Elezioni provinciali, Prc La Spezia: “Istituzioni pilatesche, Federici rinvii il voto nel rispetto della democrazia”

5 gennaio 2017, by  
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Prendiamo atto con soddisfazione che anche da altre forze politiche, alle quali va il nostro ringraziamento per la solidarietà espressa, è giunta una nota di biasimo riguardo alle imminenti elezioni provinciali in programma per domenica 8 gennaio.

 
Abbiamo già da tempo contestato la natura stessa di un’elezione di secondo livello che rappresenta solo un importante contributo all’allontanamento dei cittadini dalla democrazia voluto dai governi precedenti, da Monti fino ad arrivare a Renzi. 
 
Non paghi di questo, diversi sindaci (quasi tutti targati Pd) hanno negato anche un legittimo avviso di notifica ai consiglieri comunali, gli unici con diritto di elezione attiva e passiva di questa tornata elettorale.
 
Nei giorni scorsi Rifondazione Comunista aveva espresso la propria protesta scrivendo alla prefettura della Spezia e, di rimando, al Ministero degli interni, chiedendo almeno una proroga nei tempi per costituire una propria lista o un rinvio di qualche settimana del voto. Niente di tutto questo è stato accolto.
 
L’atteggiamento pilatesco delle istituzioni (di cui alleghiamo le risposte) non ha, infatti, ammesso repliche. 
 
Secondo lo Stato l’unico avviso pubblicato sul sito internet della Provincia della Spezia in data 29/11/2016, è più che sufficiente come atto di notifica.

Davvero un bel modo di pubblicizzare un evento “democratico”, che vedrà una vergognosa spartizione a tavolino delle cariche in base alle principali forze politiche presenti nei consigli comunali, grazie al famigerato “voto ponderato”. 
 
Ci uniamo pertanto a quanto comunicato dai consiglieri Frija e Gregori chiedendo nuovamente al presidente Federici il rinvio del voto per l’elezione del consiglio provinciale.
 
Altrimenti avremo un’ennesima conferma di quanto poco importi a lor signori del rispetto dei cittadini e della democrazia.
 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Massimo Lombardi (Rete a Sinistra): “Contro la “malascuola” di Renzi, oggi presidio sotto la prefettura a sostegno di insegnanti e studenti”

18 maggio 2015, by  
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Questo pomeriggio alle 16 saremo tutti sotto la prefettura spezzina per protestare contro la “malascuola” di Renzi, come accade in tutte le città italiane. Rete a Sinistra sostiene con forza la mobilitazione di questi giorni, per manifestare al parlamento la contrarietà al contenuto della legge sulla “Buona scuola” renziana e al metodo antidemocratico con cui e stata elaborata.
Dopo lo straordinario sciopero del 5 maggio scorso, proseguito il 12 maggio con il boicottaggio dei test Invalsi, si chiede al governo il ritiro del ddl in discussione in parlamento in questi giorni.
 

Nessuno si è lasciato ingannare dalle aperture e dagli incontri con i sindacati, ne intimidire dalla repressione del dissenso a Renzi, come le denunce di chi a Bologna ha osato contestare il Presidente del Consiglio alla festa dell‘Unità. 

Renzi sta proseguendo un attacco neo liberista alla scuola pubblica che dura da oltre vent’anni, con le azioni di governo della Moratti, della Gelmini, di Profumo e anche di Luigi Berlinguer, che hanno mirato a trasformare la scuola da istituzione pubblica a servizio a domanda individuale sempre più sottratta alle funzioni dello stato, e quindi messa a disposizione del “libero” mercato.

Renzi porta a compimento questo processo: dopo l’immissione nel sistema pubblico delle paritarie private, la distruzione del tempo pieno e del tempo prolungato (modello di scuola di base invidiato da tutto il mondo), i tagli ai bilanci, il mantenimento dei precari come dato strutturale dequalificante, il dimensionamento delle scuole, il colpevole abbandono della edilizia scolastica, il continuo aumento dei fondi alle private, Renzi cancella la scuola della Costituzione.

Il ddl fa scomparire diritti e poteri di studenti e docenti, trasformando in potenziale precario anche chi è in ruolo, suddito nelle mani del preside sceriffo, è una riorganizzazione della “governance “della scuola /servizio con al centro la rete dei dirigenti.

La scuola è un baluardo da difendere, come la Costituzione. Non dobbiamo permettere all’autoritarismo dilagante di distruggere l’istituzione pilastro della nostra società.

Massimo Lombardi,
 
candidato al consiglio regionale della Liguria 
 
Rete a Sinistra – Pastorino Presidente

Olivieri e Zucchetti: “Radioattività a domicilio alla Spezia”

12 marzo 2014, by  
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La giusta contestazione contro i treni che trasportano scorie nucleari ha trovato in Italia una imprevedibile soluzione all’italiana: dato che l’intera popolazione si ribella contro i treni nucleari, ora le scorie – con un’operazione ancora più pericolosa e scellerata – le mettono sui camion e le fanno passare dentro le città. Di quale città si parla? La Spezia, naturalmente: porto nucleare militare e terra di scorie tossiche e di omertà, dalle discariche e le “colline” nelle quali alcuni pentiti di camorra han recentemente rivelato essere nascosti veleni e rifiuti tossici, risalendo fino al Capitano di Marina De Grazia, assassinato col veleno qualche anno fa mentre stava indagando su traffici di rifiuti tossici partiti proprio da La Spezia.

L’ultimo mistero comincia nella notte tra il 3 e il 4 marzo, quando la città viene attraversata da tre tir che portano altrettanti container. Il convoglio, scortatissimo, con forze dell’ordine a presidiare gli incroci, entra nel Porto Militare dove tecnici in tute antiradiazioni caricano i container su una nave  inglese, che salpa nella notte verso destinazione ignota. Al solito, nessuno sa nulla, ma la popolazione nota la manovra, che diviene di dominio pubblico, e parla di scorie radioattive. La Prefettura in un primo momento rilascia una dichiarazione lapidaria: “Non c’è nulla da dire”. Poi, travolta dall’indignazione della gente, dirama un comunicato che è un capolavoro di reticenza, omertà e mezza disinformazione. Nel comunicato si parla di operazione condotta nel rispetto degli standard di sicurezza ma non si dice cosa sia quella sostanza che ha attraversato tutta la città. Il comunicato, infatti, parla di  “sostanze fissili non irraggiate”  per usi civili provenienti da un deposito nazionale. Di cosa si tratta? Traduciamo il virgolettato: “Combustibile nucleare fresco, Uranio arricchito oppure Plutonio, sostanza quest’ultima estremamente pericolosa e tossica”.

Forse così si capisce meglio. Nel suo algido comunicato la Prefettura precisa che l’informazione alla popolazione è “obbligatoria soltanto in caso di incidente che comporti emergenza radiologica”. Traduciamo anche qui: “per le strade della tua città e sotto casa tua passano dei camion carichi di materiale radioattivo altamente pericoloso, di notte: ma ti avvertiamo del pericolo solo in caso di un incidente, cioè a buoi (radioattivi) scappati”.

Il Sindaco della Spezia, però, sapeva, dato che in un suo comunicato parla di “segretezza necessaria”.  Sicurezza necessaria, che vuol dire trasparenza e informazione, potremmo ribattere. “Vogliamo la verità” hanno detto i cittadini spezzini che sabato scorso hanno sfilato in un folto corteo convocato da comitati ed associazioni ma disertato dalle istituzioni, dai sindacati e ovviamente dal Pd, partito del Sindaco: c’erano solo Sel, Prc e M5S a sostenere la protesta.

Ma siamo alla Spezia, la città dei grandi segreti, delle scorie, del porto nucleare vicino alle abitazioni, e da ora anche del materiale nucleare direttamente sotto casa dei cittadini.

Sergio Olivieri – Massimo Zucchetti,

Il Manifesto – 11/03/2014

Riprendiamoci la città! Spezzini in piazza per l’ambiente

22 febbraio 2014, by  
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Questa mattina, presidio ambientalista sotto la Prefettura spezzina e in piazza Verdi. Circa 120 persone, tra le quali i rappresentati di associazioni come Legambiente, Italia Nostra, Murati Vivi e SpeziaViaDalCarbone, hanno presto parte all’evento significativamente intitolato “Riprendiamoci la città”.

E’ stato chiesto al Prefetto Forlani che i dati ambientali spezzini siano di facile consultazione e resi pubblici in tempo reale: una minima pretesa, nel 2014. Tra la folla, tante parole dedicate alle recenti rilevazioni di Arpal sui moli spezzini. “Come mai queste analisi a poche ore dalle rassicurazione di Forcieri?”, la domanda di molti.

Soddisfatto Stefano Sarti di Legambiente: “Un evento importante – ha detto – è importante sensibilizzare la città su questi temi. Da segnalare la buona affluenza”. Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Bertelà di SpeziaViaDalCarbone, molto critico verso le istituzioni e la pigra esposizione dei dati ambientali. Nessuna bandiera politica, ma naturalmente il presidio non era chiuso agli esponenti dei partiti. C’era, come privato cittadino, Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista. “L’ambiente prescinde dall’appartenenza politica – ha dichiarato – siamo qua per il futuro dei nostri figli”.

Lunedì prossimo alle 18 al parco Sabrina presso l’area verde di Pagliari, tutti convocati per discutere della grande manifestazione contro le ombre ambientali spezzine del 1° marzo.

www.gazzettadellaspezia.it

Mobilitazione nazionale sindacati inquilini, Prc La Spezia: “Abbassare gli affitti per fermare gli sfratti”

26 ottobre 2012, by  
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Oggi, 26 ottobre 2012, è cominciata in tutta Italia una mobilitazione unitaria dei sindacati inquilini contro la politica del governo e per chiedere alcune misure urgenti per affrontare almeno gli aspetti più devastanti  della condizione abitativa nel nostro Paese.

Rifondazione Comunista della Spezia, dopo il presidio organizzato il 10 ottobre scorso, giornata mondiale sfratti zero, ha aderito stamani all’iniziativa, che nelle nostra città si è realizzata alle 10 in un presidio davanti alla prefettura spezzina.

La piattaforma unitaria dei sindacati inquilini chiede cose semplici ma forti e, in qualche caso, radicali: rinnovo della proroga degli sfratti e la sua estensione alla morosità; il rifinanziamento del fondo sociale per l’affitto; la forte penalizzazione fiscale per le case sfitte; la possibilità per gli inquilini di detrarre il 19% dell’affitto pagato dalla denuncia dei redditi; una “inversione a u” rispetto alla cedolare secca per rendere convenienti i canoni concordati; la lotta senza quartiere al canone in nero; un intervento straordinario per aumentare la disponibilità di alloggi popolari per i comuni; l’individuazione, a partire dalla legge di stabilità, di una postazione di bilancio per l’edilizia residenziale pubblica.

Rifondazione evidenzia la connessione tra la giornata di lotta del 10 ottobre, che è stata un grande successo, e quelle del 26 ottobre e del 16 novembre prossimi. E per noi, almeno, non finisce lì: saremo domani 27 ottobre a Roma al “No Monty day” e parteciperemo alla campagna referendaria contro le manomissioni all’articolo 18 e alla raccolta firme per la proposta di legge sul Reddito Minimo Garantito.

Pensiamo, infatti, che un vero movimento per l’abitare debba ripercorrere, in maniera originale, quello che è stato il cammino del movimento per l’acqua pubblica, riuscendo a costruire una connessione tra movimenti, comitati di base, organizzazioni sindacali e sociali, amministrazioni che si distinguono per buone pratiche.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Stop agli sfratti! Rifondazione in piazza alla Spezia sostegno della campagna internazionale “Sfratti Zero”

11 ottobre 2012, by  
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Mercoledì 10 ottobre 2012 Rifondazione Comunista è scesa in piazza a sostegno della campagna internazionale “Sfratti Zero” svolgendo un presidio davanti alla Prefettura della Spezia.

Si sono svolte iniziative in 16 regioni, 50 province, 4 cortei, due tendopoli, presidi sotto comuni e prefetti, picchettaggio di palazzi vuoti, picchetti anti sfratto e inoltre assemblee, picchetti e iniziative in tutto il mese di ottobre, questo è il risultato di tante e tanti che si sono messi in rete e connessi per una azione corale contro gli sfratti e perchè la questione sfratti entri nell’agenda politica nazionale.

Rifondazione Comunista La Spezia ha aderito alla mobilitazione con l’obiettivo di fare entrare la questione sfratti-nell’agenda politica del nostro Paese. I numeri sono drammatici: le rilevazioni da parte del Ministero dell’Interno parlano, per il 2011, di circa 64.000 nuove sentenze di sfratto emanate, di cui circa 56.000 per morosità, con un’incidenza dell’87% sul totale.

Alla Spezia gli sfratti sono stati 209, di cui per morosità 187, pari all’89,47%. Quasi 2000 famiglie spezzine sono in attesa dell’assegnazione di una casa popolare a canone sociale o moderato.

Queste cifre certificano l’emergenza sociale, sottolineano l’impatto della crisi, e stridono con l’assoluta assenza di politiche abitative pubbliche, degne di tale nome, che siano non solo capaci di garantire il passaggio da casa a casa per gli sfrattati ma anche di affrontare il tema del caro affitti e della precarietà abitativa.

Gli sfratti per morosità negli ultimi cinque anni sono aumentati del 64 per cento. Una vera e propria emergenza nazionale a cui i governi non sembrano interessati a dare risposta; anzi, nel corso degli anni abbiamo assistito al taglio delle poche risorse destinate agli inquilini in difficoltà, la cedolare secca si è tradotta in una forte e ingiustificata riduzione della tassazione ai contribuenti con alti redditi e molte proprietà senza grandi risultati sul fronte dell’emersione dell’evasione fiscale, Piani casa ritagliati sulle esigenze della speculazione immobiliare e della rendita fondiaria.

Il Governo Monti dopo i tagli operati dal Governo Berlusconi ha azzerato completamente il fondo contributo affitto al quale ricorrevano 300 mila famiglie italiane anche queste nei prossimi mesi saranno condannate allo sfratto per morosità

Eppure esiste un vasto patrimonio pubblico che non viene utilizzato e lasciato nel degrado in attesa di privatizzazioni e valorizzazioni speculative.

Né possiamo accettare che la questione sfratti sia relegata o derubricata a questione di ordine pubblico o di assistenza sociale

Chiediamo:

– Sospensione degli sfratti per morosità incolpevole

– che la questione sfratti entri nell’agenda politica nazionale

– l’utilizzo del patrimonio del demanio civile e militare

– piano straordinario di edilizia residenziale pubblica a partire dal recupero dall’esistente.

 

Rifondazione Comunista

Federazione provinciale della Spezia

Prc/Fds La Spezia: “Adesione al presidio di domani della Cgil contro la vergognosa legge Fornero. L’articolo 18 non si tocca!”

26 giugno 2012, by  
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Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra La Spezia aderisce alla mobilitazione indetta dalla Cgil per domani 27 giugno alle 16 sotto la prefettura (in contemporanea con il resto d’Italia) per protestare contro la scandalosa legge Fornero che la Camera dei Deputati dovrebbe approvare definitavemente proprio domani dopo ben quattro voti di fiducia.

Si tratta di un incredibile attacco al mondo del lavoro, in teoria cardine della stessa Repubblica, che porta la firma dei tre partiti Udc-Pdl-Pd in appoggio incondizionato del governo Monti.

Dopo la “riforma” delle pensioni e il “salva Italia” che salassa ancora di più la stragrande maggioranza dei cittadini italiani senza toccare minimamente quell’1% di ricchi ultramilionari, ecco il colpo di grazia a firma di Elsa Fornero che risucirà alddove nessuno, nemmeno Berlusconi, è mai arrivato prima: abbattere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Una decisione che troverà la risposta della società civile e di quanti si oppongono per davvero al governo: già si pensa alla raccolta firme per un immediato referendum abrogativo.

No al governo Monti, L’articolo 18 non si tocca!
Federazione della Sinistra La Spezia

Giù le mani dall’articolo 18: domani a Spezia presidio unitario organizzato dalla Federazione della Sinistra

24 maggio 2012, by  
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Si svolgerà domani dalle 17.30 davanti alla Prefettura della Spezia un presidio in difesa dell’articolo 18 organizzato dalla Federazione della Sinistra spezzina al quale hanno aderito: Idv, Psi, Sel, Fiom, La Cgil che vogliamo, Sinistra Critica.

Durante il presidio si svolgerà una conferenza stampa nella quale si spiegheranno i motivi che ci hanno spinto a scendere in piazza anche nella nostra città, dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori ed in difesa dell’articolo 18.

Federazione della Sinistra La Spezia

Prc Arcola: “Tutor di Romito riattivato? Il Comune faccia chiarezza!”

27 febbraio 2012, by  
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Apprendiamo dalla stampa che il sindaco di Arcola Livio Giorgi ha riattivato il tutor di Romito dopo alcuni mesi di fermo.

La decisione maturerebbe dalla convinzione del primo cittadino arcolano che tutta la pratica relativa alla diabolica macchina ruba soldi alle famiglie (ricordiamo che multa chi viaggia alla “stratosferica” velocità di 56 Km orari in una strada extraurbana senza alcuna abitazione e dove non è avvenuto nessun incidente negli ultimi 5 anni) sia regolare.

Crediamo che a questo punto occorre fare chiarezza una volta per tutte: il sig. Prefetto in data 20 ottobre 2011 in una nota inviata al Sindaco ha osservato (su un documento ufficiale) che il contratto stipulato fra il Comune e la ditta proprietaria del tutor è illegittimo in quanto non rispetta norme giuridiche nazionali.

Ne consegue una semplice deduzione: o il Comune se ne infischia di quanto dichiarato dalla Prefettura (organo periferico rappresentante il Governo) e sta operando in regime di illegittimità, oppure ritiene il parere della stessa Prefettura non credibile.

Assistiamo fra l’altro a ricorsi che vengono accolti e ad altri ricorsi che vengono respinti: eppure le motivazioni del ricorso sono le stesse!!! Ogni cittadino a questo punto è portato a pensare di tutto!

E’ troppo chiedere a chi è competente di esprimersi per come stanno le cose? Oppure ci si vuole obbligare a rivolgerci alla Procura della Repubblica o alla Guardia di Finanza?

Segreteria Rifondazione Comunista Arcola

Costruiamo l’opposizione contro il Governo Monti. Rifondazione Comunista oggi alle 17 al presidio sotto la Prefettura organizzato dai sindacati

6 dicembre 2011, by  
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Ci vuole lo Sciopero Generale e generalizzato per fermare un Governo nemico di lavoratori, precari e pensionati

 

Nella manovra del Governo non c’è alcuna traccia di equità e i provvedimenti messi in catiere dal Governo colpiscono in maniera pesantissima lavoratori e pensionati.

Per questa ragione, nel partecipare al presidio davanti alla Prefettura, rivolgiamo un pressante appello alle organizzazioni sindacali affinché gli scioperi indetti separatamente da Cisl e Uil da un lato e dalla Cgil dall’altro per il prossimo 12 dicembre vengano unificati in un unico grande Sciopero Generale di tutti i lavoratori che duri l’intera giornata, così come chiesto anche dalla Fiom nazionale alla Cgil.

Il presidio davanti alla Prefettura e gli scioperi del 12 dicembre sono solo l’inizio di una lotta che deve essere generale e generalizzata per fermare un Governo amico dei banchieri e di Confindustria e nemico di lavoratori, precari e pensionati.

La Federazione spezzina di Rifondazione Comunista

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