“Dolore e sgomento per la morte dei sette lavoratori del porto di Genova. Si faccia subito piena luce sull’accaduto”

8 maggio 2013, by  
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La federazione provinciale di Rifondazione Comunista della Spezia esprime il più profondo dolore e sgomento per l’incredibile tragedia di ieri notte accaduta nel porto di Genova al molo Giano.

Si parla per ora di sette morti, tra cui uno spezzino. Sette persone, sette lavoratori che hanno perso la vita in un incidente assurdo, un’ennesima strage nel mondo del lavoro.

In queste ore di grande lutto per la città di Genova e non solo, esprimiamo la più profonda vicinanza alle famiglie delle vittime, auspicando che venga fatta al più presto piena luce su una vicenda ancora troppo oscura, che coinvolge per l’ennesima volta una nave Jolly della compagnia Messina, già nota per numerosi altri tristi casi del passato.

Quello che sappiamo per certo è che troppo spesso la sicurezza dei lavoratori, in ogni settore lavorativo, è lasciata per ultima in ordine di priorità.

Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso e renda a tutti la verità più assoluta, augurandoci che uno scempio simile non debba mai più accadere in nessun porto d’Italia.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Spezia, Rifondazione Comunista lascia la maggioranza: “Federici e il Pd hanno tradito il programma”

5 aprile 2013, by  
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Rifondazione Comunista della Spezia, rappresentata in consiglio da Simona Cossu in qualità di capogruppo della Federazione della Sinistra, esce dalla maggioranza di centrosinistra della città.La decisione, ad opera del comitato politico federale del partito riunitosi lo scorso 20 marzo, è stata annunciata questa mattina presso la sala stampa del comune capoluogo alla presenza della stessa Cossu, del segretario provinciale Massimo Lombardi, dei rappresentanti della segreteria e dei circoli spezzini del Prc. Ai giornalisti e alla cittadinanza è stato presentato il “libro nero” dell’amministrazione Federici, un lungo elenco di mancanze e di “tradimenti” al programma stilato nemmeno un anno fa dalla coalizione risultata vincente alle elezioni del maggio 2012. Una situazione divenuta oramai intollerabile.Acam, porto e nuovo ospedale del Felettino sono i principali nodi di divergenza nell’azione di governo della città nel quale Rifondazione lamenta un’assoluta assenza di confronto.

Su Acam, oramai fallita, nessun impegno è stato preso per costruire un vero piano industriale capace di poter rilanciare le attività del gruppo, nessuna volontà di ricapitalizzazione e nessun impegno di fare rispettare ai comuni il loro ruolo di soci ed azionisti. L’unica volontà emersa è quella di mantenersi proni ai diktat degli istituti di credito, dalla privatizzazione alla liquidazione dei servizi. Nonostante il referendum del 2011, i programmi elettorali chiari su questi punti e le buone intenzioni espresse (a parole), assistiamo di fatto allo smantellamento dei servizi.

A questo va aggiunto il trattamento cui sono sottoposti i lavoratori, la vergogna del referendum aziendale sui contratti di solidarietà in “stile Marchionne” e la cassa integrazione che impoverisce gli stessi lavoratori peggiorando seriamente i servizi per i cittadini. Sono anni che Rifondazione cerca di proporre alternative a queste decisioni scellerate senzamai essere stati presi in considerazione ma, anzi, a tratti derisi e tenuti costantemente all’oscuro delle scelte intraprese.

Anche sul porto nulla è stato fatto. L’attuazione del Prp è un miraggio. Ad oggi non esiste ancora un progetto sulla fascia di rispetto, opera essenziale al fine di mitigare i disagi delle lavorazioni portuali nei quartieri del Levante cittadino. Sul waterfront la restituzione di Calata Paita alla città è stata trasformata dalla possibilità per i cittadini di riappropriarsi di importanti spazi a mare, alla prospettiva di una gigantesca colata di cemento che prevede la costruzione di sei palazzi e due grattacieli. Rifondazione Comunista è per lo stop al consumo del territorio rigettando completamente questa ipotesi fino a quando il progetto di Llavador non sarà cestinato.

La vicenda della concessione Contship, un procedimento privo di trasparenza adeguata e nel quale si evidenziano possibili figure sintomatiche dell’eccesso di potere, che consegna il porto per cinquantatre anni a tale società instaurando un monopolio assurdo, e la ventilata riconferma a Presidente dell’Autorità Portuale di Lorenzo Forcieri, dimostratosi incapace di applicare il Prp e autoreferenziale nell’esercizio del proprio mandato, sono altre due questioni di gravità inaudita.

L’ultima “perla” in termini temporali è quella del futuro nuovo ospedale del Felettino. Le dichiarazioni sulla stampa del presidente Burlando sono in totale controtendenza con tutto quello che Federici ha promesso in campagna elettorale, in primo luogo la realizzazione di un ospedale con soli soldi pubblici. Il presidente della regione ha invece dichiarato che mancano all’appello 25 milioni di euro che dovranno essere reperiti da fondi privati, magari attraverso una fondazione che prosuegui il clientelismo dilagante che persevera in città.

Ma la cosa più grave sono i dubbi sul Dea di secondo livello. In tutte le discussioni in consiglio comunale il sindaco ha garantito che non vi fosse alcun problema a riguardo. Oggi leggiamo che il nostro bacino d’utenza non è sufficiente a giustificare tale struttura. Una bugia gigantesca. Federici ha sempre affermato che se non si fossero trovate le risorse pubbliche per la costruzione del nuovo ospedale con un dea di secondo livello, si sarebbe dimesso. Ma dopo le esternazioni di Burlando non abbiamo avuto nessuna presa di posizione.

Infine il metodo adottato dal sindaco descrive una totale mancanza di rispetto nei confronti di una forza politica che ha contribuito in modo importante alla sua rielezione.

In undici mesi, nonostante le pesanti polemiche all’interno della maggioranza, Federici non ha ritenuto di dover riunire le componenti politiche che lo hanno sostenuto e nemmeno di dover telefonare al segretario provinciale di Rifondazione o ad altri membri della segreteria.

La maggioranza si è riunita soltanto una volta a fronte delle gravi emergenze che affliggono il nostro territorio, e l’ordine del giorno di questa unica riunione ha riguardato i rapporti del gruppo della Federazione della Sinistra con la stampa.Queste sono solo alcune gravi questioni sul quale vi è una netta contrapposizione tra Rifondazione e centrosinistra spezzino. Ci corre l’obbligo di rimarcare anche la gravità delle affermazioni del sindaco in merito alle nostre critiche, accusandoci di essere in “cerca di posti”. Affermazioni arroganti, inaccettabili peraltro mai smentite dalla dirigenza provinciale del Pd.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

 

Cossu sullo strappo: “Con il Pd non c’è più discussione”

 

Sancito l’addio dei comunisti alla maggioranza consiliare. Lombardi: “Non si può prendere le decisioni e poi comuncarlo, ci vuole democrazia partecipata. Nessuna alleanza con il M5S”.

La Spezia – “L’amministrazione Federici ormai ha preso una piega dispotica, in cui il dissenso o anche solo il confronto sono vietati”. Le Federazione della sinistra esce dalla maggioranza in consiglio comunale, e lo fa sbattendo la porta. La capogruppo Simona Cossu ha parole dure per il sindaco e il Partito democratico, rei, secondo i comunisti, di averli estromessi sistematicamente dalle decisioni importanti nonostante gli accordi pre-elettorali. L’addio è quindi un approdo inevitabile, e arriva a poche settimane da un’elezione generale a dir poco disastrosa per la lista Ingroia.
“I punti fondamentali di attrito sono Acam e il porto, ma in generale mai una volta ci siamo riuniti all’interno della maggioranza per discutere questioni che erano importanti. Il messaggio che il sindaco manda alla città è del tenore: lasciate lavorare il manovratore, e non contestate le decisioni”.”In questa città c’è una classa dirigente che davanti alla crisi sociale si dimostra priva di idee. Non esiste un progetto di sviluppo capace di dare prospettive, e nel frattempo all’interno del Pd si assiste ad una guerra tra bande, con l’uso delle istituzioni come arma in mano ai dirigenti. Ora ci sarà il bilancio e vedrete che sarà costruito in maniera scomposta dai vari uffici, già Federici mi ha anticipato che non ci sono i fondi per coprire tutti i servizi”. Sui prossimi scenari, il segretario provinciale Massimo Lombardi esclude qualsiasi ipotesi di alleanza con il Movimento 5 Stelle. “Possiamo essere d’accordo su alcuni punti, ma di alleanze non si parla”. Eppure è quello uno degli aspetti più interessanti da tenere presente per il futuro. Prc e Comunisti Italiani si ripropongono di aprire alle associazioni e ai comitati, che sempre di più guardano alla creatura di Beppe Grillo che, nonostante le tensioni interne a livello parlamentare, alla Spezia può vantare una “verginità” che è presupposto forte se si vuole strizzare l’occhio ad una certa società civile.”Siamo consapevoli di aver dato il via ad un momento epocale – dice Lombardi – e si tratta di una decisione sofferta. Ma non si tratta di un capriccio, lo dimostra il fatto che il partito ha votato l’uscita in maniera compatta con tutti i circoli del territorio. Sappiamo che questo comporta tutta una serie di rotture a livello locale, a cui probabilmente seguirà la fine anche a livello nazionale di quella forma con cui ci eravamo presentati alle ultime amministrative non solo alla Spezia. Ma è cambiato il progetto di città, ci siamo allontanati da un programma che era frutto di decine di ore di mediazione, e ci sentiamo ormai estromessi da ogni elaborazione delle scete strategiche”.
Troppe decisioni calate dall’alto, poce partecipazione: è questo il punto su cui si sofferma il segretario. “Nessun tema è stato declinato in questa maniera, ma mai come in questo momento abbiamo bisogno di democrazia partecipata. Non si può imporre delle scelte e poi spiegarle: si deve partire dai cittadini, dai sindacati, dai comitati e dalle associazioni”.

Domenichini: “Enel, Acam, porto e Atc i nodi dolenti”

Da ora in poi il voto sarà calibrato provvedimento per provvedimento. Cossu “Su Acam sono i grillini ad averci copiato”.

La Spezia – “Ribadiamo il carattere estremamente politico di questa scelta, siam l’unica forza che ha avuto il coraggio di dire che è stato tradito un patto di governo della città e della provincia tutta”. Il responsabile ambiente di Rifondazione comunista William Domenichini spiega così l’abbandono della maggioranza in consiglio comunale alla Spezia.
“Non è vero che non c’è un’alternativa, noi non passiamo all’opposizione per dire dei ‘no’. Su Acam abbiamo vissuto una storia in cui le nostre proposte sono sempre state respinte, e poi siamo stati tacciati di irresponsabilità quando noi abbiamo rigettato le privatizzazioni e le misure che gravano sui dipendenti”. E i temi legati all’ambiente sembrano essere quelli su cui maggiormente si è consumato lo strappo: “Su Enel e sull’Aia serve un’analisi che vada in profondità, noi abbiamo sempre voluto porre la ospettiva di una riconversione. Sul porto c’è una concessione cinquantennale fatta ad un privato: una questione che ricade anche su Porto Venere e Lerici. Per quel che riguarda Acam parliamo di un tema che coinvolge tutta la provincia. E poi Atc: possibile che non ci sia un punto comune sul bacino unico?”.
“Da ora in poi decideremo volta per volta e tema per tema – annuncia Cossu – e faremo molte proposte alternative. Se per esempio ci si chiede di salvare Acam siamo con chiunque. Anche con i grillini? Certo, ma questo si dovrebbe chiedere a loro visto che hanno portato un provvedimento copiato dal nostro…”
Rifondazione all’attacco di Federici e PD: “Sarà opposizione dura, basta con il dispotismo”

LA SPEZIA – “Basta con la gestione dispotica del Comune da parte di Federici. E i dirigenti del PD devono smetterla di usare le Istituzioni per le loro guerre tra bande”. Non le manda a dire la Consigliera Comunale di Rifondazione Comunista Simona Cossu.  Il giorno dopo l’annuncio ufficiale dell’uscita dalla maggioranza, tutto lo stato maggiore di Via Lunigiana si presenta ai giornalisti per spiegare le motivazioni di uno “strappo” che era nell’aria da tempo.

Forse addirittura prima delle elezioni amministrative che hanno visto il rinnovo del mandato a Federici al primo turno. Rifondazione fece la scelta, a quel tempo insieme ai Comunisti Italiani, di sostenere il secondo mandato del sindaco, con l’intento, dichiarato al proprio elettorato, di contribuire a “spostare a sinistra” il baricentro della coalizione di centrosinistra e poi del governo della città.

Sembra passato un secolo, invece che pochi mesi. La Federazione della Sinistra non c’è più, travolta dalla sconfitta elettorale alle politiche. Dopo l’azzeramento dei vertici nazionali, quello che rimane di Rifondazione Comunista, una storia iniziata subito dopo la svolta della Bolognina di Occhetto ed attraversata da alterne vicende, e fortune, si sta giocando tutto a livello territoriale.

E qui alla Spezia, il gruppo dirigente, proveniente quasi a metà dall’ex DP e dai “lombardiani” del Partito Comunista, negli ultimi anni ha spesso dimostrato una certa “insofferenza” per l’alleanza con il centrosinistra. Tanto che in molte occasioni, già nella precedente legislatura targata Federici, la cronaca delle sedute del Consiglio Comunale ha riportato da Rifondazione più critiche e distinguo che sostegni alle linee programmatiche della maggioranza. A partire dalle questioni più “sensibili”, come ACAM, Porto, Enel.

Differenziazioni che negli ultimi mesi sono diventate vere e proprie proposte alternative, con in più la scelta di Rifondazione di offrire sponda politica palese a movimenti cittadini che in precedenza erano rimasti più su un piano di interlocuzione, vedi Cernaia e Piazza Verdi.  Un motivo in più di critica, secondo Rifondazione, di una gestione verticistica di Federici, accusato di “calare le decisioni dall’alto”, senza confrontarsi con i comitati e le associazioni.

“C’è bisogno di vera democrazia partecipata- ha detto questa mattina in conferenza stampa il Segretario Provinciale Massimo Lombardi- l’uscita dalla maggioranza è una decisione sofferta, un momento epocale della storia del nostro partito che ha sempre governato la città; una decisione nata da tutti i nostri circoli, un percorso di coerenza politica. Il progetto di città di Federici è cambiato, si è allontanato da un programma condiviso in decine di ore di negoziazioni. Sono mutati profondamente gli assetti che avevano determinato l’alleanza alle amministrative. “

“Dopo le elezioni, mai una volta ci siamo riuniti come maggioranza, nonostante le nostre molteplici richieste- ha continuato la Cossu-questo la dice lunga sulla piega dispotica che ha preso l’amministrazione della città; gli slogan di Federici sono “vietato contestare e lasciate lavorare il manovratore”, qualsiasi critica lo offende. Un esempio eclatante sono le nomine nelle società partecipate e negli enti, senza la minima trasparenza. Le nostre sono sempre state critiche sui contenuti, come su ACAM e il porto, esempi di come la classe dirigente di questa città sia priva di idee e di come il partito Democratico utilizza le istituzioni e le aziende pubbliche.”

Stessa intransigenza nelle parole di William Domenichini, responsabile ambiente: “Rivendichiamo il carattere politico della nostra scelta, si è rotto un patto di governo su temi come il porto, con la concessione pluriennale a un monopolista, una privatizzazione mascherata.  Non vogliamo essere autoreferenziali, ma costruire un nuovo percorso di aggregazione delle forze sociali, per la difesa dei beni comuni e delle fasce più deboli, cogliendo il malessere manifestato alle ultime elezioni politiche.”

E’ chiaro che l’uscita di Rifondazione non potrà provocare sconquassi nella maggioranza di Federici, numericamente ancora ben salda; l’opposizione dei “rifondaroli”, più che in Consiglio Comunale, dove in qualche caso potrà incontrare sponde nei Grillini e in Guerri, dovrà giocarsi molto extra palazzo, sul piano del conflitto sociale, e in solitudine, dato che per Comunisti Italiani e SEL l’accusa di “subalternità al PD” non è solo accennata.  “E’ anche colpa loro se l’asse politico di questa maggioranza si è spostato- hanno concluso i dirigenti di Rifondazione- ora in Consiglio Comunale sarà battaglia su bilancio: le risorse devono andare tutte a sostegno di chi soffre la crisi. Faremo un’opposizione dura, ricorrendo anche all’ostruzionismo se sarà necessario.”

“Grave la mancata discussione sul porto e sulla mozione De Grazia in consiglio comunale”

13 febbraio 2013, by  
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L’ultimo consiglio comunale prima della “pausa” elettorale, una pausa lunga che non darà la possibilità di affrontare molte urgenze da parte dell’assemblea spezzina, chiude i lavori di febbraio con una nota estremamente negativa. Tant’è che i lavori dell’assise non sono stati possibili, con un voto pressochè unanime e trasversale sulla sospensione, nonostante all’ordine del giorno ci fossero temi attuali e scottanti, presentati  dalla capogruppo di Rifondazione Comunista, Simona Cossu.
Primo fra tutti il tema del porto su duplice aspetto, il primo riferibile all’attuazione delle azioni di mitigazione delle attività portuali, a partire dalla fascia di rispetto fino all’ambientalizzazione, il secondo di censura rispetto alla procedura di concessione avviata dall’autorità portuale, concessione che darà in mano ad un unico terminalista, Contship, in regime di monopolio, pressochè tutto il porto spezzino per i prossimi 53 anni.
Un ulteriore segnale negativo viene dalla mancata discussione sulla mozione sulle vicende dei traffici di rifiuti tossici, che secondo la relazione della commissione parlamentare vedono la città della Spezia al centro di molte vicende, non ultima la morte del capitano De Grazia. 
Ci domandiamo come sia possibile che di fronte a temi così importanti il consiglio comunale non senta l’esigenza di confrontarsi e fare il proprio lavoro, anche a costo di ore tarde. Un segnale davvero negativo che non può far altro che alimentare la sfiducia crescente nella politica, ed un atteggiamento dal quale Rifondazione prende le distanze censurando in modo chiaro e totale, ritenendo che la discussione sul porto e sulla vicende ad esso collegate, attuali e passate, economiche, ambientali e criminose, siano urgentissime. Purtroppo siamo stati l’unico partito ad averne coscienza.
Segreteria prov.le Prc La Spezia
Di seguito la mozione urgente presentata da Simona Cossu:


Premesso che

Nelle conclusioni della relazione, approvata della commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie,  si afferma con chiarezza che la morte del Capitano Nicola De Grazia non fu dovuta a cause naturali e si denuncia l’improvviso smembramento del gruppo investigativo che faceva capo a De Grazia;

il 13 dicembre 1995, Natale De Grazia morì durante il viaggio verso la Spezia, dove avrebbe dovuto proseguire le indagini sugli affondamenti delle navi dei veleni e sul traffico di rifiuti tossici.

L’omicidio di De Grazia si aggiunge a quello del sottufficiale del Sismi Vincenzo Licausi, assassinato nel 1993 e informatore della giornalista Ilaria Alpi sul traffico di armi e rifiuti tossici, la stessa Ilaria Alpi fu assassinata l’anno successivo;

Considerato che

sia nelle inchieste della giornalista sia nell’indagine del Capitano De Grazia La Spezia rappresentava un uno snodo strategico nel traffico di rifiuti tossici e armi;

il 4 dicembre 1990 salpò dal Porto della Spezia la nave carica di veleni denominata Jolly Rosso e che il suo viaggio terminò con il naufragio lungo le coste calabresi, di fronte ad Amantea, arenando con sé il suo carico di veleni;

anche il sito di Pitelli viene individuato come luogo di smaltimento illecito di rifiuti tossici;

le indagini del Capitano De Grazia ieri e della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie oggi, sono fondamentali per fare piena luce sul traffico di rifiuti tossici nella nostra città.

Impegna il Sindaco

A farsi parte attiva affichè la Magistratura, la Commissione Parlamentare d’inchiesta proseguano nelle indagini sulle navi dei veleni e sul traffico di rifiuti tossici, utilizzando ogni mezzo possibile perchè questa vicenda non cada nell’oblio ( mezzi di stampa, organizzazione di convegni a carattere nazionale, organizzazione di manifestazioni di protesta, creazione di  dossier….)

Propone

Il conferimento della Cittadinanza onoraria e l’intitolazione di una pubblica via al Capitano di corvetta Nicola De Grazia.

 

Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra

Simona Cossu

Lombardi: “Il territorio spezzino è vittima di troppi interessi”

11 ottobre 2012, by  
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Da Il Secolo XIX del 10/10/2012

No all’outlet di Brugnato, al casello di Beverino, alla cessione di Acam Gas, all’incenerimento dei rifiuti. Si a un’economia incentrata sul verde e sulla salvaguardia dell’ambiente. Lo ribadisce il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Massimo Lombardi rispondendo al segretario Uil Walter Andreetti che nei giorni scorsi aveva espresso dure critiche nei confronti del Prc, contrario alla realizzazione dell’outlet, come ribadito dal voto nell’ultimo consiglio comunale spezzino.

«C’è un filo che sembrerebbe legare le ultime dichiarazioni di Andreetti, Enzo Papi e Raffaella Paita» afferma Lombardi «dobbiamo spezzare la catena di interessi che va solo a danno dei cittadini e delle giovani generazioni».

Dunque per Rifondazione l’outlet non è sinonimo di lavoro…

«Un mostro di cemento nella valle del biologico è una pazzia per gli speculatori. Con la precarietà totale  il lavoro è solo uno specchietto per le allodole. Andreetti pensi al suo mestiere, non sarà di certo la Uil a dettarci la linea».

Secondo voi che politiche si dovrebbero intraprendere?

«Il nostro territorio è fragile, lo dimostra la frana della Via dell’Amore. La vera sinistra è per il lavoro, ma stabile: Monti, dopo Berlusconi, lo sta smantellando definitivamente. Si pensi piuttosto a creare occupazione nella salvaguardia e manutenzione ambientale, lo ha detto anche il presidente Alessandro, al quale va la nostra piena solidarietà e stima».

Siete contrari anche al casello autostradale di Beverino? 

«Contrarissimi. Altra opera inutile e folle, a pochi chilometri tra i due caselli già esistenti. Un caso che se ne parli ora con il cantiere del 3° lotto dell’Aurelia aperto? Non vorremmo trovarci un secondo retroporto con i container anche in Val di Vara».


A proposito, il comitato portuale ha avviato la procedura per la concessione-Contship, che ne pensate?

«Che il porto sarà in mano a un monopolista per 53 anni, molti spezzini non vedranno la scadenza. Ci chiediamo se tale infrastruttura debba essere gestita nell’interesse di pochi per sperare nei benefici a caduta. Occorre un porto che si sviluppi nel rispetto della città, non in antitesi».

Altro tasto dolente, la questione Acam…
«Abbiamo assistito a mille teatrini a danno dei lavoratori, ora nessuno li strumentalizzi, specie chi ha fallito in continuazione i propri piani. Da tempo chiediamo un vero piano industriale basato su acqua pubblica, rifiuti zero, energie rinnovabili. Basta ai matrimoni finti e ai proclami indegni, mentre i dipendenti Acam si giocano il proprio futuro. Per noi sono una priorità: no a spezzatini, nessuna cessione di Acam Gas. Sarebbe un disastro».

E il ciclo dei rifiuti? Da Termomeccanica è tornata la proposta di bruciarli…

«Basta speculare sulla salute delle persone. C’è un piano dei rifiuti, Papi prenda atto che sono le istituzioni democratiche a pianificare le scelte collettive, non gli industriali. Rifondazione da anni porta avanti una proposta chiara, con il modello Capannori e il riciclo virtuoso dei rifiuti. E’ l’unica soluzione possibile».

Secondo voi cosa manca a questo territorio?

«Innanzitutto il lavoro. Poi gli spazi pubblici per i giovani, l’accesso al mare per gli spezzini, penso al muro di Marola. Manca una politica per la casa, per la salute, per i diritti civili. Tutte questioni da noi sollevate in passato ma poco ascoltate, salvo poi riutilizzate per scopi propagandistici. Mi viene in mente il tanto sbandierato registro delle unioni civili: a Spezia è stato già deliberato nel 2006, a Sarzana nel 2007, sempre su nostra istanza. Ma evidentemente in troppi hanno la memoria corta».

Le vostre proposte di oggi?

«Chiamiamo a raccolta tutte le forze in opposizione alle massacranti politiche di Monti. Lo abbiamo già fatto invitando la sinistra a lottare unita, partendo dalla raccolta firme contro l’abolizione dell’articolo 18 che cominceremo nei prossimi giorni in tutta la provincia».

Tavolo tecnico per gli incidenti sul lavoro, Cossu e Bucchioni: “Occorre fare di più, specialmente al porto”

18 aprile 2012, by  
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Rivendichiamo con forza di essere stati gli unici a portare in consiglio comunale la battaglia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro“. Così Simona Cossu e Edmondo Bucchioni, candidati Fds al consiglio comunale della Spezia, intervengono sul tema degli incidenti sul lavoro dopo il tavolo tecnico svoltosi in prefettura.

“Purtroppo” affermano Cossu e Bucchioni “ribadiamo ancora una volta la scarsa volontà delle altre forze politiche, di destra e di sinistra, di impegnarsi a fondo su un problema sempre più gravoso nella nostra provincia: gli infortuni, anche mortali, nei luoghi di lavoro. In particolare nel porto della Spezia, teatro dell’ultimo gravissimo incidente, per fortuna senza conseguenze tragiche, occorre maggiore vigilanza e rigore nel rispetto esclusivo e prioritario per la vita dei lavoratori, troppo spesso messa a repentaglio da ritmi di lavoro inumani che limitano la sicurezza della persona”.

Simona Cossu e Edmondo Bucchioni

Candidati Federazione della Sinistra in consiglio comunale della Spezia

Incidente al porto della Spezia, Federazione della Sinistra: “Portuale salvo per miracolo, non tutti in città stanno dalla parte dei lavoratori”

11 aprile 2012, by  
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Il grave incidente di oggi al porto della Spezia solo per una pura combinazione non è stato fatale. Nel rallegrarci che la vita del lavoratore Marco Rossi, travolto stamani da diversi container, sia salva, non possiamo non indignarci per l’ennesimo, evitabile, disastro.

La Federazione della Sinistra pone ancora una volta al centro dell’attenzione la sicurezza dei luoghi di lavoro spezzini in generale e del porto in particolare. Chiediamo a gran voce che il problema non sia posto in maniera strumentale dalle altre forze politche e istituzionali, sempre pronte a rammaricarsi dopo gli incidenti, ma poco propense ad agire prima che essi avvengano.

L’esempio lo abbiamo avuto non molti giorni orsono. Infatti un mese fa gran parte dei consiglieri comunali spezzini non si è presentata all’apposita commissione consiliare sugli incidenti sul lavoro presieduta dal consigliere Fds Edmondo Bucchioni facendo saltare la seduta per mancanza del numero legale.

Un fatto graveche abbiamo immediatamente denunciato a mezzo stampa non raccogliendo, per la verità, molta eco. In troppi a parole utilizzano l’espressione “sicurezza sul lavoro” salvo poi non applicarsi con i fatti affinchè sia garantita: evidentemente in città non tutti stanno dalla parte dei lavoratori.

Federazione della Sinistra La Spezia

Cossu: ”Caro Delfino, le tue argomentazioni sono pretestuose”

1 luglio 2010, by  
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Se l’obbiettivo del capogruppo del PD, come ha scritto nella sua risposta di ieri, era quello di tranquillizzarmi, con le sue dichiarazioni ha ottenuto esattamente l’effetto opposto“. Così esordisce Simona Cossu, capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio comunale alla Spezia.

Dire che il Pd non ha votato la nostra mozione perché superata (per la cronaca abbiamo tenuto ferma la mozione su richiesta dell’Amministrazione, peccato di ingenuità che non commetteremo più) ha dell’incredibile visto che il DDL approvato dal Governo il 16 Aprile conferma nella parti più preoccupanti (possibilità di dragaggio in contemporanea con operazioni di bonifica, possibilità che il PRG possa non essere conforme agli strumenti urbanistici vigenti, possibilità che il PRG contenga previsioni concernenti aree esterne necessarie allo sviluppo delle attività portuali, svuotamento del Comitato Portuale, indebolimento dei Comuni) la bozza di riforma sulla base della quale abbiamo preparato la nostra mozione. Quali ripercussioni ci potrebbero essere nel nostro territorio se il Parlamento approvasse il DDL così come votato dal Governo? “.

Su questo avremmo voluto confrontarci, ma il PD ha scelto di eludere tali contenuti trincerandosi dietro un pretestuoso formalismo. Le argomentazioni sull’astensione all’ordine del giono sulle segnalazioni di gravi condizioni di lavoro all’interno del Porto – conclude Simona Cossu – sono ancora più pretestuose.  É prassi inviare in Commissione solo Mozioni che se approvate comporterebbero un impegno per l’Amministrazione ( impegni di spesa, modifiche di regolamenti….), gli ordini del giorno non possono impegnare ma solo invitare, auspicare, il nostro infatti invitava il Sindaco a verificare le segnalazioni raccolte, dire che il Pd non l’ha votato per verificarne la fondatezza prima di assumere i provvedimenti necessari (?) è quasi divertente se non fosse per la gravità dell’argomento trattato“.

Simona Cossu
Capogruppo PRC in Consiglio Comunale

Un tranquillo week end di paura

24 maggio 2010, by  
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Porto, centrale Enel e Panigaglia. Tre infortuni sul lavoro nel giro di un fine settimana e tutti nella provincia della Spezia.

Dagli organi di stampa si apprende in pratica un incidente al giorno nello spezzino nei più svariati ambienti lavorativi.  E’ ora di dire basta. Si dice sempre in questi casi, specie in quelli mortali, e quasi sempre invano.  A chi dice che è impossibile eliminare il rischio di infortuni sul lavoro rispondiamo che è obbligo delle aziende mettere nelle più totali condizione di sicurezza i propri dipendenti anche se ciò comporta svariati e onerosi costi.

Sappiamo bene che la sicurezza ha un prezzo salato e questo cozza con la logica del profitto, piegandosi alla quale i datori di lavoro mettono continuamente a repentaglio sempre più vite umane e le loro famiglie. Ma le persone non sono numeri, è bene ricordarlo a tutti.

Il bilancio del week end è allarmante, ed è evidente che non esiste alcuna attenzione ai lavoratori anche da chi dovrebbe vigilare per far si che ciò non accada.  Per fortuna, questa volta, non è capitato alcun incidente mortale.Ma la ravvicinata sequenza che ha colpito i tre operai spezzini tra venerdì e domenica scorsa deve far riflettere tutti: si piange sempre e ci si rammarica continuamente quando avviene la tragedia, ma gli avvertimenti più inquietanti ci giungono dagli incidenti non fatali come questi perchè non si presta mai loro la dovuta attenzione  e tutto passa in sordina.

E’ ora di pensare con grande serietà a chi muore e chi si infortuna nel nome del lavoro, ciè nel nome dell’articolo 1 della Costituzione, invece che tributare onori sdi Stato empre e solo alle vittime nei teatri di guerra, luogo, in opposto, diametralmente anticostituzionale per la nostra Repubblica.Uno Stato che non fa di tutto per evitare la fine dei propri cittadini che muoiono in suo nome silenziosamente per guadagnarsi da vivere, ha poco diritto a chiamarsi tale.

I rallisti del porto spezzino non sono lavoratori di serie B

5 maggio 2010, by  
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Non è credibile che una città abbia, come giusto che sia, grandi ambizioni per il progetto di un nuovo fronte al mare e nel contempo sia insensibile alle inqualificabili condizioni di lavoro in cui si trovano ad operare i lavoratori del porto ed in particolare gli addetti alla movimentazione merci:

  1. Ultimi nei diritti all’interno del porto, sino a dover essere accompagnati in bagno
  2. Turni di lavoro massacranti, stabiliti senza alcun criterio produttivo e spesso usati, come fattore punitivo, nei confronti di alcuni lavoratori, infischiandosene delle regole e dei limiti imposti dal contratto nazionale di lavoro dei porti
  3. Basso livello di sicurezza e di igiene ambientale, vista l’impossibilità di poter pulire i mezzi che utilizzano
  4. Lavoratori sottopagati, con disparità di trattamento all’interno degli stessi livelli retributivi
  5. Le maggiorazioni che sono dovute per il turno notturno e festivo non vengono pagate in barba al C.C.N.L-dei porti
  6. Le ore effettive di lavoro non vengono correttamente conteggiate
  7. La paga base oraria è assolutamente non adeguata e poco trasparente, con conseguente ricaduta negativa nel versamento dei contributi ecc.ecc.

Ci fermiamo qui. L’elenco sarebbe più lungo, ma ugualmente da il senso della miseria e delle barbare condizioni di lavoro a cui sono sottoposte queste persone. In aggiunta, se si tratta di immigrato, la situazione precipita notevolmente e magari il datore di lavoro consiglia loro a quale sindacato iscriversi. Ora diciamo “BASTA”, alziamo la testa e che questo Primo Maggio diventi l’inizio di un nuovo fronte di lotta, per la dignità del lavoro e di tutti i lavoratori.

Maurizo Fontana
Resp. politiche Lavoro PRC La Spezia

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