Prc La Spezia: “Pieno sostegno allo sciopero logistica ed autotrasporto”

31 ottobre 2017, by  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà ai lavoratori della logistica e dell’autotrasporto, che stanno chiedendo il rinnovo di un contratto nazionale scaduto da 22 mesi, chiedendo riconosciute le regole che diano loro diritti minimi, contro ulteriore ricatti, e per inserire la clausola sociale sulla fine del subappalto. In questo senso la mobilitazione dei lavoratori è ancora più importante, perché rivolta ad un sistema in cui, una sostanziale deregolamentazione del lavoro e la ricerca della massimizzazione del profitto, che ha prodotto riduzione di salario e di diritti. 
La segretaria provinciale Veruschka Fedi aggiunge: “Vorremmo porre l’attenzione tuttavia, sul fatto che questa condizione si riscontra in pressochè tutti i settori lavorativi del nostro paese, dove la logica di chi ha governato in questi ultimi anni è stata quella di fare uno “spezzatino”, in modo da ridurne la forza e la capacità contrattuale, e dove i pochi contratti di lavoro nazionali rimasti hanno tutti lo stesso tenore: minor diritti, minor salario, massima competizione al ribasso tra i lavoratori in una logica di massimo profitto per il datore di lavoroEcco perché questa mobilitazione, e quelle che auspichiamo saranno messe in campo, dovranno trovare solidarietà da parte di tutte le categorie di lavorator*, disocupat* e cittadin*; perché la logica che sta alla base di questo contratto è la stessa per tutti i settori.
Il nostro è anche un appello all’unità di chi ritiene questa situazione figlia delle politiche neoliberiste dei governi di questi anni, per cui solo la solidarietà e la determinazione può portare al riscatto di una vita dignitosa. Occorre una mobilitazione ancora più ampia dei lavoratori e dell’intero fronte sindacale, che sosterremo con impegno, per riconquistare diritti e salario per tutte e tutti.
Veruschka Fedi, 
segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Porto, respinta mozione urgente di Bucchioni: “Il Pd fa lo struzzo in Consiglio comunale”

11 novembre 2016, by  
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Nel corso della riunione del consiglio comunale della Spezia che si è svolta nella serata di lunedì 7 novembre ho presentato un’apposita mozione, così come previsto dai regolamenti vigenti, con la richiesta che il Sindaco Federici e l’Amministrazione comunale riferissero urgentemente sulla situazione venutasi a creare a seguito dell’inchiesta in corso che vede coinvolti anche funzionari dell’Autorità portuale nonché lo stesso Presidente.

La richiesta è stata respinta a causa del voto contrario dei consiglieri del Pd e della maggioranza che sostiene Federici che, evidentemente, non hanno ritenuto necessario che il consiglio comunale fosse informato dall’amministrazione su una vicenda che è al centro dell’interesse della città.

Il diniego del Pd è stato motivato col fatto che c’è un’inchiesta in corso e che occorre attenderne gli esiti.

La motivazione è ridicola e pretestuosa: quelle portuali sono attività di primaria importanza per l’economia cittadina ed il Sindaco fa parte del Comitato portuale, che è un organo che svolge importanti funzioni di governo nella realtà portuale.

Sarebbe stato dunque doveroso da parte sua informare il consiglio comunale sulla situazione che si sta determinando in Porto.

E non è accettabile che si dica che non se ne parla finché c’è l’inchiesta in corso perché nei giorni scorsi sulla vicenda lo stesso Federici ha rilasciato interviste nelle quali parla di “distorsioni nei metodi di governo” e di “quadro grave ed inquietante”.

Non si capisce perché, allora, di queste “distorsioni” e di questo “quadro grave ed inquietante” se ne possa parlare sulla stampa ma non se ne voglia informarne il consiglio comunale.

Insomma un sindaco ed una maggioranza, quella del Pd, che di fronte a fatti così gravi preferisce fare come lo struzzo, mettere la testa sotto la sabbia e (far finta di) non vedere.

 

Edmondo Bucchioni,

consigliere comunale di Rifondazione Comunista La Spezia

“Ultimo atto del teatro degli orrori della politica spezzina. Federici già da tempo sfiduciato dalla città”

15 marzo 2016, by  
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Il teatro degli orrori della politica spezzina sembra chiudere il sipario sull’esperienza Federici.

Si tratta dell’ennesima vicenda che conforta chi, come le nostre forze politiche, da tempo sostengono l’assoluta irresponsabilità ed inadeguatezza di una classe politica autoreferenziale e dirigista, autoritaria e lontana dai problemi della gente, che consuma le proprie guerre tra bande con un unico fine: il mantenimento del potere. Follo, Lerici, Ameglia, Riccò del Golfo, Portovenere, Sarzana, Arcola, Castelnuovo, le Cinque Terre, ora la città capoluogo. Un filo conduttore di tante storie che vedono il Pd protagonista di scelte sconsiderate, di azioni folli, dove il governo del territorio è uno strumento personalistico di carriera e di protagonismo. Da tempo abbiamo scelto di prendere le distanze da questo modo di far politica, le cui conseguenze sono devastanti per le comunità: svendita di Acam, inquinamento dell’Enel, gestione del Porto, privatizzazione di Atc, disastro della Sanità, scandalo Cinque Terre.

Non ultimo l’irresponsabile scontro istituzionale e di potere tra sindaco (nonché presidente della Provincia) e presidente dell’Autorità Portuale.

Federici, nei fatti, da molto tempo, è stato sfiduciato dai propri concittadini i quali hanno potuto misurare, sulla loro pelle, una modalità arrogante e prepotente di gestione della cosa pubblica capace di dividere la Comunità spezzina come mai accaduto in passato.

Quanto occorre in queste ore non è che la conseguenza della condotta di questi ultimi anni.

Tuttavia, crediamo che il vero nodo politico stia nel ruolo che questi sindaci posseggono e nella legge elettorale che li legittima, in quanto eletti direttamente dal popolo, a ruoli plenipotenziarii, privi di senso democratico e partecipativo. Si è pensato che la crisi dei partiti si risolvesse investendo nelle persone e indebolendo i primi che, nei fatti, sono sotto ricatto. Abbiamo scoperto, nostro malgrado, che le persone sono assai peggio dei partiti. Viste le controriforme in materia costituzionale, in atto da parte del governo Renzi, dubitiamo fortemente che tale situazione sia l’anticamera di un’analisi critica dello sfacelo che questo sistema ha creato, per questo riteniamo che oggi più che mai le nostre forze politiche debbano impegnarsi unitariamente per costruire, da subito, un’alternativa di governo del territorio che sia suggellata da un punto imprescindibile: la dignità delle istituzioni, dei consigli comunali, ed il rispetto delle nostre comunità con la costituzione di percorsi partecipativi reali.

E’ la ragione per la quale, solo poche settimane fa, abbiamo risposto, tutti insieme “No grazie” alla proposta del Pd di siglare accordi elettorali in vista delle prossime elezioni amministrative.

E’ tempo di cambiare.

Rifondazione Comunista, Sel, Possibile, Sinistra dei Valori La Spezia

 

“Solidarietà ai lavoratori dell’Oto Melara. Oto Melara non si tocca”

1 febbraio 2016, by  
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Questa mattina centinaia di lavoratori hanno partecipato al presidio organizzato dai sindacati bloccando l’entrata del terminal del Porto.

La preoccupazione dei lavoratori e delle lavoratrici è il taglio al welfare aziendale e dalle trasferte ai contributi per gli asili, ma soprattutto c’è la preoccupazione per il futuro.

A loro va la nostra solidarietà pronti a sostenere eventuali manifestazioni future in difesa dei posti di lavoro contro la ristrutturazione del gruppo.

Segreteria provinciale Prc La Spezia

Morte manovratore Serfer, Lombardi: “Sconcerto e rabbia per l’ennesima vittima sul lavoro nella nostra provincia”

18 agosto 2015, by  
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Ancora una volta nel nostro territorio piangiamo una giovane vittima del lavoro. Con grandissimo dolore abbiamo infatti oggi saputo della morte di Antonio, manovratore della Serfer, a due settimane dal terribile incidente subito al porto spezzino.
Una fine atroce, dopo giorni e giorni di sofferenza e agonia: c’è sconcerto e tanta rabbia per l’ennesima vita spezzata mentre stava lavorando, l’ennesima, in particolare, avvenuta nel porto e in ambiente ferroviario.
Morire sul lavoro è il massimo dell’assurdità per un essere umano. Per questo chiediamo a gran voce giustizia, verità e piena luce sulle dinamiche dell’incidente, oltre una severa attenzione da parte di tutti, datori di lavoro, istituzioni e lavoratori stessi, alla cultura della sicurezza. A nome personale e di tutta Rifondazione Comunista spezzina esprimo la nostra massima vicinanza e un forte abbraccio alla famiglia del povero Antonio.
Non dobbiamo fermarci alle sole parole ma agire ogni giorno, concretamente, per fermare definitivamente questo continuo stillicidio di lavoratori.
Massimo Lombardi,
 
segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Fanghi nel Golfo della Spezia: interpellanza del consigliere Prc Edmondo Bucchioni

10 giugno 2015, by  
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Al Presidente della Commissione Bonifiche Maurizio Ferraioli

Si richiede con urgenza la convocazione della Commissione per porre al centro dell’attenzione quanto sta succedendo nel nostro Golfo e nelle zone limitrofe, i pescatori raccolgono fango nelle reti, i muscoli stanno morendo, questo probabilmente grazie al dragaggio ed ai suoi fanghi tossici 

Si chiede di fare piena luce su queste vicende convocando al più presto Capitaneria di Porto, Arpal, pescatori e mitilicoltori ed eventualmente altri organismi – istituzionali e non – che possono contribuire a fare chiarezza su tale vicenda, la quale mette in pericolo inoltre l’intera stagione balneare del Golfo, compreso le zone limitrofe.

Edmondo Bucchioni
Consigliere Comunale Rifondazione Comunista La Spezia

Sommozzatori dei Vigili del Fuoco della Spezia: Bucchioni presenta una mozione urgente al consiglio comunale di oggi

11 luglio 2014, by  
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Nel consiglio comunale di oggi 11 luglio il capogruppo di Rifondazione Comunista Edmondo Bucchioni presenterà unamozione urgente riguardo il nucleo sommozzatori e distaccamento portuale Vigili del Fuoco. Di seguito il testo della mozione:

Visto il taglio agli organici dei Vigili del Fuoco ed in particolare la soppressione annunciata del nucleo sommozzatori della Spezia.

Visto che La Spezia è diventato un baricentro internazionale delle crociere.

Visto le ultime vicende che hanno contraddistinto la cronaca con il salvataggio di due persone grazie all’intervento dei sommozzatori e della motobarca dei Vigili del Fuoco.

Visto che il nostro territorio è purtroppo soggetto ad alluvioni e smottamenti.

Si chiede a codesta Amministrazione ed al Signor Sindaco che si faccia tramite nei confronti del Ministero dell’Interno perché non solo sia preservato il nucleo sommozzatori VVF della Spezia, ma venga ampliato l’organico coprendo H24 almeno nel periodo che va da maggio ad ottobre.

Inoltre si richiede il passaggio ad una categoria superiore (visto il notevole flusso di navi da crociera) del porto della Spezia, con conseguente passaggio del distaccamento portuale VVF ad un livello che consentirebbe l’aumento di organico.

In particolare per essere preparati ad intervenire su le grandi navi da crociera che attraccano puntualmente nel Golfo della Spezia.

Infine si sottolinea che il Comando VVF della Spezia è uno dei pochi ad avere un simulatore navale per corsi specialistici ed esercitazioni.

La vera mancanza è nell’organico dei Vigili del Fuoco.

 

F.to Edmondo Bucchioni

Gruppo consiliare Rifondazione Comunista La Spezia

Lombardi, lettera aperta alle/ai cittadini spezzini: il 22 febbraio costruiamo insieme una mobilitazione collettiva e plurale in difesa del nostro territorio

13 febbraio 2014, by  
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Cara/o cittadina/o Spezzina/o,

Scrivo a Te cittadina/o Spezzina/o, (non solo a chi segue la politica o che la agisce attivamente), soprattutto a Te che ami Spezia, ci sei nato e/o ci abiti nel nostro territorio – non importa se sei di Marola o di Lerici, se vivi al Favaro, a Melara o in centro – e soffri per le mille nocività che lo feriscono e annientano, ma non ti rassegni a ciò come accadimento ineluttabile e hai voglia di agire per il bene della nostra città.

Mi permetto di rivolgermi a Te, Cittadina/o Spezzina/o, perchè sino ad oggi è stato assordante il silenzio delle istituzioni locali in relazione a questo delicatissimo tema, associato alla sordità di chi non vuole ascoltare le ragioni di quanti, in questi anni, abbiamo portato all’ordine del giorno temi scottanti come i traffici dei rifiuti e l’uso sconsiderato del nostro territorio con discariche.

C’è necessità che Tu, Cittadina/o Spezzina/o, partecipi in prima persona ad una grande manifestazione pubblica che chieda “verità e giustizia” contro ogni nocività presenti nello Spezzino, dall’incidenza inquinante di centrale Enel e del Porto, alle condizioni delle aree militari, tra cui spicca il Campo in Ferro in Arsenale, ma anche nella val di Magra, circa la presenza di rifiuti interrati sulle sponde del fiume, emersi in relazione all’azione erosiva del fiume. 

Abbiamo assistito in queste settimane ad un susseguirsi di informazioni rese da soggetti legati alla criminalità organizzata che hanno esplicitamente chiamato in causa il nostro territorio circa la presenza di rifiuti tossico-nocivi. Non si tratta di un episodio. Prima di Schiavone, il pentito Fonti dichiarò la presenza di navi affondate al largo del mare spezzino.

Abbiamo assistito sgomenti ad un processo, quello della discarica di Pitelli, che ha visto gli imputati incredibilmente prosciolti da ogni accusa, per non aver commesso il fatto. Se da un lato è doveroso rispettare la sentenza di un Tribunale, tuttavia in troppe occasione il Nostro Paese ha visto sminuito il ruolo e l’autorevolezza di questo potere fondamentale per l’esercizio di una vera Democrazia, veicolato e vincolato ai poteri forti trasversali.

Di fronte a questo stupro del territorio, occorre una immediata ed enorme reazione popolare collettiva, di tutte/i le/i Cittadine/i Spezzine/i, – con la partecipazione di Comitati, Associazioni, Forze Politiche – che incanali lo sdegno fine e se stesso in partecipazione attiva e costruttiva, pertanto proponiamo per sabato 22 febbraio prossimo una grande manifestazione collettiva e plurale che veda protagonisti Tutte/i le/gli Spezzine/i – oltre ogni divisione politica – che si battono contro le nocività presenti nel nostro territorio avente come obiettivo dapprima quello della ricerca della verità, a cui segua l’assunzione di impegni concreti per risanare gli stupri ambientali e territoriali che la nostra provincia ha subito e susce a tutt’oggi.

Cittadina/o Spezzina/o siamo certi che la Tua risposta sarà straordinaria e lascerà basiti i molti che ancora oggi, dietro un buonismo di facciata, fanno ancora finta di non capire.

 

Massimo Lombardi

Segretario provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

“Dolore e sgomento per la morte dei sette lavoratori del porto di Genova. Si faccia subito piena luce sull’accaduto”

8 maggio 2013, by  
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La federazione provinciale di Rifondazione Comunista della Spezia esprime il più profondo dolore e sgomento per l’incredibile tragedia di ieri notte accaduta nel porto di Genova al molo Giano.

Si parla per ora di sette morti, tra cui uno spezzino. Sette persone, sette lavoratori che hanno perso la vita in un incidente assurdo, un’ennesima strage nel mondo del lavoro.

In queste ore di grande lutto per la città di Genova e non solo, esprimiamo la più profonda vicinanza alle famiglie delle vittime, auspicando che venga fatta al più presto piena luce su una vicenda ancora troppo oscura, che coinvolge per l’ennesima volta una nave Jolly della compagnia Messina, già nota per numerosi altri tristi casi del passato.

Quello che sappiamo per certo è che troppo spesso la sicurezza dei lavoratori, in ogni settore lavorativo, è lasciata per ultima in ordine di priorità.

Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso e renda a tutti la verità più assoluta, augurandoci che uno scempio simile non debba mai più accadere in nessun porto d’Italia.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Spezia, Rifondazione Comunista lascia la maggioranza: “Federici e il Pd hanno tradito il programma”

5 aprile 2013, by  
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Rifondazione Comunista della Spezia, rappresentata in consiglio da Simona Cossu in qualità di capogruppo della Federazione della Sinistra, esce dalla maggioranza di centrosinistra della città.La decisione, ad opera del comitato politico federale del partito riunitosi lo scorso 20 marzo, è stata annunciata questa mattina presso la sala stampa del comune capoluogo alla presenza della stessa Cossu, del segretario provinciale Massimo Lombardi, dei rappresentanti della segreteria e dei circoli spezzini del Prc. Ai giornalisti e alla cittadinanza è stato presentato il “libro nero” dell’amministrazione Federici, un lungo elenco di mancanze e di “tradimenti” al programma stilato nemmeno un anno fa dalla coalizione risultata vincente alle elezioni del maggio 2012. Una situazione divenuta oramai intollerabile.Acam, porto e nuovo ospedale del Felettino sono i principali nodi di divergenza nell’azione di governo della città nel quale Rifondazione lamenta un’assoluta assenza di confronto.

Su Acam, oramai fallita, nessun impegno è stato preso per costruire un vero piano industriale capace di poter rilanciare le attività del gruppo, nessuna volontà di ricapitalizzazione e nessun impegno di fare rispettare ai comuni il loro ruolo di soci ed azionisti. L’unica volontà emersa è quella di mantenersi proni ai diktat degli istituti di credito, dalla privatizzazione alla liquidazione dei servizi. Nonostante il referendum del 2011, i programmi elettorali chiari su questi punti e le buone intenzioni espresse (a parole), assistiamo di fatto allo smantellamento dei servizi.

A questo va aggiunto il trattamento cui sono sottoposti i lavoratori, la vergogna del referendum aziendale sui contratti di solidarietà in “stile Marchionne” e la cassa integrazione che impoverisce gli stessi lavoratori peggiorando seriamente i servizi per i cittadini. Sono anni che Rifondazione cerca di proporre alternative a queste decisioni scellerate senzamai essere stati presi in considerazione ma, anzi, a tratti derisi e tenuti costantemente all’oscuro delle scelte intraprese.

Anche sul porto nulla è stato fatto. L’attuazione del Prp è un miraggio. Ad oggi non esiste ancora un progetto sulla fascia di rispetto, opera essenziale al fine di mitigare i disagi delle lavorazioni portuali nei quartieri del Levante cittadino. Sul waterfront la restituzione di Calata Paita alla città è stata trasformata dalla possibilità per i cittadini di riappropriarsi di importanti spazi a mare, alla prospettiva di una gigantesca colata di cemento che prevede la costruzione di sei palazzi e due grattacieli. Rifondazione Comunista è per lo stop al consumo del territorio rigettando completamente questa ipotesi fino a quando il progetto di Llavador non sarà cestinato.

La vicenda della concessione Contship, un procedimento privo di trasparenza adeguata e nel quale si evidenziano possibili figure sintomatiche dell’eccesso di potere, che consegna il porto per cinquantatre anni a tale società instaurando un monopolio assurdo, e la ventilata riconferma a Presidente dell’Autorità Portuale di Lorenzo Forcieri, dimostratosi incapace di applicare il Prp e autoreferenziale nell’esercizio del proprio mandato, sono altre due questioni di gravità inaudita.

L’ultima “perla” in termini temporali è quella del futuro nuovo ospedale del Felettino. Le dichiarazioni sulla stampa del presidente Burlando sono in totale controtendenza con tutto quello che Federici ha promesso in campagna elettorale, in primo luogo la realizzazione di un ospedale con soli soldi pubblici. Il presidente della regione ha invece dichiarato che mancano all’appello 25 milioni di euro che dovranno essere reperiti da fondi privati, magari attraverso una fondazione che prosuegui il clientelismo dilagante che persevera in città.

Ma la cosa più grave sono i dubbi sul Dea di secondo livello. In tutte le discussioni in consiglio comunale il sindaco ha garantito che non vi fosse alcun problema a riguardo. Oggi leggiamo che il nostro bacino d’utenza non è sufficiente a giustificare tale struttura. Una bugia gigantesca. Federici ha sempre affermato che se non si fossero trovate le risorse pubbliche per la costruzione del nuovo ospedale con un dea di secondo livello, si sarebbe dimesso. Ma dopo le esternazioni di Burlando non abbiamo avuto nessuna presa di posizione.

Infine il metodo adottato dal sindaco descrive una totale mancanza di rispetto nei confronti di una forza politica che ha contribuito in modo importante alla sua rielezione.

In undici mesi, nonostante le pesanti polemiche all’interno della maggioranza, Federici non ha ritenuto di dover riunire le componenti politiche che lo hanno sostenuto e nemmeno di dover telefonare al segretario provinciale di Rifondazione o ad altri membri della segreteria.

La maggioranza si è riunita soltanto una volta a fronte delle gravi emergenze che affliggono il nostro territorio, e l’ordine del giorno di questa unica riunione ha riguardato i rapporti del gruppo della Federazione della Sinistra con la stampa.Queste sono solo alcune gravi questioni sul quale vi è una netta contrapposizione tra Rifondazione e centrosinistra spezzino. Ci corre l’obbligo di rimarcare anche la gravità delle affermazioni del sindaco in merito alle nostre critiche, accusandoci di essere in “cerca di posti”. Affermazioni arroganti, inaccettabili peraltro mai smentite dalla dirigenza provinciale del Pd.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

 

Cossu sullo strappo: “Con il Pd non c’è più discussione”

 

Sancito l’addio dei comunisti alla maggioranza consiliare. Lombardi: “Non si può prendere le decisioni e poi comuncarlo, ci vuole democrazia partecipata. Nessuna alleanza con il M5S”.

La Spezia – “L’amministrazione Federici ormai ha preso una piega dispotica, in cui il dissenso o anche solo il confronto sono vietati”. Le Federazione della sinistra esce dalla maggioranza in consiglio comunale, e lo fa sbattendo la porta. La capogruppo Simona Cossu ha parole dure per il sindaco e il Partito democratico, rei, secondo i comunisti, di averli estromessi sistematicamente dalle decisioni importanti nonostante gli accordi pre-elettorali. L’addio è quindi un approdo inevitabile, e arriva a poche settimane da un’elezione generale a dir poco disastrosa per la lista Ingroia.
“I punti fondamentali di attrito sono Acam e il porto, ma in generale mai una volta ci siamo riuniti all’interno della maggioranza per discutere questioni che erano importanti. Il messaggio che il sindaco manda alla città è del tenore: lasciate lavorare il manovratore, e non contestate le decisioni”.”In questa città c’è una classa dirigente che davanti alla crisi sociale si dimostra priva di idee. Non esiste un progetto di sviluppo capace di dare prospettive, e nel frattempo all’interno del Pd si assiste ad una guerra tra bande, con l’uso delle istituzioni come arma in mano ai dirigenti. Ora ci sarà il bilancio e vedrete che sarà costruito in maniera scomposta dai vari uffici, già Federici mi ha anticipato che non ci sono i fondi per coprire tutti i servizi”. Sui prossimi scenari, il segretario provinciale Massimo Lombardi esclude qualsiasi ipotesi di alleanza con il Movimento 5 Stelle. “Possiamo essere d’accordo su alcuni punti, ma di alleanze non si parla”. Eppure è quello uno degli aspetti più interessanti da tenere presente per il futuro. Prc e Comunisti Italiani si ripropongono di aprire alle associazioni e ai comitati, che sempre di più guardano alla creatura di Beppe Grillo che, nonostante le tensioni interne a livello parlamentare, alla Spezia può vantare una “verginità” che è presupposto forte se si vuole strizzare l’occhio ad una certa società civile.”Siamo consapevoli di aver dato il via ad un momento epocale – dice Lombardi – e si tratta di una decisione sofferta. Ma non si tratta di un capriccio, lo dimostra il fatto che il partito ha votato l’uscita in maniera compatta con tutti i circoli del territorio. Sappiamo che questo comporta tutta una serie di rotture a livello locale, a cui probabilmente seguirà la fine anche a livello nazionale di quella forma con cui ci eravamo presentati alle ultime amministrative non solo alla Spezia. Ma è cambiato il progetto di città, ci siamo allontanati da un programma che era frutto di decine di ore di mediazione, e ci sentiamo ormai estromessi da ogni elaborazione delle scete strategiche”.
Troppe decisioni calate dall’alto, poce partecipazione: è questo il punto su cui si sofferma il segretario. “Nessun tema è stato declinato in questa maniera, ma mai come in questo momento abbiamo bisogno di democrazia partecipata. Non si può imporre delle scelte e poi spiegarle: si deve partire dai cittadini, dai sindacati, dai comitati e dalle associazioni”.

Domenichini: “Enel, Acam, porto e Atc i nodi dolenti”

Da ora in poi il voto sarà calibrato provvedimento per provvedimento. Cossu “Su Acam sono i grillini ad averci copiato”.

La Spezia – “Ribadiamo il carattere estremamente politico di questa scelta, siam l’unica forza che ha avuto il coraggio di dire che è stato tradito un patto di governo della città e della provincia tutta”. Il responsabile ambiente di Rifondazione comunista William Domenichini spiega così l’abbandono della maggioranza in consiglio comunale alla Spezia.
“Non è vero che non c’è un’alternativa, noi non passiamo all’opposizione per dire dei ‘no’. Su Acam abbiamo vissuto una storia in cui le nostre proposte sono sempre state respinte, e poi siamo stati tacciati di irresponsabilità quando noi abbiamo rigettato le privatizzazioni e le misure che gravano sui dipendenti”. E i temi legati all’ambiente sembrano essere quelli su cui maggiormente si è consumato lo strappo: “Su Enel e sull’Aia serve un’analisi che vada in profondità, noi abbiamo sempre voluto porre la ospettiva di una riconversione. Sul porto c’è una concessione cinquantennale fatta ad un privato: una questione che ricade anche su Porto Venere e Lerici. Per quel che riguarda Acam parliamo di un tema che coinvolge tutta la provincia. E poi Atc: possibile che non ci sia un punto comune sul bacino unico?”.
“Da ora in poi decideremo volta per volta e tema per tema – annuncia Cossu – e faremo molte proposte alternative. Se per esempio ci si chiede di salvare Acam siamo con chiunque. Anche con i grillini? Certo, ma questo si dovrebbe chiedere a loro visto che hanno portato un provvedimento copiato dal nostro…”
Rifondazione all’attacco di Federici e PD: “Sarà opposizione dura, basta con il dispotismo”

LA SPEZIA – “Basta con la gestione dispotica del Comune da parte di Federici. E i dirigenti del PD devono smetterla di usare le Istituzioni per le loro guerre tra bande”. Non le manda a dire la Consigliera Comunale di Rifondazione Comunista Simona Cossu.  Il giorno dopo l’annuncio ufficiale dell’uscita dalla maggioranza, tutto lo stato maggiore di Via Lunigiana si presenta ai giornalisti per spiegare le motivazioni di uno “strappo” che era nell’aria da tempo.

Forse addirittura prima delle elezioni amministrative che hanno visto il rinnovo del mandato a Federici al primo turno. Rifondazione fece la scelta, a quel tempo insieme ai Comunisti Italiani, di sostenere il secondo mandato del sindaco, con l’intento, dichiarato al proprio elettorato, di contribuire a “spostare a sinistra” il baricentro della coalizione di centrosinistra e poi del governo della città.

Sembra passato un secolo, invece che pochi mesi. La Federazione della Sinistra non c’è più, travolta dalla sconfitta elettorale alle politiche. Dopo l’azzeramento dei vertici nazionali, quello che rimane di Rifondazione Comunista, una storia iniziata subito dopo la svolta della Bolognina di Occhetto ed attraversata da alterne vicende, e fortune, si sta giocando tutto a livello territoriale.

E qui alla Spezia, il gruppo dirigente, proveniente quasi a metà dall’ex DP e dai “lombardiani” del Partito Comunista, negli ultimi anni ha spesso dimostrato una certa “insofferenza” per l’alleanza con il centrosinistra. Tanto che in molte occasioni, già nella precedente legislatura targata Federici, la cronaca delle sedute del Consiglio Comunale ha riportato da Rifondazione più critiche e distinguo che sostegni alle linee programmatiche della maggioranza. A partire dalle questioni più “sensibili”, come ACAM, Porto, Enel.

Differenziazioni che negli ultimi mesi sono diventate vere e proprie proposte alternative, con in più la scelta di Rifondazione di offrire sponda politica palese a movimenti cittadini che in precedenza erano rimasti più su un piano di interlocuzione, vedi Cernaia e Piazza Verdi.  Un motivo in più di critica, secondo Rifondazione, di una gestione verticistica di Federici, accusato di “calare le decisioni dall’alto”, senza confrontarsi con i comitati e le associazioni.

“C’è bisogno di vera democrazia partecipata- ha detto questa mattina in conferenza stampa il Segretario Provinciale Massimo Lombardi- l’uscita dalla maggioranza è una decisione sofferta, un momento epocale della storia del nostro partito che ha sempre governato la città; una decisione nata da tutti i nostri circoli, un percorso di coerenza politica. Il progetto di città di Federici è cambiato, si è allontanato da un programma condiviso in decine di ore di negoziazioni. Sono mutati profondamente gli assetti che avevano determinato l’alleanza alle amministrative. “

“Dopo le elezioni, mai una volta ci siamo riuniti come maggioranza, nonostante le nostre molteplici richieste- ha continuato la Cossu-questo la dice lunga sulla piega dispotica che ha preso l’amministrazione della città; gli slogan di Federici sono “vietato contestare e lasciate lavorare il manovratore”, qualsiasi critica lo offende. Un esempio eclatante sono le nomine nelle società partecipate e negli enti, senza la minima trasparenza. Le nostre sono sempre state critiche sui contenuti, come su ACAM e il porto, esempi di come la classe dirigente di questa città sia priva di idee e di come il partito Democratico utilizza le istituzioni e le aziende pubbliche.”

Stessa intransigenza nelle parole di William Domenichini, responsabile ambiente: “Rivendichiamo il carattere politico della nostra scelta, si è rotto un patto di governo su temi come il porto, con la concessione pluriennale a un monopolista, una privatizzazione mascherata.  Non vogliamo essere autoreferenziali, ma costruire un nuovo percorso di aggregazione delle forze sociali, per la difesa dei beni comuni e delle fasce più deboli, cogliendo il malessere manifestato alle ultime elezioni politiche.”

E’ chiaro che l’uscita di Rifondazione non potrà provocare sconquassi nella maggioranza di Federici, numericamente ancora ben salda; l’opposizione dei “rifondaroli”, più che in Consiglio Comunale, dove in qualche caso potrà incontrare sponde nei Grillini e in Guerri, dovrà giocarsi molto extra palazzo, sul piano del conflitto sociale, e in solitudine, dato che per Comunisti Italiani e SEL l’accusa di “subalternità al PD” non è solo accennata.  “E’ anche colpa loro se l’asse politico di questa maggioranza si è spostato- hanno concluso i dirigenti di Rifondazione- ora in Consiglio Comunale sarà battaglia su bilancio: le risorse devono andare tutte a sostegno di chi soffre la crisi. Faremo un’opposizione dura, ricorrendo anche all’ostruzionismo se sarà necessario.”

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