11 settembre 1973-2017, Rifondazione Comunista spezzina ricorda Salvador Allende a 44 anni dal golpe fascista di Pinochet

9 settembre 2017, by  
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L’11 settembre è l’anniversario della morte del presidente cileno Salvador Allende, caduto durante il golpe fascista di Pinochet del 1973, ucciso mentre difendeva il palazzo presidenziale della Moneda dagli assalti dei carri armati dell’esercito.

Come ogni anno una delegazione di Rifondazione Comunista della Spezia si recherà presso la targa ricordo al centro “Allende” di via Mazzini per rendergli omaggio. L’appuntamento è per le 17.30 per la deposizione di una corona di fiori. A seguire si terrà un intervento del consigliere comunale di Spezia Bene Comune Massimo Lombardi, accompagnato dalle letture dell’ultimo discorso di Salvador Allende ad opera dei Giovani Comunisti spezzini.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

9 marzo 2005-2017: dodici anni senza Aldo Lombardi, commemorazione al cimitero della Pieve

8 marzo 2017, by  
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Domani, 9 marzo, saranno dodici anni dalla scomparsa di Aldo Lombardi, storico segretario spezzino di Rifondazione, sindacalista Cgil, scrittore, poeta, drammaturgo. 

Aldo era questo e tante altre cose. Una morte improvvisa ce lo ha strappato via troppo presto, all’età di 63 anni, all’indomani del congresso di Venezia, al quale aveva appena partecipato con la solita passione.
Aldo ha lasciato molti bellissimi ricordi nelle tante persone che ha conosciuto in vita. Ne è una dimostrazione il continuo affetto che giunge ogni anno in occasione della sua commemorazione.
Per continuare a ricordarlo ci ritroveremo domani mattina alle 10 presso la sua tomba del cimitero della Pieve. Sono tutti invitati a partecipare.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Oggi a Genova nel ricordo di Carlo e del grande movimento del 2001. Il Coisp pensi alla “legalità” delle tanti morti di stato”

20 luglio 2015, by  
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Oggi è il 20 luglio e, come ogni anno, siamo a Genova a ricordare Carlo Giuliani, ucciso quattordici anni fa nella guerriglia urbana che fece da sfondo al G8 più tragico, quello che portò mezzo milione di persone in piazza a lottare contro le violenze della globalizzazione, della finanza e del turbocapitalismo
 
Violenze sulla natura, sull’uomo e sugli stessi popoli, che oggi appaiono tragicamente evidenti. Violenze che già da quel giorno si scatenarono bestialmente sugli inermi manifestanti, letteralmente schiacciati senza pietà prima, durante e dopo il G8. 
 
L’obbiettivo di chi organizzò tale macelleria era distogliere l’attenzione sui sacrosanti motivi politici di protesta di questo grandissimo movimento transnazionale e popolare, che proponeva l’alternativa a una società globale stracolma di ingiustizie e governata dai pochi sui molti. Obbiettivo raggiunto a prezzo del sangue.
 
I pestaggi indiscriminati delle forze di polizia contro chi manifestava in pace con le mani alzate e tinte di bianco, le torture invereconde della Diaz e di Bolzaneto, le “prove” fabbricate ad arte, i depistaggi vergognosi degli allora “portavoce”, la bieca protezione politica del governo Berlusconi e infine le sentenze all’italiana dei processi negli anni successivi. Tutto questo è stato Genova 2001: la pagina più nera degli ultimi trent’anni della storia d’Italia.
 
Genova sanguina ancora, e non solo per la tragica morte di Carlo, un ragazzo di 23 anni ammazzato da colpi di pistola e investito senza pietà da una camionetta militare.
 
Ricordare Carlo significa ricordare tutti quei cinquecentomila presenti quel giorno, non solo il dolore infinito dei genitori Haidi e Giuliano, a cui va il nostro grande abbraccio, come sempre.
 
Ricordare Carlo significa tenere a mente tutti gli infiniti scandali che si sono succeduti nel tempo: noi infatti non dimentichiamo Cucchi, Uva, Aldrovandi e tanti altri morti nelle mani delle forze di polizia.
 

Il sindacato di categoria che oggi pensa di raccogliere firme, in Liguria, contro “piazza Carlo Giuliani” compie, dunque, l’ennesimo tentativo di provocazione e di offesa. 

 
Non ci risulta infatti che il Coisp si sia mai interrogato o abbia fatto pubblica ammenda sulle verità di queste morti: di fronte a ciò le forze dell’ordine di un paese democratico avrebbero già dovuto da tempo fare pulizia al proprio interno e chiedere scusa ai cittadini italiani per i quali lavorano. Non ci risulta che morire di botte sia confacente alla “legalità” tanto sbandierata dal Coisp.
 
Ma evidentemente è più importante sputare ancora veleno su chi non c’è più, che cercare la giustizia.
 
Caratteristiche proprie di un paese che quanto a civiltà e rispetto della democrazia non ci risulta essere all’avanguardia. Allora come oggi.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Un anno fa ci lasciava Don Gallo, Lombardi: “Un compagno esemplare, con le parole e con i fatti”

22 maggio 2014, by  
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Il 22 maggio del 2013 ci lasciava il compagno don Andrea Gallo: un’infinita commozione ci aveva colto quel giorno e ci coglie ancora adesso, a un anno di distanza.

Andrea era comunista, un libertario, un partigiano, un amante della pace, della giustizia sociale, della Costituzione: incarnava con le parole e con i fatti il nostro ideale politico.

Don Gallo amava tornare a Spezia e nella nostra provincia: quando lo faceva era sempre una gioia riceverlo, ascoltare le sue parole piene di coraggio che invitavano alla fratellanza e alla lotta contro tutte le ingiustizie, in particolare contro quelle del capitalismo, del vecchio e nuovo fascismo, dell’arrivismo e della violenza del potere, di qualsiasi forma o colore.

E’ stato un grande amico di Rifondazione e di mio padre Aldo: Andrea non ha mai mancato di venire a ricordarlo ogni estate alla nostra festa di Bottagna, sempre, fino all’ultimo.

Nonostante le sue forze fisiche fossero infatti visibilmente debilitate, la sua voce e la sua presenza erano piene di un carisma e di uno slancio incredibili.

Lo saluto, a nome di tutti i compagni della federazione spezzina del Prc, una parte dei quali saranno a Genova a rendergli doveroso omaggio.

Ciao don, a pugno chiuso!


Massimo Lombardi,

segretario provinciale Prc la Spezia