Lutto per la scomparsa del compagno Dario Mori, storico militante ed ex dipendente comunale di Portovenere

14 novembre 2013, by  
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Il circolo di Prc “Lucio Mori” di Portovenere oggi ha perso un importante riferimento, il compagno Dario Mori.

Dario, che è stato dipendente comunale portovenerese, verrà ricordato per la sua fedele, appassionata e duratura militanza prima nel PCI e poi nel nostro partito” -afferma Saul Carassale, segretaro della locale sezione Prc- “A nome di tutto il circolo esprimo le più sentite condoglianze ai familiari tutti”.

Anche il segretario provinciale Massimo Lombardi, a nome della federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista, si unisce al dolore dei compagni e familiari di Dario Mori.

I funerali avranno luogo a Le Grazie (con rito religioso) domani alle 15.30. 

Saul Carassale,

segretario del circolo Prc di Portovenere

Massimo Lombardi,

segretario provinciale di Rifondazione Comunista

Portovenere, Rifondazione attacca il sindaco Cozzani sulla nomina di Giampedrone: “Non doveva essere una lista civica?”

3 agosto 2013, by  
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Le recenti nomine dell’amministrazione Cozzani, ovvero l’architetto Camisani all’urbanistica e Giacomo Giampedrone come consulente al marketing territoriale, non ci entusiasmano affatto.

Nulla da ridire in entrambi i casi sul piano personale e professionale dei nominati: il valore tecnico dell’architetto Camisani è fuori discussione ed è confermato dalle importanti commesse svolte in questi anni dallo studio prefessionale in cui opera, ma ci domandiamo come una lista che si è presentata agli elettori come “fortemente civica” e per quel motivo, almeno si credeva, ha con largo margine vinto, possa ancora definirsi tale.

Giampedrone, seppur dimessosi recentemente da incarichi formali di partito, è stato capogruppo al consiglio nel comune di Ameglia e sopratutto coordinatore provinciale per il Pdl per lungo tempo, oltre che, a quanto appare nel suo curricum on line, tuttora collaboratore di Luigi Morgillo in consiglio regionale.

Ottima persona certamente, ma difficile da considerare come “non di partito”: slogan che, ci era sembrato, fosse diffuso tra i supporter della lista Cozzani prima delle elezioni.

Diverso il problema dell’assessore esterno.

Noi di Rifondazione siamo convinti che la buona amministrazione nasca in primis da un radicato “senso” di comunità, dove conoscenza, attaccamento e lungimiranza devono viaggiare di pari passo, consentendo di coordinare tutte le scelte in maniera coerente, sempre nell’interesse della collettività. Non è certamente un dogma, ma di solito queste caratteristiche si cercano tra i propri concittadini…..

Saprà un tecnico esterno, abituato a vivere il territorio come “scenario di intervento” e non come proprio habitat raccoglierne e garantirne tutte le necessità in maniera articolata?

Non resta che sperarlo, affidando al sindaco, agli assessori eletti, ed ad una opposizione che non appare esattamente performante, la nostra rappresentanza.

Con l’occasione auspichiamo anche che l’intera sinistra locale voglia interrogarsi sui propri errori, e avviare un percorso di proposta in merito alle strategie del territorio, prima che lo stesso cada definitivamente preda di logiche sovra ordinate. Noi siamo a disposizione.

 

Saul Carassale

Segretario del circolo Prc “Lucio Mori” Porto Venere

 

 

Comunali Portovenere: domani alle 21 alle Grazie presentazione della lista “Comunità” a sostegno del candidato a sindaco della Sinistra Corrado Giudici

 

Domani sera, martedì 14 maggio alle ore 21, presso la sala dell’ex convento degli Olivetani delle Grazie, si terrà la presentazione pubblica della lista e dei candidati di Comunità, la lista della Sinistra di Portovonere per le elezioni comunali del 26 e 27 maggio prossimi.

A sostegno del candidato sindaco Corrado Giudici, figlio del grande poeta di origini graziotte Giovanni, ci saranno i candidati consiglieri Saul Carassale, Franco Petacco, Fabio Carassale, Vincenzo Rosa, Alfredo Bruni e Massimo Lombardi.


Nel corso della serata verranno esposti i principali punti del programma elettorale di Comunità: un programma all’insegna dell’ambiente, della salvaguardia del territorio, del no al cemento e del si al turismo ecocompatibile, principi essenziali per uno dei paesaggi più belli del Mediterraneo qual è da sempre il territorio di Portovenere.

 

Elezioni Amministrative 2013

Comune di Porto Venere

 

Lista Civica “Comunità” Programma Elettorale

  1. TUTELA E SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

Il nostro comune è piccolo visto dal punto di vista della popolazione, ancor di più se si considera la popolazione effettivamente residente, ma estremamente grande ed importante in relazione al territorio.

Gran parte dell’area che occupa è parco regionale ed il capoluogo è patrimonio dell’umanità.

Queste caratteristiche comportano una forte pressione speculativa, che aumenterà ed andrà fronteggiata in vista delle annunciate dismissioni da parte del demanio militare.

Noi non abbiamo particolari obiezioni al ripristino di immobili già destinati ad alloggio del personale civile e militare, purché tali interventi non comportino accorpamenti e accrescimenti di cubature da una parte e non compromettano il patrimonio floro-faunistico (dove di un immobile rimane l’impiantito e qualche traccia di parete non è il caso di parlare di ristrutturazione) dall’altra.

In quest’ambito consideriamo con favore, dopo una opportuna fase di approfondimento ed articolazione, l’idea – progetto di “albergo diffuso”, su cui si insiste da diverse parti.

Diverso invece il nostro atteggiamento riguardo a “cubature” che avevano diversa destinazione (cisterne, magazzini interrati, ecc.) e strutture fortificate di carattere prettamente bellico: in questo caso siamo contrari in linea di principio a qualsiasi tipo di intervento che non sia di bonifica per un eventuale utilizzo turistico culturale (gli isolati casi particolari potranno sempre esistere, ma andranno trattati singolarmente come tali e comunque in termini restrittivi).

Un altro aspetto relativo alla tutela e salvaguardia del territorio a l’accertamento della parte collinare con particolare attenzione alla situazione dei fossi e del sistema di drenaggio delle acque piovane. I ripetuti fenomeni alluvionali denunciano una situazione di criticità, e suggeriscono l’avvio di un attento monitoraggio volto a definire gli interventi da effettuare. Non si tratta tanto di avviare costosi interventi di regimentazione delle acque (interventi passati in altre zone d’Italia hanno spesso peggiorato il male cui si voleva rimediare) ma di individuare opere e manufatti che hanno cambiato e compromesso l’antico sistema di drenaggio, cercando di ripristinare lo status quo antes.

  1. CEMENTIFICAZIONE ZERO

Se prima ci siamo riferiti alle zone di maggior pregio, qui ci vogliamo riferire alla generalità del territorio comunale: vista l’assenza di spinta demografica siamo contrari all’utilizzo di ulteriore territorio per la costruzione di nuove case.

Questo vale sia per l’edilizia libera che per quella “popolare”, che in molti casi, col senno di poi, non è risultata per nulla tale.

Per risolvere eventuali situazioni di difficoltà si dovrà in primo luogo fare uno screening della situazione delle case comunali, verificando la sussistenza delle condizioni che avevano determinato l’assegnazione, in secondo luogo si dovranno individuare tutti i possibili interventi di recupero di patrimonio edilizio esistente, con mantenimento delle tipologie architettoniche, facilitando ed incentivando l’avvio degli interventi stessi (naturalmente in presenza di una domanda effettiva ed accertata).

Ribadiamo: il principio è che dove non c’erano e non ci sono case, non se ne costruiscono.

Con riferimento all’esistente di recente edificazione, talvolta slegato dal tessuto urbano storico dei tre paesi, si porrà particolare attenzione agli interventi necessari alla ricostruzione del tessuto stesso.

  1. TURISMO ECOCOMPATIBILE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE

Il nostro territorio presenta caratteristiche ambientali di pregio, così come tracce storiche e culturali di sicuro interesse, che mal si prestano ad un turismo di massa, che oltretutto ci vedrebbero perdenti in termini di “economicità” rispetto ad altre zone italiane ed estere. Incentivare le forme di turismo rispettose e compatibili con queste caratteristiche, così come responsabilizzare ed educare i cittadini in merito al corretto sviluppo è fondamentale per coniugare vivibilità del territorio e ricadute economiche.

In primi s è determinate che la cittadinanza stessa, in special modo gli amministratori, gli operatori economici e turistici, siano consapevoli di cosa è, e di quel che può offrire il loro territorio fin nei minimi dettagli, così come sia ben noto quel che potrebbe nuocere all’equilibrio naturalistico e sociale dello stesso. Il parco regionale può prevedere tra i suoi progetti studi, analisi e formazione specifica, coordinando i vari livelli di educazione (scuola, operatori, cittadini, turisti) trasformando le generiche, spesso ignorate, norme di “buona condotta” in una condivisa aspirazione alla qualità ambientale.

Un territorio integro, rispettato e bello sarà sempre desiderato da turisti ed apprezzato quotidianamente da chi vi vive.

Le possibilità pratiche spaziano dal “vero” turismo nautico (porticcioli dedicati al transito, magari con tariffe variabili in base alla stagione, eventi sportivi velici) con particolare attenzione alle imbarcazioni tradizionali (nicchia che vanta numerosi appassionati, e che avrebbe nel nostro territorio anche possibilità occupazionali legate all’artigianato navale e alla lavorazione del legno) al trekking semplice e specializzato (ripristinare la rete dei sentieri di Palmaria, Muzzerone e Castellana, sopratutto di quelli illegalmente resi impercorribili, completare la segnaletica sentieristica, estendere la palestra di roccia, interfacciarsi meglio ai percorsi e alle attività organizzate dai limitrofi territori di 5 terre e La Spezia, sfruttare i beni demaniali militari, anche non restaurati, come “percorso storico” e non solo come potenziali strutture ricettive), dalla “semplice” balneazione estiva (vanno garantite spiagge libere di buon livello, e ottimizzare la fruizione estiva “non invasiva”, via vaporetto o autobus, quest’ultimo da dirottare finalmente anche nei pressi della stazione FS della Spezia e da estendere per tutta la serata) al turismo subacqueo, che può protrarsi fuori stagione e può creare sul territorio attività professionali remunerative di diving, per il quale, oltre alla bellezza preservata dei fondali di cui incentivare la difesa, si potrebbero immaginare “affondamenti” di relitti particolari, ed infine dal soggiorno invernale per anziani (il nostro clima risulta comunque sempre preferibile ad altre zone del nord Italia, si possono immaginare proposte specifiche) alla corretta gestione del crescente turismo crocieristico. Per quest’ultimo una seria attività di “proposta” ai tour operator (con ottimizzazione delle proposte in base al target della crociera stessa) ed una veloce ma non dannosa risposta alle esigenze logistiche (spesso uniformate dal mercato stesso) delle compagnie dovranno sostituirsi ad un grossolano desiderio di “accalappiamento” della totalità dei visitatori ospitati sulla nave (cosa, peraltro, inimmaginabile).

In linea di principio si dovrà lavorare per un allungamento della stagione turistica, privilegiando un costante e qualificato flusso a dispetto di “picchi” di affluenze in occasioni di eventi particolari che comportano disagi (per tutti) che spesso vanificano le ricadute economiche (di alcuni).

  1. RIORDINO DEGLI ORMEGGI E RIQUALIFICAZIONE DELLE SPIAGGE SU TUTTO IL TERRITORIO

Le nostre baie e i nostri litorali, quando liberi da vincoli “sovraordinati” del tipo militare o industriale, sono stati nel recente passato oggetto di interventi fortemente invasivi relativamente alla creazione di strutture d’ormeggio delle imbarcazioni destinate sia ad attività economiche, sia ad associazioni pseudo-sportive, sia per le necessità dei residenti stessi; l’invasività di detti interventi, purtroppo, non è solo quella paesaggistica/ambientale, ma anche quella meno direttamente riscontrabile dovuta all’impatto insediativo (congestionamento della viabilità e parcheggi, carico supplementare di rifiuti da smaltire, degrado di molte aree del territorio destinate “abusivamente” a rimessaggio invernale e ad aree lavori – tipo carenaggio)che questi interventi esercitano sul nostro territorio e sulla comunità, spesso senza produrre effetti positivi. Il piano di riordino dovra’ prevedere:

– La tutela dell’ormeggio per le piccole barche dei residenti.

– La presenza di zone di transito in tutti gli approdi storici, in modo da rivitalizzare i nostri paesi dal punto di vista turistico. Al fine di destagionalizzare questo tipo di ormeggi, si potranno studiare proposte differenziate, privilegiando le imbarcazione d’epoca in armamento.

– Razionalizzazione degli ormeggi delle imbarcazioni da lavoro, predisponendo anche a terra gli spazi necessari allo svolgimento delle attivita’; dovrà essere incentivata/agevolata la ricostituzione di una piccola flotta locale di imbarcazioni da pesca.

Per quanto riguarda la riqualificazione delle spiagge l’azione proposta sarà mirata a salvaguardare tutti i tratti di costa ancora naturali, sia rocciosi che con arenili, con un programma di forte ripascimento (per alcune spiagge mai avvenuto).

In particolar modo pensiamo alle tante calette presenti sul lato interno dell’isola Palmaria (Villa Smith, Terrizzo, Saladero, Secco ecc.) ad oggi in quasi completo stato di abbandono, ed al cuore balneare del nostro territorio, ovvero nel Seno dell’Olivo,

Interventi minori, come entità ma non come interesse, dovranno essere attuati anche per le baie del delle Grazie e del Fezzano in particolar modo recuperando anche qui le piccole calette presenti lungo il sentiero Codevalle, compresa quella presente nella baia di Panigaglia (lato Fezzano).

Il principio guida in tutti i casi sarà la piena e libera accesibilità della linea di costa. Attenzione costante sarà data al controllo della qualita’ delle acque.

  1. PROGETTI DI RACCORDO TRA SOCIETA’ PARTECIPATE E SINGOLE REALTA’ LAVORATIVE LOCALI

La questione delle società partecipate va considerata con riguardo alle caratteristiche di ognuna delle stesse.

Per quel che riguarda la S.r.L “Sviluppo Immobiliare l’unico obiettivo che ci poniamo è la liquidazione della stessa, salvaguardando (per quanto possibile) le finanze del comune, che ne è socio unico e ne risponde al 100%

Relativamente alla S.r.L “servizi portuali” (partecipata al 51%) deve diventare lo strumento di raccordo tra le necessità burocratiche e di grande pianificazione tra diversi enti territoriali (A.P, regione, demanio) e le prospettive occupazionali dei residenti, garantire la regolarità del lavoro, svolto da artigiani e ditte per loro e dentro gli ambiti di loro competenza (lotta all’abusivismo) creare situazioni di sinergia tra diverse micro imprese territoriali, formare ed eventualmente assumere i ruoli professionali che non risultano disponibili sul territorio.

Altre partecipate sono le aziende intercomunali consortili ACAM e ATC (con quote relativamente piccole). Acam: A questa società fanno capo due servizi fondamentali e senz’altro attualmente carenti sotto molti punti di vista:

  • Raccolta e smaltimento rifiuti. E’ fuori di discussione che l’incremento dei costi verificatosi negli ultimi anni è esagerato e non trova riscontro nella qualità del servizio, tuttavia riteniamo che la soluzione dei problemi connessi a questo comparto non sia possibile solo ad un livello comunale. Per quanto riguarda la competenza diretta si tratta di intervenire sulla modalità e qualità della raccolta, a livello più generale (provinciale) si dovrà definire una volta per tutte la corretta chiusura del “ciclo dei rifiuti”.

  • -Sistema fognario. Anche in questo caso le lacune sono evidenti e sommano criticità ambientali (quote mare e canalizzazione acqua piovana dal monte) con una mai completata sistemazione della rete fognaria, con adeguato dimensionamento dei sistemi di pompaggio da una parte e con totale separazione tra acque nere e bianche. A questi problemi di complessa soluzione, si aggiunge una carente manutenzione e pulizia di canali e tombini stradali, a cui si può rimediare con relativa semplicità.

ATC, in questo caso il programma non riguarda tanto i costi o la resa della partecipazione, quanto una maggiore flessibilità del servizio che ad oggi continua a non coprire alcune utenze (pensiamo in primo luogo alla corsa “P” sotto alla stazione FS o alle corse serali, recentemente soppresse, così come alla scarsa copertura dei quartieri collinari del comune o delle parti basse dei paese.

  1. TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE AMMINISTRATIVA

Per quanto concerne la trasparenza la questione può essere considerata da due punti di vista:

– Trasparenza intesa come facoltà di accesso ai documenti dei singoli cittadini per tutelare i loro diritti soggettivi ed interessi legittimi. Il regolamento comunale ed il modulo di richiesta documenti non sono riportati sul sito web del comune stesso (per assordo per ottenere il regolamento va compilato il modulo di richiesta!!). La situazione è tale per cui allo stato è lasciata agli uffici ampia discrezionalità di comportamento, facendo venire meno l’impegno del Comune a organizzarsi per rendere effettivo l’accesso ai documenti e alle informazioni non solo in termini di interessi personali giuridicamente rilevanti, ma come presupposto per la partecipazione consapevole ai processi decisionali, soprattutto se strategici (pianificazione territoriale in primo luogo, ma non solo ovviamente).

– Trasparenza amministrativa intesa come accessibilità totale ai sensi del recente D.Lgs. 33/2013. Le amministrazioni, Comuni compresi, devono dichiarare e pubblicizzare i propri obiettivi, costruiti in relazione alle effettive esigenze dei cittadini, i quali, a loro volta, devono essere messi in grado di valutare se, come, quando e con quali risorse quegli stessi obiettivi vengono raggiunti. Non risulta che il Comune di Porto Venere abbia approvato il Programma per la trasparenza, così come delineato dall’apposita Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (rif. D.L. 27/10/2009, n. 150)

Con riferimento invece alla partecipazione rileviamo che gli articoli dello Statuto che riguardano questo comparto (dal 20 al 29) promuovono principi di democrazia partecipativa totalmente astratti:

– E’ prevista la possibilità, di presentare Petizioni e Istanzea Giunta e Consiglio, proposte di deliberazioni, revoca di precedenti deliberazioni.

– Si fa genericamente riferimento a Istituti di Partecipazione.

– Si enuncia la possibilità di indire referendum consultivi.

La regolamentazione di tutto ciò non è mai arrivata e pertanto la partecipazione dei cittadini è rimasta virtuale.

Al di là delle semplici enunciazioni di principio intendiamo intervenire con le eventuali, necessarie, modifiche statutarie e procedendo alle previste delibere regolamentari: trasparenza e partecipazione debbono diventare sentieri percorribili sia per i singoli cittadini che per le associazioni riconosciute presenti sul territorio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carassale (Prc Portovenere): “Lista civica per le comunali, da creare un percorso sui idee chiare”

 

Le recenti dichiarazioni a mezzo stampa del consigliere di Porto Venere Cozzani, ex Pdl, che auspica la creazione di una lista civica per le prossime amministrative e ne indica la tempistica di presentazione (!!!) ed alcuni punti salienti del progetto, da un lato ci rallegrano, essendo quella della lista civica una delle soluzioni anche da noi auspicate, ma dall’altro ci obbligano a rimarcare un paio di considerazioni:

1) per rinnovare sul serio la politica, oltre che buone intenzioni e qualche volto nuovo, servono nuovi metodi. 

2) la creazione di una lista basata su concetti guida chiari, netti e condivisi, discussi preventivamente tra i cittadini interessati, e poi attuati scrupolosamente dal gruppo candidato ed eventualmente eletto, può essere un giusto piede con cui avviare un percorso.

Il circolo Prc “Lucio Mori”, pur con tutte le distanze che da sempre rimarca con l’attuale maggioranza e soprattutto da alcune scelte da essa operate, non si sente invece di promuovere o supportare tout-court iniziative tenute insieme solo dalla volontà di antagonismo al Pd, destinate ad accorpare diverse ed inconciliabili visioni del territorio oppure nate da micro interessi (seppur legittimi) di qualche componente.

Sui principali temi locali le nostre posizioni, sempre le stesse, sono note da tempo, è partendo da quelle che vorremmo confrontarci e dare un leale contributo a chi vorrà scendere in campo, così come non ci spaventerebbe l’idea di una lista “in solitudine” a fronte di proposte poco convincenti.

 

Saul Carassale

segretario del circolo Prc di Porto Venere “Lucio Mori

Fabio Carassale (Prc Portovenere): “Caro sindaco, è la speculazione edilizia a disturbare, non i bambini”

19 luglio 2012, by  
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Leggo sulla stampa di un sindaco contro i “teppisti” di Portovenere.

Rimango basito e mi chiedo: che strano paese è diventato Portovenere? (Inteso in senso lato, in quanto Le Grazie e Fezzano non fanno differenza).

Un paese dove bambini che giocano a palla, ma anche fossero ragazzi o perché no anche adulti, disturbano a tal punto da essere definiti teppisti dal primo cittadino, a tal punto da chiedere l’intervento di una task force di forze dell’ordine e persino annunciando l’interessamento del Prefetto.

Un paese dove tutto disturba: disturba il vociare scherzoso dei turisti, disturba la birra bevuta con gli amici, disturba la grigliata improvvisata sulla calata, disturba la musica che allieta le serate d’estate, disturba tutto.

Un paese dove però non disturba affatto la speculazione edilizia, non disturba l’abbandono ed il degrado in cui versano giardini e spazi pubblici, non disturba la cementificazione in riva al mare o sulla collina.

Un paese dove non disturba affatto la privatizzazione del mare con l’invasione di pontili e posti barca, non disturba l’abbandono in cui versano le esigue spiagge, non disturba la concessione a privati di spazi ed aree pubbliche a favore di pochi e a discapito della comunità (ultimo evento la concessione a privati della nuova banchina portuale delle Grazie).

Un paese dove non disturba la carenza di spazi e strutture per i giovani così come per gli anziani, non disturba la carenza di servizi offerti a cittadini ed ospiti che inesorabilmente migrano verso altri lidi.

Meglio allora, anche in estate, la triste e lugubre, seppur romantica, visione di una Portovenere morta, città fantasma, quasi completamente disabitata?

Io penso di no.

Penso che sia necessario riappropriarsi degli spazi pubblici e del loro uso collettivo: ben vengano ragazzi a giocare a palla, nonni a giocare a carte, pittori, cantanti di strada, aree ristoro, feste e grigliate all’aperto. D’altro canto si chieda il sindaco: quali spazi liberi e gratuiti hanno i ragazzi a Portovenere per giocare? Di quali strutture sportive, di svago o divertimento è dotato il nostro comune?

Credo che teppisti e delinquenti siano impegnati in altre attività più lucrose del semplice giocare a palla in calata o in spiaggia, e credo che le forze dell’ordine abbiano impegni più importanti dell’emulare la figura dei Carabinieri di Collodi nelle avventure di Pinocchio.

Caro sindaco, si preoccupi di questioni ben più importanti di qualche pallonata e qualche vetro rotto, pensi allo sviluppo e al progresso delle nostre comunità e del nostro territorio sempre più degradato ambientalmente e culturalmente.

 

Fabio Carassale
Rifondazione Comunista, Circolo “Lucio Mori” Portovenere

Progetto restyling campo di calcio delle Grazie, Carassale (Prc/Fds Portovenere): “Riflettere sullo sviluppo del nostro territorio”

26 maggio 2012, by  
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Come dare una opinione “secca” sul progetto preliminare, presentato alla cittadinanza dall’amministrazione comunale do Portovenere lo scorso 27 aprile, presso la sala degli Olivetani, di risistemazione dell’area “Campo” e della limitrofa “ex Pittaluga”?

Non è certo in discussione lo stato attuale di degrado del campo delle Grazie, malconcio e fatiscente, ne tantomeno lo stato della limitrofa area Pittaluga o delle adiacenti strada e passaggiata a mare.

Cosi come si debbano ritenere superabili i limiti “tecnici” del progetto proposto (essenzialmente: il non affrontare l’aspetto idrogeologico, con ben due canali sotterranei presenti di cui nulla si dice, la mancata risoluzione delle attività paraindustriali presenti nell’area di intervento come la pompa di gasolio ed il pontile Eni, la forte riduzione della piantumazione esistente a vantaggio di zone asfaltate e in generale un’impostazione urbanistica “banale” e molto simile a quanto proposto in passato con il “progetto Gelsomino”).

Più seriamente si tratta di un “approccio” che si rivela, per noi, complessivamente ambiguo.

Riteniamo infatti che le aree di un tessuto urbano, tutte, e in special modo quelle pubbliche, debbano rispondere alle esigenze di chi vi vive, vi lavora, vi soggiorna, ed in seguito, quando efficaci, apportare il “giusto tassello” alla crescita, allo sviluppo del territorio tutto, cittadini compresi.

Fin qui è facile retorica. Eppure, a ben vedere, sono principi già carenti nelle prefazioni del progetto presentato.

Quali sono infatti le necessità a cui si desiderò dare risposta negli anni ’60 e ’70 con il campo di calcio, con l’attiguo campo di basket, con una (poi divenuta obsoleta) palestra della Società Sportiva Forza e Coraggio?

Quelle esigenze sono state superate? Hanno avuto migliori e più efficaci risposte in altro contesto?

Le strutture al servizio delle attività sportive, quelle più basilari, e non necessariamente in competizione con quelle di tipo “nautico” sono nel nostro paese, e in generale nel comune di Portovenere, essenzialmente le stesse, se non peggiori, di quelle di quarant’anni fa.

Il primo punto di analisi per noi parte da qui, e non si capisce perchè il primo passo di un “miglioramento” dell’offerta socio-sportiva debba iniziare proprio con la riduzione del campo di calcio (le ragioni commerciali della scelta, francamente, le troviamo svillenti), con l’estensione di un area nautica che appare ancora bisognosa di un preciso compito, e con il rimando sostanziale delle due uniche vere novità (i due campetti aggiuntivi) che sono presenti nel preliminare, ma di cui non si avrebbe ad oggi la copertura finanziaria.

Unica nota positiva immediata è la collocazione del ricovero per la barca della borgata (anche se forse si poteva fare senza il resto della proposta…) e delle dotazioni ad essa necessarie. La possibilità che il secondo lotto del progetto(i campetti, il verde ecc..) rimanga “uccel di bosco”, stritolato dall’ennesima (prossima) giunta che non sa, non ricorda e non è responsabile delle scelte precedenti e che è pienamente legittimata a “cambiare rotta”, magari con un bel cambio di destinazione d’uso, di concessione, o semplicemente con  un “cantiere” indefinito nel tempo a sostituzione di quello attuale, ci appare piuttosto probabile.

La vita sociale del paese, dei ragazzi del paese, meriterebbe di più che il lento ed inesorabile rosicchiare da parte di attività più o meno lucrose a vantaggio di pochi: meriterebbe perlomeno un indirizzo preciso, univoco (e contemporaneo).

Ovviamente, come per tutte le scelte, nulla è immodificabile, anche la collocazione di un campo (forse non troppo felice già al suo tempo) e così non ci scandalizzeremmo all’idea di vederlo migrare altrove, liberando l’area e dare ossigeno a quel mare così poco goduto da turisti “veri” e residenti (compresi quelli che vi lavoravano, come i pescatori) o i muscolai) e un po’ troppo sfruttato come posteggio economico per barche di “foresti” aventi più o meno diritto, ma vorremmo che questo avvenisse prima di pensare al reddito generato delle future, o ampliate, attività economiche, prima che il desiderio di “vivere” un  paese in tutte le età e a prescindere dalla redditività conseguente, venga meno, così come il senso stesso di comunità. Un piccolo tassello insomma, da collocare però nel verso giusto.

Saul Carassale

segretario del circolo Prc/Fds “Lucio Mori” di Portovenere

Prc Portovenere: “Stangata Tarsu, il paradosso della rumenta”

23 settembre 2011, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

I cittadini del comune di Porto Venere stanno ricevendo in questi giorni dall’Amministrazione Comunale la stangata della tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu).

Stangata che arriva e si accumula al peso della crisi economica, stangata che si somma a quella perpetrata lo scorso anno sempre sulla Tarsu superando assieme un aumento di oltre il 50 %.

Per una casa media una famiglia deve sborsare intorno ai 250 euro l’anno (le vecchie 500.000 lire) e le attività commerciali e/o artigianali, anch’esse piegate dalla crisi, cifre di migliaia e migliaia di euro.

La stangata colpisce maggiormente anziani e pensionati soli, che sono una fetta importante della popolazione, molti con pensioni sociali di 500 euro al mese, senza adeguati sistemi di protezione.

La stangata si ripercuote inevitabilmente anche sull’economia locale, ormai basata nella quasi totalità sul turismo, dove la stessa favorisce ulteriormente l’aumento dei prezzi (già attualmente fuori scala rispetto a tante rinomate località turistiche) in modo da produrre un ulteriore calo di clientela che porterà nuova disoccupazione e nuova povertà.

Occorre allora affrontare la questione cercando di fare una analisi della situazione:

La popolazione residente diminuisce inesorabilmente da circa 30 anni a questa parte per l’errata politica della casa delegata alle cooperative edilizie; dai circa 6.000 residenti effettivi si è passati attualmente a meno di 4.000.

Di questi 4.000 residenti, inoltre, quelli reali depurati dalle residenze di comodo per non pagare l’ICI e godere di altri benefit locali (posto barca – posto auto ecc.) sono stimabili in 2.500 unità (del resto basta guardarsi attorno per vedere che interi palazzi sono disabitati 10 mesi l’anno).

In questi ultimi 30 anni però si è costruito a spron battuto e tutt’ora, fra interventi di nuova costruzione in corso e previsti dal piano urbanistico, il trend della cementificazione è sempre positivo.

Ecco allora il paradosso:

stante la riduzione costante del numero di residenti produttori di rifiuti e stante l’aumento dei metri quadrati di costruito (denominatore per il quale viene divisa la spesa totale della raccolta e smaltimento) la tassa aumenta ogni anno del 30%.

Come è possibile?

Non è che dietro la Tarsu si nascondono altre spese che nulla c’entrano con la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani?

Oppure sono le scelte errate delle amministrazioni comunali a portare questi aggravi che si abbattono sull’intera comunità?

Per quale ragione tutte le amministrazioni comunali si rifiutano di tassare le imbarcazioni presenti con posto barca fisso nelle nostre baie (oltre 3.000) che pure producono rifiuti?

Le grandi attività industriali, artigianali  e militari presenti (ex SNAM – CANTIERI e PORTICCIOLI – BASI MILITARI) quanto contribuiscono al pagamento della spesa?

Certamente l’inutile sostituzione di centinaia di cassonetti dei rifiuti mantenendo immutata l’immonda situazione di discariche a cielo aperto in mezzo ai paesi avrà contribuito ad innalzare la spesa a scapito delle tasche dei cittadini.

Non si poteva passare direttamente alla raccolta porta a porta come sta avvenendo in tanti quartieri spezzini e come avverrà a breve nei limitrofi paesi di Cadimare e Marola?

La raccolta porta a porta è l’unica tipologia di raccolta che garantisce il raggiungimento di percentuali elevate di raccolta differenziata ed elimina il problema dei cassonetti e delle discariche urbane.

Se il futuro è la raccolta porta a porta senza cassonetti che senso ha avuto acquistarne centinaia di nuovi?

Invitiamo l’Assessore ai rifiuti a dare risposte a questi ed altri quesiti per dare spiegazione degli aumenti reiterati.

 

Circolo Prc “Lucio Mori” – Porto Venere

 

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