Elezioni comunale: nasce “Porto Venere bene comune” con Saul Carassale sindaco

La tutela dei beni comuni sempre più a rischio di privatizzazioni e speculazioni, la salvaguardia dell’ambiente e della caratteristiche paesaggistiche del territorio, la difesa delle reti sociali, dei servizi alla persona e del lavoro come risposta alla desertificazione dei borghi e garanzia di una buona qualità della vita: sono queste le principali tematiche sulle quali è nata la lista “Porto Venere Bene Comune”.
Il percorso, iniziato fin dall’estate scorsa, ha visto confrontarsi forze politiche della sinistra, esperienze civiche e di cittadinanza attiva accomunate dalla consapevolezza della necessità della costruzione di  una alternativa per Porto Venere e il suo comune.
Mesi di lavoro ed elaborazione hanno portato alla nascita di un progetto basato su una comune visione di sviluppo del territorio e di un metodo di amministrazione della cosa pubblica incentrato sulla trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, sulla partecipazione e la legalità.
Grazie a queste caratteristiche le nostre forze politiche hanno riscontrato le condizioni per trovare una nuova rinnovata forma di collaborazione al servizio di una proposta politico-amministrativa di alto livello e di ampio respiro.
Conoscenza del territorio, radicamento nella comunità, forte volontà nel non far diventare Porto Venere, Le Grazie e Fezzano dei “non luoghi” o luoghi dormitorio, ma al contrario tornare a borghi “vissuti” sia per i residenti sia per gli ospiti; queste le risposte che “Porto Venere Bene Comune” vuole e può dare alle criticità alle quali le politiche elitarie, preconfezionate e tese all’omologazione dell’attuale amministrazione Cozzani hanno portato. Per queste ragioni siamo molto soddisfatti della nascita di questa lista che trova una perfetta sintesi nella figura di Saul Carassale come candidato sindaco. A lui e a tutta la squadra va il nostro sostegno e un augurio di buona fortuna.
Rifondazione Comunista
Partito Democratico
Sinistra Italiana
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano
Possibile
Avanti insieme

“Lutto per la scomparsa del compagno Vincenzo Rosa, punto di riferimento della sinistra di Portovenere”

3 marzo 2017, by  
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Si è spento mercoledì a 73 anni Vincenzo Rosa, storico militante di Rifondazione Comunista di Portovenere e figura molta conosciuta nella frazione delle Grazie. Attivista politico instancabile, Vincenzo è stato un punto di riferimento per la sinistra portovenerese e per il mondo dell’ambientalismo locale.

Vincenzo era un insegnate in pensione e svolgeva anche la libera professione di architetto. Il suo ultimo impegno pubblico è stata la candidatura alle comunali del 2013 nella lista “Comunità” guidata dal candidato sindaco Corrado Giudici.  

La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista e il circolo Prc “Lucio Mori” di Portovenere si stringono attorno alla sua famiglia in questo momento di grande lutto.
I funerali si svolgeranno sabato mattina alle 10.30 in forma civile presso l’obitorio spezzino dell’ospedale Sant’Andrea.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

 

Carassale (Prc Portovenere): “Occorre un censimento comunale dei beni”

27 luglio 2016, by  
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In attesa e con l’auspicio che venga fatta rapidamente la doverosa chiarezza in merito all’iter seguito, ed al conseguente possibile abuso, nell’abbattimento di un tratto di muro del cortile dell’ex convento degli olivetani, alle Grazie, operato in sede di intervento privato, ed evitando di personalizzare troppo la battaglia dividendo la popolazione, come troppo spesso accade, in distinte tifoserie, prendiamo spunto dalla vicenda per formulare una proposta all’amministrazione comunale, proposta che ha l’intento di evitare, o ridurre, in futuro “buchi” nelle maglie delle normative e sopratutto differenti gradi di sensibilità in merito a specifici interventi tra amministratori politici e funzionari.
 
Con l’occasione della revisione del Puc, che tra non molto dovrà interessare l’operato dell’amministrazione, del nostro comune si potrebbe realizzare, tramite un apposito allegato (qualora non fosse possibile scendere nel dettaglio nello strumento generale) un censimento delle singole opere, o dei manufatti, che seppur privati e scoperti da vincoli di tipo storico ed artistico, abbiano o possano integrare, valenze di tipo testimoniale o sociale, o completare l’insieme di un bene vincolato. 
 

Il censimento potrebbe essere redatto da professionisti accogliendo anche segnalazioni dal territorio, diventando una sorta di guida alla valutazione dei singoli casi.

Non sono mancati in passato episodi che hanno acceso il dibattito, e che hanno riguardato oggetti testimoni del passato (la mancina della calata di Ria, il lampione della “rotonda”, i torchi dell’omonimo fondo nei pressi del santuario di NS delle Grazie, le bitte-cannone, ecc ) e questo tanto negli interventi privati quanto in quelli pubblici.

 
Tale documento, in quanto pubblico, sarebbe anche di riferimento per i privati interessati ad acquisti o a modifiche sugli edificati del territorio, evitando fraintendimenti, perdite di tempo e denaro.
Il tutto nella direzione, da noi sempre ricercata, di una legge davvero uguale per tutti che sappia rispettare i legittimi interessi privati, senza intaccare a nessun titolo l’interesse pubblico (anche, soprattutto quello non economico) che deve rimanere al primo posto.


Saul Carassale,
segretario Circolo Prc  “Lucio Mori”,
 Portovenere

“Il futuro della Palmaria è a rischio, Cozzani e Toti facciano subito chiarezza”

1 luglio 2016, by  
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Un bel resort riservato a pochi, realizzato da chissà chi e chissà con quali soldi, che sottrarrà area pubblica, valore storico e tranquillità all’isola. Il protocollo di intesa siglato nei giorni scorsi tra Demanio, Regione, Comune di Portovenere, Marina Militare e Sovrintendenza per la cessione di numerosi immobili e terreni presenti sull’isola Palmaria non lascia dormire sonni tranquilli.
 
Ci sono stati diversi proclami in merito alla nuova destinazione dei beni stessi, dai preoccupanti “la Capri della Liguria” del presidente Toti, ai più modesti “strutture per turismo sostenibile” del sindaco Cozzani. Sono seguite delle delibere (comunali e regionali) sul percorso di valutazione delle proposte (il tavolo tecnico) indicando tempi e modi.
 
Ma non c’è mai stata, ad oggi, una chiara indicazione delle volontà politiche sui beni dismessi e sull’isola tutta (resta pubblica? vendiamo tutto? trasformiamo tutto in resort? restano strutture a servizio del territorio? ne salviamo l’estetica e la traccia storica? ecc…)
 
Soprattutto non si è mai accennato al mantenimento della proprietà dei beni ma solo al valore di ricaduta occupazionale.
 
Ci pare che mantenere la proprietà pubblica di un bene così raro, interessante storicamente e di sicura rivalorizzazione, rappresenti un interesse collettivo.
 
Sappiamo inoltre che le ispezioni sul territorio sono state spesso superficiali (alcuni consiglieri, che pure hanno votato, non conoscono neppure gli edificati di cui si sta parlando) e che con ragionevole certezza non se ne ha esatta valutazione economica.
 
Infine il tentativo di creare un tavolo partecipativo sul territorio comunale (progetto Laboratorio Palmaria) in cui sono confluite diverse associazioni, ma che non appare (nelle delibere di cui sopra) legittimato a nessun titolo nell’interlocuzione, è sembrato più che altro un paravento sulla partecipazione operato dal Comune per smussare il dissenso.
 
Rifondazione Comunista chiede che sia fatta immediata chiarezza sul futuro di uno dei più importanti gioielli del nostro territorio, che non deve in alcun modo diventare un ennesimo paradiso per miliardari ma rimanere un bene pubblico, accessibile a tutti ma nell’esclusivo rispetto dell’ambiente, del paesaggio e della sua storia.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc Portovenere: “Palmaria come Capri? L’isola va protetta e non trasformata in albergo”

10 febbraio 2016, by  
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In merito alle recenti dichiarazioni del presidente Toti sul futuro dell’isola Palmaria, a seguito del trasferimento dei beni dal demanio militare al comune di Portovenere ufficializzato poche settimane fa, il circolo Prc “Lucio Mori” di Portovenere ricorda alcune cose:
a) il percorso di sdemanializzazione non è certo stato avviato da Toti, è un progetto avviato anni fa e nel quale sono entrati a pieno titolo anche i governi di centro sinistra, sia locali che regionali (il PUV è opera della giunta Burlando) e che d’altronde seguono un ragionamento corretto e logico che vede nel riutilizzo di alcuni beni statali in abbandono una opportunità del territorio, e che potevano tuttavia  essere sviscerati da tempo;
b) l’isola è un delicato sistema, che tutto sommato le servitù militari hanno in qualche modo preservato negli anni dell’incontrollato boom edilizio, e che sarebbe stupido compromettere oggi, con numerosi esempi di recupero e turismo basati sulla preservazione ambientale.
L’esempio di “Capri” insomma ci è parso davvero fuori luogo, a maggior ragione in un territorio limitrofo alle Cinque Terre, che stanno sperimentando sulla pelle che significa andare oltre il ragionevole numero di persone ospitabili.
Noi crediamo che il pieno rispetto di ambiente, presidi umani (l’isola ha anche una piccola comunità di residenti) storia (le costruzioni Umbertine che sono sull’isola sono già un volano di interesse ora, come ruderi…) non vadano in contrasto con un ragionevole turismo, anzi.
Confermiamo quindi la piena contrarietà a progetti speculativi (non occorre costruire ex novo peraltro per metterli in atto, ci sono metri cubi di volumi dismessi sufficienti per compromettere l’isola) che stravolgano l’assetto stesso della Palmaria e che non siano pienamente rispettosi dell’esistente, e ci aspettiamo che le prossime dichiarazioni di Toti e dei suoi assessori (di cui uno, Giampedrone, è stato consulente per il comune di Portovenere al turismo) siano minimamente dettagliate, dimostrando una conoscenza del sito superiori a quanto visto finora e capaci di dire con franchezza quel che si ha in mente di fare.
 
 
Rifondazione Comunista, 
circolo “Lucio Mori” di Portovenere

Ravera: “In Liguria, caro Toti, si è costruito già troppo”

20 ottobre 2015, by  
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La Liguria è una terra fragile. Basta girarla a piedi, in bicicletta, in auto, in treno per ammirarne la bellezza e la grande delicatezza, un equilibrio che ormai da tanti, troppi anni si spezza ad ogni pioggia.

Una fragilità in larga parte causata dall’uomo. La nostra Regione è sotto assedio dalle inutilmente grandi opere quali Gronda, Terzo (in realtà Sesto) Valico, Aurelia Bis, Albenga-Predosa e dalle cementificazioni fatte negli ultimi decenni. Lo sarà ancor di più col “Piano casa” sponsorizzato in prima persona dal Presidente della Regione Giovanni Toti.

Rifondazione Comunista non ha mai sostenuto o votato il provvedimento figlio del Governo Berlusconi e prorogato in Liguria più volte anche dallo stesso Pd. Ora il “Piano casa” di Toti rischia di fare un negativo salto di qualità: sarà permanente e non più “prorogabile” in caso di necessità, fa sparire il divieto di applicare il “Piano” agli immobili integralmente condonati e darà la possibilità di applicare il “Piano” all’interno dei parchi (almeno nel 2009 erano esclusi Portofino, Cinque Terre, Montemarcello Magra e Portovenere).

Presidente Toti lei è toscano e forse non lo sa, ma in Liguria si è costruito già troppo.

Marco Ravera,
segretario regionale Rifondazione Comunista Liguria

“Scandaloso il licenziamento dei 17 operai Maris da parte dei comuni di Sarzana, Lerici e Portovenere”

8 ottobre 2015, by  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista condanna con forza la decisione dei comuni di Sarzana, Lerici e Portovenere di provvedere al licenziamento di 17 operai della cooperativa Maris, addetti al servizio di raccolta rifiuti.
 
I lavoratori in questione forniscono un servizio essenziale alla comunità, ad uno stipendio decisamente inferiore rispetto alla categoria. 
 
Riteniamo scandaloso che siano proprio enti comunali a scaricare le proprie esigenze di bilancio sull’anello più debole di chi, pur svolgendo un servizio pubblico, non è minimamente tutelato come un dipendente pubblico. 
 
Che siano le istituzioni a comportarsi come una qualsivoglia azienda privata senza scrupoli, la dice lunga sui tempi che stiamo vivendo.
 
Da notare, inoltre, che si tratta di una scelta politica assolutamente bipartizan che coinvolge amministrazioni targate Pd (Sarzana) quanto quelle di centrodestra (Lerici e Portovenere): ebbene, nessuna ha avuto il benché minimo pensiero o rimorso nel mettere sul lastrico queste famiglie.
 
Rifondazione esprime massima solidarietà ai lavoratori della Maris e sarà vicina a tutte le manifestazioni che si organizzeranno in loro difesa.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Lutto per la scomparsa del compagno Dario Mori, storico militante ed ex dipendente comunale di Portovenere

14 novembre 2013, by  
Archiviato in Partito, Primo piano, Società

 

Il circolo di Prc “Lucio Mori” di Portovenere oggi ha perso un importante riferimento, il compagno Dario Mori.

Dario, che è stato dipendente comunale portovenerese, verrà ricordato per la sua fedele, appassionata e duratura militanza prima nel PCI e poi nel nostro partito” -afferma Saul Carassale, segretaro della locale sezione Prc- “A nome di tutto il circolo esprimo le più sentite condoglianze ai familiari tutti”.

Anche il segretario provinciale Massimo Lombardi, a nome della federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista, si unisce al dolore dei compagni e familiari di Dario Mori.

I funerali avranno luogo a Le Grazie (con rito religioso) domani alle 15.30. 

Saul Carassale,

segretario del circolo Prc di Portovenere

Massimo Lombardi,

segretario provinciale di Rifondazione Comunista

Portovenere, Rifondazione attacca il sindaco Cozzani sulla nomina di Giampedrone: “Non doveva essere una lista civica?”

3 agosto 2013, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Istituzioni, Partito, Primo piano

 

Le recenti nomine dell’amministrazione Cozzani, ovvero l’architetto Camisani all’urbanistica e Giacomo Giampedrone come consulente al marketing territoriale, non ci entusiasmano affatto.

Nulla da ridire in entrambi i casi sul piano personale e professionale dei nominati: il valore tecnico dell’architetto Camisani è fuori discussione ed è confermato dalle importanti commesse svolte in questi anni dallo studio prefessionale in cui opera, ma ci domandiamo come una lista che si è presentata agli elettori come “fortemente civica” e per quel motivo, almeno si credeva, ha con largo margine vinto, possa ancora definirsi tale.

Giampedrone, seppur dimessosi recentemente da incarichi formali di partito, è stato capogruppo al consiglio nel comune di Ameglia e sopratutto coordinatore provinciale per il Pdl per lungo tempo, oltre che, a quanto appare nel suo curricum on line, tuttora collaboratore di Luigi Morgillo in consiglio regionale.

Ottima persona certamente, ma difficile da considerare come “non di partito”: slogan che, ci era sembrato, fosse diffuso tra i supporter della lista Cozzani prima delle elezioni.

Diverso il problema dell’assessore esterno.

Noi di Rifondazione siamo convinti che la buona amministrazione nasca in primis da un radicato “senso” di comunità, dove conoscenza, attaccamento e lungimiranza devono viaggiare di pari passo, consentendo di coordinare tutte le scelte in maniera coerente, sempre nell’interesse della collettività. Non è certamente un dogma, ma di solito queste caratteristiche si cercano tra i propri concittadini…..

Saprà un tecnico esterno, abituato a vivere il territorio come “scenario di intervento” e non come proprio habitat raccoglierne e garantirne tutte le necessità in maniera articolata?

Non resta che sperarlo, affidando al sindaco, agli assessori eletti, ed ad una opposizione che non appare esattamente performante, la nostra rappresentanza.

Con l’occasione auspichiamo anche che l’intera sinistra locale voglia interrogarsi sui propri errori, e avviare un percorso di proposta in merito alle strategie del territorio, prima che lo stesso cada definitivamente preda di logiche sovra ordinate. Noi siamo a disposizione.

 

Saul Carassale

Segretario del circolo Prc “Lucio Mori” Porto Venere

 

 

Comunali Portovenere: domani alle 21 alle Grazie presentazione della lista “Comunità” a sostegno del candidato a sindaco della Sinistra Corrado Giudici

 

Domani sera, martedì 14 maggio alle ore 21, presso la sala dell’ex convento degli Olivetani delle Grazie, si terrà la presentazione pubblica della lista e dei candidati di Comunità, la lista della Sinistra di Portovonere per le elezioni comunali del 26 e 27 maggio prossimi.

A sostegno del candidato sindaco Corrado Giudici, figlio del grande poeta di origini graziotte Giovanni, ci saranno i candidati consiglieri Saul Carassale, Franco Petacco, Fabio Carassale, Vincenzo Rosa, Alfredo Bruni e Massimo Lombardi.


Nel corso della serata verranno esposti i principali punti del programma elettorale di Comunità: un programma all’insegna dell’ambiente, della salvaguardia del territorio, del no al cemento e del si al turismo ecocompatibile, principi essenziali per uno dei paesaggi più belli del Mediterraneo qual è da sempre il territorio di Portovenere.

 

Elezioni Amministrative 2013

Comune di Porto Venere

 

Lista Civica “Comunità” Programma Elettorale

  1. TUTELA E SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

Il nostro comune è piccolo visto dal punto di vista della popolazione, ancor di più se si considera la popolazione effettivamente residente, ma estremamente grande ed importante in relazione al territorio.

Gran parte dell’area che occupa è parco regionale ed il capoluogo è patrimonio dell’umanità.

Queste caratteristiche comportano una forte pressione speculativa, che aumenterà ed andrà fronteggiata in vista delle annunciate dismissioni da parte del demanio militare.

Noi non abbiamo particolari obiezioni al ripristino di immobili già destinati ad alloggio del personale civile e militare, purché tali interventi non comportino accorpamenti e accrescimenti di cubature da una parte e non compromettano il patrimonio floro-faunistico (dove di un immobile rimane l’impiantito e qualche traccia di parete non è il caso di parlare di ristrutturazione) dall’altra.

In quest’ambito consideriamo con favore, dopo una opportuna fase di approfondimento ed articolazione, l’idea – progetto di “albergo diffuso”, su cui si insiste da diverse parti.

Diverso invece il nostro atteggiamento riguardo a “cubature” che avevano diversa destinazione (cisterne, magazzini interrati, ecc.) e strutture fortificate di carattere prettamente bellico: in questo caso siamo contrari in linea di principio a qualsiasi tipo di intervento che non sia di bonifica per un eventuale utilizzo turistico culturale (gli isolati casi particolari potranno sempre esistere, ma andranno trattati singolarmente come tali e comunque in termini restrittivi).

Un altro aspetto relativo alla tutela e salvaguardia del territorio a l’accertamento della parte collinare con particolare attenzione alla situazione dei fossi e del sistema di drenaggio delle acque piovane. I ripetuti fenomeni alluvionali denunciano una situazione di criticità, e suggeriscono l’avvio di un attento monitoraggio volto a definire gli interventi da effettuare. Non si tratta tanto di avviare costosi interventi di regimentazione delle acque (interventi passati in altre zone d’Italia hanno spesso peggiorato il male cui si voleva rimediare) ma di individuare opere e manufatti che hanno cambiato e compromesso l’antico sistema di drenaggio, cercando di ripristinare lo status quo antes.

  1. CEMENTIFICAZIONE ZERO

Se prima ci siamo riferiti alle zone di maggior pregio, qui ci vogliamo riferire alla generalità del territorio comunale: vista l’assenza di spinta demografica siamo contrari all’utilizzo di ulteriore territorio per la costruzione di nuove case.

Questo vale sia per l’edilizia libera che per quella “popolare”, che in molti casi, col senno di poi, non è risultata per nulla tale.

Per risolvere eventuali situazioni di difficoltà si dovrà in primo luogo fare uno screening della situazione delle case comunali, verificando la sussistenza delle condizioni che avevano determinato l’assegnazione, in secondo luogo si dovranno individuare tutti i possibili interventi di recupero di patrimonio edilizio esistente, con mantenimento delle tipologie architettoniche, facilitando ed incentivando l’avvio degli interventi stessi (naturalmente in presenza di una domanda effettiva ed accertata).

Ribadiamo: il principio è che dove non c’erano e non ci sono case, non se ne costruiscono.

Con riferimento all’esistente di recente edificazione, talvolta slegato dal tessuto urbano storico dei tre paesi, si porrà particolare attenzione agli interventi necessari alla ricostruzione del tessuto stesso.

  1. TURISMO ECOCOMPATIBILE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE

Il nostro territorio presenta caratteristiche ambientali di pregio, così come tracce storiche e culturali di sicuro interesse, che mal si prestano ad un turismo di massa, che oltretutto ci vedrebbero perdenti in termini di “economicità” rispetto ad altre zone italiane ed estere. Incentivare le forme di turismo rispettose e compatibili con queste caratteristiche, così come responsabilizzare ed educare i cittadini in merito al corretto sviluppo è fondamentale per coniugare vivibilità del territorio e ricadute economiche.

In primi s è determinate che la cittadinanza stessa, in special modo gli amministratori, gli operatori economici e turistici, siano consapevoli di cosa è, e di quel che può offrire il loro territorio fin nei minimi dettagli, così come sia ben noto quel che potrebbe nuocere all’equilibrio naturalistico e sociale dello stesso. Il parco regionale può prevedere tra i suoi progetti studi, analisi e formazione specifica, coordinando i vari livelli di educazione (scuola, operatori, cittadini, turisti) trasformando le generiche, spesso ignorate, norme di “buona condotta” in una condivisa aspirazione alla qualità ambientale.

Un territorio integro, rispettato e bello sarà sempre desiderato da turisti ed apprezzato quotidianamente da chi vi vive.

Le possibilità pratiche spaziano dal “vero” turismo nautico (porticcioli dedicati al transito, magari con tariffe variabili in base alla stagione, eventi sportivi velici) con particolare attenzione alle imbarcazioni tradizionali (nicchia che vanta numerosi appassionati, e che avrebbe nel nostro territorio anche possibilità occupazionali legate all’artigianato navale e alla lavorazione del legno) al trekking semplice e specializzato (ripristinare la rete dei sentieri di Palmaria, Muzzerone e Castellana, sopratutto di quelli illegalmente resi impercorribili, completare la segnaletica sentieristica, estendere la palestra di roccia, interfacciarsi meglio ai percorsi e alle attività organizzate dai limitrofi territori di 5 terre e La Spezia, sfruttare i beni demaniali militari, anche non restaurati, come “percorso storico” e non solo come potenziali strutture ricettive), dalla “semplice” balneazione estiva (vanno garantite spiagge libere di buon livello, e ottimizzare la fruizione estiva “non invasiva”, via vaporetto o autobus, quest’ultimo da dirottare finalmente anche nei pressi della stazione FS della Spezia e da estendere per tutta la serata) al turismo subacqueo, che può protrarsi fuori stagione e può creare sul territorio attività professionali remunerative di diving, per il quale, oltre alla bellezza preservata dei fondali di cui incentivare la difesa, si potrebbero immaginare “affondamenti” di relitti particolari, ed infine dal soggiorno invernale per anziani (il nostro clima risulta comunque sempre preferibile ad altre zone del nord Italia, si possono immaginare proposte specifiche) alla corretta gestione del crescente turismo crocieristico. Per quest’ultimo una seria attività di “proposta” ai tour operator (con ottimizzazione delle proposte in base al target della crociera stessa) ed una veloce ma non dannosa risposta alle esigenze logistiche (spesso uniformate dal mercato stesso) delle compagnie dovranno sostituirsi ad un grossolano desiderio di “accalappiamento” della totalità dei visitatori ospitati sulla nave (cosa, peraltro, inimmaginabile).

In linea di principio si dovrà lavorare per un allungamento della stagione turistica, privilegiando un costante e qualificato flusso a dispetto di “picchi” di affluenze in occasioni di eventi particolari che comportano disagi (per tutti) che spesso vanificano le ricadute economiche (di alcuni).

  1. RIORDINO DEGLI ORMEGGI E RIQUALIFICAZIONE DELLE SPIAGGE SU TUTTO IL TERRITORIO

Le nostre baie e i nostri litorali, quando liberi da vincoli “sovraordinati” del tipo militare o industriale, sono stati nel recente passato oggetto di interventi fortemente invasivi relativamente alla creazione di strutture d’ormeggio delle imbarcazioni destinate sia ad attività economiche, sia ad associazioni pseudo-sportive, sia per le necessità dei residenti stessi; l’invasività di detti interventi, purtroppo, non è solo quella paesaggistica/ambientale, ma anche quella meno direttamente riscontrabile dovuta all’impatto insediativo (congestionamento della viabilità e parcheggi, carico supplementare di rifiuti da smaltire, degrado di molte aree del territorio destinate “abusivamente” a rimessaggio invernale e ad aree lavori – tipo carenaggio)che questi interventi esercitano sul nostro territorio e sulla comunità, spesso senza produrre effetti positivi. Il piano di riordino dovra’ prevedere:

– La tutela dell’ormeggio per le piccole barche dei residenti.

– La presenza di zone di transito in tutti gli approdi storici, in modo da rivitalizzare i nostri paesi dal punto di vista turistico. Al fine di destagionalizzare questo tipo di ormeggi, si potranno studiare proposte differenziate, privilegiando le imbarcazione d’epoca in armamento.

– Razionalizzazione degli ormeggi delle imbarcazioni da lavoro, predisponendo anche a terra gli spazi necessari allo svolgimento delle attivita’; dovrà essere incentivata/agevolata la ricostituzione di una piccola flotta locale di imbarcazioni da pesca.

Per quanto riguarda la riqualificazione delle spiagge l’azione proposta sarà mirata a salvaguardare tutti i tratti di costa ancora naturali, sia rocciosi che con arenili, con un programma di forte ripascimento (per alcune spiagge mai avvenuto).

In particolar modo pensiamo alle tante calette presenti sul lato interno dell’isola Palmaria (Villa Smith, Terrizzo, Saladero, Secco ecc.) ad oggi in quasi completo stato di abbandono, ed al cuore balneare del nostro territorio, ovvero nel Seno dell’Olivo,

Interventi minori, come entità ma non come interesse, dovranno essere attuati anche per le baie del delle Grazie e del Fezzano in particolar modo recuperando anche qui le piccole calette presenti lungo il sentiero Codevalle, compresa quella presente nella baia di Panigaglia (lato Fezzano).

Il principio guida in tutti i casi sarà la piena e libera accesibilità della linea di costa. Attenzione costante sarà data al controllo della qualita’ delle acque.

  1. PROGETTI DI RACCORDO TRA SOCIETA’ PARTECIPATE E SINGOLE REALTA’ LAVORATIVE LOCALI

La questione delle società partecipate va considerata con riguardo alle caratteristiche di ognuna delle stesse.

Per quel che riguarda la S.r.L “Sviluppo Immobiliare l’unico obiettivo che ci poniamo è la liquidazione della stessa, salvaguardando (per quanto possibile) le finanze del comune, che ne è socio unico e ne risponde al 100%

Relativamente alla S.r.L “servizi portuali” (partecipata al 51%) deve diventare lo strumento di raccordo tra le necessità burocratiche e di grande pianificazione tra diversi enti territoriali (A.P, regione, demanio) e le prospettive occupazionali dei residenti, garantire la regolarità del lavoro, svolto da artigiani e ditte per loro e dentro gli ambiti di loro competenza (lotta all’abusivismo) creare situazioni di sinergia tra diverse micro imprese territoriali, formare ed eventualmente assumere i ruoli professionali che non risultano disponibili sul territorio.

Altre partecipate sono le aziende intercomunali consortili ACAM e ATC (con quote relativamente piccole). Acam: A questa società fanno capo due servizi fondamentali e senz’altro attualmente carenti sotto molti punti di vista:

  • Raccolta e smaltimento rifiuti. E’ fuori di discussione che l’incremento dei costi verificatosi negli ultimi anni è esagerato e non trova riscontro nella qualità del servizio, tuttavia riteniamo che la soluzione dei problemi connessi a questo comparto non sia possibile solo ad un livello comunale. Per quanto riguarda la competenza diretta si tratta di intervenire sulla modalità e qualità della raccolta, a livello più generale (provinciale) si dovrà definire una volta per tutte la corretta chiusura del “ciclo dei rifiuti”.

  • -Sistema fognario. Anche in questo caso le lacune sono evidenti e sommano criticità ambientali (quote mare e canalizzazione acqua piovana dal monte) con una mai completata sistemazione della rete fognaria, con adeguato dimensionamento dei sistemi di pompaggio da una parte e con totale separazione tra acque nere e bianche. A questi problemi di complessa soluzione, si aggiunge una carente manutenzione e pulizia di canali e tombini stradali, a cui si può rimediare con relativa semplicità.

ATC, in questo caso il programma non riguarda tanto i costi o la resa della partecipazione, quanto una maggiore flessibilità del servizio che ad oggi continua a non coprire alcune utenze (pensiamo in primo luogo alla corsa “P” sotto alla stazione FS o alle corse serali, recentemente soppresse, così come alla scarsa copertura dei quartieri collinari del comune o delle parti basse dei paese.

  1. TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE AMMINISTRATIVA

Per quanto concerne la trasparenza la questione può essere considerata da due punti di vista:

– Trasparenza intesa come facoltà di accesso ai documenti dei singoli cittadini per tutelare i loro diritti soggettivi ed interessi legittimi. Il regolamento comunale ed il modulo di richiesta documenti non sono riportati sul sito web del comune stesso (per assordo per ottenere il regolamento va compilato il modulo di richiesta!!). La situazione è tale per cui allo stato è lasciata agli uffici ampia discrezionalità di comportamento, facendo venire meno l’impegno del Comune a organizzarsi per rendere effettivo l’accesso ai documenti e alle informazioni non solo in termini di interessi personali giuridicamente rilevanti, ma come presupposto per la partecipazione consapevole ai processi decisionali, soprattutto se strategici (pianificazione territoriale in primo luogo, ma non solo ovviamente).

– Trasparenza amministrativa intesa come accessibilità totale ai sensi del recente D.Lgs. 33/2013. Le amministrazioni, Comuni compresi, devono dichiarare e pubblicizzare i propri obiettivi, costruiti in relazione alle effettive esigenze dei cittadini, i quali, a loro volta, devono essere messi in grado di valutare se, come, quando e con quali risorse quegli stessi obiettivi vengono raggiunti. Non risulta che il Comune di Porto Venere abbia approvato il Programma per la trasparenza, così come delineato dall’apposita Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (rif. D.L. 27/10/2009, n. 150)

Con riferimento invece alla partecipazione rileviamo che gli articoli dello Statuto che riguardano questo comparto (dal 20 al 29) promuovono principi di democrazia partecipativa totalmente astratti:

– E’ prevista la possibilità, di presentare Petizioni e Istanzea Giunta e Consiglio, proposte di deliberazioni, revoca di precedenti deliberazioni.

– Si fa genericamente riferimento a Istituti di Partecipazione.

– Si enuncia la possibilità di indire referendum consultivi.

La regolamentazione di tutto ciò non è mai arrivata e pertanto la partecipazione dei cittadini è rimasta virtuale.

Al di là delle semplici enunciazioni di principio intendiamo intervenire con le eventuali, necessarie, modifiche statutarie e procedendo alle previste delibere regolamentari: trasparenza e partecipazione debbono diventare sentieri percorribili sia per i singoli cittadini che per le associazioni riconosciute presenti sul territorio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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