Alessandra Fava: “Cinque Terre alla ricerca della normalità perduta”

27 dicembre 2011, by  
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Un mese a mezzo dopo l’alluvione le popolazioni chiedono chiarezza sulla ricostruzione

tratto da “Il Manifesto” del 27 dicembre 2011

GENOVA – O le fasce o le frane: per le Cinque terre non c’è via di mezzo. O si recuperano gli appezzamenti o le terre sono destinate a scomparire. Troppo fragile un territorio privo di foreste, con una montagna a picco sul mare che da zero porta a 400 metri d’altezza, una montagna con frane antiche che tracimano in continuazione e che i vecchi riuscivano a tamponare a forza di pietre messe una sull’altra nei muretti a secco, che poi sono anche l’attrattiva per le migliaia di turisti che negli ultimi anni hanno percorso questo pezzo di terra altrimenti remoto. L’ultima alluvione, quella terribile del 25 ottobre, ha provocato nuovi smottamenti.

La protezione civile del Friuli-Venezia Giulia con delle foto aeree in 3D ne ha contato 300 su Vernazza e 170 su Monterosso per un totale di mille eventi franosi nella provincia di Spezia. «Ora bisogna mettere in sicurezza i versanti – dice Michele Presbiterio, geologo di lungo corso, prima segretario generale dell’Autorità del bacino del Po, ora fra i consulenti del sindaco di Monterosso, Angelo Maria Betta (Pdl) – Alle Cinque Terre il disastro non è stato causato dalle cementificazioni come altrove, perché qui si è costruito pochissimo grazie anche al parco nazionale. Semmai la colpa è delle terrazze abbandonate, dove si accumula il terreno che fa ristagnare l’acqua e poi fa tracimare muri a secco e fango a valle».

Restaurare sentieri e fasce (come vengono chiamati in dialetto i terrazzamenti) ha dei costi esorbitanti. Certo in passato il parco poteva investire meglio fondi europei e nazionali e gli introiti del ticket dei sentieri (decine di milioni di euro in 13 anni) ed è anche su quello che la procura di Spezia sta indagando dopo l’arresto del presidente Franco Bonanini e di alcuni amministratori nel 2010. Tuttavia risultano nella disponibilità del Parco almeno due milioni destinati a interventi sul territorio e non sono stati ancora assegnati. Per i sentieri, il comune di Riomaggiore per il 2011 ha avuto contributi per quasi 350 mila euro in gran parte ancora da liquidare, quasi altrettanti quello di Vernazza e 263 mila quello di Monterosso.

Il neo commissario del parco delle Cinque Terre Vincenzo Santoro a metà dicembre in una conferenza stampa ha riferito che «è stato eseguito un monitoraggio ed è stata fatta una mappatura approfondita su tutta la sentieristica» e che «il più battuto è il sentiero numero 2 su cui si concentreranno maggiormente i prossimi sforzi lavorativi». Nell’aria c’è anche l’idea di fare un super-commissario al territorio. Ne accenna sempre Presbiterio: «Le soluzioni sono due: o si danno tutte le terre al parco affinché le metta a posto, oppure si nomina commissario uno dei tre sindaci dei tre comuni delle Cinque terre e gli si danno dei fondi nazionali per mantenere il territorio».

È anche su questo che si sta lavorando a Monterosso. In via Roma e nelle strade limitrofe, dove si è abbattuta la marea di fango e detriti il 25 ottobre, si spala ancora. La strada è pulita, il segno dell’onda che ha raggiunto l’architrave non si vede più, ma in fondi e cantine il fango è ancora visibile, come allo sportello del bancomat e in altri angoli che non sono ancora stati sgomberati. Tutto ti fa ricordare la tragedia, dalle auto accumulate a due passi dal mare a un deposito della spazzatura prima a scomparsa che ora è riemerso dalle viscere della terra e spunta come un fungo a un metro d’altezza. In piazza sono all’opera quelli dell’Acam spezzina, la società del gas, e si sente l’odore forte del gas che fuoriesce. Tante case non ne sono ancora rifornite, vanno avanti a bombole. Erano un ricordo.

Alcuni appartamenti non sono ancora agibili, l’esondazione del torrente Morione, che si restringe verso la foce con argini artificiali, qui ha sfrondato finestre, porte, infissi. Occhiaie vuote sui passanti. Puzza d’umido la chiesa. E tutti si chiedono come sarà possibile ripristinare la fognatura che passava sotto via Roma. Anche quella è stata spazzata dalla furia. Per il paese ci sono ancora le zone rosse che fanno inviperire gli abitanti: il sindaco ha firmato varie proroghe dello stato di emergenza della protezione civile che prevede «l’evacuazione di tutti gli edifici di comune uso personale, familiare o di lavoro in via Roma dal civico 54 fino a monte, via Gioberti, località Valle, Località Balanello, Località Morione e via Buranco, Seravano e salita Magenta» per permettere i lavori agli impianti di gas, luce e acqua potabile. Morale, le strade vengono chiuse temporaneamente con delle transenne per permettere ai mezzi di passare e un tale mugugna di non essere ancora riuscito ad entrare nella propria cantina. Così dopo un mese e mezzo di normalità se ne respira poca.

A Vernazza si ripete il copione, anche peggiore. In paese si entra solo posizionandosi nel primo vagone del treno e si accede solo con un permesso del sindaco. La stazione sembra un avamposto da diligenze, più Ok Corral che riviera. In paese sono rimasti una cinquantina, i più giovani, a spalare. C’è da rifare la fogna, da pensare a come fare arrivare il metano da Volastra e magari riprendere le attività commerciali sperando nel turismo di Pasqua. Per ora di bello c’è stato solo un matrimonio celebrato nei giorni scorsi e le frane intanto fanno paura: le più grandi mettono a rischio l’esistenza del paese stesso.

Anche andarsene, da Monterosso e Vernazza, non è facile. L’unica cosa che funziona è la ferrovia. A Monterosso la strada provinciale è ancora aperta a singhiozzo per i mezzi privati e la gente si organizza a gruppi per andare a Spezia e riempire l’auto di cibarie. A monte la situazione è ancora peggiore, il sistema sta letteralmente crollando come un castello di carte. La strada costiera che prima metteva in comunicazione i cinque paesi è interrotta da una grande frana e non è chiaro quando potrà essere nuovamente percorribile dato che è crollato un ponte in una valle franosa. Tra scarsi pini e macchia anche qui si legge chiaramente che le fasce sono state abbandonate da tempo.

Quanto le amministrazioni locali siano coscienti dell’emergenza montagna, è tutto da capire. Gli ultimi atti amministrativi, sia nel comune di Monterosso che in quello di Riomaggiore, parlano solo di cementificazioni e parcheggi. A Monterosso alla vigilia dell’alluvione il 21 ottobre, una delibera di giunta ha deciso di affidare lo studio di fattibilità tecnico-economica per il parcheggio in località Molinelli e per alcuni giorni sono proseguiti a Monterosso i lavori per un altro parcheggio in costruzione, alla faccia di una delibera della giunta regionale che obbliga al blocco dei lavori in tutte le zone liguri alluvionate. Lo vede il cronista e ne dà conto la rete.

Una certa Olivia sul blog monterossoliberainformazione.blogspot.com (qui la rete è un po’ come Twitter per la rivoluzione araba) commenta che «non hanno ancora finito di costruire un parcheggio, già parlano di costruirne un altro dalla parte opposta del paese. E pensare che sarebbe meglio dedicassero le loro energie a sistemare i danni alluvionali. Invece no: mentre poche forze lavoro si dedicano ai torrenti ancora chiusi, a poche decine di metri di distanza lavorano a ritmi da stakanovisti per portare avanti la costruzione di un parcheggio a Monterosso in località Loreto. Davvero non c’è nulla di meglio da fare che continuare a portare betoniere di cemento per costruire questo megaparcheggio?».

Nel Comune di Riomaggiore retto dal sindaco Franca Cantrigliani (lista indipendente) con una delibera del 21 novembre, si è deciso che la priorità è la messa in sicurezza della costa, in particolare lo spiaggione di Corniglia e le spiagge di Fossola e Riomaggiore. Con un progetto di uno studio savonese, si rilancia una colata di cemento con la scusa che l’alluvione recente che ha colpito Vernazza e Monterosso ha rivelato quanto siano importanti i collegamenti a mare e che il comune di Riomaggiore ne è carente. Morale nuovi moli, nuovi accosti, nuove dighe e ripascimenti delle spiagge. Tra l’altro su Corniglia continua a lavorare una frana storica che come il manifesto ha raccontato anni fa è stata declassata dalla Provincia di Spezia come atto propedeutico alla costruzione del villaggio Europa. Con l’alluvione è rotolato a valle un altro pezzo di montagna bloccando definitivamente il sentiero delle Cinque terre e anche due abitanti costretti ora a passare a mare (mareggiate permettendo).

Intanto diversi cittadini si interrogano sulla fine delle numerose donazioni che pioveranno sulle Cinque terre. Onlus, associazioni, blog, enti locali, il consorzio turistico delle Cinque terre, persino la sede regionale dell’Ansa con un instant-book, stanno raccogliendo fondi per l’alluvione. E, come per gli introiti incassati dal Parco delle Cinque terre,  li abitanti chiedono trasparenza e rendiconti. A Monterosso nei giorni scorsi girava la bozza di una lettera in cui s’invita il sindaco a «rendere noto un elenco di progetti ai quali dovranno far capo le donazioni» e «rendere pubblici gli importi delle donazioni e con quali finalità verranno impiegati gli stessi».

Argomento ancora più calzante, visto che in paese tutti sanno che la finanza ha appena sequestrato dei documenti in Comune, nell’ambito delle indagine della procura spezzina partita dal comune di Riomaggiore e il parco delle Cinque Terre. Intanto resta un’incognita la nomina di un presidente dell’ente parco. Il mandato del precedente commissario Aldo Cosentino doveva finire a dicembre, quindi in tanti si auguravano che governo e regione Liguria nominassero un presidente. Invece Cosentino è stato mandato via di fretta e furia dal passato ministro all’ambiente Stefania Prestigiacomo in concomitanza con la caduta del governo Berlusconi ed è stato nominato in qualità di nuovo commissario l’ex prefetto di La Spezia, Vincenzo Santoro, un siciliano. Cosentino aveva dato trasparenza agli atti amministrativi, pubblicato bilanci e rendiconti, assunto finalmente dei dipendenti del parco e applicato le norme più restrittive sulle costruzioni. La cosa deve aver dato fastidio.

«Se sono inviso ai costruttori, me ne vado contento», ha detto sibillino appena saputo del cambio di guardia. Intanto gli ambientalisti sono sul piede di guerra. «Il nuovo commissario non sembra avere un piano complessivo sul parco – sostiene Claudio Frigerio, portavoce di AmbientalMente, che vive nel parco e se ne occupa da anni – la preoccupazione di tanti è che questo commissario sia il liquidatore del parco. Ci sono forti pressioni speculative che sembrano godere delle simpatie dei sindaci. E nessuno sembra si renda conto che le Cinque Terre sono uniche per i loro terrazzamenti, per questo paesaggio antropizzato, senza quello e la possibilità di camminare a piedi, non credo che i turisti siano ancora interessati a venire».

di Alessandra Fava

Comunali 2011: Grande risultato di Gennaro Giobbe a Santo Stefano Magra, complimenti a Franca Cantrigliani sindaco del rinnovamento a Riomaggiore

17 maggio 2011, by  
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Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra della Spezia esprimono grandissima soddisfazione per l’eccellente risultato del compagno Gennaro Giobbe, eletto a Santo Stefano Magra con 209 preferenze, il quinto per numero di voti della lista “Juri Mazzanti Sindaco“.

Ai complimenti per la riconferma del primo cittadino santostefanese alla guida del comune, sottolineiamo la correttezza e la coerenza istituzionale e comportamentale in campagna elettorale del candidato Giobbe il cui impegno come assessore e le cui credenziali politiche all’insegna degli autentici valori della sinistra sono state lungamente premiate dall’elettorato santostefanese.

Rifondazione inoltre si congratula con Franca Cantrigliani, eletta sindaco di Riomaggiore e del rinnovamento per le Cinque Terre. Nell’auspicio di un forte cambiamento nel nome della trasparenza e partecipazione, non possiamo che esprimere a lei e ai suoi nuovi consiglieri i nostri più sinceri in bocca al lupo.

Rifondazione Comunista/ Federazione della Sinistra La Spezia

Rifondazione comunista incontra i cittadini a Volastra: Cinque Terre, tra passato e presente

18 dicembre 2010, by  
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Martedi 21 dicembre, ore 17 al Circolo ARCI di Volastra, la federazione spezzina di Rifondazione Comunista incontra i cittadini di Riomaggiore in un incontro in cui il partito vorrà confrontarsi a partire da ciò che è successo per capire meglio il presente e gettare le basi per un futuro migliore.

Cinque Terre, tra passato e presente

Le Cinque Terre, Riomaggiore sono un patrimonio inestimabile di donne, di uomini, di lavoratori e di ambiente. Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il parco delle Cinque Terre ed il comune di Riomaggiore hanno imposto alla politica un necessario momento di riflessione nei rapporti tra cittadini ed istituzioni, rapporti che si sono rilevati logori e incancreniti da prassi a dir poco deprecabili.

Ecco perchè Rifondazione Comunista della Spezia ritiene fondamentale ripartire dal confronto con la gente, con i cittadini riomaggioresi per gettare le basi di un cambiamento sostanziale e radicale del modo di fare politica nei territorio, partendo dall’elemento che in questi anni è stato posto sotto sequestro: la partecipazione.

Interverranno

Sergio Olivieri
(segretario regionale PRC Liguria)

William Domenichini
(responsabile Ambiente PRC la spezia)

Massimo Lombardi
(responsabile Movimenti PRC la spezia)

Nessuna lezioni ma solo Verità e Giustizia per le storture del Faraone

12 ottobre 2010, by  
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Riteniamo doveroso precisare all’Idv locale che non abbiamo alcuna intenzione, e non ci interessa affatto, dare lezioni a nessuno. Vogliamo “solo” ciò che un paese civile dovrebbe pretendere: la piena luce sui fatti che hanno investito le Cinque Terre, la verità sulle vicende che hanno portato ad oggi e l’assunzione della piena responsabilità di tutti i coinvolti, naturalmente esprimendo nuovamente ed incondizionatamente la nostra totale solidarietà con chi ha Resistito per anni. Ci stupisce che altre forze politiche del centrosinistra non esprimano la stessa nostra volontà, tesa al fermo rispetto della Democrazia, della trasparenza e della legalità in tutto il nostro territorio, non solo nelle Cinque Terre“.

Così Chiara Bramanti, segretaria provinciale di Rifondazione Comunista della Spezia, interviene in merito alle recenti dichiarazioni dell’esponente della direzione provinciale spezzina Idv Nicola De Benedetto.

Invitiamo De Benedetto, e tutti coloro i quali lo ritengono opportuno, a rileggersi attentamente le 881 pagine di ordinanza di custodia cautelare, in cui risulta che, il 26 agosto 2010, il coordinatore provinciale Idv Pietrobono veniva ricevuto dall’ex presidente del Parco delle Cinque Terre, Franco Bonanini e nella discussione c’erano in oggetto proprio i rapporti con la minoranza. Ne deduciamo che l’Idv sapeva bene cosa stava succedendo ma ha taciuto. Non sfuggirà agli esponenti dell’Idv rivierasca che in quelle 881 non vi sia alcun esponente che attualmente ricopre incarichi nel Partito della Rifondazione Comunista! Ragion per cui invece di attaccare Rifondazione, che chiede chiarezza e trasparenza per voltare pagina realmente e non solo con buoni propositi, si accerti che il partito dove milita De Benedetto sia immune da relazioni eufemisticamente poco edificanti, con chi ha costruito il sistema feudale che oggi scopriamo nei suoi nodi più inimmaginabili ed angoscianti.

Inoltre a De Benedetto” – conclude la segretaria del PRC - “ricordiamo che da almeno cinque anni il sig. Fortunati non è più un esponente del nostro partito, perciò il suo riferimento è da rivolgere altrove. Ricordiamo anche di aver sempre dato il nostro contributo collaborativo senza mai imporlo nulla a nessuno, rivendicando le nostre battaglie e rispettando le identità di ogni nostro interlocutore. Ci siamo presi il “lusso” di esprimere solidarietà al gruppo consiliare “Per Riomaggiore” in tempi non sospetti, quando, prima dello tzunami giudiziario, alcuni suoi esponenti hanno ricevuto addirittura querele dai famigliari di Bonanini, cosa che l’Idv si è guardata dal fare. Se questo significa strumentalizzare si totalmente è fuori strada“.

Infine in merito alla posizione del consigliere comunale di minoranza del comune di Vernazza, Antonio Barrani, chiamato in causa dal solito De Benedetto, è lo stesso Barrani a intervenire: “La mia linea sul caso Cinque Terre è esattamente quella espressa dalla mia segreteria provinciale” – dichiara il capogruppo di opposizione a Vernazza – “Come esponente di Rifondazione Comunista voglio ricordare al signor De Benedetto che l’Italia dei Valori ha appoggiato ed appoggia, tramite il consigliere comunale De Nevi, l’amministrazione di Vernazza guidata dal sindaco Rezasco che ha sua volta ha appoggiato direttamente la candidatura di Bonanini al parlamento europeo nel 2009“.

“A Vernazza - conclude Barrani - siamo fieramente all’opposizione e lo saremo finché emergerà tutta la verità anche al di fuori del comune di Riomaggiore. Invito infatti a gettare lo sguardo su tutta l’area del Parco che coinvolge anche i comuni limitrofi senza limitarsi e restringere il cerchio alla sola area riomaggiorese. L’attenzione al caso resti alta e non si limiti solo a Rimaggiore. Difenderemo il Parco in tutta la sua interezza e Rifondazione non ha niente da nascondere: vuole verità e giustizia per tutte le persone che in questi hanni hanno sofferto le gravi storture di questo sistema“.

Olivieri sul caso 5 Terre: “Chi si opponeva al sistema faceva vita grama”

1 ottobre 2010, by  
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Riproponiamo l’intervista di Paolo Magliani (Secolo XIX) al segretario regionale ligure di Rifondazione comunista, Sergio Olivieri.

Rifondazione Comunista è l’unica che ha chiesto le dimissioni del presidente del Parco delle Cinque Terre Franco Bonanini. Il segretario regionale Sergio Olivieri spiega il motivo della presa di posizione del suo partito.

Mentre le altre forze politiche hanno espresso solidarietà a Bonanini, voi ne avete chiesto le dimissioni. Perché?

« E’un atto dovuto compiere un passo indietro se chi amministra la cosa pubblica è indagato con imputazioni così gravi ed è addirittura sottoposto agli arresti. Stupisce piuttosto che Rifondazione sia stata l’unica ad averlo chiesto e che le stesse forze politiche, che in casi analoghi si sono sempre espresse in questo senso, stavolta abbiano preferito assumere altre posizioni».

Tra queste forze però ci sono anche i vostri compagni del Pdci con i quali state dando vita alla Federazione della Sinistra…

«La successiva precisazione di Enrico Vesco ha chiarito che si tratta solo di una differenza di toni che non fa venir meno le ragioni dell’unità della sinistra di alternativa per la quale Prc e Pdci sono fortemente impegnati».

Bonanini si è dimesso…

«Sì e gli ne do volentieri atto. Anche in questo caso poi devono valere i principi garantisti: essere sottoposti ad indagine non significa automaticamente essere colpevoli. C’è un’inchiesta in pieno svolgimento  e c’è da augurarsi che si concluda presto e bene. Non è rituale esprimere fiducia nell’operato della magistratura. Questo sul piano giuridico».

E su quello politico?

«Dai verbali delle intercettazioni che si leggono sui giornali, come è stato già autorevolmente sottolineato, emerge una concezione feudale del territorio ed un disprezzo sconcertante per i valori che dovrebbero caratterizzare il funzionamento delle istituzioni. Al di là dell’aspetto giuridico, questo ci dice che siamo davanti ad una vera emergenza democratica».

Lei parla di emergenza democratica, ma se così fosse la scoprite solo adesso?

«Fin da quando Rifondazione era guidata da Aldo Lombardi cercammo di dare sostegno al malessere che veniva manifestato da una parte dei cittadini, molti dei quali però avevano timore ad esporsi pubblicamente. Riconosco che la nostra azione è stata senza dubbio insufficiente ma va detto che la situazione era molto difficile e che il nostro impegno é costato caro, soprattutto ai pochi compagni della zona che avevano il coraggio di esporsi. Del resto che a Riomaggiore le voci critiche facciano vita grama non è una novità».

Può essere più chiaro?

«Potrei citare per esempio il caso delle elezioni comunali del 2004. In quell’occasione una lista civica conseguì un successo inaspettato e riuscì ad eleggere alcuni consiglieri: era una spina nel fianco dell’establishment. Ci fu un ricorso del centrosinistra e del centrodestra e partì subito un’inchiesta che accertò che alcune delle firme a sostegno della lista erano state raccolte senza la presenza dell’autenticatore, ma si trattava comunque di firme vere e non false. La sanzione per questa irregolarità fu pesantissima: i consiglieri eletti furono dichiarati decaduti e al loro posto subentrarono i rappresentanti del centrodestra, cioè “l’opposizione di Sua Maestà”, visto che centrodestra e centrosinistra a Riomaggiore non si differenziano molto. Sarei curioso di sapere in quanti comuni nei quali sono state riscontrate irregolarità nelle firme raccolte a sostegno delle varie liste ci sono stati provvedimenti così draconiani».

In conclusione?

«Spero che da questa vicenda non ne esca malconcia l’immagine del Parco, un patrimonio inestimabile da salvaguardare. Ed è doveroso, al di là delle opinioni politiche, esprimere riconoscenza per il coraggio di quanti, come i rappresentanti dell’attuale opposizione consiliare di Riomaggiore, hanno operato in questi anni in un contesto così difficile per far valere le ragioni della democrazia».

Solidarietà ai consiglieri della lista “Per Riomaggiore”. Bonamini ritiri la querela nel rispetto della Costituzione

28 agosto 2010, by  
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Esprimiamo forte e sincera solidarietà ai consiglieri comunali della lista “Per Riomaggiore” querelati dalle signore Concetta e Gina Gasparini, rispettivamente moglie e cognata del presidente del Parco delle Cinque Terre Franco Bonamini per aver espresso legittime critiche nei loro confronti, rafforzate anche dalla funzione istituzionale che ricoprono come consiglieri comunali di opposizione, ossia quella di controllo della corretta vita democratica della comunità che hanno il diritto e il dovere di esercitare.

La gravità del gesto nei confronti di Franca Cantrigliani, Alessandro Bordone e Lucia Paganetto si spiega con l’assoluta mancanza di senso civico e rispetto della Costituzione Italiana che nell’articolo 21 dice a chiare lettere: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure“. E’ evidente che nell’Italia berlusconiana del 2010 il concetto di libertà di espressione e stampa è stato talmente lesionato da poter indurre qualcuno ad aver tanto fastidio e disprezzo per le idee degli altri e per la democrazia stessa.

Per tornare nel merito della vicenda di Riomaggiore, non ci risulta alcuna dichiarazione offensiva alle persone, semmai una denuncia ironica su quanto accaduto riguardo ad alcuni lavori pubblici su proprietà delle due signore Gasparini. Rifondazione pertanto chiede loro il ritiro della suddetta querela nel rispetto della democrazia e dell’istituzione che i consiglieri rappresentano e invita il sindaco Pasini a far piena luce sulla vicenda. Perché tutti i cittadini, e i primo lugo i riomaggioresi, hanno il diritto di esigere massima trasparenza e rispetto dell’uguaglianza davanti alla legge.

Segreteria Prov.le PRC La Spezia

Acqua, Energia e Sicurezza nei luoghi di Lavoro

31 maggio 2010, by  
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Pubblichiamo un prospetto riassuntivo dell’iter di presentazione, discussione e votazione di alcune mozioni consiliari redatte dalla federazione di Rifondazione comunista e presentate nei vari consigli comunali della provincia, sul tema della sicurezza nei luoghi di Lavoro, per l’acqua pubblica e contro l’installazione di impianti nucleari o siti di stoccaggio di materiale radiattivo. Si tratta di un work-in-progress in cui aggiorneremo di volta in volta i risultati del nostro lavoro.

I documenti sono qui scaricabili:


Arcola: Presentati dal  consigliere capogruppo Romeo (RC).

 

  • Acqua Pubblica:  Non ancora presentato.
  • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Approvato all’unanimità.
  • No al nucleare: Non ancora presentato.

Follo: Presentati dalla consigliera Zolesi (RC).

  • Acqua Pubblica: Approvato all’unanimità.
  • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Approvato all’unanimità.
  • No al nucleare: Approvato all’unanimità.
    Maggioranza: Cozzani, Piacente, Vezzi, Rossi, Casati, Giacobono, Lazzoni, Godani, Ciuffardi, Bancalari e Guglieri (PdL), Pierini (LN) – Minoranza:  Barcellone, Tognetti e Luppi (Pd), Zolesi (RC) – Assenti: Battolla

Lerici: Assenti: Grieco e Saisi (Pdl)

  • Acqua Pubblica: Presentati dalla consigliera Fedi (RC), discussi e votati il 31 maggio 2010 – 13 voti favorevoli (Maggioranza: 11 PD, 1 RC, Minoranza: 1 lista civica, 2 Idv) , 4 contrari (Pdl)
  • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Presentato. In discussione al prossimo Consiglio comunale.
  • No al nucleare: Presentato. In discussione al prossimo Consiglio comunale.

Levanto:
Maggioranza: 12 – Minoranza: 5  – Assenti: 0

  • Acqua Pubblica:  Presentati dalla consigliera Canzio (RC), discussi e votati il 20 maggio 2010 – 15 voti favorevoli (10 PD, 1 RC, 1 Socialisti, 3 Pdl) , 2 astenuti (Pdl)
  • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Non ancora presentato.
  • No al nucleare: Non ancora presentato.

La Spezia: Presentati dalla consigliera capogruppo Cossu (RC).

  • Acqua Pubblica: Presentato (n° 121/2009), in discussione nel consiglio comunale del 24 maggio.
  • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Presentato ed approvato – 21 favorevoli (PD, PRC, PdCI e Lista Schiffini). Maggioranza: Luca Basile, Mauro Bornia, Adolfo Carnieri, Paolo Carro, Tiziana Cattani, Valentina Chiavacci, Marcella Conti, Laura Cremolini, Marcello Delfino, Luca Daniele Liguori, Antonio Marcobello, Gianfranco Marinaro, Jonathan Marsella, Andrea Stretti, Rinaldo Tavilla, Riccardo Venturini (PD), Edmondo Bucchioni, Simona Cossu (PRC), Roberto Luciano Masia (PdCI), Angelo Majoli (Lista Schiffini) – Minoranza: Escono dall’aula Alessio Anselmi, , Lorenzo Brogi, Fabio Cenerini, Luigi De Luca, Maria Grazia Frijia, Alessandro Gai,  Sauro Manucci, Paolo Messuri, Giacomo Peserico (PdL), Gian Carlo Di Vizia (LN) – Assenti: Giacomo Di Capua, Giacomo Gatti, Paolo Asti, Alberto Corsi (PdL), Enrico Schiffini (Lista Schiffini), Paolo Martinelli (LD), Paolo Gagliardelli, Giulio Guerri (Misto)
    .
  • No al nucleare: Presentato (n° 119/2009) ed approvato – 19 favorevoli (PD, PRC, PdCI e Lista Schiffini), 11 contrari (PdL e LN).
    Maggioranza: Luca Basile, Mauro Bornia, Paolo Carro, Tiziana Cattani, Valentina Chiavacci, Laura Cremolini, Marcello Delfino, Luca Daniele Liguori, Gianfranco Marinaro, Jonathan Marsella, Andrea Stretti, Rinaldo Tavilla, Riccardo Venturini (PD), Edmondo Bucchioni, Simona Cossu (PRC), Roberto Luciano Masia (PdCI) – Minoranza: Alessio Anselmi, Paolo Asti, Lorenzo Brogi, Fabio Cenerini, Alberto Corsi, Luigi De Luca, Maria Grazia Frijia, Alessandro Gai,  Sauro Manucci, Paolo Messuri, Giacomo Peserico (PdL), Gian Carlo Di Vizia (LN), Angelo Majoli (Lista Schiffini) – Assenti: Adolfo Carnieri, Marcella Conti, Antonio Marcobello (PD), Giacomo Di Capua, Giacomo Gatti (PdL), Enrico Schiffini (Lista Schiffini), Paolo Martinelli (LD), Paolo Gagliardelli, Giulio Guerri (Misto), Flavio Cavallini (PS)

Ortonovo: Presentati dal consigliere Bedini (RC), discussi e votati il 25 febbraio 2010.
Maggioranza: Pietrini, Silvestri, Danieli, Bernardini, Leri e Sebastiani (PD), Lorenzini, Babbini e Scapazzoni (Socialisti), Marcesini e Bedini ( RC) – Minoranza: Natucci (PdL), Battiglia e Cavirani (lista civica) – Assenti: Nespolo (PD), Caravita e Parodi (PdL)

  • Acqua Pubblica: Approvato – 1 astenuto (Cavirani)
  • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Approvato all’unanimità
  • No al nucleare: Approvato – 3 astenuti (Scapazzoni, Babbini e Cavirani). Nota:  voto favorevole Natucci (PdL)

Riccò del Golfo: Il consigliere Brizzi (RC).

  • Acqua Pubblica:  Non ancora presentato.
  • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Non ancora presentato.
  • No al nucleare: Non ancora presentato.

Riomaggiore: Il gruppo consiliare “Per Riomaggiore” si era reso disponibile a presentare i documenti, ma non lo ha fatto.

    Santo Stefano Magra: Il consigliere capogruppo Giobbe (RC).

    • Acqua Pubblica: Presentato. In discussione al prossimo Consiglio comunale.
    • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Presentato. In discussione al prossimo Consiglio comunale.
    • No al nucleare: Presentato. In discussione al prossimo Consiglio comunale.

    Vernazza: Il consigliere capogrupp Barrani (RC).

    • Acqua Pubblica:  Rinviata la discussione alla commissione consiliare.
    • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Approvata all’unanimità
    • No al nucleare: Approvata (2 voti contro di cui uno l’assessore Ivani)

    Vezzano Ligure: La consigliera Lombardi (RC).

    • Acqua Pubblica:  Non ancora presentato.
    • Sicurezza nei luoghi di Lavoro: Non ancora presentato.
    • No al nucleare: Non ancora presentato.

    Non siamo presenti nei comuni di Ameglia, Bolano, Calice al Cornoviglio, Carro, Carrodano, Bonassola, Borghetto Vara, Brugnato, Deiva Marina, Framura, Maissana, Monterosso, Pignone, Portovenere, Rocchetta Vara, Sarzana, Sesta Godano, Varese Ligure e Zignago.

    Roberto Luciano Masia