11 settembre 1973-2018, Rifondazione Comunista spezzina ricorda Salvador Allende a 45 anni dal golpe fascista di Pinochet

14 settembre 2018, by  
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L’11 settembre è l’anniversario della morte del presidente cileno Salvador Allende, caduto durante il golpe fascista di Pinochet del 1973, ucciso mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti dei carri armati dell’esercito.

Come ogni anno una delegazione di Rifondazione Comunista della Spezia si recherà presso la targa ricordo al centro “Allende” di via Mazzini per rendergli omaggio con le letture dell’ultimo discorso. Con l’occasione si vuole denunciare lo stato di degrado della targa stessa che meriterebbe quindi un rapido “restauro”.

L’appuntamento è per le 18.30 per la deposizione di una corona di fiori. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

11 settembre 1973-2017, Rifondazione Comunista spezzina ricorda Salvador Allende a 44 anni dal golpe fascista di Pinochet

9 settembre 2017, by  
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L’11 settembre è l’anniversario della morte del presidente cileno Salvador Allende, caduto durante il golpe fascista di Pinochet del 1973, ucciso mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti dei carri armati dell’esercito.

Come ogni anno una delegazione di Rifondazione Comunista della Spezia si recherà presso la targa ricordo al centro “Allende” di via Mazzini per rendergli omaggio. L’appuntamento è per le 17.30 per la deposizione di una corona di fiori. A seguire si terrà un intervento del consigliere comunale di Spezia Bene Comune Massimo Lombardi, accompagnato dalle letture dell’ultimo discorso di Salvador Allende ad opera dei Giovani Comunisti spezzini.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

11 settembre 1973-2016: Prc e Gc La Spezia commemorano Salvador Allende a 43 anni dal golpe fascista di Pinochet

9 settembre 2016, by  
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Come ogni anno la federazione spezzina di Rifondazione Comunista assieme ai Giovani Comunisti La Spezia commemoreranno la figura di Salvador Allende che cadde combattendo in una delle pagine più nere del secondo ‘900: il golpe cileno fascista dell’11 settembre 1973 che poste fine al governo e alla vita del glorioso presidente socialista, democraticamente eletto dal suo popolo. 

 
Ci troveremo domenica 11 settembre 2016 alle 17.30 presso il centro “Allende” dei giardini pubblici di via Mazzini per porgere un mazzo di fiori alla targa che ricorda l’eroico Salvador, morto mentre difendeva, armi alla mano, il palazzo presidenziale della Moneda durante il bombardamento dell’aviazione guidata dal criminale Pinochet. 
 

Con l’appoggio determinante della Cia si aprì così un ventennio di sangue e dittatura fascista che ancora oggi porta i segni sul popolo cileno e dell’intero Sudamerica.

Per l’occasione il giovane attore Jonathan Lazzini (Le Urla di Hank) leggerà alcuni brani dell’ultimo discorso del presidente Allende al popolo cileno. Invitiamo tutti gli antifascisti spezzini a partecipare.

 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia
 
Giovani Comuniste/i La Spezia

11 settembre 1973-2015: Rifondazione ricorda Salvador Allende a quarantadue anni dal golpe fascista di Pinochet

10 settembre 2015, by  
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Come ogni anno Rifondazione Comunista della Spezia commemorerà la figura di Salvador Allende che cadde combattendo in una delle pagine più nere del secondo ‘900: il golpe cileno fascista dell’11 settembre 1973 che poste fine al governo e alla vita del glorioso presidente socialista, democraticamente eletto dal suo popolo.
 
Ci troveremo alle 17.30 presso Centro “Allende” dei giardini pubblici di via Mazzini per porgere un mazzo di fiori alla targa che ricorda l’eroico Salvador, morto mentre difendeva, armi alla mano, il palazzo presidenziale della Moneda durante il bombardamento dell’aviazione guidata dal criminale Pinochet. 
 
Con l’appoggio determinante della Cia si aprì così un ventennio di sangue e dittatura fascista che ancora oggi porta i segni sul popolo cileno e dell’intero Sudamerica.
 
Dopo la commemorazione Rifondazione sarà alle 18 in piazza Ramiro Ginocchio alla “Marcia degli scalzi” organizzata contemporaneamente in più piazza d’Italia per solidarietà alle migliaia di migranti che fuggono dalla fame e dalla guerra per rifugiarsi in Europa.  
 

Lavoratori della mia patria, ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro, in cui il tradimento ha la pretesa di imporsi. Continuate a esser certi che, più presto che tardi, riapriranno le grandi strade per le quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore. Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà inutile“. 

Salvador Allende, 11 settembre 1973

 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

 

Rifondazione ricorda Salvador Allende: un uomo, un presidente, un antifascista combattente

11 settembre 2014, by  
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Si è svolta questa mattina, come ogni anno, la cerimonia organizzata da Rifondazione Comunista in onore di Salvador Allende, il presidente del Cile caduto per il colpo di stato fascista quel maledetto 11 settembre 1973.
Allende è stato, ed è tuttora, un’immensa icona della sinistra mondiale: democraticamente eletto, fu rimosso mentre difendeva, armato, il palazzo presidenziale della Moneda dai carri armati del suo stesso esercito, guidati dal generale assassino Augusto Pinochet, la cui dittatura sanguinaria è proseguita fino al 1990.Un golpe sostenuto senza mezzi termini dalla Cia e dal capitalismo internazionale, di cui Allende da tempo denunciava gli enormi abusi nei confronti dei popoli del mondo.

Presso il centro spezzino che porta il suo nome, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Massimo Lombardi ha letto l’ultimo discorso di Allende ai cileni: “Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l’obbligo di procedere. Erano d’accordo. La storia li giudicherà”

Tra i vari presenti di stamani anche le cittadine cilene Carla Mastrantonio, della Cgil spezzina, e Patricia Wacquez, che hanno raccontato i loro personali ricordi del terribile regime di Pinochet.

Per non dimenticare.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

11 Settembre 1973 – 2014: noi non dimentichiamo Salvador Allende

10 settembre 2014, by  
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Giovedì 11 settembre 2014 alle 10.30, Rifondazione Comunista della Spezia omaggerà Salvador Allende presso la struttura pubblica di via Mazzini che porta il suo nome.

Come ogni anno Rifondazione sarà presente per ricordare questa grande figura politica del ‘900, a quarantuno anni di distanza dal tragico golpe fascista che portò al potere il criminale Pinochet.
Tutti gli antifascisti spezzini sono invitati a partecipare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Cile, la compagna Camila Vallejo eletta in Parlamento, Ferrero: “Bellissimo segnale di speranza contro il neoliberismo”

25 novembre 2013, by  
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Camila Vallejo è stata eletta al Congresso alle elezioni legislative cilene. La giovanissima leader degli studenti cileni, che nel 2011 divenne il volto della protesta studentesca cilena, è stata eletta assieme ad atri tre esponenti del movimento. L’affermazione arriva sullo sfondo di un trionfo del centrosinistra.

La coalizione che appoggia la candidatura presidenziale di Michelle Bachelet (46,6%), infatti, ha ottenuto il 56,6% dei voti nelle elezioni legislative che hanno accompagnato ieri le presidenziali, assicurandosi 67 dei 120 seggi della Camera dei Deputati, a solo due seggi dalla maggioranza necessaria per promuovere una riforma costituzionale.

Festeggeremo il nostro trionfo per le strade di La Florida”, ha scritto Vallejo su Twitter, riferendosi al suo distretto elettorale a Santiago, che l’ha scelta con il 44% delle preferenze. 25 anni, laureata in geografia, la brillante esponente dei Giovani comunisti cileni sosterrà in parlamento il programma di governo della coalizione “Nueva Mayoria” di Michelle Bachelet, se quest’ultima vincerà al ballottaggio delle presidenziali il 15 dicembre, come previsto da tutti i sondaggi.

Nel 2011, Camila Vallejo guidò la protesta degli studenti contro il presidente conservatore Sebastian Pinera per ottenere un accesso più libero e meno costoso all’istruzione secondaria. Molti fra i suoi ex colleghi l’hanno accusata di aver tradito la militanza per per aver dato il suo appoggio a Bachelet. Il 6 ottobre di quest’anno, Camila è diventa mamma. Secondo l’Ocse, il Cile è il paese con la peggiore redistribuzione dei redditi fra i suoi 34 membri.

Nell’ambito dell’ottimo risultato delle sinistra in Cile, – ha commentato Paolo Ferrero – le nostre congratulazioni a Camila Vallejo e alla leader della gioventù comunista Karol Cariola, a Giorgio Jackson, di Rivoluzione Democratica, e a Gabriel Boric di Sinistra Autonoma, compagni dei movimenti studenteschi che sono stati eletti al Parlamento cileno. La loro elezione è un bellissimo segnale, di democrazia, partecipazione e di vero rinnovamento, non solo per il Cile ma per tutta l’America Latina e anche per l’Europa: il futuro non è il neoliberismo che proprio nel Cile di Pinochet ha fatto i suoi primi passi.

Paolo Ferrero,

segretario nazionale Rifondazione Comunista

Allende vive! Contro vecchi e nuovi fascismi, Rifondazione ricorda El Presidente

11 settembre 2013, by  
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Questa mattina una delegazione della federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista ha reso omaggio alla figura del grande presidente cileno Salvador Allende, morto eroicamente quarant’anni fa mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti fascisti e golpisti dell’esercito del criminale Pinochet, teleguidato dalla CIA statunitense.

Un attentato alla democrazia e alla speranza di un popolo, quello cileno, che ha sofferto e continua a soffrire per una ferita difficilmente rimarginabile, che ha causato migliaia di morti, feriti, incarcerati, scomparsi.

Con il segretario Prc Massimo Lombardi erano presenti, tra gli altri, il partigiano Luigi Fiori, che ha messo in guardia dai nuovi fascismi e dai nuovi golpe di vario colore, visto l’attuale attacco bipartizan alla Costituzuone italiana e il progressivo svuotamento della democrazia del nostro Paese, l’ex sindaco della Spezia Giorgio Pagano e Carla Mastrantonio della Cgil spezzina.Quest’ultima, cilena di nascita, con grande emozione e commozione ha parlato dei suoi ricordi del golpe di Santiago, avvenuto quando era bambina: “Lo ricordo come una cosa dei grandi, un fatto di cui i cileni facevano e fanno tutt’ora fatica a parlare”.

Oggi, con i venti di guerra e distruzione di nuovo alle porte nel mondo, Rifondazione ha voluto ricordare quella immensa tragedia, nella speranza che vengano impedite e fermate nuove carneficine su popoli innocenti e inermi.


“Lavoratori della mia patria, ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro, in cui il tradimento ha la pretesa di imporsi. Continuate a esser certi che, più presto che tardi, riapriranno le grandi strade per le quali passerà l’uomo libero, per costruiire una società migliore. Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà intuile”.

Salvador Allende, 11 settembre 1973


Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

11 Settembre 1973-2013: Rifondazione Comunista ricorda Salvador Allende a quarant’anni dal golpe fascista di Pinochet

10 settembre 2013, by  
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L’11 settembre è l’anniversario della morte del presidente cileno Salvador Allende, caduto durante il golpe fascista di Pinochet del 1973, ucciso mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti dei carri armati dell’esercito.
Come ogni anno una delegazione di Rifondazione Comunista della Spezia si recherà presso la targa ricordo al Centro Allende di via Mazzini per rendergli omaggio.
Alle 10.30 sarà depositata una corona di fiori alla presenza del segretario provinciale di Rifondazione, Massimo Lombardi.
Tutti gli antifascisti spezini sono invitati a partecipare.
Rifondazione Comunista La Spezia

Ferrero: “Thatcher, una delle più grande nemiche dei lavoratori di ogni tempo: senza di lei il mondo sarebbe stato migliore”

9 aprile 2013, by  
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E’ morta la Thatcher. Già i media la stanno santificando. Invece il mondo senza di lei sarebbe stato decisamente migliore. Animata da un enorme odio di classe, ha operato con determinazione per distruggere il movimento operaio inglese ed i minatori in particolare. Nel giorno della sua morte i media dovrebbero parlare dell’enorme sofferenza individuale e sociale che ha determinato con le sue politiche, della dignità di quelle centinaia di migliaia di minatori che per un anno – dal 1984 al 1985 – fecero il più lungo sciopero dell’età moderna per opporsi al proposito fascista della Thatcher di far fuori i minatori attraverso la chiusura arbitraria delle miniere. E’ morta l’amica di Pinochet, una delle più grandi nemiche dei lavoratori, della libertà e della giustizia di tutti i tempi.

Paolo Ferrero, segretario nazionale Rifondazione Comunista

 

«I have given you back the right to manage». Con questa frase la primo ministro Margaret Thatcher esordiva a una cena annuale della Confederation of British Industry assumendosi il merito di aver rilanciato la crescita economica del Regno Unito. Con la vittoria del partito Conservatore nel 1979, il governo Thatcher portò un radicale mutamento nella strategia di politica economica. La svolta assume rilevanza, anche ai fini dell’analisi economica, per la netta contrapposizione con la politica keynesiana del passato. Le sue erano le dottrine economiche monetariste e della nuova macroeconomia classica che, almeno inizialmente, tentò di applicare incondizionatamente alla realtà, conquistando ampi strati di cittadini britannici che non trovavano una risposta nelle ricetta laburista contro la crisi. La fine degli anni Settanta è contrassegnata, anche nel Regno Unito, da profonde tensioni economiche e sociali. Il modello economico che fino ad allora aveva garantito la diffusione del benessere in ampi strati della popolazione, è messo in discussione dal quadro competitivo internazionale che richiede una ristrutturazione industriale costosa sul piano sociale, ma soprattutto dall’incertezza che generano le tensioni inflazionistiche dovute alla crisi petrolifera e a quella del dollaro che si traducono in svalutazioni competitive, deficit pubblici e cadute dei redditi reali. La rivoluzione politica di Margaret Thatcher (e del presidente degli Stati uniti Ronald Reagan) è la risposta del right approach a queste difficoltà. Le strategie di politica economica si modificano profondamente assumendo come propria linea di fondo il «disimpegno», ovvero l’arretramento del governo da aree d’intervento e responsabilità economica che le precedenti amministrazioni avevano occupato. (…)
È la politica del lato dell’offerta: rimozione delle restrizioni all’espansione degli affari; controllo delle spese governative per ridurre l’onere sull’economia; struttura fiscale caratterizzata da una più bassa tassazione per favorire le remunerazioni delle imprese e delle capacità professionali; privatizzazione delle industrie nazionalizzate; abolizione delle restrizioni sul sistema bancario, sulla finanza internazionale; e infine liberalizzazione del mercato del lavoro (l’Employment Act del 1980 diretto a ridurre lo spazio dell’attività sindacale è il primo atto dell’amministrazione Thatcher). Gli effetti di questo «disimpegno» si manifestano da subito sulla distribuzione del reddito e sulla disoccupazione giustificata dalla necessità di stimolare l’imprenditorialità per una ristrutturazione dell’apparato produttivo, e delle connesse relazioni sociali, fondato sulla ricerca di una maggiore «efficienza» produttiva, raggiungibile attraverso una «disciplina» interna più severa: la reintegrazione degli incentivi economici è più importante dell’uguaglianza.
L’obiettivo è una società di proprietari – sostenuti da un mercato dei mutui liberalizzato – che non può essere che di supporto alla visione conservatrice della società. L’abbandono della funzione di regolatore diretto ed indiretto dell’economia da parte dello Stato risulta particolarmente incidente, non solo per le liberalizzazioni e deregolamentazioni interne in campo industriale, ma soprattutto per le relazioni finanziarie internazionali. Sono scelte che trasformano la struttura produttiva del paese; alla deindustrializzazione corrisponde una rapida espansione dell’industria dei servizi in particolare delle attività legate alla finanza nazionale ed internazionale: la City è stato il principale beneficiato di questo modello.
Il progetto Thatcher non è solo un nuovo modello di politica economica ma ha rappresentato anche una nuova proposta di aggregazione sociale intorno a un nuovo modo di sviluppo. Ma costruire una società più flessibile significa restringere i costi pubblici a una più ristretta cerchia di popolazione. Ne consegue il lungo processo di riforma dello stato sociale (sanità e istruzione) con l’obiettivo di sostituire la logica sociale con quella di mercato riportando a livello individuale il rapporto tra prestazioni e contributi e per quanto riguarda i sussidi di disoccupazione condizionarli da politiche di welfare to work per evitare nei beneficiari atteggiamenti di scarsa disponibilità nella ricerca di nuovo impiego.
Si afferma una visione di una società fondata sul superamento delle istituzioni del welfare e del potere di contrattazione sindacale e quindi su un sistema di relazioni sociali che trovano nell’interesse del capitale privato la condizione di progresso per tutti. La concezione del ruolo pubblico che orienta Margaret Thatcher è ben riassunta dalla sua affermazione che «There is no such thing as society»: «non esiste una cosa come la società. C’è solo l’individuo e la sua famiglia» nella convinzione che l’unica realtà istituzionale in grado di garantire il progresso sociale sia quella fondata su strutture di mercato.
Essa finirà con il risultare vincente diventando «senso comune» che le forze di mercato sono un elemento «naturale» della vita quotidiana e i suoi esiti non sono quindi suscettibili né di riflessione critica né di considerazioni morali, etiche e politiche. Non vi è pertanto alcuna alternativa possibile a un capitalismo di mercato: l’«economia» viene rimossa dalla sfera della contestazione politico-ideologica. È l’affermazione forte che «There Is No Alternative», che non ci possono essere alternative. In sostanza siamo alla «fine della storia». Ma è proprio questa visione che storicamente non ha tenuto. L’ipertrofia del settore finanziario, la speculazione finanziaria, la crisi produttiva occupazionale che stiamo vivendo segnala che questa visione politica genera instabilità e disuguaglianza.

Il Manifesto – 09.04.13

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