte, contraddicendo la propria dichiarazione di voto che preannunciava un voto di astensione sul documento comunista, i consiglieri del PD, per essere certi che il documento non passasse, chiedevano la sospensione del Consiglio.

Al rientro in aula l’astensione dichiarata poco prima dal capogruppo PD si era trasformata con sorpresa generale in voto contrario con l’accodamento della consigliera Guassone di Sd.

Vibrata e forte la reazione dei consiglieri Sommovigo e Romeo che accusavano i consiglieri del PD di contraddire se stessi nell’arco di dieci minuti e di ribaltare la propria espressione di voto, non per questioni di merito, ma esclusivamente con l’obiettivo di rigettare il documento comunista che con l’astensione espressa poi dal PDL sarebbe passato in sede di votazione.

Alla fine l’OdG veniva votato da Rifondazione, PdCI e IDV con l’astensione del PDL e il voto contrario del PD, Sd e del neo gruppo Futuro e Libertà del consigliere Greco.

Se questo è il prezzo politico da pagare per ingraziarsi le simpatie di Casini, Fini ecc, che giudichino tranquillamente i cittadini.

Salvatore Romeo (capogruppo RC in consiglio provinciale della Spezia)
Pierluigi Sommovigo (capogruppo PdCI in consiglio provinciale della Spezia)

Fuori dalla giunta provinciale: ora opposizione a Fiasella!

13 luglio 2010, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

La Federazione della Sinistra della Spezia, verificato che non sono mutate le condizioni politiche all’interno della maggioranza dopo l’espulsione da parte del presidente della provincia Marino Fiasella dell’assessore al lavoro Elio Cambi e il conseguente ingresso in giunta dell’ingegner  Ettore Antonelli (vicepresidente Confindustria Giovani e proprietario della S.A.T, Società Acquedotti Tirreni detentrice di numerosi pozzi idrici anche nel nostro territorio), comunica la sua uscita dalla maggioranza di governo di questa provincia, sottolineando ancora una volta la totale volontà del Presidente di ignorare la volontà degli elettori che lo hanno eletto nel 2007 nonchè gli accordi politici pre-elettorali con i propri alleati.

E’ stata calpestata la cultura politica, l’identità e i referenti sociali di forze quali la Federazione della Sinistra nel bel mezzo di una gravissima crisi occupazionale, proprio nel momento in cui Confindustria sferra il suo attacco più pesante ai diritti dei lavoratori e ai loro contratti nazionali. Il Pd, partito del presidente Fiasella, ha scelto da che parte stare: quella dei padroni. Non intendiamo essere né complici né alleati di Confindustria.

Noi sosteniamo da tempo, e con convinzione, l’assoluta necessità di mantenere l’acqua pubblica, tra mille difficoltà e con la consapevolezza che il mantenimento del servizio idrico pubblico sia una risorsa anche per i lavoratori di Acam. E’ inaccettabile che la giunta provinciale annoveri tra le sue fila un esponente di un’associazione come Confindustria che, attraverso il suo massimo esponente nazionale, Emma Marcegaglia, ha più volte chiesto (ed ottenuto dal governo Berlusconi) provvedimenti per la privatizzazione dell’acqua.

E’ inaccettabile che un membro dell’esecutivo provinciale sia al tempo stesso proprietario dei pozzi d’acqua e creditore di Acam e probabile beneficiario di scelte che la stessa giunta dovrà assumere, in un’odissea di conflitti d’interessi inimmaginabili ed in un contesto in cui le lunghe mani del “partito degli affari” spezzino tenterà di muoversi per accaparrarsi commesse utili ai propri profitti e totalmente inutili socialmente, fino ad essere nocivi alla qualità della nostra vita.

Per continuare con coerenza la nostra battaglia contro la privatizzare l’acqua nel nostro paese, noi usciamo definitivamente dalla giunta Fiasella e i consiglieri provinciali Salvatore Romeo e Pierluigi Sommovigo passano all’opposizione.

Sui futuri scenari politici che si potranno aprire in provincia il presidente Fiasella dovrà ritenersi l’unico responsabile.

Federazione della Sinistra La Spezia

Scaricate

Manifesto per l\'uscita dalla maggioranza in Provincia - jpg (jpg - 3.14 MB)

Volantino \"Fuori dalla Giunta provinciale\" - pdf (pdf - 364.18 kB)

Il Pd fa la svolta verso Confidustria

23 giugno 2010, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

I Segretari della Federazione della Sinistra della Spezia Pierluigi Sommovigo e Chiara Bramanti, in merito al rimpasto di Giunta annunciato dal Presidente Fiasella.

Abbiamo appreso oggi che l’assessore Elio Cambi sarebbe stato escluso dalla Giunta provinciale. Una notizia che ci ha colto di sorpresa perché il Presidente Fiasella non ha ritenuto opportuno convocare il Partito per annunciare la sua decisione e neppure ha voluto informare il diretto interessato, a cui però, poche ore fa, ha indirizzato un SMS, un breve messaggio con il telefonino, per confermare quanto scritto stamattina sul giornale”.

Ovviamente questa decisione cambierebbe gli equilibri politici dell’attuale maggioranza perché qua non è in discussione soltanto la fiducia nell’Assessore Cambi, che peraltro con il suo operato e la sua serietà si è conquistato la stima dei lavoratori, dei sindacati e dei suoi collaboratori provinciali, ma verrebbe meno la rappresentanza di una forza politica che ha contribuito con i suoi voti, il suo impegno e la sua specificità alla vittoria della coalizione che sostiene il Presidente Fiasella”.

Ma cambiare in corsa una figura che ricopre un ruolo così importante per i problemi dei lavoratori è irresponsabile e pericoloso. E crediamo sia un segnale politico inquietante sostituire, nel ruolo di assessore al lavoro, un operaio come Elio Cambi con un esponente di Confindustria come Antonelli”.

Non sentivamo davvero il bisogno che il Presidente della Provincia sancisse e praticasse così disinvoltamente il discredito sulla politica e i suoi rappresentanti. Non solo Fiasella premia i transfughi della politica e concede un Assessorato a chiunque esca dal Pd ma per risolvere problemi ed equilibri tutti interni al PD calpesta ogni principio di lealtà e penalizza l’unica area politica (la Federazione della Sinistra) che è stata coerente e leale con gli impegni assunti fin dall’inizio. Ma è davvero così forte che potrà fare a meno in questo territorio anche per il futuro dell’apporto del 6,22% che la Federazione della Sinistra esprime?

Noi lo invitiamo pacatamente a un positivo e immediato passo indietro perché è evidente che il suo agire, avvenuto senza coinvolgimento dei propri alleati ma, ci pare, anche senza quello degli altri amministratori per le ricadute che comporterà, prefigura assetti diversi per tutto il territorio a partire dal Comune di Arcola e dal suo vacillante equilibrio politico, fino al comune capoluogo. Noi della Federazione della Sinistra non accetteremo passivamente questa operazione e questa svolta padronale della maggioranza”.

Un altro fattore politico estremamente negativo è l’esautorazione dell’ass.Micheloni dalla presidenza degli Ato (idrico e rifiuti) che con la presenza di Confindustria in giunta assume un quadro drammatico, visto il ruolo centrale di Rifondazione comunista contro l’incenerimento dei rifiuti e contro la privatizzazione dell’acqua”.