Coltivare la paura

22 febbraio 2010, by  
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Pubblichiamo un interessante analisi tratta dal Blog di Alessandro Gilioli, giornalista de “L’Espresso”, sul rapporto tra manipolazione propagandistica della televisione e reazioni sociali.

Da sempre i mezzibusti Mediaset – e anche Mentana a suo tempo – si autoassolvono sostenendo che la televisione «non sposta voti». Forse si riferiscono agli inginocchiamenti di Fede, che ormai sembrano comici anche alle nonne. Però magari prima di parlare potrebbero utilmente leggersi questo rapporto realizzato da Demos con l’Osservatorio di Pavia, o se sono di fretta limitarsi almeno a guardare questa tabella:

pavia

La linea blu, quella in basso, racconta l’andamento dei reati in Italia dall’inizio del 2005 alla fine del 2009. Quella gialla, in mezzo, si riferisce alla paura della criminalità nella popolazione. Quella rossa, in alto, indica le notizie sulla criminalità date dalle televisioni (pubbliche e private).

Claudio Messora ha aggiunto alla tabella quella fascia più chiara in mezzo che indica il periodo del governo Prodi. Ma si noti anche che la percezione della criminalità ha raggiunto il punto più alto in concomitanza con le elezioni politiche del 2008.

Se poi proprio un casino scoppia al momento sbagliato, c’è un altro sistema facile facile per rovesciare il tavolo: basta attribuirne la responsabilità agli avversari. Anche quando si governa da un quindicennio il paese, la regione, il comune e – attraverso la Lega – pure la circoscrizione.

L’importante, alla fin fine, è coltivare la paura nell’etnia più pericolosa di Milano e non solo: quella che ragiona con la pancia.

Piovono raneAlessandro Gilioli