Inchiesta Ap, Prc La Spezia: “Scardinare il sistema di potere basato sull’uomo solo al comando”

5 novembre 2016, by  
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L’inchiesta giudiziaria che ha investito l’Autorità Portuale spezzina è solo l’ultima di una serie di vicende che hanno coinvolto il nostro territorio e che mettono in luce in maniera evidente una drammatica mancanza di trasparenza e di democrazia nella gestione e nel governo della cosa pubblica. Al di là delle responsabilità dei singoli, tutto ciò è la diretta conseguenza di un prosciugamento sempre più radicale degli spazi democratici operati ad ogni livello, nazionale e locale, dove la cultura dell’uomo solo al comando e del decisionismo più assoluto porta, inevitabilmente, all’accentramento di un enorme potere personale e quindi al favorire di illeciti e malaffare di ogni forma.

Se poi questo potere, come nel caso spezzino, viene pressoché esclusivamente gestito da un unico partito, il Pd, ecco che un sistema già malato si ramifica nelle mani di pochi soliti noti (formalmente alleati ma in realtà in guerra fra loro, come in tutte le lotte di potere che si rispettino), senza alcun tipo di controllo.Ricordiamo che il restringimento della democrazia è avvenuto ad ogni livello istituzionale a partire dai consigli comunali, in larga parte svuotati della loro funzione di indirizzo politico e di controllo democratico e dalle stesse giunte, dove spesso è il monocolore Pd a dominare in lungo e in largo, con la figura del sindaco a fare da dominus assoluto.

A questo va aggiunto lo stravolgimento dei consigli provinciali che non vengono più eletti dai cittadini ma dai consiglieri comunali con un meccanismo che, nella nostra Provincia, ha prodotto un consiglio nel quale il Pd ha il 70% dei rappresentanti, più il presidente che è anche il sindaco della Spezia, tanto per restare in tema di accentramento dei poteri in una sola persona. Se consideriamo, infine, anche l’abolizione delle circoscrizioni, il gioco è fatto. La rappresentatività dei cittadini, e quindi del loro fondamentale peso politico sulla scena pubblica, è stata di fatto cancellata. E’ la stessa direzione della cosiddetta “riforma” istituzionale sulla quale siamo chiamati a votare tra un mese e che va nell’ottica di un abnorme rafforzamento dei poteri del governo, e in particolare del presidente del consiglio.

Tutti i casi scottanti del nostro territorio hanno un comune denominatore che ha coinvolto tutti i più importanti centri pubblici di potere: dal disastro Acam, alle questioni sarzanesi (progetto Marinella, progetto Botta, infiltrazioni mafiosee perquisizioni della Dia al palazzo comunale), dallo scandalo “Mani Unte” – Cinque Terre al vergognoso comportamento di Atc, dove solo alcune voci critiche come la nostra si sono battute per denunciare ogni abuso e mancanza di trasparenza. Per questo talune prese di posizione che abbiamo letto in questi giorni sui giornali da parti di esponenti del Pd ci appaiono non solo strumentali e finalizzate al posizionamento nei conflitti al loro interno ma anche alquanto tardive, visto che giungono solo dopo l’azione della magistratura.

Non possiamo dimenticare, per esempio, che scelte come la concessione senza gara per 53 anni a Lsct dell’utilizzo delle banchine sono state compiute con l’avvallo anche di chi oggi prende le distanze ma che allora si limitò ad un’alzata di spalle di fronte alla denuncia che Rifondazione Comunista fece in città, prima sulla stampa e poi con un’iniziativa della propria consigliera comunale Simona Cossu, con un dibattito pubblico al Centro Allende disertato dai rappresentanti del comune della Spezia. Per non dire poi delle pesanti ricadute ambientali di un dragaggio eseguito evidentemente in modo sbagliato o della totale mancanza di ascolto delle voci dei cittadini sui problemi di inquinamento ambientale ed acustico: tutte le manovre volte a privilegiare gli enormi interessi economici a scapito della salute e del benessere degli spezzini. 

Siamo consapevoli che le attività portuali rappresentano una parte importante del nostro tessuto economico ed occupazionale e proprio per questo pensiamo che vadano diradate le tante, troppe nebbie che si sono addensate attorno ad un porto nel quale l’impegno e la correttezza di quanti vi lavorano non possono essere offuscati dalle eventuali responsabilità di pochi. Proprio per questo occorre non solo che venga fatta piene luce ma che si volti radicalmente pagina, al porto come in città. Per uscire da questo sistema di gestione del potere fine a se stesso e utile a pochi, c’è solo una strada: ridisegnare il futuro della città mettendo al centro della discussione le priorità dei cittadini in tema di salute, sanità, trasporti, lavoro e vivibilità.

Scardinare questo sistema di potere e ridare spazio ai cittadini e alla democrazia partecipativa, nell’ottica di un’amministrazione della cosa pubblica che abbia come capisaldi il rispetto delle regole e il bene comune collettivo: questo è e sarà il nostro impegno.

 Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc Liguria: “Con Luca Pastorino per l’alternativa a Paita e alle destre”

Ordine del giorno sulle elezioni regionali presentato dalla Segreteria regionale di Rifondazione Comunista

La necessità di mettere in campo nelle prossime Elezioni regionali liguri una proposta unitaria alternativa e di rottura con le politiche del governo Renzi e del Pd non deriva solo da ragioni di carattere generale.

Si è prodotta in questi anni, infatti, una progressiva ed inarrestabile involuzione nelle politiche dell’amministrazione regionale da rendere impensabile la riproposizione di un’alleanza con il Partito Democratico in Liguria.

La Regione non ha saputo e voluto operare coerentemente in difesa dell’apparato industriale ligure che è stato ridimensionato quando non smantellato e svenduto; la disoccupazione non solo è cresciuta, ma è aumentata in maniera anche più forte rispetto ad altre regioni del nord Italia; la precarietà e la sofferenza sociale si sono estese; il degrado e il dissesto del territorio hanno assunto una dimensione drammatica, come è evidenziato dalle tragiche alluvioni dell’ultimo anno, ma la manutenzione e la tutela del suolo, al di là dei proclami di facciata, non sono una priorità per un’Amministrazione regionale che continua invece a favorire la cementificazione e la privatizzazione delle coste e degli affacci a mare. Ed alla difesa ed alla riqualificazione della sanità pubblica si è preferito invece proseguire nelle politiche dei tagli e delle regalie alle lobby come con l’ultima legge regionale a favore dei primari ed a scapito della salute di tutti.

La credibilità di larga parte della classe dirigente a tutti i livelli è stata fortemente compromessa da un lato dalle inchieste in corso come quella relativa a Carige che vedono coinvolto il mondo imprenditoriale e della finanza e dall’altro dalle vicende che hanno portato all’incriminazione ed alle dimissioni di ben due vicepresidenti della giunta regionale.

In questa situazione prosperano traffici illeciti e da più parti sono state denunciate infiltrazioni della criminalità organizzata che avrebbero gettato la loro ombra anche sull’esito delle recenti primarie del Pd.

Per tutte queste ragioni è urgente costruire una proposta alternativa per il governo della Regione in grado di vincere sia la continuità con le politiche dell’attuale Amministrazione regionale rappresentata dalla candidatura di Raffaella Paita che la falsa alternativa proposta dalle destre.

Nelle ultime settimane è diventata concreta la possibilità di dare corpo ad una proposta di alternativa credibile e potenzialmente vincente anche sul piano elettorale.

Le scontro frontale con il sindacato e con i lavoratori voluto dal Governo Renzi da un lato e, dall’altro, le politiche regionali e le vicende legate alle primarie, hanno aperto una crisi nel corpo sociale del Pd, nel suo bacino elettorale di riferimento, nella base degli iscritti e dei militanti e in parti significative del Partito stesso.

In questo scenario si colloca la decisione di Luca Pastorino di lasciare il Pd e di candidarsi alla guida della Regione in maniera alternativa alla candidatura sostenuta da quel partito.

Dalla Liguria può dunque prendere l’avvio quel progetto di costruzione di unità delle sinistre al quale stiamo lavorando da tempo, che non può e non deve limitarsi alla pur importante scadenza elettorale: l’impegno è dunque quello che, a sostegno della candidatura di Luca Pastorino, convergano anche Giorgio Pagano e le sensibilità che rappresenta non solo per evitare che ci siano due candidature sul versante dell’alternativa al Pd ma anche perché il loro apporto sarebbe prezioso per qualificare il progetto di unità nel senso del sociale e dell’apertura.

Un progetto di alternativa oltre ad unire la sinistra ed ad individuare un candidato Presidente deve caratterizzarsi anche programmaticamente. Per queste ragioni Rifondazione Comunista caratterizzerà la propria azione politica su tre punti centrali: lavoro per dare una risposta alla crisi che sta “uccidendo” la nostra Regione, lotta alle privatizzazioni, difesa del territorio a partire dal no alle grandi opere.

Il Comitato Politico del Prc della Liguria da mandato alla segreteria regionale di definire i dettagli politico-programmatici per il sostegno del nostro Partito alla candidatura di Luca Pastorino ed invita le federazioni provinciali a convocare con urgenza i rispettivi Comitati politici per individuare le candidature in quota al Partito da proporre alla discussione per la composizione delle liste unitarie indicando alla Federazioni, quali criteri per la scelta, la piena rispondenza alle regole sancite dallo Statuto e la rappresentatività del Partito, della sua unità e del suo rapporto con la società.

Approvato con 19 voti a favori, 3 contrari e 2 astenuti.

Genova, 22 marzo 2015

Comitato Politico Regionale Prc Liguria

Lerici: mozione di sfiducia, Caluri con l’acqua alla gola

5 febbraio 2015, by  
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La scoccata finale. Il colpo che potrebbe mettere la parola fine all’amministrazione Caluri.

Una mozione di sfiducia che verrà votata al prossimo consiglio comunale firmata da sei consiglieri comunali membri di una minoranza compatta, da Sel alla lista civica Uniti per Lerici, con Rifondazione Comunista.

Forse il punto di non ritorno, il giro di boa, era stato sancito da tempo, quando, a seguito delle polemiche sulla salute della maggioranza, alcuni consiglieri convocavano una conferenza stampa per rassicurare gli elettori sulla stabilità dell’amministrazione lericina. Era l’inizio del novembre scorso, la Tartarini aveva già un piede fuori dalla porta del suo assessorato, ma, Ornati in prima linea, tutti garantivano appoggio al sindaco.

Ornati (Sel), Carozzi (Pd), Seratini (Pd), Greco e Fiore (Pd) in quell’occasione chiedevano una cosa semplice a Caluri: una verifica di maggioranza, che potesse dare il via ad un programma chiaro, formato da azioni concrete da portare a termine per il bene dei cittadini. Così non è stato e molti, con tempi e modi diversi, hanno agito di conseguenza. Il prossimo consiglio comunale, che non è ancora stato fissato nell’agenda del comune, potrebbe essere decisivo e segnare la conclusione dell’amministrazione Caluri: con solo nove voti si potrebbe chiudere un percorso iniziato con le elezioni del 2012 e che, fin dal principio, è stato segnato da ostacoli da superare e pezzi da sostituire.

Era il 7 maggio 2012, quando la lista vincitrice Golfo dei Poeti, formazione di centro-sinistra che aggregava il Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Italia dei Valori e Partito Socialista Italiano e due candidature civiche, si insediava in municipio.

Nel neo eletto consiglio comunale il sindaco Marco Caluri poteva contare su sette Consiglieri del Pd, due di derivazione civica e quindi non di estrazione partitica, oltre ad uno ciascuno per Sel e Rc.
Già il successivo 6 settembre 2013, a seguito di un estenuante scontro politico relativo alla riorganizzazione dei plessi scolastici del Comune di Lerici, il sindaco Caluri estrometteva dalla Giunta comunale l’allora assessore Fedi, sancendo quindi il passaggio di Rifondazione Comunista ai banchi dell’opposizione.

Pochi giorni dopo, esattamente il 21 settembre 2013, la consigliera del Pd Monica Rossi si dimetteva dallassemblea comunale: “le difficoltà vissute durante questo anno nel quale a mio parere, non si è riusciti ad intraprendere un percorso per la costruzione partecipata di proposte e azioni per un altro modello dipolitica– si legge nelle sue motivazioni- una politica che coinvolgesse ed accogliesse, che fosse in grado di cambiare il rapporto con i cittadini e che soprattutto riuscisse a prospettare una visione di futuro del nostro territorio“.
Poi le dimissioni di Tartarini, Fiore e Baudone, situazione aggravata dal passaggio alla minoranza di Sel.

Così Lisa Saisi (Uniti per Lerici), Veruska Fedi (Rifondazione Comunista), Gionata Casone (Uniti per Lerici), Matteo Chifari (Uniti per Lerici), Claudia Gianstefani (Uniti per Lerici), Andrea Ornati (SEL) hanno firmato la mozione di sfiducia, ritenendo la lista Golfo dei Poeti non più esistente da tempo e denunciando che probabilmente continuare ad amministrare con questo clima sarebbe più deleterio che mettere un punto e andare a nuove elezioni.

Aderisce anche Bernardo Ratti che però mantiene delle riserve sulle motivazioni scritte nella mozione protocollata ieri: “ricordo che le responsabilità degli errori commessi in questi due anni e mezzo vanno ricercate nell’amministrazione tutta, non solo nel sindaco, assessori dimissionari compresi. Il lavoro di opposizione è sempre stato fatto, da parte mia e degli altri, ma in sede di consiglio comunale hanno sempre votato compatti” illudendosi di poter apparire come una maggioranza unita e solida, solo nell’alzata di mano unanime.

Non resta che aspettare il prossimo consiglio comunale, mentre per Marco Caluri si apre una stagione difficile. Chissà che osservando lo scacchiere non si trovi costretto a rivedere nuove e vecchie alleanze, a meno che non decida di giocare d’anticipo e dimettersi.

www.gazzettadellaspezia.it

Congratulazioni, compagna Dilma!

28 ottobre 2014, by  
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Le nostre congratulazioni al partito dei Lavoratori e alla compagna Dilma Roussef rieletta in Brasile con il 51,64% dei voti.

Sono riusciti nuovamente  a sconfiggere la destra neoliberista: a loro il nostro applauso e i migliori auguri per il lavoro che li attende.

 

Il comunicato della Sinistra Europea:

The EL celebrates the victory of Dilma Roussef and left parties in Brasil

The Party of the European Left (EL) sends its warm and solidary greetings to President Dilma Roussef, to whom the Brazilian people gave their trust once again. This victory is one of the people who wanted to defend the social achievements reached during the last 12 years of progressive governments. It is also the victory of a project on the defence of popular sovereignty and a high level social content. It is the expression of the will of the Brazilian people in favour of thorough reforms on the democratization of the political system, on policies to fight inequalities, and of clear support to the progressive integration of the countries of Latin America.

The EL welcomes and congratulates the left parties in Brazil which carried out a combative campaign against the aggression of the opposition assembled around Alesio Neves, candidate of the Social democratic Party of Brazil, who did not stop using the dirtiest methods to try to win this election.

 

El PIE celebra la victoria de Dilma Roussef y los partidos de la izquierda brasileña

El Partido de la Izquierda Europea (PIE) hace llegar su más cálido y solidario saludo a la presidenta Dilma Roussef a quien el pueblo brasileño ha acordado una vez más su confianza. Esta victoria es la de un pueblo que ha querido defender las conquistas sociales alcanzadas durante estos últimos doce años de gobierno progresista. Se trata también de una victoria de un proyecto de defensa de la soberanía popular y de fuerte contenido social. Es la expresión de la voluntad del pueblo brasileño en favor de reformas de fondo de democratización del sistema político, de las políticas de lucha contra las desigualdades y de apoyo claro a la integración progresista de los pueblos de América latina.

El PIE saluda y felicita a los partidos de la izquierda brasileña que han llevado adelante una campaña combativa frente a la agresividad de la oposición reunida alrededor de Alesio Neves, candidato del Partido socialdemócrata de Brasil, quien no vaciló en utilizar los métodos más sucios para ganar esta elección.

Paolo Ferrero alla Spezia: “Gli altri con le banche, noi con la gente comune”

Le altre forze politiche si occupano delle banche, noi, della gente comune“: così questa mattina Paolo Ferrero, segretario Nazionale di Rifondazione Comunista e candidato con Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, durante la conferenza stampa svoltasi nella Federazione provinciale di Rifondazione Comunista in via Lunigiana alla Spezia.

Molti i punti toccati da Ferrero a partire da un orgoglioso “Dentro rivoluzione Civile non ci sono né mafie né banche, siamo una forza politica pulita ed al servizio dei comuni cittadini“.

Parlando di programmi, Ferrero ha sottolineato come l’intero programma di Rivoluzione Civile sia improntato sul recupero dei grandi patrimoni mafiosi, confiscandoli, ma anche recuperando tramite i loro patrimoni i soldi che i grandi evasori devono allo stato italiano, è proposta di Ingroia, dice Ferrero, quella di modificare la legge Latorre che permette di confiscare i patrimoni di mafia in modo che venga estesa e permetta anche la confisca dei patrimoni dei grandi evasori.

Altro punto su cui è stata puntata l’attenzione durante le conferenza stampa è stata la giustizia sociale. “C’è bisogno di prendere da quel 10% di popolazione che ha grandi redditi per redistribuirli, solo così avremo una vera ripresa dell’economia, inutile continuare sulla falsariga di Berlusconi, Monti e Bersani, andando a colpire i ceti medi e medio bassi con continue tassazioni, così si va solo a creare difficoltà alla gente comune. Noi vogliamo dire basta alla politica economica al servizio della finanza, bisogna tornare all’economia reale. Tassare sì, ma i grandi patrimoni, dagli ottocentomila euro in su mettendo una tassa progressiva su questa base si recuperano circa 20 miliardi che permetteranno investimenti nelle pensioni e nel sociale.”

Si è parlato anche di costi della politica. Dice Ferrero “Occorre tagliare stipendi e pensioni dorate, partendo da quelli dei politici e proseguendo con quelle dei grandi manager, a questo proposito saranno due le nostre iniziative. Punto primo presenteremo un referendum per fare si che gli stipendi dei politici scendano a 5000 Euro, lo faremo con un referendum perché l’unica maniera in cui è possibile realizzare questo proposito è far sì che siano gli italiani stessi a votarlo. Punto due, rivedere la tassazione dei compensi dei grandi manager, che in percentuale pagano meno tasse degli operai“.

Ferrero ha parlato inoltre di investimenti economici “Bisogna smettere di spendere soldi inutili, smettere di acquistare armamenti e di costruire opere inutili o dannose come il ponte sullo stretto o la TAV in val di Susa, quei soldi vanno spesi per sistemare l’assetto idrogeologico del nostro paese e riqualificare e mettere a norma le strutture pubbliche, investimenti che daranno anche posti di lavoro a molti giovani aiutando quindi anche la lotta alla disoccupazione, non se ne parla in campagna elettorale eppure è un grande problema del nostro paese quello del dissesto idrogeologico… eppure non se ne parla… non se ne parla perché i grandi partiti si preoccupano solamente della politica per banche e finanza e sono distanti dai problemi reali del paese e della gente comune“.

Ferrero: “Rivoluzione civile, per non cadere dalla padella alla brace”

Il segretario di Rifondazione alla Spezia per presentare il programma del movimento guidato da Antonio Ingroia.

Redistribuire la ricchezza e rivedere le voci di spesa dello Stato. Sono questi i due capisaldi della proposta politica di Rivoluzione civile, presentata quest’oggi da Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, presente alla Spezia come candidato nelle liste di Rivoluzione Civile, il movimento guidato da Antonio Ingroia.
Le politiche di Berlusconi e del governo Monti – ha detto Ferrero – hanno prodotto un disastro dell’economia italiana, non l’uscita dalla crisi“.  Per Ferrero le soluzioni superare il momento nero dell’economia e della società italiana ci sono, a cominciare dalla leva fiscale.
Occorre redistribuire il reddito dai ricchi ai lavoratori e ai pensionati ha spiegato il segretario di Rifondazione – tassando i grandi patrimoni sopra il milione di euro e poter aumentare così gli stipendi, le pensioni e per fare un salario sociale per i disoccupati. Quindi bisogna mettere un tetto a 5mila euro netti al me per gli stipendi dei parlamentari e per le pensioni d’oro, e con il denaro risparmiato abolire l’Imu sulla prima casa. Terza questione: basta con le spese per le missioni militari o per i caccia o per la Tav in Val di Susa, ma utilizzare le risorse per un serio piano del lavoro sull’assetto idrogeologico del territorio. In Italia abbiamo dovuto contare troppo spesso morti e feriti per alluvioni e disastri, dobbiamo usare meglio i soldi dello Stato in questo senso, così si potranno creare anche decine di migliaia di posti di lavoro. Infine bisogna battere la corruzione e l’evasione per ulteriori risorse“.
Il consiglio regionale ligure sta vivendo lo scandalo delle ‘spese pazze’ e tra gli indagati ci sono diversi esponenti dell’Italia dei valori, partito che fa parte di Rivoluzione civile.
Una schifezza – sentenzia Ferreo – e chi ha sbagliato deve pagare, ma nelle nostre liste non ci sono quelli che si sono comprati le mutande coi soldi pubblici“. Infine una stilettata a Sel e al Pd: “Berlusconi è il nostro avversario principale, ma gli italiani devono evitare di passare dalla padella alla brace. Dopo un anno di governo Monti è chiaro che il Professore ha messo in campo le stesse politiche del suo predecessore. Per questo chiediamo di non scegliere né Berlusconi, né il governo Bersani, Monti e Vendola“.

AUGURI DA RIFONDAZIONE!

29 dicembre 2012, by  
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Scuola primaria “Carducci” del Canaletto, Lombardi (Prc La Spezia): “Ottima l’iniziativa dell’associazione Alkimia e dei genitori, ma le istituzioni preposte latitano”

7 settembre 2012, by  
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In quest’ultimo periodo estivo si sono verificati  -in istituti scolastici della nostra provincia- importanti esempi di partecipazione diretta dei genitori e degli alunni alle sorti della propria scuola.

Sottraendo tempo libero alla famiglia ed in forme di volontariato in alcun modo retribuito, mossi da un encomiabile affetto ed attaccamento per la propria scuola, hanno imbracciato utensili da lavoro e creatività, trasformando edifici grigi e malandati in autentici laboratori di colore e fantasia. Al loro fianco le ragazze e i ragazzi dell’Associazione Alkimia hanno portato professionalità e dedizione a questo intervento che grazie a loro ha assunto connotati di assoluta eccellenza, esempio oggettivo per tutte le scuole spezzine.

Questo bell’esempio di democrazia partecipata non può e non deve, tuttavia, far celare le gravi carenze presenti in questo istituto scolastico che, sebbene siano state denunciate formalmente all’istituzioni scolastiche e comunali preposte, non hanno trovato nessun intervento di sorta. Un semplice accesso a quei luoghi fa immediatamente percepire il grave stato di degrado di vetustà della struttura e degli accessori interni. Occorre da subito intervenire con non prorogabili interventi di piccola manutenzione, per poi – in breve termine – programmare interventi di più ampia portata.

L’esempio positivo della sinergia di genitori, alunni e Associazione Alkimia siano da stimolo immediato per le istituzioni; al riguardo occorre intervenire sin dalla prossima settimana poichè se vi è la volontà di farlo è possibile un primo intervento d’urgenza prima dellla ripresa scolastica. Servono fatti concreti e non parole. Noi siamo fiduciosi e certi che la nostra sollecitazione produrre effetti concreti.
Massimo Lombardi, Segretario provinciale Prc/Fds La Spezia

Approvata la legge ligure sulla VAS, Prc La Spezia: “Fondamentale strumento per impedire nuovi scempi in un territorio dilaniato”

14 agosto 2012, by  
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L’approvazione della legge regionale sulla VAS, la valutazione ambientale strategica, non si colma solo un ritardo accumulato dalla Liguria rispetto alla normativa europea, ma formalizza un fondamentale strumento giuridico e politico per costruire percorsi partecipati e scientifici di gestione del territorio.
Si tratta di una legge importante, come è stato importante il ruolo della sinistra ligure in questo percorso, grazie ai consiglieri regionali di Rifondazione Comunista Giacomo Conti e Alessandro Benzie di Sel Matteo Rossi.Oggi in Liguria i piani urbanistici o attuativi, nuovi interventi, potranno essere vagliati con celerità e metodo, con considerazioni e studi già nella fase di preparazione e valutarne la sostenibilità durante la sua attuazione.
In una regione come la Liguria, e in una provincia come La Spezia, già eccessivamente cementificata, dove troppo spesso si è costruito senza controllo e dove incombono progetti scellerati di cementificazioni di piane a vocazione agricola o di cartolarizzazioni di beni comuni, oggi si potrà definire processi precisi, completi e partecipati sulla fattibilità e sostenibilità delle opere che si intendono costruire, o sulle trasformazioni che si intendono attuare.

Rifondazione Comunista La Spezia

 

REGIONE LIGURIA

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LEGGE REGIONALE 10 AGOSTO 2012 N. 32

 

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS) E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 DICEMBRE 1998, N. 38 (DISCIPLINA DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE)

Il Consiglio regionale – Assemblea legislativa della Liguria ha approvato.

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA

promulga

 

la seguente legge regionale:

TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

(Finalità)

 

  1. Al fine di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di promuoverne lo sviluppo sostenibile la Regione Liguria, nel rispetto della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente e del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e successive modificazioni ed integrazioni, individua l’autorità competente e detta disposizioni procedurali per la valutazione ambientale strategica (VAS) di piani e programmi la cui approvazione compete alla Regione, alla Provincia ed agli enti locali in attuazione dei principi generali di economicità e di semplificazione dei procedimenti amministrativi.

 

Articolo 2

(Definizioni)

 

  1. Ai fini della presente legge valgono le definizioni individuate nell’articolo 5 del d.lgs 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

Articolo 3

(Ambito di applicazione)

 

  1. Sono soggetti a VAS i piani e i programmi e le loro modifiche che abbiano un impatto significativo sull’ambiente e sul patrimonio culturale e che:

a)   siano elaborati per la valutazione e la gestione della qualità dell’aria ambiente, per i settori dell’agricoltura, della foresta, della pesca, dell’energia, dell’industria, dei trasporti, compresi i piani regolatori dei porti di interesse internazionale, nazionale e regionale, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, del turismo, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli e al contempo definiscano il quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione o, comunque, la realizzazione dei progetti elencati negli allegati II, III e IV del d.lgs.152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni;

b)   siano assoggettati a valutazione d’incidenza ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche) e successive modificazioni ed integrazioni e della vigente normativa regionale in materia, in considerazione degli impatti sulla conservazione dei siti designati come zone di protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici e di quelli classificati come siti di importanza comunitaria per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica.

  1. I piani ed i programmi di cui al comma 1 che hanno ad oggetto l’uso di piccole aree a livello locale e le modifiche minori dei piani e dei programmi di cui al comma 1 sono soggetti a procedura di verifica di assoggettabilità a VAS di cui all’articolo 13, nei casi indicati nell’allegato A in quanto aventi potenziali effetti sull’ambiente.
  2. Sono soggetti a procedura di verifica di assoggettabilità a VAS di cui all’articolo 13 anche i piani e i programmi, diversi da quelli di cui ai commi 1 e 2, che definiscono il quadro di riferimento per l’autorizzazione di progetti, nonché le loro modifiche, nei seguenti casi:

a)   piani o programmi a carattere generale o settoriale estesi all’intero territorio di competenza;

b)   piani o programmi aventi potenziali effetti sull’ambiente nei casi indicati nell’allegato A.

  1. Per i piani regolatori portuali:

a)      ove presentino una prevalenza di opere di natura progettuale rispetto ai contenuti pianificatori e/o programmatici si applica la procedura VIA/VAS integrata di competenza nazionale in applicazione dell’articolo 6, comma 3 ter, del d.lgs 152/2006;

b)      ove abbiano contenuti meramente pianificatori sono sottoposti alle procedure di cui alla presente legge e l’acquisizione del parere di cui all’articolo 5, comma 3, della legge 28 gennaio 1994, n. 84 (Riordino della legislazione in materia portuale) e successive modificazioni ed integrazioni avviene nel contesto delle suddette procedure.

  1. Sono, comunque, esclusi da VAS e da procedura di verifica di assoggettabilità:

a)   i piani e i programmi finanziari o di bilancio;

b)   i piani di protezione civile in caso di pericolo per l’incolumità pubblica;

c)   i progetti di piano stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico ai sensi dell’articolo 68, comma 1, del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni non contenenti previsioni di opere;

d)   i piani di gestione forestale o strumenti equivalenti, riferiti ad un ambito aziendale o sovraziendale di livello locale, redatti secondo i criteri della gestione forestale sostenibile e approvati dalle Regioni o dagli organismi dalle stesse individuati;

e)   i progetti urbanistici operativi di piani urbanistici comunali già sottoposti a VAS o a verifica di assoggettabilità a VAS che siano in conforme attuazione di piani o programmi;

f)   gli adeguamenti tecnico funzionali dei piani regolatori portuali come definiti dall’articolo 4, comma 2, della legge regionale 12 marzo 2003, n. 9 (Procedure per l’approvazione regionale dei Piani regolatori portuali e dei progetti di interventi agli ambiti portuali) e successive modificazioni ed integrazioni, salvo che contengano opere sottoponibili a valutazione di impatto ambientale (VIA) o valutazione di incidenza.

  1. Resta ferma l’applicazione dell’articolo 6, comma 12, del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

 

TITOLO II

PROCEDURA DELLA VAS E DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ

CAPO I

DISPOSIZIONI COMUNI

 

 

Articolo 4

(Principi generali)

 

  1. La VAS e la verifica di assoggettabilità costituiscono parte integrante del procedimento di formazione dei piani e programmi, si attivano contestualmente all’avvio della fase di elaborazione degli stessi e sono concluse anteriormente o contestualmente alla loro approvazione.
  2. Le procedure di formazione dei piani e programmi da assoggettare a VAS sono quelle previste dalle singole discipline di settore, integrate secondo le disposizioni di cui alla presente legge. Al fine di evitare duplicazioni, gli adempimenti di consultazione e di pubblicità della VAS prevalgono su quelli previsti dalle rispettive discipline di settore ove queste ultime stabiliscano tempi di durata inferiore.
  3. La procedura di VAS comprende quella di valutazione d’incidenza, secondo quanto previsto dall’articolo 15.
  4. I provvedimenti di approvazione di piani o di programmi assunti senza la previa VAS o la verifica di assoggettabilità a VAS ovvero in difformità al provvedimento dell’autorità competente sono annullabili per violazione di legge ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

Articolo 5

(Autorità competenti)

 

  1. La Regione è l’autorità competente per la VAS e per la verifica di assoggettabilità di piani e programmi di cui all’articolo 3 in relazione ai quali le discipline di settore prevedono l’approvazione o l’espressione di assensi, intese o pareri obbligatori da parte della Regione.
  2. La Provincia è l’autorità competente per la VAS e per la verifica di assoggettabilità in tutti gli altri casi di piani e programmi non rientranti nel comma 1. Per l’esercizio di tali funzioni, la Provincia adotta disposizioni organizzative conformi ai principi e alle modalità previste nel Capo II.
  3. La Giunta regionale, per l’esercizio delle competenze di cui al comma 1, si avvale delle proprie strutture competenti in materia ambientale e della sezione del Comitato di cui all’articolo 12.

 

Articolo 6

(Soggetti da consultare)

 

  1. L’autorità competente, in accordo con l’autorità procedente, individua i soggetti competenti in materia ambientale e gli enti territorialmente interessati, ove necessario anche interregionali e transfrontalieri, da consultare in ragione dell’ambito territoriale interessato dal piano o programma, delle scelte contenute nello stesso e degli impatti ambientali dovuti all’attuazione dei progetti ivi previsti, fra Regione, Agenzia regionale per l’ambiente ligure (ARPAL), ASL, enti gestori delle aree protette e dei siti Rete Natura 2000, direzione regionale del Ministero per i beni e le attività culturali, province, comuni, autorità di bacino, autorità portuali ed autorità competenti delle regioni confinanti.
  2. L’autorità competente ha facoltà di consultare ogni altro soggetto pubblico o privato i cui apporti possano essere rilevanti nei singoli procedimenti.
  3. La Giunta regionale può integrare l’elenco di cui al comma 1 o modificarlo per renderlo conforme a sopravvenute modifiche normative.

 

Articolo 7

(Consultazioni transfrontaliere)

 

  1. Nel caso di piani e programmi la cui attuazione possa determinare effetti significativi sul territorio di un altro Stato o qualora un altro Stato lo richieda, l’autorità procedente o il proponente, tramite la Regione, informa il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che provvede ai sensi dell’articolo 32 del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

 

CAPO II

PROCEDURA DI VAS E DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ A VAS

 

 

Articolo 8

(Rapporto preliminare e rapporto ambientale)

 

  1. Con riferimento ai piani e programmi di cui all’articolo 3, comma 1, l’autorità procedente o il proponente redige, in sede di avvio del processo di elaborazione del piano o programma, il rapporto preliminare propedeutico alla stesura del rapporto ambientale, in conformità alle indicazioni di cui all’Allegato B. Il rapporto preliminare costituisce elaborato tecnico istruttorio che deve essere trasmesso previa determinazione dell’organo esecutivo dell’autorità procedente.
  2. L’autorità competente, l’autorità procedente e gli altri soggetti competenti in materia ambientale di cui all’articolo 6 definiscono la portata ed il livello di dettaglio dei contenuti del rapporto ambientale sulla base del rapporto preliminare di cui al comma 1 attraverso una fase preliminare di confronto. A tal fine l’autorità competente, d’intesa con l’autorità procedente, convoca apposita Conferenza istruttoria ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) e successive modificazioni ed integrazioni. Tale fase si conclude entro il termine di novanta giorni dal ricevimento del rapporto preliminare da parte dell’autorità competente attraverso la redazione di apposito verbale sottoscritto dagli enti partecipanti.
  3. Il rapporto ambientale, comprensivo della sintesi non tecnica, è redatto secondo le indicazioni di cui all’Allegato C e fa parte integrante del piano o programma.
  4. Nel caso di piani o programmi che interessino siti della Rete Natura 2000 di cui alla legge regionale 10 luglio 2009, n. 28 (Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità) il rapporto preliminare ed il rapporto ambientale contengono anche gli elementi indicati nei criteri e nelle linee guida definiti dalla Regione in materia di valutazione di incidenza.

 

Articolo 9

(Avvio della procedura di VAS e fase di consultazione pubblica)

 

  1. L’autorità procedente ovvero il proponente trasmette all’autorità competente la proposta di piano o di programma adottato, comprensiva del rapporto ambientale, e contestualmente pubblica nel Bollettino Ufficiale della Regione Liguria un avviso contenente il titolo della proposta di piano o programma, il proponente, l’autorità procedente, l’indicazione delle sedi ove è possibile prendere visione del piano o programma e del rapporto ambientale comprensivo della sintesi non tecnica.
  2. L’autorità procedente e l’autorità competente provvedono contestualmente a mettere a disposizione del pubblico presso i propri uffici la documentazione relativa alla proposta di piano o programma ed a pubblicare nei rispettivi siti web la sintesi non tecnica ed il rapporto ambientale di cui al comma 1.
  3. L’autorità procedente o il proponente, prima della pubblicazione di cui al comma 1, trasmette la documentazione di cui al comma 2 ai soggetti competenti in materia ambientale ed ai soggetti territorialmente interessati da consultare a norma dell’articolo 6, nonché al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nel caso di consultazioni transfrontaliere.
  4. Entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione dell’avviso di cui al comma 1, chiunque può presentare osservazioni all’autorità procedente e all’autorità competente. Entro tale termine i soggetti competenti in materia ambientale e gli enti territoriali interessati sono tenuti ad esprimere parere sulla proposta oggetto di consultazione. Nel caso di consultazioni transfrontaliere il termine resta sospeso fino alla comunicazione dell’interesse dello Stato coinvolto alla partecipazione al procedimento di VAS da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell’articolo 32 del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

Articolo 10

(Valutazione ambientale strategica)

 

  1. La Regione, conclusa la fase di consultazione di cui all’articolo 9, esaminati la proposta di piano o programma, il rapporto ambientale comprensivo della sintesi non tecnica, nonché le osservazioni ed i pareri acquisiti ai sensi dell’articolo 9, comma 4, elabora le valutazioni finalizzate all’emissione del parere regionale, anche tramite apposita Conferenza di servizi istruttoria ai sensi degli articoli 14 e seguenti della l. 241/1990 e successive modificazioni ed integrazioni, e le sottopone al Comitato VAS di cui all’articolo 12.
  2. La Giunta regionale, nel termine di novanta giorni decorrenti dall’avvenuta conclusione della fase di consultazione di cui all’articolo 9, acquisito il parere del Comitato VAS, esprime il proprio motivato pronunciamento avente efficacia vincolante, comprensivo della valutazione sulla adeguatezza del piano di monitoraggio, e lo trasmette all’autorità procedente.
  3. Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Liguria, nonché nel sito web dell’autorità procedente e dell’autorità competente.
  4. L’autorità procedente o il proponente, in collaborazione con l’autorità competente, provvede in conformità al provvedimento di cui al comma 2 alla redazione conclusiva del piano o programma per la sua approvazione definitiva.
  5. L’atto definitivo di approvazione del piano o programma è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Liguria con l’indicazione della sede ove si può prendere visione dello stesso e degli atti concernenti il procedimento. Tale pubblicazione, anche nei siti web delle autorità interessate, comprende:

a)      il piano o programma approvato;

b)     il provvedimento motivato espresso dall’autorità competente;

c)      una dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o il programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate, secondo lo schema di cui all’allegato D;

d)     le misure adottate in merito al monitoraggio;

e)      le eventuali misure correttive da adottare in caso di impatti negativi.

 

Articolo 11

(Inchiesta pubblica)

 

  1. L’autorità competente, su richiesta motivata da parte dei comuni interessati e delle associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dispone, dandone adeguata pubblicità, lo svolgimento di una inchiesta pubblica per l’esame del rapporto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni del pubblico, senza che ciò comporti interruzioni o sospensioni dei termini dell’istruttoria di cui all’articolo 10.
  2. L’inchiesta di cui al comma 1, che si svolge tramite audizioni aperte al pubblico, può prevedere consultazioni con gli autori di osservazioni, con il proponente e con gli estensori del rapporto ambientale.
  3. L’inchiesta si conclude con una relazione sui lavori svolti ed un giudizio sui risultati emersi, da acquisire e valutare ai fini della VAS.

 

Articolo 12

(Istituzione della sezione VAS nel Comitato tecnico regionale per il territorio)

 

  1. E’ istituita la sezione per la VAS del Comitato tecnico regionale per il territorio regolato dalla legge regionale 6 aprile 1999, n. 11 (Riordino degli organi tecnici collegiali operanti in materia di territorio) e successive modificazioni ed integrazioni.
  2. La sezione è composta da:

a)      il direttore del dipartimento competente in materia di ambiente con funzioni di Presidente o suo delegato;

b)     il dirigente della struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale, con funzioni di Vice Presidente o suo delegato;

c)      il direttore del dipartimento competente in materia di pianificazione territoriale, urbanistica e paesistica o un suo delegato e il direttore competente nella materia del piano o programma soggetto a VAS o loro delegati;

d)     sei dirigenti delle strutture regionali aventi competenza giuridica in materia ambientale, di biodiversità, di assetto del territorio, di tutela del paesaggio, di agricoltura, di gestione delle risorse idriche o loro delegati;

e)      cinque esperti scelti tra persone di elevato livello scientifico e provata esperienza nelle seguenti discipline: pianificazione e processi di valutazione ambientale, ingegneria ambientale, biodiversità, mobilità ed infrastrutture, sociologia.

  1. La sezione esprime parere obbligatorio sui piani ed i programmi assoggettati a VAS di competenza regionale ai sensi dell’articolo 5 e svolge compiti di supporto nei casi di richiesta da parte dell’autorità competente. La sezione può essere convocata insieme alla sezione per la pianificazione territoriale e urbanistica per l’esame di piani urbanistici o territoriali soggetti a VAS o a verifica di assoggettabilità che richiedono una valutazione congiunta. La segreteria della sezione VAS ha sede presso il dipartimento competente in materia di ambiente. Il funzionamento della sezione è disciplinato dalla l.r. 11/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché da apposito regolamento recante le modalità operative e le disposizioni per lo svolgimento delle sedute.

 

Articolo 13

(Verifica di assoggettabilità)

 

  1. Con riferimento ai piani e programmi di cui all’articolo 3, commi 2 e 3, adottati dai competenti organi secondo le rispettive discipline di settore, l’autorità competente procede alla verifica di assoggettabilità alla VAS al fine di accertare se il piano o programma possa avere impatti significativi sull’ambiente.
  2. Ai fini di cui al comma 1, l’autorità procedente o il proponente trasmette all’autorità competente, su supporto informatico e/o cartaceo, un rapporto preliminare comprendente una descrizione del piano o programma, nonché i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione del piano o programma.
  3. I contenuti del rapporto preliminare, prima dell’adozione del piano o programma di cui al comma 2, possono essere definiti attraverso una fase di consultazione ai sensi dell’articolo 8, commi 1, 2 e 3.
  4. L’autorità competente, in collaborazione con l’autorità procedente o il proponente, sulla base delle scelte contenute nel piano o nel programma e degli impatti ambientali ad esse conseguenti, individua i soggetti competenti in materia di ambiente da consultare. Il rapporto preliminare e la proposta di piano sono messi a disposizione dei soggetti da consultare, allo scopo di acquisirne i pareri entro il termine di trenta giorni.
  5. Nel caso di piani o programmi di cui al comma 1 che possano comportare ricadute sui siti della Rete Natura 2000 di cui alla l.r. 28/2009, il rapporto preliminare contiene anche gli elementi indicati nei criteri e nelle linee guida assunti dalla Regione in materia di valutazione di incidenza.
  6. L’autorità competente adotta, entro novanta giorni dallo scadere del termine di cui al comma 4, il motivato provvedimento di verifica avente efficacia vincolante, assoggettando o escludendo il piano o programma dalla valutazione e dettando le eventuali prescrizioni, tenuto conto dei pareri pervenuti. Il provvedimento di verifica contiene anche l’accertamento rispetto alla necessità della valutazione di incidenza. Nel caso di piani urbanistici, il provvedimento può contenere anche le determinazioni di natura urbanistico-territoriale dell’autorità competente di cui all’articolo 5.
  7. Il provvedimento di cui al comma 6, obbligatorio e vincolante, è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Liguria, nonché nel sito web dell’autorità procedente e dell’autorità competente.
  8. L’autorità procedente, in collaborazione con l’autorità competente, procede alla redazione conclusiva del piano o programma in conformità al provvedimento di cui al comma 6 ed alla sua approvazione definitiva.

 

 

CAPO III

DISPOSIZIONI COMUNI E DI RACCORDO

 

 

Articolo 14

(Monitoraggio)

 

  1. La rilevazione degli impatti significativi dell’attuazione del piano sull’ambiente è effettuata tramite adeguato monitoraggio che verifica anche il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati, al fine di adottare le opportune misure correttive in caso di impatti negativi.
  2. L’autorità procedente o il proponente individua le risorse necessarie per la realizzazione del monitoraggio di cui al comma 1 e, avvalendosi dell’ARPAL, effettua tale monitoraggio con oneri a proprio carico.
  3. Qualora il monitoraggio individui impatti negativi imprevisti, l’autorità procedente o il proponente adotta le opportune misure correttive, in accordo con l’autorità competente.
  4. I dati del monitoraggio nonché le eventuali misure correttive sono pubblicati nei siti web dell’autorità competente, dell’autorità procedente, nonché dell’ARPAL.
  5. Gli esiti del monitoraggio sono condizione di procedibilità delle modifiche e degli aggiornamenti di piani o programmi sottoposti alle procedure di VAS e di verifica di assoggettabilità di cui alla presente legge.

 

Articolo 15

(Rapporti tra VAS e valutazione di incidenza)

 

  1. L’autorità competente esprime il parere motivato di VAS comprensivo della valutazione di incidenza. A tal fine il rapporto ambientale di cui all’articolo 8 contiene anche gli elementi indicati nei criteri e nelle linee guida assunti dalla Regione in materia di valutazione di incidenza, ai sensi del d.p.r. 357/1997 e successive modificazioni ed integrazioni.
  2. I piani di gestione forestale o strumenti equivalenti esclusi dal campo di applicazione della VAS e della verifica di assoggettabilità ai sensi dell’articolo 3, comma 5, lettera d), che rientrino nel campo di applicazione dell’articolo 5 del d.p.r. 357/1997 e successive modificazioni ed integrazioni, sono sottoposti a valutazione di incidenza secondo i criteri e le linee guida assunti in merito dalla Giunta regionale.

 

Articolo 16

(Rapporti tra VAS e VIA e disposizioni di semplificazione)

 

  1. Nel caso di piani o programmi o loro modifiche soggetti a VAS o a verifica di assoggettabilità che comportino altresì l’approvazione di progetti assoggettati a verifica-screening di cui all’articolo 10 della legge regionale 30 dicembre 1998, n. 38 (Disciplina della valutazione di impatto ambientale) e successive modificazioni ed integrazioni, la procedura di verifica-screening può essere effettuata nell’ambito della procedura di VAS. L’atto conclusivo del procedimento può prevedere prescrizioni nel caso di esclusione del progetto dal procedimento di VIA, ovvero individuare i contenuti da sviluppare nell’ambito dello studio di impatto ambientale (SIA) qualora sia necessario l’assoggettamento a VIA.
  2. Nel caso di comuni certificati o dotati di sistema di gestione ambientale (SGA) il rapporto ambientale ed il rapporto preliminare possono utilizzare i contenuti della documentazione del sistema di gestione, rendendo altresì conto di come gli obiettivi del sistema di gestione sono integrati nel piano o programma oggetto di valutazione.
  3. Nel caso di progetti previsti da piani o programmi già sottoposti a VAS, nella redazione del SIA possono essere utilizzate le informazioni e le analisi contenute nel rapporto ambientale o nel rapporto preliminare, se attuali e pertinenti.

 

 

CAPO IV

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

 

 

Articolo 17

(Disposizioni transitorie e finali)

 

  1. Sono sottoposti a verifica di assoggettabilità a VAS nei casi di cui all’articolo 3, comma 2, gli strumenti urbanistici attuativi, nonché i progetti urbanistici operativi in attuazione di strumenti e piani urbanistici comunali che non siano stati assoggettati a VAS o a verifica di assoggettabilità a VAS, ferma restando l’applicazione dell’articolo 6, comma 12, del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.
  2. Gli allegati alla presente legge possono essere aggiornati con atto della Giunta regionale a seguito di sopravvenute modificazioni normative.
  3. La Giunta regionale può stabilire criteri e linee guida per definire ulteriori modalità procedurali necessarie alla applicazione della presente legge.
  4. Per tutto quanto non disciplinato dalla presente legge, si richiamano le disposizioni del d.lgs.152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.
  5. Alla costituzione della sezione VAS del Comitato si provvede entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Presidente della Giunta regionale.

 

Articolo 18

(Modifiche alla l.r. 38/1998)

 

  1. Gli articoli 3, 4, 5 e 8 della l.r. 38/1998 e successive modificazioni ed integrazioni sono abrogati.
  2. Dopo il comma 1 dell’articolo 10 della l.r. 38/1998 e successive modificazioni ed integrazioni, è inserito il seguente:

“1 bis.  Dell’avvenuta trasmissione della richiesta di cui al comma 1 è dato avviso a cura del proponente nel Bollettino Ufficiale della Regione Liguria. Dell’avvio del procedimento è data notizia mediante inserimento nel sito web della Regione nonché dei comuni interessati, con indicazione del proponente, dell’oggetto, della localizzazione e la relativa documentazione progettuale e ambientale è messa a disposizione per la consultazione on line. In ogni caso copia integrale degli atti è depositata presso i comuni ove il progetto è localizzato. Entro quarantacinque giorni dalla comunicazione di avvio del procedimento di cui sopra, chiunque abbia interesse può far pervenire le proprie osservazioni.”.

3.    Al comma 2 dell’articolo 10 della l.r. 38/1998 e successive modificazioni ed integrazioni, le parole: “entro sessanta giorni” sono sostituite dalle seguenti: “entro novanta giorni”.

4.   Il comma 5 dell’articolo 10 della l.r. 38/1998 e successive modificazioni ed integrazioni è sostituito dal seguente:

“5. L’esito della procedura, comprese le motivazioni, è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Liguria, nonché nel sito web della Regione.”.

5.   Dopo l’articolo 13 della l.r. 38/1998 e successive modificazioni ed integrazioni, è inserito il seguente:

“Articolo 13 bis

(Impatti ambientali interregionali)

 

  1. Nel caso di progetti sottoposti alla procedura di VIA che risultino localizzati anche sul territorio di regioni confinanti, l’autorità competente effettua la procedura di VIA ed esprime il parere di compatibilità ambientale d’intesa con le regioni interessate, qualora tali progetti non siano di competenza dello Stato, ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e successive modificazioni ed integrazioni.
  2. Nel caso di progetti sottoposti alla procedura di VIA che possano avere impatti rilevanti sull’ambiente di regioni confinanti, l’autorità competente è tenuta a darne informazione e ad acquisire i pareri di tali regioni, nonché degli enti locali interessati.”.

 

Articolo 19

(Dichiarazione d’urgenza)

 

1.   La presente legge regionale è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

 

 

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria.

 

Data a Genova addì 10 agosto 2012

 

 

IL PRESIDENTE

(Claudio Burlando)

 

ALLEGATO A (ARTICOLO 3)

Piani e programmi e modifiche di piani e programmi soggetti a procedura di verifica di assoggettabilità di cui all’articolo 13

 

Richiedono l’espletamento della procedura di verifica di assoggettabilità di cui all’articolo 13, in quanto aventi potenziali effetti sull’ambiente, i piani e i programmi e le modifiche di piani e programmi di cui all’articolo 3, commi 2 e 3, lettera b), che prevedano:

1)      qualsiasi tipo di utilizzo avente ad oggetto aree inondabili e/o a suscettività al dissesto medio-alta, utilizzo che non sia preordinato alla messa in sicurezza del territorio, aree umide o carsiche o elementi di connessione ecologica di cui alla Rete Ecologica Ligure;

2)      incremento del carico insediativo in condizioni di carenza di dotazione idropotabile e/o di potenzialità depurativa, attestata dal competente gestore del servizio;

3)      varianti al P.T.C.P., sub Assetto Insediativo delle indicazioni del livello locale, relative ai regimi normativi di Conservazione ed ai regimi normativi ANI-MA, IS-Ma saturo, IS-MA-CPA e IS-MA, che siano preordinate alla realizzazione di nuovi insediamenti o alla trasformazione di quelli esistenti;

4)      incrementi del suolo urbanizzato superiori al 30 per cento o incrementi della superficie impermeabilizzata superiori al 15 per cento rispetto alla superficie attuale dell’ambito di riferimento, che determinino la riduzione del suolo occupato da attività agricole, o di zone di presidio ambientale o di zone boschive;

5)      nuove aree da urbanizzare, esterne ai centri abitati, per usi diversi da quelli industriali o artigianali, aventi superfici superiori a 1 ettaro o comportanti realizzazione di superficie impermeabilizzata superiore a 5.000 metri quadrati, che determinino la riduzione del suolo occupato da attività agricole, o di zone di presidio ambientale o di zone boschive;

6)      nuove aree da urbanizzare, esterne ai centri abitati, per usi industriali o artigianali aventi superficie superiore a 3 ettari o comportanti realizzazione di superficie impermeabilizzata superiore a 15.000 metri quadrati che determinino la riduzione del suolo occupato da attività agricole, o di zone di presidio ambientale o di zone boschive;

7)      la realizzazione di strade extraurbane e secondarie e relative gallerie con lunghezza superiore a 5 chilometri o urbane con lunghezza superiore a 3 chilometri;


ALLEGATO B (articolo 8)

 

contenuti del Rapporto preliminare

 

A)    per lo svolgimento della fase di consultazione/scoping ai sensi dell’artICOLO 8

Nel caso della fase di consultazione/scoping, il rapporto preliminare (RP) è associato ad uno schema di piano o programma (PP), che sulla base degli elementi di indirizzo formulati dall’Amministrazione procedente per la redazione dello stesso piano o programma, ne illustri i contenuti generali. Obiettivo del RP è quello di permettere di valutare il grado di completezza ed aggiornamento delle informazioni ambientali, definire fonti/mezzi per ulteriori approfondimenti e stabilire le condizioni alla trasformazione del territorio necessarie ad assicurare la sostenibilità del PP.

 

  1. descrizione dello schema di PP con indicazione della normativa e dell’iter approvativo di riferimento, dei principali obiettivi che si pone e delle linee di sviluppo essenziali.
  2. caratteristiche del PP, tenendo conto in particolare dei seguenti elementi:

–    in quale misura stabilisce il quadro di riferimento per progetti ed altre attività, sia per quanto riguarda l’ubicazione, la natura, le dimensioni, le condizioni operative, sia attraverso la ripartizione delle risorse;

–    in quale misura influenza altri PP inclusi quelli gerarchicamente ordinati e quelli settoriali;

–    in quale misura è influenzato da piani territoriali e/o settoriali sovraordinati e da vincoli derivanti da normative vigenti;

–    l’interazione con progetti approvati o in corso di approvazione pertinenti livelli territoriali sovraordinati;

–    pertinenza al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale fissati da PP settoriali e/o sovraordinati, nonché coerenza con gli obiettivi sanciti a livello internazionale e nazionale nel quadro delle politiche di sviluppo sostenibile.

  1. funzionalità del PP in termini di (quando pertinenti ai contenuti del PP):

–         efficienza infrastrutturale;

–         efficienza energetica;

–         risparmio idrico ed efficienza depurativa;

–         riduzione dei carichi ambientali.

  1. progettazione del processo partecipativo allo scopo di definirne obiettivi e linee di sviluppo e, se è già stato in parte svolto, ILLUSTRAZIONE DEGLI ESITI e di come se ne è tenuto conto nell’attività di redazione dello schema di PP.
  2. caratteristiche degli impatti e delle aree che possono essere interessate, anche se limitrofe all’ambito di diretta pertinenza del PP, tenendo conto in particolare dei seguenti elementi:

–    natura trasfrontaliera/interregionale degli impatti e conseguente necessità di coinvolgere soggetti transfrontalieri/interregionali;

–    valore e vulnerabilità delle aree che potrebbero essere interessate a causa:

  • delle speciali caratteristiche naturali o del patrimonio culturale, in relazione alla presenza di aree protette, siti Rete Natura 2000 – SIC e ZPS, emergenze storico architettoniche e/o aree vincolate ai fini paesistici;
  • della presenza di situazioni di compromissione delle aree in relazione a attività pregresse;
  • del superamento dei livelli di qualità ambientale o dei valori limite dell’utilizzo intensivo del suolo;

–    entità, probabilità, durata, frequenza e reversibilità degli impatti; nel caso di SIC e ZPS l’entità ed estensione degli impatti deve essere determinata, allo scopo di chiarire la compatibilità con gli obiettivi di conservazione dei siti della Rete Natura 2000 ed eventualmente escludere la necessità di valutazione di incidenza;

–    carattere cumulativo degli impatti;

e di qualsiasi altro aspetto pertinente al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento ambientale propri del PP.

  1. monitoraggio: schema semplificato che individui alcuni indicatori, coerenti con i principali obiettivi ambientali del PP, e proponga modalità di revisione a seguito degli esiti del monitoraggio stesso.

 

Nel caso di PP di enti certificati ISO 14001 e/o registrati EMAS, devono essere utilizzati gli elementi conoscitivi acquisiti e le linee programmatiche e gli obiettivi definiti con il sistema di gestione ambientale, integrandoli nei contenuti di PP ed avvalendosene per la redazione del rapporto preliminare.

 

B)    per lo svolgimento della verifica di assoggettabilita’ ai sensi dell’artICOLO 13

Nel caso della verifica di assoggettabilità, il RP è associato al piano o programma per il quale è formalizzato l’avvio del procedimento di adozione/approvazione da parte dell’autorità procedente. Obiettivo del RP è quello di permettere all’autorità competente di valutare se il piano o programma – PP, fatta comunque eccezione per quelli che non rientrano nell’Allegato A, possa avere impatti significativi sull’ambiente ed assumere quindi una decisione in merito all’esclusione o all’assoggettamento a VAS.

 

1. Campo di applicazione della norma: occorre attestare la pertinenza del procedimento che si attiva attraverso la dimostrazione della non sussistenza delle condizioni che implicano necessariamente lo svolgimento della VAS ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della presente legge.

 

2. CARATTERISTICHE DEL PIANO

Descrizione del piano e delle informazioni e dei dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull’ambiente.

 

2.1 Ambito programmatico e contenuti del Piano

Descrizione sintetica del rapporto con altri PP, del processo di formazione e delle previsioni del documento di piano e in particolare:

  • Quadro programmatico/normativo di riferimento tenendo conto di:

–    in quale misura il PP stabilisce il quadro di riferimento per progetti ed altre attività, sia per quanto riguarda l’ubicazione, la natura, le dimensioni, le condizioni operative, sia attraverso la ripartizione delle risorse;

–    in quale misura influenza altri PP inclusi quelli gerarchicamente ordinati e quelli settoriali;

–    in quale misura è influenzato da piani territoriali e/o settoriali sovraordinati e da vincoli derivanti da normative vigenti.

  • Quadro degli obiettivi di sostenibilità ambientale del PP, definiti sulla base della pertinenza del PP stesso al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale fissati da PP settoriali e/o sovraordinati, nonché coerenza con gli obiettivi sanciti a livello internazionale e nazionale nel quadro delle politiche di sviluppo sostenibile.
  • Quadro delle trasformazioni in atto o in fase di attuazione o di approvazione.
  • Percorso di formazione della proposta di PP, compresa la descrizione di eventuali momenti di partecipazione/consultazione pubblica avvenuti prima dell’adozione del progetto preliminare di piano (sondaggi, informazione, consultazione, forum, etc.).
  • Descrizione sintetica degli obiettivi, dello schema, della struttura e del massimo dimensionamento previsto dal PP, tenendo conto delle alternative e della giustificazione delle scelte adottate.

 

2.2 Accertamento delle criticità ambientali e del territorio

Definizione dello stato, delle tendenze e criticità delle componenti ambientali e antropiche pertinenti il PP, a riscontro dei contenuti del quadro conoscitivo di riferimento del PP stesso e in particolare:

  • Rappresentazione sintetica del quadro conoscitivo delle componenti ambientali e antropiche pertinenti il PP, attraverso la valutazione dello stato, delle tendenze evolutive e dei relativi fattori di pressione, ed evidenziando fonti, enti preposti all’elaborazione dei dati acquisiti, eventuali carenze informative.
  • Descrizione delle criticità, potenzialità e opportunità accertate e della loro rilevanza rispetto alle strategie di governo del territorio e delle risorse.
  • Nel caso di PP che prefigurano scelte localizzative, elaborazione di una carta sintetica dei vincoli/tutele/rischi/opportunità presenti sul territorio di pertinenza.

 

2.3 Obiettivi di sostenibilità ambientale e territoriale

Descrizione delle modalità con cui i risultati del percorso di formazione, delle valutazioni sullo stato dell’ambiente e degli indirizzi stabiliti dalla normativa e dai PP che interessano l’area e l’ambito di pertinenza del PP sono stati tradotti in obiettivi di sostenibilità:

  • descrizione degli obiettivi di sostenibilità ambientale e territoriale adottati, della loro pertinenza all’attuazione del piano e della coerenza rispetto al quadro conoscitivo e al percorso decisionale di formazione del PP;
  • verifica di coerenza esterna tra obiettivi di sostenibilità del piano e obiettivi desunti dalla normativa e altri PP sovraordinati;
  • verifica di coerenza interna tra obiettivi di sostenibilità e obiettivi di piano;
  • funzionalità del PP, in termini di (quando pertinenti ai contenuti del PP) efficienza infrastrutturale, efficienza energetica, risparmio idrico ed efficienza depurativa, riduzione dei carichi ambientali.

 

Nel caso di PP di enti certificati ISO 14001 e/o registrati EMAS, è opportuno che siano utilizzati gli elementi conoscitivi acquisiti e le linee programmatiche e gli obiettivi definiti con il sistema di gestione ambientale, integrandoli nei contenuti di PP ed avvalendosene per la redazione del rapporto preliminare.

 

3.      CARATTERISTICHE DEGLI IMPATTI

Valutazione degli effetti derivanti dall’attuazione degli interventi previsti dal PP ed individuazione delle eventuali alternative, compensazioni e mitigazioni, tenendo conto della reversibilità, del carattere cumulativo, della natura transfrontaliera degli impatti, dei rischi per la salute umana e per l’ambiente in caso di incidenti, del valore e della vulnerabilità delle aree interessate. La valutazione dovrà rispondere almeno ai contenuti minimi sotto elencati.

 

3.1 Valutazione effetti cumulativi e individuazione delle misure di mitigazione e compensazione

Valutazione degli effetti complessivi che il massimo dimensionamento previsto dal PP genera sulle componenti ambientali, territoriali e sulle infrastrutture ecologiche pertinenti il PP. Per ciascuna componente ambientale si deve provvedere all’analisi/valutazione dello stato, dell’impatto potenziale e delle relative misure di sostenibilità, intendendo per misure di sostenibilità le risposte che il PP fa proprie per il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità adottati.

3.2 Valutazione della coerenza localizzativa e individuazione delle misure di mitigazione

Nel caso di previsioni di PP localizzate e/o localizzabili, definizione della coerenza localizzativa, attraverso l’analisi della sovrapposizione tra la struttura del PP e la sintesi dei livelli conoscitivi individuati per la carta dei vincoli/tutele/rischi/opportunità territoriali.

 

4.      Schema di piano di monitoraggio – opzionale

Descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio degli impatti ambientali derivanti dall’attuazione del Piano, comprendenti un set di indicatori minimo, le modalità di raccolta e di gestione dei dati, i soggetti competenti e responsabili e le risorse necessarie.

 

 

 

allegato c (ARTICOLO 8)

 

contenuti del Rapporto ambientale

 

Illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano o programma e del rapporto con altri pertinenti piani o programmi.

 

Descrizione dello schema di PP con indicazione della normativa e dell’iter approvativo di riferimento, dei principali obiettivi che si pone e delle linee di sviluppo essenziali. Interazione con progetti approvati o in corso di approvazione pertinenti livelli territoriali sovraordinati.

 

Descrizione dei principali obiettivi (obiettivi generali) che si pone e delle linee di sviluppo essenziali e verifica di coerenza con gli obiettivi di sostenibilità e di protezione e miglioramento ambientale individuati a livello comunitario, nazionale, regionale, locale (coerenza esterna).

 

Descrizione del processo partecipativo attivato allo scopo di definire obiettivi e strategie, dei suoi esiti e di come se ne è tenuto conto nella costruzione del PP, nell’individuazione degli obiettivi specifici e delle linee di sviluppo del PP.

 

Aspetti pertinenti dello stato attuale dell’ambiente Inquadramento territoriale, socio economico e demografico e quadro di analisi attraverso l’individuazione di informazioni territoriali di base e la definizione dello stato quali-quantitativo dei vari comparti/risorse:

–          aria e fattori climatici;

–          acque superficiali, sotterranee e ciclo idrico integrato;

–          suolo e sottosuolo;

–          aspetti agro-vegetazionali (con attenzione particolare per i territori con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità, di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’articolo 7 della L. 5 marzo 2001, n. 57) e successive modificazioni ed integrazioni;

–          biodiversità (con attenzione particolare alle zone designate ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE e alle relative aree di collegamento ecologico –funzionali)

–          paesaggio e patrimonio culturale, architettonico e archeologico;

–          inquinanti fisici: rumore, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti;

–          energia;

–          rifiuti;

–          salute umana.

Indicazione delle eventuali difficoltà incontrate nella raccolta delle informazioni richieste.

 

Definizione di obiettivi specifici e dei relativi target quali-quantitativi (indicatori)

–          dalla constatazione di criticità esistenti nel quadro di analisi iniziale, in rapporto agli obiettivi di sostenibilità ed ambientali generali;

–          dalla manifestazione di esigenze/istanze particolari da parte dei portatori di interesse (cittadini, associazioni, categorie, etc.);

–          dall’implementazione del SGA, nel caso di enti certificati.

 

Descrizione dell’opzione “zero”, ovvero dello scenario di riferimento costituito dallo stato attuale delle risorse e dalla loro possibile evoluzione in assenza di PP. L’analisi deve consentire di evidenziare ulteriori criticità/potenzialità di natura dinamica, in rapporto agli adempimenti di norma, di piano di settore e/o di piani sovraordinati, ed agli obiettivi generali, arrivando a definire ulteriori obiettivi specifici. Uso di indicatori.

 

Sintesi delle alternative di PP individuate per il raggiungimento degli obiettivi posti, valutazione comparativa delle prestazioni comprensiva della descrizione di come è stata effettuata la valutazione stessa e di come si è giunti alla scelta dell’assetto finale di PP. Uso di indicatori.

 

Verifica di coerenza fra le azioni/previsioni costituenti il PP, il quadro di analisi iniziale (coerenza interna) e gli obiettivi specifici. Funzionalità del PP in termini di (quando pertinenti) efficienza infrastrutturale, efficienza energetica, risparmio idrico ed efficienza depurativa, riduzione dei carichi ambientali. Uso di indicatori.

Individuazione dei possibili effetti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione del PP nel suo complesso (massimo dimensionamento previsto) e per singole previsioni. In relazione all’assetto di PP scelto, stima delle conseguenze derivanti dalle previsioni sullo stato quali-quantitativo delle risorse, definito nel quadro di analisi iniziale, comprendendo le interrelazioni fra i vari elementi. In caso di previsioni localizzate e/o localizzabili, verifica della coerenza delle stesse con il quadro vincolistico, pianificatorio e conoscitivo delineato. Devono essere considerati tutti gli impatti significativi, compresi quelli secondari, cumulativi, sinergici, a breve, medio e lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e negativi. A fronte di impatti significativi, individuazione di idonee misure mitigative e compensative, da formulare quale parte costitutiva del quadro normativo del PP. Nel caso di interessamento di elementi della Rete Natura 2000 deve essere riconoscibile lo studio di incidenza ai sensi del dpr 357/97 e successive modificazioni ed integrazioni e norme regionali in materia.

 

Descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio e controllo degli impatti ambientali significativi derivanti dall’attuazione del PP proposto. Devono essere individuate le responsabilità per l’attuazione del monitoraggio, avvalendosi di ARPAL, e garantita la sussistenza nell’ambito del quadro economico del PP delle risorse necessarie per la sua realizzazione e gestione.

Devono inoltre essere definite le modalità con cui si prevede di adottare le misure correttive sul PP che risultassero necessarie e delle forme di comunicazione al pubblico sia degli esiti del monitoraggio che delle misure correttive assunte.

 

Sintesi non tecnica delle informazioni di cui ai punti precedenti.

 

 

Allegato D (ARTICOLO 10)

 

CONTENUTI DELLA DICHIARAZIONE DI SINTESI

 

La dichiarazione di sintesi è il documento attraverso il quale l’autorità procedente, nel momento di informazione della decisione, illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o il programma adottato, alla luce delle alternative possibili. È fondamentale per ripercorrere il processo decisionale e renderlo trasparente ed efficace.

 

Le informazioni da fornire, in modo schematico e facilmente leggibile, sono le seguenti:

 

  1. Consultazione: descrizione della procedura di valutazione effettuata, dei soggetti competenti coinvolti, dei pareri e dei relativi tempi, indicando per le due fasi di scoping e di valutazione:

–    numero e date degli incontri effettuati;

–    contributi forniti nell’ambito dello scoping dai soggetti competenti in materia ambientale;

–    pareri richiesti ed evidenza di quelli pervenuti, con sintesi dei contenuti e di come se ne è tenuto conto nella formulazione del parere motivato.

 

  1. Fase pubblica:

–    indicazione del processo partecipativo attivato per la formazione del piano, con evidenza dei portatori di interessi coinvolti, delle modalità e di come si è tenuto conto nella redazione del piano/programma dei suoi esiti;

–    indicazione delle osservazioni pervenute nel corso della fase pubblica del procedimento di VAS, da parte di chi, e di come se ne è tenuto conto nella redazione del parere motivato.

 

  1. Alternative: descrizione delle eventuali alternative considerate, anche in termini di stadi evolutivi del piano o programma, e sintetica illustrazione delle ragioni della scelta finale, attraverso la sintesi degli effetti ambientali attribuibili ad ognuna.

 

  1. Integrazione delle considerazioni ambientali nel piano o programma: devono essere indicati, per i vari comparti ambientali e i relativi obiettivi di tutela, gli obiettivi e le azioni di piano che su di essi producono effetti e le eventuali misure di mitigazione/compensazione. Il richiamo deve essere puntuale ai singoli obiettivi, azioni, norme di attuazione del piano o programma.

 

  1. Adeguamento agli esiti della valutazione ambientale: descrizione del modo in cui si è tenuto conto del parere motivato e delle eventuali prescrizioni in esso contenute, attraverso l’indicazione puntuale delle parti di piano o programma variate, con evidenza del raffronto prima-dopo e argomentazione della modifica effettuata (rispetto ad altre possibili).

 

Vendita Ansaldo, Olivieri (Prc/Fds): “Le ambiguità della politica nascono dal sostegno a Monti”

11 luglio 2012, by  
Archiviato in Dall'Italia, Lavoro, Partito, Primo piano

 

Leggo con disagio e sconcerto le affermazioni dei parlamentari liguri sulla vicenda Ansaldo, mi riferisco in particolare a quelli che sostengono il Governo Monti. Chi, come il senatore Boscetto del Pdl, candidamente dichiara di non saperne nulla mette a disagio: ma li legge almeno i giornali? Sconcertano invece tutti gli altri che si dimenticano di dire chi ha deciso che Finmeccanica deve “vendere i gioielli di famiglia”.

La decisione l’ha presa il Consiglio di Amministrazione che, come tutti i Consigli di Amministrazione, risponde agli azionisti, anzi, in questo caso, all’azionista. Che è il Governo Monti, cioè quello stesso Governo che i parlamentari liguri tengono in piedi col loro voto. Dal che se ne deduce che ne condividano le politiche. Si dà il caso che uno degli aspetti più importanti della politica di Monti siano proprio le privatizzazioni delle aziende. Del resto solo una decina di giorno fa Enrico Letta, vicesegretario del Pd, aveva proposto consistenti privatizzazioni per i grandi gruppi industriali pubblici, e cioè Eni, Enel e, guarda a caso, Finmeccanica.

Ci si chiede come mai sul caso Ansaldo la politica non si mobiliti come aveva fatto per Fincantieri. Semplice: l’attacco a Fincantieri era portato avanti dal Governo Berlusconi quello a Finmeccanica dal Governo Monti.

Ma vuoi che chi in Parlamento ha prima concesso a Monti di aumentare l’età pensionabile, mettere l’Imu sulla prima casa, aumentare l’Iva, smantellare di fatto l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e adesso si appresta a votare gli odiosi tagli della “spending review”, si metta sul serio di traverso alla vendita di Ansaldo alla Siemens? La privatizzazione di Ansaldo può essere fermata solo dalla lotta dei lavoratori sostenuta dalla comunità locale. Ed è anche l’unico modo per costringere la politica a uscire dall’ambiguità.
Sergio Olivieri
Segretario regionale di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra Liguria

Sergio Olivieri confermato segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista

11 luglio 2012, by  
Archiviato in Dall'Italia, Partito, Primo piano

Lo spezzino Sergio Olivieri è stato confermato segretario regionale di Rifondazione Comunista della Liguria. Lo ha deciso il nuovo comitato politico regionale del partito al termine del congresso che si è tenuto lo scorso sabato a Genova.

Olivieri, 58 anni, già deputato di Rifondazione dal 2006 al 2008, è alla guida del Prc ligure dal 2009. Con lui nella nuova segreteria altri due spezzini: il segretario provinciale Massimo Lombardi e Mattia Celsi. Il resto della nuova segreteria è composto da Gian Luca Lombardi, Gianni Borsa, Patrizia Poselli e dai segretari di federazione Sergio Triglia, Marina Dondero, Mariano Mij e Marco Ravera.

Oltre a Olivieri gli spezzini eletti nel rinnovato “parlamentino” regionale del Prc sono Massimo Lombardi, Mattia Celsi, Jacopo Ricciardi, Antonella Guastini, Maurizio Fontana e Chiara Bramanti.

Lotta al governo Monti e costituzione del blocco della Sinistra in prospettiva di allontanamento dall’alleanza con il Partito Democratico i principali punti programmatici del rieletto segretario che nella sua relazione introduttiva ha posto l’accento soprattutto sui problemi del lavoro e dell’ambiente nel territorio ligure.

Al congresso erano presenti le delegazioni di Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Pd e Cgil. Ha partecipato anche l’ex senatrice Prc Haidi Giuliani che ha definito un “lampo di giustizia” la fresca conferma della condanna della corte di Cassazione da parte dei funzionari di polizia autori dei pestaggi della scuola Diaz durante il G8 di Genova 2001.

Rifondazione Comunista/Fds Liguria

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